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Metodologie e strumenti per la sostenibilità urbana

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Presentazione sul tema: "Metodologie e strumenti per la sostenibilità urbana"— Transcript della presentazione:

1 Metodologie e strumenti per la sostenibilità urbana
Indicatori indici ambientali e di sostenibilità Impronta ecologica

2 INDICATORI - Definizioni
Un indicatore è “un segnale” che consente di interpretare un fenomeno complesso, in cui sono presenti molte variabili Un indicatore è una misura di qualcosa che permette di capire, in maniera più o meno precisa e in relazione ad un certo obiettivo, "a che punto si è” o "quanto si è distanti" Indicatori vengono utilizzati in molti campi, in particolare in quello economico, medico e ambientale

3 INDICATORI - Funzioni Gli indicatori ambientali sono strumenti per:
rappresentare in modo semplice problemi complessi aiutare a comprendere le correlazioni tra i diversi fenomeni locali e tra i problemi locali e quelli globali identificare in modo sistematico i cambiamenti, le tendenze, i problemi prioritari, i rischi ambientali permettere la comparazione tra le diverse comunità locali, fornendo punti di riferimento per comprendere meglio la propria situazione e sollecitando una competizione virtuosa tra le diverse comunità locali supportare i processi decisionali locali da parte dei soggetti pubblici e privati

4 INDICATORI - Funzioni promuovere l’innovazione e l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche locali aiutare ad anticipare i problemi e a promuovere l’adozione di strategie di lungo periodo fare un bilancio (e monitorare l’efficacia) delle azioni adottate facilitare la partecipazione locale, definendo un quadro di riferimento per obiettivi e politiche condivisibili aumentare le possibilità di collaborazione tra le comunità locali, e tra loro e i livelli superiori di governo (regionali, nazionali, europei)

5 INDICATORI - Caratteristiche (OCSE/OECD *)
1. Rilevanza rappresentativo delle condizioni ambientali, della pressione sull'ambiente, della risposta sociale semplice, facile da interpretare e capace di evidenziare le tendenze nel corso del tempo sensibile alle modifiche dell'ambiente e delle attività umane interrelate fornire una base per comparazioni a livello internazionale utilizzabile sia a livello nazionale sia nelle issues ambientali regionali di significato nazionale associato ad una soglia o ad un valore di riferimento per consentire all'utente una rapida valutazione del livello individuato Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico Organisation for Economic Co-operation and Development

6 INDICATORI - Caratteristiche (OCSE/OECD)
2. Consistenza ben definito teoricamente in termini tecnici e scientifici basato su standard internazionali e godere di consenso e validazione in ambito internazionale predisposto ad essere interfacciato con modelli economici e previsionali, e con sistemi informativi geografici 3. Misurabilità I dati necessari alla costruzione dell'indicatore devono essere: disponibili, ovvero reperibili con un ragionevole rapporto costi/benefici adeguatamente documentati e di qualità verificabile aggiornati ad intervalli regolari in accordo con le procedure di validazione

7 INDICATORI - tipologia
1 - Indicatori abiotici (fisici e chimici) Forniscono informazioni sullo stato generale dell’ambiente in esame, ma permettono anche di definire le cause dell’eventuale alterazione 2 - Indicatori biologici (o bioindicatori) Sono di solito organismi sensibili all’inquinamento, dalla cui presenza/ assenza si deducono informazioni generali sulla qualità dell’ambiente e suii fenomeni di inquinamento in atto Non permettono di capire quale sostanza sia la causa dell’inquinamento, però: l’informazione non è legata ad un particolare momento, in quanto gli organismi sono costantemente presenti nel tempo e subiscono l’effetto di tutti i fattori inquinanti e permettono quindi di rilevare un fenomeno di inquinamento anche se la causa non è più presente sono sottoposti all’effetto dell’insieme dei fattori inquinanti e non solo di uno di essi; permettono quindi di valutare gli effetti sinergici che aumentano la nocività dei singoli inquinanti

8 INDICATORI - Modello PSR
Gli indicatori ambientali possono essere suddivisi in tre categorie: 1 - Indicatori di stato (S) o descrittivi informazioni relative allo stato dell’ambiente e quindi alla sua qualità o deterioramento sono espressi in unità fisiche o monetarie, siano esse tonnellate di emissioni di CO2, concentrazione di nitrati nelle acque, spesa per ricerca e sviluppo, ecc. 2 - Indicatori di pressione (P) informazioni sulla pressione esercitata dalle attività umane sull’ambiente riguardano: i consumi idrici, le emissioni di inquinanti atmosferici, la produzione di rifiuti, i consumi energetici, le attività di caccia e pesca, gli incendi boschivi, ecc. 3 - Indicatori di risposta (R) misurano l’intensità delle azioni di prevenzione/riparazione dei danni ambientali e l’efficacia dei risultati ottenuti riguardano: estensione delle aree protette (parchi e riserve), diffusione dell’agricoltura biologica, controlli effettuati (es. su qualità acque), efficacia delle raccolte differenziate dei rifiuti, risparmio energetico, iniziative per la riduzione dei consumi idrici, numero degli impianti di depurazione, ecc.

