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Il nucleare da solo non esiste, semplicemente.

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Presentazione sul tema: "Il nucleare da solo non esiste, semplicemente."— Transcript della presentazione:

1 Il nucleare da solo non esiste, semplicemente.
Il nucleare, tema da comprendere nel contesto olistico di un sistema complesso globale. Il nucleare da solo non esiste, semplicemente. Il contesto è: quale scienza per studiare il nucleare? Quale etica per l’impronta ecologica? 11/04/2017 Rodolfo Damiani

2 Scienza ed Etica Le Ali dell’Uomo
11/04/2017 Rodolfo Damiani

3 La Terra è rotonda! Finisce, anzi, è già finita!
Scienza, ma quale? La Terra è rotonda! Finisce, anzi, è già finita! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

4 “Abbiamo bisogno urgente di una scienza che ci riconnetta alla Terra vivente”(Capra)
“Tutto ciò che accade alla Terra, accade ai figli e alle figlie della Terra. L’uomo non tesse la trama della vita; In essa egli è soltanto un filo. Qualsiasi cosa fa alla trama, L’uomo la fa a se stesso.” (Ted Perry, ispirandosi al capo indiano Seattle)

5 Paradigmi, rivoluzioni invisibili ed educazioni tradizionali
La scienza che ci hanno insegnato per tutto il XX° secolo è ancora la scienza di Cartesio e Newton, promotrice di conflitti. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

6 Cambiare paradigma richiede una trasformazione interiore
11/04/2017 Rodolfo Damiani

7 Verso un Nuovo Umanesimo
Dalla conoscenza per divisione alla conoscenza per unione 11/04/2017 Rodolfo Damiani

8 “L’estensione, la durezza, l’impenetrabilità, la mobilità e la forza d’inerzia del tutto nasce dall’estensione, …, …, …, e dalla forza d’inerzia delle parti: E questo è il fondamento dell’intera filosofia” Newton, da Geymonat. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

9 Questa è la “spiegazione meccanica” della Natura
Questa è la “spiegazione meccanica” della Natura. Il paradigma dominante meccanicistico e riduzionistico viene insegnato a scuola. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

10 Cartesio e la pietra angolare della scienza moderna: il metodo analitico
11/04/2017 Rodolfo Damiani

11 Analisi, dal greco antico, significa “io sciolgo” ogni legame con il tutto!
11/04/2017 Rodolfo Damiani

12 Suddivisione iperspecialistica in cui ognuno sa moltissimo di pochissimo, quasi niente dei contesti e delle relazioni. Ogni parte deve essere studiata isolatamente, si agisce localmente sui singoli sintomi di malfunzionamento. Il pensiero analitico parla per mattoni elementari. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

13 Frammentazione, divisionismo, meccanicismo e riduzionismo
11/04/2017 Rodolfo Damiani

14 I limiti etici del paradigma dominante
La concezione del mondo visto come un inanimato congegno meccanico e la settorializzazione degli studi hanno prodotto gravi conseguenze etiche, ecologiche e sociali. Si è favorito l’affermarsi di una scienza senza anima e di una tecnologia ed economia senza etica. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

15 La crescita economica fine a se stessa e l’obiettivo assoluto del profitto all’interno della cultura della dicotomia e della separazione non possono che produrre uno sfruttamento selvaggio di ciò che è concepito altro da sé e illimitatamente disponibile. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

16 Tutto dipende da che ali si usano …
11/04/2017 Rodolfo Damiani

17 Quelli che intascano i profitti non sono gli stessi che pagano i costi ..
martedì 11 aprile 2017 Rodolfo Damiani

18 Un elenco di conseguenze: la distruzione delle foreste, la devastazione degli ecosistemi l’inquinamento delle acque, dei cibi, dell’aria e del terreno la dispersione delle scorie radioattive lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali il buco nell’ozono i cambiamenti climatici. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

19 La metafora della zattera
11/04/2017 Rodolfo Damiani

20 Va bene per attraversare un fiume, non una foresta
11/04/2017 Rodolfo Damiani

21 Il suo valore dipende dal contesto
11/04/2017 Rodolfo Damiani

22 L’energia per la rivoluzione sostenibile
11/04/2017 Rodolfo Damiani

23 Il nucleare, scientificamente ed eticamente una scelta possibile?
11/04/2017 Rodolfo Damiani

24 Due prerequisiti Per parlare di nucleare occorre avere le conoscenze fisiche basilari La tecnologia nucleare è estremamente complessa e intrinsecamente a doppio uso e la tecnologia civile è subalterna a quella militare 11/04/2017 Rodolfo Damiani

