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Introduzione allo Humanistic Management Lezioni 13-14 Marco Minghetti Pavia 2012.

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1 Introduzione allo Humanistic Management Lezioni Marco Minghetti Pavia 2012

2 5 LA SINGOLARITA’ INDIVIDUALE

3 Gli animali del circo Gli orsi battono le zampe ritmicamente, la scimmia in tuta gialla va in bicicletta, il leone salta nel cerchio fiammeggiante, schiocca la frusta e suona la musichetta, schiocca e culla gli occhi degli animali, l’elefante regge un vaso sulla testa, e i cani ballano con passi uguali. Mi vergogno molto, io – umano. Divertimento pessimo quel giorno: gli applausi scrosciavano a cascata, benché la mano più lunga d’una frusta gettasse sulla sabbia un’ombra affilata

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6 Chiedere la carità di Charles Bukowski come la maggior parte di voi, ho fatto così tanti lavori che mi sento come se mi avessero sventrato e avessero buttato le mie budella al vento. ho incontrato qualcuno in gamba lungo la strada e anche gente tutt’altro che simpatica. e quando penso a tutti quelli con cui ho lavorato – anche se sono passati decenni – il primo che mi viene in mente è Karl. mi ricordo di Karl: il nostro lavoro richiedeva che indossassimo grembiuli legati dietro e intorno al collo con dei lacci.

7 io stavo sotto di Karl, e lui mi diceva: “abbiamo trovato un lavoro facile”. ogni giorno uno per uno venivano i nostri superiori, Karl faceva un leggero inchino con il busto, sorrideva, e con un cenno della testa li salutava uno per uno: “buon giorno dottor Stein”, oppure “buongiorno signor Day” oppure signora Knight o se la donna non era sposata “buongiorno, Lilly” o Betty o Fran. io non dicevo mai niente

8 Karl sembrava preoccupato che stessi sempre zitto e un giorno mi prese da parte e mi disse: “ehi, dove cazzo lo trovi un posto come questo dove fai la pausa pranzo di due ore?” “da nessuna parte, immagino…” “okay, senti, per tipi come me e come te, questo è il massimo che puoi chiedere, è così e stop” aspettai. “insomma, senti, all’inizio è pesante leccargli il culo, non è venuto facile neanche a me

9 ma dopo un po’ ho capito che non me ne importava. mi sono costruito un guscio intorno. e adesso ho il mio guscio, capisci?” lo guardai e vi giuro sembrava proprio che avesse intorno un guscio, sembrava avere una specie di maschera in faccia e i suoi occhi erano spenti, vuoti e imperturbabili; io stavo lì a guardare una conchiglia tutta scassata. passarono un po’ di settimane. non cambiò nulla: Karl continuava a fare inchini, a prostrarsi e a sorridere imperterrito, completamente a suo agio.

10 io continuavo a fare il mio lavoro. poi, un giorno, Karl mi prese di nuovo da parte. ”senti, il dottor Morely mi ha parlato di te”. “ah sì?” “mi ha chiesto che cosa avevi che non andava” “e che gli hai detto?”

11 “gli ho detto che sei giovane” “grazie”. dopo aver ricevuto lo stipendio successivo, lasciai il lavoro. ma poi dovetti comunque accettare un lavoro simile a quello e considerando gli altri Karl

12 alla fine li ho perdonati tutti ma non me stesso: essere una merce deperibile alle volte può rendere strano un uomo, quasi inutilizzabile sul lavoro estremamente odioso – e non un servo della libera impresa.

13 Alla ricerca della propria singolarità Da millenni la poesia accompagna e sostiene l’evoluzione dell’uomo, grazie alla sua capacità di dare senso ad ogni momento dell’esistenza. “La poesia”, ha affermato Szymborska, “come del resto tutta la letteratura, trae le sue forze vitali dal mondo in cui viviamo, da vicissitudini davvero vissute, da esperienze davvero sofferte e pensieri autonomamente pensati. Il mondo deve di continuo essere descritto daccapo, perché dopotutto non è mai lo stesso di una volta, non foss’altro perché un tempo noi non c’eravamo”.

