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MEMORANDUM EUROPEO SULLE COMPETENZE PRESUPPOSTI SOCIO-CULTURALI Il rapporto UNESCO curato da J.Delors precisa : “Anziché richiedere un’abilità…oggi si.

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1 MEMORANDUM EUROPEO SULLE COMPETENZE PRESUPPOSTI SOCIO-CULTURALI Il rapporto UNESCO curato da J.Delors precisa : “Anziché richiedere un’abilità…oggi si richiede la competenza, cioè un misto, specifico per ciascun individuo, di abilità nel senso stretto del termine…di comportamento sociale, di attitudine al lavoro di gruppo, di iniziative e responsabilità ad affrontare rischi”.

2 MEMORANDUM EUROPEO SULLE COMPETENZE PRESUPPOSTI SOCIO-CULTURALI La scuola ha perseguito l’uguaglianza sociale attraverso l’impegno a ridurre prima l’analfabetismo strumentale (saper leggere, scrivere e far di conto ) e poi l’analfabetismo strumentale (saper leggere, scrivere e far di conto ) e poi l’analfabetismo funzionale (saper comprendere ciò che si legge, si scrive e si calcola). l’analfabetismo funzionale (saper comprendere ciò che si legge, si scrive e si calcola).

3 MEMORANDUM EUROPEO SULLE COMPETENZE PRESUPPOSTI SOCIO-CULTURALI Oggi la scuola è chiamata a sconfigerre l’analfabetismo cognitivo ossia la dispersione degli individui nel mare dei saperi poiché incapaci di orientarsi nella molteplicità delle conoscenze, incapaci di saperle selezionare e utilizzare in contesti specifici, incapaci di creare conoscenze di cui hanno bisogno: per converso, in queste capacità risiede la competenza Homo sapiens – Faber – Agens

4 MEMORANDUM EUROPEO SULLE COMPETENZE PRESUPPOSTI SOCIO-CULTURALI Saper agire nel e sul mondo è un indubbio obiettivo educativo e non esclusiva prerogativa del mondo del lavoro. Se la scuola non persegue questo obiettivo, saranno altri fattori (il contesto familiare e sociale) a determinare il successo degli individui nella società conoscitiva lasciando ai margini larga parte della popolazione: ecco perché l’approccio per competenze esprime un nuovo bisogno formativo ed è strumento di democrazia cognitiva

5 Le Componenti delle Competenze Il Matematico Schoenfeld identifica 4 componenti in una competenza esperta nel problem solving 1. Le risorse cognitive 2. Le metodologie euristiche 3. Le capacità strategiche 4. Il sistema dei valori nel soggetto in rapporto alla materia trattata

6 TIPOLOGIE PREVALENTI DI COMPETENZE ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI  Le competenze collegate alle literacy fondamentali: la lettura, la matematica e le scienze (modello OCSE-PISA)  Le competenze strumentali da integrare ai contenuti culturali;  Le competenze metacognitive;  Le competenze per la vita (Life Skills);

7 TIPOLOGIE PREVALENTI DI COMPETENZE ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Relativamente al secondo ciclo di istruzione, dobbiamo confrontarci anche con le competenze professionali. L’ ILO (International Labour Organization) per impostare alcuni programmi educativi nel ciclo secondario (di tipo tecnico e professionale), ha proposto il concetto di Professional Competence come “l’attitudine ad assumere un compito o un ruolo in una posizione lavorativa, dimostrando l’effettivo possesso delle qualificazioni richieste”

8 TIPOLOGIE PREVALENTI DI COMPETENZE ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI In tale prospettiva il concetto di competenza e quello di qualificazione sono strettamente intrecciati, in quanto riferite a contesti organizzativi e lavorativi

9 TIPOLOGIE PREVALENTI DI COMPETENZE ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Le competenze sono intese inoltre come costituite sia da componenti che possono esser formabili (knowledge e skills), sia da altri più difficili da formare attraverso l’istruzione (attitudini e credenze)

