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Costruire una comunità dialogante e ridurre la “fatica scolastica” con la pratica della MNR RosaAngela Caviglia, Maria Teresa Vacatello Rete Sicurascuola.

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Presentazione sul tema: "Costruire una comunità dialogante e ridurre la “fatica scolastica” con la pratica della MNR RosaAngela Caviglia, Maria Teresa Vacatello Rete Sicurascuola."— Transcript della presentazione:

1 Costruire una comunità dialogante e ridurre la “fatica scolastica” con la pratica della MNR RosaAngela Caviglia, Maria Teresa Vacatello Rete Sicurascuola

2 L’idea ( ) BULLISMO Introduce nella comunicazione un problema: perché? Stigmatizza gli attori dell’atto in ruoli stereotipati (bullo, vittima, gregario, branco…). PREVARICAZIONE Esprime un problema della comunicazione (come? ) e dei modelli culturali che la rendono possibile (cultura della prevaricazione)

3 3 SCELTE DI CAMPO Ricondurre i singoli comportamenti alla complessità del contesto socio ambientale Analizzare un’ampia gamma di comportamenti antisociali Estendere l’indagine ai comportamenti prosociali Spostare l’accento sugli aspetti della funzione educativa della scuola Rivolgere i progetti di prevenzione all’intera classe

4 Prosocialità e Antisocialità rappresentano i poli estremi di una vasta gamma di comportamenti che possono essere messi in atto da uno stesso individuo, a scuola come altrove. Una conferma PROSOCIALITA’ ANTISOCIALITA’

5 E MOLTI DATI INATTESI  IL POTERE DELLE STORIE  IL BISOGNO ESPRESSO DA STUDENTI E DOCENTI DI COMUNICAZIONI EFFICACI (RICHIESTA DI ASCOLTO E DESIDERIO DI DIALOGO E PARTECIPAZIONE)  LA VOLONTA’ DI USCIRE DALL’ISOLAMENTO

6 Chi ha ideato la MNR?  Gli studenti  Un gruppo di ricercatori dell’APS Il Moltiplicatori  Gruppi di docenti  Rete Sicurascuola  Il gruppo di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia

7 Le narrazioni di singoli studenti come occasione di dialogo per gruppi di bambini/adolescenti 7 STUDENTI - Il potere delle storie Quando si lavora un compagno dice sempre cose su di me e ne parla agli altri e quando piango mi prende sempre in giro. I compagni mi escludono quando giocano insieme. Mi hanno obbligato a dire ad una compagna che se lei non prestava la penna a un'altra bambina la picchiavo. E’ successo perché mi hanno minacciato di fare delle cose e io non ho potuto dire di no. Quella cosa la ho detta agli insegnanti ma ai miei compagni che non lo sapevano non ne ho parlato. Mi hanno sgridato per l’atto commesso. Suggerimenti [di Lidia]: Bisogna sempre dire la verità (Lidia) 14

8 8 Spunti per la discussione in piccolo gruppo 1. Come vive la situazione Lidia? 2. Perché i compagni la escludono? 3. Che cosa scriverebbero i compagni di Lidia? 4. Sulla base delle parole usate da Lidia, immagina e descrivi la sua classe. 5. Che cosa potrebbe fare Lidia? 6. Che cosa potrebbero fare i compagni di Lidia? 7. Che cosa potrebbero fare gli insegnanti di Lidia? Il docente facilitatore nella costruzione di una comunità di ricerca

9 Sviluppo nel tempo Piccolo gruppo di ricercaRete – Comitato Tecnico Sc. ISA coinvolte: 4ISA coinvolte: circa 40 Docenti formati: 30Docenti formati: 400 Studenti coinvolti: Studenti raggiunti: oltre 1000 Azioni: ricerca, formazione, sperimentazione con gruppi di studenti Azioni: progettazione, ricerca, formazione, percorsi laboratoriali in MNR, valutazione interna ed esterna, documentazione Genitori informati/ partecipanti: circa 80 Fondi: contributi di EE.LL/ singole scuole Fondi: MIUR / Istituzioni /EELL Fondazioni/ Bandi di concorso / Progettazione

10 PERCHE’ MNR? PERCORSI DI AUTOVALUTAZIONE ( ) Al giorno d’oggi sembra che il rimedio giusto per qualsiasi forma di reato o, in genere, qualsiasi colpa, sia l’inasprimento della pena, come se non ci fosse tutto un percorso da poter fare, in termini di prevenzione o promozione di comportamenti prosociali, a maggior ragione quando si parla di minori. Studenti, Docenti e Ricercatori impegnati nella MNR sentono di aver trovato quel percorso.