14 La singolarità Singolarità è un termine con significati diversi, a seconda del contesto: Singolarità è un termine con significati diversi, a seconda del contesto: In fisica, una singolarità gravitazionale è il punto in cui l'attrazione gravitazionale tende ad infinito In fisica, una singolarità gravitazionale è il punto in cui l'attrazione gravitazionale tende ad infinitofisicasingolarità gravitazionaleattrazione gravitazionaleinfinitofisicasingolarità gravitazionaleattrazione gravitazionaleinfinito In matematica, il termine singolarità indica in generale un punto in cui una funzione o una superficie "degenera" o "tende ad infinito". In matematica, il termine singolarità indica in generale un punto in cui una funzione o una superficie "degenera" o "tende ad infinito".matematicafunzionesuperficieinfinitomatematicafunzionesuperficieinfinito In sintesi, in una "SINGOLARITÀ", tutte le leggi della fisica come noi le conosciamo capitolano, perdendo ogni valore. Le condizioni fisiche al centro di un buco nero sono talmente diverse da ogni realtà riproducibile sperimentalmente, da rendere impossibile qualunque tipo di previsione sulla natura dei fenomeni che accadono in esso. In sintesi, in una "SINGOLARITÀ", tutte le leggi della fisica come noi le conosciamo capitolano, perdendo ogni valore. Le condizioni fisiche al centro di un buco nero sono talmente diverse da ogni realtà riproducibile sperimentalmente, da rendere impossibile qualunque tipo di previsione sulla natura dei fenomeni che accadono in esso.

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16 La prima parte del film si svolge nell'Africa di quattro milioni di anni fa: un gruppo di ominidi, guidati da un capo, sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile; un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolito nero; gli ominidi venendovi a contatto imparano a usare strumenti per cacciare gli animali e a difendere il territorio uccidendo i nemici. La prima parte del film si svolge nell'Africa di quattro milioni di anni fa: un gruppo di ominidi, guidati da un capo, sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile; un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolito nero; gli ominidi venendovi a contatto imparano a usare strumenti per cacciare gli animali e a difendere il territorio uccidendo i nemici. La seconda parte del film si svolge nel 2001 (un anno del lontano futuro rispetto al 1968 in cui fu prodotto il film): il dott. Heywood Floyd è chiamato in missione su una base lunare dove è stato scoperto un grande monolito nero sotterrato ad arte in tempi remoti. Floyd viene accompagnato a visitare lo scavo con il monolito ancora nel buio della notte lunare quindicinale. Mentre gli astronauti posano davanti all'artefatto per delle fotografie, il primo raggio di sole dell'alba lunare lo illumina per la prima volta dopo milioni di anni di oscurità, attivandolo per emettere un forte segnale radio nel cosmo. La seconda parte del film si svolge nel 2001 (un anno del lontano futuro rispetto al 1968 in cui fu prodotto il film): il dott. Heywood Floyd è chiamato in missione su una base lunare dove è stato scoperto un grande monolito nero sotterrato ad arte in tempi remoti. Floyd viene accompagnato a visitare lo scavo con il monolito ancora nel buio della notte lunare quindicinale. Mentre gli astronauti posano davanti all'artefatto per delle fotografie, il primo raggio di sole dell'alba lunare lo illumina per la prima volta dopo milioni di anni di oscurità, attivandolo per emettere un forte segnale radio nel cosmo. Nella terza parte del film un gruppo di cinque astronauti, di cui tre in stato di ibernazione, sono in volo a bordo dell'astronave Discovery diretta verso Giove, assistiti da un supercomputer,HAL 9000, dotato di una sofisticata intelligenza artificiale che lo rende valido interlocutore degli esseri umani a bordo. Nella terza parte del film un gruppo di cinque astronauti, di cui tre in stato di ibernazione, sono in volo a bordo dell'astronave Discovery diretta verso Giove, assistiti da un supercomputer,HAL 9000, dotato di una sofisticata intelligenza artificiale che lo rende valido interlocutore degli esseri umani a bordo. Si scoprirà in seguito che ad HAL è stato chiesto di nascondere il reale obiettivo della missione ai due astronauti svegli, il comandante David Bowman e il suo vice Frank Poole. Le conseguenze di quest'ordine, che genera un conflitto interiore nel calcolatore, programmato per collaborare con gli esseri umani senza omissioni o alterazioni di dati o informazioni, iniziano a manifestarsi tragicamente in prossimità dell'arrivo su Giove. Inizialmente HAL avverte un guasto inesistente ad un componente per l'orientamento dell'antenna radio, collegamento con la Terra, poi, quando ciò inizia ad insospettire gli umani, non trova altra soluzione che tentare di eliminarli, compresi i tre in stato di ibernazione, cui toglie le funzioni vitali facendoli morire. Si scoprirà in seguito che ad HAL è stato chiesto di nascondere il reale obiettivo della missione ai due astronauti svegli, il comandante David Bowman e il suo vice Frank Poole. Le conseguenze di quest'ordine, che genera un conflitto interiore nel calcolatore, programmato per collaborare con gli esseri umani senza omissioni o alterazioni di dati o informazioni, iniziano a manifestarsi tragicamente in prossimità dell'arrivo su Giove. Inizialmente HAL avverte un guasto inesistente ad un componente per l'orientamento dell'antenna radio, collegamento con la Terra, poi, quando ciò inizia ad insospettire gli umani, non trova altra soluzione che tentare di eliminarli, compresi i tre in stato di ibernazione, cui toglie le funzioni vitali facendoli morire.