10 TIPOLOGIE PREVALENTI DI COMPETENZE ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Questa impostazione enfatizza l’approccio basato sui profili di competenza (Curriculum development and competency profiles)

11 TIPOLOGIE PREVALENTI DI COMPETENZE ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Esso comporta che la pratica professionale (e la performance) siano la principale linea (e la performance) siano la principale linea guida per lo sviluppo del curricolo e le discipline accademiche siano comunque un input importante per la sua costruzione. Inoltre, chi elabora il curricolo deve focalizzarsi sul campo professionale e sull’impatto reale del curricolo nei contesti lavorativi.

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14 Competenze chiave per la cittadinanza attiva:  Imparare ad imparare  Progettare  Comunicare  Collaborare e partecipare  Agire in modo autonomo e responsabile  Risolvere i problemi  Individuare collegamenti e relazioni  Acquisire ed interpretare l’informazione Ispettore Tecnico Antonio Blandino

15 COMPETENZE  Apprendimento rilevante (matrice situazionista) : competenze all’interno di “pratiche d’uso”  “Capacità di mettere in moto e di coordinare le risorse interne possedute e quelle esterne disponibili per affrontare positivamente una tipologia di situazioni sfidanti” (Pellerey Nuova Italia Fi 2004)

16 COMPETENZE  “L’insieme delle buone capacità potenziali di ciascuno portate effettivamente al miglior compimento nelle particolari situazioni date” (Nuove Indicazioni D.Lg.vo 59/04) COMPETENZE

17 COMPETENZE  Definizione, con valore giuridico, che si registra nel “Documento Tecnico” allegato al decreto del 22 agosto 2007, recante il Regolamento sull’adempimento dell’obbligo dell’istruzione. Il Ministro riprende e fa proprie la definizione adottata nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 07/09/06 in materia di “Qualifiche e titoli”-Le competenze si legge, “indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e /o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia” COMPETENZE

18 Lo stesso testo definisce “Conoscenze e abilità” CONOSCENZE : CONOSCENZE : “indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche” “indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche”

19 Lo stesso testo definisce “Conoscenze e abilità” ABILITA’ : ABILITA’ : “indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare Know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi; le abilità sono descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti” “indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare Know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi; le abilità sono descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti”

20 Tutti i sistemi scolastici europei si interessano e porgono al centro le “competenze” come “strutture operativo - prestazionali” radicate nei saperi, funzionali sia alla maturazione dell’identità personale, sia come requisito indispensabile per l’inserimento efficace nel mondo del lavoro e nella vita adulta. La competenza dovrebbe significare il superamento della pura disciplinarietà, da cui trarre i nuclei fondanti e i linguaggi specifici al di là del ridondante contenutistico ed enciclopedico

21 AMBIENTE DI APPRENDIMENTO PER SVILUPPARE COMPETENZE Gizzeria (CZ), Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

22 Ambiente di apprendimento è il contesto in cui è possibile sviluppare competenze, e come tale deve prevedere :  un’azione costante di relazioni, micro e macro, tra le parti, ragazzi, insegnanti, genitori, tra i vari attori diretti e indiretti dell’azione educativa Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

23 Le ricerche cognitive, psicologiche, sociologiche che hanno costruito la nostra pedagogia (intelligenze multiple, differenze individuali, comprensione profonda, costruttivismo) ci hanno insegnato come rendere i nostri studenti partecipanti attivi della loro crescita. Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

24 La prospettiva è la seguente:  l’esperienza di apprendimento non è mai “ finita ”, tutte le esperienze servono per riflettere e per andare oltre (processi di riflessione continua)  La conoscenza non è innata, ma va costruita, non si esaurisce in una solo esperienza, né viene consumata in solitudine, ha bisogno di un contesto che richiede l’azione di competenze, che le sappia sollecitare. Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

