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Bambini dai 6 ai 12 anni.

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Presentazione sul tema: "Bambini dai 6 ai 12 anni."— Transcript della presentazione:

1 Bambini dai 6 ai 12 anni

2 Secondo Piaget: 6 – 12 anni: Infanzia

3 Caratteristiche generali:
Grande sviluppo cognitivo A 6 anni si concentrano su più di una situazione allo stesso tempo, questo gli permette di sviluppare relazioni più complesse e una capacità di comprensione più profonda Riflessioni morali più sofisticate, si delinea la capacità di comprendere il mondo dalla prospettiva di un altro Aumenta il tempo che i bambini trascorrono in compagnia dei coetanei. Predominano in questo periodo le amicizie tra bambini dello stesso sesso. Possono diventare membri di microsistemi che comprendono adulti al di fuori della famiglia, per esempio, con le attività extra scolastiche come le squadre di pallavolo, calcio o le lezioni di danza. Lo sviluppo fisico durante questa fase dell’infanzia tende ad essere costante e lineare, si tratta di un periodo di crescita graduale, quantitativa e cumulativa che precede i grandi sviluppi qualitativi dell’adolescenza.

4 Comportamento motorio tra i 6 e i 9 anni:
Notevole vivacità Disponibilità ad affrontare e a risolvere nuove difficoltà Impara a dominare i propri impulsi e a concentrare i propri sforzi in una data attività per ottenere il risultato voluto Aumento della velocità, della resistenza e della capacità di combinazione dei movimenti perdono gli inutili gesti accessori caratteristici del bambino di quattro o cinque anni, risultando più fluidi e rivelando un buon senso del ritmo In questa fase è importante fornire al bambino il maggior numero di stimoli possibili, diversificando il tipo di attività e assecondando sempre il suo incontenibile bisogno di muoversi.

5 Comportamento motorio tra i 10 e i 12 anni:
Miglioramento delle capacità di apprendimento Attività motoria più controllata, razionale e appropriata Curiosità e disponibilità ad imparare e a raggiungere nuove prestazioni Il movimento ha acquisito, ormai, una certa sicurezza, con l’abbandono completo di inutili gesti accessori Il bambino impara a coordinare sempre più i propri movimenti in relazione a se stesso e al mondo esterno Questa età è sicuramente la più proficua dal punto di vista dell’apprendimento motorio; il bambino, essendo estremamente recettivo, deve essere stimolato il più possibile.

6 12 anni: Si colloca nella fase iniziale della pubertà che terminerà intorno ai 15 anni Ragazzi soggetti ad una serie di processi di trasformazione morfologica e funzionale, nonché della personalità Nelle femmine la pubertà compare quasi sempre un anno prima che nei maschi. Si possono così descrivere alcune fasi o tappe che, seppur con delle variazioni temporali, segnano il passo della maturazione biologica e psichica. Il processo evolutivo si definisce in termini auxologici come “proceritas secunda” Di norma, nei due semestri che precedono la pubertà, si ha un notevole aumento della statura. Le femmine hanno una spinta di crescita più lenta e graduale rispetto ai maschi, inoltre arrivano alla spinta di accrescimento con l’età scheletrica più avanzata La capacità di movimento è condizionata dalla maturazione biologica, dalle condizioni socioculturali e ambientali Tale periodo andrà sfruttato più ampiamente possibile affinché i ragazzi raggiungano il massimo delle capacità personali nell’apprendimento motorio.

7 I presupposti: Nella fascia di età presa in considerazione si possiede finalmente una base coordinativa sufficiente per affrontare l’apprendimento delle tecniche elementari di alcuni sport. Percepisce il feed-back sensoriale, anche se in maniera abbastanza imprecisa, come imprecisa risulta essere anche la rappresentazione del movimento (immagine motoria). Si consolidano i programmi fondamentali di movimento: gli schemi motori di base

8 Schemi motori di base: Camminare Correre Saltare Arrampicarsi
Strisciare Lanciare Rotolare

9 CAMMINARE

10 CORRERE

11 SALTARE

12 ARRAMPICARSI

13 STRISCIARE

14 LANCIARE

15 ROTOLARE

16 Il modello fondamentale di apprendimento è quello per imitazione:
indispensabile pertanto una dimostrazione dell’insegnante ripetuta più volte, a cui spesso e volentieri deve accompagnarsi un’azione diretta sul sistema motorio (la guida passiva del movimento)

17 La capacità di attenzione è molto ridotta e fortemente condizionata dalla motivazione
Il pensiero è di tipo globale: difficilmente un bambino riesce a scomporre il gesto in sequenze parziali ed a ricollegarle nel movimento intero. E’ opportuno pertanto presentare sempre azioni motorie globali guidate da uno scopo concreto (non movimenti singoli o parti di essi). L’attività in palestra risulta fondamentale poiché, mantenendo la caratterizzazione giocosa, presenta un incremento del carico motorio, sia coordinativo che condizionale.

18 Schema corporeo: In generale a 6 anni i bambini sono nella terza ed ultima tappa della sua evoluzione cioè la tappa del “corpo rappresentato” che corrisponde sul piano intellettivo allo stadio delle “ operazioni concrete” di Piaget, durante il quale il bambino può prendere le distanze in rapporto all’impegno immediato dell’azione.

