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15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 1 per elaborare protocolli di stimolazione multisensoriale in situazioni di disabilità complessa Angelo Gianfranco.

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1 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 1 per elaborare protocolli di stimolazione multisensoriale in situazioni di disabilità complessa Angelo Gianfranco Bedin La pluridisabilità : Valutazione d’impatto e protocolli operativi l’approccio Snoezelen

2 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 2 IL PROTOCOLLO OSSERVAZIONE DELLE CINQUE MACRODIMENSIONI 1. Le risposte fisiologiche 2. Il riflesso motorio 3. Il livello di comunicazione (vocalizzazione, gestualità e risposta agli stimoli) 4. La comunicazione intesa come interazione con i facilitatori 5. Le risposte visive agli stimoli e altri tipi di risposte (alla sollecitazione come aromi, alle stimolazioni audio, alle risposte caregiver)

3 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 3 OBIETTIVI 1. Osservare e identificare i segnali che utilizza il disabile che possono essere associate ad un significato (codifica), compresa la sua eventuale generalizzazione 2. Isolare tali segnali da disturbi esterni o da altri stimoli per associarli ad un significato specifico e generalizzabile (categoria) e perdurabile nel tempo 3. Fissare tali segni/segnali, associandoli a comportamenti di richiesta o di risposta e/o di scelta, come vocabolario non verbale 4. Decontestualizzare o trasferire l’uso di questi segnali a contesti differenti, comunque noti nelle relazioni e bisogni: in famiglia, nelle attività

4 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 4 Garantire gli stessi rituali all’ingresso e all’uscita e nei tre momenti dell’attività: 1. Presentazione dello strumento spento 2. Presentazione dello strumento acceso 3. Uso dello strumento da parte dell’utente

5 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 5 STRATEGIE ORIENTATE AL RISULTATO  Ripetere il segnale per fissare le risposte-stimolo  Assecondare e incentivare le richieste dell’utente  Analizzare il movimento del corpo come espressione posturale di contatto con l’operatore, ma anche di domanda/richiesta da parte del ragazzo di una sua sollecitazione  Spegnere tutti gli oggetti e accenderli gradualmente uno alla volta, in particolare con bambini che presentano disturbi di comportamento  Parlare all’utente ospite come prassi procedurale, quando si va a prenderlo in reparto, quando lo si introduce nella stanza e quando si attivano gli strumenti di stimolazione  Cercare di cogliere il tipo di strategia cognitiva che adotta l’utente:causa/effetto, causale, riflesso motivazionale, risposta emotiva e accompagnarla

6 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 6  Declinare le modifiche nella relazione utente-operatore sia nel contesto stanza che negli altri contesti usuali  Coinvolgere gli altri operatori e i parenti, dando loro un ritorno sui risultati raggiunti a metà ciclo, se significativi, ed a ogni blocco di sedute  Rilevare con gli stessi parenti il significato di alcuni segnali  Descrivere e annotare tutte le manifestazioni affettive che compaiono (piacere, gioia,scambio, ecc.) fra operatore e ospite / utente anche fuori dalla stanza  Utilizzare maggiormente, con i soggetti che esprimono dolore e pianto di continuo, le mezze luci, la penombra, per far accettare loro l’ambiente  Osservare maggiormente la posizione del capo e la sua rotazione, anche come segnale di rifiuto verso alcuni stimoli  Far assumere dall’operatore, un ruolo propositivo dosando l’intervento di esposizione allo stimolo

7 15/04/2015 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS 7  Utilizzare la scansione temporale sia della seduta che della sequenza di offerta dell’attività per ridurre l’ansia ai bambini  Valutare se effettuare le tabulazioni dei dati e la rilevazione delle osservazioni durante l’attività perché, a volte, i ragazzi manifestavano disagio al comportamento dell’operatore che, a intervalli, scriveva e annotava; ciò a significare il desiderio dell’utente di avere un’attenzione globale alla persona


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