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353 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Tastiera alfanumerica Strumenti di puntamento –Mouse –Joystick –Tavoletta digitalizzatrice.

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Presentazione sul tema: "353 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Tastiera alfanumerica Strumenti di puntamento –Mouse –Joystick –Tavoletta digitalizzatrice."— Transcript della presentazione:

1 353 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Tastiera alfanumerica Strumenti di puntamento –Mouse –Joystick –Tavoletta digitalizzatrice –Touchpad –Penna luminosa –Touch screen Trasduttori e acquisitori di dati Lettori di codici (a barre, magnetici) Scanner Lettori di caratteri Apparecchiature di input

2 354 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Tastiera alfanumerica Comprende decine di tasti La pressione di un tasto o di una combinazioni di tasti (SHIFT-tasto, CNTRL-tasto, ALT-tasto, …) causa l’invio di uno o più caratteri ASCII all’unità centrale Tra i tasti disponibili appaiono: –alfanumerici (caratteri e cifre) –simboli vari (spazio, $, segni di interpunzione, …) –tasti speciali (escape, backspace, delete, line feed, carriage return, control, shift, alt, break, , , ,  ) –tasti funzione (F1, F2, F3, …)

3 355 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Sistemi di puntamento Sono unità di input per sistemi grafici in grado di trasformare informazioni grafiche in informazioni numeriche. I vari tipi differiscono per: –la tecnologia utilizzata –la differente ergonomia dell’interazione uomo-macchina Sono utilizzati per operazioni di puntamento (picking) su parti di figure, o di scelta (choice) di opzioni nei menù presentati sullo schermo, o per il posizionamento (locator) nel disegno interattivo Quale che sia il tipo, si tratta di dispositivi che trasformano l’azione della mano dell’operatore, sullo strumento di puntamento, nello spostamento di un marcatore grafico sullo schermo del videoterminale

4 356 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Sistemi di puntamento: mouse Il più diffuso ed economico strumento di puntamento Il mouse è muovibile liberamente sul piano e trasmette, quando mosso, la variazione delle proprie coordinate all’unità centrale È inoltre dotato di tasti la cui pressione causa l’invio di una sequenza di caratteri Tecnologie: –pallina di gomma –ottica: led + fotorivelatore su tavoletta tramata (LED = Light Emitting Diode: è una sorgente di luce) –a lettura ottica

5 357 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Sistemi di puntamento: mouse a lettura ottica Il principio di funzionamento si basa su una telecamera che vede l'immagine della superficie In un solo circuito integrato sono presenti un sensore CCD (Charge Coupled Device), un DSP (Digital Signal Processor) ed un convertitore di segnali atto a fornire i dati in formato PS/2 o USB Il sensore ha una risoluzione di 324 Pixel (18x18) su una superficie di  7 mm 2 Ogni 40mS viene acquisita un'immagine che viene inviata al DSP: esso confronta ogni immagine con la precedente per calcolare la direzione e la distanza in cui è stato mosso il mouse La sensibilità del sensore è volutamente scarsa, per non essere influenzata dalla luce ambientale

6 358 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Sistemi di puntamento: mouse a lettura ottica La funzione di faretto è svolta da un LED (Light Emitting Diode) normalmente di colore rosso Il DSP deve elaborare differenze di immagini: più la superficie è tramata (venature del legno, testo di un foglio, stoffa di jeans, …) maggiore sarà il contenuto informativo sulla matrice di 18x18 pixel Il sensore non deve essere ingannato da riflessioni o diffusioni causate da materiali vetrosi o smerigliati (non funziona su uno specchio) Sono meno sensibili alla pulizia dei mouse a pallina, ma i piccolissimi fori (per illuminatore e sensore) non devono essere occlusi da sporcizia Precisione risultante migliore di quella dei mouse a pallina

7 359 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Trackball, Joystick, Tavoletta digitalizzatrice Trackball: simile ad un mouse a pallina rovesciato. Viene appoggiato in posizione fissa sul tavolo e l’operatore fa ruotare la pallina con la mano. Usato in ambiente industriale e con computer portatili Joystick: “cloche” di puntamento usata soprattutto per i videogiochi Tavoletta (digitizer): supporto piano su cui viene appoggiato un mouse o una penna con punta metallica. La tavoletta trasmette una sequenza di caratteri ASCII che forniscono le coordinate della penna. Ha elevata risoluzione (più di 10 linee/mm). Usata per disegnare (CAD), in topografia, ecc.