17 HAL uccide anche Frank durante un'escursione extraveicolare. David Bowman esce a sua volta per recuperare il corpo del collega, ma gli viene impedito di rientrare nell'astronave; riesce comunque a passare attraverso l'ingresso di emergenza, l'unico ad apertura manuale. Dopo la pericolosissima manovra, riprende il controllo della nave e disabilita le funzioni superiori del calcolatore. Mentre Bowman opera, la mente di HAL 9000 sembra regredire allo stadio infantile, riesumando antichi ricordi e discorsi e cantando la filastrocca che il suo istruttore gli aveva insegnato, la celeberrima Giro Giro Tondo. Prima di "morire" si avvia la riproduzione di un filmato preregistrato, nel quale il dottor Floyd rivela i veri scopi della missione all'equipaggio (oramai composto dal solo Bowman), sul monolito trovato sulla Luna diciotto mesi prima della partenza del Discovery, quale prima prova dell'esistenza di un'intelligenza extraterrestre. Il segnale radio emesso in direzione di Giove ha spinto a modificare la missione, da scientifica a quella di indagine di fenomeni extraterrestri. HAL uccide anche Frank durante un'escursione extraveicolare. David Bowman esce a sua volta per recuperare il corpo del collega, ma gli viene impedito di rientrare nell'astronave; riesce comunque a passare attraverso l'ingresso di emergenza, l'unico ad apertura manuale. Dopo la pericolosissima manovra, riprende il controllo della nave e disabilita le funzioni superiori del calcolatore. Mentre Bowman opera, la mente di HAL 9000 sembra regredire allo stadio infantile, riesumando antichi ricordi e discorsi e cantando la filastrocca che il suo istruttore gli aveva insegnato, la celeberrima Giro Giro Tondo. Prima di "morire" si avvia la riproduzione di un filmato preregistrato, nel quale il dottor Floyd rivela i veri scopi della missione all'equipaggio (oramai composto dal solo Bowman), sul monolito trovato sulla Luna diciotto mesi prima della partenza del Discovery, quale prima prova dell'esistenza di un'intelligenza extraterrestre. Il segnale radio emesso in direzione di Giove ha spinto a modificare la missione, da scientifica a quella di indagine di fenomeni extraterrestri. Nell'ultima parte, "Giove e oltre l'Infinito", Bowman arriva in orbita intorno al pianeta gigante avvistando un monolito nero, gigantesco, al quale prova ad avvicinarsi con una capsula. Una panoramica del sistema gioviano con i satelliti allineati ed il monolito pare inghiottire l'esploratore. Una scia luminosa multicolore cancella lo spazio conosciuto. Bowman e la capsula sono accelerati a velocità sconosciute. Scorci di stelle, nebulose, oggetti geometrici ed inquietanti panorami alieni si alternano fino a materializzarsi in una stanza chiusa, arredata instile impero. Nell'ultima parte, "Giove e oltre l'Infinito", Bowman arriva in orbita intorno al pianeta gigante avvistando un monolito nero, gigantesco, al quale prova ad avvicinarsi con una capsula. Una panoramica del sistema gioviano con i satelliti allineati ed il monolito pare inghiottire l'esploratore. Una scia luminosa multicolore cancella lo spazio conosciuto. Bowman e la capsula sono accelerati a velocità sconosciute. Scorci di stelle, nebulose, oggetti geometrici ed inquietanti panorami alieni si alternano fino a materializzarsi in una stanza chiusa, arredata instile impero. L'uomo esce dalla capsula, sconvolto dal viaggio, e viene accolto dalla stanza dove trova cibo, un letto e una sala bagno. Bowman, potendo soddisfare i suoi bisogni primari, sopravvive nella sua nuova dimora, in solitudine e in totale tranquillità. Non decifrabile da un'intelligenza umana è il ruolo dello spazio e del tempo. Bowman invecchia, non può dirsi con quale velocità, vedendo se stesso ai diversi stadi della propria vita. Allo stato massimo della sua vecchiaia, Bowman vede davanti a sé il monolito nero e rinasce in forma di feto cosmico, il "Bambino delle Stelle" (o Starchild), che in un istante si riporta nello spazio terrestre scrutando dal cielo la nostra Terra, cogitabondo. L'uomo esce dalla capsula, sconvolto dal viaggio, e viene accolto dalla stanza dove trova cibo, un letto e una sala bagno. Bowman, potendo soddisfare i suoi bisogni primari, sopravvive nella sua nuova dimora, in solitudine e in totale tranquillità. Non decifrabile da un'intelligenza umana è il ruolo dello spazio e del tempo. Bowman invecchia, non può dirsi con quale velocità, vedendo se stesso ai diversi stadi della propria vita. Allo stato massimo della sua vecchiaia, Bowman vede davanti a sé il monolito nero e rinasce in forma di feto cosmico, il "Bambino delle Stelle" (o Starchild), che in un istante si riporta nello spazio terrestre scrutando dal cielo la nostra Terra, cogitabondo.