9 INDICATORI - Modello DPSIR
Rispetto allo schema PSR, il modello DPSIR introduce una più articolata rappresentazione del sistema di relazioni che intercorrono fra attività umane e stato dell’ambiente: Le Driving force (Determinanti) rappresentano le attività umane che originano a loro volta i fattori di pressione I fattori di pressione, interagendo con le risorse naturali ed ambientali, determinano l’insorgenza di impatti Le politiche di risposta, muovendo dalla considerazione degli impatti, tendono a governare l’andamento nel tempo dei fattori di pressione, avendo quale riferimento ed obiettivo la qualità dell’ambiente

10 Determinanti Risposte Impatti Pressioni Stato Risposte leggi piani
prescrizioni ecc. Cause generatrici primarie agricoltura industria trasporti ecc. Impatti Pressioni Impatto sulla salute sugli ecosistemi danni economici ecc. Pressioni emissioni atmosferiche produzione rifiuti scarichi industriali ecc. Stato Stato e tendenze qualità dell’aria qualità delle acque qualità dei suoli biodiversità ecc.

11 INDICI - Definizione Gli indicatori, sia di tipo abiotico che biologico, sono spesso utilizzati per elaborare indici di qualità ambientale Gli indici sono sistemi di valutazione della qualità ambientale, che prendendo in considerazione diversi indicatori e pesandone la rispettiva importanza, assegnano all’ambiente in questione un punteggio di qualità, per una chiara e semplice interpretazione Spesso i punteggi degli indici sono raggruppati in classi di qualità, definite da intervalli di valori dell’indice, che rendono ancora più semplice l’interpretazione

12 INDICATORI DEL BILANCIO AMBIENTALE
TEMI/CONTESTI AMBIENTALI qualità dell’aria consumi energetici acque suolo rifiuti inquinamento elettromagnetico natura e biodiversità condizioni sociali condizioni economiche qualità dell’ambiente urbano

13 INDICATORI DEL BILANCIO AMBIENTALE
Qualità dell’aria INDICATORI DI PRESSIONE (P) carichi inquinanti emessi (Kg/a CO, NOx, COV) da diversi settori produttivi, residenza, allevamenti carico inquinante emesso (Kg/a CO, NOx, COV) dal traffico INDICATORI DI STATO (S) Concentrazioni di NOx, CO, PTS, PM10, O3 in atmosfera Superamenti dei Livelli di Attenzione e Allarme (NOx, CO, PTS, PM10, O3) Superamenti degli standard di qualità dell’aria Climatologia (direz. e vel. venti, temperatura, umidità relativa) Deposizioni Pollini

14 INDICATORI DEL BILANCIO AMBIENTALE
INDICATORI DI RISPOSTA (R)

15 INDICATORI DI SOSTENIBILITA’
“Indicators of sustainable development need to be developed to provide solid basis for decision making at all levels and to contribute to a self-regulating sustainability of integrated environment and development systems” (Agenda 21, Rio de Janeiro 1992, cap. 40) Tengono in considerazione la realtà che differenti settori della società possono essere strettamente connessi tra loro “Le città sono coscienti di dover basare le proprie attività decisionali e di controllo, in particolare per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio ambientale, di valutazione degli impatti, nonché quelli relativi alla contabilità, al bilancio, alla revisione e alla informazione, su diversi tipi di indicatori, compresi quelli relativi alla qualità dell’ambiente urbano, ai flussi urbani, ai modelli urbani e, ancor più importante, su indicatori di sostenibilità urbani ...” (Carta di Aalborg, 1994, atto costitutivo della Campagna delle città europee sostenibili)

16 INDICATORI DI SOSTENIBILITA’
Lo Spazio Ambientale, secondo le definizioni fornite dal Wuppertal Institute, dipende dalla capacità di carico degli ecosistemi, dalla capacità di rigenerazione delle risorse naturali e dalla disponibilità di risorse Il concetto “riflette che ad ogni punto definito nello spazio e nel tempo, corrispondono limiti all’insieme di pressioni ambientali che gli ecosistemi terrestri possono supportare senza subire danni irreversibili, o senza che la loro funzione di supporto ai processi vitali venga compromessa”

