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1 CENTRO INTERPROVINCIALE DI BILANCI DI COMPETENZE seminario 16 marzo 2007 Dott.ssa Federica Bartoletti.

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1 1 CENTRO INTERPROVINCIALE DI BILANCI DI COMPETENZE seminario 16 marzo 2007 Dott.ssa Federica Bartoletti

2 2 CENTRO INTERPROVINCIALE PER BILANCI DI COMPETENZE Progettazione e pianificazione Questa azione ha comportato la progettazione di dettaglio del Centro per i bilanci di competenze e dei servizi ad esso relativo. La formalizzazione del team di persone che ha lavorato con il Centro La strutturazione dei raccordi, dei collegamenti e della logistica del Centro e delle altre istituzioni che operano con la disabilità presenti sul territorio.

3 3 Attivazione di un nucleo di competenza in merito agli ausili Strutturazione delle relazioni di raccordo fra nucleo di competenze di primo livello di definizione degli ausili (ausilioteca di Rimini- Azienda USL) e centro ausili regionali di Bologna per il secondo livello di competenze. Definizione delle possibili collaborazioni con Centro Interprovinciale dei Bilanci di competenza.

4 4 Modellizzazione del Bilancio Realizzazione di un prototipo di bilancio di competenze specifico per disabilità che associ le diagnosi mediche al portfolio formativo, alle capacità lavorative e alle caratteristiche relazionali del soggetto. Test e verifica del bilancio modellizzato e con la successiva pubblicazione sia cartacea che Internet di quanto realizzato;

5 5 Attivazione del servizio Bilanci di competenza Somministrazione a livello sperimentale di bilanci di competenze su un gruppo di 15 utenti. Attivazione del Servizio Ausili Sperimentazione delle ipotesi di raccordi fra ausilioteca di Rimini e centro regionale ausili di Bologna su un caso “complesso”. Documentazione dell’attività Analisi dei risultati ottenuti, la raccolta di tutta la documentazione prodotta e la strutturazione di un piano di sostenibilità finanziaria dell’iniziativa affinché divenga possibile, per il Centro, continuare a svolgere le proprie attività anche una volta terminato il finanziamento del progetto.

6 6 L’equipe: Prof. Canevaro (Università di Bologna) supervisore scientifico Dott.ssa Bartoletti (Università di Bologna) monitoraggio, costruzione modello di BDC, somministrazione agli utenti, definizione piano fattibilità Centro Interprovinciale Bilanci Messia (servizio disabili università Bologna) monitoraggio, costruzione modello di BDC, somministrazione agli utenti, definizione piano fattibilità Centro Interprovinciale Bilanci Dott.ssa Palacchino (comune Bologna) monitoraggio, costruzione modello di BDC, somministrazione agli utenti Dott.ssa Lontani (psicologa tirocinante) costruzione modello di BDC, somministrazione agli utenti Dott. Raffini (ufficio legale Comune di San Lazzaro) ipotesi sostenibilità giuridico-amministrativa del Centro Dott.ssa Bonaldi (Opimm Bologna) supervisione al modello di BDC Dott.ssa Brusa (ausilioteca Bologna) consulenza ed apporti sugli ausili Stefano Ghedini (tirocinante psicologo) monitoraggio siti, testi implementazione del portale Dott.ssa Paci Christina coordinatrice del progetto OLTRE (azioni sistema) Dott.sse Manfredi Giovanna e Avanzini Federica coordinatrici del progetto OLTRE (azioni aiuti alle persone)

7 7 Modellizzazione del Bilancio Mappatura dei bilanci di competenze esistenti a livello nazionale ed internazionale Creazione di un modello di BDC che riprende gli spunti migliori offerti da: - Modello BDC (Genova-Lepri) - Modello BDC ISFOL - Modello Opimm Bologna - Modello CDH Crespellano - Modello Ottawa - Modello Enaip Lombardia in una logica di riferimento di ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute,

