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1 1 – Caratteristiche di un materiale isolanteCaratteristiche di un materiale isolante 2 – Isolanti gassosiIsolanti gassosi 3 – Isolanti liquidiIsolanti.

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1 1 1 – Caratteristiche di un materiale isolanteCaratteristiche di un materiale isolante 2 – Isolanti gassosiIsolanti gassosi 3 – Isolanti liquidiIsolanti liquidi 4 – Isolanti solidiIsolanti solidi Materiali isolanti Bozza – 7 Marzo 04 Costruzioni elettromeccaniche a.a

2 2  sollecitazioni dielettriche con gradienti di tensione relativamente elevati  sollecitazioni termiche  sollecitazioni meccaniche cicliche dovute: dilatazione del rame e del ferro vibrazioni dovute alla corrente alternata o al moto delle parti in movimento sforzi elettrodinamici di breve durata, ma molto intensi, dovuti alle sovracorrenti  deterioramento chimico reso attivo dai valori relativamente elevati della temperatura Sollecitazioni nei materiali isolanti Caratteristiche di un materiale isolante

3 3 ottime qualità dielettriche elevata rigidità basse perdite dielettriche buone qualità termiche buona conducibilità termica buona resistenza al calore buone qualità meccaniche resistenza agli sforzi sufficiente elasticità resistenza all’abrasione adesione al rame buone qualità chimiche elevata stabilità chimica inattaccabilità dai prodotti della ionizzazione tempo di vita elevato fabbricabilità i materiali impiegati debbono permettere la realizzazione dell’isolamento senza eccessive difficoltà o tempi di lavorazione debbono consentire la realizzazione dell’isolamento senza vuoti interni ed aderente al rame anche nelle parti curve costo accettabile Qualità richieste ai materiali isolanti

4 4 La grandezza di tipo elettrico che sollecita un materiale isolante, definita come sollecitazione dielettrica, è il campo elettrico E [V/m]. Quando la sollecitazione dielettrica è troppo elevata provoca un danneggiamento temporaneo o permanente (dipende dal tipo di materiale) dell’isolante che compromette la funzionalità della macchina di cui l’isolante stesso è inserito. Si definisce come rigidità dielettrica E r [V/m] di un materiale il massimo valore della sollecitazione dielettrica che può essere applicata senza danneggiamenti. Si ricorda che: il campo elettrico in un materiale isolante dipende dalla tensione applicata V e dalla geometria del materiale: E =  V. il campo elettrico è proporzionale alla tensione applicata in un materiale omogeneo esso non dipende dalla permettività  del materiale stesso Sollecitazione dielettrica e rigidità dielettrica

5 5  Il dimensionamento dielettrico di un materiale isolante consiste nel determinarne la geometria in modo che la sollecitazione dielettrica non provochi danneggiamenti; questo significa che le dimensioni e la forma del materiale debbono essere tali per cui la sollecitazione dielettrica sia inferiore alla rigidità dielettrica: E < E r.  Poiché la sollecitazione dielettrica E dipende dalla tensione applicata V, è ovvio che il dimensionamento deve essere fatto in relazione ad un ben determinato valore della tensione applicata.  Si definisce livello d’isolamento il valore della tensione applicata che determina il dimensionamento dielettrico di un materiale isolante. Dimensionamento dielettrico

6 6 Il livello d’isolamento di solito è superiore (spesso molto superiore) al valore della tensione nominale, e questo perché:  il dimensionamento dell’isolante deve tener conto delle sovratensioni, di lunga durata o transitorie, che possono sollecitare la macchina in particolari condizioni d’esercizio o per effetto di anomalie.  è in relazione con l’affidabilità che si intende dare all’apparecchiatura: maggiore sicurezza  livello d’isolamento più alto Il corretto dimensionamento di un isolamento viene verificato con prove di collaudo in laboratorio applicando all’isolamento in prova le tensioni previste dal livello d’isolamento; per questo il “livello d’isolamento” indica di solito le tensioni di prova che la macchina o l’apparecchiatura deve reggere senza danneggiamenti. Livello d’isolamento