19 Egli, partendo dallo “schema d’azione” si assume, coscientemente, in carico la propria motricità e affinché questa attitudine si manifesti sono richieste un certo numero di condizioni, sviluppate nell’arco delle prime due tappe dell’evoluzione dello schema corporeo: Una esperienza sufficientemente varia del “corpo vissuto” (1° tappa) in un buon ambito affettivo; Possibilità di interiorizzare e padronanza delle reazioni emozionali primitive; Un buono “schema d’atteggiamento” che corrisponde allo stadio della “immagine del corpo”(2° tappa) a carattere statistico; Infine la possibilità di integrare l’insieme delle informazioni propriocettive ed esterocettive, secondo una successione temporale interiorizzata e diventata cosciente.

20 Il bambino deve essere considerato come una UNITA’
L’educazione motoria deve agire specificatamente nell’area MOTORIA, e trasversalmente anche nell’ area AFFETTIVA e COGNITIVA Per cui dobbiamo passare dal termine “educazione motoria” alla denominazione di EDUCAZIONE PSICOMOTORIA

21 Lo sviluppo psico-motorio del bambino è:
Un processo lento e complesso che coinvolge globalmente ogni sfera della personalità. Le capacità motorie sono collegate a quelle cognitive, è proprio attraverso queste che si favorisce lo sviluppo del sistema nervoso centrale Importante è fornire gli stimoli necessari per poter acquisire buone capacità motorie di base. Possiamo distinguere due tipi di capacità quelle psicomotorie e quelle fisiche.

22 Capacità psicomotorie:
Le capacità psicomotorie, direttamente collegate al funzionamento del sistema nervoso centrale, possono essere così distinte: La coordinazione La percezione corporea in ogni sua forma statica e dinamica La percezione extracorporea (o strutturazione spazio-temporale)

23 La coordinazione: Secondo la definizione di Meinel la coordinazione in generale è: “la sintonia di tutti i processi parziali dell’atto motorio rispetto all’obiettivo, allo scopo che si deve raggiungere eseguendo il movimento”. Ci sono più tipi di coordinazioni: quella oculo-manuale riguarda la capacità di coordinare i movimenti della mano e dell’arto superiore in relazione a informazioni visive quella oculo-podalica è la capacitàdi coordinare i movimenti del piede e dell’arto inferiore in relazione a informazioni visive quella intersegmentaria è la capacità di coordinare i movimenti dei vari segmenti corporei in relazione a se stessi. Nel processo di sviluppo delle coordinazioni è importante il ruolo assunto dai cosiddetti “analizzatori”: essi sono sistemi parziali del sistema sensoriale che ricevono informazioni ben precise di tipo tattile, acustico, visivo, vestibolare ecc. trasformandole in dati essenziali nel processo di controllo e di regolazione dell’atto motorio.

24 La percezione corporea:
Secondo la definizione di Le Boulch è: “un’intuizione d’insieme o una conoscenza immediata che noi abbiamo del nostro corpo in posizione statica o in movimento, nel rapporto delle diverse parti tra di loro e nei rapporti con lo spazio circostante, gli oggetti, le persone”. Il bambino viene a conoscenza del proprio corpo e impara ad usarlo attraverso l’azione; ogni movimento nuovo che egli compie è una esperienza in più che arricchisce lo schema corporeo e che aiuta il processo di affinamento del movimento stesso. Questo processo segue tappe ben precise partendo da movimenti incontrollati e incoerenti fino al completo controllo e alla piena padronanza di qualsiasi gesto. All’interno della percezione corporea distinguiamo alcune funzioni: Funzione di adattamento attivo Schema corporeo Lateralizzazione Percezione temporale Organizzazione spazio-temporale

25 Schema corporeo: Si struttura fin dalla nascita per raggiungere il suo completamento verso i 12 anni, con la presa di coscienza del proprio corpo in ogni duo singolo segmento in situazione statica e dinamica, in relazione agli altri e al mondo esterno. L’evoluzione dello schema corporeo segue tappe ben definite lungo il verso l’età adulta. Possiamo infatti distinguere 4 momenti: Corpo subito: dalla nascita ai 3 mesi Corpo vissuto: da 3 mesi a 3 anni Corpo percepito: da 3 a 6 anni Corpo rappresentato: da 6 a 12 anni dove il bambino sa rappresentare i gesti prima di compierli

26 Funzione di adattamento attivo:
È la capacità di rielaborare i movimenti acquisiti, così da poter risolvere le situazioni e i problemi nuovi che mano a mano si vengono a creare. La funzione di adattamento si sviluppa fin dai primi mesi di vita per terminare intorno ai dieci/dodici anni; maggiori sonagli stimoli in questo arco di tempo, maggiore risulterà la capacità di adattamento grazie alla quale il bambino potrà arricchire la propria capacità motoria

27 Lateralizzazione: È il processo grazie al quale il bambino scopre qual è la sua “mano preferita” e si afferma la dominanza di un emisfero cerebrale rispetto all’altro. Finché il bambino non ha raggiunto una buona lateralizzazione, il suo schema corporeo, l’efficacia dei suoi movimenti e la loro coordinazione risulteranno imprecisi e poco organizzati.

28 Percezione temporale:
È la capacità di prendere coscienza delle sensazioni sonore con la loro durata e le loro pause. L’acquisizione della percezione temporale aiuta il bambino nello sviluppo della coordinazione motoria che si esplica attraverso una combinazione di movimenti che si svolgono contemporaneamente o in successione nello spazio e nel tempo.

29 Organizzazione spazio-temporale:
Si tratta della capacità di organizzare, appunto, lo spazio, avendo come presupposti i concetti di sopra/sotto, davanti/dietro, destra/sinistra riferiti a sé e trasferiti poi al mondo esterno, mettendolo in relazione con il tempo.

