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Luigi Meneghello F. Meneghetti 20101 PROGETTO ‘900 L.V.

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Presentazione sul tema: "Luigi Meneghello F. Meneghetti 20101 PROGETTO ‘900 L.V."— Transcript della presentazione:

1 Luigi Meneghello F. Meneghetti PROGETTO ‘900 L.V.

2 Un veneto ironico di respiro europeo  M. è uno dei pochi scrittori non pessimisti del ‘900  Ricorre spesso alla cifra dell’ironia  Non è però un autore comico che condisce i piatti con il dialetto  Vissuto a lungo in Inghilterra, ha praticato il relativismo culturale e la dimensione europea  La sua opera è prismatica e non facilissima F. Meneghetti

3 F. Meneghetti Un autore sui generis L’autore è atipico. Tuttavia si possono abbozzare degli accostamenti con: - B. Fenoglio - P.P. Pasolini e con Gadda - A. Zanzotto - Joyce

4 F. Meneghetti Dal necrologio di Paolini ( ) L.M. è stato un uomo del Nord Italia che ha usato la sua lingua per farsi capire, mai per escludere. Ci ha regalato la nostra lingua. E’ la musica del dialetto che mi ha dato lo spunto, sono le parole-cose che mi hanno guidato.

5 F. Meneghetti Note biografiche  Nato nel 1922 a Malo (VI), M. frequenta il Liceo Classico a Vicenza (diplomandosi da privatista a 16 a.)  Si laurea in filosofia a Padova. Gli studi sono interrotti dalla guerra. Dopo l'8 settembre, aderisce al Partito d'Azione e alla Resistenza.  Nel 1947 fonda e dirige la cattedra di lett.it. presso l'università di Reading in Inghilterra.  Dal 1980 divide il suo domicilio tra Reading e Thiene, dove si trasferisce definitivamente dopo la morte della moglie (2000).  Il 26 giugno 2007 viene trovato morto in casa. L’ultimo saluto si svolge in forma laica.

6 F. Meneghetti Un percorso di vita originale Da notare:  l’appartenenza ad un microcosmo veneto;  il tipo di famiglia (imprenditori-meccanici);  la precocità;  l’abbandono del cattolicesimo per la laicità;  il percorso politico, comune ad altri della sua generazione: dal fascismo all’antifascismo;  la possibilità di vedere Malo e l’Italia dal di fuori, nei lunghi anni trascorsi a Reading.

7 Elementi in comune con Rigoni Stern Entrambi gli scrittori:  sono vicentini e quasi coetanei;  manifestano un legame profondo con le origine, attraverso la pratica della memoria (anche autobiografica);  Usano dei procedimenti a spirale, girando attorno ai fatti cruciali della loro vita;  evitano la finzione a favore di un racconto vero, legato all’ethos;  Arrivano all’antifascismo dopo un’educazione fascista;  entrambi infine hanno vissuto, in modi diversi, l’Altopiano. f. meneghetti 7

8 Le differenze Rigoni SternMeneghello Scuola di avviamento professionale Autodidatta, ma con letture scelte (Tolstoj, Gorkj, Checov..) Liceo – università Raffinata preparazione umanistica e letteraria Scrive nel tempo liberoScrive ai margini dell’università Riservato, serio, lontano dalle mondanità Estroverso, ricco di humour, un po’ vanitoso Rimane legato alle sue radici tutta la vita senza distacchi Si allontana da Malo (“dispatrio”): lo vede da lontano Cultura montanaraCultura urbana Interesse accentuato per paesaggio e ambiente Interesse antropologico per i “paesaggi umani” Conosce la guerra e la prigioniaPartecipa alla Resistenza f. meneghetti 8