7 7 Sovratensioni Sovratensioni di origine esterna: sono sostanzialmente di origine atmosferica  fulminazione diretta  fulminazione indiretta (sovratensioni indotte in linea) Sono caratterizzate da:  livelli energetici e di tensione non correlati alle caratteristiche nominali del sistema elettrico su cui incidono.  durata dei fenomeni dell’ordine delle decine di  s. Le sovratensioni che possono sollecitare una macchina od una apparecchiatura elettrica sono quasi sempre trasmesse dalla linea aerea cui la macchina è collegata. Esse possono essere suddivise in due categorie:  sovratensioni di origine esterna  sovratensioni di origine interna o di manovra

8 8 Sovratensioni atmosferiche fulminazione indiretta fulminazione diretta

9 9 Fulminazione indiretta in prossimità di una linea in alta tensione

10 10 Fulminazione diretta in una linea ad alta tensione

11 11 Fulminazione diretta in una linea in bassa tensione

12 12 Fulminazione diretta in linee aeree in bassa tensione

13 13  dovute alla morfologia del sistema o di alcuni suoi componenti (esclusi gli interruttori). Sono fenomeni transitori oscillanti, poco smorzati, con armoniche o sottoarmoniche della fondamentale, prodotte da distacchi di carico messa in tensione di linee o trasformatori ferrorisonanza guasti a terra  prodotte dai fenomeni di interruzione. Sono fenomeni transitori di solito fortemente smorzati, e sono prodotte da: interruzione di carichi induttivi o capacitivi; variazioni di carico; interruttori non perfettamente messi a punto; apertura di sezionatori lenti, specialmente in stazioni blindate isolate in SF 6. Sovratensioni di origine interna o di manovra

14 14 Esempi di sovratensioni interne Ferrorisonanza V (pu) t (ms) Sovratensioni di manovra 50 ms

15 15 Onde doppio-esponenziali VcVc V c / 2 tftf tctc t V V c : valore di cresta t f : tempo di fronte t c : tempo di coda La forma d’onda viene caratterizzata riportando il rapporto t f / t c e la polarità; ad esempio: onda 1/50  s, pol. pos. Le tensioni impulsive di tipo doppio-esponenziale sono le sollecitazioni che più frequentemente vengono utilizzate in laboratorio per simulare le sovratensioni d’esercizio.

16 16  nelle prove di laboratorio vengono applicate all’isolamento in prova delle sovratensioni che cercano di simulare le reali sovratensioni che si hanno in esercizio.  il comportamento di un isolante nei confronti delle sovratensioni dipende anche dalla forma d’onda della tensione applicata.  è quindi importante che le sovratensioni applicate in laboratorio simulino con sufficiente precisione le sovratensioni che si verificano in esercizio.  in sede internazionale si è convenuto di utilizzare (salvo decisioni diverse in relazione a particolari esigenze) tre tipi di sovratensioni sovratensioni a frequenza industriale (50 Hz) onde doppio-esponenziali di breve durata (es. 1/50  s) per simulare le sovratensioni atmosferiche: vengono definite impulsi atmosferici (IA) onde doppio-esponenziali di durata maggiore (es. 200/3000  s) per simulare le sovratensioni di origine interna, definite impulsi di manovra (IM) Sovratensioni in laboratorio

17 17 Per livello d’isolamento s’intendono i valori delle tensioni di prova che le macchine ed apparecchiature elettriche debbono reggere senza danneggiamenti durante le prove di collaudo che si svolgono in laboratorio. In ambito internazionale si sono normalizzati i livelli d’isolamento, distinguendo i sistemi in due categorie:  Categoria I : sistemi in cui la tensione più elevata V m per i componenti è compresa fra 1 kV e 245 kV  Categoria II : sistemi in cui la tensione più elevata V m per i componenti è compresa fra 300 kV e 765 kV Il livello d’isolamento nelle norme internazionali

18 – 395 – – 950 – – – – – – , – – – 9517, – 75 – – 607, ,6 Tensione di tenuta a frequenza industriale (kV) Tensione di tenuta a impulso (kV c ) V m (kV) Livelli di tensione normalizzati per componenti in sistemi di I categoria Per impulso s’intende una tensione impulsiva del tipo 1/50  s

