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Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Corso di Sociologia dei processi culturali.

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Presentazione sul tema: "Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Corso di Sociologia dei processi culturali."— Transcript della presentazione:

1 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Corso di Sociologia dei processi culturali Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Educatore Sociale a.a. 2007/08 (5 CFU)

2 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) 14 Lezione 11 dicembre 2007 La costruzione sociale della cultura deviante: subculture e etichettamento

3 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Devianza Atto o comportamento (anche solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a una qualche forma di sanzione.

4 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Devianza La società si è sempre preoccupata della definizione di sanzioni per la trasgressione delle sue norme Tra Settecento e Ottocento problema dell’ordine: Da Hobbes (Leviatano) a Smith (mercato): l’ordine è visto come qualcosa che viene mantenuto da elementi esterni.

5 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Devianza Nel corso dell’Ottocento si sviluppa l’idea che l’ordine sociale non viene prodotto dalla repressione/punizione, ma dal disciplinamento e dal lavoro. Si sviluppa l’idea della rieducazione morale (distruzione + produzione delle identità) finalizzata alla reintegrazione.

6 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Il Panopticon di J. Bentham (1791) Da molti che guardano pochi a pochi che guardano molti

7 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Dal controllo alla sorveglianza Foucault : Il potere nella società moderna trasforma i sorvegliati in sorveglianti di se stessi, introiezione dello sguardo che sanziona e minaccia costante della punizione (Letture da: Sorvegliare e punire, 1975)

8 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Dalla punizione alla prevenzione Liberalismo e positivismo: Beccaria (1764) è l’estensione, non l’intensione della pena a funzionare come deterrente. si sviluppa idea che la criminalità sia scientificamente analizzabile (criminologia) e che le istituzioni non debbano tanto punire quanto prevenire. Idea delle restrizioni preventive verso personalità devianti: dal “cosa si fa” al “chi si è”

9 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) “Un atto turba la coscienza comune non perché è criminale, ma è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo” (La divisione del lavoro sociale, 1893). Concezione relativistica (nonostante alcuni universali culturali) Per E. Durkheim invece, la devianza non è una patologia della società che dunque va “curata”. Deriva da mancata accettazione del proprio ruolo sociale.

10 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Teorie sulla devianza: Durkheim L’infrazione delle norme del vivere comune, ha la funzione di risvegliare i sentimenti comuni e rinsaldare la coscienza collettiva: la sanzione del colpevole riafferma il sistema di regole a cui dobbiamo attenerci e rafforza legame sociale Scopo della pena: non intimidire né minacciare, ma rassicurare le coscienze e rafforzare passioni morali condivise

11 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Per T. Parsons, invece, la devianza deriva dalla non perfetta condivisione di norme e valori in una società: individui non perfettamente socializzati al loro ruolo. Tuttavia, diversamente da Durkheim, pensa che il suo effetto sia nocivo per la coesione e il buon funzionamento del sistema sociale (1951) Sviluppo della concezione struttural-funzionalista indifferente al contenuto dell’atto deviante: (Cloward e Ohlin 1960: “atto è deviante se non corrisponde al comportamento che la vittima è portata ad aspettarsi dagli altri in base alla propria posizione sociale”.

12 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Dalle origini del Welfare State a oggi: Meno apparati segregativi e proliferare di agenzie di controllo e prevenzione sul territorio. Pena non per punire né per educare (anche se talvolta accompagnata da rieducazione) né per prevenire, ma per impedire di nuocere, come altri mezzi (economici, sociali) per ostacolare la commissione di crimini di cui si valutano costi e benefici. Concezione situazionale della devianza: idea che derivi dal degrado urbano o dalle comunità locali socialmente ed economicamente svantaggiate. Ci si orienta non verso i criminali ma verso i fattori di rischio (Castel 1991) Dalla disciplina al contenimento

13 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) La costruzione sociale delle identità Questa concezione nasce negli anni Cinquanta di fronte alla visione della devianza come strategia identitaria in una città che cambia (immigrazione, mobilità sociale..) Le strategie identitarie eliminano la dissonanza tra l’identificazione e l’individuazione e talvolta portano a: culture oppositive. Ad esempio: subculture devianti nascono come soluzioni innovative di gruppo al problema dell’adattamento sociale

14 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Scuola di Chicago Teoria della subcultura Devianza è una forma di conformismo, ma a un ambiente culturale preciso che non è l’intera società, anzi definito come deviante per grado e forma rispetto alla generalità della popolazione. Socializzazione in una subcultura criminale: 1. Interazioni a livello microsociale 2. Sistema valoriale proprio (ciò che è deviante per gli altri non lo è all’interno della propria cerchia di persone) 3. Densità di legami anziché disorganizzazione sociale

15 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Scuola di Chicago Teoria della subcultura Dalla teoria di A. K. Cohen: Subcultura delinquente (“gratuita, maligna e distruttiva, versatile e orientata all’edonismo immediato”)… … all’idea che la devianza sia il frutto di una azione collettiva, e dell’interazione tra il comportamento del gruppo deviante e le istituzioni (giudiziarie, politiche, amministrative, di polizia): partecipazione collettiva al “dramma morale” dell’atto deviante. Il gruppo deviante non ha necessariamente valori diversi: ved. ad esempio, le tecniche di neutralizzazione (fotocopia).

16 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Scuola di Chicago Prospettiva interazionista Rispetto alle teorie della subcultura: non è necessario proprio sistema valoriale. L’idea è che dalle interazioni di un individuo con gli altri discenda una sua qualità, una sua caratteristica: dal “fare qualcosa” si passa all’”essere qualcuno” Lemert: Etichettamento: Non è devianza che porta al controllo sociale, ma viceversa questo a portare alla devianza Becker: Il comportamento deviante non è che il prodotto dell’interazione tra individuo, azione e sistema sanzionatorio [letture in classe da: Outsiders]

17 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Scuola di Chicago Prospettiva interazionista Domanda iniziale: quale successione di eventi ed esperienze fanno sì che una persona abbia un comportamento stabilmente deviante nonostante i controlli sociali? D. Matza: Come si diventa devianti,1959: Non è solo etichetta che produce il deviante, ma è il soggetto che confrontandosi con le etichette nel corso della sua esperienza costruisce attivamente le proprie azioni.

18 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Scuola di Chicago Prospettiva interazionista di H. Becker Lettura: Carriera deviante del fumatore di marijuana (fotoc.) Le motivazioni del deviante derivano dal suo comportamento e dalla sequenza delle sue esperienze in interazione con gli altri. Ma come si diventa desiderosi e capaci di fumare marijuana per piacere?

19 Sociologia dei Processi Culturali R. Ghigi - Sociologia dei Processi Culturali – Scienze della Formazione – (5CFU) Scuola di Chicago Prospettiva interazionista di H. Becker Lettura: Carriera deviante del fumatore di marijuana (fotoc.) Da conoscitore a consumatore occasionale a consumatore regolare: 1. Tecnica – imparare a percepirne gli effetti 2. Ridefinizione degli effetti in termini di piacere 3. Continuazione nonostante azione di controllo degli imprenditori morali contrari. La relazione con altri permette di superare difficoltà legate al rifornimento, alla segretezza e alla definizione dell’atto in termini morali.


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