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Indice degli argomenti Esempio layout Esempio con una casella di testo Esempio con una clipart o da file Esempio con le forme Esempio con un grafico Esempio.

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2 Indice degli argomenti Esempio layout Esempio con una casella di testo Esempio con una clipart o da file Esempio con le forme Esempio con un grafico Esempio con un organigramma Esempio con una tabella

3 Quando apriamo un nuovo documento PowerPoint … La prima diapositiva che appare è una diapositiva con layout “Diapositiva titolo” Dalla seconda diapositiva in poi, il layout applicato è il classico “Titolo e testo” Portaoggetti (segnaposto) per il titolo della diapositiva Segnaposto per il titolo della diapositiva Segnaposto per il testo della diapositiva

4 Altri layout … Layout “Titolo e contenuto” Segnaposto per il titolo della diapositiva Segnaposto predisposto a contenere: o un’immagine da clipart o da file o una tabella o un grafico o un organigramma

5 Altri layout … Layout “Titolo,clip multimediale e testo” Segnaposto per il titolo della diapositiva Due segnaposti predisposti a contenere rispettivamente: un video un testo

6 Altri layout … Layout “Titolo e tabella” Segnaposto per il titolo della diapositiva Segnaposto predisposto a contenere una tabella

7 Altri layout … Layout “vuoto” – senza segnaposti

8 In definitiva, il layout … Suggerisce quanti e quali oggetti dovranno essere presenti nella diapositiva mediante la visualizzazione di appositi segnaposti (portaoggetti) Quando la presentazione parte, se il segnaposto rimane vuoto non verrà visualizzato alcun oggetto I segnaposto possono essere spostati, ridimensionati o cancellati Partendo da un layout è possibile aggiungere in altre posizioni anche altri oggetti non previsti dal layout stesso (menù “Inserisci”) Il layout vuoto è una sorta di lavagna vuota senza segnaposto. Per ottenere una lavagna vuota o si sceglie il layout vuoto oppure partendo da un qualsiasi layout si cancellano ad uno ad uno i segnaposto. In quest’ultimo caso, la diapositiva rimane comunque legata al layout di partenza. Il layout cui è legata una diapositiva è anche un sorta di “marchio”. Ad esempio, nello specialissimo layout “Diapositiva titolo”, agendo sul modello presente nello schema della diapositiva (lo vedremo più avanti), si possono posizionare una serie di oggetti inamovibili. Così quando verrà creata una diapositiva del tipo “Diapositiva titolo” compariranno sempre questi oggetti e l’unico modo per toglierli è cancellarli dal relativo modello dello schema.

9 Facciamo delle prove Provate ad inserire nuove diapositive ed applicare a ognuna di queste un layout diverso

10 Esempi di caselle di testo Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. …. Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. … Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.... Alla casella di testo qui di fianco è stata impostata un interlinea di una 1,5 righe Per afferrare una casella di testo bisogna selezionarla (con un singolo clic del tasto sinistro del mouse), andare sul perimetro e, quando appare la crocetta con quattro frecce, tenere giù il tasto sinistro del mouse ed infine spostarsi nella posizione di destinazione voluta

11 Immagini prese dalla clipart macchina Provate a selezionare un immagine e a variarne le caratteristiche: ruotarla di un certo numero di gradi (vai nel gruppo di tasti “Disponi” della scheda “Formato” ecc. ecc.) ridimensionarla (agisci sui tondini che appaiono sul perimetro dell’immagine. Meglio afferrare il tondino posto nell’angolo in modo da applicare un ridimensionamento proporzionale dell’immagine (tanto in larghezza quanto in altezza)) spostarla in un’altra diapositiva (taglia e incolla), posizionarla in basso a destra o altrove rispetto alla diapositiva (vai nel gruppo di tasti “Disponi” della scheda “Formato” e clicca sul tasto e clicca prima sulla voce “allinea in basso” e poi “allinea a destra”) reimpostarla alla sua dimensione originaria (tasto destro del mouse, click sulla voce “Dimensioni e posizione” e nella scheda “Dimensioni” click sul tasto “Reimposta) cancellarla (seleziona l’immagine e premi il tasto “canc”) Provate anche a selezionare più oggetti contemporaneamente (selezione multipla). Ad esempio, la macchina, l’immagine con la bambina e la casella di testo. Per fare ciò tenete giù il tasto “Ctrl” della tastiera. Questi oggetti selezionati li potete spostare insieme, li potete copiare, tagliare o cancellare, ecc. ecc. In altre parole, una volta selezionati più oggetti potete compiere su di essi un azione simultanea.