9 F. Meneghetti Le opere  Libera nos a malo, Mondadori, Milano, 1963  I piccoli maestri, Mondadori, Milano, 1964  Pomo Pero, Mondadori, Milano, 1974  Fiori italiani, Mondadori, Milano, 1976  L’acqua di Malo, Lubrina, 1986  Il Tremaio. Note sull’interazione tra lingua e dialetto nelle scritture letterarie, Lubrina, 1986  Bau-Sète!, Rizzoli, Milano, 1988  Leda e la schioppa, Moretti & Vitali, 1989  Le Carte, Rizzoli, Milano, 3 voll. Maredè, Maredè, Rizzoli, Milano, 1991  Il dispatrio, Rizzoli, Milano, 1993  Quaggiù nella biosfera. Tre saggi sul lievito poetico delle scritture, Rizzoli, Milano, 2004  La materia di Reading e altri reperti, Rizzoli, Milano, 2005

10 F. Meneghetti Libera nos a malo E’ il capolavoro e il primo dei suo libri, cui ne seguono altri che insieme formano un unico grande libro, in cui si fondono diversi registri – il narrativo, il saggistico, il memorialistico. Esce nel’63 (Feltrinelli). Tiepida accoglienza. Riconoscimenti solo negli anni ’80. S’incomincia con un temporale

11 F. Meneghetti Un libro sui generis  Un romanzo?  Un’autobiografia o rievocazione nostalgica dell’infanzia?  Un saggio sociologico od antropologico?  Una storia locale o microstoria?  Un repertorio di testi e documenti per la cultura infantile? Il libro, dalla struttura quasi labirintica, tende infatti a disorientare il lettore, che fatica a ricondurlo ai canoni codificati dei vari generi.

12 F. Meneghetti La poetica il suo paese tra scherzo e serietà, con un sentimento misto di partecipazione e distacco.  Ciò non sarebbe stato possibile con la lingua razionale del saggio: meglio un testo che ha l’appeal del racconto e il beat del saggio.  “mi sono divertito a sfidare le convenzioni correnti allora in Italia circa il romanzo” (mescolando vari schemi narrativi e vari registri, l’alto e il basso, per cui la scrittura diventa anche giocosa).

13 F. Meneghetti La struttura del libro  E’ formato da 31 capitoli; la cui sequenza non è lineare.  La disgregazione della fabula e della linea del tempo ci riconduce al profilo tipico del “romanzo del ‘900”.  Ecco la mappa: I-XII: capitoli narrativi e memoriali XIII-XV: descrizione più sistematica di Malo (paesaggio, case, costumi, valori, lingua) XVI-XVIII: memorie familiari XIX-XXVI: temi diversi (mezzi di trasporto, compagnie, sesso, matrimonio, adulterio, chiesa e religione) XXVVII-XIX: rievocazione di episodi e di personaggi caratteristici XXX-XXI: ritorno al presente e congedo

14 F. Meneghetti La linea del tempo 1922 ‘27 ‘43 ‘ 45 ‘ 63 Libera nos 1963 Piccoli maestri Pomo pero I fiori italiani ‘ 47 Bau-sete

15 F. Meneghetti La focalizzazione tematica I temi che, in Libera nos, e negli altri romanzi, formano l’ordito del racconto, l’armatura coerente, sono individuabili con una certa facilità:  Il paese  La guerra civile  L’educazione fascista  Il dopoguerra

16 F. Meneghetti Incipit, congedo, voce narrante  S’incomincia con un temporale.  Abbiamo riso a lungo imbarazzati, e poi siamo andati via. Volta la carta la ze finìa. Incipit e congedo rivelano, ma non nettamente, la presenza di una prima persona, perché l’io tende a stemperarsi nel noi. In realtà la voce narrante assume toni e atteggiamenti diversi, pur mirando a dare garanzie di autenticità e di rigetto della fiction. Può essere: colloquiale e discorsiva; colloquiale e discorsiva; riflessiva e commentativa; riflessiva e commentativa; narrativa oppure distaccata, come negli scritti naturalisti; narrativa oppure distaccata, come negli scritti naturalisti; partecipe o ironica (ed autoironica). partecipe o ironica (ed autoironica).