30 La percezione extra corporea è:
Quella capacità intellettiva che permette di conoscere il mondo esterno e di strutturarlo a partire dal concetto di tempo e di spazio e avvalendosi delle sopraccitate funzioni di organizzazione spaziale e di percezione temporale.

31 Capacità fisiche: Riguardano la sfera motoria e sono:
la forza la velocità la resistenza la mobilità articolare. La forza, la velocità e la resistenza sono poco sviluppate durante l’infanzia. Esse presentano dei picchi verso l’età adulta La mobilità articolare è invece massima durante l’infanzia e regredisce, se non opportunamente allenata, man mano che ci si avvicina all’età adulta; essa è la massima capacità di escursione articolare e dipende dalla estensibilità dei muscoli e dei legamenti.

32 Caratteristiche psico-fisiche del bambino:
Il primo periodo scolare coincide a livello fisico con un primo ed evidente cambiamento della figura caratterizzato da: Aumento della crescita in lunghezza Disarmonia tra tronco ed arti (accrescimento prevalentemente a carico degli arti) In sintesi rapida crescita scheletrica con conseguente instabilità scheletrico-muscolare (Fase di “Proceritas”).

33 Da un punto di vista psicologico avvengono cambiamenti cognitivi:
Affinamento capacità logiche Operazioni concrete Ricerca Padroneggiamento Auto-sviluppo Intelligenza senso-motoria Fase egocentrica: alta percentuale di scelte egoistiche dettate da impulso di fruizione e di possesso; assenza di scelte equilibrate (per questo si introdurrà un lieve lavoro di socializzazione tra coetanei per predisporre una successiva fase sociocentrica, caratteristica dei 7-12 anni).

34 Le attività: Stimoli e spazi per gioco inventivo
Sviluppo psicomotorio polivalente con percorsi ad ostacoli Giochi con o senza palla Addestramento ritmo attraverso combinazione salti-lanci Addestramento motorio specifico con esercizi multilaterali

35 Capacità da attivare secondo le fasi sensibili:
Capacità di orientamento nello spazio Ritmo Resistenza Voglia di apprendere Particolarità Nello specifico: Ritmo movimenti Accoppiamento movimenti Fluidità nei movimenti Precisione Costanza Ampiezza Tempo Forza Capacità coordinative speciali Destrezza fine Equilibrio Elasticità movimento Combinazione motoria Fantasia motoria Rapidità

36 Le lezioni pratiche: E’ opportuno che questa attività sia differenziata per età Organizzata in forma ludica: Giochi liberi Giochi simbolici Giochi con materiali Giochi di regole Giochi funzionali Giochi programmati Giochi imitativi Giochi popolari e tradizionali. All’interno delle attività motorie saranno inseriti anche: Giochi a stazioni, in forma di percorso e di circuito Giochi individuali e collettivi Giochi di espressione corporea Giochi nei quali si sfida l’equilibrio (statico e dinamico) e la gravità Giochi all’aperto e con la musica.

37 Ogni lezione pratica è strutturata in
unità didattiche, la cui durata varia da 40 a 50 minuti ed ogni singola lezione è così ripartita: 5-10 minuti per la fase iniziale ( o di avvio) della lezione 25-30 minuti per la fase formativa 5-10 minuti da dedicare ad una fase libera o di ripristino. Saranno proposte 2 lezioni a settimana per favorire acquisizione ed interesse da parte degli allievi Dividere i bambini in gruppi con massimo 8 bambini L’obiettivo è: configurare correttamente la lezione collocare razionalmente le varie esercitazioni Prima fase: esercizi dinamici centrati sullo sviluppo degli schemi motori di base Evitare di tenere fermi troppo a lungo i bambini per le spiegazioni, giochi ed esercizi dovrebbero essere già conosciuti. Essa infatti deve attivare il sistema neuromuscolare per la fase successiva. Seconda fase: attività centrata sull’acquisizione di determinate abilità e sullo sviluppo delle capacità (coordinative e condizionali). Terza fase: gioco libero, o gli esercizi di recupero, concludono la lezione.

38 Capacità motorie: classificazione di Blume
CAPACITA’ COORDINATIVE CAPACITA’ CONDIZIONALI GENERALI: SPECIALI: Forza Capacità di apprendimento motorio Equilibrio Resistenza Capacità di controllo motorio Ritmo Velocità Capacità di trasformazione Reazione Orientamento Adattamento Differenziazione cinestesica Accoppiamento e coordinazione

39

40 Capacità coordinative generali

41 Capacità di apprendimento motorio:
E’ valutata attraverso: Il tempo impiegato per conseguire nuove abilità per quanto riguarda le azioni semplici La precisione: coincidenza tra movimento richiesto e movimento realizzato La costanza: si effettuano più ripetizioni e si valuta quante sono positive. Valutando la costanza del movimento posso capire a che punto è il processo di apprendimento. Il ritmo del movimento: è l’ordine cronologico della dinamica muscolare. Un corretto ritmo di movimento diminuisce la fatica muscolare e migliora la mobilità articolare E’ la capacità del soggetto ad apprendere nuovi gesti; consiste nell’assimiliazione e nell’acquisizione di movimenti o di parti di movimenti, precedentemente non posseduti, che devono essere immediatamente stabilizzati

42 Capacità di apprendimento motorio:
La capacità di apprendimento motorio si sviluppa attraverso tre fasi: 1° fase dell’apprendimento: coordinazione grezza: In questa fase c’è la comprensione del compito motorio. Più l’allievo ha un bagaglio motorio ampio maggiore sarà la sua comprensione. Lo stadio della coordinazione grezza del nuovo movimento è raggiunto attraverso la ripetizione delle attività. 2° fase dell’apprendimento: coordinazione fine: Implica il consolidamento degli schemi motori posturali mediante le attività in cui predominano gesti consapevoli. In questa fase è importante motivare gli allievi. 3° fase dell’apprendimento: disponibilità variabile: E’ importante in questa fase: stabilizzare i comportamenti motori mediante la standardizzazione delle fondamentali abilità motorie ampliare la combinazione delle abilità motorie, evitare la ripetizione in condizioni standard degli stessi gesti, senza curare l’evoluzione positiva nella ripetizione.