12 Immagini prese da file. Di solito contengono foto Un disegno realizzato da un bambino acquisito mediante l’uso dello SCANNER Se si ha necessità di prendere un singolo pezzo dell’immagine o di modificarne i colori o di aggiungere nuovi elementi ad un’immagine conviene utilizzare un programma di grafica (di manipolazioni delle immagini). Windows è dotato di un semplice programma di grafica che permette di “giocare” con le immagini: Paint (presente tra gli “Accessori” di Windows) Una volta aperta un’immagine da Paint o copiata un’immagine in Paint (con il classico copia/incolla) possiamo prendere il pezzo che ci interessa mediante lo strumento di selezione e copiarlo ed incollarlo su una diapositiva

13 Varie forme Linea di spessore 6 punti Ovale ombreggiato Linea di spessore 3 punti con estremo tondeggiato Per tracciare queste forme bisogna andare nella scheda “Inserisci” e cliccare sul tasto “Forme”. Una volta tracciata la forma desiderata, quando la si seleziona in alto appare la nuova scheda:“Formato” nella quale è possibile applicare un ombreggiatura ad un oggetto, cambiare l’aspetto di una linea, scegliere in maniera rapida il colore di riempimento (tastino con il barattolo di vernice), ecc. ecc. Nel gruppo di tastini “Disponi” della scheda “Formato” possiamo scegliere il comando “allinea“ che permette di spostare un oggetto sui lati della diapositiva, centrarlo verticalmente, centrarlo orizzontalmente, porlo al centro della diapositiva (centra verticalmente e poi centra orizzontalmente), ecc. ecc. ed è possibile anche ruotare un oggetto.

14 Nelle presentazioni al pubblico … I titoli di ogni diapositiva devono essere brevi e concisi Prediligere gli elenchi puntati/numerati al testo sciolto Non utilizzare troppi colori e quei pochi che si utilizzano (2 o 3) devono essere in qualche modo legati all’argomento trattato (colori di coerenza) Non inserire troppe animazioni alle diapositive

15 Porta in primo o secondo piano … L’oggetto esagono si trova in primo piano rispetto al rettangolo Viceversa, ora l’oggetto rettangolo si trova in primo piano rispetto all’esagono Per cambiare di piano un oggetto basta selezionarlo e dopo aver premuto il tasto destro del mouse andare sulla voce “Porta in primo piano”

16 Raggruppa oggetti Questo oggetto composto non esiste tra le forme semplici ed è stato realizzato sovrapponendo due forme: un cerchio rosso (in secondo piano) un rettangolo bianco (in primo piano) PROVIAMO A REALIZZARLO INSIEME: tracciamo un cerchio sulla diapositiva variamo alcuni parametri del formato forma: il colore di riempimento deve essere rosso, la linea perimetrale deve essere rossa (tasto destro sul cerchio) per essere sicuri che si tratta di un cerchio perfetto: tasto destro sull’oggetto, clic sulla voce “Dimensione e posizione …” e nella scheda “Dimensione” assegnare ai due campi “Altezza” e “Larghezza” lo stesso valore tracciamo un rettangolo un po’ più piccolo del cerchio, con riempimento bianco, portiamolo in primo piano, e sovrapponiamolo al cerchio rosso per far in modo che il rettangolo sia posizionato perfettamente al centro del cerchio basterà, ad esempio,posizionare entrambi gli oggetti a centro pagina. Per far ciò selezioniamo un oggetto alla volta o entrambi gli oggetti e poi con il comando “allinea“, presente nel gruppo di tastini “Disponi” della scheda “Formato”, scegliamo una volta “allinea al centro orizz.” e successivamente “allinea al centro vert.” cambiamo il colore perimetrale del rettangolo da nero a bianco

17 Raggruppa oggetti (seconda parte) Manca ancora qualcosa …. I due oggetti sono indipendenti l’uno dall’altro nel senso che per trascinare l’oggetto composto sono costretto a selezionare entrambe gli oggetti (ricordate il tasto ctrl della tastiera) L’ideale sarebbe “incollare” i due oggetti in modo che diventino un tutt’uno. Per fare ciò basta selezionare i due oggetti e poi dal menù contestuale che appare alla pressione del tasto destro del mouse …. I due oggetti diventano un unico oggetto raggruppa