8 8 “Lo scopo generale della classificazione I.C.F è quello di fornire un linguaggio standard e unificato che serva da modello di riferimento per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati. Essa definisce le componenti della salute e alcune componenti ad essa correlati (come l’istruzione e il lavoro). I domini contenuti nell’I.C.F possono, perciò, essere visti come domini della salute e domini ad essa correlati. Questi domini sono descritti dal punto di vista corporeo individuale e sociale in due elenchi principali: (1) Funzioni e Strutture corporee e (2) Attività e Partecipazione” (O.M.S. 2002, p.11). Elementi centrali: - concetto di salute che viene aperto a elementi che sono l’istruzione e il lavoro. - l’interesse maggiore dell’I.C.F. è rivolto al funzionamento, a capire “come funziona” un individuo. E non è tanto in termini di statistica quanto il funzionamento in proiezione e progettazione dinamica. Non quindi quello che oggi sa fare un individuo ma è quello che potrà fare introducendo nella propria vita dei cambiamenti. Organizzare il funzionamento è il modo più interessante, che viene indicato come innovativo: da qui si capisce che le limitazioni sono relative. La possibilità di sviluppo di proposte il più possibile partecipate permette di avere una buona valutazione e una buona diagnosi.

9 9 IL NOSTRO BILANCIO DI COMPETENZE: COSA NON E’: * una serie di test * una diagnosi di personalità * una psicoterapia * una prova di selezione * un colloquio di valutazione * un semplice riconoscimento delle risorse acquisite

10 10 IL NOSTRO BILANCIO DI COMPETENZE: è un processo che privilegia una diagnosi evolutiva, che mette al centro del processo di bilancio l’apprendimento del cliente. L’obiettivo non è quindi più “descrivere per valutare”, ma “descrivere per produrre un’evoluzione della persona” ed il percorso di bilancio si configura come un processo di apprendimento È uno strumento mediatore

11 11 realizza un percorso ricorsivo, dove l'esplorazione non procede in modo lineare, ma può “tornare sui propri passi” riprendendo temi e oggetti già esplorati in funzione del processo di apprendimento attivato nella persona; non parte dal presupposto che la realtà da indagare sia pre-definita e debba solo essere resa visibile per il tramite della strumentazione tecnica del consulente. La realtà da indagare viene definita nell’ interazione consulente-cliente, anche in funzione dei nuovi apprendimenti della persona che si realizzano nel percorso e che la persona valuta come importanti per sé. (tratto da “Ritrovarsi per ritrovare il lavoro” 2007 Ed.FrancoAngeli)

12 12 il percorso di bilancio si configura come un processo di costruzione, che aiuta la persona a creare nessi tra diverse dimensioni di sé: (sé personale e sé professionale), tra diverse dimensioni temporali (passato, presente, futuro) e a costruire un senso complessivo degli eventi della propria storia; il metodo della narrazione prefigura un percorso di bilancio flessibile nel quale non tutte le dimensioni dell’esperienza della persona hanno la stessa rilevanza per l'attività conoscitiva e per l’esplorazione del soggetto o il suo progetto di sviluppo professionale (tratto da “Ritrovarsi per ritrovare il lavoro” 2007 Ed.FrancoAngeli)

13 13 Il percorso di bilancio si articola in tre fasi fondamentali, ad ognuna delle quali corrispondono specifici obiettivi Percorso I FASE PRESENTAZIONE ACCOGLIENZA II FASE LA DINAMICA DEL BILANCIO III FASE RESTITUZIONE

14 14 PRESENTAZIONE ED ACCOGLIENZA effettuare una analisi iniziale della domanda ai fini di individuare il tipo di risposta più opportuna. fornire una informazione chiara sul percorso per consentire l'accoglimento e favorire l'esplicitazione di motivazioni ed aspettative; sviluppare una più approfondita analisi e decodifica della domanda; definire gli obiettivi specifici del percorso e porre le premesse per la definizione del "contratto di bilancio". Costruire una relazione significativa fra consulente e persona

15 15 LA DINAMICA DEL BILANCIO identificare e ricostruire l'insieme di conoscenze, abilità e risorse psicosociali in possesso della persona; analizzare e valorizzare sia le competenze maturate che i meccanismi e i processi che presiedono e sostengono l'acquisizione di tali competenze da parte del soggetto in relazione agli ambiti formativi e lavorativi di riferimento; aumentare e valorizzare le conoscenze del soggetto circa le opportunità offerte dal contesto esterno; favorire il confronto tra risorse possedute e opportunità offerte dal contesto, allo scopo di individuare le risorse "spendibili" e/o da potenziare e mettere a fuoco le competenze "trasferibili"; facilitare e sostenere il processo di co-costruzione identitaria, di autodeterminazione