17 F. Meneghetti Il plurilinguismo M. (come Dante e Joyce) si diverte a mescolare generi e registri, lingue: se l’italiano è la base, marcata è la presenza del dialetto, ma anche dell’inglese, del latino, e un po’ del tedesco e del francese. A proposito del dialetto, M. scrive un passo che ne legittima l’ uso non folkloristico: lo definisce la materia primordiale, embrionale del linguaggio, almeno per le coordinate spazio-temporali a cui si riferisce. Perciò ha a che fare con la prima infanzia, con la sfera pre-logica ed inconscia della personalità.

18 F. Meneghetti La peculiarità del dialetto Il dialetto non solo è lingua pre-logica, infantile, antica, ma è anche un forte strumento espressivo (specie se accostata alla lingua colta).  Questo libro è scritto all’interno di un mondo dove si parla una lingua che non si scrive.  La lingua aveva strati sovrapposti: era tutto un intarsio. C’era la gran divisione della lingua rustica e di quella paesana, e c’era inoltre tutta una gradazione di sfumature per contrade e per generazioni. Strambe linee di divisione tagliavano quartieri, e fino i cortili, i porticati, la stessa tavola a cui ci si sedeva a mangiare.

19 F. Meneghetti Dialetto = espressionismo Libero nos esce poco dopo il Pasticciaccio di Gadda (’57) mentre il saggio di Pasolini Nuove questioni linguistiche è del 64. Scelte dialettali per ragioni culturali e politiche, p.e. per Scelte dialettali per ragioni culturali e politiche, p.e. per reagire all’omologazione (Pasolini), per opporsi all’espressività appiattita dell’italiano letterario. M. gusta l’ironia che scaturisce quando il dialetto è accostato alle espressioni troppo alate e letterarie. Es: “Una delle maggiori solennità ecclesiastiche” diventa una delle “solennità dell’ano”.

20 F. Meneghetti Un repertorio di temi-spia  L’infanzia e il suo immaginario  L’agonismo maschile  La sessualità  L’etica  La religione e il clero ……………………………….  Ritratti

21 F. Meneghetti L’infanzia  E’ degna di grande interesse anche se M. rifiuta la poetica del fanciullino (Pascoli)  Non condivide nemmeno una “ concezione sindacale” o del bambino, concepito come una specie di panda  M. vede piuttosto nell’infanzia un grande serbatoio di logica e di creatività linguistica  Essa si caratterizza per l’amore, condiviso da M., del rischio e dell’ avventura, con esiti a volte fatali. Proposte di lettura (dall’edizione Mondadori): p. 5: l’immagine infantile di Dio; p : giochi pericolosi.

22 F. Meneghetti L’immaginario infantil- popolare L’immaginazione dei bambini è ricca. Al pari della cultura medievale, essa produce fantastici bestiari. Ecco allora: la lìpara (di fronte alla quale bisogna fuggire a zig zag), la sioramàndola (“si ciba … di aria, e uccide per pura crudeltà, con la linguetta”) il brombolo (l’arrampicatore che scala il monumento ai caduti e muore per annegamento di minestra); le cavallette castane (schizzinose, rifiutano i pasti confezionati per loro con cavallette verdi triturate. Vivono in stalle di cartone, passeggiano con il guinzaglio al collo e muoiono annegate in gare di nuoto, o smembrate per errore in allenamento mentre imparano il crawl (pp )

23 F. Meneghetti L’agonismo maschio Il bambino di Libera nos è soprattutto un maschio. I suoi giochi preferiti sono la lotta e i vari sport, che fanno emergere doti fisiche di forza e resistenza, ma anche qualità morali come l’onore, la sopportazione del dolore e l’astuzia. Proposte di lettura p. 51: la lotta e la guerra (p. 76) p. 73: La corsa e la velocità (i modelli eroici omerici) p. 81: il calcio p : le olimpiadi dell’anteguerra p. 157: il ciclismo.

24 F. Meneghetti La sessualità Argomento scabroso per la cultura borghese, ma non per quella popolare, più vicina alla natura. M. sfida ogni tabù, con la cifra caratteristica della leggerezza e dell’ironia. Proposte di lettura p. 132: l’identità sessuale (maschio e femmina e matrimonio) p. 185: la masturbazione p. 7: la confessione degli atti impuri p. 195: l’adulterio p. 198: l’educazione della signora Viola.

