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FONDAMENTI DI INFORMATICA PREPARAZIONE DI ARTICOLI E ELABORATI A CARATTERE SPERIMENTALE-EMPIRICO.

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Presentazione sul tema: "FONDAMENTI DI INFORMATICA PREPARAZIONE DI ARTICOLI E ELABORATI A CARATTERE SPERIMENTALE-EMPIRICO."— Transcript della presentazione:

1 FONDAMENTI DI INFORMATICA PREPARAZIONE DI ARTICOLI E ELABORATI A CARATTERE SPERIMENTALE-EMPIRICO

2 IL TITOLO Il titolo è un elemento dell’elaborato scientifico che abbisogna di aggiustamenti fino al termine del lavoro. Esso deve rappresentare in modo appropriato il contenuto del lavoro, insieme ai suoi limiti.

3 L’ABSTRACT L’abstract è un elemento che accompagna ogni lavoro pubblicato in riviste specializzate. Questo elemento oltre ad accompagnare il lavoro scientifico, lo sostituisce nelle fonti bibliografiche secondarie. Viene utilizzato per analizzare la rilevanza dell’articolo quando si sta svolgendo una ricerca bibliografica.

4 Ogni rivista richiede che l’abstract venga redatto secondo alcune regole, per esempio impone limiti sul numero di parole da utilizzare, o anche sui contenuti. Comunque un buon riassunto deve elencare i seguenti contenuti dell’elaborato:  Obiettivi dell’articolo/lavoro scientifico (Aims of the study).  Metodi (Methods) utilizzati per raggiungere gli obiettivi elencati. Tale area si suddivide in diverse sotto-aree, per es. soggetti, strumenti utilizzati, metodi di selezione dei soggetti.  Risultati (Results).  Conclusioni (Conclusions).

5  La corretta stesura dell’abstract ha un altro valore, insegna a preparare delle presentazioni ben fatte dei propri lavori scientifici.  Per esempio, la discussione di un proprio elaborato, anche se meno limitata dal punto di vista della lunghezza, deve toccare tutti gli elementi presenti in un abstract. Come per l’abstract, il tempo deve essere ben suddiviso nella presentazione delle singole aree, in base alla loro rilevanza.

6 L’INTRODUZIONE

7  L’introduzione presente negli articoli scientifici, di solito viene inserita come primo capitolo degli elaborati in psicologia. L’obiettivo è presentare lo “stato dell’arte”, cioè cosa è stato scritto su quell’argomento specifico.  Una valutazione completa della letteratura dimostra che il lavoro non si basa su di una conoscenza poco chiara o incompleta di ciò che si sta analizzando.  Permette di non scoprire “l’acqua calda”.  È importante che in questa parte del lavoro vengano citate tutte le fonti bibliografiche più importanti dal punto di vista storico come anche quelle più aggiornate. Per esempio un lavoro che venga pubblicato o presentato nel 2007 non può segnalare soltanto citazioni bibliografiche che risalgono al massimo all’anno 2004.

8 Data l’importanza delle citazioni bibliografiche, esistono norme che regolano la loro presentazione all’interno del testo. Esistono due modalità principali di presentazione delle citazioni bibliografiche: Si cita ogni fonte bibliografica con il nome degli autori e con la data di pubblicazione. Si inserisce al posto della citazione un [numero] (generalmente racchiuso in parentesi quadra) che rimanda all’indice bibliografico.

9 Casi particolari se si utilizza il primo metodo:  se compare un solo autore, si inserisce il cognome di questi.  Se compaiono due autori, si inseriscono entrambi. Per es. Bianchi & Rossi,  Se compaiono 3 o più autori, si inserisce il cognome del primo e si aggiunge et al. (gli altri autori saranno citati nell’indice bibliografico). Per Bianchi et al., 1987  Se lo stesso autore ha pubblicato più lavori nello stesso anno, si inserisce come progressione una lettera dell’alfabeto dopo la data. Per es. Bianchi et al., 1986a.

10 CAUTELE È importante che Anche nelle citazioni bibliografiche ci sia omogeneità. In questo articolo, per es. una volta viene inserito solo il primo autore e si evidenzia, con la scritta “et al.”, che ci sono altri autori, mentre in una seconda citazione sono elencati 4 autori. Questo può significare che la rivista richieda soltanto agli articoli con 5 o più autori di troncare la citazione bibliografica nel modo descritto, oppure…. … Capita negli elaborati di studenti che questo accada perché si è fatto un copia incolla, senza nessuna elaborazione personale, da diverse fonti.