43 Capacità di controllo motorio:
E’ la capacità che consente di controllare nello spazio e nel tempo movimenti semplici o azioni complesse e raggiungere esattamente il risultato programmato nel movimento. Si sviluppa aumentando le difficoltà di esecuzione sul piano spaziale e temporale. Possiamo suddividere la capacità di controllo motorio in quattro parti fondamentali in cui l’individuo decide: Cosa fare: anticipazione dell’obiettivo Come farlo: scelta del programma motorio Previsione del risultato: immagine mentale Esecuzione del gesto: risultato reale. Quando non ci sono discrepanze tra il valore richiesto e quello reale, il gesto mediante successive ripetizioni, viene automatizzato. La comparazione tra previsione del risultato e risultato effettivamente ottenuto giunge sotto forma di reafferenza o feedback.

44 Capacità di adattamento e trasformazione:
E’ la capacità di cambiare, trasformare, e adattare il programma motorio alla modificazione improvvisa dell’ambiente e della situazione o delle condizioni esterne per cui il risultato del movimento non cambia o cambia solo di poco. È la velocità e l’adeguatezza con cui il soggetto adatta il proprio movimento in rapporto ad una situazione variabile. Si sviluppa esercitando gli automatismi conseguiti ed abituando i sistemi percettivi a segnalare per tempo le variazioni di condizioni, le situazioni di disturbo, le difficoltà impreviste. Questa capacità ha la sua massima espressione nei giochi sportivi e di combattimento.

45 Capacità coordinative speciali

46 Equilibrio: E’ la capacità di mantenere tutto il corpo in condizione di equilibrio, oppure conservare e ripristinare tale condizione durante e dopo gli spostamenti ampi e rapidi. Sono considerati due aspetti: equilibrio statico e dinamico. In posizione di quiete l’equilibrio è mantenuto sull’elaborazione di informazioni dell’analizzatore cinestesico e tattile e in misura minore, dell’analizzatore ottico e vestibolare. Per l’equilibrio dinamico, le più importanti sono le informazioni vestibolari. Lo sviluppo di questa capacità è correlata col grado di controllo e di orientamento del corpo nello spazio, e con la qualità delle informazioni sensoriali fornite dal sistema cinestetico, dal sistema visivo e da quello statico-dinamico (sistema dell’equilibrio).

47 Ritmo: E’ la capacità di cogliere un ritmo imposto dall’esterno e di riprodurlo nel movimento; nonché di realizzare i movimenti secondo un preciso andamento ritmico interiorizzato.

48 Reazione: E’ la capacità di programmare ed eseguire rapidamente delle azioni motorie adeguate e di breve durata in risposta ad un segnale. I segnali vengono trasmessi per via ottica, acustica, cinestesica, tattile e labirintica. La capacità di reazione si articola in due fasi: Individuazione del segnale a cui rispondere Scelta della risposta motoria più adeguata.

49 Orientamento: E’ la capacità di determinare e variare la posizione e i movimenti del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito. Questa capacità è strettamente collegata a quella di controllo e di equilibrio e risente delle informazioni sensoriali prodotte dagli analizzatori ottico, cinestesico, acustico e statico-dinamico. Controllare il proprio corpo e modificare la sua posizione in riferimento a se stessi, agli oggetti e agli altri, sono fattori complessi del processo coordinativo che devono essere dominati dall’allievo.

50 Adattamento o trasformazione:
E’ la capacità di adattare, durante lo svolgimento dell’azione ed in base alle variazioni della situazione percepita o prevista, il programma della medesima, oppure di continuare l’azione stessa in maniera totalmente diversa. La capacità di trasformazione si fonda sulla bravura e rapidità dell’atleta nel percepire e prevedere con precisione le variazioni della situazione. Si collega alla capacità di reazione e a quella di orientamento.

51 Differenziazione cinestesica:
E’ la capacità di arrivare ad un aggiustamento di grande precisione di singole parti di un movimento o di movimenti parziali del corpo. Essa si esprime nella precisione ed economia del movimento in relazione allo scopo cercato. Il suo livello è determinato sia dall’esperienza motoria nel campo specifico, che dal grado di padronanza del gesto. Questa capacità è importante nelle fasi di perfezionamento e consolidamento della tecnica sportiva e della sua applicazione in gara. La capacità di differenziazione cinestesica viene spesso descritta come “senso del movimento”. Essa può essere perfezionata solo in modo specifico e trova il suo substrato biologico nell’analizzatore cinestesico.