16 16 RESTITUZIONE rielaborare, mettere in relazione e portare a sintesi gli elementi relativi al soggetto emersi dalla fase di esplorazione e analisi. (colloquio, autovalutazione sulla griglia e documento scritto) restituire al cliente gli elementi significativi del bilancio e confrontarsi sui suoi contenuti e risultati, utilizzando come strumento il la griglia di BDC, restituzione dei materiali elaborati e documento di sintesi del bilancio. Confronto e definizione degli attori da coinvolgere nella restituzione (famiglia, altri professionisti, ecc) RESTITUZIONE AGLI OPERATORI (servizi) “INVIANTI”: BDC ampio Documento di sintesi Colloquio

17 17 Alcuni principi della restituzione: Evocare luoghi di azione reali e riconosciuti dall’altro La mappa non è il territorio Dare appuntamenti credibili e mai decisivi o ultimativi Dare tempo, periodizzarlo, renderlo visibile Raccontare senza burocratizzare Avere “mediatori” efficaci per la restituzione Far capire che non sappiamo come finirà la storia, perché non ne siamo i padroni

18 18 SPERIMENTAZIONE Prima modalità di percorso (75%utenti) consulente assieme ad orientatrice solo nell’incontro iniziale di presentazione del progetto e durante presentazione del “caso”effettuata da assistente sociale Seconda modalità di percorso (25%utenti) consulente assieme ad orientatrice sia negli incontri iniziali di presentazione del progetto, durante la presentazione del “caso” sia durante la parte orientamento e project work del progetto oltre. Le due modalità sono servite a sperimentare le migliori condizioni per l’utenza e il miglior utilizzo dello strumento.

19 19 SPAZI-LUOGHI UTILIZZATI Aule, uffici, laboratori, portineria, segreteria, copisteria (Enaip) Bar Uscite (mercato, cineteca,ecc) Sede tirocinio/stage Abitazione utente

20 20 METODOLOGIA E STRUMENTI UTILIZZATI DURANTE I PERCORSI COLLOQUIO OSSERVAZIONE NARRAZIONE AUTOVALUTAZIONE E RESTITUZIONE PARTECIPATA Contratto-patto iniziale personalizzato So fare/non so fare/so fare se (pedagogia attiva) Schede testo Pombeni “il colloquio di orientamento” Mappa delle competenze (testo il portfolio delle competenze, Tuffanelli Erickson) Schede autodiagnosticarsi e autovalutarsi (progetto Dosy) Test autostima “Quanto ti stimi ?” dal TMA Se fossi sarei… Ero/sono/sarò Mappe concettuali Diagrammi e grafici Co-costruzione di mansionari-confronto con mansionari ISFOL Scheda ausilioteca regionale Simulate (computer, attività segretariali, colloqui di lavoro, ecc)

21 21 Gli utenti Il percorso di bilancio è stato proposto a 15 persone L’età compresa fra 19 anni e 47 anni 70 % maschi 30 %femmine Diagnosi: ritardo mentale collegato a disturbi comportamentali/tetraparesi/paralisicerebrale/Sindrom e di Townen/disturbi dell’apprendimento/depressione bipolare//emiparesi/epilessia/paraplegia/distrofia di Steinert, tetraparesi spastica/esiti da coma/ischemia cerebrale. Numero medio di incontri di BDC ad utente: 10 Dalla fase di accoglienza sono emerse motivazioni, finalità del percorso e soprattutto bisogni molto diversificati quindi ogni BDC è stato un percorso personalizzato.

22 22 Il modello di BDC creato: MACRO-CATEGORIA COMPETENZE DI BASE E CAPACITA’ COGNITIVE 1A) COMPETENZE PRIMARIE 1B) RAGIONAMENTO E LOGICA 1C) MEMORIA 1D) APPRENDIMENTO 1E) ATTENZIONE 1F) RESISTENZA / TENUTA “MENTALE” 1G) ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA

23 23 COMPETENZE PRIMARIE  Competenze nell’uso della lingua orale: si esprime verbalmente in modo chiaro e conciso, utilizza un linguaggio comprensibile agli altri, usa frasi brevi, verifica se l’interlocutore ha compreso il messaggio, utilizza correttamente il silenzio, le pause, dando all’interlocutore la possibilità di esprimersi, capacità di cogliere l’informazione trasmessa dal referente  Saper leggere: lettura, comprensione  Saper scrivere: riesce a strutturare il testo secondo una sequenza logica, usa frasi brevi, la struttura della frase è grammaticalmente corretta, usa un linguaggio ricco e non stereotipato, riesce a comporre i suoi pensieri in modo chiaro e conciso  Saper contare: conoscenza del sistema decimale, porre i numeri in progressione  Saper fare operazioni (addizione sottrazione, moltiplicazione, divisione)  Conoscenza della tavola pitagorica  Saper calcolare rapporti e percentuali  Uso della calcolatrice  Conoscere e applicare l’ordine alfanumerico  Conoscere le unità di misura: lunghezza, peso, capacità, superficie e volume