11 Dopo la presentazione delle citazioni bibliografiche, si introduce l’analisi della letteratura che ci ha condotto a presentare il nostro lavoro, secondo gli obiettivi che andremo a dichiarare. In particolare, si possono evidenziare i limiti delle ricerche condotte sino al momento, per es. limiti nei campioni utilizzati, nel numero di ricerche, nei metodi utilizzati (strumenti non validati, strumenti di auto- osservazione vs. strumenti oggettivi, ecc.)

12 Le ipotesi conclusive che accompagnano l’analisi della letteratura possono essere di diversi tipi, in base al tipo di studio (disegno di ricerca) che si sta conducendo: - Descrittive Esplorativo – non conosciamo il fenomeno e vogliamo vedere cosa troveremo Confermatorio – la letteratura ci fornisce informazioni sul fenomeno che noi vogliamo confermare su di una popolazione diversa, oppure utilizzando strumenti diversi. -Correlazionali – ipotizziamo che ci sia una relazione tra due fenomeni. -Causali – ipotizziamo che un fenomeno abbia effetti su di un secondo fenomeno.

13 CAPITOLO DEI METODI Il capitolo dei metodi è suddiviso in diversi paragrafi: Descrizione del campione. Descrizione degli strumenti e questionari di rilevamento delle informazioni. Descrizione dei metodi di selezione del campione, adempimento agli obblighi dettati dalle regole sulla privacy o di altre regole e leggi da rispettare mentre si compila un articolo. Descrizione dei metodi statistici utilizzati, laddove si utilizzano strumenti di impiego non comune o concettualmente difficili.

14 Il campione deve essere descritto attraverso tutte le variabili rilevanti le più comuni sono: Numero totale dei partecipanti. Sesso. Età. Livello di istruzione. Occupazione. Stato civile.

15 In questo paragrafo debbono essere elencati tutti gli strumenti utilizzati. Ogni strumento deve essere definito elencando il metodo di somministrazione, il periodo a cui si riferiscono (ultima settimana, il momento in cui si sta rispondendo, ecc.), il numero di item (facendo qualche esempio), la modalità di risposta (risposte aperte vs. chiuse, scala likert, ecc.), le caratteristiche psicometriche (validità, attendibilità) riguardanti la versione che si sta utilizzando (è stata validata su di un campione italiano?)

16 In questo articolo non si cita se i questionari sono stati somministrati in forma anonima o meno. Negli studi che coinvolgono popolazioni cliniche, può essere fornita un’altra informazione: per es. se si è visto che una persona è depressa o si sono evidenziate idee legate al suicidio, il soggetto è stato inserito in un programma terapeutico o il progetto è fine a se stesso?

17 All’interno del capitolo risultati, vengono inseriti tutti i risultati ottenuti attraverso l’analisi statistica dei dati rilevati sul campione. Si riportano, nel caso di statistiche descrittive, la media, la deviazione standard, il range, l’indice di correlazione, ecc. Nel caso di confronti tra gruppi, si riportano il nome del test, il risultato, la significatività, i dati legati alla statistica utilizzata (per es. gradi di libertà).

18 CAUTELE  Spesso gli studenti, e non solo loro, pensano che la statistica possa fornire risposte senza bisogno di formulare la domanda nel momento opportuno, cioè in fase di progettazione.  Si chiede all’analista dei dati di fare tutte le analisi che gli vengono in mente; post-facto vengono create le ipotesi.  Tale procedura (fishing) è scorretta. quando si aumenta il numero delle analisi, si aumenta anche il rischio che un risultato atteso venga solo per caso.

19 Le tabelle sono una parte fondamentale dei risultati. Esse permettono di rappresentare i dati in modo schematico e facilmente accessibile. Le tabelle non possono, però, sostituire completamente il testo, che potrà riportare i dati più importanti delle tabelle e i dati che per brevità non necessitano di una tabella. Le tabelle debbono essere accompagnate da un numero progressivo e da una etichetta esplicativa del contenuto.

20 Le figure sono un altro metodo di rappresentazione dei risultati. Al contrario delle tabelle, queste debbono essere usate con parsimonia; si deve pensare di introdurre una figura soltanto laddove la rappresentazione grafica ci fornisca un metodo veramente essenziale di rappresentare i dati. Gli studenti, talvolta, sono portati ad utilizzarle in modo spropositato; pensano che possano aumentare il volume del loro elaborato e rendere la tesi più attraente attraverso l’inserimento di oggetti…

21 …pieni di colore.