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19 Singolo e doppio Il romanzo Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde di Robert Louis StevensonromanzoLo strano caso del dr. Jekyll e mr. HydeRobert Louis Stevenson Il romanzo il compagno segreto (The Secret Sharer) di Joseph Conradil compagno segretoJoseph Conrad Il romanzo Il ritratto di Dorian Gray di Oscar WildeIl ritratto di Dorian GrayOscar Wilde Il romanzo Il Sosia di Fëdor Michajlovič DostoevskijIl SosiaFëdor Michajlovič Dostoevskij "Die Elixiere des Teufels" (Gli Elisir del Diavolo) di E.T.A. HoffmannE.T.A. Hoffmann Il poema Der Doppelgänger di Heinrich Heine, adattato in musica da Franz SchubertDer DoppelgängerHeinrich HeineFranz Schubert Il racconto breve William Wilson di Edgar Allan PoeWilliam WilsonEdgar Allan Poe Il racconto Chi c'è lì? di John W. Campbell (adattato nei film La cosa da un altro mondo e La Cosa)Chi c'è lì?John W. CampbellLa cosa da un altro mondoLa Cosa Il romanzo La metà oscura di Stephen KingLa metà oscuraStephen King Il romanzo La Fattoria Blackwood di Anne RiceLa Fattoria BlackwoodAnne Rice In Rayuela di Julio Cortazar: il personaggio principale, Horatio, si convince, verso la fine del libro, che il suo amico Viaggiatore è il suo doppelgänger e lo accusa di ciò ripetutamente.RayuelaJulio Cortazar

20 La filosofia dei supereroi

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22 L’Anonimo Multiforme

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24 Dal solido al liquido Bauman propone di opporre alla modernità solida e al capitalismo “pesante” del fordismo l’attuale modernità liquida, espressione del capitalismo leggero, dove contano soprattutto le risorse finanziarie e quelle intangibili della conoscenza, della creatività.

25 L’età dell’impermanenza La natura della contemporaneità: incessantemente mutevole, rinnovata, imprevedibile. In una parola, “impermanente”. La natura della contemporaneità: incessantemente mutevole, rinnovata, imprevedibile. In una parola, “impermanente”. Come nel fiume di Eraclito, le persone e le organizzazioni oggi sono immerse in processi che trasformano la loro vita attimo dopo attimo: devono così essere pronte a modificare in tempi rapidissimi abitudini quotidiane, metodi e strumenti di lavoro, modi di pensare e di agire. Come nel fiume di Eraclito, le persone e le organizzazioni oggi sono immerse in processi che trasformano la loro vita attimo dopo attimo: devono così essere pronte a modificare in tempi rapidissimi abitudini quotidiane, metodi e strumenti di lavoro, modi di pensare e di agire. Per questo motivo, le tradizionali scuole di management hanno proposto numerose teorie volte a produrre culture aziendali improntate alla mutazione istantanea, alla formazione continua, alla “distruzione creatrice”. Per questo motivo, le tradizionali scuole di management hanno proposto numerose teorie volte a produrre culture aziendali improntate alla mutazione istantanea, alla formazione continua, alla “distruzione creatrice”.

26 CARATTERISTICHE DEI BARBARI 1: identita’ molteplice/mutante Scrive Bauman: “la risposta alla domanda sulla nostra identità non è più «sono ingegnere della Fiat (o alla Pirelli)» o «faccio l’impiegato statale» o «il minatore» o «il gestore di un negozio Benetton», ma – in base al metodo usato di recente da uno spot pubblicitario per descrivere la persona che avrebbe indossato quella marca prestigiosa – sono uno che «ama i film dell’orrore, beve tequila, possiede un kilt, tifa per il Dundee United, ama la musica anni Ottanta e gli arredi anni Settanta, va pazzo per i Simpson, coltiva girasoli, preferisce il grigio scuro e parla con le piante»….I dettagli sono tutto”. Dettagli che cambiano e si rimescolano e si trasformano e si sovrappongono e si contraddicono e si dimenticano e a volte ritornano, ma non esattamente come prima: nulla due volte accade/ne accadrà… Scrive Bauman: “la risposta alla domanda sulla nostra identità non è più «sono ingegnere della Fiat (o alla Pirelli)» o «faccio l’impiegato statale» o «il minatore» o «il gestore di un negozio Benetton», ma – in base al metodo usato di recente da uno spot pubblicitario per descrivere la persona che avrebbe indossato quella marca prestigiosa – sono uno che «ama i film dell’orrore, beve tequila, possiede un kilt, tifa per il Dundee United, ama la musica anni Ottanta e gli arredi anni Settanta, va pazzo per i Simpson, coltiva girasoli, preferisce il grigio scuro e parla con le piante»….I dettagli sono tutto”. Dettagli che cambiano e si rimescolano e si trasformano e si sovrappongono e si contraddicono e si dimenticano e a volte ritornano, ma non esattamente come prima: nulla due volte accade/ne accadrà…