25 Ambiente di Apprendimento Come realizzarlo? La pedagogia, dunque, ci invita a riflettere sulla società che vogliamo realizzare ed essere in continuo contatto con l’evoluzione L’allievo è un “apprendista” della conoscenza, impara “il pensare” e “l’agire” attraverso i contenuti disciplinari e la rigorosità delle discipline, applicando, sperimentando, realizzando i suoi progetti quotidiani. Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

26 Questi “apprendisti” operano in un ambiente che chiede loro di essere:  attivi, necessità di operare in modo attivo per risolvere problemi o produrre nuova conoscenza  riflessivi, poiché operano per costruire consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

27  cooperativi, per mettere in comune scoperte, distribuire la cognizione e le risorse nella classe con successo per tutti  culturali, in quanto viene chiesto loro di apprendere, negoziare, condividere e produrre un lavoro che è mostrato ad altri, sia nei processi che nella forma, necessario ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo. Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

28 L’ambiente di apprendimento, che si dovrebbe progettare intenzionalmente, al fine di formare competenza, considera quindi:  la natura attiva e strategica dell’apprendimento  il ruolo determinante della metacognizione, collegato all’apprendimento (consapevolezza e intervento sui processi cognitivi, che implicano un apprendimento intenzionale di essi)  la sfida per un apprendimento attraverso la ricerca, che arricchisca la comunità di classe di molteplici esperti, ruoli, risorse e una pratica e partecipazione guidate Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

29  una base dialogica forte - tra insegnati e allievi e tra allievi - fondata su discorsi condivisi, conoscenze comuni, significati e definizioni negoziate, disseminazione e appropriazione di idee  la legittimazione delle differenze, attraverso l’accesso indifferenziato alle pratiche, alle risorse, alle fonti per assumere il rispetto delle diversità negli apprendimenti. Assumono particolare significato le tecnologie, intese come strumento/ambiente capace di sostenere motivazione, riflessione problematica, formazione di competenze e personalizzazione degli apprendimenti Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

30  l’ apprendimento contestualizzato e situato, in quanto le attività che si svolgono nella comunità di pratiche sono finalizzate, nulla viene praticato senza uno scopo consapevole, dichiarato, condiviso, dove teoria e pratica sono viste sempre in azione. Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

31 Si assume il principio di ambiente costruttivista, che viene intenzionalmente progettato e costruito al fine di: 1. Stimolare il pensare negli allievi, che risulta evidente dall’apprendere significativo, dalla comprensione profonda e dal suo trasferimento nell’ambiente di vita-reale 2. Incoraggiare la costruzione della conoscenza attraverso i processi sociali dell’apprendere, selezionando compiti ed enfatizzando problemi mai definiti e domande di significato profondo Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

32 3. Assumere chiari obiettivi di contenuto e molteplici modi di rappresentare le idee chiave 4. Stimolare negli allievi le domande, la produzione di ipotesi e la verifica della loro validità 5. Sfidare ogni allievo con idee ed esperienze che generano conflitti cognitivi o disequilibri. Gli errori sono visti positivamente come opportunità per esplorare la comprensione teorica 6. Utilizzare tempo adeguato per riflettere attraverso forme differenti (articoli, dipinti, modelli, discussioni) e facilitare l’apprendimento teorico Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

33 7. Fornire ampie opportunità per dialogare con una comunità di discorso allargata (anche all’esterno della scuola) 8. Organizzare il lavoro degli allievi attorno a idee fondamentali, come i principi centrali di generalizzare e trasferire la comprensione attraverso altre discipline ed esperienze Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

34 COSTA Mario ha identificato dodici suggerimenti che gli insegnanti possono utilizzare per sviluppare disposizioni, all’interno di ambienti apprendimento: 1.Pianificare strategie. L’insegnate utilizza tre momenti (prima, durante e dopo le attività) per pianificare gli apprendimenti con gli studenti 2. Generare domande per la comprensione. Porre delle domande continue su come si sono attivati i processi di controllo e di previsione, i collegamenti che permettono il trasferimento tra processi e saperi, permettendo all’allievo di andare oltre la superficie della conoscenza Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