8 360 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Touchpad È un dispositivo di puntamento alternativo al mouse, costituito da una piastrina rettangolare, sensibile al tatto, su cui si fa scorrere un dito I due pulsanti sottostanti hanno le stesse funzioni dei tasti del mouse Hanno ridotto ingombro e largo impiego nei notebook Il principio di funzionamento è basato sulle variazioni di capacità indotte dal dito su due griglie di fili paralleli Si individuata la coppia di fili su cui si è avuta la variazione di capacità (coordinate x e y) Le variazioni di coordinate rivelano il movimento del dito

9 361 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Penna Luminosa, Touch Screen Penna luminosa: indica sul video i punti desiderati e ne trasmette le coordinate alla CPU. Scarsa risoluzione. In disuso I touch screen sono video sensibili al tocco del dito. Vengono lette le coordinate del punto indicato. Vengono realizzati con varie tecnologie: resistiva, capacitiva, a infrarossi, ad onde acustiche, piezo-elettrica Esempio di touch screen con tecnologia infrarossa Il dito interrompe due fasci di luce ortogonali. Ha potere risolutivo modesto e scarsa velocità di risposta

10 362 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Trasduttore: converte una grandezza fisica (spostamento, angolo, velocità, temperatura) in una grandezza elettrica (tensione) Il segnale di tensione viene campionato con frequenza opportuna e convertito in numero dagli acquisitori i quali comunicano con la CPU Possibili trasduttori: termocoppie, encoder, barometri, microfoni, scanner, TV camera, fotocellule, sensori di prossimità, … Trasduttori ed acquisitori di dati TR.A/DCPU

11 363 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Lettori di codice Magnetic ink character recognition: caratteri E13B (USA), caratteri CMC7 (Europa) Viene letta la forma d’onda del flusso del campo magnetico a seguito del passaggio sulla testina del carattere Codici a barre ottici (barre verticali di diversa larghezza): –in Europa, EAN (European Article Number): 12 cifre decimali (nazione, azienda, codice prodotto). Lettura a penna ottica o scanner (laser) –negli USA: codice 39 e UPC (Universal Product Code)

12 364 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Scanner È un dispositivo che permette di inserire nel computer –immagini prese da riviste, fotografie, diapositive –testi disponibili su supporto cartaceo Le immagini acquisite possono essere successivamente elaborate con programmi di “fotoritocco” e grafica L’acquisizione dell’immagini avviene punto per punto:  la memorizzazione richiede notevole spazio Il principio di funzionamento è simile a quello di una fotocopiatrice, per la parte di acquisizione dell’immagine Come di consueto la risoluzione è il numero di punti (dot) per pollice (DPI): a DPI più alti corrispondono immagini più nitide, ma maggiore occupazione di memoria (es. 600 DPI)

13 365 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Optical Character Recognition (OCR) Lettura e digitalizzazione, tramite scanner o telecamera, di testo stampato o scritto a mano. Si ottiene un’immagine Un programma chiamato OCR esegue la trasformazione da immagine a testo Riconoscimento basato sulle differenze di livello di grigio in diverse zone dei caratteri Riconoscimento basato su caratteristiche intrinseche dei caratteri Esempi B: 2 aree chiuse, 1 segmento verticale T: 2 segmenti perpendicolari

14 366 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Apparecchiature di output: video L’unità di output più diffusa è il video sul quale si ha la presenza sia di file di testo, sia di disegni ed immagini. In connessione con la tastiera, il video compone il terminale Le caratteristiche principali di un video sono: –dimensioni: da 10 a 21 pollici misurati sulla diagonale dello schermo e con rapporto larghezza/altezza di 4 a 3 (ma anche 16 a 9) –risoluzione: numero di punti singolarmente indirizzabili e manipolabili (denominati pixel = picture element). Risoluzioni tipiche sono 1024x768 pixel, 1280x1024 pixel e oltre –Dot pitch: distanza fra i pixel –numero di colori disponibili –Tecnologia: CRT (Cathodic Ray Tube) o LCD TFT (Liquid Crystal Display Thin Film Transistor)

15 367 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Apparecchiature di output: stampanti È la periferica che consente di avere copia su carta delle informazioni elaborate dal calcolatore o introdotte nel calcolatore Parametri che caratterizzano le stampanti: –velocità di stampa: numero di caratteri al secondo trasferiti su carta (o di pagine al minuto) –possibilità di stampa a colori –rumorosità –capacità di stampa su supporti di tipo diverso (ad esempio, fogli da lucido) –costo di acquisto e costo di gestione

16 368 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Principi costruttivi delle stampanti Stampante ad aghi: si basa sullo scorrimento orizzontale di una testina dotata di una fila verticale di aghi che, singolarmente pilotati, possono colpire il nastro inchiostrato e stampare un punto sulla carta.