19 19 V m (kV) Tensione di tenuta fase-terra a impulso di manovra (kV c ) Tensione di tenuta fase-terra a impulso atmosferico (kV c ) – – – – 950 – – 1175 – 1300 – – 1050 – – 1300 – 1425 – – 1425 – – 1800 – 1950 – 2100 Livelli di tensione normalizzati per componenti in sistemi di II categoria

20 20 Da un punto di vista costruttivo il progettista di macchine elettriche deve dimensionare il relativo isolamento in modo che esse superino le prove con i livelli d’isolamento prescritti. Si deve comunque tener presente che le prove eseguite in laboratorio sono comunque convenzionali, e simulano solo in parte le reali sollecitazioni d’esercizio; inoltre i loro risultati sono in larga parte aleatori, per cui necessitano di un delicato e difficile approccio statistico. Questo significa che, in relazione a particolare esigenze del sistema in cui la macchina deve essere inserita, l’esperienza dei progettisti può suggerire livelli di isolamento diversi da quelli indicati nelle norme, e prove diverse da quelle usuali. Queste diverse prove, le modalità della loro esecuzione e i relativi livelli d’isolamento sono descritte nel capitolato di prova, proposto dal committente ed accettato dal costruttore. Il livello d’isolamento costituisce comunque un dato essenziale per il progetto di una macchina elettrica Capitolato di prova

21 21  rigidità dielettrica E r [V/m]  permettività  =  r  0 [F/m] (  0 = 8,86· F/m)  fattore di perdita tan  I V  I V La rigidità dielettrica è essenzialmente un parametro aleatorio la cui determinazione, che deve essere fatta su base statistica, presenta una elevata dispersione. Essa inoltre dipende da numerosi fattori: forma d’onda e durata della tensione applicata geometria dell’isolante e degli elettrodi caratteristiche fisico-chimiche del materiale presenza di impurità nel materiale (umidità, gas, residui ecc.) sollecitazioni termiche e meccaniche applicate al materiale Caratteristiche dielettriche di un materiale isolante

22 22 Isolanti gassosi Tra gli isolanti gassosi impiegati nell’industria elettrica i più importante sono certamente i seguenti: Isolamenti interni di isolatori passanti, interruttori, TV capacitivi, blindosbarre Gas elettronegativi (esafluoruro di zolfo SF6) Linee aerere, isolamenti esterni di isolatori passani, interruttori, TV e TA Aria ApplicazioniGas Possiamo citare anche l’idrogeno impiegato come fluido di raffreddamento in macchine sincrone di grande potenza

23 23  In teoria gli isolamenti gassosi sono autoripristinanti, nel senso che riacquistano le loro proprietà dielettriche dopo che si sia verificata una scarica elettrica.  Questa loro proprietà deriva dal fatto che le molecole deteriorate dal processo di scarica (particelle ionizzate, alterate chimicamente, ecc.) vengono, per effetto dei moti interni del gas, rapidamente sostituite dalle molecole circostanti non alterate.  Questo processo di ripristino viene ostacolato quando il gas, in quantità limitata, è contenuto in un ambiente chiuso (cassoni di rivestimento di macchine elettriche, interruttori, blindosbarre, ecc.).  quindi l’unico isolante gassoso realmente autoripristinante è l’aria, che costituisce l’isolamento verso terra e fra le fasi, sia di bassa che di altissima tensione, delle linee aeree e delle sbarre di centrali e sottostazioni elettriche, e di alcune parti delle macchine ed apparecchiature elettriche. Isolamenti autoripristinanti

24 24 Esempi di isolamenti in aria isolamento verso terra isolamento fre le fasi

25 25 scarica in aria scarica lungo la catena di sospensione d Esempi di scarica in aria

