La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Governo D’Alema: DLgsl 19 Giugno 1999 n.229

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Governo D’Alema: DLgsl 19 Giugno 1999 n.229"— Transcript della presentazione:

1 Governo D’Alema: DLgsl 19 Giugno 1999 n.229
TERZA RIFORMA SANITARIA Governo D’Alema: DLgsl 19 Giugno 1999 n.229 Iter travagliato per una vivace opposizione parlamentare Per la mobilitazione di molti operatori sanitari preoccupati per alcune norme che mutavano le caratteristiche della professione medica e la gestione delle aziende sanitarie

2 TERZA RIFORMA SANITARIA
Principi generali della terza riforma sanitaria Conferma dell’importanza del SSN come strumento attraverso cui l’ordinamento svolge il compito costituzionale di tutela della salute Piena realizzazione del diritto alla salute e dei principi ed obiettivi previsti dalla prima riforma del 1978

3 TERZA RIFORMA SANITARIA
Principi generali della terza riforma sanitaria Completamento del processo di regionalizzazione del sistema Completamento del processo di aziendalizzazione delle strutture del SSN Potenziamento del ruolo comunale lasciato in ombra dalla legislazione 1992/1993

4 TERZA RIFORMA SANITARIA
Principi generali della terza riforma sanitaria Raggiungimento in tempi brevi dell’esclusività del rapporto di lavoro Abbassamento dell’età pensionabile per i medici del SSN Cessazione anticipata dalle mansioni assistenziali del personale medico universitario

5 TERZA RIFORMA SANITARIA
Principi generali della terza riforma sanitaria Ridefinizione dei requisiti dei Direttori Generali: Certificazione della frequenza di un corso regionale di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria di durata non superiore a 6 mesi

6 TERZA RIFORMA SANITARIA
Principi generali della terza riforma sanitaria Semplificazione delle modalità di nomina e di revoca dall’incarico Assicurare il coinvolgimento dei comuni e dei loro organismi di rappresentanza nel procedimento di valutazione dei D.G. Prevedere criteri per la revisione del regolamento recante norme per la nomina del D.G,, D.A. e D.S. delle Aziende sanitarie locali e delle Aziende Ospedaliere, rapportando l’eventuale integrazione del trattamento economico annuo alla realizzazione degli obiettivi di salute determinati dal PSR

7 TERZA RIFORMA SANITARIA
Principi generali della terza riforma sanitaria Ricondurre la ricerca scientifica in materia sanitaria agli obiettivi del PSN: Modalità di integrazione tra ricerca pubblica e privata Garantire la razionalità e l’economicità degli interventi di formazione ed aggiornamento del personale sanitario

8 TERZA RIFORMA SANITARIA
DLgs 229/99: AZIENDE SANITARIE Delinea una figura di azienda sanitaria in grado di soddisfare efficacemente tutti i requisiti fondamentali richiesti ad una unità economica destinata ad operare nel SSN: Garanzia di equità nell’accesso ai servizi in ragione delle necessità assistenziali Efficacia negli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione Efficienza nella produzione e distribuzione delle prestazioni e dei servizi necessari ed appropriati secondo le condizioni di ciascuno

9 TERZA RIFORMA SANITARIA
DLgs 229/99: AZIENDE SANITARIE La necessità di qualificare le aziende come unità economiche con risorse proprie e con autonomia imprenditoriale ha creato un modello originale che non è sovrapponibile ad alcuna delle forme di azienda conosciuta nel nostro ordinamento

10 TERZA RIFORMA SANITARIA
DLgs 229/99: AZIENDE SANITARIE Art. 3 : Aziende Sanitarie con personalità giuridica pubblica ma che agiscono attraverso atti di diritto privato Esse sono chiamate a rispondere del raggiungimento degli obiettivi di salute imposti dal PSN e PSR e nel rispetto del bilancio Si prevede che le USL e i presidi ospedalieri si costituiscano in aziende autonome auto-organizzandosi con atto aziendale di diritto privato

11 TERZA RIFORMA SANITARIA
LA NUOVA DISCIPLINA NON INCLUDE ALCUNA INDICAZIONE SULLE DIMENSIONI DELLE AZIENDE DIRETTORE GENERALE E COLLEGIO SINDACALE: Organi dell’azienda sanitaria Il D.G. può avvalersi del DS e del DA, da lui nominati, coinvolgendoli nella direzione dell’azienda in base alle loro competenze e devono concorrere entrambi alla formulazione delle decisioni della direzione generale

12 TERZA RIFORMA SANITARIA
LA REGIONE HA LA RESPONSABILITA’ DI STABILIRE I CRITERI GENERALI DI VALUTAZIONE DELL’OPERATO DEI D.G. Il DG deve essere periodicamente valutato su specifici obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi La regione direttamente o su proposta dei rappresentanti degli enti locali, può far decadere un D.G., quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti situazioni di grave disavanzo o gravi violazioni