35 3.Operare scelte consapevoli. Gli inss. possono promuovere la metacognizione aiutando gli studenti a esplorare le conseguenze delle loro scelte. In questo modo loro saranno più capaci di mettere in relazione le loro scelte, le loro azioni e i risultati che raggiungono 4.Valutazione differenziata. E’ possibile chiedere allo studente di riflettere e categorizzare le proprie azioni e i processi cognitivi, seguendo differenti criteri 5.Acquisire fiducia. Invitare a valutare quanto è stato svolto e stimolare a ricercare feedback dai compagni Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

36 6.Bandire l’affermazione “io non posso”. Informare gli studenti che non è possibile utilizzare alcune affermazioni per giustificare la rinuncia al compito. Piuttosto aiutare a trovare quali informazioni, procedure, materiali sono necessari a svolgere il compito 7. Parafrasare le idee degli studenti o riflettere sulle idee. L’insegnante utilizza le forme di supporto verbale aiuta lo studente a capire il senso delle proprie affermazioni e il grado di comprensione che avviene negli altri. Chiedere di fare altrettando, aiuta gli studenti a formare un pensiero più efficace e lineare Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

37 8.Esplicitare (etichettare) i comportamenti degli studenti. Definire con un nome e una descrizione precisa il processo cognitivo che viene svolto dallo studente rende consapevole quest’ultimo di cosa sta agendo 9.Chiarire la terminologia degli studenti. E’ importante che l’insegnante aiuti lo studente a correggere il proprio linguaggio, trasformandolo via via in un linguaggio preciso. Questo permette di riconoscere con precisione i processi e i dialoghi interni, fornendo supporto all’acquisizione di consapevolezza Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

38 11. Compilare un diario di bordo. Chiedere agli studenti di compilare e tenere aggiornato un loro diario di bordo sulle esperienze di apprendimento realizzate nel corso dell’anno, implica la sintesi e l’utilizzo di forme simboliche che arricchiscono il bagaglio metacognitivo dello studente 12. Modellare comportamenti metacognitivi. Uno dei modi migliori per aiutare gli studenti ad asssumere atteggiamenti metacognitivi, è quello di utilizzare questi atteggiamenti durante l’insegnamento. Una delle forme più efficaci è fare quello che si chiede di fare Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

39 Una Proposta Finale a) Definire qual è una comprensione significativa, che merita di essere compresa a fondo dagli allievi, identificando argomenti o temi generativi, e organizzando il curricolo attorno ad essi b)Chiarire cosa gli studenti hanno bisogno di comprendere, attraverso l’articolazione esplicita di obiettivi centrati sulle comprensioni chiave c)Porre problemi che hanno bisogno dell’indagine per essere risolti e che coinvolgono l’applicazione continua delle idee chiave e delle procedure acquisite o incontrate nel contesto disciplinare Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

40 d) Incoraggiare l’apprendere degli studenti coinvolgendoli in prodotti di comprensione significativa, che richiedono di applicare, estendere e sintetizzare cosa si conosce e) Sostenere la motivazione ad apprendere fornendo compiti che implicano le connessioni con il mondo reale e le esperienze emotive degli allievi, stimolando l’utilizzo di fonti, supporti e strategie differenti (inclusi l’uso inclusivo, individualizzato e personalizzato delle tecnologie) Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO

41 f)Organizzare la classe in piccoli gruppi cooperativi in modo da applicare le caratteristiche specifiche che appartengono al cooperative learning, alla costruzione di fiducia e di comunità di apprendimento, allo sviluppo di un sistema di relazioni costruttive, al coinvolgimento delle emozioni nell’apprendimento g)Monitorare e promuovere il progresso degli “apprendisti”attraverso la valutazione continua delle loro attività, con criteri correlati direttamente agli obiettivi di comprensione (valutazione significativa) Dirigente Tecnico Antonio BLANDINO


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