26 26  la permettività relativa dell’aria e circa uguale ad 1  in quanto autoripristinante l’aria non presenta problemi d’invecchiamento  la tensione di scarica (e quindi la rigidità dielettrica) è un parametro aleatorio e quindi necessita di un approccio statistico basato sulla determinazione della caratteristica di scarica che esprime la probabilità di scarica p(V) in funzione del valore di cresta della tensione applicata  la caratteristica di scarica degli isolamenti in aria è molto bene approssimata dalla distribuzione cumulata di Gauss: V 50 : tensione di scarica 50% ;  : dispersione quasi sempre è:  = 2 – 3 % per gli impulsi atmosferici 5 – 6 % per gli impulsi di manovra Caratteristiche dielettriche dell’aria

27 27 Caratteristica di scarica in aria , ,5 0,5 69,5 85 9, p (%) V V 50 VtVt ptpt p t : probabilità di scarica accettata V t = f(p t ) : tensione di tenuta V 50 : tensione di scarica 50%

28 ,5 1,5 2,5 1 2 V 50 (MV) d (m) dalla caratteristica di scarica V t = f (p t ) distanza d’isolamento in aria Determinazione della distanza d’isolamento in aria d

29 29 Si ricorda che la V 50 dipende da:  forma d’onda e polarità della tensione applicata (la V 50 con polarità positiva è considerevolmente più bassa di quella con pol. negativa).  configurazione degli elettrodi e vicinanza di terre  condizioni ambientali (temperatura e pressione atmosferica e presenza di pioggia) d (m) V 50 (MV) d V 50 in funzione della distanza con pol. positiva nella configurazione asta-piano imp. atmosferici imp. di manovra Fattori che influenzano la tensione di scarica 50%

30 30 Esafluoruro di zolfo SF6 F F F F F F S La molecola dello SF6 è fortemente elettronegativa: cattura gli elettroni liberi, rallentando la formazione delle valanghe elettroniche che sono il primo stadio del processo di scarica.  ha eccellenti proprietà dielettriche; la sua rigidità, in condizioni comparabili e 2,5 – 3 volte quella dell’aria. Ad esempio con campo uniforme alla distanza d = 10 mm ed alla pressione di 1 bar si ha: aria E r = 3 kV/mm ; SF6 E r = 9 kV/mm  è un ottimo agente di estinzione dell’arco elettrico, e la sua efficacia può essere valutata in 10 volte quella dell’aria

31 31  ha una buona conducibilità termica ed una eccellente stabilità termica  è inodore, incolore e non tossico e non provoca effetti fisiologici specifici (in ambienti saturi di SF6 può verificarsi una carenza di ossigeno)  i sottoprodotti della sua decomposizione (in particolare l’acido fluoridrico) possono essere dannosi per le apparecchiature, per cui necessita di opportune precauzioni  poiché è utilizzato in contenitori chiusi, la scarica elettrica porta ad un deterioramento delle sue qualità dielettriche che può essere limitato con opportuni trattamenti Caratteristiche dell’esafluoruro di zolfo e campi d’impiego  interruttori  isolatori passanti  blindosbarre  TV capacitivi  apparecchiature elettroniche caratteristiche applicazioni

32 32 Apparecchiatura in SF6 Interruttore trifase per alta tensione blindosbarre TV capacitivo per alta tensione

33 33 Stazione blindata a 145 kV con isolamento in SF6

34 34 Isolanti liquidi Gli isolanti liquidi utilizzati nelle macchine ed apparecchiature elettriche sono essenzialmente degli oli, di diversa origine e composizione:  Oli minerali, derivati del petrolio  Idrocarburi di sintesi  Oli siliconici  Esteri organici L’olio isolante, in unione con la carta (cellulosa pura), costituisce il sistema isolante (carta-olio) principale per apparecchiature di grande potenza ed in alta tensione, quali trasformatori, isolatori passanti, cavi, condensatori.

