La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Lorena Peccolo Dirigente Scolastico Lombardia 1 GLI OBIETTIVI STRATEGICI esempi.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Lorena Peccolo Dirigente Scolastico Lombardia 1 GLI OBIETTIVI STRATEGICI esempi."— Transcript della presentazione:

1 Lorena Peccolo Dirigente Scolastico Lombardia 1 GLI OBIETTIVI STRATEGICI esempi

2 Le esperienze e le riflessioni Il caso del BS dell’IC di Vimodrone l’ITC “Vittorio Emanuele II” di Bergamo L’IC di Verdellino –Bergamo I progetti Valutazione e Miglioramento, VSQ, VALES

3 Il BS dell’IC di Vimodrone L’ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA - dall’elaborazione di riferimenti e strumenti comuni di progettazione e valutazione - all’articolazione di supporti e al coordinamento per l’azione didattica in classe

4 e dunque 1- risorse: priorità e provenienza Organizzazione flessibile di classi e di gruppi  FIS: ore aggiuntive per progetti e competenze da sviluppare Innovazione delle tecnologie per la didattica: LIM in tutte le classi della sec. e primaria - Portatili in classe per alunni DVA e con DSA  Finanziamenti esterni: ricerca di sponsor

5 Esigenze particolari degli alunni  Riorganizzazione e ottimizzazione delle risorse di sostegno (da risposta individuale a quadro d’insieme dei bisogni formativi degli alunni DVA del plesso)  Assegnazione di educatori con finanziamenti comunali per interventi mirati su alunni con difficoltà o per gestione di gruppi in classe Arricchimento delle opportunità formative (piano attività didattiche)  finanziamento comunale – genitori

6 2 - organizzazione e incarichi Staff di coordinamento dei tre livelli di scuola  Supporto all’organizzazione dei gruppi docenti per -“tenuta” delle relazioni e collaborazioni -prefigurazione iniziative didattiche, loro monitoraggio, documentazione (“lettura comune” di ciò che avviene) -cura della motivazione a superare la rigidità della classe e operare a classi aperte

7 Funzioni strumentali  Supporto ai docenti su aspetti “delicati” della gestione del processo di insegnamento -Inclusività -Didattica orientativa -Valutazione apprendimenti e certificazione -Didattica Multimediale -Valorizzazione rapporti e risorse esterne -Specificità della scuola dell’infanzia e raccordo con le varie aree di progettazione

8 esempi inclusività: quali difficoltà hanno i docenti nel tener conto delle diversità e dei bisogni formativi dei loro alunni, come si rilevano le caratteristiche della classe e dei singoli alunni, come si gestisce la lezione e si articolano i gruppi perché tutti siano coinvolti nel processo di apprendimento, come ci si attrezza per rispondere ad esigenze specifiche, quali risorse utilizzare e quali buone pratiche condividere, come valutare i progressi nell’inclusività e quali forme di riflessione e responsabilizzazione dei docenti e degli alunni, … didattica multimediale: opportunità di utilizzo della LIM e di uso di software per la didattica, preparazione comune di percorsi e attività didattiche, scambi tra docenti e osservazione di colleghi, modi di archiviazione e di consultazione di siti, i libri di testo digitali, la documentazione delle attività didattiche multimediali, le forme di apprendimento degli alunni e gli spazi di iniziativa degli alunni, monitoraggio e valutazione dell’utilizzo dei laboratori, …

9 valutazione dei processi di apprendimento e certificazione competenze: come viene effettivamente programmata la formazione delle competenze disciplinari, quali forme e strategie didattiche sono più efficaci per attivare le competenze previste, quale raccordo tra preparazione della lezione – gestione della lezione – valutazione dell’efficacia della lezione – valutazione degli esiti; quali strumenti di rilevazione delle competenze, quali idee di “buona” lezione, quali scopi e modalità di assegnazione di compiti di lavoro individuali, quale utilizzo da parte dei docenti in classe dei criteri e degli strumenti di valutazione adottati a livello collegiale, quale documentazione della preparazione delle lezione e dei suoi esiti; quali raccordi tra valutazione degli alunni da parte dei docenti e rilevazioni dell’Invalsi, cosa e come comunicare agli alunni e alle loro famiglie, quali forme di raccordo con la scuola superiore per la certificazione delle competenze …

10 didattica orientativa: come nel processo di ins. - apprendimento gli alunni sviluppano le proprie potenzialità, come e in quali contesti operativi i docenti creano opportunità di sviluppo delle competenze trasversali, quali sono le forme di riflessione sul processo di apprendere che consentono sviluppo di capacità metacognitive, quali azioni formative vengono attivate per l’autonomia di lavoro e la costruzione del metodo di studio, quali spazi e strumenti vengono attrezzati per l’autovalutazione, quali consapevolezza viene data circa gli aspetti da migliorare su cui fondare il patto formativo con gli alunni e la famiglia, …