18 Inserimento Grafico Grafico: variazione foglio dati, tipo grafico, opzioni grafico (etichette dati)

19 Inserimento organigramma Luca Gorzi Giuseppe Russo …….

20 Inserimento tabella

21 Il modello Struttura diapositiva Ogni diapositiva è sostanzialmente legata: –a un layout (foss’anche quello vuoto) –e ad un modello struttura formato dalla coppia: Schema “Titolo” che viene applicato a tutte le diapositive legate allo specialissimo layout “Diapositiva titolo” Schema “Diapositiva” che viene applicato a tutte le diapositive non legate ad un layout “Diapositiva titolo”

22 Il modello Struttura diapositiva Scegliere per una diapositiva un particolare “tema” (vedi scheda “Progettazione”), detto anche modello struttura, significa andare a definire, in prima istanza, i colori, la dimensione, la tipologia di carattere delle caselle di testo, lo sfondo (sono solo alcune caratteristiche essenziali del modello struttura) Per modificare il modello struttura (il tema) bisogna agire sui suoi due schemi: lo schema titolo e lo schema diapositiva. Se,ad esempio, entriamo nello schema titolo del “tema office” e vi inseriamo un immagine questa immagine comparirà su ogni diapositiva che adotta il layout “diapositiva titolo” e lo schema “tema office” Quando creiamo un nuovo documento PowerPoint la prima diapositiva è legata al modello “struttura predefinita”

23 Scelta del modello struttura Il modello struttura, detto anche tema, da applicare alla diapositiva corrente o a quelle selezionate, lo si sceglie nella scheda “Progettazione” Nel riquadro “Temi” della scheda “Progettazione” vengono visualizzati l’elenco dei temi preimpostati Modello Struttura predefinito Qui, in prima istanza, si possono cambiare gli aspetti marginali del tema: i colori, la dimensione, la tipologia di carattere delle caselle di testo, lo sfondo. Il pieno controllo sulle variabili del tema lo abbiamo entrando nel suo schema

24 Modifica di un modello struttura In prima istanza, all’utente non esperto, PowerPoint propone di modificare i colori dei vari oggetti presenti nel modello

25 Su quale diapositive si ripercuote la modifica di un modello struttura ? Naturalmente su tutte le diapositive del documento legate a quel particolare modello struttura (tema). Non appena verrà apportata una piccola modifica al modello (scelta di una combinazione di colore o personalizzazione di una combinazione di colore), tutte le diapositive legate al modello struttura in questione subiranno tali modifiche

26 Analisi più approfondita del modello struttura  Su questa diapositiva è stato applicato il modello struttura “Ondulazione”  Entrate nello schema del modello (nella scheda “Visualizza” selezionate “Schema diapositiva”). Ad un modello struttura sono associati due schemi: Schema “Titolo” (viene applicato a tutte le diapositive legate ad un layout “Diapositiva titolo”) Schema “Titolo” (viene applicato a tutte le diapositive legate ad un layout “Diapositiva titolo”) Schema “Diapositiva” (viene applicato a tutte le diapositive non legate ad un layout “Diapositiva titolo”) Schema “Diapositiva” (viene applicato a tutte le diapositive non legate ad un layout “Diapositiva titolo”) Modello struttura “Ondulazione” Schemi associati al modello struttura “Ondulazione” Schema titolo (con layout “Diapositiva titolo”) Schema diapositiva (con layout diverso da “Diapositiva titolo”)

27 Modificare uno o entrambi gli schemi associati ad un modello struttura  Entrate nel menù “Visualizza”, scegliete la voce “Schema diapositiva”  Siete entranti in un altro ambiente da cui potete uscire solo premendo il tasto “Chiudi visualizzazione schema”  Le coppie di schemi, schema titolo e schema diapositiva, legati a un modello struttura sono collegate da un “filino” grigio  Agite sui due schemi, provando ad inserire un immagine e vari altri oggetti all’interno dello schema titolo ed altri oggetti ancora nello schema diapositiva  Premete il tasto “Chiudi visualizzazione schema”

