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Oltre il positivismo: pragmatismo, spiritualismo, neoidealismo Oltre il positivismo: pragmatismo, spiritualismo, neoidealismo.

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Presentazione sul tema: "Oltre il positivismo: pragmatismo, spiritualismo, neoidealismo Oltre il positivismo: pragmatismo, spiritualismo, neoidealismo."— Transcript della presentazione:

1 Oltre il positivismo: pragmatismo, spiritualismo, neoidealismo Oltre il positivismo: pragmatismo, spiritualismo, neoidealismo

2 Quadro cronologico

3 l’attività del pensiero la dimensione spirituale dell’uomo il rapporto tra pensiero e azione Le tendenze antipositiviste Tra Ottocento e Novecento nascono nuove tendenze filosofiche in opposizione alla filosofia di stampo positivista PRAGMATISMOSPIRITUALISMO NEOIDEALISMO le nuove correnti sottolineano in particolare alcune tematiche trascurate dal positivismo

4 Il pragmatismo Il pragmatismo nasce e si sviluppa negli Stati Uniti sulla scia delle idee illuministe il pragmatismo ha come nucleo comune una concezione dinamica della conoscenza la sua efficacia pratica la sua capacità di influire sull’azione la CONOSCENZA deve essere valutata per

5 Peirce: la concezione pragmatica della verità Charles Sanders Peirce utilizza il termine “pragmatismo” per definire la propria concezione di verità il pensiero si definisce operativamente, indagando le conseguenze pratiche di un’azione la verità consiste nell’esito, cioè negli sviluppi che una certa idea o ipotesi comporta in termini di successo o di insuccesso

6 Peirce: il ruolo delle credenze Gli uomini agiscono in base a credenze, opinioni consolidate che generano delle abitudini operative Le credenze si consolidano con diversi metodi metodo della tenacia: si rifiuta di metterle in discussione metodo dell’autorità: vengono imposte metodo scientifico: attraverso il procedimento sperimentale metodo della metafisica: sono ritenute a priori espressioni della razionalità è il solo metodo valido

7 Peirce: le regole dell’inferenza Per raggiungere risultati condivisi, il metodo scientifico opera attraverso inferenze, giudizi formulati attraverso un ragionamento secondo Peirce esistono tre tipi di inferenze la deduzione = da un’idea universale se ne ricavano le applicazioni particolari l’abduzione = il passaggio dai fatti alle loro ragioni avviene tramite un ragionamento che parte dalle conseguenze e formula un’ipotesi in grado di spiegarle l’induzione = da alcuni casi particolari si trae un risultato universale

8 Peirce: la centralità dell’abduzione Secondo Peirce la scienza opera soprattutto attraverso l’abduzione, il solo metodo di ragionamento che può generare idee nuove si può spiegare l’abduzione attraverso un esempio: se su un tavolo sono presenti dei fagioli bianchi (osservazione empirica) e un sacco che contiene fagioli bianchi (assunto generale), l’abduzione consente di ipotizzare che i fagioli provengano dal sacco (ipotesi esplicativa)

9 Peirce: la nascita della semiotica L’interesse di Peirce per le questioni logiche e metodologiche è evidente nel modo in cui egli affronta i problemi del linguaggio, elaborando una originale teoria dei segni o semiotica tutta la conoscenza avviene attraverso segni il segno è “qualcosa che per qualcuno sta per qualcos’altro”, quindi implica un duplice aspetto: l’oggetto cui fa riferimento e il destinatario della comunicazione, l’interpretante, che attraverso un codice può decodificare il significato del segno

10 James: la verità è funzionale alla prassi William James propone una versione più spiritualista del pragmatismo anche James adotta una definizione di verità collegata all’azione: la verità sta nell’attitudine delle nostre idee ad adattarsi in maniera soddisfacente alla realtà la verità è dunque funzionale alle esigenze pratiche

11 James: l’empirismo radicale La concezione funzionale della verità si collega al modello di empirismo da James definito radicale contro l’empirismo tradizionale, James afferma la validità pratica delle idee metafisiche e teologiche così anche la fede assume una sua validità, in quanto scelta che ha effetti pratici poiché fornisce sostegno all’azione del credente si tratta di una visione pluralista in cui le diverse concezioni del mondo conducono ad azioni diverse

12 Dewey: la centralità dell’esperienza Il punto di partenza del pragmatismo di John Dewey è la sua concezione di esperienza l’esperienza è l’interazione che si stabilisce tra l’organismo e l’ambiente in cui esso opera di fronte a uno stimolo che viene dall’ambiente, naturale o sociale, l’individuo incontra delle difficoltà e reagisce gli aspetti problematici con cui ci si scontra costituiscono lo stimolo che spinge alla conoscenza