27 La modernità liquida Interruzione, incoerenza, sorpresa “sono le normali condizioni della vita” Notarnicola, Manifesto h. m., Notarnicola, Manifesto h. m., Morace, Nulla due volte, Morace, Nulla due volte, Baricco I barbari Baricco I barbari

28 Il cambiamento non è più una fase dell’evoluzione d’azienda, è uno stato permanente delle organizzazioni chiamate ad essere “camaleonti” in mutamento continuo. Il cliente esige l’innovazione costante e il benchmark per ogni manager di ogni settore è Madonna: ogni anno nuovo look, nuovo prodotto, sempre “cool”, sempre diverso. I fattori critici di successo sono la ricerca e il coraggio. Il cambiamento non è più una fase dell’evoluzione d’azienda, è uno stato permanente delle organizzazioni chiamate ad essere “camaleonti” in mutamento continuo. Il cliente esige l’innovazione costante e il benchmark per ogni manager di ogni settore è Madonna: ogni anno nuovo look, nuovo prodotto, sempre “cool”, sempre diverso. I fattori critici di successo sono la ricerca e il coraggio. Questa evoluzione senza sosta non può più poggiare sulla costante della metodologia organizzativa scientifica ma su fondamenta che sono culturali e di identità. In questo senso il paradigma scientifico è sfidato dal fatto che non sono più le tecnologie o determinate abilità “scientifiche” il fondamento della competizione strategica ma elementi di cultura interna da cui muovono continue innovazioni: la fabbrica delle idee. Questa evoluzione senza sosta non può più poggiare sulla costante della metodologia organizzativa scientifica ma su fondamenta che sono culturali e di identità. In questo senso il paradigma scientifico è sfidato dal fatto che non sono più le tecnologie o determinate abilità “scientifiche” il fondamento della competizione strategica ma elementi di cultura interna da cui muovono continue innovazioni: la fabbrica delle idee. Il capitale intellettuale è dunque al centro, ma mette in crisi il paradigma scientifico perché si fonda sulla creatività, sulla imprevedibilità, sulla sorpresa, sull’emozione. Il capitale intellettuale è dunque al centro, ma mette in crisi il paradigma scientifico perché si fonda sulla creatività, sulla imprevedibilità, sulla sorpresa, sull’emozione. Andrea Notarnicola, dalle risposte date al questionario h.m.

29 Le aziende hanno cercato di “addomesticare” gli uomini, privandoli della loro inevitabile e straordinaria unicità vitale. Si tratta di una vera e propria disumanizzazione dell’impresa, che in nome del controllo (sui colleghi, sul mercato, sui consumatori) tende a produrre squadre di animali “ammaestrati” come quelli tristi e melanconici dei vecchi circhi. Animali in gabbia costretti a ripetere un copione che non stupisce più nessuno. Ed è questo il punto. Perché ancora oggi la magia del circo sta proprio nella sorpresa. Nel mondo previsto e programmato che i manager cercano di costruire, la sorpresa e la meraviglia costituiscono invece componenti pericolose, che spaventano e che ad ogni costo si cerca di evitare. Eppure scopriamo che le persone e i consumatori adorano l’inaspettato, privilegiano la sorpresa e la meraviglia, come i bambini. Quindi c’è qualcosa che non torna. Le organizzazioni devono imparare a stimolare e poi gestire i contributi creativi e inaspettati. E poi imparare a valorizzarli. Trasformare la minaccia in opportunità, reagire creativamente all’imprevisto e all’imprevedibile, gestire l’organizzazione lasciando spazio ai talenti e alle vocazioni individuali, coordinare e valorizzare le storie di ognuno. (Morace)

30 Il che non significa dimenticare il passato, tutt’altro. Scrive Kundera: “L' incessante attività dell'oblio conferisce a ciascuno dei nostri atti un carattere fantomatico, irreale, evanescente. Che cosa abbiamo mangiato l' altro ieri a pranzo? Che cosa mi ha raccontato ieri il mio amico? E persino: a che cosa ho pensato tre secondi fa?..... Contro il nostro mondo reale, che è per natura fugace, le opere d' arte si ergono come un altro mondo, dove tutto, ogni parola, ogni frase, merita di essere ricordato ed è stato concepito a questo scopo. Sotto questo profilo, la poesia è privilegiata. Chi legge un sonetto di Baudelaire non può saltare una sola parola. Se gli piace, lo leggerà più volte e, forse, ad alta voce. Se gli piace da impazzire, lo imparerà a memoria. La poesia è la roccaforte della memoria.”