28 Cos’è successo ?  La coppia di schemi su cui avete apportato delle modifiche sono legate ad un particolare tema e vi sono alcune diapositive del documento cui è stato applicato il tema in questione  Ebbene, tutti gli oggetti che avevamo posizionato all’interno dello schema titolo appariranno come d’incanto in tutte le diapositive con layout “Diapositiva titolo” che fanno capo a quel particolare modello struttura (tema)  Analogamente, tutti gli oggetti che avevamo posizionato all’interno dello schema diapositiva appariranno come d’incanto in tutte le diapositive con un layout diverso dalla “Diapositiva titolo” che fanno sempre capo a quel particolare modello struttura  Gli oggetti, proprio perché appartengono allo schema e non alla diapositiva, sono da considerare inamovibili, a meno che non si vada di nuovo ad agire sullo schema  In buona sostanza, il modello struttura con i relativi due schemi definiscono, per così dire, i caratteri somatici della diapositiva

29 La transizione diapositive Breve discussione in classe La transizione da una diapositiva all’altra, di parte della presentazione o di tutta, può essere pilotata mediante il clic del mouse e/o temporizzata Possibili utilizzi della transizione automatica temporizzata delle diapositive: –come visualizzatore di album fotografici –come generica presentazione al pubblico In entrambi gli ultimi due casi non dimenticate di andare alla voce “Imposta presentazione” presente nel menù “Presentazione” e di spuntare l’opzione “Effettua ciclo continuo fino a ESC”

30 1) ENTRA CERCHIO ROSSO !! 2) ESCE IL CERCHIO ROSSO !! I° Programma di animazione Prima di tutto inserisco nella diapositiva un oggetto: una casella di testo, una forma o un’immagine. Nel nostro esempio abbiamo scelto un cerchio rosso. Adesso faremo prima apparire il cerchio rosso e poi scomparire, mediante una sequenza di animazione personalizzata, che per semplicità chiamiamo programma di animazione. Programma di animazione scritto nel nostro linguaggio Esegui il comando

31 II° programma di animazione 1) ENTRA CERCHIO ROSSO !! 2) ESCE IL CERCHIO ROSSO !! Programma di animazione scritto nel nostro linguaggio Esegui il comando 3) ENTRA UNA CASELLA DI TESTO DI PROVA !!Esegui il comando Casella di testo di prova Ogni comando di tipo ENTRA o ESCE viene eseguito ogni volta che premiamo il tasto sinistro del mouse. L’oggetto, nel nostro caso la palla rossa o la casella di testo, quando entrano o escono lo fanno con un effetto speciale scelto da noi.

32 Vediamo come portare questa programma sotto PowerPoint … Casella di testo di prova 1) ENTRA CERCHIO ROSSO !! 2) ESCE IL CERCHIO ROSSO !! 3) ENTRA UNA CASELLA DI TESTO DI PROVA !! ProgrammaLo stesso programma su PowerPoint L’oggetto “Ovale 2” è il nome del “cerchio rosso” e l’oggetto “Forma 3” è il nome della “casella di testo”

33 Guardiamo qualcuno dei comandi di animazione visti. Che significato ha il seguente comando ? Vediamo di interpretare i comandi.. L’oggetto si chiama “Ovale 2” Il comando è “ENTRA” Il comando parte con un click del mouse In altre parole, il comando dice “fai entrare l’oggetto “Ovale 2” al click del mouse con un particolare effetto di animazione” L’effetto di animazione è possibile vederlo solo andando a “spulciare” nel comando.

34 Guardiamo qualcuno dei comandi di animazione visti. Che significato ha il seguente comando ? Vediamo di interpretare i comandi.. L’oggetto si chiama “Ovale 2” Il comando è “ESCE” Il comando parte con un click del mouse Abbiamo detto a PowerPoint: “Fai uscire l’oggetto “Ovale 2” al click del mouse con un particolare effetto di animazione” L’effetto di animazione è possibile vederlo solo andando a “spulciare” nel comando.

35 Due oggetti entrano insieme: un rettangolo ed uno ovale Per realizzare ciò, ecco i comandi : Avete notato che accanto al comando che fa entrare l’oggetto “Ovale 3” non c’è il simbolo del mouse quindi non viene attivato al click del mouse. Ciò significa che l’Ovale 2 ENTRA contemporaneamente al precedente.

36 Esercitazione sull’animazione personalizzata Inserite 4 oggetti Fate entrare il primo ogg. al clic del mouse Fate entrare il secondo ogg. al clic del mouse Fate uscire il secondo ogg. ed in contemporanea fate uscire il terzo ogg. Dopo 2 secondi fate entrare anche il 4° ogg. IN BOCCA AL LUPO !!!