13 TERZA RIFORMA SANITARIA
IL COLLEGIO SINDACALE Sostituisce il Collegio dei revisori quale organo di controllo dell’azienda E’ composto da 5 membri Verifica l’amministrazione dell’azienda sotto il profilo economico Vigila sull’osservanza della legge Accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio Effettua periodicamente verifiche di cassa Riferisce ogni tre mesi alla regione sui risultati del riscontro, denunciando le gravi irregolarità

14 TERZA RIFORMA SANITARIA
I COMPONENTI DEL COLLEGIO SINDACALE SONO SCELTI TRA GLI ISCRITTI NEL REGISTRO DEI REVISORI CONTABILI DEVONO AVERE ESERCITATO PER ALMENO TRE ANNI LE FUNZIONI DI REVISORI DEI CONTI NON E’ RICHIESTA ALCUNA ESPERIENZA SPECIFICA IN ALTRE AZIENDE SANITARIE

15 TERZA RIFORMA SANITARIA
CRITERI PER LA COSTITUZIONE DEI PRESIDI IN AZIENDE OSPEDALIERE: DEFINITI NELL’ART.4 Requisiti fondamentali per poter proporre al governo la costituzione o la conferma delle AO: Organizzazione dipartimentale delle UO presenti nella struttura Sistemi di contabilità economico patrimoniale e per centri di costo Presenza di almeno tre unità operative di alta specialità

16 TERZA RIFORMA SANITARIA
REQUISITI FONDAMENTALI AO Dipartimento di emergenza Ruolo di ospedale di riferimento in programmi integrati di assistenza su base regionale e interregionale Attività di ricovero in degenza ordinaria nell’ultimo triennio, per pazienti residenti in regioni diverse, > 10% rispetto al valore medio regionale (non valido per Sicilia e Sardegna)

17 TERZA RIFORMA SANITARIA REQUISITI FONDAMENTALI AO
Indice di complessità della casistica dei pazienti trattati nell’ultimo triennio > 20% del valore medio regionale Disponibilità di un proprio patrimonio immobiliare adeguato e sufficiente per consentire lo svolgimento delle attività di tutela della salute o di erogazioni di prestazioni sanitarie

18 TERZA RIFORMA SANITARIA
ASPETTI PROCEDURALI Prevedono una proposta regionale formulata entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DLgs 229/99 LA NUOVA NORMATIVA HA TOLTO LA POSSIBILITA’ ALLE REGIONI DI COSTITUIRE AUTONOMAMENTE ALTRE AZIENDE OSPEDALIERE

19 TERZA RIFORMA SANITARIA
PREVISTO UN PERIODO MASSIMO DI TRE ANNI ENTRO I QUALI I PRESIDI, ATTUALMENTE COSTITUITI IN AZIENDE CHE NON SODDISFANO I NUOVI CRITERI DEVONO TORNARE ALLA GESTIONE DIRETTA DELLE AZIENDE USL DI COMPETENZA IN OGNI AZIENDA E’ COSTITUITO IL COLLEGIO DI DIREZIONE CHE COADIUVA IL DIRETTORE GENERALE

20 TERZA RIFORMA SANITARIA COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO DI DIREZIONE
ATTIVITA’ E COMPOSIZIONE DISCIPLINATA DALLA REGIONE DIRETTORE SANITARIO DIRETTORE AMMINISTRATIVO DIRETTORI DI DISTRETTO DIRETTORI DI PRESIDIO DIRETTORI DI DIPARTIMENTI

21 Nel governo delle attività cliniche
TERZA RIFORMA SANITARIA COLLEGIO DI DIREZIONE COADIUVA IL D.G.: Nel governo delle attività cliniche Nella programmazione e valutazione delle attività tecnico-sanitarie COLLEGIO DI DIREZIONE CONCORRE ALLA FORMULAZIONE: Dei programmi di formazione Delle soluzioni organizzative per l’attuazione della attività libero-professionale intramuraria

22 TERZA RIFORMA SANITARIA
IL DIRETTORE GENERALE SI AVVALE DEL COLLEGIO DI DIREZIONE PER: L’elaborazione del programma di attività aziendale L’organizzazione dei servizi ( modello dipartimentale, utilizzo di risorse umane e sviluppo dei servizi) L’organizzazione dipartimentale delle aziende è una innovazione prevista dal decreto e volta a potenziare le responsabilità dirigenziali e professionali