24 24 2) MACRO-CATEGORIA COMPETENZE TRASVERSALI E RELAZIONALI 2A) AUTOSTIMA 2B) CONSAPEVOLEZZA ORGANIZZATIVA 2C) CAPACITA’ RELAZIONALI E LAVORARE IN GRUPPO 2D) COMPETENZE COMUNICATIVE 2E) INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI (Interazioni interpersonali semplici: rispetto e cordialità nelle relazioni, apprezzamento nelle relazioni, tolleranza nelle relazioni, critiche nelle relazioni, segnali sociali nelle relazioni, contatto fisico nelle relazioni. Interazioni interpersonali complesse: formare delle relazioni, porre termine alle relazioni, regolare i comportamenti nelle interazioni, interagire secondo le regole sociali, mantenere la distanza sociale. Relazioni interpersonali particolari: entrare in relazione con estranei, relazioni formali (entrare in relazione con persone autorevoli, con subordinati, con persone di pari livello) Relazioni sociali informali: con amici, con vicini di casa, con conoscenti, con coinquilini, con i pari. Relazioni familiari: relazioni genitori-figli, figlio-genitori, tra fratelli, nella famiglia allargata. Relazioni intime: romantiche, coniugali, sessuali.)

25 25 3) MACRO-CATEGORIA: CAPACITA’ MOTORIE E PSICOMOTORIE 3A) COORDINAZIONE ED EQUILIBRIO: 3B) FORZA E RESISTENZA: 3C) LATERALITA’: 3D) ORIENTAMENTI SPAZIO- TEMPORALI 3E) MANUALITA’

26 26 COORDINAZIONE ED EQUILIBRIO Muovere testa e collo. Muovere braccio destro Stabilità mano braccio Muovere braccio sinistro Usare contemporaneamente arti superiori Manipolare un oggetto di piccole dimensioni Mantenere la posizione eretta /equilibrio corporeo Mantenere posizione seduta Muovere il tronco

27 27 4) MACRO-CATEGORIA AUTONOMIE ABILITA’ PERSONALI ALIMENTAZIONE AUTONOMIE SOCIALI SPOSTAMENTI NEGLI AMBIENTI ITERNI ED ESTERNI ATTIVITA’ DOMESTICHE TEMPO LIBERO

28 28 AUTONOMIE SOCIALI  Usare il denaro o Riconoscere i diversi tagli o Contare il denaro o Acquistare correttamente un bene (effettuare il pagamento in moneta contante versando l’importo esatto o, nel caso in cui venga corrisposto un unità di moneta superiore al prezzo, controllare il resto) o Usare altre forme di pagamento (assegni, vaglia, carta di credito ecc…) o Pianificare e gestire un budget  Tempo o Usare il calendario o Usare l’orologio o Usare con cognizione di causa nozioni temporali (presente, passato, prima, dopo) o Rispettare un orario fissato  Servizi o Gestire un conto corrente o Spedire / ritirare un pacco o una lettera o Rivolgersi ai servizi medici o Utilizzare servizi (lavanderia, barbiere ecc…) o Usare i distributori automatici o Usufruire di un self-service o Usufruire di un take-away o Andare in un ristorante / bar  Organizzare una festa  Prendere un appuntamento

29 29 5) MACRO-CATEGORIA COMPETENZE TECNICHE INFORMATICA LINGUA STRANIERA USO DI STRUMENTI DI MISURA ATTIVAZIONE NELLA RICERCA DI STRATEGIE CAPACITA’ DI PROBLEM SOLVING DECISION MAKING CREATIVITA’ SENSO CRITICO MANSIONARIO

30 30 Ipotesi iniziale per somministrazione bilanci di competenza fase di accoglienza e contratto con utente (1/2 incontri) (la volontarietà e completa adesione al percorso è requisito base) ricostruzione del passato (1/2 incontri) ricostruzione del presente e del sé (2 incontri) ricostruzione e analisi delle esperienze lavorative e delle motivazioni (1/2 incontri) BILANCIO DI COMPETENZE: fase osservativa e di simulate (durata 20/30 ore). Confronto finale con utente (2/3incontri) ed operatore, in due incontri diversificati, restituzione del BDC (2 incontri).


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