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Sociologia della cultura Luca Salmieri Jeffrey Alexander e il programma forte di sociologia culturale.

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Presentazione sul tema: "Sociologia della cultura Luca Salmieri Jeffrey Alexander e il programma forte di sociologia culturale."— Transcript della presentazione:

1 Sociologia della cultura Luca Salmieri Jeffrey Alexander e il programma forte di sociologia culturale

2 Problemi della sociologia della cultura Fine anni Ottanta La sociologia della cultura si è affermata all’interno delle scienze sociali. Problema 1: i fenomeni culturali sono quasi sempre considerati come variabili che dipendono dalle strutture, dalle istituzioni, dai fatti sociali duri (hard facts) La cultura non viene analizzata come variabile indipendente, autonoma rispetto ai fatti sociali o come variabile che influenza sua volta i fatti sociali Problema 2 (origine ancora più antica): frattura tra istituzionalismo, molto basato sull’utilizzo dei metodi quantitativi e statistici capaci di spiegare, in termini di causa-effetto, il rapporto tra le strutture sociali e la produzione, la distribuzione e il consumo di cultura e interpretazionismo inteso come propensione a studiare la cultura come un insieme di testi, praticando l’interpretazione di codici, narrative e simboli. tradizione della sociologia quantitativa classica che ora misura e valuta l’incisività delle variabili tecnologiche, di mercato, politiche, storiche - tipico della prospettiva della produzione di cultura - ma si lascia inesplorati tutti quegli ambiti in cui la cultura è frutto dell’interazione sociale nascosta e quotidiana. Contro ermeneutica e analisi testuale con cui si riesce ad avvicinarsi alle forme nascoste (deep) di creazione, mantenimento e cambiamento culturale, ma dal punto di vista esplicativo produce una serie infinita di interpretazioni, senza possibilità di decretare la più adeguata.

3 Il tentativo di un programma forte Jeffrey Alexander ha cercato si superare questi due problemi, tentando di stabilire alcune regole per una nuova visione della sociologia della cultura. Talmente Alexander nelle intenzioni che prende il nome di sociologia culturale. Alexander ritiene che sia scorretto ridurre la cultura alle strutture sociali che la generano e altrettanto scorretto ridurre la cultura alla sola sfera simbolica. Propone allora un «programma forte»: una visione della cultura e una metodologia di analisi capaci di superare le spaccature interne alla sociologia della cultura.

4 Rassegna dei limiti degli approcci precedenti Prospettiva della produzione di cultura: non funziona poiché propone nessi causali troppo espliciti tra cultura e struttura sociale. La cultura non può limitarsi alle istituzioni che la producono, la conservano, la sponsorizzano o la distribuiscono; né alle ideologie che la controllano. Non possiamo applicare le osservazioni della domanda e dell’offerta al mondo della cultura. Cultural Studies: Alexander considera gli autori di Birmingham troppo invischiati nella dialettica (marxista) tra potere e stratificazione sociale. Tutte le espressioni culturali sono ridotte a manifestazioni di egemonia o a forme di resistenza simbolica. Bourdieu: a parere di Alexander, Bourdieu accorda complessivamente troppa importanza al ruolo delle disuguaglianze sociali nel funzionamento della cultura e non analizza il contenuto semantico degli stili, delle pratiche, dei gusti, delle competenze, se non come campi classificatori per la riproduzio- ne della stratificazione sociale. Intesa come un insieme di habitus, la cultura finisce col diventare una variabile dipendente dalle strutture sociali.

5 Rassegna dei limiti degli approcci precedenti Interpretazionismo alla Geertz: l’interpretazione dei significati deve svilupparsi in un sistema scientfico di comparazione. Lo sforzo di Geertz è incompleto: la sua thick description permette di cogliere il corredo simbolico che si nasconde dietro i rituali e i fatti sociali, ma l’analisi resta troppo specifica e irripetibile. Gli individui non appaiono avvolti unicamente nelle reti di significato che essi stessi hanno tessuto. È importante comprendere i processi e le strutture che regolano questa stessa tessitura. Gli altri autori dell’analisi del discorso: anche autori come Barthes e Foucault offrono un contributo importante all’analisi della cultura, ma i loro approcci - per Alexander - sarebbero troppo astratti, perché mancherebbero di specificare l’agency e le dinamiche causali. L’interpretazione deve cogliere e confrontare il funzionamento universale. Alexander propone quindi di andare oltre, di trovare la strumentazione sociologica capace di tenere insieme l’azione pratica e il substrato simbolico.

6 Il programma forte Per Alexander la cultura è un insieme di strutture narrative e discorsive ed è sorretta da segni e simboli organizzati in modelli definiti, utili a comunicare il senso delle azioni sociali. Come sottolineava Dilthey, i significati sono governati da strutture così come i processi economici e politici; solo che sono governati in modi differenti. Ogni tentativo di sviluppare una scienza sociale interpretativa deve iniziare con la ricostruzione di questa struttura culturale Ma la cultura non è solo testo, non corrisponde unicamente all’universo simbolico. Le pratiche, i rituali, le azioni attraverso cui gli attori cercano di trasmettere, riprodurre, comunicare senso al mondo sono parte integrante della cultura. Gli individui impregnano ogni loro azione con i connotati del retroterra culturale in cui vivono, in modo vivace e preciso, lavorando per creare un’impressione di sincerità e di autenticità, affinché il senso dell’azione risulti verosimile, accettabile, “ naturale ”.

