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I SISTEMI ECONOMICI. Antropologia economica L’antropologia economica si interessa agli aspetti della produzione materiale e ai problemi relativi all’ecologia.

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Presentazione sul tema: "I SISTEMI ECONOMICI. Antropologia economica L’antropologia economica si interessa agli aspetti della produzione materiale e ai problemi relativi all’ecologia."— Transcript della presentazione:

1 I SISTEMI ECONOMICI

2 Antropologia economica L’antropologia economica si interessa agli aspetti della produzione materiale e ai problemi relativi all’ecologia e alla tecnologia Studia le pratiche economiche nelle culture e nelle società I vari gruppi umani utilizzano sistemi economici diversi

3 Sistema economico SISTEMA DI SUSSISTENZA CONSUMO SCAMBIO

4 Sistema di sussistenza Il modo prevalente di un data cultura per provvedere al proprio sostentamento

5 I 5 principali sistemi di sussistenza Caccia e raccolta Orticoltura Pastorizia Agricoltura Industrializzazione e informatizzazione

6 Caccia e raccolta I sistemi acquisitivi o di caccia e raccolta si basano sull'acquisizione di alimenti disponibili in natura attraverso la raccolta, la caccia, la pesca Il successo di questo sistema di sussistenza dipende da una conoscenza raffinata dell'ambiente naturale e dei suoi cambiamenti stagionali Quella dei cacciatori-raccoglitori è una strategia estensiva, un sistema di sussistenza che comporta lo sfruttamento temporaneo di ampi territori e necessita di un alto grado di mobilità nello spazio

7 2 tipologie di sistemi acquisitivi 1. Caccia e raccolta degli ambienti temperati 2. Caccia e raccolta delle zone circumpolar i

8 Cacciatori-raccoglitori delle zone temperate Dieta: grande varietà di frutta a guscio, tuberi, frutta, piccoli animali e solo occasionalmente grandi animali Divisione del lavoro: la raccolta spetta a uomini e donne; gli uomini si occupano della caccia grossa Abitazione: costruzioni improvvisate, provvisorie e scarsa manutenzione

9 Cacciatori-raccoglitori delle zone circumpolari Dieta: grandi animali acquatici e terrestri Divisione del lavoro: la caccia e la pesca spetta agli uomini Abitazione: costruzioni che richiedono molto tempo nella realizzazione e manutenzione; alcune sono permanenti

10 Sistema di sussistenza basato sulla caccia-raccolta Scopo della produzione: finalizzata all'uso Divisione del lavoro: basata sulla divisione in base al genere secondo ruoli sovrapponibili Relazioni di proprietà: basati sul diritto d'uso e su rapporti ugualitari e collettivi Uso delle risorse: estensivo e provvisorio Sostenibilità: alta Le società di caccia e raccolta sono definite “società dell'abbondanza”

11 Economia e processi naturali L’uomo vive del suo ambiente; trae dal suo ambiente di vita l’energia e tutte le sostanze che gli sono necessarie per la sopravvivenza e la riproduzione. Ecologia ed economia sono termini strettamente interrelati. Ecosistema: sistema vivente in cui convivono molte specie vegetali e animali, in un determinato contesto geo-climatico.

12 Le relazioni tra specie (interspecifiche) possono essere di tre ordini: 1) di predazione: uccello rapace che mangia un topo 2) di competizione: uccelli appartenenti a specie diverse si cibano degli stessi insetti 3) di commensalismo: una delle due popolazione trae vantaggio mentre l'altra non viene danneggiata

13 Ecosistemi Gli ecosistemi si distinguono in: 1) ecosistemi generalizzati con numero elevato di specie presenti ma con numero limitato di individui per ciascuna specie 2) ecosistemi specializzati con numero limitato di specie presenti ma con numero elevato di individui per ciascuna specie

14 La quantità di energia che gli uomini riescono a ricavare dal loro ambiente di vita dipende da: 1) sistema economico 2) livello tecnologico

