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L’Autorità Competente Locale (ACL): obiettivi, logiche, audit Dott. Paolo FERRARI Direttore f.f. Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione Stresa, 18.03.2015.

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1 L’Autorità Competente Locale (ACL): obiettivi, logiche, audit Dott. Paolo FERRARI Direttore f.f. Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione Stresa,

2 Reg. CE n. 882 del Fissa le regole generali per l’esecuzione dei controlli ufficiali nell’ambito della sicurezza alimentare, intesi a verificare la conformità alla normativa vigente e con l’intento di prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili i rischi per gli esseri umani e animali, garantendo pratiche commerciali leali per i mangimi e gli alimenti ed altre forme di informazione ai consumatori

3 Determinazione Reg. Piemonte n. 172 del : Indirizzi per l’esercizio della competenza ad effettuare i Controlli Ufficiali di cui al Reg. CE 882, all’interno delle ASL Tale esercizio è stato conferito alle ASL. Al Sindaco rimangono in capo i poteri di adozione di provvedimenti inerenti ad esigenze: - - sanitarie di carattere territoriale, agendo come rappresentante della comunità locale - - contingibili ed urgenti legati a pericoli che minacciano l’incolumità generale, agendo come ufficiale di Governo.

4 Identificazione e conferimento delle competenze di ACL L’ASL VCO ha conferito tali competenze ai Direttori delle strutture di: - - Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) - - Veterinario Area A - - Veterinario Area B - - Veterinario Area C

5 Procedura operativa dell’ ASL VCO (Deliberazione n.36 del 03,02,2014) Il controllo ufficiale è qualsiasi forma di controllo eseguito dall’ACL per la verifica della conformità alla normativa vigente in materia di mangimi o alimenti e alle norma per la tutela della salute e del benessere animale. L’ACL, nel decidere l’azione da intraprendere, tiene conto della natura della non conformità e dei dati precedenti relativi all’OSA per quanto riguarda la non conformità (prescrizioni, sospensione o chiusura dell’attività/azienda).

6 Prescrizioni  competenza del personale ispettivo dell’ACL Sospensione   Competenza dell’ACL Gli atti di carattere ordinatorio e cautelare (sequestri, sospensioni), in caso di rilievi di non conformità da parte del personale ispettivo (dell’ACL o di Organi di controllo esterni), sono convalidati dall’ACL entro 48 ore mediante notifica all?OSA e agli aventi diritto in quanto la mancata ottemperanza a quanto prescritto costituisce illecito art. 6 p.7 D. Lgs. 193/2007

7 Per qualunque altra misura ritenuta opportuna da adottare, non ricadente nei punti precedenti (es. sanzioni o inosservanze ai D. Lgs. 193/2007 e 190/2006)   Competenza sia del personale ispettivo che dell’ACL Inosservanze a norme sulla salute e sul benessere animale   l’adozione di sanzioni è competenza sia del personale ispettivo con qualifica di Dirigente Medico Veterinario che dell’ACL Violazioni penalmente sanzionate accertate durante il controllo ufficiale  Personale ispettivo e/o ACL hanno l’obbligo di riferire all’Autorità Giudiziaria (artt. 347 e 331 c.p.p.)

8 Programmazione e approccio generale Il moderno approccio alla sicurezza alimentare ed alla tutela dei consumatori è basato su - - responsabilizzazione delle industrie alimentari, - - controllo delle filiere agro-alimentari (non soltanto sui prodotti) - - processi interni alle imprese che ne fanno parte. L’attenzione non è rivolta solamente al prodotto o al singolo processo produttivo, ma anche alle filiere alimentari, partendo dalla fornitura dei prodotti alimentari per la produzione fino alla distribuzione. Pur con logiche peculiarità e specializzazioni di servizio, che impongono compiti a figure e servizi specifici, la collaborazione tra le diverse “anime” della sicurezza alimentare è realmente fattiva.