17 369 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Stampanti ad aghi È la stampante per uso generale, economica e adatta quando non è richiesta alta qualità di stampa Semplice meccanicamente, potendo comporre singoli punti (pixel), è dotata di caratteristiche grafiche. Capace di stampare più copie essendo una stampante ad impatto (carbon copy) I problemi sono: –la rumorosità, –la resa di stampa dipendente dallo stato del nastro, –la risoluzione non elevata (aghi troppo sottili bucano il nastro).

18 370 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Principi costruttivi delle stampanti Stampanti termiche: simili alle stampanti ad aghi, ma punti metallici riscaldabili elettricamente sostituiscono gli aghi nella testina.

19 371 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Stampanti termiche Ne esistono di due tipi: –i punti anneriscono una carta speciale termosensibile (in disuso a causa della carta costosa e del progressivo annerimento della carta) –il nastro, riscaldato dai punti, cede l’inchiostro alla carta retrostante (ottima resa di stampa; utilizzabile con supporti diversi; possibilità di stampe a colori; silenziosità) I problemi sono la lentezza dovuta all’inerzia termica delle testine, la risoluzione limitata dalla propagazione del calore Applicazioni: registratori di cassa, POS, etc.

20 372 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Principi costruttivi delle stampanti Stampanti a getto d’inchiostro: è concettualmente simile alla stampante ad aghi, ma in questo caso il singolo punto è ottenuto trasferendo sulla carta gocce di inchiostro generate da appositi ugelli presenti nella testina (ugelli aperti o chiusi selettivamente)

21 373 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Stampanti a getto d’inchiostro È una stampante a matrice di punti non ad impatto; ha quindi possibilità grafiche e di stampa a colori; è silenziosa ed esente da vibrazioni Può avere buona risoluzione dato che gli ugelli possono essere resi piccoli a piacere Ha sostituito la stampante ad aghi come organo di stampa per applicazioni generali Stampa su lucidi possibile solo usando fogli particolari (lungo tempo di asciugatura)

22 374 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Principi costruttivi delle stampanti Stampante laser: l’immagine della pagina da stampare è impressa su un tamburo fotoconduttivo da un raggio laser (sorgente di luce puntiforme).

23 375 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Stampanti laser Nella stazione di sviluppo, particelle di inchiostro in polvere (toner) sono attirate selettivamente sul tamburo e trasferite sulla carta poi. Una volta sulla carta, le particelle sono fissate per riscaldamento, con un procedimento analogo a quello delle fotocopiatrici (la fusione a caldo del materiale plastico di cui è in gran parte composto il toner permette di fissare l’inchiostro sul foglio: stampato indelebile e stabile nel tempo) Una forte sorgente luminosa ripristina l’intero tamburo, preparandolo per la passata successiva Ha risoluzione, resa di stampa e possibilità grafiche ottime È veloce, ma ha costi più alti

24 376 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Plotter I plotter, detti anche tracciatori X-Y, sono unità di uscita che trasferiscono immagini e disegni dal formato interno digitale del calcolatore ad un supporto di carta o di mylar. Esistono due tipi di plotter: –a matrice di punti (elettrostatici o a getto di inchiostro) –a penna (piano o a rullo) Nei plotter a matrice di punti il disegno viene generato copiando il contenuto di una matrice contenente i pixel dell’immagine da riprodurre. Nei due casi l’inchiostro è attratto o spruzzato sulla carta I plotter a penna sono dotati di un equipaggio mobile, contenente una o più penne, dotato di 2 gradi di libertà: nei 2 tipi di plotter a penna la componente orizzontale è data dal movimento dell’equipaggio lungo il supporto che lo sostiene. Per quanto riguarda la componente verticale, nei plotter piani il supporto è mobile su due guide laterali; nei plotter a rullo, la componente verticale è fornita dalla rotazione intorno al proprio asse del supporto cilindrico della carta

25 377 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Plotter Variando indipendentemente le velocità sui due assi, orizzontale e verticale, si realizzano curve arbitrarie Plotter piano

