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ARISTOTELE STAGIRA 384 a.C. CALCIDE 322 a.C.. CENNI BIOGRAFICI NACQUE A STAGIRA, UNA CITTADINA DELLA PENISOLA CALCIDICA NEL NORD DELLA GRECIA NEL 384.

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1 ARISTOTELE STAGIRA 384 a.C. CALCIDE 322 a.C.

2 CENNI BIOGRAFICI NACQUE A STAGIRA, UNA CITTADINA DELLA PENISOLA CALCIDICA NEL NORD DELLA GRECIA NEL 384 A.C. IL PADRE NICOMACO ERA MEDICO PRESSO LA CORTE DEL RE DEI MACEDONI AMINTA. 367 a.C.: 17 ANNI SI RECA AD ATENE PER ENTRARE NELL’ACCADEMIA DI PLATONE

3 347/348 a.C. SI ALLONTANA DALL’ACCADEMIA-OSTILITÀ AD ATENE VERSO IL RE MACEDONE FILIPPO, IL QUALE NEL 348 SI ERA IMPADRONITO DI OLINTO NEL NORD DELLA GRECIA 343 a.C.: PRECETTORE DI ALESSANDRO FIGLIO DI FILIPPO RE MACEDONE 336 a.C.: ASSASSINIO DI FILIPPO 335 a.C. TORNA AD ATENE(LICEO) 323 a.C.: MORTE DI ALESSANDRO VA VIA DA ATENE

4 “NON VOGLIO CHE GLI ATENIESI COMMETTANO UN SECONDO CRIMINE CONTRO LA FILOSOFIA” 322 a.C.: MUORE A CALCIDE, SULL’ISOLA DI EUBEA

5 METECO OPERE DI BIOLOGIA FISICA

6 POLITICA È UNA SCIENZA, HA DELLE REGOLE, UN FONDAMENTO RAZIONALE PRIMA RICERCA L’IDEALE POI PASSA ALL’ESAME DELLE SITUAZIONI REALI ALLA RICERCA DI UN QUALCOSA CHE PIÙ CHE UN MODELLO INARRIVABILE SIA UN QUALCOSA DI REALIZZABILE CONCRETAMENTE

7 NATURA INDAGINE DIRETTA COMPRENSIONE DEI FENOMENI NATURALI

8 FILOSOFIA È LA COMPRENSIONE DEL RAPPORTO INTIMO CHE SUSSISTE FRA LA REALTÀ E IL PENSIERO DEVE SCOPRIRE IL PRINCIPIO CHE SPIEGA LA VITA DELLA NATURA

9 NATURA CARATTERIZZATA DAL MOVIMENTO MOVIMENTO È UN DIVENIRE RISULTATO È IL FINE CONCEZIONE TELEOLOGICA

10 FINE È L’ESSENZA, LA FORMA CHE FA DI CIASCUN VIVENTE QUELLO CHE È (ENTELÈCHEIA) ENTELÈCHIA: ATTO COMPLETAMENTE REALIZZATO, IL TERMINE FINALE DEL DIVENIRE POTENZA= ATTO (SEME= PIANTA)

11 COMPRENDERE LA REGOLARITÀ CHE SI NASCONDE DIETRO LA MUTEVOLEZZA DEI FENOMENI DELLA NATURA. LA NATURA MUTA MA DIETRO QUESTA MUTAZIONE C’È UN ORDINE BEN DEFINITO PERCHÉ FIN DALL’INIZIO OGNI COSA È DESTINATA A TRASFORMARSI IN UN’ALTRA, HA IN POTENZA LA FORMA CHE AVRÀ IN ATTO UNA VOLTA CHE LO DIVERRÀ