31 Memoria ne Le Città Invisibili A livello individuale, non si possono separare i processi del pensare e del ricordare: ma se la memoria è l'elemento più importante nel processo cognitivo, essa è particolarmente decisiva nel processo della lettura. Per questo ne Le Città Invisibili Marco parla e Kublai ascolta con attenzione e curiosità, proprio come deve ascoltare un lettore. Leggere in questa accezione non significa venire a sapere dei fatti, ma cercare di comprendere un senso, e le molte descrizioni del linguaggio misterioso di Marco e del suo parlare così diverso da quello degli altri ambasciatori alludono evidentemente sia alla peculiarità linguistica e comunicativa del narrare, sia all’eco profonda e indistinta del comprendere. C'è dunque una specie di straordinaria unità, una identità virtuale, tra la lettura, la cognizione, la memoria attiva e l’identità individuale. A livello individuale, non si possono separare i processi del pensare e del ricordare: ma se la memoria è l'elemento più importante nel processo cognitivo, essa è particolarmente decisiva nel processo della lettura. Per questo ne Le Città Invisibili Marco parla e Kublai ascolta con attenzione e curiosità, proprio come deve ascoltare un lettore. Leggere in questa accezione non significa venire a sapere dei fatti, ma cercare di comprendere un senso, e le molte descrizioni del linguaggio misterioso di Marco e del suo parlare così diverso da quello degli altri ambasciatori alludono evidentemente sia alla peculiarità linguistica e comunicativa del narrare, sia all’eco profonda e indistinta del comprendere. C'è dunque una specie di straordinaria unità, una identità virtuale, tra la lettura, la cognizione, la memoria attiva e l’identità individuale.

32 A sua volta, ogni azienda si identifica con la sua memoria vivente - la sua storia, i suoi valori, miti e riti. La corporate identity non è che la memoria diffusa e fatta propria da tutti coloro che abitano l’impresa attraverso la narrazione orale e scritta (storytelling). Inoltre il manager, di fronte ad informazioni abbondanti ma scarsamente organizzate, deve individuare percorsi di senso utilizzando le nuove tecnologie della comunicazione per costruire conoscenze in merito al funzionamento dell’organizzazione, agli andamenti del mercato, alle relazioni con i clienti. Lettura, narrazione orale, produzione letteraria e knowledge management costituiscono un unico processo (lo dimostra dettagliatamente Varanini ne Il Manifesto dello humanistic management), che trova nella memoria collettiva aziendale la sua sintesi. A sua volta, ogni azienda si identifica con la sua memoria vivente - la sua storia, i suoi valori, miti e riti. La corporate identity non è che la memoria diffusa e fatta propria da tutti coloro che abitano l’impresa attraverso la narrazione orale e scritta (storytelling). Inoltre il manager, di fronte ad informazioni abbondanti ma scarsamente organizzate, deve individuare percorsi di senso utilizzando le nuove tecnologie della comunicazione per costruire conoscenze in merito al funzionamento dell’organizzazione, agli andamenti del mercato, alle relazioni con i clienti. Lettura, narrazione orale, produzione letteraria e knowledge management costituiscono un unico processo (lo dimostra dettagliatamente Varanini ne Il Manifesto dello humanistic management), che trova nella memoria collettiva aziendale la sua sintesi.

33 Ma c’è di più. Perché il divenire inarrestabile del tempo non finisca per travolgere nel suo corso l’identità stessa della città/azienda, è necessario che questa sappia ritrovarsi costantemente continuando a rapportarsi col proprio passato e col proprio futuro dal punto di vista del presente sempre appena nato e sempre sul punto di scomparire nuovamente nel già stato. Nel descrivere le ‘città della memoria’ Calvino-Marco Polo vuole richiamare la nostra attenzione proprio sull’importanza che il passato della città ha per il costituirsi della fisionomia del suo presente; importanza che non si esaurisce nel semplice fatto che il presente è sempre in qualche misura determinato dal passato, ma si configura anche come una richiesta ben precisa, la richiesta che il passato sia espressamente ricordato, tenuto vivo nel presente della città sotto forma di memoria cosciente. Come dice Calvino, “una descrizione di Zaira (memoria III) quale è oggi dovrebbe contenere tutto il passato di Zaira”. Ma c’è di più. Perché il divenire inarrestabile del tempo non finisca per travolgere nel suo corso l’identità stessa della città/azienda, è necessario che questa sappia ritrovarsi costantemente continuando a rapportarsi col proprio passato e col proprio futuro dal punto di vista del presente sempre appena nato e sempre sul punto di scomparire nuovamente nel già stato. Nel descrivere le ‘città della memoria’ Calvino-Marco Polo vuole richiamare la nostra attenzione proprio sull’importanza che il passato della città ha per il costituirsi della fisionomia del suo presente; importanza che non si esaurisce nel semplice fatto che il presente è sempre in qualche misura determinato dal passato, ma si configura anche come una richiesta ben precisa, la richiesta che il passato sia espressamente ricordato, tenuto vivo nel presente della città sotto forma di memoria cosciente. Come dice Calvino, “una descrizione di Zaira (memoria III) quale è oggi dovrebbe contenere tutto il passato di Zaira”.