7 Gli individui sono mossi non solo da interessi di tipo strumentale o normativo: il loro agire ingloba motivazioni emotive, solidaristiche, affettive. Gli individui sono implicitamente orientati gli uni verso gli altri come attori su un palcoscenico, alla ricerca dell’identificazione con le proprie esperienze di vita e con quelle degli spettatori. L’agire pratico è come una performance. L’azione sociale assomiglia più alla performance teatrale che allo scambio economico o alla conformità normativa. La performance culturale è quel processo sociale grazie al quale gli attori, individualmente o in maniera concertata, dispiegano agli occhi degli altri il significato della loro situazione o del loro agire sociale. Testi, codici e narrative (dimensione simbolica) sono integrati come elementi e pre-condizioni della performance (dimensione pragmatica). La performance

8 Elementi della performance Sceneggiature: condensano i significati e questi significati possono essere indipendenti dalla messa in scena. Sono una traduzione di alcuni elementi del retroterra simbolico della cultura (cultural background). Messa in scena: modalità attraverso cui la sceneggiatura viene calata in un contesto strutturato dell’azione, corredo materiale e simbolico che contorna l’azione. Retroterra simbolico della cultura (cultural background): gli attori della performance, vincolati ad eseguire i ruoli della sceneggiatura, possono farlo con comportamenti che hanno un relativo margine di adattamento, in modo che l’azione risulti accettabile e plausibile agli occhi degli altri. Attori : Gli attori cercano di scegliere i comportamenti più adatti rispetto al testo (script), alla sceneggiatura e alla messa in scena. Script: sequenza del testo Pubblico: attinge alle proprie emozioni, ai propri affetti. Interpreta i significati in base a come sono stati “agiti” nella performance e ne giudica l’efficacia simbolica per il livello di autenticità espresso. Condizioni esterne della messa in scena: accesso al tipo di strumenti e risorse di trasmissione e diffusione mediatica

9 La performance, convince un pubblico, quando i diversi elementi che la costituiscono sono fusi (fused) in un unico insieme, quando retroterra culturale, sceneggiatura, messa in scena sono fusi in modo da nascondere gli artifici e da risultare credibili e condivisibili. Non tutte le performance hanno successo. Gli attori devono offrire una performance plausibile, veritiera, in modo che coloro cui sono diretti gesti e azioni possano accettarne motivi e implicazioni, considerarne ragionevoli le origini e gli obiettivi. Devono essere autentici. Devono “ricucire”. L’autenticità dipende dalle abilità dell’attore di ricucire gli aspetti del rituale in un quadro unitario nel quale «tali cuciture non siano evidenti» Fusione, de-fusione, re-fusione

10 Una performance riuscita ha lo stesso carattere che aveva il rituale collettivo nelle società tradizionali. Anche nelle nostre società, i rituali, i miti e le grandi narrazioni occupano un posto centrale. Alexander si appoggia ad Durkheim “simbolista” e “culturalista”: secondo Durkheim esiste un’omologia funzionale tra le formazioni culturali - credenze e coscienza collettiva - delle società semplici e di quelle complesse delle società contemporanee. I rituali sociali contemporanei servono a sancire le antinomie ricorrenti nella vita sociale: amico e nemico, naturale e artificioso, puro e contaminato, giusto e scorretto, vero e falso, libertà e repressione Fusione, de-fusione, re-fusione

11 Secondo Alexander ai rituali del passato corrispondono le performance dei nostri giorni, con la sola differenza che le performance contemporanee sono complesse, non automatiche, dall’esito incerto, mentre i rituali sociali delle società piccole e semplici erano chiusi, meccanici, perfetti: funzionavano sempre. La differenza risiede nel diverso grado di fusione degli elementi della pragmatica culturale: più l’organizzazione sociale è semplice, e più sono fuse (fused) in un unico blocco tutte le componenti dei rituali. Quando il sistema sociale e la collettività risultano complessi, eterogenei, e pluralistici, quando in altre parole i retroterra culturali così diversi indicano che esiste una forte differenziazione culturale, gli elementi della performance risultano de-fusi (de-fused). Gli attori, gli spettatori, i poteri sociali, la messa in scena, anziché essere uniti l’un l’altro in una fusione sociale e culturale, sono distinti e autonomizzati. Il pubblico di oggi è capace di criticare ciò che osserva ed è portato a diffidare dell’autenticità delle performance. La messa in scena non segue sceneggiature prestabilite, ma si modifica a seconda delle variabili sociali e culturali. Il compito di performance di successo e riuscire a dare l’impressione di fusione, attraverso un processo di ri-fusione (re-fused). L’autenticità e il processo di ri-fusione diventano allora le condizioni indispensabili affinché la performance risulti dotata di senso. Fusione, de-fusione, re-fusione

12 Ma quali sono nel concreto le performance di successo nella società contemporanea? Alexander si concentra esclusivamente su macrofenomeni di mobilitazione politica e su eventi di grande richiamo mediatico: la narrazione e la rievocazione dell’Olocausto lo scontro tra il radicalismo islamico e l’Occidente lo scontro tra democratici e repubblicani con lo scandalo Watergate dal Queste analisi ci comunicano poco sulle pratiche e sui significati di chi agisce a livello quotidiano. Alexander afferma che nelle società complesse la “fusione” tipica della performance si realizza nella vita di tutti i giorni: tra credenti e guide spirituali, tra bambini e genitori, tra pazienti e dottori, tra un pubblico ben disposto e un oratore particolarmente capace. Eppure la sua sociologia culturale dedica pochissimo spazio a questo tipo di relazioni. La critica del programma forte


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