12 SCIENZA DELL’UOMO POLITICA PSICOLOGIA, O SCIENZA DELL’ANIMA DELL’UOMO ETICA RETORICA

13 OPERE DI ARISTOTELE EXOTERICHE (opere pubblicate) ESOTERICHE O ACROMATICHE (destinate alla scuola)

14 POLITICA È L’OPERA FONDAMENTALE DI ARISTOTELE ED È UNA RACCOLTA DI 148 COSTITUZIONI GRECHE. ARISTOTELE RIFLETTE SULLA POLIS I CUI MALI, DAL TEMPO DELLA REPUBBLICA – E ANCORA PIÙ PERTINENTEMENTE DAL TEMPO DELLE LEGGI, SI ERANO OLTREMODO AGGRAVATI. VOLEVA GIUSTIFICARE E IRROBUSTIRE LA POLIS FORNENDOLE COME SUPPORTO UNA TEORIA DELLA COMUNITÀ POLITICA CHE DOVEVA DIVENIRE SUBITO CLASSICA. POSE IN LUCE UN CERTO NUMERO DI IDEALI CHE LA VITA CIVICA DOVEVA PERSEGUIRE IN MODO IMPERATIVO GETTÒ LE BASI ETICO POLITICHE DELLA CITTÀ- STATO

15 ETICA L’ETICA È CONOSCENZA SISTEMATICA ED UNITARIA DEL COMPORTAMENTO DELL’INDIVIDUO, CHE HA COME FINE LA FELICITÀ, COSTITUISCE LA PREMESSA NECESSARIA DELLA POLITICA

16 POLITICA SCIENZA ARCHITETTONICA, SCIENZA DEL BENE, CHE DEVE COORDINARE LE SCIENZE PARTICOLARI CHE SI PONGONO FINI PARTICOLARI. IL FINE DELLA POLITICA È : FORMARE GLI UOMINI PREDISPORRE LE LEGGI E L’ORGANIZZAZIONE DELLA POLIS IN MODO CHE GLI UOMINI CONSEGUANO LA VIRTÙ.

17 VIRTÙ DIANOETICHE: SI FORMANO MEDIANTE L’ISTRUZIONE ETICHE: SI FORMANO CON L’ABITUDINE (ES. CORAGGIO)

18 GIUSTO MEZZO PRINCIPIO SU CUI SI FONDA LA VIRTÙ PER LE COSE È UNICA; PER LE PERSONE È COMMISURATA A CIASCUNA PERSONA LA POSIZIONE MEDIANA FRA I DUE ESTREMI FATICOSO DA RAGGIUNGERE DISCIPLINA DELLE PASSIONI =RAGIONE

19 GIUSTIZIA È LA VIRTÙ PROPRIA DELL’UOMO GIUSTO LA PIÙ IMPORTANTE DELLE VIRTÙ PERCHÉ NON SI RIVOLGE SOLO A CHI LA POSSIEDE MA ANCHE AGLI ALTRI E ALLE COSE DEGLI ALTRI

20 DISTRIBUTIVA ATTIENE ALLA RIPARTIZIONE DEGLI ONORI, DELLE RICCHEZZE E DI TUTTE LE ALTRE COSE DIVISIBILI PER CHI FA PARTE DELLA CITTADINANZA COMMUTATIVA RIGUARDA LE RELAZIONI SOCIALI. SE L’UGUAGLIANZA È STATA ALTERATA PER MEZZO DI UN’AZIONE INGIUSTA SI FISSA UN RISARCIMENTO A FAVORE DELL’OFFESO, PARI AL VALORE DEL DANNO O DELL’INGIURIA PATITI

21 LA GIUSTIZIA IN «POLITICA». SI RIFERISCE A COLORO CHE VIVONO IN SOCIETÀ AL FINE DI ESSERE INDIPENDENTI, LIBERI E UGUALI (NO STRANIERI, FIGLI, MOGLI E SCHIAVI) «NON POLITICA»; A) NATURALE: DIRITTI E DOVERI VALIDI OVUNQUE B) CONVENZIONALE: SI FONDA SULLE LEGGI POSITIVE DELLA CITTÀ C) EQUITÀ: È LA GIUSTIZIA DEL CASO SINGOLO CHE TEMPERA LA RIGIDITÀ DELLA LEGGE ED INDICA LA NORMA DA SEGUIRE NEI CASI DI LACUNE DELLA STESSA LEGGE.

