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Il nostro progetto di riqualificazione e salvaguardia dell’area circostante la paludetta nel Parco del lago di Candia è incentrato sulla protezione di.

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Presentazione sul tema: "Il nostro progetto di riqualificazione e salvaguardia dell’area circostante la paludetta nel Parco del lago di Candia è incentrato sulla protezione di."— Transcript della presentazione:

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2 Il nostro progetto di riqualificazione e salvaguardia dell’area circostante la paludetta nel Parco del lago di Candia è incentrato sulla protezione di tale zona ad alto valore naturalistico e di biodiversità. PALUDETTA E AREA D’INTER- VENTO LAGO PALUDE DORA BALTEA Lo scopo di questi interventi è creare o ampliare la copertura arborea autoctona attorno alla paludetta, cioè una zona naturale che attutisca gli effetti degli interventi antropici circostanti, allontanandola dalle coltivazioni e dai prodotti chimici utilizzati che potrebbero danneggiarla e modificarla.

3 Il primo intervento ha come scopo l’abbattimento di due pioppeti. Il secondo, il recupero di alcuni seminativi. A B C PALUDETTA LAGO D - Il pioppeto A, di circa 1 ha, di piante adulte e in parte appena tagliato. Sui margini sono presenti alberi spontanei di ontano. Attualmente nei pressi della paludetta si possono rilevare: - Il pioppeto B, di circa 1 ha, non era raggiungibile al momento dei rilievi per la presenza di acqua alta nei canali e terreno fangoso.

4 - Il seminativo C, di circa 5 ha, è coltivato attualmente a prati, frumento e orzo. Potrebbe essere riforestata tutta l’area, ma escludiamo la ‘punta’ di nord-ovest. - Il pioppeto (D), potrebbe essere sostituito con un bosco umido. Seminativo C. Sullo sfondo i pioppeti dell’area D

5 Per quanto riguarda la vegetazione, si tratta di tagliare i pioppi nelle aree A e B ed eliminare le ceppaie. Nell’area C invece bisogna raccogliere le produzioni delle colture primaverili-estive senza avviare quelle autunno-vernine. Successivamente su tutte le aree si effettueranno lavori di preparazione del terreno e le nuove plantumazioni. Sul lato nord-ovest dell’area C, che delimiterà l’area boscata, sembra consigliabile sistemare un sentiero pedonale che “tagli” l’angolo dell’attuale strada. Generalità sull’intervento:

6 L’espianto dei pioppeti (aree A,B e D): taglio della piante: l’abbattimento deve essere effettuato rispettando le norme di sicurezza e cercando di arrecare il minor danno possibile alla vegetazione circostante; sramatura e accatastamento dei tronchi: dopo l’abbattimento le piante devono essere sramate e i tronchi accatastati per facilitarne il carico; cippatura dei rami: le ramaglie possono essere cippate in loco con un’apposita cippatrice. Il materiale ottenuto da questa operazione può successivamente distribuito sul terreno al fine da aumentare la sostanza organica e di conseguenza la fertilità; dicioccamento e cippatura dei ceppi: i ciocchi possono essere espiantati con un escavatore e poi anch’essi possono essere cippati con le ramagli.

7 Preparazione del terreno (per tutte le aree prese in considerazione): abbondante concimazione organica si procede con uno scasso del terreno mediante aratura profonde circa cm: erpicatura con erpice rotante per l’affinamento del terreno. aratura erpicatura

8 Sesti d’impianto: Si prevede di porre a dimora le piante in file ad una distanza di 3 metri tra le file per permettere un adeguato sfalcio della flora spontanea. Posizioni casuali esporrebbero le piante a gravi rischi durante gli sfalci. Sulla fila si prevede una distanza di 3 metri per le piante arboree e di 1 metro per le piante arbustive. Messa a dimora delle piante: Sesto di impianto Piante della stessa specie è bene che si succedano a tratti in modo che competano tra loro con la stessa intensità ponendo un modulo di 15 metri, potrebbero succedersi sulla fila 5 piante arboree della stessa specie (a 3 m tra loro) e 15 piante arbustive (a 1 metro). L’alternarsi di esemplari singoli di specie diverse porta infatti a una riduzione di sviluppo delle specie meno competitive, come la farnia, che tendono a scomparire già nei primi anni.