15 Orticoltura L'orticoltura è un sistema di sussistenza basato sulla coltivazione di piante domestiche attraverso l'uso di semplici attrezzi manuali. La si può definire anche coltivazione itinerante per la necessità della rotazione dei terreni

16 5 fasi nel ciclo dell'orticoltura 1. Preparazione del terreno 2. Semina e/o piantumazione 3. Diserbaggio 4. Raccolta 5. Riposo

17 Sistema di sussistenza basato sull'orticoltura Scopo della produzione: finalizzata al sostentamento dei gruppi familiari riuniti in piccoli villaggi semipermanenti Divisione del lavoro: divisione netta dei ruoli per genere ed età Relazioni di proprietà: diritti d'uso più formalizzati e rapporti tendenzialmente ugualitari e collettivi Uso delle risorse: estensivo e itinerante Sostenibilità: alta

18 Pastorizia La pastorizia è un sistema di sussistenza basato sulla domesticazione di animali e sulla prevalenza, nella dieta alimentare, dei prodotti derivati dall'allevamento, come la carne e il latte

19 Sistema di sussistenza basato sulla pastorizia Scopo della produzione: finalizzata al sostentamento dell'unità produttiva di base Divisione del lavoro: basata sull'età e il genere Relazioni di proprietà: il concetto di proprietà si applica agli animali e di solito si eredita per linea di discendenza maschile; le aree di pascolo e le vie di transumanza sono regolati da diritti d'uso Uso delle risorse: estensivo Sostenibilità: alta quando vi sono ampi spazi disponibili per le migrazion i

20 Agricoltura - L'agricoltura è un sistema di sussistenza basato sulla coltivazione di raccolti su appezzamenti di terreno permanente e il ricorso a sistemi di aratura, irrigazione e fertilizzazione - Richiede una raffinata conoscenza dell'ambiente, delle piante e degli animali, dei diversi tipi di suolo, dell'andamento delle precipitazioni delle tecniche e dei materiali per difendere le piante dai parassiti - L'agricoltura è considerata una strategia intensiva poiché richiede l'uso continuativo dello stesso suolo e delle stesse risorse

21 2 tipi di agricoltura 1) Agricoltura a conduzione familiare 2) Agricoltura industriale

22 Agricoltura a conduzione familiare Sistema agricolo di misura ridotta nel quale i contadini producono soprattutto per il sostentamento di una famiglia ma anche per mettere in vendita parte dei raccolti nel sistema di mercato Divisione del lavoro: l'unità di base per la produzione è la famiglia e il genere e l'età sono criteri importanti dell'organizzazione del lavoro – sistemi agricoli a conduzione femminile Rapporti di proprietà: chiara definizione della proprietà e del trasferimento dei diritti di successione

23 Predominanza degli uomini nell'agricoltura a conduzione familiare 3 ipotesi 1) Gli uomini e l'aratura 2) Le donne e la cura della prole 3) Le donne e la lavorazione del cibo

24 Agricoltura industriale L'agricoltura industriale capitalistica è un sistema di produzione agricolo basato sull'impiego di ingenti investimenti di capitali e sulla sostituzione della forza lavoro di animali ed esseri umani con quella di macchinari

25 Azienda agricola Grande impresa agricola che produce esclusivamente raccolti destinati alla vendita ed è posseduta e gestita da società che si affidano esclusivamente a lavoratori salariati

26 3 caratteristiche dell'agricoltura industriale 1) Impiego di tecnologie complesse 2) Maggiore impiego di capitale 3) Maggiore impiego di fonti di energia L'agricoltura intensiva non è un sistema sostenibile

27 Mezzadria in Italia Mezzadria: dal latino tardo “che divide a metà” Sistema di conduzione e tipo di contratto agrario per cui il concedente, cioè il proprietario di un fondo, e il mezzadro in proprio, quale capo di una famiglia colonica, si associano per la coltivazione di un podere e per l’esercizio delle attività connesse, al fine di dividere a metà, o in quote leggermente diverse, i prodotti e gli utili derivanti dal podere stesso. Nel 1964 è stato introdotto in Italia il divieto di stipulare nuovi contratti di mezzadria e l’obbligo, a determinate condizioni, di trasformare in affitto i contratti di mezzadria precedentemente stipulati.

