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Il nucleare, tema da comprendere nel contesto olistico di un sistema complesso globale. Il nucleare da solo non esiste, semplicemente. Il contesto è: quale.

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1 Il nucleare, tema da comprendere nel contesto olistico di un sistema complesso globale. Il nucleare da solo non esiste, semplicemente. Il contesto è: quale scienza per studiare il nucleare? Quale etica per l’impronta ecologica? 06/04/2015Rodolfo Damiani 1

2 Scienza ed Etica Le Ali dell’Uomo 06/04/2015Rodolfo Damiani 2

3 Scienza, ma quale? La Terra è rotonda! Finisce, anzi, è già finita! 06/04/2015Rodolfo Damiani 3

4 “ Abbiamo bisogno urgente di una scienza che ci riconnetta alla Terra vivente ” (Capra) “ Tutto ciò che accade alla Terra, accade ai figli e alle figlie della Terra. L ’ uomo non tesse la trama della vita; In essa egli è soltanto un filo. Qualsiasi cosa fa alla trama, L ’ uomo la fa a se stesso. ” (Ted Perry, ispirandosi al capo indiano Seattle)

5 Paradigmi, rivoluzioni invisibili ed educazioni tradizionali La scienza che ci hanno insegnato per tutto il XX° secolo è ancora la scienza di Cartesio e Newton, promotrice di conflitti. 06/04/2015Rodolfo Damiani 5

6 Cambiare paradigma richiede una trasformazione interiore 06/04/2015Rodolfo Damiani 6

7 Verso un Nuovo Umanesimo divisione Dalla conoscenza per divisione unione alla conoscenza per unione 06/04/ Rodolfo Damiani

8 “L’estensione, la durezza, l’impenetrabilità, la mobilità e la forza d’inerzia del tutto nasce dall’estensione, …, …, …, e dalla forza d’inerzia delle parti: E questo è il fondamento dell’intera filosofia” Newton, da Geymonat. 06/04/2015Rodolfo Damiani 8

9 Questa è la “spiegazione meccanica” della Natura. Il paradigma dominante meccanicistico e riduzionistico viene insegnato a scuola. 06/04/2015Rodolfo Damiani 9

10 Cartesio e la pietra angolare della scienza moderna: il metodo analitico 06/04/2015Rodolfo Damiani 10

11 Analisi, dal greco antico, significa “io sciolgo” ogni legame con il tutto! 06/04/2015Rodolfo Damiani 11

12 Suddivisione iperspecialistica in cui ognuno sa moltissimo di pochissimo, quasi niente dei contesti e delle relazioni. Ogni parte deve essere studiata isolatamente, si agisce localmente sui singoli sintomi di malfunzionamento. Il pensiero analitico parla per mattoni elementari. 06/04/2015Rodolfo Damiani 12

13 Frammentazione, divisionismo, meccanicismo e riduzionismo 06/04/2015Rodolfo Damiani 13

14 I limiti etici del paradigma dominante La concezione del mondo visto come un inanimato congegno meccanico e la settorializzazione degli studi hanno prodotto gravi conseguenze etiche, ecologiche e sociali. Si è favorito l’affermarsi di una scienza senza anima e di una tecnologia ed economia senza etica. 06/04/2015Rodolfo Damiani 14

15 La crescita economica fine a se stessa e l’obiettivo assoluto del profitto all’interno della cultura della dicotomia e della separazione non possono che produrre uno sfruttamento selvaggio di ciò che è concepito altro da sé e illimitatamente disponibile. 06/04/2015Rodolfo Damiani 15

16 Tutto dipende da che ali si usano … 06/04/2015Rodolfo Damiani 16

17 Quelli che intascano i profitti non sono gli stessi che pagano i costi.. lunedì 6 aprile 2015Rodolfo Damiani 17

18 Un elenco di conseguenze: la distruzione delle foreste, la devastazione degli ecosistemi l’inquinamento delle acque, dei cibi, dell’aria e del terreno la dispersione delle scorie radioattive lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali il buco nell’ozono i cambiamenti climatici. 06/04/2015Rodolfo Damiani 18

19 La metafora della zattera 06/04/2015Rodolfo Damiani 19

20 Va bene per attraversare un fiume, non una foresta 06/04/2015Rodolfo Damiani 20

21 Il suo valore dipende dal contesto 06/04/2015Rodolfo Damiani 21

22 L’energia per la rivoluzione sostenibile 06/04/2015Rodolfo Damiani 22

23 Il nucleare, scientificamente ed eticamente una scelta possibile? 06/04/ Rodolfo Damiani

24 Due prerequisiti 1.Per parlare di nucleare occorre avere le conoscenze fisiche basilari 2.La tecnologia nucleare è estremamente complessa e intrinsecamente a doppio uso e la tecnologia civile è subalterna a quella militare 06/04/2015Rodolfo Damiani 24