11 valorizzazione dei rapporti e delle risorse esterni, analisi aggiornata del nostro contesto: le opportunità e i vincoli del territorio comunale e di quello della metropoli, la relazione con gli altri soggetti che operano con i nostri alunni in particolare gli educatori degli oratori, le reti da gestire e sviluppare, la partecipazione alle iniziative del contesto, rendere visibile e partecipata la vita della scuola (eventi e mostre, documentazione …), la comunicazione all’esterno, la relazione con i genitori e la collaborazione con il Comitato dei genitori, l’analisi della valutazione della scuola da parte dell’esterno, il raccordo con altre scuole, l’integrazione degli alunni nel contesto sociale, le caratteristiche del tempo di vita e di scuola dei nostri alunni

12 Referenti di ambito disciplinare e fasce di età della scuola dell’infanzia  raccordo della progettazione didattica: scelte dei contenuti, modalità di attuazione dei percorsi, prove comuni, scambi e confronti sulla didattica -Matematica primaria e secondaria -Scienza primaria e secondaria -Italiano primaria e secondaria -Storia – geografia primaria e secondaria (coordinamento in verticale per le altre discipline) - Percorso dei tre anni, dei quattro e dei cinque

13 Dirigente scolastico  coordinamento, assegnazione e monitoraggio incarichi, predisposizione materiali per la riflessione comune, gestione e rendicontazione dell’utilizzo delle risorse, analisi processi e sviluppi, costruzione unitarietà e convergenza sugli obiettivi tra il personale,  la priorità data alla didattica e agli esiti formativi implica che il dirigente si avvicini alla vita nelle classi e dunque organizzi osservazione di lezioni e di processi di apprendimento con protocolli e strumenti condivisi con i docenti e con lo scopo di fornire elementi di riflessione comuni; la pratica di osservazione tra pari potrebbe diventare una stabile modalità di formazione dei docenti e non solo, come ora, di quelli in anno di prova.

14 1. Garantire a tutti gli alunni adeguata acquisizione delle competenze dell’ambito della MATEMATICA E LINGUA ITALIANA con riferimenti a percorsi formativi del curricolo in verticale della scuola, agli esiti Invalsi, al contesto socioculturale, ai punti di partenza e potenzialità di ogni alunno GLI OBIETTIVI STRATEGICI

15 2. Garantire a tutti gli alunni adeguato sviluppo delle competenze trasversali con riferimenti alla descrizione delle competenze trasversali del curricolo di scuola e ai relativi profili delineati, alle caratteristiche del gruppo classe inteso come gruppo di lavoro, alle caratteristiche di ogni singolo alunno

16 3. Garantire agli alunni opportunità di sviluppo della creatività considerare la creatività come un atteggiamento nei confronti del reale: educazione all’attenzione, nel senso di educare la mente a essere pronta e sensibile a “cogliere”, capire e cercare significati non scontati. attrezzarsi di strumenti affinché le possibilità espressive e la connessione della mente alle aree emotive non siano vacue o stereotipate ma produttive di conoscenza di sé e degli altri, disponibilità ad elaborare percezioni, informazioni, conoscenze, pazienza nel cercare di dare “forma” alle emozioni

17 L’ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA 4 – Garantire coordinamento, supporto e strumenti ai docenti per l’inclusività e la costruzione di ambienti di apprendimento  Adottare strumenti e supporti per l’inclusività: analisi, definizione di strategie, monitoraggio, valutazione  Garantire a tutte le classi un clima positivo di lavoro: rilevazione delle forme di attivazione degli alunni da parte dei docenti, progettazioni mirate ai casi in difficoltà, rilevazione della capacità della classe di operare come gruppo di lavoro

18 5. Lo Sviluppo organizzativo della scuola: consolidare e incrementare la leadership distribuita e i rapporti fiduciari con l’esterno  condivisione e assunzione di responsabilità nei diversi livelli collegiali e negli spazi individuali del ruolo;  impegno nello sviluppo delle relazioni con i genitori e il territorio

19 La delineazione degli obiettivi strategici all’ITC “V.ttorio E. II”: l’analisi dei problemi 1 – sulla base della trasformazione del mondo del lavoro è da riconfigurare il profilo di uscita degli studenti

20 2 – le esperienze di formazione in contesti esterni alla scuola e specialmente nel mondo del lavoro non sono marginali ma centrali nella progettazione dell’istituto e dei consigli di classe 3 – i dati della valutazione e il confronto con gli esiti Invasi rilevano criticità, disparità e incongruenze nella valutazione e dunque nella progettazione didattica: costruire l’unitarietà del processo formativo


Scaricare ppt "Lorena Peccolo Dirigente Scolastico Lombardia 1 GLI OBIETTIVI STRATEGICI esempi."

Presentazioni simili


Annunci Google