13 Dewey: la logica La conoscenza è il processo che consente di andare al di là dell’esperienza immediata, manipolandola e trasformandola a nostro vantaggio l’individuo si trova di fronte ad una situazione indeterminata, che causa dubbi avendo una chiara visione del problema, si arriva alla situazione problematica l’individuo deve formulare una previsione operativa, un’idea che prospetti una via di soluzione la logica deve divenire teoria dell’indagine, fornendo gli strumenti per affrontare le situazioni problematiche

14 Dewey: lo strumentalismo Attraverso il ragionamento viene formulata un’ipotesi per la risoluzione del problema, che va poi verificata attraverso l’esperimento si arriva così a un giudizio finale che riconosce la validità della scelta operativa e la fa diventare criterio di azione tale esito è però sempre rivedibile, poiché la forza della verità rimane nel suo esito operativo le idee sono strumenti per risolvere problemi = STRUMENTALISMO

15 Dewey: educazione e democrazia I principi fondamentali della filosofia di Dewey si ritrovano nel modo in cui egli affronta i problemi dell’educazione SCUOLA ATTIVA deve consentire il libero sviluppo del bambino, mettendolo in grado di affrontare e risolvere i problemi: il bambino deve imparare facendo, nell’interazione con l’ambiente e con gli altri la scuola diviene così educazione alla DEMOCRAZIA, in quanto sistema politico nel quale si sviluppano le libertà individuali nella collaborazione

16 Gli sviluppi del pragmatismo Anche se il pragmatismo si presenta come una filosofia tipicamente americana, durante il XX secolo si diffonde anche in Europa in Europa la diffusione del pragmatismo influisce sulle idee di quei filosofi che daranno vita al neopositivismo la riscoperta del pensiero di Peirce dà inoltre un notevole impulso alla semiotica che, alla fine del Novecento, diviene un’importante branca della filosofia

17 Bergson: lo spiritualismo Tra Ottocento e Novecento riprende vigore in Francia, soprattutto grazie a Henry Bergson, la tendenza spiritualista che si era sviluppata nella prima metà dell’Ottocento pur accogliendo il progresso scientifico, Bergson rifiuta lo scientismo positivista e il materialismo al modello conoscitivo della scienza, egli oppone l’intuizione, la comprensione immediata dell’essenza profonda della realtà

18 Bergson: il tempo La riflessione sulla coscienza mostra, secondo Bergson, la sua irriducibilità alla dimensione corporea Bergson afferma che i dati della coscienza hanno carattere qualitativo e non quantitativo, come appare dall’analisi del TEMPO tempo spazializzato è il tempo della scienza, pensato come successione lineare di istanti e reversibile durata reale è il tempo vissuto dalla coscienza come flusso continuo ed è irreversibile

19 Bergson: l’evoluzione creatrice È possibile estendere la durata all’intera esistenza e concepire l’universo come un tutto che dura? anche il mondo organico partecipa della durata e, per questo, è possibile concepire un’idea di evoluzione diversa da quella positivista il principio alla base dell’evoluzione è lo SLANCIO VITALE, un’energia originaria e spontanea le varie specie sono interpretate come manifestazioni dell’attività dello slancio vitale, capace di inventare sempre nuove forme per vincere la resistenza opposta dalla materia

20 Bergson: la morale e la religione Anche nella morale e nella religione Bergson vede all’opera due tendenze che cerca di conciliare la pressione sociale, che cerca di garantire la conservazione dà luogo a una morale chiusa, fatta di norme che si impongono con l’osservanza, tipica della società chiusa lo slancio d’amore, che corrisponde alla forza creatrice dà luogo a una morale aperta, esemplificata dalla morale del Vangelo, tipica delle società aperte allo stesso modo si ha una religione statica, che fornisce una visione rassicurante attraverso miti e riti allo stesso modo si ha una religione dinamica, realizzata dal mistico contemplativo che guida l’umanità verso lo spirito

21 L’influenza di Bergson L’influenza di Bergson si è estesa anche a campi diversi dalla filosofia la letteratura del Novecento è stata fortemente influenzata dalla concezione della “durata” letterati come Proust e Joyce traspongono nelle loro opere il tempo interiore come “flusso di coscienza” anche l’arte ha subito l’influenza di Bergson, in particolare con l’impressionismo l’utilizzo della luce risente del concetto di durata nel rapporto tra coscienza e realtà

22 Croce: il neoidealismo Nella seconda metà dell’Ottocento Benedetto Croce porta avanti una corrente di pensiero che si richiama all’idealismo, in antitesi al positivismo dominante nelle sue prime opere Croce fa i conti con le maggiori correnti del pensiero ottocentesco, prendendone le distanze Croce critica la storiografia positivista perché riduce la storia alle sue leggi universali critica il marxismo poiché, sebbene abbia giustamente posto l’attenzione sulle tematiche economiche, il modello di società che esso propone è solo ipotetico

