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Introduzione ai generi letterari – Elementi di narratologia Diana Dragoni.

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Presentazione sul tema: "Introduzione ai generi letterari – Elementi di narratologia Diana Dragoni."— Transcript della presentazione:

1 Introduzione ai generi letterari – Elementi di narratologia Diana Dragoni

2 “Testo”, dal latino textus

3 Classificazione dei testi PER GENERE : lirica narrativa drammaturgia PER TIPI : narrativi, descrittivi, argomentativi, espositivi, regolativi.

4 IL TESTO NARRATIVO FAVOLAFIABANOVELLARACCONTOROMANZO In base alla forma e al contenuto si distingue in

5 Elementi sempre presenti: 1.Un narratore 2.Un destinatario 3.Una storia 4.Un ambiente 5.Un tempo

6 LA FAVOLA Può avere come protagonisti esseri umani o animali (questi ultimi rappresentati con caratteristiche umane, nei pregi e nei difetti); spesso si conclude con una morale. Es.: le favole di Esopo (VI-V sec. a.C.), le favole di Gaspare Gozzi ( )

7 LA FIABA Più lunga della favola e ricca di colpi di scena, è caratterizzata da un’ambientazione fantastica, popolata da esseri magici, fate, folletti e streghe, gnomi e orchi, oltre a re, principi e principesse. Es.: Fiabe italiane di Italo Calvino ( )

8 LA NOVELLA e IL RACCONTO Le vicende si articolano secondo relazioni di causa- effetto ed arrivano ad una conclusione. I personaggi sono realisticamente individuati e inseriti in un contesto descritto con precisione, spesso con riferimenti a situazioni storiche concrete. Di minore ampiezza rispetto al romanzo, si distingue in vari tipi: storico, fantastico, comico ecc. Es.: le novelle raccolte nel Decameron di Boccaccio ( )

9 IL ROMANZO Una narrazione lunga, generalmente in prosa, di vicende che possono essere reali o di fantasia, incentrate sul protagonista, intorno al quale ruotano le vicissitudini di altri personaggi. L’intreccio, ricco di sviluppi, può giungere ad una conclusione positiva o negativa. Può essere d’avventura, giallo, umoristico, satirico, psicologico, storico, verista… Es.: I promessi sposi di Alessandro Manzoni (1785 –1873)

10 Elementi di narratologia

11 IL TESTO NARRATIVO SEQUENZE (MICRO E MACRO) NARRATIVE DESCRITTIVE DIALOGATE RIFLESSIVE È divisibile in unità minime di significato, dette Possono essere

12 Le MICROSEQUENZE sono brevi sequenze in stretta relazione con unità di contenuto più ampie (sequenze), che riportano un evento oppure informazioni del segmento narrativo. MACROSEQUENZA, un organismo complesso e articolato del testo. In essa compaiono dei mutamenti interni di una certa rilevanza e ben individuabili. L’unione di più sequenze può essere considerata una

13 Il passaggio tra una sequenza e l’altra può essere segnalato da: 1.mutamento di tempo (il giorno, oggi, la sera prima…); 2.mutamento di luogo; 3.entrata o uscita di un personaggio; 4.diversa tipologia narrativa: descrizione, narrazione, dialogo, riflessione… 5.mutamento di contenuto.

14 Gli elementi base di un racconto: 1.la fabula e l’intreccio della storia; 2.i personaggi e le loro caratteristiche; 3.il luogo e l’ambiente; 4.il tempo della storia e del racconto; 5.il ruolo del narratore.

15 FABULA Successione logico- cronologica degli eventi essenziali per lo sviluppo della vicenda elaborata dal lettore Organizzazione e disposizione artificiale degli eventi data dall’autore INTRECCIO

16 Tempo della Storia e Tempo del Racconto SCENA: TR = TS SOMMARIO: TR < TS ELLISSI: TR = 0 ANALISI: TR > TS PAUSA: TS = 0 RITMO NARRATIVO LENTOVELOCE

17 1.(Antefatto) 2.Situazione iniziale 3.Esordio e rottura dell’equilibrio 4.Peripezie 5.Spannung (momento di massima tensione) 6.Soluzione o scioglimento (conclusione) SCHEMA NARRATIVO

18 PRESENTAZIONE CARATTERIZZAZIONE I PERSONAGGI DA PARTE DEL NARRATORE DA PARTE DI UN ALTRO PERSONAGGIO SI PRESENTA DA SE’ FISICA o ESTERIORE PSICOLOGICA SOCIALE (contesto e classe sociale…) CULTURALE (modo di esprimersi, argomenti, studi…) IDEOLOGICA (valori, ideali…) DIRETTAINDIRETTA

19 IL RUOLO e IL SISTEMA DEI PERSONAGGI RUOLO NELLA FABULA: Protagonista; Personaggio secondario; Comparsa. FUNZIONE NEL SISTEMA DELLE RELAZIONI: Eroe; Oggetto del desiderio; Antagonista; Aiutante (dell’eroe) o mediatore positivo; Oppositore (dell’eroe) o mediatore negativo; Antieroe.

20 LA TIPOLOGIA DEI PERSONAGGI Personaggi DINAMICI Si modificano o dal punto di vista fisico o psicologico o passano da uno stato sociale all’altro Personaggi STATICI Non sono soggetti a evoluzione o mutamenti di alcun tipo

21 LO SPAZIO La descrizione dei luoghi può avere funzione DENOTATIVA (effetto di realtà e verosimiglianza) CONNOTATIVA (carica di significati simbolici) E può servirsi di una modalità di rappresentazione EXTRADIEGETICA (affidata a sequenze unicamente descrittive) DIEGETICA (disseminata all’interno della narrazione dei fatti)

22 IL TEMPO I riferimenti al tempo in cui si sono svolti i fatti ( INDICATORI o MARCHE TEMPORALI ) Scandire la successione dei fatti Precisare la durata degli avvenimenti Cogliere la prospettiva temporale (cioè la distanza tra l’ «allora» dei fatti e l’ «adesso» della narrazione) Definire l’epoca di riferimento servono a

23 NARRATORE AUTORE Scrittore che ha ideato e scritto il testo, quindi è dotato di una precisa fisionomia storica Persona fittizia che nasce dalla finzione letteraria, a cui è affidato il compito di narrare la storia

24 PUNTO DI VISTA e FOCALIZZAZIONE

25 LINGUA e STILE

26 FONTI: Il testo narrativo letterario e le sue caratteristiche generali: /approfondimenti/Approfondimenti__Testo_le tterario.pdf Guida per l’uso del portfolio europeo… BIGLIA, MANFREDI, TERRILE, CURRARINI, Interminati spazi, a, Paravia, 2010.


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