34 Tuttavia, se, da un lato, per non smarrire la propria identità, la città deve riscoprire ogni giorno il legame con ciò che essa è stata (più o meno recentemente), d’altro lato questo non deve portarla ad appiattirsi sulla propria storia cristallizzandosi nelle sue forme. La forma naturale della città è quella del divenire, un perpetuo rinnovarsi ascoltando i desideri e le esigenze di un presente che del passato è figlio, non fratello gemello: una città che non si adegua a questo movimento fluido e vitale è una città morta. E così come Maurilia (memoria v) smette di essere se stessa in quanto è incapace di connettersi al proprio passato, in modo del tutto speculare è condannata a scomparire Zora (memoria iv), che dal proprio passato non riesce a distaccarsi. Tuttavia, se, da un lato, per non smarrire la propria identità, la città deve riscoprire ogni giorno il legame con ciò che essa è stata (più o meno recentemente), d’altro lato questo non deve portarla ad appiattirsi sulla propria storia cristallizzandosi nelle sue forme. La forma naturale della città è quella del divenire, un perpetuo rinnovarsi ascoltando i desideri e le esigenze di un presente che del passato è figlio, non fratello gemello: una città che non si adegua a questo movimento fluido e vitale è una città morta. E così come Maurilia (memoria v) smette di essere se stessa in quanto è incapace di connettersi al proprio passato, in modo del tutto speculare è condannata a scomparire Zora (memoria iv), che dal proprio passato non riesce a distaccarsi.

35 In maniera simile il tema della memoria, che al tempo stesso viene tramandata e re-inventata attraverso la narrazione, è trattato in Nulla due volte, poiché la città (l’azienda) continua a esistere solo nella misura in cui accetta di riconoscere come proprio il volto in perenne evoluzione del sempre nuovo presente; da questo presente la realtà di oggi abbraccia quella di ieri e quella di domani nel suo orizzonte, orizzonte che solo in quanto cambia ogni giorno può assumere per ogni giorno lo stesso senso (vedi anche alla voce Segni). E’ l’impermanenza il segreto di Eutropia, città irrequieta, che continua a cambiare non solo la sua posizione geografica ma anche il suo assetto interno, stando attenta però a contenere questi mutamenti entro i limiti ben precisi dettati da alcuni elementi invarianti (il territorio in cui Eutropia si muove è sempre lo stesso, e anche i ruoli dei suoi abitanti permangono, pur essendo diversi gli attori che di volta in volta li interpretano). In questo modo Eutropia (scambi iii) riesce a conservare ciò che Maurilia e Zora hanno irrimediabilmente perduto: l’identità con se stessa. In maniera simile il tema della memoria, che al tempo stesso viene tramandata e re-inventata attraverso la narrazione, è trattato in Nulla due volte, poiché la città (l’azienda) continua a esistere solo nella misura in cui accetta di riconoscere come proprio il volto in perenne evoluzione del sempre nuovo presente; da questo presente la realtà di oggi abbraccia quella di ieri e quella di domani nel suo orizzonte, orizzonte che solo in quanto cambia ogni giorno può assumere per ogni giorno lo stesso senso (vedi anche alla voce Segni). E’ l’impermanenza il segreto di Eutropia, città irrequieta, che continua a cambiare non solo la sua posizione geografica ma anche il suo assetto interno, stando attenta però a contenere questi mutamenti entro i limiti ben precisi dettati da alcuni elementi invarianti (il territorio in cui Eutropia si muove è sempre lo stesso, e anche i ruoli dei suoi abitanti permangono, pur essendo diversi gli attori che di volta in volta li interpretano). In questo modo Eutropia (scambi iii) riesce a conservare ciò che Maurilia e Zora hanno irrimediabilmente perduto: l’identità con se stessa.