25 Uno schema generale 11/04/2017 Rodolfo Damiani

26 Non le fa quasi più nessuno
11/04/2017 Rodolfo Damiani

27 Negli anni ‘70 e ’80 fu disdetta la costruzione di 138 reattori nucleari. Dei 256 reattori varati negli USA fra il 1953 e il 2008, il 48% non è mai stato costruito, l’11% chiuso prematuramente, il 14% fermo per almeno un anno, solo un quarto dei varati e metà dei completati funziona. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

28 Il punto attuale 11/04/2017 Rodolfo Damiani

29 Attualmente ci sono 436 reattori attivi nel mondo, dei quali solo 12 costruiti negli ultimi vent’anni! 52 centrali sono in costruzione in 14 paesi, 16 in cina, 9 in Russia, 6 in India, 5 in Corea del Sud 11/04/2017 Rodolfo Damiani

30 Quanto inquinano 11/04/2017 Rodolfo Damiani

31 Beve troppo 11/04/2017 Rodolfo Damiani

32 Nel 2003, Francia, Spagna e Germania sono state costrette a spegnere numerose centrali e ridurre la produzione di elettricità a causa dei livelli di acqua troppo bassi. E con il riscaldamento globale, le cose andranno ancora peggio! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

33 Una fonte energetica in crisi da 30 anni: invece che 1000 centrali negli USA entro il 2000 (Atomic Energy Commission) ne abbiamo Negli USA nessuna centrale nucleare varata dopo il 1972 è mai stata portata a termine! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

34 La stagnazione 11/04/2017 Rodolfo Damiani

35 Le soluzioni sistemiche ci sono!
11/04/2017 Rodolfo Damiani

36 Linearità e non linearità. La complessità della tecnologia nucleare
Linearità e non linearità. La complessità della tecnologia nucleare. I componenti sono strettamente interconnessi e interdipendenti Il sistema è più complesso di come possiamo pensarlo in termini logici, lineari, sempre prevedibili 11/04/2017 Rodolfo Damiani

37 Sono vecchi! Al 2009, 25 anni 11/04/2017 Rodolfo Damiani

38 E’ in via d’estinzione! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

39 Alla fine degli anni Ottanta cessa la corsa al riarmo
Alla fine degli anni Ottanta cessa la corsa al riarmo. Una delle due superpotenze evapora. Con il disarmo in contemporanea si ha l’arresto del nucleare civile a conferma della dipendenza dal militare. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

40 Gli “incidenti”: da Harrisburg (1979) a Chernobyl (1986), ad ASCO-1 in Spagna (2007), alla Slovenia (2008) Avvenuti quando il reattore erogava una potenza minima, la condizione di criticità non dipende dal flusso neutronico attuale 11/04/2017 Rodolfo Damiani

41 Detto circa tre anni fa! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

42 Continua … 11/04/2017 Rodolfo Damiani

43 La pausa dopo gli incidenti ha condotto alla perdita di personale specializzato e al deterioramento di competenze cruciali. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

44 Il secondo problema dopo gli incidenti è lo stoccaggio di scorie dannose per millenni. Due problemi ancora più grandi: costi economici e mancata standardizzazione. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

45 I costi stimati di costruzione sono decuplicati nei vent’anni dai ‘70 ai ’90 e dal 2008 le stime aumentano al ritmo tale che i costi raddoppiano mentre la si costruisce! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

46 Strutture e competenze sono state smantellate dopo il 1987
Strutture e competenze sono state smantellate dopo il Il costo di una centrale richiede un investimento che può superare 5 miliardi immobilizzati per 5-10 anni. E destinato a raddoppiare durante la costruzione! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

47 Non sono standardizzati
11/04/2017 Rodolfo Damiani

48 Un altro tipo 11/04/2017 Rodolfo Damiani

49 Il rilancio del nucleare alimenta l’illusione che sia possibile continuare a consumare energia e risorse e a crescere impunemente (tanto ci penserà il nucleare), quando è invece ormai chiaro che il pianeta non sarà in grado di reggere gli attuali ritmi di crescita e di consumi, anche se arrestassimo le emissioni di CO2 11/04/2017 Rodolfo Damiani

50 Altra informazione essenziale: con il nucleare si produce solo energia elettrica, che a livello mondiale rappresenta meno di un quinto dei consumi energetici totali. Usiamo una potenziale bomba solo per scaldare l’acqua!! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

51 L’estrema complessità della tecnologia nucleare: tutti gli aspetti sono profondamente intrecciati e non separabili uno dall’altro. Il problema della sicurezza è legato a quello dei costi, che è legato ai tempi di costruzione, al problema delle scorie radioattive, e della proliferazione militare. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

