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Del ceto imprenditoriale veneto-2 Vincenzo Stefano BREDA. slides lezione 10.03.2010 del ceto imprenditoriale veneto-2 Vincenzo Stefano BREDA (1825-1903).

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1 del ceto imprenditoriale veneto-2 Vincenzo Stefano BREDA. slides lezione del ceto imprenditoriale veneto-2 Vincenzo Stefano BREDA ( ). slides lezione

2   V.S. Breda: un percorso professionale nella infrastrutturazione del territorio.   Brevi cenni biografici: - n. a Limena (Padova) e origini sociali , laurea alla Scuola di applicazione per ingegneri presso la Facoltà di Scienze Matematiche , combatte a Sorio e Montebello nella prima guerra d’indipendenza , entra nella ditta Talachini, appaltatrice nelle costruzioni ferroviarie, dapprima come tecnico progettista e poi come direttore dei lavori nella tratta Vicenza- Verona della Ferrovia Ferdinandea

3 - 1852, dirige i lavori per altra ditta nella costruzione della tratta Verona-Brescia , inizia la sua attività imprenditoriale, come socio accomandatario della Società per le strade ferrate dell’Italia centrale , rileva una quota della Società delle Ferrovie calabro-sicule , sostiene il Comitato politico dell’emigrazione veneta antiaustriaca , consigliere comunale a Padova , viene eletto deputato per il Collegio di Padova II, essendo poi riconfermato per le successive quattro legislature. Non completa l’ultima, dimettendosi nel 1879 per “tagliar corto” con le polemiche sul suo essere contemporaneamente parlamentare e appaltatore dello stato…

4   Nel 1872 egli aveva infatti fondato la S.A. Società Veneta per imprese e costruzioni pubbliche, una delle prime imprese di costruzioni “generali” costituite in Italia   Composizione variegata del capitale, anche se in buona parte veneto, ma già seguendo le intuizioni del suo amico A. Rossi in merito al coinvolgimento della finanza extraregionale nelle iniziative societarie locali

5   Iniziale attività nel settore degli appalti pubblici: strade, ponti, acquedotti, porti, cimiteri (es. quello di S. Michele a Venezia), edifici complessi (es. il Ministero delle Finanze a Roma)… le lucrose clausole di revisione-prezzi…  Una cruciale diversificazione  Una cruciale diversificazione: la costruzione e gestione di Ferrovie secondarie in aree di crescente sviluppo manifatturiero… da appaltatore dello stato a suo concessionario

6   il lungo intreccio tra affari e politica...   l’insuccesso della sfida “ferroviaria” per la conquista delle Ferrovie dell’Alta Italia nella rinnovo delle concessioni ferroviarie   1881, l’alleanza strategica con la Società Generale di Credito Mobiliare di Roma in vista di una intensa attività edilizia a Roma e a Napoli, l’acquedotto di Napoli, ma soprattutto del “big business”: l’acciaieria di Terni. Breda si trova ormai a capo di una delle più importanti concentrazioni economiche del paese.

7   1884, nasce la S.A. Alti Forni, Fonderie e Acciaierie di Terni: un azionariato articolato e “nazionale”, anche se sotto la guida e il primato della Società Veneta, vale a dire di V.S. Breda   Una impresa privata finanziata con il danaro dello stato: un meccanismo perverso, frutto di intrecci opachi e clientele

8  Un progetto troppo ambizioso  Un progetto troppo ambizioso: le difficoltà della Veneta, e le nuove “anticipazioni” dello stato   Il declino della Veneta, costretta a lasciare la Terni in altre mani. La vicenda della Terni, il cui completamento e entrata in funzione presentano ritardi inauditi e clamorosi, diventa uno dei primi grandi scandali italiani.   La nomina a Senatore di Breda (1890) e la sua difesa in aula sull’Affaire Terni”

9   La Veneta rinuncia ai grandi affari e si riduce alla gestione delle sole ferrovie secondarie di cui è concessionaria  Il ritiro a vita privata di V.S. Breda: tra hobby e attività filantropica. tra hobby e attività filantropica. Un testamento singolare… Un testamento singolare…


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