22 FELICITà FINE DI TUTTE LE AZIONI UMANE ESPRESSIONE DELL’ANIMA RAZIONALE CONTEMPLAZIONE INTELLETTUALE

23 ETICA NICOMACHEA POLITICA: SCIENZA CHE SEGUE IMMEDIATAMENTE ALL’ETICA DOPO AVER COMPRESO COSA SIA LA VIRTÙ BISOGNA INDIVIDUARE I MEZZI PER METTERLA IN PRATICA SCIENZA POLITICA INDAGA IL MODO IN CUI LE LEGGI POSSANO EFFETTIVAMENTE CORRISPONDERE ALLA PRATICA DELLA VIRTÙ.

24 LA POLITICA OTTO VOLUMI II, III, VII, VIII STATO IDEALE E CRITICA DI PLATONE IV, V, VI SPECULAZIONE IN ETÀ MATURA

25 FASI DELL’OPERA 1.STUDIO DELLA COSTITUZIONE IDEALE SUL MODELLO PLATONICO; 2.STUDIO DELLE COSTITUZIONI POLITICHE FONDATO SULL’ANALISI DELLE REALI SITUAZIONI POLITICO- SOCIALI; 3.STUDIO DELLO STATO IDEALE SECONDO IL MODELLO ARISTOTELICO

26 I LIBRO INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUTIVI DELL’ORGANIZZAZIONE POLITICA LA POLIS: È PER NATURA E NON È FONDATA SULLE CONVENZIONI DEGLI UOMINI

27 UOMO ZOÓN POLITICON: ANIMALE POLITICO LA SUA UMANITÀ SI ESPRIME NELLA SUA POLITICITÀ

28 LA POLIS “È UN PRODOTTO NATURALE E CHE L’UOMO PER NATURA È UN ESSERE SOCIEVOLE: QUINDI CHI VIVE FUORI DELLA COMUNITÀ STATALE PER NATURA E NON PER QUALCHE CASO O È UN ABIETTO O È SUPERIORE ALL’UOMO […] È CHIARO QUINDI PER QUALE RAGIONE L’UOMO È UN ESSERE SOCIEVOLE MOLTO PIÙ DI OGNI APE E DI OGNI CAPO D’ARMENTO. PERCHÉ LA NATURA, COME DICIAMO, NON FA NIENTE SENZA SCOPO E L’UOMO, SOLO TRA GLI ANIMALI, HA LA PAROLA” Politica, I, 1253 a, p. 6

29 POLIS FAMIGLIA CHE CONTINUA LA SPECIE UMANA GRUPPO PARENTALE: PROGENITORE COMUNE TRIBÙ: AGGREGAZIONE DI PIÙ GRUPPI GENTILIZI VILLAGGIO: PIÙ TRIBÙ POLIS: PIÙ VILLAGGI

30 POLIS LA SOLA A POSSEDERE L’AUTARKEIA FATTO DI NATURA NO SOMMA DEI COMPONENTI AD ESSA ANTERIORE È IL FINE DELL’UOMO(SEME/QUERCIA)

31 FAMIGLIA, TIPI DI COMANDO E OBBEDIENZA PADRE-FIGLIO MARITO-MOGLIE PADRONE-SCHIAVO

32 “nelle relazioni del maschio verso la femmina, l’uno è per natura superiore, l’altra inferiore, l’uno comanda, l’altra è comandata – ed è necessario che tra tutti gli uomini sia proprio in questo modo.” Politica, I, 5, 1254b, p. 11

33 “Il maschio è più adatto al comando della femmina, tolte alcune eccezioni contro natura” Politica, I, 12, 1259b, p. 25

