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 Descrizione e Concetti Base Metodologia didattica Erogazione elettronica di contenuti formativi Contesto di formazione permanente e continua Utente:

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Presentazione sul tema: " Descrizione e Concetti Base Metodologia didattica Erogazione elettronica di contenuti formativi Contesto di formazione permanente e continua Utente:"— Transcript della presentazione:

1  Descrizione e Concetti Base Metodologia didattica Erogazione elettronica di contenuti formativi Contesto di formazione permanente e continua Utente: apprendimento flessibile e offerta personalizzata Scuola  Imprese  innalzamento culturale

2  Definizioni: “ Una forma di apprendimento a distanza, abilitata dalla massimizzazione delle potenzialità di Internet ed indirizzata alla promozione, confezione e distribuzione di corsi di contenuto vario rivolti ad un’audience molto ampia”. (L. Henningsen) “Una combinazione di servizi d’apprendimento e di tecnologie volta a fornire un apprendimento integrato ad alto valore, in ogni tempo e in ogni luogo”. (Thinq-

3  Il dibattito in corso Modello anglosassone: iniziativa privata; baricentro sugli interessi imprenditoriali; enfasi sullo sviluppo individuale. Modello scandinavo: intervento pubblico; baricentro sulle comunità sociali (istituzioni territoriali di base, partnership); democratizzazione della cultura. eLearning scettici: insufficienti possibilità di valorizzazione delle relazioni sociali nei processi di apprendimento. eLearning entusiasti: “mythinformation”.

4 Information Technology  ed economie di scala   Ruolo Nuovi modi dell’attore   di lavorare e pubblico comunicare; nuove relazioni sociali   Soluzioni complesse  e personalizzate per le diverse categorie di utenti  Nodi critici

5  Vantaggi Riduzione dei costi Mancanza di vincoli spazio-temporali Adattabilità all’utente Gruppi di fruizione: omogeneizzazione di programmi e metodi didattici Pianificazione dei momenti di verifica Archiviazione automatica dei risultati

6  Breve Storia di FAD Distance Schooling Dalla metà dell’ '800 fino agli anni '60. Mezzi utilizzati: sistema postale, radio, tv, apparati di audio e video registrazione Isaac Pitman  Penny Post: trasmette il suo metodo di scrittura; '50 Scuola torinese Radio Elettra  corsi di formazione per corrispondenza.

7  Distance Learning Anni '80 Mezzi utilizzati: tecnologie informatiche off-line 1988 UE  Programma Delta: approfondimento della conoscenza sulle nuove tecnologie applicate alla FAD; Più recentemente… European Schoolnet (Consorzio dei Ministeri per la Pubblica Istruzione dei Paesi membri dell’UE)  Strategie per la FAD

8  eLearning Stadio attuale. Mezzi utilizzati: reti telematiche  tecnologie on-line; Personalizzazione dei contenuti per popolazioni ampie/ristrette. Mercato USA: aziende private, università, scuole. Mercati europei e orientali sono in fase di crescita. Mercato italiano: aziende private  Learning Campus di Isvor Fiat; Poliedra del Politecnico di Milano. Scuole, università e pubbliche amministrazioni sono in fase di crescita.

9  Complex Learning Aspettative future, in fase di evoluzione. “Reti che apprendono” Convergenza Customizzazione delle offerte formative Servizio come componente fondamentale

10  Le parole chiave PIATTAFORME TECNOLOGICHE OFFERTA FORMATIVA E CONTENUTI PROCESSI DI APPRENDIMENTO TIPOLOGIE DI PRODOTTI MERCATI CONTESTO PROCESSI DI DIFFUSIONE DESTINATARI LOGICA E LIVELLI DI PROGETTAZIONE RUOLI ORGANIZZATIVI MODALITA’ DI IMPLEMENTAZIONE

11  Basi tecnologiche per sviluppo e implementazione La prima problematica da affrontare per garantire al meglio lo sviluppo dell’apprendimento online riguarda lo standard dei supporti digitali, sia hardware che software, per lo sviluppo di interfacce uomo-macchina sempre più dinamiche ed intuitive, nonché l’aumento della velocità di trasmissione dell’informazione. Solo in tempi più recenti, grazie a linee telematiche sempre più veloci e sicure, la formazione a distanza ha sviluppato al meglio le sue caratteristiche di versatilità e adattabilità alle esigenze del fruitore.