9 Programmazione  Strumenti di controllo: Analisi del Rischio CATEGORIA RISCHIO ATTIVITA ’ --> 4 categorie di rischio 1. CARATTERISTICHE DELLO STABILIMENTO Struttura e attrezzature Condizioni generali e di manutenzione Struttura e attrezzature Condizioni generali e di manutenzione 2. IGIENE DELLA PRODUZIONE Professionalità del personale ed approccio al "rischio" Professionalità del personale ed approccio al "rischio" Condizione igienico-sanitaria di locali, impianti e attrezzature Condizione igienico-sanitaria di locali, impianti e attrezzature 3. SISTEMA DI AUTOCONTROLLO Adeguatezza del piano di autocontrollo Adeguatezza del piano di autocontrollo Grado di applicazione del piano Grado di applicazione del piano 4. DATI STORICI Irregolarità e non conformità pregresse e presenti riscontrate Irregolarità e non conformità pregresse e presenti riscontrate

10 Sistema di sorveglianza regionale delle Malattie Trasmesse da Alimenti Programmazione  Strumenti di controllo: Sistema di sorveglianza regionale delle Malattie Trasmesse da Alimenti Sono state elaborate ed vengono applicate procedure specifiche per gli episodi di MTA, con suddivisione puntuale dei compiti per singole figure professionali. Sono procedure condivise tra SIAN, SISP e SVET sia per emergenze in orario di servizio, sia in orario di pronta disponibilità. In un primo intervento, l’obiettivo è ritrovare e campionare, nelle maggior parte degli episodi possibile, alimenti e materiali biologici dai pazienti partecipanti al pasto sospetto, gli altri aspetti possono spesso essere gestiti con meno urgenza.

11 Strumenti di controllo: Sistema di Allerta E’ un sistema internazionale che, una volta identificato un prodotto che mette a rischio la salute dei consumatori oppure che presenta anche solo irregolarità analitiche, comunica prontamente il tipo di prodotto ed il rischio, le modalità per rintracciarlo e ritirarlo dal commercio. Accessi per ricerca prodotti nel 2014: SIAN 82 (2 sequestri), SPV Area B 24, SPV Area C 2

12 Azioni di contrasto alle disuguaglianze in campo alimentare Gli interventi sono articolati su 2 direttive: 1. assicurare a tutti un’alimentazione corretta nei luoghi di ristorazione collettiva mediante l’inserimento di menu rivolti a portatori di patologie (anche celiachia) e/o di culture diverse su base etica e etnico-religiosa 2. indirizzare i controlli anche sulla base dei consumi preferenziali o obbligati di consumatori a basso reddito (circuiti di produzione e distribuzione di alimenti a basso costo a più alto rischio di frode e illeciti); si tratta di azioni di vigilanza e informazione o formazione a titolari di imprese di produzione di alimenti a basso costo (gastronomie etniche, macellerie islamiche e discount) per migliorare le competenze nell’adozione di misure efficaci per la riduzione del rischio in sobrietà di mezzi.

13 Strumenti per il controllo ufficiale La programmazione dei controlli ufficiali, inoltre, - - prevede interventi di controllo per proteggere da un rischio; - permette di concentrare le risorse nelle aree a maggior rischio; - applica indirizzi semplici ed economicamente compatibili; - non ostacola gli operatori, in particolare delle microimprese, con richieste inutilmente gravose; - identifica gli operatori che non rispettano le normative ed eroga le sanzioni del caso; - garantisce la trasparenza dei propri programmi sottoponendo a verifica di efficienza ed efficacia le attività svolte.

14 La documentazione delle attività di controllo ufficiale Gli Enti Pubblici esercitano l’attività mediante produzione di atti amministrativi. Nei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL questi atti sono relazioni e/o rapporti di ispezione, audit, verbali di prelievo, provvedimenti di prescrizione e/o imposizione, certificati, pareri, ecc. Questi atti devono essere basati necessariamente su norme “tecniche” e amministrative, quali il Codice Civile (artt ) e la legge n. 241/1990, modificata dalla legge n. 15/2005.