34 “E invero il libero comanda allo schiavo in modo diverso che il maschio alla femmina, l’uomo al ragazzo, e tutti possiedono le parti dell’anima, ma le possiedono in maniera diversa: perché lo schiavo non possiede in tutta la sua pienezza la parte deliberativa, la donna la possiede ma senza autorità, il ragazzo infine la possiede, ma non sviluppata. È necessario dunque supporre che sia lo stesso anche delle virtù morali e cioè ne devono partecipare tutti, non però allo stesso modo, bensì solo quanto a ciascuno per compiere la sua funzione. Ecco perché chi comanda deve possedere la virtù morale nella sua completezza (perché il suo compito è assolutamente quello dell’architetto e la ragione è architetto) mentre gli altri, ciascuno quanto gli spetta. Di conseguenza è chiaro che la virtù morale appartiene a tutti quelli di cui si è parlato, ma che non è la stessa la temperanza di un uomo e di una donna, e neppure il coraggio e la giustizia, come pensava Socrate, ma nell’uno e c’è il coraggio del comando nell’altra della subordinazione, e lo stesso vale per le altre virtù” Politica, I, 13, 1260a, p. 27.

35 Gorgia: dialogo tra Socrate e Menone, Socrate: virtù è un concetto univoco e che non può differire nell’uomo e nella donna SOCRATE: E così è anche per le virtù: anche se sono molteplici e di diversi tipi, tutte hanno una unica e identica forma, a causa della quale esse sono virtù, e verso la quale è bene che guardi colui che deve rispondere a chi domanda di spiegare che cosa mai sia la virtù. O non comprendi quello che dico? MENONE: Mi sembra di comprendere, tuttavia no capisco ciò che chiedi vorrei. SOCRATE: Forse ti sembra così solamente pela virtù, o Menone, cioè che diversa sia quella dell’uomo, diversa quella della donna e degli altri, oppure anche per la salute e per la grandezza e per la forza ti pare lo stesso? Ti sembra che sia diversa la salute dell’uomo e diversa quella della donna? Oppure è una identica forma dovunque, se veramente si tratta di salute, sia che si trovi nell’uomo sia in altro? MENONE: Identica mi sembra che sia la salute e dell’uomo e della donna. SOCRATE: Dunque, anche la grandezza e la forza? Se una donna è forte, sarà forte per la medesima forma e per la medesima forza? E per la medesima forma intendo questo: la forza, in quanto è forza, non differisce, sia che si trovi nell’uomo, sia che si trovi nella donna. O ti sembra che differisca in qualcosa? MENONE: A me no.

36 SOCRATE: E la virtù, in quanto è virtù, differirà in qualche cosa, a seconda che sia nel fanciullo, o nel vecchio, o nella donna, o nell’uomo? MENONE: A me sembra, o Socrate, che questo non sia più lo stesso rispetto a quelle altre cose. SOCRATE: Ma come? Non dicevi che la virtù dell’uomo consiste nell’amministrare bene la Città, e quella della donna nell’amministrare bene la casa? MENONE: Io si. SOCRATE: E si può forse ben governare la Città o la casa o altro, senza governare in modo temperato e giusto? MENONE: No certamente. SOCRATE: Pertanto, se governano in modo giusto e temperato, governeranno con giustizia e con temperanza.

37 SCHIAVI PER NATURA OPER GUERRA

38 L’ECONOMIA È IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA: (OIKOS=FAMIGLIA, NOMOS=REGOLA) NEL CUI AMBITO SONO PRECISATI I CRITERI DA SEGUIRE NELL’ATTIVITÀ VOLTA A PROCACCIARE I BENI MATERIALI NECESSARI ALLA FAMIGLIA. TROVA UN LIMITE NELLE NECESSITÀ E NELLE ESIGENZE DELLA COMUNITÀ. LA CREMATISTICA PRODUZIONE DELLA RICCHEZZA. NON INCONTRA ALCUN LIMITE, DATO CHE LA RICCHEZZA PUÒ CRESCERE INDEFINITAMENTE SU STESSA.

39 L’ATTIVITÀ ECONOMICA DEVE ESSERE FINALIZZATA ALLA COMUNITÀ SE FINE A SE STESSA: CRISI E DISARTICOLAZIONE DELL’ORDINE NATURALE, SUL QUALE SI FONDA LA COMUNITÀ POLITICA.