35 35 Rigidità dielettrica e resistività di massa elevate. Basse perdite dielettriche. Elevata o bassa costante dielettrica. Conducibilità termica e calore specifico elevati. Stabilità chimica e buon assorbimento dei gas. Bassa viscosità a bassa temperatura. Bassa volatilità ed elevato punto di accensione. Basso potere solvente e bassa densità. Buone capacità di estinzione dell’arco. Bassa attitudine a formare gas (gassing). Non infiammabile, non tossico. Basso impatto ambientale. Economico e facilmente reperibile. Qualità richieste ad un olio isolante

36 36 resistenza al fuoco, caratteristiche dielettriche e termiche apparati elettronici formazione di carbone, resistenza all’arco interruttori caratteristiche dielettriche, stabilità termica, gassing, alta permettività condensatori caratteristiche dielettriche, gassing, bassa permettività, bassa viscosità cavi caratteristiche dielettriche, gassing, bassa permettività passanti stabilità chimica, calore specifico, resistenza al fuoco trasformatori Caratteristiche importantiApplicazione Applicazioni e relative caratteristiche da prendere in considerazione

37 37 trasformatoricondensatoriEsteri organici condensatoritrasformatoriOli siliconici trasformatoricavi - condensatoriIdrocarburi di sintesi tutti i componentiOli minerali Uso sperimentaleUso normaleMateriale Campi di impiego dei principali liquidi isolanti Fra gli idrocarburi alogenati ricordiamo i PCB (Policlorobifenile) il cui uso è vietato (direttiva 96/59/CE) per il loro impatto ambientale.

38 38 Olio Densità a 20°C (kgm 3 ) Viscosità a 20 °C (eSt) Punto di rammollimento (°C) Classe I Classe II Classe III 872 6,5-60 Derivano dalla distillazione frazionata del petrolio; le Norme IEC li suddividono in tre classi, adatte per diverse temperature ambientali Viscosità (cSt) Temperatura (°C) Oli minerali

39 39 D d Caratteristiche dielettriche di un olio minerale 2,1  2,5 permettività ( a 90 °C) 20  2000resistività ( 90 °C) (G  m) 1  5·10 -3 tan  ( a 90°C) 140  160 tensione di scarica ad impulso (kV), punta-piano d = 25 mm 60  70 tensione di scarica (kV), sfere IEC D = 2,5 mm Valori tipiciProprietà

40 d (cm) V c (kV) 1/60  s 1/2100  s 50 Hz  d  = 50 mm Tensione discarica (valori di cresta) tra sfere in olio Tensione di scarica di un olio minerale per trasformatori  la rigidità dielettrica dell’olio dipende dalla forma d’onda della tensione applicata  la rigidità dielettrica diminuisce all’aumentare della distanza fra gli elettrodi

41 41 Idrocarburi di sintesi Vengono usati idrocarburi olefinici ed idrocarburi alchil-aromatici. Rispetto agli oli minerali essi hanno: una composizione più riproducibile ed una chimica più semplice caratteristiche dielettriche migliori Proprietà dielettricheOlefineAlchil-benzeni tensione di scarica (kV), sfere IEC D = 2,5 mm>80 tensione di scarica ad impulso (kV), punta-piano d = 25 mm (+) ; 312 (-) tan  (a 90°C)6·10 -3  3· ·10 -4 resistività (a 90 °C) (T  m) ---1 permettività (a 90 °C) 2,1  2,3 2,15

42 42 Gli oli siliconici sono derivati dalla chimica del silicio, con elevata stabilità termica e temperatura di infiammabilità > 340 °C. Hanno costante dielettrica pari a 2,7 - 3 Le loro caratteristiche dielettriche sono paragonabili a quelle degli oli minerali. Gli esteri organici hanno caratteristiche dielettriche meno buone degli oli isolanti. Presentano, invece, ottima stabilità termica e costante dielettrica più elevata (2,9 - 4,3). Oli siliconici ed esteri organici 2,7permettività ( a 90 °C) 0,5  1resistività ( 90 °C) (T  m) 1·10 -4 tan  ( a 90°C) 80 (+) – 270 (-) tensione di scarica ad impulso (kV), punta-piano d = 25 mm 35  60 tensione di scarica (kV) (prime scariche), sfere IEC D = 2,5 mm Valori tipiciProprietà dielettriche

43 43 Effetto delle impurezze nell’olio per trasformatori  Le caratteristiche dielettriche di un olio fluido dipendono in larga misura dal contenuto di impurità (difficilmente valutabile in esercizio) soprattutto quando presenti sotto forma di gas o umidità  in particolare la presenza di acqua, quando presente in discreta quantità (superiore a 20 p.p.pm.) può ridurre considerevolmente la rigidità dielettrica dell’olio E r (%) Acqua nell’olio (p.p.m.) valori massimi valori minimi Rigidità dielettrica di un olio minerale in funzione del contenuto di acqua