15 : Vengono prodotti 2 tipi di atti: Atti descrittivi Provvedimenti amministrativi

16 Atti descrittivi Sono valutazioni tecniche (accertamenti) effettuate dal Pubblico Ufficiale nel corso di ispezioni, verifiche o audit, di cui al Reg. CE n. 882/2004, art. 9; tali atti, di regola, non incidono direttamente su diritti o interessi dell’OSA e non sono direttamente impugnabili dinanzi al giudice, ma possono riportare elementi per l’emanazione di successivi provvedimenti amministrativi. Il contenuto di questi atti pubblici è “piena prova”. Sono i documenti dai quali deve essere possibile valutare cosa effettivamente è stato verificato e con quali risultati nel corso dell’accertamento (le evidenze sono indispensabili quando si deve predisporre un provvedimento o una sanzione).

17 Provvedimenti amministrativi Sono l’atto pubblico mediante il quale l’ACL in ambito di sicurezza alimentare, in ordine all’interesse pubblico, esercita la propria autorità, incidendo sui diritti o sugli interessi dell’OSA. Il provvedimento è impugnabile davanti al giudice. E’ provvedimento amministrativo l’imposizione di misure (art. 54 del Reg. CE n. 882/2004 o art. 9 Reg. CE n. 854/2004); le sanzioni amministrative sono provvedimenti amministrativi con iter individuato dalla L. 689/1981. Mentre il verbale di accertamento è un atto amministrativo la cui responsabilità è del Pubblico Ufficiale e non esplica alcun effetto, l’emissione di un provvedimento amministrativo, come definito dal D. Lgs. n. 502/1992, per non incorrere in vizi di competenza, deve essere emanato dal Direttore della Struttura Complessa, che è responsabile dell’atto.

18 Azioni di controllo e contrasto alle frodi alimentari Nelle funzioni di controllo di SIAN e SVET delle ASL ricadono anche accertamenti che non riguardano in modo diretto la sicurezza alimentare ma che possono influire su di essa. Il Regolamento 178/02 non mira soltanto a “garantire un livello elevato di tutela della salute umana”, ma prevede in modo esplicito (art. 5) “la tutela degli interessi dei consumatori, comprese le pratiche leali nel commercio alimentare”. Si tratta di controlli che riguardano l’etichettatura degli alimenti e le azioni di contrasto alle frodi alimentari. Il PAISA non stabilisce frequenze di controllo o settori particolari di intervento nel campo dell’etichettatura o delle frodi alimentari, ma nel corso delle ispezioni e dei campionamenti sarà valutata la presenza o meno di illeciti che richiedono azioni correttive, sanzioni amministrative o notizie di reato.

19 IGIENE ALIMENTI E NUTRIZIONE   Igiene Alimenti Tutela della salute pubblica attraverso attività di prevenzione e vigilanza nel settore dell’igiene degli alimenti non di origine animale   Nutrizione Attività di promozione per favorire un’alimentazione equilibrata e comportamenti alimentari corretti

20 COSA FACCIAMO   Vigilanza sulle attività di produzione, preparazione, somministrazione, vendita e deposito di alimenti e bevande (comprese le manifestazioni temporanee)   Campionamento di prodotti alimentari   Controllo acquedotti e acque destinate al consumo umano   Controllo acque minerali   Sorveglianza sui prodotti fitosanitari   Gestione Sistema di Allerta per alimenti   Sorveglianza sulle Malattie trasmesse da alimenti   Centro micologico

21 Vigilanza sulle attività di produzione, preparazione, somministrazione, vendita e deposito di alimenti e bevande Ristorazione pubblica: bar e ristoranti, agriturismo Ristorazione collettiva: mense scolastiche, assistenziali, aziendali e ospedaliere Laboratori di produzione: pasticcerie, gelaterie, pastifici, gastronomie, conserve vegetali, prodotti da forno… Depositi all’ingrosso Esercizi di vendita: piccola e grande distribuzione Bed & Breakfast