23 TERZA RIFORMA SANITARIA
IL DIPARTIMENTO INDIVIDUATO COME: Centro di responsabilità economica ma anche per quanto riguarda l’elaborazione dei programmi di attività e valutazione sistematica della qualità dell’assistenza prestata LE REGIONI REGOLANO L’attività del collegio di direzione La sua composizione La partecipazione del DS, DA e dei direttori del distretto, di dipartimento e di presidio

24 TERZA RIFORMA SANITARIA
DLgs 229/99 E UNIVERSITA’ PREVEDE CHE CON DECRETO INTERMINISTERIALE SIANO ELABORATE OGNI TRE ANNI LINEE GUIDA PER LA STIPULAZIONE DI PROTOCOLLI DI INTESA FRA REGIONE E UNIVERSITA’ PER L’INDIVIDUAZIONE DI STRUTTURE UNIVERSITARIE FINALIZZATE ALLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ ASSISTENZIALI

25 TERZA RIFORMA SANITARIA
DLGS 229/99 LINEE GUIDA PER LA DETERMINAZIONE DEI PARAMETRI PER INDIVIDUARE LE STRUTTURE PER LA FORMAZIONE SPECIALISTICA E PER I DIPLOMI UNIVERSITARI DIRIGENZA MEDICA: I e II livello accorpati in un unico ruolo distinto per profili professionali ed in un unico livello I primari di ruolo che non abbiano optato per il rapporto quinquennale, vengono sottoposti a verifica entro il

26 TERZA RIFORMA SANITARIA
DLGS 229/99 DIRIGENZA MEDICA: In caso di verifica positiva il dirigente è confermato nell’incarico, con rapporto esclusivo, per altri 7 anni In caso di verifica non positiva o se non accetta l’incarico con rapporto esclusivo: Al dirigente è conferito un incarico professionale non comportante direzione di strutture

27 TERZA RIFORMA SANITARIA
DIRIGENZA Art. 13 Articolata in Dirigenza professionale Dirigenza con responsabilità di direzione di struttura Prima assunzione:al dirigente sanitario sono affidati compiti professionali con ambiti di autonomia e funzioni di collaborazione nella gestione delle attività

28 TERZA RIFORMA SANITARIA
DIRIGENZA DIRIGENTE CON 5 ANNI DI ATTIVITA’ CON VALUTAZIONE POSITIVITA’: Può avere attribuite funzioni di natura professionale di alta specializzazione, di consulenza, studio e ricerca, ispettiva, di verifica e controllo Può avere attribuiti incarichi di direzione di strutture complesse e semplici da parte del DG per un periodo da tre a sette anni con possibilità di rinnovo sempre da parte del DG Art. 13

29 TERZA RIFORMA SANITARIA Dirigente con incarico di struttura complessa
DIRIGENZA Ha funzioni di direzione e organizzazione della struttura oltre che le funzioni derivanti dalle specifiche competenze professionali Dirigente con incarico di struttura complessa Novità :il dirigente è sottoposto a verifica triennale e quello con incarico di struttura anche a verifica al termine dell’incarico

30 TERZA RIFORMA SANITARIA Riguardano le attività professionali svolte
DIRIGENZA Riguardano le attività professionali svolte I risultati raggiunti Verifiche Sono effettuate da un collegio tecnico nominato dal DG e presieduto dal direttore del dipartimento Gli incarichi di direzione di struttura complessa dati dal DG hanno durata da 5 a 7 anni con facoltà di rinnovo per periodi più brevi

31 TERZA RIFORMA SANITARIA
RAPPORTO ESCLUSIVO L’esclusività del rapporto di lavoro è obbligatoria per coloro che all’entrata in vigore del DLgs 229/99 abbiano optato per l’attività libero professionale intramuraria La previsione dell’esclusività del rapporto di lavoro è obbligatoria per coloro che hanno stipulato contratti di lavoro dopo il

32 TERZA RIFORMA SANITARIA
RAPPORTO ESCLUSIVO I contratti collettivi di lavoro devono determinare un trattamento economico aggiuntivo per incentivare la scelta del rapporto esclusivo La scelta per il rapporto esclusivo non è revocabile ed è l’unico tipo di rapporto che in futuro caratterizzerà la dirigenza sanitaria

33 TERZA RIFORMA SANITARIA
Viene previsto l’abbassamento dell’età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici del SSN: 65 anni, elevabile a 67 anni Il personale universitario limitatamente all’attività assistenziale e alla direzione delle strutture assistenziali, cessa da dette funzioni all’età di 67 anni

34 TERZA RIFORMA SANITARIA PERSONALE UNIVERSITARIO
I docenti, già in servizio, cessano dalle predette attività a 70 anni se alla data del avranno compiuto 66 anni, e all’età di 68 anni se alla predetta data avranno compiuto 60 anni


Scaricare ppt "Governo D’Alema: DLgsl 19 Giugno 1999 n.229"

Presentazioni simili


Annunci Google