11 Dallo studio della prevaricazione verso la riflessione sui processi e sulle condizioni che la preparano, scoprendo, ricercatori-docenti-student insieme, che si può intervenire su queste condizioni: modificando i processi (non solo educativi), cambiando il linguaggio e la rappresentazione sentendosi parte del problema e sperimentando forme efficaci di gestione del conflitto cambiando la cultura educativa creando fiducia negli insegnanti come interlocutori nella gestione dei conflitt, esercitando ascolto promuovendo dialogo e partecipazione Ribaltando le predure convenzionali (I veri esperti non sono I docenti nè I ricercatori, ma I bambini e adolescenti; non esistono verità assolute ma valori condivisi) LA RICERCA EVOLVE IN PRATICA DELLA METODOLOGIA DELLA NARRAZIONE E DELLA RIFLESSIONE ( )

12 … un luogo sicuro dove ognuno può parlare, esprimere la propria opinione, ascoltare e essere ascoltato … [la conversazione] utile per esprimere le mie idee e poi mi è servito anche per capire le idee di bambini che vorrei come amici, ma che a scuola stanno in disparte …per esempio quando ci sentiamo presi in giro ora possiamo chiederci il perché e dialogare ora possiamo giocare con loro invece che giocare tra di noi

13  TRA DOCENTI  TRA STUDENTI  TRA STUDENTI E DOCENTI  CON I GENITORI CLIMA SCOLASTICO (DIALOGO, PARTECIPAZIONE, FIDUCIA) SOLIDARIETA’ PROFESSIONALE AUMENTANO DELLE COMPETENZE DI CITTADINANZA (ASCOLTO, DIALOGO, RIFLESSIONE AUMENTO DEI COMPORTAMENTI PROCOCIALI CONDIVISIONE DI VALORI E DI STRATEGIE - Autoformazione Consolidamento di un modello organizzativo di rete che raccoglie le esigenze locali Superamento delle discontinuità educative tra i diversi gradi di scuola Sviluppo di una solidarietà professionale tra docenti di diverse scuole.

14 USR e Rete Sicurascuola Circoli di ricerca CTS Rispetto e LegalitàEquipe operatori MNR CTS Campagna Sicurezza Organizzazione interna

15 In rete Sicurascuola… Ci si incontra Ci si confronta Ci si aiuta Si scambiano esperienze Si progetta e si lavora insieme Si prendono decisioni comuni Si ha una diversa visibilità rispetto al territorio e alle istituzioni A volte si litiga, ma poi si fa la pace perché il fine è comune ed è il successo formativo dei nostri studenti …per il piacere di stare insieme

16 Le prime impressioni non bastano… Dipartimento di Studi linguistici e culturali - Università di Modena e Reggio Emilia (prof. Claudio Baraldi): Valutazione esterna sulla validità della pratica MNR affidata dall’USR Liguria – 2009/10. Ricerca valutativa sille rappresentazioni di rischio e sicurezza e sull’intervento nella scuola affidata da Rete Sicurascuola nell’ambito del progetto Sicurinsieme dentro e fuori in continuità – 2011/12.

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19 Grazie per l’attenzione

20 Lettura individuale e Riflessione in piccolo gruppo In piccolo gruppo, ogni studente è un “osservatore neutro” che, di fronte alla descrizione dell’episodio, dovrà procedere, per analisi degli elementi presenti nel testo, lungo le coordinate di un iter logico che gradualmente porta ad interpretare la vicenda, a riflettere sui diversi punti di vista, a mettere in discussione la propria interpretazione confrontandola con quella dei compagni. Scheda 1: Narrazione Scheda 2: “Riflettere” La storia di.. La riflessione in piccolo gruppo Il dialogo in gruppo classe

21 LA Nostra Storia 1.Partecipazione e solitudine nella scuola - Solidarietà e Bullismo (PSSB) - Genova Narrare e Riflettere (PSSB.2) - Sestri L Il potere delle storie - Genova Sicurinsieme Val d’Aveto - Val d’Aveto Sicurinsieme - Genova 2006/07 (l.r. 28/2004). 6.Visita Arion - Genova, ottobre 2005: Research, Storytelling and Reflection. Paths for Prevention of Violence in Schools. 7.Progetto "Sicuri insieme” in un distretto scolastico di Malmö 2005/06 (Svezia) 8.Campagna Sicurezza (a.s. 2007/ /09) 9. sicuraScuola Un impegno sociale collettivo (2008/ SI Continua (2009/ 10). 11. Sicurinsieme dentro e fuori in continuità (Cittadinanza e costituzione, )


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