44 44 Umidità contenuta in un olio minerale in funzione dell’umidità dell’aria con cui è a contatto È quindi evidente che:  bisogna evitare che l’olio isolante venga a contatto con l’aria  occorre effettuare un accurato procedimento di degasificazione ed essiccazione dell’olio prima della messa in servizio della macchina Umidità relativa dell’aria (%) a 25°C Contenuto d’acqua (p.p.m.) 80 °C 60 °C 40 °C 25 °C temperatura dell’olio

45 45 gas che si formano: idrogeno, idrocarburi leggeri (etano, metano, etilene, acetilene), monossido e biossido di carbonio motivi per cui si formano:  guasti elettrici (cedimento degli isolamenti e conseguente scarica): in questo caso si possono avere quantitativi importanti di gas ed intervento del relé Bucholz.  ridotta compatibilità fra olio ed altri materiali (vernici isolanti e metalli possono esaltare il fenomeno).  degradazione della cellulosa (isolamenti in carta-olio) o dell’olio per effetto dell’invecchiamento  elevata idrogenazione dell’olio (l’idrogeno nell’olio viene aggiunto per aumentarne la stabilità nei confronti dei processi ossidativi) È importante verificare che l’olio nelle condizioni di esercizio abbia una ridotta capacità di formazione di gas. Formazione di gas nell’olio per trasformatori

46 46 vasca di contenimento dell’olio L’olio isolante è comunque un materiale ad alto rischio d’incendio, per cui e necessario adottare opportune precauzioni, soprattutto quando in elevata quantità, come ad es. nei grossi trasformatori

47 47

48 48 MaterialeApplicazioni Carta e cartoni di cellulosa Trasformatori, condensatori, TV, TA, isolatori passanti (*) Gomme naturali e sinteticheCavi, macchine elettriche Materiali polimerici (film sottili, pressofusioni, materiali estrusi, resine, vernici, smalti) Macchine rotanti, trasformatori, cavi, apparecchiature elettroniche, accessori Materiali impregnatiMacchine elettriche, condensatori Materiali inorganici (mica)Macchine rotanti Porcellane Isolatori portanti, isolamento esterno di passanti, TV, TA, interruttori ecc VetroIsolatori per linee aeree Isolanti solidi (*) - La carta di cellulosa viene di solito utilizzata impregnata con l’olio isolante; il sistema composito carta-olio [vedi “Sistemi isolanti”] è l’isolamento utilizzato per le apparecchiature in alta ed altissima tensione (trasformatori, cavi, ecc.) Gli isolanti solidi hanno una vastissima applicazione nell’industria elettrica ed elettronica, sia in bassa che in alta tensione; nella tabella che segue sono indicate alcune di queste applicazioni:

49 49  hanno una rigidità elettrica molto elevata, fino ad oltre 200 kV/mm, il che permette di ridurre le dimensioni del sistema isolante  hanno una permettività compresa fra 1,5 ÷ 2,5 (materiali non polari) ad oltre 6 (materiali polari) 30  120  4,5 Vetro 20  384,5  6 Porcellana 50  1003  4 Smalti 10  403  4 Resine sintetiche 120  1402,2  2,5 Materiali polimerici 15  253  4,5 Gomme (naturali e sintetiche) 20  252  2,5 Carta aramidica secca 7  301,6  2 Carta di cellulosa secca E r (kV/mm) rr materiale Valori tipici di alcuni materiali isolanti solidi Caratteristiche dielettriche

