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LA PREGHIERA COMUNITARIA CARISMATICA LUOGO DELLA MANIFESTAZIONE DEI CARISMI.

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Presentazione sul tema: "LA PREGHIERA COMUNITARIA CARISMATICA LUOGO DELLA MANIFESTAZIONE DEI CARISMI."— Transcript della presentazione:

1 LA PREGHIERA COMUNITARIA CARISMATICA LUOGO DELLA MANIFESTAZIONE DEI CARISMI

2 L'ALBERO SI RICONOSCE DAI FRUTTI

3 Sapete qual'è l'obbiettivo amorevole di Dio? E' quello di farci vivere, attraverso lo Spirito Santo, l'esperienza concreta e duratura della prima comunità degli Apostoli di cui si legge negli Atti: aveva un cuore La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un`anima sola solo e un`anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune Un senso di timore era in tutti Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. (At. 4,32;2,43)

4 Se infatti prenderemo coscienza di essere alla presenza di Dio; se per questo lo cercheremo con tutto noi stessi volendo essere una cosa sola davanti a Lui nell'ascolto e nella preghiera; se le nostre mani si leveranno al cielo pure, senza ire o contese, e nella preghiera; se le nostre mani si leveranno al cielo pure, senza ire o contese, allora lo Spirito Santo, invocato, verrà dai quattro venti a soffiare per ridarci la vita, entrerà fin nelle profondità dei nostri cuori e prenderà dimora in mezzo a noi.

5 Ora bisogna chiarire bene una cosa, la presenza dello Spirito Santo non farà manifestare solo i doni dello Spirito, i carismi, ma dovremmo vedere come fine ultimo della preghiera anche i frutti della presenza dello Spirito che ben conoscete: “Amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè”(Gal. 5,22). Questi frutti che ho enunciato sono anche la verifica e la misura con la quale possiamo dire: - Qui c'è il nostro Dio -

6 Quindi se così non fosse, se non vedessimo questi frutti in noi e nei nostri fratelli, ci sarebbe il rischio che le nostre assemblee di preghiera diventino sterili esibizioni umane e niente altro, forse anche spettacolari ma poco spirituali. I carismi infatti sono dati al “corpo di Cristo” che è la Chiesa, ma sono donati anche “per il corpo”: per le sue necessità, per la sua edificazione(i frutti)per il suo conforto e, soprattutto per la sua santificazione.

7 Ora proviamo a fare una breve trattazione dei doni dello Spirito, i carismi proprio come una mappa seguendo le indicazioni per arrivare al tesoro. proprio come una mappa seguendo le indicazioni per arrivare al tesoro. Ora proviamo a fare una breve trattazione dei doni dello Spirito, i carismi proprio come una mappa seguendo le indicazioni per arrivare al tesoro. proprio come una mappa seguendo le indicazioni per arrivare al tesoro.

8 San Paolo ci dice: Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli non voglio che restiate nell'ignoranza. (1Cor. 12,1).

9 La Chiesa ci parla dell'esistenza di doni dello Spirito che occorrono per la santificazione personale, e doni dello Spirito che invece servono per gli altri. e doni dello Spirito che invece servono per gli altri. Così come esiste una fede donataci da Dio con il battesimo che serve per la nostra santificazione personale, nel senso che ci fa crescere nel Signore e ci è data per superare nel senso che ci fa crescere nel Signore e ci è data per superare momenti difficili o situazioni di particolare prova. momenti difficili o situazioni di particolare prova. Ma esiste anche una fede che ci è donata per gli altri, e che ci permette, ad esempio, di Pregare per i nostri fratelli, per le loro necessità per i loro bisogni.

10 Voi pensate che avere fede sia uno sforzo fede sia uno sforzoumano? E se quando avessimo bisogno di avere fede, bisogno di avere fede, fossimo nel peccato, fossimo nel peccato, se fosse basato sullo sforzo personale saremmo forse esauditi? O cadremmo nella O cadremmo nella disperazione!? disperazione!? Ecco che ci viene in aiuto San Pietro che dopo aver tradito Gesù, pianse amaramente e si pentì. La sua fede nella misericordia di Dio gli ha fatto superare quel tremendo momento.