52 Accoppiamento e coordinazione:
E’ la capacità di coordinare tra loro i movimenti parziali del corpo, le successioni di movimenti singoli e le singole fasi del movimento. E’ costituita dalla capacità dell’allievo di saper collegare in una struttura motoria unitaria e coerente più forme autonome e parziali di movimento che si possono presentare in successione temporale. Altre capacità come la fantasia motoria e l’anticipazione hanno un’incidenza elevata su tali capacità che possono essere sviluppate ed educate in misura notevole sin dall’infanzia. La capacità di combinazione motoria è una delle capacità coordinative più importanti poiché si riscontra in tutte le azioni della vita quotidiana ed è soprattutto presente in quasi tutte le forme di movimento degli sport.

53 Capacità condizionali

54 Forza: Per forza si intende la capacità neuromuscolare di un individuo di vincere o, comunque, di opporsi ad una resistenza esterna attraverso lo sviluppo di elevate tensioni muscolari.

55 Resistenza: E’ la capacità dell’organismo di opporsi all’insorgere della fatica nelle varie possibilità di manifestare la propria motricità.

56 Velocità: E’ la capacità di reagire ad uno stimolo con la massima rapidità possibile e di eseguire con la massima rapidità movimenti contro resistenze molto modeste.

57 Mobilità articolare: E’ la capacità di compiere un movimento nella massima escursione articolare e con il minore dispendio di energia.

58 I percorsi: Esercitazioni preferite dai bambini, specialmente dopo i 5 anni. Idonei per lo sviluppo e l’affinamento degli schemi motori di base Stimolano la rapidità, la forza rapida e la coordinazione in quasi tutte le sue forme Rendono più vivace la lezione Consentono di mantenere elevato l’interesse e di offrire stimoli motivazionali Attraverso particolari percorsi l’insegnante può valutare globalmente i progressi realizzati nel campo della coordinazione generale, dell’equilibrio e delle capacità oculo-manuali.

59 Sotto l’aspetto psico-motorio si dovranno perseguire i seguenti obiettivi:
1. Obiettivi educativi Acquisire conoscenze, competenze nell’ambito della strutturazione del proprio schema motorio Sollecitare stati emotivi che promuovono l’atto volitivo Far sperimentare al fanciullo la propria autonomia libera e responsabile, secondo alcune qualità: 1. Fiducia di se 2. Padronanza 3. Coraggio 4. Autocontrollo 5. Portare a termine un compito 6. Accettazione serena della sconfitta 7. Voglia di misurarsi 8. Rispetto delle regole 9. Passaggio da morale eterogenea a morale autogena. 2. Obiettivi didattici 1.Comprensione del compito motorio 2. Rappresentazione mentale del gesto tecnico 3. Coordinazione grezza 4. Coordinazione fine 5. Stabilizzazione, coordinazione fine e sviluppo disponibilità variabile

60 Lezioni tipo: 1) 6-8 Anni 2) Obiettivo della coordinazione oculo-manuale 3) Raggiungere obiettivi prefissati con l’aiuto di unità didattiche 4) Lezione sulla percezione e la conoscenza del corpo nella strutturazione della dimensione spazio-temporale per bambini tra i 10 e i 12 anni

61 Un esempio di lezione potrebbe proporre i seguenti obiettivi:
1. Lezione 6 – 8 anni Un esempio di lezione potrebbe proporre i seguenti obiettivi:

62 1. ESERCIZI DI COORDINAZIONE
Esercizi di coordinazione oculo-manuale. Destrezza e precisione. Questi esercizi sono molto importanti nel momento in cui il bambino apprende a scrivere. D’altronde, nell’apprendimento di un mestiere manuale, lo sviluppo della destrezza e della precisione presenta un interesse evidente. Esercizi di coordinazione dinamica generale. Rappresentano, a questa età, veri esercizi-problema che richiamano prassie come: I salti e i superamenti di ostacoli I lanci e le ricezioni di palle e di attrezzi Gli spostamenti in equilibrio sopraelevato Gli spostamenti in quadrupedia e l’agilità al suolo Le arrampicate

63 2. ESERCIZI DI PERCEZIONE E DI CONOSCENZA DEL CORPO PROPRIO
Consolidamento della lateralità e orientamento dello schema corporeo Conoscenza e presa di coscienza dei differenti segmenti corporei partendo da un atteggiamento globale facile da mantenere: Arti superiori Asse corporeo Cintura scapolare Cintura pelvica e arti inferiori Presa di coscienza della globalità degli atteggiamenti associati a spostamenti segmentari Associazione della presa di coscienza segmentarla in posizione allungata, al lavoro respiratorio e al rilassamento

64 3. ESERCIZI DI AGGIUSTAMENTO POSTURALE
Questi esercizi rappresentano uno stadio importante della struttura dello “schema corporeo” e hanno bisogno del lavoro dei riflessi dell’equilibrio così come di una buona regolazione tonica e di una scioltezza sufficiente delle articolazioni. Due tipi di esercizi: Di postura Di equilibrio sul posto con interiorizzazione

65 4. ESERCIZI DI PERCEZIONE TEMPORALE
In rapporto con la percezione della durata In rapporto con la percezione delle strutture ritmiche Applicazione alla danza folkloristica

66 5. ESERCIZI DI PERCEZIONE DELLO SPAZIO E DI STRUTTURAZIONE SPAZIO-TEMPORALE
Base della costruzione dello spazio: orientamento e localizzazione degli oggetti nello spazio, valutazione di traiettorie e di velocità. Si è a livello dell’esperienza vissuta Esercizi di strutturazione dello spazio d’azione del bambino: Nel mondo degli oggetti Nel mondo delle persone Gli esercizi di strutturazione dello spazio implicano una risonanza in rapporto alla situazione, condizione indispensabile al gioco dei meccanismi intellettuali. Molta importanza verrà data al gioco, in quanto è un modo di procedere attraverso il quale si realizza un certo equilibrio tra il mondo interiore ed esteriore. Il gioco ha una profonda ripercussione emotiva e una grande carica espressiva che coinvolge totalmente il bambino attraverso il suo valore simbolico che rappresenta, è contemporaneamente rivelatore delle verità, delle frustrazione del bambino, e risolutore di turbe.