28 Industrializzazione e informatizzazione Sistema di sussistenza e di vita caratterizzato dall'industrializzazione diffusa e dalla centralità delle transazioni economico- finanziarie e dalla comunicazione informatica di massa.

29 Modelli di consumo 2 significati del termine consumo: 1) corrisponde all'input: utilizzo dei beni in senso stretto 2) corrisponde all'output: investimento o uso di risorse per ottenere determinati beni

30 Domanda e offerta Le diverse tipologie di consumo si distinguono sulla base delle diverse relazioni tra: domanda: quello di cui si ha bisogno o si desidera offerta: le risorse disponibili per soddisfare la domanda

31 2 modelli principali di consumo Minimalismo: modello di consumo che valorizza la semplicità; è caratterizzato dalla presenza di una domanda di beni di consumo scarsa e limitata e dalla possibilità di ottenerli in modo semplice e sostenibile Consumismo: modello di consumo nel quale la domanda è abbondante e illimitata e non ci sono sufficienti mezzi per soddisfarla. Le risorse vengono dilapidate per soddisfare la domanda. Caratterizza le culture industrializzate- informatizzate

32 Sistemi di sussistenza, consumo e scambio a confronto: Consumo Caccia e raccolta modello di consumo: minimalismo, esigenze limitate organizzazione sociale del consumo: egualitarismo condivisione; consumo di prodotti personalizzati principali voci di spesa: esigenze primarie

33 Sistemi di sussistenza, consumo e scambio a confronto: Consumo Industrializzazione / informatizzazione modello di consumo: consumismo, esigenze illimitate organizzazione sociale del consumo: disuguaglianza di classe, consumo di prodotti spersonalizzati principali voci di spesa: affitto, tasse, beni di lusso

34 Esempi di micro-culture del consumo Basate su: - la classe sociale - il genere - la “razza”

35 Sistemi di scambio Scambio: trasferimento di qualcosa (beni o servizi) tra persone, gruppi o istituzioni. Gli oggetti dello scambio, le occasioni e i significati attribuiti a tali attività dai diversi gruppi umani possono essere di volta in volta diversi

36 2 principali sistemi di scambio scambio equilibrato: sistema di scambio il cui obiettivo è giungere, immediatamente o in futuro, al loro bilanciamento fra i partner coinvolti scambio squilibrato: sistema di scambio in cui una delle parti coinvolte ha l'obiettivo di trarre profitto

37 Sistemi di sussistenza, consumo e scambio a confronto: Scambio Caccia e raccolta sistema di scambio: scambio equilibrato organizzazione sociale dello scambio: in piccoli gruppi, face-to-face categoria primaria nello scambio: il dono

38 Sistemi di sussistenza, consumo e scambio a confronto Scambio Industrializzazione / informatizzazione sistema di scambio: scambio di mercato organizzazione sociale dello scambio: transazioni commerciali anonime categoria primaria nello scambio: vendita

39 Scambio equilibrato r eciprocità generalizzata: forma di scambio i cui partecipanti si preoccupano meno, a livello cosciente, di ottenere un guadagno in termini materiali o di ricevere qualcosa in cambio dono disinteressato: bene elargito in assenza di qualsiasi aspettativa di ottenere una ricompensa reciprocità attesa: scambio di beni o servizi che si ritiene abbiano lo stesso valore tra persone dotate di un simile status sociale (es. il kula delle isole Trobriand) ridistribuzione: forma di scambio in cui un individuo raccoglie donazioni in beni o denaro dai membri di un dato gruppo e in futuro li ricompenserà organizzando eventi pubblici in cui sono previste ulteriori donazioni (es. il moka di Papua Nuova Guinea)

40 Scambio squilibrato scambio di mercato: compravendita di beni in condizioni di competitività. Il valore dei beni è determinato dalle forze della domanda e dell'offerta mercato: luogo in cui avviene la compravendita commercio: scambio formalizzato di un bene con un altro in base a parametri di valore prefissati