22 La discussione ha la funzione di collegare le ipotesi ai risultati.

23 Collegare i risultati con la ricerca precedente. Comunicare le novità rispetto alla ricerca precedente.

24 Evidenziare i limiti della ricerca. Le linee di ricerca future.

25 INDICE BIBLIOGRAFICO Come per le citazioni bibliografiche all’interno del testo non esistono regole univoche. È importante non fare un taglia incolla dalle diverse fonti. Si deve utilizzare un’unica regola per tutte le citazioni. Articoli di riviste, libri, risorse elettroniche, ecc. hanno ognuna proprie regole. La punteggiatura è regolata dalle stesse regole di costruzione della citazione. In generale, se si sceglie di utilizzare la prima modalità di elencazione delle citazioni bibliografiche (per es. Bianchi & Rossi, 1986), allora l’indice finale sarà ordinato alfabeticamente. Se si scegli la seconda modalità ([1]) l’indice finale sarà ordinato secondo un elenco numerato disposto in base all’ordine di citazione all’interno del testo.

26 REGOLE APA Direct quotations of sources  Direct quotations allow you to acknowledge a source within your text by providing a reference to exactly where in that source you found the information. The reader can then follow up on the complete reference in the Reference List page at the end of your paper.  Quotations of less than 40 words should be incorporated in the text and enclosed with double quotation marks. Provide the author, publication year and a page number.  Miele (1993) found that "the ‘placebo effect,' which had been verified in previous studies, disappeared  when [only the first group’s] behaviors were studied in this manner" (p. 276).  When making a quotation of more than 40 words, use a free-standing "block quotation" on a new line, indented five spaces and omit quotation marks.  Miele (1993) found the following:  The "placebo effect," which had been verified in previous studies, disappeared when behaviors were studied in this manner. (p. 276)

27 Reference citations in the text  When using your own words to refer indirectly to another author's work, you must identify the original source. A complete reference must appear in the Reference List at the end of your paper.  In most cases, providing the author’s last name and the publication year are sufficient.  If there are two or three authors, include the last name of each and the publication year.  If there are three to five authors, cite all authors the first time; in subsequent citations, include only the last name of the first author followed by “et al.” and the year.  The names of groups that serve as authors (e.g. corporations, associations, government agencies, and study groups) are usually spelled out each time they appear in a text citation. If it will not cause confusion for the reader, names may be abbreviated thereafter: First citation: (National Institute of Mental Health [NIMH], 1999) Subsequent citations: (NIMH, 1999).

28  To cite a specific part of a source, indicate the page, chapter, figure, table or equation at the appropriate point in the text  For electronic sources that do not provide page numbers, use the paragraph number, if available, preceded by the ¶ symbol or abbreviation para. If neither is visible, cite the heading and the number of the paragraph following it to direct the reader to the quoted material.

29 Reference List  The alphabetical list of references that appears at the end of your paper contains more information about all of the sources you have used allowing readers to refer to them, as needed. The main characteristics are:  The list of references must be on a new page at the end of your text  The word References should be centered at the top of the page  Entries are arranged alphabetically by the author’s last name or by the title if there is no author  Titles are italicized  Entries are double-spaced.

30 Book with one author  Bernstein, T.M. (1965). The careful writer: A modern guide to English usage (2nd ed.). New York: Atheneum. Book with two to five authors  Beck, C. A. J., & Sales, B. D. (2001). Family mediation: Facts, myths, and future prospects. Washington, DC: American Psychological Association. Two or more books by the same author  Arrange alphabetically by the book’s title  Postman, N. (1985). Amusing ourselves to death: Public discourse in the age of show business. New York: Viking.  Postman, N. (1985). The disappearance of childhood. New York: Vintage.  Anthology or compilation  Gibbs, J. T., & Huang, L. N. (Eds.). (1991). Children of color: Psychological interventions with minority youth. San Francisco: Jossey-Bass. Work in an anthology or an essay in a book  Bjork, R. A. (1989). Retrieval inhibition as an adaptive mechanism in human memory. In H. L. Roediger III & F. I. M. Craik (Eds.), Varieties of memory & consciousness (pp ). Hillsdale, NJ: Erlbaum.

31 Article in a journal  Mellers, B. A. (2000). Choice and the relative pleasure of consequences. Psychological Bulletin, 126, Non-periodical documents on the Internet  Library and Archives Canada. (2002). Celebrating Women’s Achievements: Women Artists in Canada. Retrieved December 16, 2004, from 500-e.html Article in an Internet-only journal  Pelling, N. (2002, May). The use of technology in career counseling. Journal of Technology in Counseling, 2(2). Retrieved December 16, 2004, from

32 BIBLIOGRAFIA  APA citation style - a.php


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