17 INDICATORI DI SOSTENIBILITA’
Il Capitale Naturale è un metodo di contabilizzazione ambientale messo a punto da Robert Costanza che consente di misurare quanto la natura contribuisce alla produzione di benessere per l’uomo I servizi che i sistemi ecologici offrono all’uomo e il capitale naturale che li produce contribuiscono al benessere umano, sia direttamente che indirettamente, e rappresentano parte del valore economico totale del pianeta Per l’intera biosfera, il valore con cui l’ambiente contribuisce al benessere dell’umanità è stimato tra 16 e 54 miliardi di dollari all’anno. Il prodotto globale lordo del pianeta (PNL) è invece stimato in circa 18 miliardi di dollari all’anno

18 INDICATORI DI SOSTENIBILITA’
L’Emergy, indicatore elaborato da H.T. Odum, è la quantità di energia solare necessaria per ottenere (direttamente o indirettamente) un prodotto o un flusso di energia in un dato processo In pratica, un indice del costo ambientale presente e passato, la “memoria” di tutta l’energia solare spesa durante un processo. L’approccio emergetico è in grado di tener conto del lavoro che l’ambiente ha dovuto svolgere per produrre un certo bene o prodotto Il flusso emergetico necessario per un dato processo diviene quindi un indice del costo ambientale presente e passato per supportarlo

19 CARRYING CAPACITY La capacità di carico è un concetto sviluppato per consentire di stabilire quale sia il numero massimo di individui di una popolazione animale o vegetale che può essere sopportato da un ecosistema a tempo indefinito, senza ridurre la produttività dell'ecosistema stesso La capacità di carico si esprime come numero di individui per unità di superficie (in genere: Ha o Km2) e varia a seconda di come la specie in questione usa la capacità dell'ecosistema, ad esempio per produrre cibo, assorbire i rifiuti prodotti, ...

20 CARRYING CAPACITY Il punto centrale dell'economia ecologica è quello di determinare se le attuali popolazioni, gli ecosistemi e i processi biofisici a essi relativi (i capitali naturali critici capaci di autoprodursi), nonché la capacità di assimilazione degli scarti e dei rifiuti da parte dell'ecosfera, siano in grado di sostenere il peso prevedibile dell'economia umana nei tempi a venire secolo e possano congiuntamente mantenere intatte le funzioni vitali dell'ecosfera L'economia globale fa sì che nessuna regione sia più isolabile: tutti hanno accesso alle risorse di tutti

21 IMPRONTA ECOLOGICA L'analisi dell'IMPRONTA ECOLOGICA supera alcune delle difficoltà del concetto tradizionale di carrying capacity invertendo i termini del problema L'impronta ecologica parte dal presupposto che ogni categoria di consumo di energia e di materia e ogni emissione di scarti ha bisogno della capacità produttiva o di assorbimento di una determinata superficie di terra o di acqua

22 IMPRONTA ECOLOGICA Se sommiamo i territori richiesti da ogni tipo di consumo e di scarto di una popolazione definita, la superficie totale che otteniamo rappresenta l'impronta ecologica di quella popolazione sulla Terra, indipendentemente dal fatto che questa superficie coincida con il territorio su cui detta popolazione vive In breve, il modello dell'impronta ecologica misura la superficie di territorio richiesta da ogni persona (o popolazione), anziché la popolazione possibile per ogni unità di territorio

23 IMPRONTA ECOLOGICA L'Impronta Ecologica parte dall'assunto che qualunque cosa noi produciamo e usiamo, qualunque sia la tecnologia produttiva, comunque avremo bisogno di un flusso di materiali ed energia che deve essere prodotto da un sistema ecologico e comunque avremo bisogno di sistemi ecologici per riassorbire gli scarti generati durante il ciclo di produzione e uso e al termine della vita dei prodotti

24 IMPRONTA ECOLOGICA L'analisi dell'impronta ecologica di una data popolazione può essere definita come la superficie di territorio (terra e acqua) ecologicamente produttivo nelle diverse categorie (terreni agricoli, pascoli, foreste ecc.) necessaria per: fornire le risorse di energia e materia per i consumi in atto assorbire gli scarti di quella popolazione, data la sua attuale tecnologia, indipendentemente da dove tale territorio sia situato

25 IMPRONTA ECOLOGICA Qual’è la superficie di sistemi ecologici produttivi nelle diverse categorie (foreste, terre agricole, pascoli, acque) necessaria per mantenere a lungo termine le attività economiche e sociali di una comunità, o Paese, o dell'intera popolazione umana, date le esistenti capacità tecnologiche e organizzative della produzione?