41 Altre forme di scambio squilibrato Il gioco d'azzardo: tentativo di ricavare un profitto sfidando la fortuna in un gioco Il furto: è l'opposto logico del dono disinteressato Lo sfruttamento: si basa sull'ottenimento di qualcosa di maggiore valore rispetto a quanto si ottiene in cambio

42 ECOLOGIA CULTURALE Julian Steward: evoluzione culturale ► evoluzione non unilineare secondo principi deterministici di stampo naturalista ma evoluzione multilineare, cioè complessa dinamica di una pluralità di fattori tra cui fondamentale è quello dell’adattamento ambientale. Alcuni tratti di diverse culture sono simili, sulla base delle risposte simili che le culture danno al rapporto con l’habitat ecologico. Si tratta quindi di determinare quali sono le forme di comportamento umane (e le loro differenze) che produrrebbero risultati simili. Il nucleo culturale è costituito da quegli aspetti (sociali e politici) che sono più vicini e determinano le risposte di produzione e adattamento all’ambiente naturale. Precursore di alcune importanti correnti scientifiche: neoevoluzionismo, neofunzionalismo, materialismo culturale.

43 NEOEVOLUZIONISMO Evoluzionismo ottocentesco: classificazione comparativa delle culture a partire da forme tecnologiche simili; collocazione in sequenze temporali delle diverse forme sociali. Neoevoluzionismo: studio empirico e particolare di singole società umane per conoscere le condizioni materiali in cui si svolgono i processi di produzione e riproduzione. Approccio che combina ecologia e storia ► analisi comparativa delle condizioni in cui determinate caratteristiche culturali, sociali, economiche e politiche possono svilupparsi in correlazione con specifici livelli di interazione tra società e ambiente. Il neoevoluzionismo tenta di elaborare delle spiegazioni non tanto della storia quanto delle condizioni che rendono possibili i cambiamenti che fanno la storia

44 Robert Leonard Carneiro (1927) È uno dei fautori della tesi dell'origine conflittuale dello Stato; attribuisce un'importanza determinante a fattori esogeni, sostanzialmente di natura ambientale e demografica. Noto per la sua teoria dell’origine dello stato: condizioni ambientali, pressione demografica, concentrazione di risorse alimentari sono alla base di guerre e conquiste e dunque della formazione degli stati.

45 NEOFUNZIONALISMO A differenza del funzionalismo meccanicistico malinowskiano, non coltiva la pretesa di spiegare il funzionamento globale della società attraverso l’analisi delle interrelazioni funzionali delle istituzioni culturali. La concezione neofunzionalista della concezione della totalità del sistema uomo-ambiente rappresenta un livello di capacità esplicativa scientificamente più valido.

46 Roy Rappaport ( ) Ricerca (anni ’60) presso gli Tsembaga della Nuova Guinea Kaiko, grande festa che culmina con il massacro di maiali Il rituale sembra assumere la funzione di un meccanismo omeostatico, di autoregolazione

47 MATERIALISMO CULTURALE Il materialismo culturale in antropologia è considerato il pensiero secondo cui le pratiche sociali sono il risultato di bisogni materiali

48 Marvin Harris ( ) Combina l'enfasi di Karl Marx sulle forze produttive con le intuizioni di Thomas Malthus sull'impatto dei fattori demografici sugli altri aspetti del sistema socioculturale. Etichettando i fattori demografici e produttivi come "infrastruttura", Harris postulò che questi fossero i fattori chiave nel determinare la struttura sociale e la cultura di una società. La vacca sacra e l’abominevole porco

49 Economia di sussistenza ed economia di mercato Un importante dibattito ha influenzato negli anni Settanta tutta l’antropologia economica. Si tratta del dibattito tra: formalisti sostantivisti marxisti

50 Formalisti I formalisti [Burling, Leclair, Salisbury], vicini all’economia classica adottano le categorie dell’economia politica basate sulla massimizzazione dei vantaggi in termini di reddito, potere e reputazione, considerandole valide universalmente. Partendo dalle nozioni di utilità, scarsità e competizione, comparano i diversi sistemi economici. L’economia combinando diversi mezzi per ottenere determinati fini, opterebbe un calcolo razionale allo scopo di “economizzare” i mezzi.