22 Attività 2014 – controlli ufficiali Pasticcerie 4 Gelaterie6 Gastronomie21 Prodotti da forno15 Prodotti dolciari1 Ristorazione pubblica284 Ristorazione collettiva51 Depositi all’ingrosso32 GDO – Esercizi di vicinato103

23 Attività di campionamento 2014 Esempi Pasticceria fresca10 Pasta all’uovo fresca artigianale2 Spezie erbe aromatiche4 Cereali e prodotti della macinazione senza mais7 M.O.C.A.8 Integratori alimentari5 Radioattività25 Preparazioni gastronomiche pronte per il consumo22 Conserve, sughi pronti da banco frigo6 Verdure IV gamma8 Acque minerali e di sorgente116 Acque potabili1804 Acque superficiali159

24 CAMPIONAMENTO 2014 E’ lo strumento del controllo ufficiale che verifica l’efficacia delle misure di controllo dei processi produttivi effettuate dalle imprese E’ lo strumento del controllo ufficiale che verifica l’efficacia delle misure di controllo dei processi produttivi effettuate dalle imprese ANALISI MICROBIOLOGICHE : Latte in polvere per lattanti fino a 6 mesi o di proseguimento ecc. Pasticceria fresca e preparati per pasticceria. Pasticceria e biscotteria da forno – pane e prodotti di panetteria Pasta all’uovo fresca artigianale non confezionata, pasta all'uovo secca industriale ecc. Frutta e ortaggi pretagliati pronti al consumo (IV gamma) Frutti di bosco Preparazioni gastronomiche pronte al consumo cotte o non cotte Spezie ed erbe aromatiche Conserve, semiconserve, piatti pronti refrigerati

25 CAMPIONAMENTO 2014 ANALISI CHIMICHE : Additivi e aromi Alimentazione particolare e integratori alimentari (alimenti per la prima infanzia a base di cereali) Biscotti e cialde, caffè solubile ed istantaneo Cereali e prodotti della macinazione (senza mais) Condimenti, salse e sughi Ortofrutticoli, Frutta secca e frutta a guscio e derivati Pasticceria fresca e secca Preparazioni alimentari/gastronomiche cotte o non cotte pronte per il consumo MOCA - Materiali destinati al contatto con alimenti (acciaio, materiali plastici, contenitori con tappi con guarnizioni in PVC) Le verifiche sui MOCA si eseguono a seguito di norme comunitarie che hanno esteso a questi materiali gli obblighi quali rintracciabilità e buone norme di fabbricazione, già esistenti per la filiera alimentare. Le verifiche sui MOCA si eseguono a seguito di norme comunitarie che hanno esteso a questi materiali gli obblighi quali rintracciabilità e buone norme di fabbricazione, già esistenti per la filiera alimentare. ACQUE MINERALI all’imbottigliamento e alla sorgente RADIOATTIVITA’ : insalata, castagne e noci raccolte in campo

26 Attività integrate con il Servizio Veterinario Area B  Vigilanza presso agriturismi e rifugi  Gestione delle Malattie trasmesse da Alimenti (anche con SISP, Direzione sanitaria e Laboratorio analisi)  Gestione degli allerta e delle emergenze alimentari

27 Acque destinate al consumo umano   Acque distribuite da acquedotti pubblici: i campionamenti e le frequenze sono stabilite dal D.Lgs. 31/01 e s.m.i.   Controllo delle “casette dell’acqua”: campionamento microbiologico e chimico, verifica del manuale di autocontrollo, verifica documentazione inerente i MOCA (D.M. 174/2004)   Acque utilizzate nelle imprese alimentari

28 D.G.R. n del 10/01/2012 Linee guida per il controllo igienico-sanitario della qualità delle acque utilizzate nelle imprese alimentari D.G.R. n del 30/07/2012 Modifica della DGR del 10/01/2012