11 La fede usata da San Pietro in quel frangente è quella donatagli da Dio per la santificazione personale...

12 Mentre..... ricordate quel Pietro che alle porte del tempio guarisce lo storpio? Sempre di fede stiamo parlando, ma di quella fede donatagli da Dio per gli altri.

13 Ah..volevo farvi una domanda veloce che si aspetta una risposta altrettanto veloce: Secondo voi quale dei due atteggiamenti ha santificato San Pietro davanti a Dio? Quello in cui si parla di tradimento? O quello in cui si parla di guarigione?

14 Si!! E' proprio quella fede che Pietro ha avuto nella Misericordia del Padre, che nella notte, in solitudine, tra le lacrime mentre combatteva con i sensi di colpa ed il rimorso per aver tradito il Signore che tanto amava che lo hanno portato alla santità!!

15 Dopo l'esempio, spero chiaro dei due aspetti della fede donataci da Dio,uno per la mia santificazione e l'altro per i bisogni dei fratelli, potremmo meglio cogliere i prossimi brevi argomenti sui carismi.

16 Ora cari fratelli in maniera molto schematica affronteremo una serie di aspetti che riguardano i carismi nella preghiera comunitaria. Quindi vorrei iniziare facendo due importanti distinzioni: Ci sono doni ordinari. Ci sono doni straordinari

17 Vorrei farvi ancora una una domanda! Secondo voi i doni che vi possono portare alla salvezza e santificare quali sono, quelli ordinari o quelli straordinari? Vedete ci sono dei doni ordinari che manifestano la loro straordinarietà portandoci alla salvezza, al contrario anche i doni più straordinari e appariscenti da soli non hanno in se tale capacità.

18 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. (Mt. 7,22-23) (Mt. 7,22-23)

19 Noi a volte siamo portati a fare un pò di confusione considerando la straordinarietà dei doni secondo i nostri parametri umani e non secondo Dio. E' per questo che potremmo correre il rischio di attirare su di noi(invece che sul Signore)l'attenzione, oppure anche riporre il nostro sguardo su altri uomini anziché su Gesù. E' anche altrettanto vero che la mancanza della manifestazione dei carismi nelle nostre assemblee di preghiera è – o potrebbe essere una difficoltà; D'altronde dall'altra anche l'uso scorretto(se non addirittura l'abuso)dei carismi rischia di diventare un vero e proprio problema(ma non credo, almeno per ora che questo ci riguardi).

20 Ora elenchiamo alcuni Carismi tra i più specifici e caratterizzanti la preghiera Comunitaria, dice San Paolo: Che fare dunque, fratelli? Quando vi radunate ognuno può avere un salmo, un insegnamento, una rivelazione, un discorso in lingue, il dono di interpretarle. Ma tutto si faccia per Ma tutto avvenga decorosamente e con ordine. l` edificazione. Ma tutto avvenga decorosamente e con ordine. (1Cor. 14,26.40)

21 Il primo e più importante Carisma per aprire il cuore a Dio e disporlo per la Sua presenza è ACCOGLIERE CON AMORE E GIOIA I NOSTRI FRATELLI STANCHI E AFFLITTI

22 Vi potrà sembrare superfluo o strano iniziare questo elenco dei carismi con una cosa così(apparentemente)ordinaria e scontata. In realtà è proprio da quei doni dello Spirito che noi non consideriamo di tale importanza rispetto ad altri doni più appariscenti, che il Signore per opera dello Spirito Santo ci dispone alla Sua presenza. Come non parlare poi, sempre facente parte dell'accoglienza, della pulizia e della cura degli ambienti dove si prega; dell'attenzione ai fratelli più tristi e in difficoltà o quant'altro, il tutto vuol dire innamorarsi di una cosa preziosa agli occhi di Dio. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo.(Is. 43,4a)

23 la Lode. Un' altro carisma che incontriamo nella preghiera comunitaria è la Lode.