67 2. Obiettivo della coordinazione oculo-manuale

68 La progressione terrà conto:
Dell’attrezzo (grosse palle/piccole palle, palle leggere/palle più pesanti) Della distanza del lancio Del tipo di traiettorie (uno o più rimbalzi/traiettoria, tesa/traiettoria parabolica)

69 Giochi di destrezza con una piccola palla:
1. Lasciare che il bambino si abitui alla palla suggerendogli di ricercare differenti tipi di manipolazione. 2. lanciare la palla con una mano, riprenderla con l’altra. Passarla nella mano che lancia ed effettuare un circuito continuo e regolare. 3. palla tenuta sotto la palma della mano, lasciata la palla riprenderla afferrandola con le dita. Stessa cosa da una mano all’altra.

70 Giochi di destrezza con un pallone
1. Battere la palla al suolo e riprenderla con una o due mani. 2. Effettuare dei palleggi continui facendo rimbalzare ogni volta la palla al suolo per azione delle dita. Sul posto o in movimento 3. Ripetere gli esercizi svolti con la palla piccola.

71 Giochi di destrezza con attrezzi vari
1. Si possono utilizzare tutti i vari oggetti che ritroviamo nella palestra.

72 Esercizi di lancio e di ricezione in coppia da fermi
Gli allievi lavorano in coppie e hanno a loro disposizione un cerchio ciascuno, una grossa palla, una piccola palla soffice e una palla medica per coppia. Porre gli allievi nei cerchi a terra poco distanti fra loro. Si passano le palle in tutti i modi possibili, senza lasciarle cadere a terra. I lanci verranno fatti: Ad una mano dx e sx A due mani secondo il peso della palla.

73 3. Unità didattiche

74 UNITA’ DIDATTICHE A-B-C-D
Obiettivo generale: Strutturazione spazio-temporale, coordinazione dinamica generale, percezione di suoni e ritmi. Schemi motori: Camminare, correre.

75 UNITA’ A Fase 1 Un pallone per ogni bambino: correre liberamente nella palestra ed al fischio palleggiare (mano dx, 2 mani, mano sx) Riprodurre a specchio gli esercizi eseguiti dell’insegnante Fase 2 Tiro alla fune Carriola a coppie Percorso: 3 capovolte in successione sui materassini, corsa a slalom tra le clavette, lancio (il più lontano possibile) della pallina da tennis, corsa laterale fino in fondo alla palestra. Fase 3 “Il paese incantato”; i bambini camminano in un paese incantato nel quale il mago (l’insegnante) trasforma continuamente il terreno: es. in un lago di ghiaccio, in un deserto, in un mare di lava, in un bosco con tanti alberi. I bambini adeguano la loro camminata al tipo di terreno.

76 UNITA’ B Fase 1 Corsa libera per la palestra; al segnale seduti uno di fronte all’altro con piedi a contatto, effettuare la bicicletta. “LA MOLLA”: proni, flettere il busto indietro sollevando contemporaneamente braccia e gambe. Fase 2 Lavoro a circuito: formare tre gruppi di lavoro: dedicare 3-4 minuti ad ogni esercizio poi ruotare a. Gruppo 1 arrampicarsi su di un plinto o su una panca ed effettuare dei lunghi salti sul materasso b. Tirare a canestro c. Saltelli con la fune da soli o in tre (due girano la fune ed uno salta) Fase 3 Staffetta

77 UNITA’ C Fase 1 Formare delle coppie, uno fugge, l’altro lo rincorre. Quando uno viene preso, un breve riposo poi si cambia ruolo Esercizi di riscaldamento, per arti superiori: circonduzioni, adduzioni, abduzioni, flesso-estensioni, intra ed extra-rotazioni Fase 2 Organizzare due percorsi ed effettuarli complessivamente per 5/6 minuti ciascuno Percorso 1: correre e superare 8 over, saltare a piedi uniti dentro 8 cerchi, avanzare in quadrupedia e calciare un pallone su un bersaglio Percorso 2: traslocare sulla panca trascinandosi con le sole braccia (proni). Palleggiare a slalom tra le clavette, camminare come la foca (sulle braccia, trascinando le gambe) fino al tappeto, capovolta in avanti. Fase 3 Due righe con i bambini seduti uno di fronte all’altro (o di fianco, o di schiena) al via si scambia rapidamente il posto con il compagno. Esercizi respiratori

78 UNITA’ D Fase 1 Palla prigioniera Fase 2
Lavoro a stazioni per 5’ (3 gruppi) Saltare 6 ostacoli, corsa e capovolta Corsa a slalom più salto in lungo (sul materassino) Lanci del pallone sul muro (a due mani), mirando ad un bersaglio Fase 3 Gioco delle quattro porte. Si dispongono 4 porte ai lati di un grande quadrato (o rettangolo). Si disegna col gesso l’area di porta. Ogni bambino avanza palleggiando con i piedi, giunto vicino ad una porta, cerca di tirare e segnare. Si può tirare solo con il piede, si deve cambiare porta ogni volta (non c’è il portiere).