40 TRA STATO E INDIVIDUO NO IMMEDESIMAZIONE DI TIPO ORGANICO NATURA ARTICOLATA E DIFFERENZIATA

41 UOMO AFFETTO ESCLUSIVO SENTIMENTO DELLA PROPRIETÀ OGNUNO SI PREOCCUPA INTENSAMENTE DI CIÒ CHE GLI APPARTIENE

42 PROPRIETÀ MISURA DELLA RICOMPENSA PER IL LAVORO SVOLTO NO REGIME COLLETTIVISTICO NO DIVISIONE IN DUE CLASSI COME SPARTA PROPRIETÀ PRIVATA INTEGRATA CON LA COMUNANZA DELL’USO FINE SOCIALE

43 LA POLITICA MODELLO DI COSTITUZIONE MIGLIORE CHE CORRISPONDE AI PRINCIPI ASSUNTI IN SEDE FILOSOFICA COME REALIZZARE TALE ISTITUZIONE TENENDO CONTO DELLE CONDIZIONI REALI COSTITUZIONE BASATA SU PRESUPPOSTI E ELEMENTI DI FATTO AL FINE DI RENDERSI CONTO DEI PROVVEDIMENTI DA ASSUMERE PER RENDERLA STABILE DEVE INDICARE LA COSTITUZIONE PIÙ ADATTA A TUTTE LE CITTÀ CHE SI RISOLVE NELLA INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPI FONDAMENTALI CHE SONO COMUNI A TUTTE LE COSTITUZIONI REALI.

44 Costituzione migliore È QUELLA IN CUI OGNI CITTADINO POSSA MEGLIO PROVVEDERE ALLA SUA PROSPERITÀ MATERIALE E ALLA SUA FELICITÀ

45 FELICITÀ CONSISTE IN UN OPERARE PRATICO CHE SIA IL RISULTATO DEL PIENO DISPIEGAMENTO DELLA VIRTÙ INTELLETTIVA UN’ATTIVITÀ SPECULATIVA CHE NON SI ESPRIMA POI IN UN’ATTIVITÀ PRATICA, RISCHIA DI RINCHIUDERE L’UOMO IN SE STESSO, DI SEGREGARLO DAL RESTO DELLA SOCIETÀ

46 POLIS UNA COMUNITÀ DI SIMILI CHE SI PROPONE COME SCOPO IL RAGGIUNGIMENTO DELLA MIGLIOR VITA POSSIBILE SIA DAL PUNTO DI VISTA MATERIALE SIA DAL PUNTO DI VISTA MORALE. ESISTE PER COMPIERE IL BENE E NON SOLO IN VISTA DELLA VITA ASSOCIATA TRA EGUALI COMPARTECIPAZIONE DI DIRITTI

47 COSTITUZIONE IDEALE DESCRITTA NEI LIBRI VII E VIII

48 ORDINE DELLA CITTA’ SI FONDA SU TRE PRINCIPI: PROPORZIONE MISURA ARMONIA

49 CLASSI AGRICOLTORI ARTIGIANI GUERRIERI BENESTANTI I SACERDOTI I MAGISTRATI

50 TERRITORIO TERRENO FERTILE SBOCCO AL MARE PRATICABILE DAI CITTADINI INACCESSIBILE PER I NEMICI COLLOCAZIONE IDEALE È FRA LA TERRA E IL MARE

51 POPOLAZIONE IL LEGISLATORE DEVE OCCUPARSI DELLA SANITÀ DELLA STIRPE PROPORZIONATA ALLE ESIGENZE DELLA CITTÀ OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA

52 POPOLI I POPOLI SI DIVIDONO POI IN 3 RAZZE 1.FREDDO (NORD) TEMPERAMENTO MOLTO VIVACE MA NON MOLTO SVILUPPATA INTELLIGENZA (LIBERTÀ NO ARTE) 2.TEMPERATO (CENTRO, ZONA DEL MEDITERRANEO) HA INTELLIGENZA E FORZA MORALE 3.CALDO (ASIA E AFRICA) INTELLIGENTI E ABILI NELLE ARTI MA NON POSSIEDONO FORZA MORALE