51 Approcci formalisti Tra la fine degli anni ’30 e i primi anni ’40 furono pubblicati dei lavori di antropologi che tentavano di applicare alla realtà dei fatti economici primitivi i modelli e le categorie dell’economia di mercato: Primitive Polynesian Economy di Firth (1939) The Economic Life of Primitive Peoples di Herskovits (1940) Kapauku Papuan Economy di Pospisil (1963)

52 L’idea di fondo di questi autori è che l’economia di sussistenza delle società arcaiche, pur nelle sue specificità e nel suo non essere non monetizzata e non meccanizzata, debba tuttavia considerarsi alla stessa stregua dei sistemi economici moderni, basati sulla produzione industriale e sul mercato. Le economie di sussistenza differirebbero per grado e non per qualità dall’economia di mercato

53 Sostantivisti I sostantivisti negano la validità di queste categorie quando applicate a società non organizzate intorno a un mercato per la produzione e lo scambio di merci (secondo la legge della domanda e dell’offerta) in quanto l’economia primitiva sarebbe come “incastrata” nel funzionamento di altre istituzioni plurifunzionali.

54 KARL POLANYI ( ) La tesi fondamentale di Polanyi riguarda la negazione della "naturalità" della società di mercato, ritenuta piuttosto un'anomalia nella storia della società umana. Egli rifiuta l'identificazione dell'economia umana con la sua forma mercantile e introduce il concetto normativo di embeddednes. L'economia non è avulsa dalla società, ma non può che essere embedded, vale a dire integrata, radicata proprio all'interno della società.

55 Esistono infatti tre forme di integrazione dell'economia nella società: la reciprocità, la redistribuzione e lo scambio di mercato. Il concetto di reciprocità, in Polanyi deriva da quello studiato da Marcel Mauss in riferimento alla logica del dono. Negli scambi regolati dalla reciprocità, infatti, assumono decisamente più valore gli individui e soprattutto le relazioni, i legami che derivano dallo scambio rispetto all'effettivo bene oggetto di dono. la redistribuzione: in questo caso si presuppone l'esistenza di un organo centrale da cui dipende un sistema di distribuzione collettiva. In altre parole, si producono beni e servizi che vengono poi trasferiti a questo centro, e successivamente distribuiti alla collettività.

56 Lo scambio di mercato: Si tratta di un sistema complesso nel quale tutto tende ad essere scambiato e quindi tutto subisce continua fluttuazioni e regole mutevoli. La "società di mercato" consiste proprio nella riduzione di tutto - natura, lavoro denaro - a merce, di modo che la dimensione mercantile, che in altre epoche e società era solo una componente spesso marginale dell'attività economica, diventa predominante, fino al punto di piegare tutte le attività sociali, la forma stessa della società, alle esigenze dei mercati. La predominanza degli scambi commerciali a distanza, e dunque la predominanza della dimensione finanziaria che tali tipi di scambi richiedono, può essere considerata la definizione del Capitalismo. Polanyi contrappone alle aride logiche di mercato, una logica di distribuzione di beni basata sulla reciprocità, che si fonda sullo scambio dei beni basato sull'aspettativa di ricevere altri beni in modi stabiliti. Questa forma di economia si osserva in molte società "semplici".

57 A differenza della maggior parte degli economisti che lo hanno preceduto, Karl Polanyi non considera la reciprocità, la redistribuzione e lo scambio di mercato come susseguentisi a livello temporale, vale a dire che in epoca più antica vigeva la reciprocità e via via le altre forme, ma le tre modalità di scambio economico possono coesistere.