12  Problematiche legate al mondo dei docenti La “rimediazione” mediatica dei processi di generazione e trasmissione della conoscenza ha fatto emergere un primo gap nell’universo dell’insegnamento. Infatti, i modelli di eLearning consentono di bypassare quello che è il classico rapporto di lezione frontale o apprendimento “face to face” traghettandolo verso un modello decisamente più interattivo. Di contro, la mancanza di contatto diretto fa emergere problematiche di controllo della autenticità e della valutazione degli elaborati e fa diminuire la possibilità di costruire un modello pedagogico mirato e personalizzato sulle potenzialità e debolezze dei singoli utenti.

13  Problematiche legate agli studenti Oltre agli indiscussi vantaggi di flessibilità e d’indipendenza dai luoghi fisici, i corsi di formazione on-line necessitano di una metamorfosi cognitiva dei processi d’apprendimento, che sfuma dal supporto cartaceo (analogico) e dalla fisicità espressiva della persona e si materializza nel supporto digitale. Ciò può portare ad una accettazione e implementazione delle potenzialità derivate dalla digitalizzazione, o (specie nei soggetti più adulti) ad un rifiuto ed una conseguente esclusione di tali vantaggi.

14  Problematiche di standardizzazione,verifica della validità Tra le problematiche legate ai corsi di eLearning, la necessità e la difficoltà di sviluppare modelli standard rappresenta un punto focale. Da annoverare inoltre canoni di verifica validi ed univoci per la verifica degli elaborati degli utenti, per una valutazione oggettiva della qualità del corso on-line e dei saperi trasmessi.

15  Dalla progettazione curricolare al costruttivismo Negli anni ’50-’60 domina una concezione della conoscenza come rappresentazione formale del mondo, orientata alla ricerca dell’oggettività. Unanime sarà l’esigenza di definire un approccio “scientifico- razionale” all’organizzazione didattica. In questo contesto prende forza l’idea di programmazione didattica, espressione che sta a indicare una complesso di attività razionalmente descrivibili, miranti a individuare e predisporre tutte le strumentazioni atte a ottimizzare una sequenza d’insegnamento, concetto nel cui ambito emerge quello di progettazione curricolare.

16  Dalla progettazione curricolare al costruttivismo Negli anni ’80-90’ diventano sempre più forti i segni di un insoddisfazione complessiva verso il “paradigma” tradizionale: la conoscenza ora è vista come processo reticolare, di esplorazione e costruzione attiva di aree di senso. Si delinea un nuovo paradigma quello del costruttivismo. Al concetto di curricolo si affianca quello di ambiente di apprendimento definito come…

17  Dalla progettazione curricolare al costruttivismo …“un luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi Reciprocamente, avvalendosi di una varietà di risorse e strumenti informativi in attività di apprendimento guidato o di problem solving. Intorno ai soggetti che apprendono si possono disporre impalcature di varia natura, di cui il soggetto potrà avvalersi nel suo avanzamento conoscitivo: è questo il concetto, oggi molto diffuso nel costruttivismo, di scaffolding.

18  Apprendimento e cognitivismo Le diverse scuole definiscono l’apprendimento come modifica relativamente stabile e orientata del comportamento. L’ipotesi fondamentale espressa dall’orientamento cognitivista è la presenza di mappe condivise o schemi concettuali che si identificano con rappresentazioni mentali più o meno esplicite a disposizione del gruppo. L’apprendimento in quanto pratica riflessiva che si manifesta nell’azione, va colto nell’ambito dei processi pragmatici.

19  Collaborative e cooperative learning Personalmente preferiamo intendere con il termine “collaborazione” una situazione in cui più soggetti entrano in un rapporto di sostegno e reciprocità: –condivisione di materiale; –partecipazione ad un web forum; –ecc…; Con il termine “cooperazione” ci riferiamo a forme di collaborazione più strutturate, caratterizzate dal fatto che l’attività è finalizzata al conseguimento di un obiettivo comune, espressamente riconosciuto come la meta dei diversi discenti: è dunque la condivisione della stessa meta che stabilisce se un’attività collaborativa diventa cooperativa in senso stretto.