24 Prima di parlare brevemente della lode, vorrei farvi notare che la Chiesa c'invita a lodare il Signore in ogni momento e per ogni cosa e questo naturalmente vale per il cristiano. Il sacerdote inizia la Preghiera eucaristica Allargando le braccia, dice: Il Signore sia con voi. Il popolo risponde: E con il tuo spirito. Allargando le braccia, il sacerdote prosegue: In alto i nostri cuori. Il popolo risponde: Sono rivolti al Signore. Con le braccia allargate, il sacerdote soggiunge: Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. Il popolo risponde: É cosa buona e giusta.

25 Il Sacerdote continua È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo.

26 Quindi non è solo cosa buona e giusta Ma è anche nostro dovere e fonte di salvezza lodare, benedire, ringraziare ed esaltare il Signore. La cosa che mi sono domandato spesso(e non sono il solo) è......del perchè nelle nostre assemblee di preghiera, a volte, la lode è solo un'insieme di parole ripetitive che poi si spengono, rimanendo un grande vuoto....senza un seguito..... come se assolto il compitino con tanta fatica e sforzo umano, poi ci si rilassa. Come ben capite non è certo questa una preghiera carismatica.

27 La lode carismatica è prima di tutto un pieno coinvolgimento di tutto noi stessi, cuore, pensieri, braccia, gambe, voce, sguardi e tanta... ma tanta fede, quella che il Signore ci ha donato per la nostra santificazione. Ognuno di noi è di aiuto al fratello che ci sta accanto e la nostra lode, fatta con fede, farà si che anche il fratello alzi le sue mani verso Dio.

28 Padre PadreFiglio FiglioSpirito Santo Lasciamoci prendere sulla mano dal Padre e soprattutto desiderarlo con tutto il nostro cuore e allora la preghiera prenderà il volo, perchè dove c'è il Padre....c'è il Figlio....e dove c'è il Figlio....C'è lo Spirito Santo.

29 Un'altro dono che possiamo trovare nella preghiera carismatica è: Il dono delle lingue. Il dono delle lingue è strettamente legato alla lode, perchè spesso questo è il frutto di una lode continuata nonostante le difficoltà...e lo Spirito ci viene incontro mettendo nelle nostre bocche i gemiti inesprimibili di cui parla San Paolo (Rm. 8,26),mettendoci così una pienezza di cuore e desiderio di ringraziare e incontrare il Signore. parlare in lingue ed un'altra è cantare in lingue. Ma è bene fare una distinzione per non creare confusione e cioè una cosa è parlare in lingue ed un'altra è cantare in lingue.

30 Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. (Rm. 8,26)

31 Il parlare in lingue Il parlare in lingue, almeno secondo l'interpretazione dell'apostolo Paolo, ma anche per la nostra esperienza nella comunità Magnificat è primariamente un dono profetico donato da Dio ad alcuni perchè, Il Signore possa parlare al suo popolo, ma questo ha bisogno anche dell'aiuto di qualcuno che le sappia interpretare, altrimenti non viene edificato nessuno. il cantare in lingue Mentre il cantare in lingue non ha bisogno di alcuna interpretazione perchè è rivolto a Dio e non agli uomini.

32 La gestualità La gestualità. La preghiera comunitaria carismatica vissuta come un' incontro con il Signore non può non tenere conto della gestualità. Cosa s' intende per gestualità? Ebbene la gestualità è molto importante e da testimonianza della presenza del Signore nel nostro cuore e nell'assemblea di preghiera.

33 Che dire dunque quando vediamo fratelli che dopo pochi minuti di lode si siedono per non rialzarsi quasi fino alla fine della preghiera! Sono forse stanchi? Magari lo fosse, sarebbe un giustificativo, ma credo che spesso il nostro atteggiamento esteriore rispecchia quello interiore e cioè quello che “non facciamo” è proprio l'espressione di ciò che “non siamo”. Vi ricordate cosa disse, Gesù quando nella domenica della festa delle palme, entrando a Gerusalemme a cavallo di un asino proclama ai farisei che non volevano festeggiarlo, bensì farlo tacere? Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre» Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».(Lc. 19,40)

34 Quindi per terminare, esortiamoci a vicenda per vivere con gioia(se c'è) non solo dentro di noi ma(per dare testimonianza)anche fuori di noi, ballando, danzando, cantando andando incontro al nostro Signore, il Risorto!!!


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