79 UNITA’ DIDATTICHE E-F-G-H
Obiettivo generale: coordinazione dinamica generale, equilibrio statico e dinamico, forza rapida.

80 UNITA’ E Fase 1 Camminare o correre con velocità e modalità diverse
A coppie: “le carriole” A coppie: si trattiene per la maglia il compagno, mentre lui cerca di andare dalla parte opposta Fase 2 Traslocazione su tre panche messe in fila: in quadrupedia, camminando, correndo, salto alla fine sul materassino. Percorso su panca, asse in equilibrio, ceppi, over Bambini, in fila, corrono verso l’insegnante che tiene in mano un pallone e cercano di farlo cadere. Fase 3 Il palleggio: palleggiare su una linea avanzando, retrocedendo, a destra, a sinistra con una mano o con due ai vari segnali dell’insegnante

81 UNITA’ F Fase 1 Correre liberamente, al via si ruota su se stessi, al segnale tutti in linea I bambini formano tre cerchi: girano verso dx o verso sx al comando dell’insegnante Fase 2 Tanti materassini in fila. Si corre velocemente su questa superficie instabile, (“la palude”) Camminare con un oggetto sul capo: prima sostenendolo con le mani, poi mantenendolo in equilibrio senza le stesse. Si può variare il compito chiedendo di piegare le gambe. Effettuare tre capovolte di seguito e tornare indietro correndo Fase 3 Gli allievi sono sulla linea di fondo, con l’insegnante a metà campo. Quando volge le spalle ai bambini, essi corrono verso di lui; quando invece si gira verso di loro si arrestano. Chi non si ferma torna sulla linea di partenza

82 UNITA’ G Fase 1 Tanti “mattoncini” quanti sono i bambini sparsi per la palestra: si corre liberamente e, al segnale si sale su un mattoncino e si resta in equilibrio “saltiamo il mattoncino”: serie di saltelli di tipo diverso sul mattoncino (a desta / sinistra- avanti/ dietro- 1 piede /2 piedi ecc.) Fase 2 I bambini a coppie, sono in posizione accovacciata: si cerca di far perdere l’equilibrio al compagno con piccole spinte A coppie i bambini si tengono saldamente per le mani: al segnale si sbilanciano indietro e cominciano a roteare, facendo perno sui piedi A coppie su una panca, passarsi la palla dalla posizione in piedi Fase 3 Attività libera sui morbidoni Impariamo a trattenere il respiro: le apnee

83 UNITA’ H Fase 1 “Ricerchiamo equilibri diversi”: corsa libera, al segnale mantenere l’equilibrio con due appoggi diversi (mano piede, mano ginocchio gomito ginocchio, ecc.) corsa dei canguri, con la palla tra le ginocchia Fase 2 “L’equilibrista”: bambini divisi in gruppi di tre ognuno con un materasso. Due spostano il materasso, uno cerca di restarvi sopra in equilibrio “Il trampolino”. Giochi con il tappeto elastico Fase 3 Gioco: “il lupo e le pecore” Rilassamento: ascoltiamo il ritmo del cuore.

84 4. Lezione sulla percezione e la conoscenza del corpo nella strutturazione della dimensione spazio-temporale per bambini tra i 10 e i 12 anni

85 OBIETTIVI: Valutazione del grado di sviluppo degli schemi motori di base Valutazione del grado di sviluppo dello schema corporeo Valutazione del grado di sviluppo della strutturazione spazio-temporale

86 SCHEMI MOTORI DI BASE: Le attività motorie di base sono le espressioni dinamiche che ci consentono di relazionarci con altri e con l’ambiente esterno. Camminare, correre, portare pesi, saltare, lanciare, arrampicarsi….sono le attività principali che si possono riprodurre in ambiente sportivo per educare la motricità umana.

87 SCHEMA CORPOREO: Secondo Le Boulch “Lo schema corporeo o immagine del corpo può essere considerato come una intuizione di insieme o una conoscenza immediata del proprio corpo, sia in posizione statica che in movimento, in rapporto alle diverse parti fra loro, e soprattutto nei rapporti con lo spazio e gli oggetti che lo circondano”.

88 STRUTTURAZIONE SPAZIO -TEMPORALE:
Permette al soggetto di muoversi e di riconoscersi nello spazio, di coordinare i gesti, di individuare le parti del corpo e di situarle nello spazio, di coordinare l’attività e di organizzare la vita quotidiana.

89 ESERCIZI: Utilizzando un foglio di carta abbastanza grande e un pennarello, disegnare a terra la sagoma di un compagno, il quale può assumere anche posizioni diverse; successivamente nominare le diverse parti del corpo che sono state disegnate. Imitare a specchio i movimenti asimmetrici di un compagno. Riprodurre le posizioni e i movimenti proposti da un compagno. Camminare in ordine sparso e al cenno dell’insegnante avvicinarsi al compagno che ha la stessa statura. Camminare e toccare le parti del proprio corpo indicate dall’insegnante. Correre utilizzando tutto lo spazio della palestra superando ostacoli immaginari Correre utilizzando tutto lo spazio della palestra superando ostacoli reali di diversa altezza, forma e dimensioni. Correre a balzi superando cerchi posti a diversa distanza. Lanci a coppie a pochi metri dalla parete con un pallone. Gioco di gruppo: i ragazzi si dispongono in cerchio, ognuno con una bacchetta poggiata verticalmente a terra, l’esercizio consiste ne lasciare la propria bacchetta e prendere quella del compagno davanti a lui al “via” dell’insegnante. Gioco in coppie: afferrare la bacchetta lasciata cadere dal compagno. Al “via” voltarsi rapidamente e afferrare il pallone lanciato dal compagno.

