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Le fonti del diritto italiano Comandante Zanni Michele.

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Presentazione sul tema: "Le fonti del diritto italiano Comandante Zanni Michele."— Transcript della presentazione:

1 Le fonti del diritto italiano Comandante Zanni Michele

2 La Costituzione n È la legge basilare dell’ordinamento, la legge fondamentale dello Stato n si può in linea generale affermare che la costituzione è la legge fondamentale di un ordinamento giuridico, la fonte principale, o superprimaria, da cui deriva la legalità di tutte le altre fonti

3 Formazione delle leggi n L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale

4 La legge statale ordinaria n La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere n La legge formale rappresenta il principale fra gli atti normativi

5 Le leggi delega n I testi unici- cioè quegli atti miranti a raccogliere e riformulare una pluralità di disposizioni legislative, in precedenza dettate da molteplici leggi succedutesi nel tempo, sebbene accomunate dalla materia così disciplinata

6 Decreti legislativi n il decreto legislativo (abbreviato con d.lgs.) si intende nel diritto costituzionale italiano un atto normativo avente forza di legge adottato dal governo in sede di consiglio dei ministri su delega del Parlamento.

7 Decreto legislativo n La delegazione legislativa è prevista dall'art. 76 della Costituzione ed è un mezzo con il quale le camere decidono di non disciplinare una determinata materia (per motivi di inadeguatezza tecnica, di tempo o altro), riservandosi però di stabilire la «cornice» entro la quale il governo dovrà legiferare. La delega al governo, infatti, non può mai essere in bianco, ma vincola a rispettare una certa materia.

8 I decreti legge n Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

9 Decreti legge n I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

10 Decreti legge n Il decreto legge è un atto con forza di legge che può essere adottato dal Governo (cioè dal Consiglio dei Ministri) in casi straordinari di necessità e urgenza. La necessità e l'urgenza possono riferirsi tanto al provvedere (cioè alle disposizioni in esso contenute), quanto al provvedimento (nel suo complesso).

11 Le leggi regionali n La legge regionale è l'atto normativo posto in essere dal Consiglio Regionale e vale solo per una singola regione di uno stato.

12 I regolamenti n Alludono a realtà eterogenee. Si può trattare di fonti legali come di atti non costitutivi del diritto; di regolamenti esterni e di regolamenti interni; di atti promanati da autorità della Repubblica Italiana come di atti imputabili alla comunità europea.

13 Le consuetudini n Le norme consuetudinarie corrispondono all’intero diritto non scritto. n Nel vigente ordinamento l’art. 1n.4 delle “preleggi” inserisce espressamente gli “usi” tra le fonti del diritto.

14 Fonti normative comunitarie n Direttive n Regolamenti

15 Regolamenti comunitari n I regolamenti sono obbligatori in ogni loro elemento (obbligatorietà integrale), nel senso che gli Stati membri hanno l’obbligo di applicarli integralmente, senza deroghe o modifiche di sorta.

16 Direttive comunitarie n « La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi »

17 Direttive comunitarie n La direttiva è obbligatoria in tutti i suoi elementi, proprio come i regolamenti, ma lascia spazio all'iniziativa legislativa di ogni stato cui è diretta: pertanto è obbligatorio il principio e il fine fissato in ambito comunitario, ma poi lo stato ha la facoltà di disciplinare la materia coi mezzi che ritiene più idonei (obbligo di risultato). La libertà dello stato non è assoluta in quanto deve garantire l'effetto voluto dalla Comunità, se ad esempio deve modificare una materia disciplinata da fonti primarie (leggi e atti aventi "forza di legge") non può farlo attraverso fonti regolamentari


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