58 Antropologia marxista Ha cercato di superare le debolezze del sostantivismo riaffermando il primato dell’economia nell’organizzazione della società. Secondo la posizione marxista non è la società che incorpora l’economia ma è l’economia che determina la forma della società.

59 Per il marxismo il principio dell’organizzazione economica è la produzione. Ogni modo di produzione si definisce attraverso una relazione tra due fattori: 1) l’insieme dei mezzi materiali e dei fattori che concorrono alla produzione in una società, definiti forze di produzione; 2) le condizioni sociali della produzione, ovvero le forme di organizzazione economica e di divisione del lavoro secondo l’età o il sesso, secondo le specializzazioni, secondo le stratificazioni o classi sociali e secondo le forme culturali delle cooperazione e della competizione. Queste forme variano a seconda dei compiti, dei partecipanti, delle retribuzioni reali o simboliche che possiamo definire nel loro insieme rapporti di produzione o condizioni sociali della produzione.

60 Terray e Meillassoux (Gouro della costa d’Avorio) Possiamo considerare uno dei primi lavori di antropologia marxista l'opera di Emmanuel Terray, Le marxism devant les sociètès "primitive", uscito nel In esso lo studioso francese tentò di dimostrare come all'interno dei gruppi sociali Gouro esistevano, combinandosi tra loro, due forme di produzione: uno di "villaggio", fondato sulla cooperazione paritaria di tutti i membri della società, ed uno un altro di "lignaggio", fondato sulla distribuzione delle risorse alimentari e riproduttive (cioè le donne) in base ad un criterio di anzianità. L'analisi di Terray rendeva, in un certo senso, più dinamica la struttura socio-economica dei gruppi Gouro rispetto a ciò che aveva teorizzato Meillassoux; questi aveva puntato l'attenzione sul fatto che il modo di produzione Gouro, definito appunto lignatico, finiva per il plasmarsi attorno alla dipendenza che legava i giovani del gruppo agli anziani, gestori, questi ultimi, delle risorse materiali e degli scambi matrimoniali, ossia dei fattori legati alla riproduzione stessa della comunità.

61 Meillassoux Meillassoux finisce per mettere in primo piano il ruolo svolto della famiglia, la comunità domestica, luogo in cui avviene la riproduzione dei "produttori", ossia degli individui che, con l'affermarsi del modo di produzione capitalistico, finiranno per trasformarsi in forza-lavoro. In Donne, granai e capitali (1975), lo studioso francese partirà da queste considerazioni, studiando quelle società in cui, non essendoci la possibilità di gestire direttamente il controllo sui mezzi di produzione, in quanto la terra sarà considerata proprietà comune, il controllo si sposterà verso le donne, considerate ugualmente importanti ai fini del ciclo produttivo, attraverso il loro compito di “riproduttrici dei produttori”. La gestione delle donne da parte degli anziani, infatti, costringerà i giovani del gruppo a prestare servizio per un certo periodo, svolto il quale, tuttavia, riceveranno a loro volta una moglie, in modo che potranno, un giorno, beneficiare del lavoro della loro prole, in un processo ciclico continuo.

62 Marshall Sahlins Modo di produzione domestico: la parentela costituisce il reticolato attraverso il quale transitano tutte le relazioni economiche e rituali. Economia di sussistenza: il termine economia di sussistenza indica una forma di organizzazione economica in cui i nuclei familiari producono soprattutto per il proprio fabbisogno. Ciò comporta la coincidenza tra comunità di produzione e comunità di consumo e una divisione del lavoro poco sviluppata. Tipica delle società preindustriali, l'economia di sussistenza si contrappone all'economia di mercato capitalistica delle società industriali, dove beni e servizi vengono distribuiti attraverso il mercato. Probabilmente un'economia di sussistenza allo stato puro non è mai esistita, dato che per due motivi le economie domestiche orientate all'autosufficienza non costituivano sistemi chiusi.

63 La circolazione della ricchezza attraverso scambi rituali di doni Malinowski e il Kula delle Trobriand (1914 – 18) Boas e il Potlach presso i Kwakiutl della costa occidentale del Canada

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