9 La piantine nei primi 3 anni dovranno probabilmente essere irrigate nei periodi più caldi e secchi (irrigazione di soccorso con botte portata). L’erba spontanea deve essere tagliata almeno 3 volte all’anno nei primi 3 anni per evitare la loro competizione con le piante messe a dimora. Eventuali diradamenti potranno essere effettuati se necessario. Successiva gestione del bosco:

10 E’ bene realizzare il nuovo impianto in autunno, in modo che le piante abbiano sviluppato un apparato radicale robusto entro la primavera successiva. Le piante possono essere richieste gratuitamente ai vivai forestali presso gli uffici di zona del Settore Gestione Proprietà Forestali Regionali e Vivaistiche della Regione Piemonte, in quanto utilizzate “per finalità di recupero ambientale, imboschimento, rinaturalizzazione e sistemazione del territorio”. Il vivaio più vicino è attualmente quello di Albano Vercellese. L’altezza delle piantine fornite è di cm.

11 Piante: Prendendo in considerazione le specie vegetali riscontrate nei boschi spontanei della zona, escludendo le infestanti di recente introduzione, come la robinia e l’ailanto, abbiamo determinato le essenze che abbiamo inserito per i nuovi impianti. Acero campestre (Acer campestre L.) Carpino bianco (Carpinus betulus L.) Ciliegio a grappoli (Prunus avium L.) Frassino maggiore (Fraxinus excelsior L.) Farnia (Quercus robur L.) Ontano (Alnus glutinosa (L.) Gaertn.) Pioppo bianco (Populus alba L.) Biancospino (Creataegus monigyna Jacq.) Evonimo (Euonymus europaeus L.) Frangola (Frangula alnus Mill. Rhamnus frangula L.) Salicone (Salix capraea L.) Viburno (Viburnum opulus L.) E tra gli arbusti: Specie individuate tra gli alberi:

12 Alberi Acero campestre (Acer campestre L.) Carpino bianco (Carpinus betulus L.) Ciliegio a grappoli (Prunus avium L.)

13 Frassino maggiore (Fraxinus excelsior L.) Farnia (Quercus robur L.) Pioppo bianco (Populus alba L.)

14 Arbusti Biancospino (Creataegus monigyna Jacq.) Frangola (Frangula alnus Mill. Rhamnus frangula L.) Evonimo (Euonymus europaeus L.)

15 Salicone (Salix capraea L.) Viburno (Viburnum opulus L.)

16 La passerella e il percorso circolare A B C PALUDETTA LAGO D Per facilitare la vista del lago di Candia, senza che i visitatori rovinino l’ambiente del parco e senza che affondino nei terreni melmosi, proponiamo la costruzione di una passerella all’interno del nuovo bosco, al margine dell’attuale seminativo C. Il percorso disegnato in verde sulla mappa è lungo circa 900 m. Il tracciato indicato darà origine ad un percorso circolare, solitamente sempre molto gradito dai turisti.

17 il tipo di legno (resistente all’acqua, ad esempio pino, abete e larice), i tratti in cui la passerella può essere appoggiata a terra e i tratti in cui deve essere soprelevata, i materiali di supporto della passerella soprelevata (legno o acciaio), i materiali delle protezioni laterali (legno con traverse in legno o cavi d’acciaio). Si tratta pertanto di analizzare le varie alternative e decidere: Passerella in legno appoggiata a terra, già presente nel parco nell’area della palude. Esempi di passerelle soprelevate in parchi e boschi

18 RINGRAZIAMENTI Si ringraziano di cuore il Dott. LUCA IORIO, Provincia di Torino, per le spiegazioni, le discussioni, i materiali forniti; l’Arch. DANIELA SANFRATELLO, Studio Sferalab, per l’organizzazione degli incontri, delle attività e i consigli; il Prof. DARIO GRUA per i consigli sulla progettazione e le informazioni sulle essenze botaniche.

19 GRAZIE PER L’ATTENZIONE!


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