20  Aziende, Università e Pubbliche Amministrazioni Negli ultimi anni il mercato eLearning si è sviluppato principalmente all’interno delle grandi aziende allo scopo di diffondere rapidamente nuovi contenuti e formazione riducendo i costi. Pratiche di questo tipo invece, sono state poco adoperate nelle aziende medio–piccole a causa dell’assenza di conoscenze interne di tipo specialistico. Nei prossimi anni, tuttavia, ci si attende che queste ultime diventino il segmento d’avanguardia della formazione a distanza. Altri ambiti in cui è stata rilevata una forte crescita sono state le Università e la Pubblica Amministrazione.

21  Problemi e soluzioni in USA Il nuovo modello per potersi sviluppare però, necessita di collegamenti abbastanza veloci e questi rappresentano il grande problema che affligge ogni Paese. Per scavalcare tale ostacolo negli Stati Uniti si è cercato di sviluppare l’offerta soprattutto nelle aziende ed Università che dispongono dei collegamenti adeguati. Infatti, secondo le analisi di alcuni esperti il 50% delle aziende Usa ha già implementato tali piani formativi, mentre la restante metà intende applicarli a breve. Anche l’approccio all’interno delle Università appare maggioritario.

22  L’iniziativa Europea e la lingua Per affrontare il problema l’Unione Europea ha invece sviluppato, e sta tuttora sviluppando iniziative che puntano a colmare il gap tecnologico, cercando di coinvolgere sia strutture pubbliche che organismi privati. Infatti al vertice Europeo, tenutosi a Bruxelles nel maggio 2000, si è proprio discusso della collaborazione pubblico–privato, alla presenza di 25 aziende tra le più rappresentative dell’ICT. Le industrie Europee devono poi affrontare il problema della lingua. La migliore qualità dell’offerta consiste, in effetti, nel renderla disponibile in più lingue.

23  Mercato Europeo e politiche nazionali In Europa il mercato eLearning dovrebbe passare dai 669 milioni di euro del 2002 ai milioni del I contenuti rappresentano poco più della metà dell’attività mentre la parte restante si divide tra servizi e infrastrutture. L’impegno dell’unione europea e le politiche nazionali si possono visualizzare in questo grafico.

24  Indice di sviluppo nel mondo

25  Il panorama italiano e i problemi connessi Il mercato italiano dell’eLearning, nel 2003 si attesta intorno 256 milioni di euro con una crescita del 136% rispetto all’anno precedente. Il trend è previsto, anche se a ritmi più contenuti anche per il prossimo anno. E’ da dire, però che proprio in Italia, l’eLearning parte con un deficit strutturale della formazione, in quanto riceve investimenti inferiori rispetto a quelli degli altri Paesi ed ha un tessuto economico che non agevola l’adozione di programmi presso le Pubbliche Amministrazioni.

26  P.A. Italiane e limiti alle pubbliche funzioni All’interno delle Amministrazioni Pubbliche Italiane il nuovo strumento di insegnamento risulta ancora in fase evolutiva e la sua crescita appare costante. I motivi che tuttora limitano la sua applicazione alle pubbliche funzioni sono: –la sfiducia nella tecnologia –la scarsa conoscenza della sua metodologia –la scarsa conoscenza delle opportunità che esso può offrire alla modernizzazione.

27  Domanda pubblica italiana e ruolo del governo Ciò che invece ne permetterà un maggiore sviluppo in questo Paese sarà la domanda pubblica in quanto caratterizzata da omogeneità dei fabbisogni formativi. Questo elemento sembra integrarsi naturalmente con l’introduzione della nuova tecnologia e delle nuove piattaforme, servizi e contenuti. E’ da dire inoltre che è in corso l’emanazione di una apposita Direttiva ministeriale dalla quale dipenderà lo sviluppo futuro dell’e-Learning.