26 IMPRONTA ECOLOGICA Non è possibile valutare le richieste di terreno per procurare, mantenere e mettere a disposizione ogni singolo bene di consumo; si possono allora limitare i calcoli alle categorie principali: Cibo Abitazioni Trasporti Beni di consumo Risorse incorporate nei servizi ricevuti Le principali fonti di dati per l’Italia sono: ISTAT, Censimento della popolazione e delle abitazioni ISTAT, Movimento anagrafico dei comuni ISTAT, Consumi delle famiglie ISTAT, Uso del suolo SEAT, stima dei consumi delle famiglie Regione: bilancio energetico regionale Camera di Commercio: prezzi al consumo Wackernagel, M. e William Rees. L'impronta Ecologica. Edizioni Ambiente, Milano, 2000

27 IMPRONTA ECOLOGICA L'impronta ecologica così calcolata può essere messa a confronto con l'area su cui vive la popolazione e mostrare di quanto è stata superata la carrying capacity locale e, quindi, la dipendenza di quella popolazione dal commercio

28 IMPRONTA ECOLOGICA L'impronta ecologica media pro capite può essere paragonata con una suddivisione equa della Terra, cioè quella fetta di terra produttiva del pianeta teoricamente a disposizione di ogni persona: Oggi questa porzione è di 1,5 Ha (corrispondenti a un quadrato di 122 m di lato) La superficie di sistemi ecologici produttivi necessaria per sostenere a lungo termine i consumi di un Italiano medio è 4,2 Ha, di cui 2,98 Ha di sistemi ecologici terrestri, e 1,22 Ha di sistemi produttivi marini, ovvero un quadrato di 205 m di lato, costituito per il 29% da mare

29 IMPRONTA ECOLOGICA I 2,98 Ha di sistemi produttivi terrestri (l'Impronta Ecologica terrestre di ogni Italiano), sono una superficie produttiva quasi sette volte quella disponibile entro il territorio nazionale, che ammonta a 0,44 Ha pro capite L'Italia pertanto dipende largamente dalla produttività ecologica di territori di altri Paesi, ovvero per far fronte alle sue necessità deve importare capacità di carico ecologica dall'estero L'Impronta Ecologica terrestre degli Italiani è anche quasi 2 volte la disponibilità di ecosistemi produttivi media globale (1,53 Ha pro capite, supponendo di mettere in produzione ogni angolo della Terra): per mantenere la capacità produttiva necessaria a soddisfare i bisogni di ogni Italiano, c'è qualcuno, in qualche parte del pianeta, che rinuncia al 50% della sua quota di ecosistemi produttivi

30 IMPRONTA ECOLOGICA Nazione IE anno Italia 4,2 1997 Olanda 4,7 1997
Belgio 5,3 1997 Finlandia 3,3 1995 USA 10,3 1997 Canada 7,7 1997 India 0,8 1997 Città IE anno Ancona 4,6 1999 Modena 5,0 1996 Legnago 3,1 1998 Orvieto 2,9 1998 Isernia 3,0 1998 Den Haag 4,9 1995 Helsinki 3,5 1999 Remitti P., Cagnoli P., Favero V., Comune di Ancona - Rapporto sullo stato dell’ambiente BET Bilancio Ecologico Territoriale - Ancona ecological footprint

31 IMPRONTA ECOLOGICA Il consumo di un kg di pane comporta un’impronta ecologica di circa 9,7 m2 Il consumo di un kg di carne bovina comporta una impronta di 140 m2 I vegetali, il cui ciclo di produzione e consumo è più breve, comportano un’impronta di 2,6 m2 Il consumo di un uovo comporta un’impronta di circa 12 m2 Un bicchiere di latte corrisponde a 2,3 m2 Il trasporto incide sull’impronta ecologica per via del consumo di combustibile e dell’energia impiegata per la realizzazione dei veicoli Ad esempio, si consideri che l’impronta di una persona che percorre 5 Km due volte al giorno per ogni giorno lavorativo, è pari a 122 m2 se usa la bicicletta, 303 m2 se usa l’autobus, m2 se usa l’automobile Le case creano una impronta ecologica a causa dell’occupazione diretta del suolo e del consumo di energia e materiali per realizzarle e mantenerle Si stima che una casa monopiano di 150 m2 crei un’impronta di ≈ m2