52 Non si possono costruire e gestire Centrali Nucleari con periti tecnici!
11/04/2017 Rodolfo Damiani

53 Per finire con il problema dell’esaurimento dei minerali uraniferi presenti sul pianeta!
11/04/2017 Rodolfo Damiani

54 Le risorse di uranio dipendono da quel che si vuole spendere per estrarlo. Tre prezzi: 40, 80, 130 $/kg. Da 6 t di uranio naturale, se ne ricava una di uranio arricchito, dalla quale si ricavano 238 GWh elettrici. Nel 2006 nel mondo GWh: ai tassi attuali il più a buon mercato basta per soli 27 anni! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

55 Mano d’opera specializzata, difficoltà con le gettate di cemento, con le saldature, con le norme di sicurezza. Tempi di realizzazione, non meno di dieci anni. E ogni anno di ritardo costa un miliardo! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

56 La proliferazione. Negli ultimi 25 anni ogni rischio di proliferazione era collegato a un progetto di reattori. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

57 Lo stoccaggio delle scorie I requisiti: profondità nel sottosuolo stabilità geologica a lungo termine (millenni) assenza di flussi di acqua freatica distanza di sicurezza dai centri abitati, ma non troppo isolati per i trasporti 11/04/2017 Rodolfo Damiani

58 Tutti d’accordo, ma nessuna nazione al mondo ha ancora aperto un sito di questo genere!
11/04/2017 Rodolfo Damiani

59 Radioattività e suoi effetti biologici
11/04/2017 Rodolfo Damiani

60 La radiazione è di tipo: raggi α (nuclei di elio) “ β (elettroni) raggi γ (più energetici dei raggi X) neutroni 11/04/2017 Rodolfo Damiani

61 1 rad libera 100 erg/grammo 1 Bq è una disintegrazione/secondo 1 rad equivale a 1MBq (un milione) la dose totale di fondo naturale (terreno + raggi cosmici) è di circa 0,1- 0,2 rad/anno. La dose letale = 400 rad, 50% di morte 11/04/2017 Rodolfo Damiani

62 L’equivalenza con le unità usate in questi giorni è la seguente: 1 Sievert = 100 rad una radiografia = 1 milli Sv = 0,1 rad 11/04/2017 Rodolfo Damiani

63 Dose permessa ai cittadini = 0,5 rad/anno Dose permessa ai lavoratori = 5 rad/anno E’ una questione statistica, qualsiasi radiazione è biologicamente nociva 11/04/2017 Rodolfo Damiani

64 Nessuna azienda di servizi statunitense ha più ordinato reattori nucleari dopo il 1978!!
11/04/2017 Rodolfo Damiani

65 Non conviene! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

66 Il tanto decantato sistema nucleare francese è estremamente rigido, non è modulabile per star dietro alle grandi e/o improvvise variazioni giornaliere della richiesta d’energia e costrinde a vendere energia a prezzi stracciati nelle ore di bassa richiesta e ad acquistarne a prezzi molto salati in altri momenti! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

67 A differenza di altri sistemi, i reattori nucleari non sono in grado di diminuire o innalzare la potenza, perciò devono essere integrati da un’adeguata potenza termoelettrica tradizionale. La Francia è l’unico Paese al mondo che chiude reattori nucleari nei weekends, perché non riesce a vendere neanche a prezzi stracciati. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

68 La sovrabbondanza ha stimolato usi irrazionali
La sovrabbondanza ha stimolato usi irrazionali. Il consumo procapite di energia elettrica in Francia è del 25% più alto che in Italia e del 15% più alto della media dei 27 Paesi dell’UE! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

69 Infine, non è nemmeno vero che non si emetta C02 : Solo le reazioni all’interno sono “carbon free”, tutte le altre operazioni di filiera del combustibile nucleare non ne sono esenti. Per ogni Megawatt prodotto, 0,2 sono in idrocarburi! E non è efficiente: solo un quarto dell’energia prodotta arriva all’utente! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

70 I reattori nucleari producono solo energia elettrica, che costituisce solo il 16% della domanda totale di energia mondiale! L’energia nucleare è solo il 6% della domanda di energia primaria mondiale, solo il 2-3% dei consumi finali! 11/04/2017 Rodolfo Damiani

71 Dividere invece che unire è sempre sbagliato
11/04/2017 Rodolfo Damiani

72 Conclusioni Non esistono ragioni, né economiche, né tantomeno di sostenibilità, per costruire centrali nucleari, ma solo la convenienza di una ristrettissima elîte di lobbisti Non è un business, ma uno squallido affare militare. 11/04/2017 Rodolfo Damiani

73 20 gennaio 2009 Rodolfo Damiani

74 Costi rinnovabili in crollo!
20 gennaio 2009 Rodolfo Damiani


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