37 Impostare un’azione su un oggetto Su un oggetto, ad esempio un immagine, possiamo fare in modo che al clic del mouse o al semplice passaggio del mouse sull’immagine, venga eseguita un’azione Provate a cliccare sulla macchinina e vedete cosa succede … dovrebbe partire il sonoro di un’esplosione

38 Le possibili azioni – parte prima Per impostare un’azione sull’oggetto bisogna selezionare l’oggetto, cliccare sul tasto azione della scheda “Inserisci” Apparirà la seguente consollina: Nel caso della macchinina abbiamo impostato che al clic del mouse venisse riprodotto il suono di una bomba

39 Le possibili azioni – parte seconda Se spunto la voce posso fare in modo che al clic del mouse sull’oggetto avvenga un salto ad altra diapositiva: Alla prima o alla successiva o alla precedente o all’ultima diapositiva All’ultima diapositiva visualizzata tenendo conto della sequenza di diapositive appena visualizzate PARTICOLARITA’ Se al posto di scegliere “bomba” scegliete “Altri segnali acustici …” avete la possibilità di scegliere un suono preregistrato

40 Un possibile utilizzo dell’impostazione azione su un oggetto Immaginate di avere le immagini in formato tessera di ogni compagno di classe (basta fare una foto ad ogni singolo oppure, in maniera più rude, da una foto di gruppo ritagliare, mediante Paint, i volti di ognuno) Ogni compagno recita una poesia e l’audio lo registriamo sulla stessa diapositiva (vedi prossima slide) Inserite le immagini dei compagni nelle slide e poi mediante l’impostazione “Altri segnali acustici …” impostate, al clic del mouse, il sonoro recitato del compagno

41 Per registrare un file audio … Bisogna disporre di un microfono. I nuovi computer di solito ce l’hanno già incorporato Nella scheda “Inserisci” andare sul tasto “Audio” e scegliere la voce infine in “Registra suono”(se tale opzione è disabilitata allora bisogna collegare un microfono al PC) E’ molto importante dare un nome significativo al suono e dopo … Premete il tasto di registrazione a forma di cerchio rosso e quando avete terminato premete il quadratino ed infine il tasto OK Sulla diapositiva apparirà un altoparlantino giallo: la partenza del sonoro è già impostata in modo che parta quando verrà presentata la diapositiva (vedi in “Animazione personalizzata”) Entrate in animazione personalizzata e cancellate con il tasto “canc” il comando di animazione che vi ha imposto: A questo punto il suono è pronto per essere utilizzato. Può essere: –impostato come azione su un oggetto (vedi diap. precedenti) –come brano musicale di una diapositiva o dell’intera presentazione (giocando con animazione personalizzata dell’altoparlatino)

42 I pulsanti di azione PowerPoint propone l’utilizzo di pulsanti standard con un azione associata. Vedi piè della diapositiva. Tali pulsanti sono disponibili nella lista delle “Forme” nella scheda “Inserisci” I pulsanti in questione sono autoesplicativi e, come abbiamo visto, le azioni che compiono possiamo riprodurle anche cliccando su immagini personalizzate In particolare, il pulsante a forma di “U” con freccia permette di spostarsi sull’ultima diapositiva visualizzata nella sequenza di navigazione tra le diapositive. Ha lo stesso effetto del pulsante “Indietro” durante la navigazione su pagine web

43 Creazione di un collegamento ipertestuale su qualsivoglia oggetto Selezionate la casella di testo, l’immagine o la forma voluta e cliccate con il tasto destro del mouse e poi selezionate la voce collegamento ipertestuale Cliccate qui e scegliete dall’elenco che apparirà la diapositiva a cui saltare

44 Il collegamento ipertestuale è possibile inserirlo anche in corrispondenza di una singola parola o frase Nel mezzo del cammin di nostra vita …..camminvita Esempio Nella casella di testo d’esempio ho inserito due collegamenti: uno sulla parola cammin che salta alla prima diapositiva dell’opera e un altro sulla parola vita che salta alla seconda diapositiva dell’opera. Per far ciò, ho selezionato la parola “cammin” sono andato nella scheda “Inserisci” ed ho cliccato sulla voce “Collegamento ipertestuale”. Ho agito allo stesso modo nell’inserire un collegamento ipertestuale sulla parola “vita” Se poi aggiungo a piè della diapositiva i classici pulsanti di azione allora ho realizzato un “ipertesto”