50 50  in un materiale isolante solido ogni danneggiamento, anche minimo, dovuto a qualsiasi causa, è un danneggiamento permanente; gli isolanti solidi subiscono dunque un progressivo deterioramento dovuto sia alla loro vita operativa ma anche alle condizioni della loro preparazione o conservazione in magazzino.  il deterioramento che si verifica durante la vita operativa è dovuto alle varie sollecitazione cui l’isolante è sottoposto: meccaniche (vibrazione, sforzi), elettriche, chimiche, ambientali, radiazioni, polveri, termiche, ecc…  fra tutte queste sollecitazioni, quella che viene ritenuta la più importante è quella termica (temperatura di funzionamento), anche perché un’elevata temperatura accelera il processo di degrado dovuto alle varie sollecitazioni È quindi molto importante stabilire la massima temperatura cui un isolante può essere sottoposto, e questo significa che il dimensionamento di un isolamento solido è in realtà un problema di dimensionamento termico. Sollecitazione termica

51 51 Temperatura massima di servizio  la massima temperatura di servizio T m è quella che, applicata permanentemente al materiale per tutta la durata della vita operativa, determina, un tempo di vita pari a quello di progetto t p. TmTm t tptp T  questa definizione implica un ciclo termico in cui la temperatura è costante per tutta la durata della vita operativa:

52 52 Curva di vita termica La determinazione della massima temperatura di servizio viene fatta sulla base della curva di vita termica determinata sperimentalmente con prove di vita accelerate. Viene di solito seguito il modello di Arrhenius che fornisce l’equazione

53 53 Durante la sua vita operativa un materiale isolante è in genere sottoposto a carichi variabili nel tempo in relazione a  passaggio da vuoto a carico  diverse condizioni operative  sovraccariche di breve durata dovuti a guasti od anomalie La temperatura del materiale è quindi non costante nel tempo, e in alcuni casi si ha T > T max ; questo determina una durata di vita effettiva minore di quella di progetto: t eff < t p l’andamento della temperatura può essere schematizzato in n cicli termici della durata t i e temperatura T i, mentre l’effettivo valore della vita operativa può essere calcolato con l’equazione di Miner t tptp T T max titi t eff TiTi i- esimo ciclo Equazione di Miner

54 54 Classe termica Quando la massima temperatura di funzionamento non sia determinata sulla base di una curva di vita termica determinata con prove d’invecchiamento accelerato, si fa riferimento alla classe termica (detta a volte classe d’isolamento) del materiale isolante stabilita dalle Norme IEC; Temperatura massima ammissibile in regime permanente T m T m (°C) HFBEAYClasse IEC Pubblicazione IEC 58, 1984 I valori di temperatura indicati sono desunti dall’esperienza dei progettisti, in base alla quale si può ottenere una durata di vita operativa soddisfacente quando l’isolante sia sollecitato da una temperatura T  T m.

55 55 Si deve tener presente che: la temperatura massima ammissibile di un materiale, e quindi l’appartenenza ad una classe termica, dipende fortemente dalle sollecitazioni (elettriche, meccaniche, chimiche, ecc…) cui è sottoposto: un dato materiale quindi, può appartenere a diverse classi termiche in relazione alle sollecitazioni d’esercizio. il deterioramento di un materiale isolante può essere determinato, altre che dalla temperatura, da numerosi altri fattori, quali stress elettrici o meccanici, vibrazioni, danneggiamenti atmosferici o chimici, polveri, radiazioni; questo fatto, in relazione a particolari esigenze di servizio, può consigliare il progettista di adottare temperature massime ammissibili inferiori a quelle indicate dalle Norme.

56 56 il corretto dimensionamento del sistema isolante di una macchina deve tendere ad assicurare la stessa durata di vita operativa per ogni singolo componente del sistema stesso; questo significa che i vari componenti, in relazione alle diverse sollecitazioni cui è sottoposto, possono avere una diversa temperatura massima ammissibile. quindi la massima temperatura ammissibile T m deve intendersi come la temperatura del singolo materiale isolante e non quella dell’intera macchina Olio nella parte superiore della macchina 65 – 70Avvolgimenti (classa A) Sovratemperatura ammessa (°C)Parte della macchina Ad esempio le Norme CEI prescrivono per un trasformatore immerso in olio

57 57 Apparecchiature con isolamento esterno in porcellana (TA, TV, passanti, interruttori) Isolamenti in porcellana Porcellane per l’isolamento esterno di apparecchiature in alta tensione