32 IMPRONTA ECOLOGICA Mobili, apparecchiature, vestiario, calzature e altri beni di consumo partecipano in modo significativo alla formazione dell’impronta ecologica Considerando solo la voce ‘abbigliamento e calzature’ --> si stima che, per ogni 100 € spesi, si crei una impronta di ≈ 77 m2 Fare una telefonata, stipulare un’assicurazione ed altre utilizzazioni di servizi pubblici o privati sono attività che comportano consumi di energia e materiali e, di conseguenza, la partecipazione alla formazione dell’impronta ecologica --> si stima che per ogni 100 € in servizi telefonici comporti un’impronta di ≈ 50 m2

33 IMPRONTA ECOLOGICA FAMILIARE
Calcolare l’impronta ecologica della propria famiglia é importante per riuscire a comprendere la fitta rete di interrelazione tra le nostre azioni quotidiane e la sostenibilità complessiva del Pianeta Inoltre, annotando ogni settimana tutti i consumi e calcolando la propria impronta ecologica, è possibile visualizzare gli effetti positivi dovuti ai cambiamenti nei consumi che si decidesse di introdurre Obiettivi analizzare i propri stili di vita quotidiani orientare positivamente i propri consumi sulla base dell’analisi fatta precedentemente avviare una riflessione sull’uso delle risorse naturali e sull’equità nord-sud del mondo Materiali, strumenti dati sui propri consumi, foglio elettronico o calcolatrice

34 IMPRONTA ECOLOGICA FAMILIARE
Descrizione dell’attività Per svolgere questa attività é necessario annotare i consumi famigliari in una tabella, secondo 5 categorie principali: Cibo Abitazione Trasporti Prodotti di consumo e Servizi Rifiuti Per questa esperienza, è stato approntato un foglio elettronico in modo da facilitare il calcolo dell’impronta ecologica e le eventuali statistiche derivanti dalle considerazioni che scaturiranno

35 IMPRONTA ECOLOGICA FAMILIARE
Esempio di impostazione per il calcolo Nella colonna “3” devono essere annotati i consumi mensili secondo l’unità di misura specificata per ogni tipologia nella colonna “2” (cibo in kg, consumi energetici in kilowattora, acqua e gas in metri cubi, ecc.) Le colonne (A), (B), (C), (D), (E) rappresentano i sistemi ecologici produttivi di riferimento per ciascuna tipologia di consumo (vanno riportati gli indici di conversione): colonna A - relativi alla superficie di terra per la produzione dell’energia necessaria alla produzione di un determinato prodotto o alla fruizione di un servizio (per la produzione di un chilogrammo di carta sono necessari 70 m2 di terra energetica, ma anche 200 m2 di foreste dalle quali proviene la cellulosa) colonna B - relativi alla terra per agricoltura (per un chilo di frutta sono necessari 8 m2 di terra per agricoltura e 5 m2 di terra per la produzione dell’energia necessaria alla coltivazione, al confezionamento e al trasporto del prodotto)

36 IMPRONTA ECOLOGICA FAMILIARE
Istruzioni colonna C - relativi ai terreni dedicati a pascolo (per ottenere un chilo di carne di manzo sono necessari 5000 m2 di pascoli) e, in questa semplificazione, anche quelli relativi al mare colonna D - relativi alle foreste gestite e alle foreste primarie che vengono accorpate in un’unica categoria (per produrre 1 kg di legno sono necessari 160 m2 di foreste) colonna E - relativi alla terra necessaria alle urbanizzazioni (un m2 di superficie di una casa corrisponde al consumo di un m2 di terra per urbanizzazioni) A seconda della tipologia di consumo, si moltiplica il fattore o i fattori di conversione corrispondenti e si riportano nell’apposita colonna link al FOGLIO ELETTRONICO

37 IMPRONTA ECOLOGICA SEMPLIFICATA

38 IMPRONTA ECOLOGICA SEMPLIFICATA
Da 10 a 16 punti La tua impronta ecologica è di molto superiore alla media. Dovresti cercare di ridurre il tuo impatto sul pianeta. Cerca soprattutto di usare di meno l’auto (è preferibile andare a piedi o in bici), mangiare meno carne, gettare via meno rifiuti (se puoi, ripara, riutilizza o ricicla le sostanze che usi) Da 6 a 10 punti La tua impronta ecologica è vicina alla media nazionale, ma è pur sempre quasi il doppio della superficie di ecosistemi produttivi disponibile per ogni abitante della Terra. Dovresti cercare di controllare i tuoi consumi usando di meno l’auto, mangiando meno carne e producendo meno rifiuti Da 1 a 5 punti Il tuo peso sul pianeta è inferiore alla media degli italiani. Ma attenzione a non esserne troppo orgoglioso: c’è sempre molto da fare per convincere gli altri a consumare ed inquinare di meno, oltre che cercare di migliorare ancora


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