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Memoria. Psicologia e metafore dei maestri antichi.

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Presentazione sul tema: "Memoria. Psicologia e metafore dei maestri antichi."— Transcript della presentazione:

1 Memoria

2 Psicologia e metafore dei maestri antichi

3 In psicologia è una funzione psichica volta all’assimilazione, alla ritenzione e al richiamo delle informazioni raccolte con l’esperienza. Per memoria si intende qui la memoria interna degli uomini e non quella esterna di oggetti come agende o calendari. Definizione

4 Molti studi descrivono la memoria umana come un multiprocesso. La memoria sarebbe costituita da tre sistemi in collegamento fra loro, attraverso cui passano le informazioni. I tre depositi sono: Memoria sensoriale Memoria a breve termine Memoria a lungo termine Tre diversi tipi di memoria

5 La memoria sensoriale è un registro di quello che percepiamo con i nostri organi di senso. Può essere divisa in memoria visiva, uditiva, olfattiva, tattile e quella relativa alla capacità di riconoscere la posizione del nostro corpo nello spazio. Memoria sensoriale

6 La MBT può contenere una quantità limitata di informazioni per breve tempo, in genere pochi secondi, dopo di che tali informazioni vengono dimenticate. La MBT può essere ulteriormente distinta in MBT uditivo- verbale e MBT visuo-spaziale. La prima consente, di tenere a mente un indirizzo mentre andiamo verso il luogo che ci hanno indicato. La MBT visuospaziale, mantiene per pochi secondi l’informazione ed è coinvolta nella formazione delle immagini mentali. Memoria a breve termine (MBT)

7 La MLT ha una grande capacità e il ricordo dei dati immagazzinati in questa parte di memoria può durare per tempi molto lunghi. È un deposito che raccoglie informazioni strategiche non temporanee, utili nel lungo periodo come l’indirizzo di casa o il numero di telefono, i volti dei compagni di classe o le regole di aritmetica. Memoria a lungo termine (MLZ)

8 I primi studi, propriamente psicologici, sulla memoria umana sono stati condotti da Hermann Ebbinghaus (allievo di Wundt) alla fine dell’Ottocento. Ebbinghaus riteneva che per studiare in modo scientifico la memoria bisognasse utilizzare del materiale neutro che non avesse alcun significato per i soggetti sottoposti agli esperimenti. Primi studi

9 Attorno agli anni cinquanta, l’interesse per la memoria è andato crescendo nel mondo accademico. I risultati delle molte ricerche nel settore hanno evidenziato che la memoria non poteva essere più considerata come un sistema unitario. Studi

10 Venne fuori, invece, un modello costituito da più sistemi interconnessi tra loro e ognuno caratterizzato da specifiche proprietà. William Atkinson e Richard Shiffrin cercarono di unificare le nuove conoscenze in un unico modello multimodale. Modello

11 Secondo questo modello l’informazione sensoriale viene conservata per un breve periodo di tempo in un registro sensoriale, viene focalizzata attraverso i processi attentivi, quindi viene parzialmente codificata e passa nella MBT, dove può essere mantenuta attiva e conservata attraverso il processo della reiterazione. In entrambi i sistemi di memoria l’informazione può essere perduta per decadimento o interferenza. Modello

12 La struttura dei processi di memoria Modello di base di “plurimemoria” Memoria a Breve Termine Memoria a Lungo Termine Registri Sensoriali

13 Platone ( a.C.) ritiene che l’uomo stimolato dalla percezione degli oggetti sensibili ritrovi la memoria delle idee che li hanno causati. Secondo l’autore le cose sensibili non sono altro che una copia delle idee astratte presenti nell’Iperuranio. La memoria degli antichi

14 La conoscenza non sarebbe altro che un processo di reminiscenza. Nel famoso dialogo di Platone intitolato “Menone” Socrate riesce a risvegliare la memoria di uno schiavo. Lo schiavo, pur senza cultura, riesce a comprendere il teorema di Pitagora che era già presente nella sua mente. La conoscenza coinciderebbe quindi con un ricordo che va “risvegliato” da un maestro. Reminiscenza

15 Platone ha utilizzato delle interessanti metafore della memoria che anticipano per certi versi le teorie degli psicologi. Nel dialogo “Teeteto” Platone scrive che i ricordi sono come segni lasciati su una tavola di cera. Reminiscenza

16 Sempre nello stesso dialogo il maestro di Socrate sostiene che i ricordi sono come i piccioni che rientrano in una colombaia. Metafore della memoria

17 La colombaia è una metafora della nostra capacità di inserire le conoscenze in appositi “cassetti” mentali che apriamo quando dobbiamo recuperare informazioni. È una possibile spiegazione del modo in cui gli individui recuperano o riattivano le conoscenze già in loro possesso proprio grazie alla memoria. La colombaia


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