58 58 Linea aerea 220 kV con isolatori di sospensione in vetro

59 59 Isolatori in vetro temprato Isolatore di sospensione tipo “cappa e perno” Isolatore portante

60 60 I materiali polimerici hanno un larghissimo impiego come isolanti nelle apparecchiature e nelle macchine sia in bassa che in alta tensione. (per le macchine in alta o altissima tensione il materiale isolante che offre maggiori garanzie è ancora il sistema carta-olio) Il loro largo impiego è motivato da:  ottime caratteristiche dielettriche e termiche (il PTFE è un isolante in classe 250 e i poliammidi (nylon) in classe H; questi ultimi vengono utilizzati anche come tessuti antifiamma)  basso costo  ottime caratteristiche di lavorabilità: i materiali termoplastici diventano plasmabili al crescere della temperatura; sono quindi lavorabili a caldo per stampaggio, estrusione, ecc. i polimeri termoindurenti devono essere modellati nella loro forma definitiva prima del processo di polimerizzazione; dopo non è possibile modificarne la forma agendo sulla sola temperatura. Materiali polimerici

61 61 Per un materiale isolante polimerico sono importanti alcune temperature:  per l’esercizio: temperatura massima ammissibile (classe termica) temperatura di transizione vetrosa T g Per T > T g il polimero è plastico ; per T < T g il polimero diventa duro e fragile, inadatto a sopportare gli sforzi meccanici che derivano, ad es., da brusche variazioni di carico  per la lavorabilità: temperatura di fusione T f temperatura di rammollimento T ram Caratteristiche termiche di un isolante polimerico

62 62 Sigle Iso per i materiali polimerici  i materiali polimerici sono commercializzati con denominazioni create dai produttori: quindi si hanno diverse denominazioni commerciali per lo stesso prodotto.  per individuare un prodotto senza equivoci è necessario utilizzare la denominazione chimica, che di solito è complessa  in ambito internazionale (ISO: International Standard Organization) sono state definite delle sigle, di utilizzo comune, che permettono di individuare un prodotto con certezza Esempio: denominazione chimica: polimetilmetacrilato sigla ISO: PMMA nomi commerciali: Plexiglass, Vedril, ecc.

63 63 Sigle ISO e caratteristiche termiche per alcuni materiali isolanti polimerici Polimero sigla ISO T g (°C)T f (°C) Resina epossidicaEP termoindurente PoliammidePA Poliesametileneadipammide (nylon 66) PA66  280 termoplastico Policaprammide (nylon 6)PA6  215 termoplastico PolietilenePE  130 ÷  termoplastico Polietilene teraftalatoPET  265 termoplastico Polietilene a bassa densitàXLPE  termoplastico PolipropilenePP  174 termoplastico PolitetrafluoroetilenePTFE  335 termoplastico PolimetilmetacrilatoPMMA  amorfotermoplastico PolivinilcloruroPVC  84 90% amorfotermoplastico PolicarbonatoPC  amorfo termoindurente (reticolato) Polistirene (polistirolo)PS PoliuretanoPUR

64 64 resina epossidica (EP) film in poliammide (PA) alluminio Avvolgimenti di trasformatori isolati in resina epossidica - EP

65 65 Avvolgimenti isolati in poliammidi - PA film di carta poliammidica

66 66 Proprietà Valore garantito Diametro esterno (IEC)  0,544 mm Allungamento a rottura  25 % Conducibilità elettrica 58,5 m/  mm 2 Smalto PUR Tensione di perforazione  2,4 kV Classe termica 180 (H) Temperatura di rammollimento  230 °C saldabilità 390 °C Caratteristiche di un filo di rame smaltato Avvolgimento di rotore in filo di rame samltato di un motore asincrono di piccola potenza Smalti isolanti

67 67 Cavo sottomarino per 400 kV isolato in XLPE Cavo isolato in PE per 245 kV PE XLPE conduttore in alluminio Cavi isolati in polietilene

68 68 PTFE Connettori BNC Supporti per circuiti stampati Isolatore portante per esterno con alette in PTFE (utilizzati ad es. nelle FS) PTFE Politetrafluoroetilene - PTFE C F F


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