25 Uno schema generale 06/04/2015Rodolfo Damiani 25

26 Non le fa quasi più nessuno 06/04/2015Rodolfo Damiani 26

27 Negli anni ‘70 e ’80 fu disdetta la costruzione di 138 reattori nucleari. Dei 256 reattori varati negli USA fra il 1953 e il 2008, il 48% non è mai stato costruito, l’11% chiuso prematuramente, il 14% fermo per almeno un anno, solo un quarto dei varati e metà dei completati funziona. 06/04/2015Rodolfo Damiani 27

28 Il punto attuale 06/04/2015Rodolfo Damiani 28

29 Attualmente ci sono 436 reattori attivi nel mondo, dei quali solo 12 costruiti negli ultimi vent’anni! 52 centrali sono in costruzione in 14 paesi, 16 in cina, 9 in Russia, 6 in India, 5 in Corea del Sud 06/04/2015Rodolfo Damiani 29

30 Quanto inquinano 06/04/2015Rodolfo Damiani 30

31 Beve troppo 06/04/2015Rodolfo Damiani 31

32 Nel 2003, Francia, Spagna e Germania sono state costrette a spegnere numerose centrali e ridurre la produzione di elettricità a causa dei livelli di acqua troppo bassi. E con il riscaldamento globale, le cose andranno ancora peggio! 06/04/2015Rodolfo Damiani 32

33 Una fonte energetica in crisi da 30 anni: invece che 1000 centrali negli USA entro il 2000 (Atomic Energy Commission) ne abbiamo 104. Negli USA nessuna centrale nucleare varata dopo il 1972 è mai stata portata a termine! 06/04/2015Rodolfo Damiani 33

34 La stagnazione 06/04/2015Rodolfo Damiani 34

35 Le soluzioni sistemiche ci sono! 06/04/2015Rodolfo Damiani 35

36 Linearità e non linearità. La complessità della tecnologia nucleare. I componenti sono strettamente interconnessi e interdipendenti Il sistema è più complesso di come possiamo pensarlo in termini logici, lineari, sempre prevedibili 06/04/2015Rodolfo Damiani 36

37 Sono vecchi! Al 2009, 25 anni 06/04/2015Rodolfo Damiani 37

38 E’ in via d’estinzione! 06/04/2015Rodolfo Damiani 38

39 Alla fine degli anni Ottanta cessa la corsa al riarmo. Una delle due superpotenze evapora. Con il disarmo in contemporanea si ha l’arresto del nucleare civile a conferma della dipendenza dal militare. 06/04/2015Rodolfo Damiani 39

40 Gli “incidenti”: da Harrisburg (1979) a Chernobyl (1986), ad ASCO-1 in Spagna (2007), alla Slovenia (2008) Avvenuti quando il reattore erogava una potenza minima, la condizione di criticità non dipende dal flusso neutronico attuale 06/04/2015Rodolfo Damiani 40

41 Detto circa tre anni fa! 06/04/2015Rodolfo Damiani 41

42 Conti nua … 06/04/2015Rodolfo Damiani 42

43 La pausa dopo gli incidenti ha condotto alla perdita di personale specializzato e al deterioramento di competenze cruciali. 06/04/2015Rodolfo Damiani 43

44 Il secondo problema dopo gli incidenti è lo stoccaggio di scorie dannose per millenni. Due problemi ancora più grandi: costi economici e mancata standardizzazione. 06/04/2015Rodolfo Damiani 44

45 I costi stimati di costruzione sono decuplicati nei vent’anni dai ‘70 ai ’90 e dal 2008 le stime aumentano al ritmo tale che i costi raddoppiano mentre la si costruisce! 06/04/2015Rodolfo Damiani 45

46 Strutture e competenze sono state smantellate dopo il Il costo di una centrale richiede un investimento che può superare 5 miliardi immobilizzati per 5-10 anni. E destinato a raddoppiare durante la costruzione! 06/04/2015Rodolfo Damiani 46

47 Non sono standardizzati 06/04/2015Rodolfo Damiani 47

48 Un altro tipo 06/04/2015Rodolfo Damiani 48

49 Il rilancio del nucleare alimenta l’illusione che sia possibile continuare a consumare energia e risorse e a crescere impunemente (tanto ci penserà il nucleare), quando è invece ormai chiaro che il pianeta non sarà in grado di reggere gli attuali ritmi di crescita e di consumi, anche se arrestassimo le emissioni di CO 2 06/04/2015Rodolfo Damiani 49

50 Altra informazione essenziale: con il nucleare si produce solo energia elettrica, che a livello mondiale rappresenta meno di un quinto dei consumi energetici totali. Usiamo una potenziale bomba solo per scaldare l’acqua!! 06/04/2015Rodolfo Damiani 50

51 L’estrema complessità della tecnologia nucleare: tutti gli aspetti sono profondamente intrecciati e non separabili uno dall’altro. Il problema della sicurezza è legato a quello dei costi, che è legato ai tempi di costruzione, al problema delle scorie radioattive, e della proliferazione militare. 06/04/2015Rodolfo Damiani 51