53 UOMO SI GOVERNA MEDIANTE LA RAGIONE CHE GLI CONSENTE DI EDUCARE E DISCIPLINARE LA SUA NATURA EDUCAZIONE INFORMATA ALLA COSTITUZIONE FINO A 7 ANNI A CASA POI COMPITO DELLO STATO GINNASTICA MATRIMONIO: DONNE 18; UOMINI 35

54 COSTITUZIONE (POLITÉIA) DELLE POLIS LA COSTITUZIONE DECIDE CHI È CITTADINO IN CERTI REGIMI ANCHE I LAVORATORI MANUALI (POSTO CHE SIANO UOMINI LIBERI) DI CATEGORIE DIVERSE, ANCHE GLI ARTIGIANI, ANCHE GLI OPERAI, ANCHE GLI ADDETTI A LAVORI PESANTI SONO DEI CITTADINI

55 CITTADINO DEVE SAPER UBBIDIRE E COMANDARE DOXA ALETE’ (OPINIONE DELLA VERITÀ) CIOÈ IL COMUNE BUON SENSO È LA VIRTÙ DI CUI DEVE ESSERE DOTATO IL CITTADINO CHE PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA, AL CONSIGLIO ALLE MAGISTRATURE ORDINARIE. ARETE’ FRONESIS CIOÈ LA PRUDENZA O SENNO POLITICO O ARTE DI GOVERNO È IL REQUISITO DI QUEI CITTADINI CHE DEBBONO ASSUMERE LE SUPREME DECISIONI POLITICHE.

56 CLASSIFICAZIONE COSTITUZIONI COSTITUZIONI PERFETTE COSTITUZIONI CORROTTE MonarchiaTirannide AristocraziaOligarchia Politia Demagogia o o democrazia democrazia della dei liberimoltitudine

57 COSTITUZIONE (IL GIUSTO MEZZO) COMMISTIONE DI DEMOCRAZIA E ARISTOCRAZIA MASSA NON PUÒ ESSERE AMMESSA ALLE MAGISTRATURE PIÙ IMPORTANTI CHE DETENGONO LA GUIDA POLITICA DELLA CITTÀ MA POSSONO : 1.PARTECIPARE ALLE ELEZIONI DEI MAGISTRATI 2.SINDACARE SULLA LORO OPERA 3.DELIBERARE SUI NORMALI AFFARI PUBBLICI

58 “ Lo stato vuole essere costituito, per quanto è possibile, di elementi uguali e simili, il che succede soprattutto con le persone del ceto medio. Di conseguenza ha necessariamente l'ordinamento migliore lo stato che risulti di quegli elementi dei quali diciamo che è formata per natura la compagine dello stato. E son questi cittadini che nello stato hanno l'esistenza garantita più di tutti: infatti essi non bramano le altrui cose, come i poveri, né gli altri le loro, come fanno appunto i poveri dei beni dei ricchi, e quindi per non essere essi stessi presi di mira e per non prendere di mira gli altri, vivono al di fuori di ogni pericolo. Per ciò fu saggio il voto di Focilide: Spesso il meglio è nel mezzo, ed io lì nello stato voglio essere. È chiaro, dunque, che la comunità statale migliore è quella fondata sul ceto medio e che possono essere bene amministrati quegli stati in cui il ceto medio è numeroso e più potente, possibilmente delle altre due classi, se no, di una delle due, ché in tal caso, aggiungendosi a una di queste, fa inclinare la bilancia e impedisce che si producano gli eccessi contrari.” Politica, IV, 11, 1295 b, pp