28  L’educazione in medicina e i suoi vantaggi Anche nell’ambito della sanità si è sviluppato un incremento della domanda di formazione attraverso le nuove modalità. Il programma di Educazione Continua in Medicina prevede la formazione obbligatoria degli operatori sanitari appartenenti a tutte le professioni. Tale formazione è a carico delle istituzioni e deve essere certificata. Si è stabilito che questo metodo risulta più vantaggioso rispetto alla tradizionale formazione in quanto riduce il numero di ore da dedicare alle attività formative e fa aumentare di conseguenza le ore da poter dedicare alle attività lavorative.

29  Formazione accademica e differenze riscontrate E’cresciuta negli ultimi anni la percentuale di Università che hanno investito in modalità di formazione eLearning. Tale percentuale sembra attestarsi intorno al 10%. Il ruolo dell’istruzione si rinnova sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta. E’ da notare inoltre che la formazione on-line modifica la tradizionale relazione esistente tra docente, allievo e tutor. Infatti, anche se rimane ben chiara la distinzione tra chi insegna e chi impara, il rapporto tra i due diventa di tipo collaborativo.

30  Le peculiarità di approccio nelle Università Quasi tutte le università che offrono formazione in rete hanno la comune caratteristica di aver inizialmente sviluppato una formazione basata su materiale cartaceo, incorporando in essa diversi supporti tecnologici. L’attività di verifica è costante e coinvolge in prima persona gli allievi, chiamati a periodiche autovalutazioni, supportati sia dal tutor che dal docente. La possibilità di seguire i corsi da casa, di gestire i modi e i tempi di accesso all’ambiente formativo e di personalizzare la relazione, rendono la formazione a distanza e dunque l’eLearning uno dei sistemi alternativi maggiormente utilizzati.

31  Il caso europeo dell’innovazione La Open University è un esempio di tale sviluppo. E’ nata nel 1971 nel Regno Unito ed ha implementato la sua offerta attraverso radio e televisione. Successivamente si è servita del supplemento di materiali a stampa, video e audiocassette. Dagli anni ’90 ha iniziato ad utilizzare Internet. Oggi i suoi corsi seguiti da casa o dal lavoro sono di vario tipo e durata ed è divenuta una delle più note Università.

32  Università italiane e attività supplementari Da un’analisi riguardante 77 Università italiane si è riscontrato che –25 presentano attività di eLearning –14 possiedono un centro dedicato all’eLearning –10 dichiarano quale piattaforma utilizzano per i corsi Da tale analisi è poi emerso che esistono in queste Università altri tipi di attività in rete quali: –Singole lezioni usufruibili in modalità audio/video, simulazioni, Forum, Chat –Produzione di materiali didattici su supporti quali cd-rom, floppy disk, zip, diapositive –Accesso on-line a riviste, lezioni, esercitazioni

33  eLearning e il suo impatto sulla società L’impatto cognitivo e di ridefinizione di molte delle attività socio- relazionali si riflette a livello microsociologico su quei gruppi che la sociologia definisce gruppi secondari in contrapposizione ai gruppi primari (famiglia, gruppo parentale e amicale intimo). I maggiori effetti vengono a verificarsi in tre aree sociali: – aree universitarie ma anche specifiche scuole di formazione – aree aziendali profit e non – aree amministrative legate alla pubblica amministrazione. Per ogni struttura coinvolta l’impatto comporta ridefinizioni:A) fisiche- strutturali; B) burocratico-organizzative; C) social-cognitive.

34  Visioni apocalittiche vs visioni illuministe Le opinione dei sociologi sull’argomento sono estremamente varie e complesse, ci sono visioni estremamente negative secondo cui l’interazione uomo-macchina è fortemente deumanizzante e nega l’importanza del rapporto umano e della fisicità nella trasmissione del sapere. Quelle positive invece trattano di strumenti figli dei nostri tempi, perfettamente integrati nella “società dell’informazione”che riattivano a tutti i livelli gli ideali illuministi di diffusione globale, non censurata e reticolare delle conoscenze,

35  Digital Divide E’ il Digital divide forse il problema più serio e concreto derivato dalla digitalizzazione e che comporta influenze anche a livello sociale. Di fatto, anche i corsi di eLearning contribuiscono ad incrementarlo ulteriormente: da un lato chi è dentro un mondo informatizzato, dall’altro chi ne è ai margini, escluso, tagliato fuori, perché non ha le dovute conoscenze e quindi privato delle competenze per colmare il gap.


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