90 IL GIOCO FINALE: Per far prendere contatto in modo sano al gruppo si inseriscono dei giochi di regole che vogliono assumere la forma di “giochi di competizione cooperativa” sviluppando il sentimento di appartenenza ad una comunità-gruppo. Il ruolo dell’adulto nell’animazione dei giochi collettivi sarebbe fruttuoso per lo sviluppo sociale del ragazzo, se si ponesse come obiettivo la regolazione delle relazioni interpersonali in seno al gruppo che procedono di pari passo con la costituzione del gruppoo stesso; evitando l’abuso del tecnicismo. Sarà la situazione di partenza e l’evoluzione psicomotoria del gruppo che permetterà al gioco di assumere sempre più elementi strutturati. In seno al gioco specifico il ruolo dell’animatore verte su: Ruolo dell’arbitraggio, per lo scorrere fluido del gioco. Ruolo del regolatore, scoprire gli elementi socio-affettivi presenti nel gruppo e farne prendere coscienza ai ragazzi. Scoprire disturbi dovuti a difficoltà psicomotorie.

91 PASSAGGIO A “DIECI”: Questo gioco tradizionale è sempre molto apprezzato dai ragazzi ponendo l’importanza sulle regole. Materiale: Pallone utilizzato in uno dei grandi sport collettivi o palle di gomma o di plastica. Terreno e giocatori: Il numero dei giocatori è variabile, ma non si consigliano più di 7, 8 giocatori in ogni campo. A seconda dell’età dei ragazzi e della forza di lancio, può essere praticato su un terreno da pallacanestro (24x12) o su un mezzo campo (12x12). I giocatori dei due campi si spostano a loro piacimento su tutto il terreno. L’animatore adatterà continuamente la grandezza del campo alle possibilità dei ragazzi. Scopo del gioco: Passarsi il pallone 10 volte tra i giocatori dello stesso campo. - All’inizio ci si accontenterà di 5 passaggi. Durata del gioco: Raggiunto un buon livello, il gioco dura un certo qual tempo, ma quando i passaggi non sono ancora sicuri, il gioco si limita a 2,3 minuti, secondo l’età, poiché è molto intenso. Realizzati i passaggi consecutivi, occorre accordare un tempo di riposo sufficiente tra ogni ripresa. Durante questo intervallo di puntualizzano le regole.

92 PASSAGGIO A “DIECI”: Due regole infrangibili:
Rispetto all’avversario. Divieto di provocare dei contatti con l’avversario. Al fallo il conduttore accorda la palla alla squadra lesa dandole la possibilità di continuare la serie iniziata. Un passaggio supplementare è accordato quando una spinta ha intralciato la ricezione. Rispetto dei limiti del campo.

93 PASSAGGIO A “DIECI”: Regole modificabili in funzione dell’evoluzione dei giocatori: Divieto di ripassare la palla al giocatore che l’ha appena passata (Il conduttore dovrà modificare le regole in funzione dell’evoluzione del gioco). Se la palla è ricevuta dopo un rimbalzo o dopo aver rotolato al suolo, il passaggio non è valido, ma la squadra può continuare la serie di passaggi(Si impone, quando i ragazzi si isolano, in una parte del campo, per fare una serie di passaggi). Un passaggio conterà come punto quando viene ricevuto direttamente(Si introduce questa regola quando i ragazzi saranno diventati più abili). Divieto di mantenere la palla più di 3” senza giocarla, cioè passare o palleggiare. Si può usare a seconda delle convenzioni adottate il palleggio di pallacanestro o su tre passi (E’ necessario stabilire il tipo di palleggio per potersi liberare dall’avversario).

94 PASSAGGIO A “DIECI”: Organizzazione collettiva:
Mano a mano che i ragazzi proseguono in questo gioco, possono scoprire i modi collettivi d’azione. Nozione d’occupazione del terreno e di distanziamento. Nozione di marcamento e di marcamento. Il conduttore interviene per precisare le idee dei ragazzi e trovare il legame con il lavoro sullo spazio.

95 Bibliografia 1. Martin D. - TEORIA SPORTIVA E TEORIA DELL’ALLENAMENTO – S.D.S. Dicembre ‘89 2. Coni – ACQUA, MOVIMENTO, SVILUPPO – Manuale per le attività motorie nell’infanzia 3. G. Cilia, L. Cabibbo - “Educazione fisica, sport e salute”, Ed. Hermes Scuola. 4. Loris Coppa - “Il ritmo e la grande vita”, Società Stampa Sportiva, Roma. 5. Rosanna Rossena - A scuola di mimo”, Ed. Ottaviano. 6. C. De Santis, F. Proietti, M. Soraci, S. Trandafilo - “L’educazione Fisica di base tra i sei e i dodici anni”, Società Stampa Sportiva, Roma 1991. 5. N.A. Bernstein, “Fisiologia del movimento”, Società Stampa Sportiva, Roma 1989. 6. M. Marella, I. Nicoletti, A. Salvini, A. Dal Monte, M. Faina, R. Manno, C. Morino, Merni, G. Carbonaro - “Nuovi orientamenti per l’avviamento dei giovani allo sport”, Società Stampa Sportiva, Roma 1984. 7. Erwin Hahn - “l’allenamento infantile”, Società Stampa Sportiva, Roma 1986. 8. F. Mariotto - “Auxologia e attività motorie giovanili”, Società Stampa Sportiva, Roma 1986.


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