45 Esempio #1 – Domande a risposta multipla Creiamo una sequenza di diapositive ognuna delle quali contiene una domanda a risposta multipla: due caselle di testo, la prima con la domanda e la seconda con un elenco puntato delle possibili opzioni di risposta. Proviamo con tre diapositive con tre domande Infine inseriamo come ultime due diapositive dell’opera una diapositiva con titolo “SBAGLIATO !” ed un’altra con il titolo “CORRETTO !” In queste due diapositive inseriamo il pulsante di azione “Ritorno” presente nel menù “Presentazione” (vedi pulsante qui sotto raffigurato) In corrispondenza delle risposte sbagliate impostiamo un “collegamento ipertestuale” che punti alla diapositiva con titolo “SBAGLIATO !”; viceversa in corrispondenza delle risposte giuste impostiamo un “collegamento ipertestuale” che punti alla diapositiva con titolo “CORRETTO !”;

46 Esempio#2: Creazione di un album fotografico con effetti di transizione Per creare un album fotografico bisogna inserire un’immagine per diapositiva e giocare con la «transizione diapositive» Per realizzare velocemente un album fotografico partendo da un insieme di foto, PowerPoint 2003 mette a disposizione un modo guidato: scegliere la scheda «Inserisci», premere il pulsante «Album foto» ….

47 Altri modelli di PowerPoint PowerPoint 2007 propone anche dei modelli di presentazione già preimpostati Provate ad andare nel menù “File”, poi “Nuovo”, nel riquadro delle attività scegliete “Modelli installati” e infine sbizzarritevi a scegliere, di volta in volta, un modello differente Potete anche scegliere uno dei modelli proposti da Microsoft online

48 Esempio#3: immagine con aree cliccabili Voglio far in modo che cliccando su un particolare dell’immagine, ad esempio, la bandiera europea dell’immagine qui sotto riportata, salto direttamente ad un’altra diapositiva

49 Esempio#3: immagine con aree cliccabili Immagine Creo un rettangolo delle stesse dimensioni della bandiera europea e con riempimento a “tinta unita” e trasparenza a 100% associo al rettangolo un “collegamento ipertestuale” ad un’altra diapositiva

50 Esempio#3: immagine con aree cliccabili Sovrappongo il rettangolo (in primo piano) alla fotografia (in secondo piano) tolgo il bordo perimetrale al rettangolo ed infine raggruppo i due oggetti (immagine e rettangolo) Il risultato di tale operazione si trova nella prossima diapositiva

51 Esempio#3: immagine con aree cliccabili – RISULTATO FINALE Allo stesso modo possiamo creare altre aree cliccabili, non necessariamente di forma quadrata; volendo si può utilizzare il “Disegno”, “Linee”, “A mano libera” per tracciare l’area interessata. Immaginate di avere un disegno di un bambino che fa da sfondo e di voler rendere sensibili al tocco alcune specifiche aree oppure immaginate di avere un quadro da dettagliare …..

52 UNIONE EUROPEA BLA BLA BLA E’ importante avere questo tasto così l’utente ha l’opportunità di tornare sulla diapositiva precedentemente visualizzata

53 Le GIF animate GIF è un particolare formato di immagine (estensione del file.gif) che può contenere sia “immagine statica”, come tutti gli altri formati (.jpg,.bmp,.tif, …), sia una piccola animazione (le cosiddette gif animate) Se cercate su Internet la frase “gif animate” potete trovare e salvare su file gif animate (un vostro archivio personale) o copiare una gif animata direttamente sulla diapositiva (copia/incolla) L’immagine si animerà solo quando avviate la presentazione della diapositiva che la contiene

54 Creazione di un GIF animata personalizzata Esistono dei servizi online che permettono di creare GIF animate. Ecco alcuni servizi online che vi permettono di creare una gif animata: –http://picasion.com/ –http://makeagif.com/ –http://gifmake.com/ –http://www.gifsoup.com/ –http://www.gickr.com/ –http://www.gifup.com/

55 Creazione di un GIF animata personalizzata Chiaramente, una volta entrati in uno dei siti su indicati, per creare una gif animata dovete caricare le immagini (i fotogrammi), già precedentemente predisposte sul vostro computer, preferibilmente della stessa dimensione, che compongono la sequenza di animazione della GIF animata Avviate la presentazione dalla diapositiva attuale e vedrete animarsi il francobollino posto qui a fianco Per realizzarla ho usato Paint. Ho creato e salvato due immagini della stessa dimensione, una con la “W” e l’altra senza la “W” ed ho usato il servizio su per generare la GIFhttp://picasion.com/


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