29 D.G.R. n del 10/01/2012 Linee guida per il controllo igienico-sanitario della qualità delle acque utilizzate nelle imprese alimentari Categoria 1 : imprese nelle quali l’acqua utilizzata rappresenta un rischio minimo o nullo - chioschi e banchi di vendita fissi - negozi di alimentari al dettaglio (compresa la vendita di prodotti di origine animale confezionati) - esercizi di deposito senza attività di manipolazione - esercizi di deposito con lavaggio e cernita di frutta e verdura - centri di imballaggio uova

30 D.G.R. n del 10/01/2012 Linee guida per il controllo igienico-sanitario della qualità delle acque utilizzate nelle imprese alimentari Categoria 2 : imprese in cui l’acqua può rappresentare un rischio sanitario per la produzione - imprese alimentari soggette a riconoscimento (prodotti di origine animale) - imprese con produzione all’ingrosso - esercizi di tipologia 1, 2, 3 e 4, agriturismi - attività di catering - ristorazione collettiva (mense, centri cottura) - laboratori artigianali (gelaterie, pasticcerie, gastronomie, macellerie, pescherie...) - comunità alloggio con cuoco esterno - scuole alberghiere

31 Categoria 1 Controlli analitici non obbligatori Categoria 2 Non necessari nelle imprese dove un peggioramento della qualità dell’acqua rappresenti un rischio trascurabile a seguito di specifica valutazione (complessità della rete idrica, depositi di accumulo, vetustà dell’impianto, sistemi di trattamento....) L’OSA deve comunque inserire la valutazione del rischio acqua nel piano di autocontrollo

32 D.D. n. 692 del 15/10/2012 Definizione di linee di indirizzo per il controllo ufficiale nella microimpresa Il Decreto prevede la possibilità di ridurre o eliminare le registrazioni dei punti critici di controllo, mantenendo l’obbligo della registrazione delle non conformità. Le microimprese che intendono avvalersi di questa possibilità devono, per evitare di incorrere in sanzioni, modificare il piano nelle parti interessate dalla semplificazione. Se L’OSA lo preferisce può mantenere tutto invariato

33 Expo 2015 (World Exposition 2015) Si svolgerà a Milano sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e include tutto ciò che riguarda l'alimentazione, dalla mancanza di cibo in alcune zone del mondo all’educazione alimentare. La vicinanza della manifestazione fa presagire che il flusso turistico interessi anche le zone lacustri del VCO, in quanto interessanti turisticamente e facilmente raggiungibili. Sarà previsto un aumento del controllo nella ristorazione pubblica nelle zone del Lago Maggiore e del Lago d’Orta, che sarà preminente rispetto alla restante programmazione del PAISA.

34 SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività DPR , n. 160: ha individuato lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) come unico soggetto a cui inviare le segnalazioni concernenti le attività produttive e di prestazione di servizi, esclusivamente in forma telematica DGR n del : emanato dalla Regione Piemonte per dare applicazione al DPR di cui sopra (ridefinizione della DGR n del ) DD n. 799 del : ridefinisce la modulistica per la notifica delle attività produttive (allegati 1, 2, 3, 4, 5 e 6)

35 PROCEDURA 1. Gli OSA trasmettono la notifica ai SUAP territorialmente competenti 2. I SUAP, valutata la completezza della documentazione, effettuano la trasmissione all’ASL 3. L’ASL provvede alla registrazione dell’attività

36 ECCEZIONI 1. M anifestazioni temporanee 1. M anifestazioni temporanee 2. Bed and Breakfast, i cui titolari non sono iscritti ad una camera di commercio 2. Bed and Breakfast, i cui titolari non sono iscritti ad una camera di commercio Le SCIA devono essere trasmesse, senza il tramite dei SUAP, all’ASL territorialmente competente. Le SCIA devono essere trasmesse, senza il tramite dei SUAP, all’ASL territorialmente competente.-

37 Grazie per l’attenzione


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