26 378 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Plotter Variando indipendentemente le velocità sui due assi, orizzontale e verticale, si realizzano curve arbitrarie Plotter a rullo

27 379 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori La Fin dagli anni '50 venivano collegati ai computer terminali remoti via linea telefonica o via cavo (configurazione a stella). Ora l'evoluzione delle tecnologia consente di sostituire i terminali collegati ai mainframe con personal computer e workstation collegati tra loro, distribuendo le risorse di calcolo

28 380 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Collegamento elaboratore- terminale via rete telefonica pubblica

29 381 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Esempio di connessione su rete privata: multipunto Esempio di connessione su rete privata: punto-punto

30 382 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Esempio di connessione su rete privata mediante concentratore

31 383 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Una rete di calcolatori è costituita da una molteplicità di centri, ciascuno dotato di una capacità elaborativa autonoma, ma al tempo stesso in grado di scambiare dati e risorse con gli altri attraverso una rete di comunicazione che li interconnette La tendenza alle reti di calcolatori è motivata da: –attuale disponibilità di potenza di calcolo elevata a costi contenuti –costo dell’elaborazione diventato più basso di quello della trasmissione: elaborazione locale per minimizzare il volume e quindi il costo della comunicazione; –intrinseca tolleranza ai guasti: il sistema globale è meno vulnerabile rispetto ad eventi catastrofici o dolosi, grazie alla disponibilità di risorse alternative –utilizzo di elaboratori di fascia inferiore con possibilità di crescita graduale e dilazione degli investimenti (downsizing)

32 384 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori La rete è costituita da: –un insieme di elaboratori di varia potenza e dimensione, denominati Host (mainframe, worstation, personal computer) a cui sono connesse unità di trasmissione (modem, schede di rete); –una sottorete di comunicazione avente il compito di portare messaggi da un host (utente) all’altro

33 385 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Esempio di rete stazioni collegamenti rete sottorete rete principale

34 386 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori LAN (Local Area Network) sono reti private che permettono il collegamento di elaboratori all'interno di uno o più edifici opportunamente cablati (cavi in rame, fibre ottiche, connessioni wireless). Si arriva alla velocità di 1Gb/s. MAN (Metropolitan Area Network) sono reti pubbliche ad elevata velocità e estensione. La velocità è di 2  140 Mb/s. WAN (Wide Area Network) sono reti con estensione geografica: si estendono al di fuori dell'area urbana. La velocità dipende dal traffico e da altri fattori (64kb/s  155Mb/s). LAN WAN MAN MAN LAN LAN LAN LAN LAN

35 387 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori La sottorete di comunicazione è costituita da: –elementi di commutazione; –Interface Message Processor (IMP); –linee di trasmissione (cavi, fibre ottiche, ecc.) utilizzati per le comunicazioni fra IMP adiacenti Le linee di trasmissione possono funzionare in tre modalità distinte: –simplex: le informazioni fluiscono in modo monodirezionale; –half-duplex: trasmissione nelle due direzioni, ma alternata; –full-duplex: trasmissione simultanea nelle due direzioni

36 388 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Tipi di trasmissione: –asincrona: utilizzata da alcuni standard per i collegamenti seriali (RS-232). Ogni byte trasmesso deve essere preceduto da un segnale di sincronizzazione (start bit) di durata predefinita che consente al ricevitore di sincronizzarsi con il trasmettitore; –sincrona: gruppi di byte sono organizzati in sequenze di lunghezza variabile (frame) in cui i bit vengono trasmessi senza interruzione. Utilizzata in tutti gli standard di rete. La sincronizzazione tra trasmettitore e ricevitore avviene tramite sequenze di byte (di sincronismo); Protocollo di collegamento: insieme di informazioni che riguardano le modalità secondo cui deve essere costruito e mantenuto un collegamento tra due o più stazioni

37 389 Università di Pavia - corso di Fondamenti di Informatica Reti di calcolatori Modem (modulatore-demodulatore): –permette il collegamento tra due computer via linea telefonica (commutata o dedicata) consentendo lo scambio di dati in tempo reale. È connesso direttamente alla linea telefonica tramite doppino telefonico –basa il suo funzionamento sulla trasmissione sulla linea di un segnale elettrico sinusoidale ("portante") che viene modulato in modo da rappresentare in modo diverso 1 e 0 –la modulazione può essere di frequenza, di ampiezza o di fase –la velocità si misura in bit al secondo (b/s o bps) –il tipo di trasmissione può essere sincrono o asincrono


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