59 LEGGE È IL CODICE MORALE DELLA COMUNITÀ POLITICA È NATURALE SUPERIORE AD OGNI CITTADINO È INTELLIGENZA SENZA PASSIONI

60 “LA SOVRANITÀ DELLA LEGGE EQUIVALE DUNQUE ALLA SOVRANITÀ DI DIO E DELLA MENTE, LA SOVRANITÀ DELL’UOMO A QUELLA DELL’ANIMALE: POICHÉ LA CUPIDIGIA E LE PASSIONI TRAVIANO QUANTI SONO AL POTERE, ANCHE GLI UOMINI MIGLIORI. MA LA LEGGE È INTELLIGENZA SENZA PASSIONI” COSTITUZIONE SOCIALE BASATA SULLA CLASSE MEDIA POLITICA DI SOSTEGNO ALLE CLASSI MENO ABBIENTI

61 LIBRO V STUDIO DELLE CAUSE DELLE TENSIONI E DEI CONFLITTI SOCIALI CHE SBOCCANO NELLA TRASFORMAZIONE VIOLENTA DELLE COSTITUZIONI

62 CAUSE DELLE TENSIONI E DEI CONFLITTI SOCIALI STASIS: SEDIZIONE, RIBELLIONE, LA RIVOLTA (O IL SUO SINONIMO RIVOLUZIONE) METABOLÈ: MUTAMENTO, CAMBIAMENTO, LA TRASFORMAZIONE DELLA COSTITUZIONE.

63 ARISTOCRAZIE E OLIGARCHIE FINISCONO PER 1.LE LOTTE E LE DIVISIONI INTERNE PROMOSSE DAI RICCHI CHE NON HANNO IL POTERE E CHE SI SERVONO DEL POPOLO. 2.LA GUERRA

64 MONARCHIE CAUSE DELLE RIVOLTE 1.LE INGIUSTIZIE 2.LE REQUISIZIONI DI BENI PRIVATI 3.LA TRACOTANZA 4.IL DISPREZZO CON CUI SONO TRATTATI I SUDDITI.

65 TIRANNIDE TIRANNIDE SI PUÒ CONSERVARE IN DUE MODI: 1. CONTROLLO TOTALE CON SPIE E DELATORI; DIVIDERE I CITTADINI FRA LORO, RICCHI CONTRO POVERI, VIA PERSONALITÀ PIÙ EMINENTI; NO ASSOCIAZIONI; POLITICA ECONOMICA CHE RIDUCA SOLDI CLASSE MEDIA PER DARLI ALL’ERARIO CHE FARÀ OPERE PUBBLICHE FATTE FARE AL PLETHOS LE CATEGORIE INFERIORI; IMPEGNARLI IN UNA GUERRA.

66 2.CONSERVANDO LA SOSTANZA DEL POTERE MA IMITANDO NELLA FORMA IL GOVERNO MONARCHICO, DEVE FAR MOSTRA DI PERSEGUIRE LA PUBBLICA UTILITÀ, DAR CONTO DELLE ENTRATE E DELLE USCITE, COMPORTARSI IN MANIERA MORIGERATA IN MODO DA ISPIRARE RISPETTO PIUTTOSTO CHE PAURA, ONORARE I CITTADINI PIÙ EMINENTI NON FAR DIVENTARE NESSUNO POTENTE; GOVERNARE IN MODO CHE I RICCHI E I POVERI CREDANO DI POTER SOPRAVVIVERE SOLO GRAZIE A LUI.

67 POLITIA E DEMOCRAZIA LE TRASFORMAZIONI VIOLENTE SONO PROVOCATE 1.DALLA MANCATA OSSERVANZA DEL DIRITTO 2.UN CITTADINO ACQUISISCE ECCESSIVA POTENZA 3.IMPOSSIBILITÀ DI ALLONTANARE CITTADINI ECCESSIVAMENTE POTENTI 4.LA UGUAGLIANZA E LA LIBERTÀ CONSISTANO NEL FARE CIÒ CHE PARE

68 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI M. D’Addio, Storia Delle Dottrine Politiche, Genova, ECIG, 1996, pp C. Galli (a cura di), Manuale di storia del pensiero politico, Bologna, Il Mulino, 2001, pp J. J. Chevalier, Storia del pensiero politico, vol. I, Il Mulino, Bologna, 1989, pp Aristotele, Politica, Roma/Bari, Laterza, 2007


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