23 Croce: la filosofia dello spirito Croce riprende quindi la filosofia hegeliana, in particolare la sua capacità di compenetrare l’universale e il concreto nel concetto Hegel ha pensato il rapporto tra i concetti come una dialettica degli opposti, mentre secondo Croce essa va integrata con una dialettica dei distinti che sottolinea anche la continuità tra le diverse attività dello spirito spirito teoretico logicaeconomia pratico arte etica bello/bruttobene/maleutile/dannosovero/falso distinti opposti

24 Croce: l’estetica L’arte ha per Croce un’importanza fondamentale: è un’intuizione dell’individuale, che si realizza attraverso la fantasia e che si esprime nella produzione di immagini l’intuizione artistica si manifesta sempre nell’espressione, in una sintesi tra forma e contenuto il giudizio estetico, che si esprime nel concetto di bello, consiste nell’incontro- identificazione tra il gusto, cioè l’attività giudicatrice, e l’attività produttrice

25 Croce: la logica Sulla base delle intuizioni, che colgono il molteplice nella sua individualità, si sviluppa il pensiero, la conoscenza dell’universale l’universale si esprime nei concetti, dei quali si avvale il pensiero pensare per concetti significa stabilire distinzioni o connessioni tra i concetti stessi, ciò che avviene nel giudizio è il giudizio storico: storia e filosofia si identificano perché operano una sintesi tra il fatto individuale e il concetto universale definizione il soggetto e il predicato sono entrambi universali giudizio individuale il soggetto è individuale e il predicato universale

26 Croce: la storia Gli eventi storici sono il frutto delle azioni degli uomini nelle quali si manifesta lo spirito la storiografia ha il compito di mettere in luce l’intrinseca razionalità della storia, cioè comprendere il movimento storico nei suoi passaggi, indipendentemente dal giudizio etico lo scopo è l’azione nel presente: la comprensione del passato apre nuove possibilità di azione nel presente per Croce lo storicismo non significa rinuncia alla realizzazione della morale, che si esprime nel salvaguardare e realizzare la libertà, vero motore della storia

27 Gentile: l’attualismo Giovanni Gentile intende realizzare una riforma della dialettica hegeliana che affermi il primato del pensiero come incessante attività, come atto puro che è all’origine di ogni cosa la potenza della dialettica si dispiega pienamente se prende avvio dal soggetto pensante che si autopone l’atto del pensiero (atto puro) è dunque il principio della realtà in divenire: non esiste nulla fuori dell’atto in cui viene pensato

28 Gentile: la logica del concreto L’analisi di Gentile mette in luce la differenza tra il pensiero in atto, lo spirito, e i contenuti pensati a partire da questa iniziale suddivisione si possono distinguere due modelli di DIALETTICA la logica del concreto = è propria della filosofia moderna e non ammette nulla al di fuori dell’atto del pensiero la logica dell’astratto = guarda alla molteplicità e alla particolarità delle cose, come nella filosofia antica

29 ARTE esalta la soggettività dell’io RELIGIONE si concentra sull’oggetto e annulla il soggetto FILOSOFIA è il pensiero in atto che opera in tutte le forme dello spirito Gentile: le forme dello spirito Riconoscere l’unità della vita spirituale nell’atto non significa però negare l’esistenza di diverse forme al suo interno se tutta la realtà si risolve nel pensiero in atto, la filosofia coincide con la sua storia ripercorsa dal pensiero stesso

30 Gentile: lo stato etico Anche nella concezione della società e dello Stato, Gentile riconduce tutto all’attualità del pensiero lo Stato non va inteso passivamente come un insieme di meccanismi, ma come espressione compiuta della volontà generale dei cittadini i cittadini trovano la loro piena realizzazione nello Stato, che è quindi superiore a ogni volontà individuale: l’uomo è libero solo all’interno dello Stato = STATO ETICO

31 L’importanza di Croce e Gentile nella cultura italiana Sia Croce che Gentile hanno avuto, in maniera diversa, una profonda influenza sulla filosofia e la società italiane Gentile aderisce al fascismo e ne diviene il maggiore ideologo, partecipando all’attività di governo come ministro dell’Istruzione e avviando la riforma della scuola che porta il suo nome l’estetica di Croce ha profondamente inciso sui modelli interpretativi letterari e artistici nell’Italia del XX secolo in opposizione alla concezione politica di Gentile, Croce diviene un esponente di spicco dall’antifascismo italiano e un punto di riferimento della cultura laica e monarchica Gentile riveste anche un importante ruolo culturale, in particolare per la direzione dell’Enciclopedia italiana fondata da Giovanni Treccani


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