52 Non si possono costruire e gestire Centrali Nucleari con periti tecnici! 06/04/2015Rodolfo Damiani 52

53 Per finire con il problema dell’esaurimento dei minerali uraniferi presenti sul pianeta! 06/04/2015Rodolfo Damiani 53

54 Le risorse di uranio dipendono da quel che si vuole spendere per estrarlo. Tre prezzi: 40, 80, 130 $/kg. Da 6 t di uranio naturale, se ne ricava una di uranio arricchito, dalla quale si ricavano 238 GWh elettrici. Nel 2006 nel mondo GWh: ai tassi attuali il più a buon mercato basta per soli 27 anni! 06/04/2015Rodolfo Damiani 54

55 Mano d’opera specializzata, difficoltà con le gettate di cemento, con le saldature, con le norme di sicurezza. Tempi di realizzazione, non meno di dieci anni. E ogni anno di ritardo costa un miliardo! 06/04/2015Rodolfo Damiani 55

56 La proliferazione. Negli ultimi 25 anni ogni rischio di proliferazione era collegato a un progetto di reattori. 06/04/2015Rodolfo Damiani 56

57 Lo stoccaggio delle scorie I requisiti: profondità nel sottosuolo stabilità geologica a lungo termine (millenni) assenza di flussi di acqua freatica distanza di sicurezza dai centri abitati, ma non troppo isolati per i trasporti 06/04/2015Rodolfo Damiani 57

58 Tutti d’accordo, ma nessuna nazione al mondo ha ancora aperto un sito di questo genere! 06/04/2015Rodolfo Damiani 58

59 Radioattività e suoi effetti biologici 06/04/2015Rodolfo Damiani 59

60 La radiazione è di tipo: raggi α (nuclei di elio) “ β (elettroni) raggi γ (più energetici dei raggi X) neutroni 06/04/2015Rodolfo Damiani 60

61 1 rad libera 100 erg/grammo 1 Bq è una disintegrazione/secondo 1 rad equivale a 1MBq (un milione) la dose totale di fondo naturale (terreno + raggi cosmici) è di circa 0,1- 0,2 rad/anno. La dose letale = 400 rad, 50% di morte 06/04/2015Rodolfo Damiani 61

62 L’equivalenza con le unità usate in questi giorni è la seguente: 1 Sievert = 100 rad una radiografia = 1 milli Sv = 0,1 rad 06/04/2015Rodolfo Damiani 62

63 Dose permessa ai cittadini = 0,5 rad/anno Dose permessa ai lavoratori = 5 rad/anno E’ una questione statistica, qualsiasi radiazione è biologicamente nociva 06/04/2015Rodolfo Damiani 63

64 Nessuna azienda di servizi statunitense ha più ordinato reattori nucleari dopo il 1978!! 06/04/2015Rodolfo Damiani 64

65 Non conviene! 06/04/2015Rodolfo Damiani 65

66 Il tanto decantato sistema nucleare francese è estremamente rigido, non è modulabile per star dietro alle grandi e/o improvvise variazioni giornaliere della richiesta d’energia e costrinde a vendere energia a prezzi stracciati nelle ore di bassa richiesta e ad acquistarne a prezzi molto salati in altri momenti! 06/04/2015Rodolfo Damiani 66

67 A differenza di altri sistemi, i reattori nucleari non sono in grado di diminuire o innalzare la potenza, perciò devono essere integrati da un’adeguata potenza termoelettrica tradizionale. La Francia è l’unico Paese al mondo che chiude reattori nucleari nei weekends, perché non riesce a vendere neanche a prezzi stracciati. 06/04/2015Rodolfo Damiani 67

68 La sovrabbondanza ha stimolato usi irrazionali. Il consumo procapite di energia elettrica in Francia è del 25% più alto che in Italia e del 15% più alto della media dei 27 Paesi dell’UE! 06/04/2015Rodolfo Damiani 68

69 Infine, non è nemmeno vero che non si emetta C0 2 : Solo le reazioni all’interno sono “carbon free”, tutte le altre operazioni di filiera del combustibile nucleare non ne sono esenti. Per ogni Megawatt prodotto, 0,2 sono in idrocarburi! E non è efficiente: solo un quarto dell’energia prodotta arriva all’utente! 06/04/2015Rodolfo Damiani 69

70 I reattori nucleari producono solo energia elettrica, che costituisce solo il 16% della domanda totale di energia mondiale! L’energia nucleare è solo il 6% della domanda di energia primaria mondiale, solo il 2-3% dei consumi finali! 06/04/2015Rodolfo Damiani 70

71 Dividere invece che unire è sempre sbagliato 06/04/2015Rodolfo Damiani 71

72 Conclusioni Non esistono ragioni, né economiche, né tantomeno di sostenibilità, per costruire centrali nucleari, ma solo la convenienza di una ristrettissima elîte di lobbisti Non è un business, ma uno squallido affare militare. 06/04/2015Rodolfo Damiani 72

73 20 gennaio 2009Rodolfo Damiani 73

74 Costi rinnovabili in crollo! 20 gennaio 2009Rodolfo Damiani 74


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