25 F. Meneghetti Il codice di Malo (un’etica veneta?) L’etica di Malo si inscrive con approssimazione nell’alveo della morale cristiana, opportunamente modificata. Proposte di lettura: p. 109: il primo comandamento: lavora! p. 115: “no sta ben”; l’arte di arrangiarsi p. 210: la semplificazione del Decalogo p. 218: i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio p. 106: la bestemmia innocente e quella eretica pp : il virtuosismo blasfemo di Cigàna.

26 F. Meneghetti Religione e clero M. diventa agnostico crescendo, senza astio nei confronti del mondo cristiano: ma la sua ironia sferza anche il clero e certe credenze popolari che si rivelano più che altro pagane Proposte di lettura: p. 101: la preghiera “libera nos amaluamen” p. 221: l’educazione religiosa pp : le prediche di don Culatta p. 225: le minzioni di don Emanuele.

27 F. Meneghetti I ritratti: il Professore M. ha la straordinaria capacità di creare personaggi con pochi tratti, spesso attraverso i dialoghi. Un esempio è il Professore, sommo negli studia humanitatis, ma poco abile in campo pratico, tanto da scialacquare tutto il patrimonio. Proposte di lettura: p. 242: il Professore nell’osteria di Nastasio p. 244: con il figlio Ulderico Teodoro, alle prese con Tucidide p. 245: con il figlio Leopoldo Evaristo, alle prese con Livio.

28 F. Meneghetti La Resistenza: Piccoli maestri E’ il racconto della Resistenza veneta sull’altopiano di Asiago, vista in chiave antieroica, vissuta da un gruppo di giovani universitari vicentini, seguaci di Antonio Giuriolo. M., tra loro, racconta il loro entusiasmo, ma anche l’inesperienza, con risvolti talora comici, talora drammatici. Scritto in prima persona, inizia con il ritorno di M. assieme a Simonetta, una giovanissima partigiana, sui luoghi della guerra, e poi prosegue in flashback. Nella nota finale l’autore confessa “il rimorso per non aver saputo fare una guerra semplice e felice, il puntiglio anti- retorico, l’eccitazione dei rastrellamenti, … il fascino della morte violenta”.

29 F. Meneghetti Il dispatrio Racconta, in modo autobiografico, la maturazione di un giovane intellettuale italiano, a contatto con un'altra civiltà, controllata, discreta, seria: quella di “lassù”, il “Paese degli Angeli”, ovvero l’Inghilterra. La scrittura è frammentaria e priva di una trama vera e propria, la punteggiatura un po’ troppo enfatica. Felicissimi i ritratti di personaggi inglesi. o italiani in visita (tra cui Moravia, Morante, Venturi, Momigliano). Travolgente l’umorismo di certi confronti. “Uso spesso l’Inghilterra come bastone con cui picchiare l’Italia; ma ogni tanto raccattava una scheggia italiana e bastonava il bastone”. (p. 204)

30 F. Meneghetti Bibliografia e sitografia  AAVV, Su/Per Meneghello, Edizioni di Comunità, Milano, a cura di Giulio Lepschy  AAVV, Per Libera nos a malo, a cura di Giuseppe Barbieri e Francesca Caputo, Terra Ferma edizioni, Vicenza  Pellegrini, Ernestina, Luigi Meneghello, Cadmo, Fiesole  Omaggio a Meneghello, Centro editoriale e librario  Mazzacurati, Carlo, Luigi Meneghello: il viaggio nella memoria di uno degli autori piu significativi del Novecento italiano, Fandango libri  Luigi Meneghello, Opere, a cura di Francesca Caputo; prefazione di Cesare Segre, Milano, Rizzoli, 1993  RITRATTI, un film di Carlo Mazzacurati e Marco Paolini:   target= : intervista a Che tempo fa, target=


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