36 I barbari di Baricco “ Qualcosa non mi torna. Potrebbe essere, me ne rendo conto, il normale duello fra generazioni, i vecchi che resistono all' invasione dei più giovani, il potere costituito che difende le sue posizioni accusando le forze emergenti di barbarie, e tutte quelle cose che sono sempre successe e abbiamo visto mille volte. Ma questa volta sembra diverso. E' così profondo, il duello, da sembrare diverso. Di solito si lotta per controllare i nodi strategici della mappa. Ma qui, più radicalmente, sembra che gli aggressori facciano qualcosa di molto più profondo: stanno cambiando la mappa. Forse l' hanno perfino già cambiata. Dovette succedere così negli anni benedetti in cui, per esempio, nacque l' illuminismo, o nei giorni in cui il mondo tutto si scoprì, d' improvviso, romantico. Non erano spostamenti di truppe, e nemmeno figli che uccidevano padri. Erano dei mutanti, che sostituivano un paesaggio a un altro e lì fondavano il loro habitat. Forse è un momento di quelli. E quelli che chiamiamo barbari sono una specie nuova, che ha le branchie dietro alle orecchie e ha deciso di vivere sott' acqua. “

37 CARATTERISTICHE DEI BARBARI 1: identita’ molteplice/….. Epigrafe di un libro di Paul Auster: «L' uomo non ha una sola e identica vita; ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria». (Chateaubriand) Epigrafe di un libro di Paul Auster: «L' uomo non ha una sola e identica vita; ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria». (Chateaubriand) E’ quella che nel Manifesto viene definita “unità molteplice” E’ quella che nel Manifesto viene definita “unità molteplice”

38 Lo stile di vita esperienziale “Il nuovo stile pone l’accento sull’individualismo, l’affermazione del sé, l’accettazione delle diversità e il desiderio di esperienze ricche e sfaccettate…spinti dell’ethos creativo fondiamo lavoro e stile di vita per costruirci una nuova identità…Una persona può essere al tempo stesso scrittore, ricercatore, consulente, ciclista, rocciatore, appassionato di musica elettronica/world music/acid jazz, cuoco o gourmet dilettante, enologo appassionato e microbirraio…Questo tipo di sintesi è essenziale per affermare una personalità creativa originale” “Il nuovo stile pone l’accento sull’individualismo, l’affermazione del sé, l’accettazione delle diversità e il desiderio di esperienze ricche e sfaccettate…spinti dell’ethos creativo fondiamo lavoro e stile di vita per costruirci una nuova identità…Una persona può essere al tempo stesso scrittore, ricercatore, consulente, ciclista, rocciatore, appassionato di musica elettronica/world music/acid jazz, cuoco o gourmet dilettante, enologo appassionato e microbirraio…Questo tipo di sintesi è essenziale per affermare una personalità creativa originale” Richard Florida L’ascesa della classe creativa

39 Sesta Variazione “Nel secolo scorso l’identità corrispondeva ad un uno immaginario. La vita stessa poteva essere monocorde o molto orchestrata e variata, ma comunque era una dentro una famiglia, dentro un luogo di lavoro, dentro una città. Il nuovo secolo è rappresentato dal desiderio dell’uomo di vivere non più una sola identità o una sola vita (cioè una sola storia) ma tante storie e tante vite insieme. E’ la metafora del telecomando. Negli USA la gente cerca una vita bicoastal, con una casa a New York e un lavoro a Los Angeles o magari due o tre: perché non lavorare il lunedì a Miami, il martedì a New York facendo ogni giorno una professione diversa? Perché non essere sposati con una donna a San Francisco, con un uomo a Chicago e avere due figli «artificiali» a Boston?” “Nel secolo scorso l’identità corrispondeva ad un uno immaginario. La vita stessa poteva essere monocorde o molto orchestrata e variata, ma comunque era una dentro una famiglia, dentro un luogo di lavoro, dentro una città. Il nuovo secolo è rappresentato dal desiderio dell’uomo di vivere non più una sola identità o una sola vita (cioè una sola storia) ma tante storie e tante vite insieme. E’ la metafora del telecomando. Negli USA la gente cerca una vita bicoastal, con una casa a New York e un lavoro a Los Angeles o magari due o tre: perché non lavorare il lunedì a Miami, il martedì a New York facendo ogni giorno una professione diversa? Perché non essere sposati con una donna a San Francisco, con un uomo a Chicago e avere due figli «artificiali» a Boston?”

40 CARATTERISTICHE DEI BARBARI 2: l’uomo orizzontale “I barbari si sono inventati l'uomo orizzontale. Avevano davanti il modello del borghese colto, chino sul libro, nella penombra di un salotto con le finestre chiuse, e le pareti imbottite: l'hanno sostituito, istintivamente, con il surfer. Una specie di sensore che insegue il senso là dove è vivo in superficie, e lo segue ovunque nella geografia dell'esistente, temendo la profondità come un crepaccio che non porterebbe a nulla se non all'annientamento del movimento, e quindi della vita. Pensate che non sia faticosa una cosa del genere? Certo che lo è, ma di una fatica per cui i barbari sono costruiti: è un piacere, per loro. E' una fatica facile.” Alessandro Baricco I barbari

41 Verso la singolarità : Il punto di vista

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