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1 Leandro Conte Dipartimento Economia Politica e Statistica Storia dei sistemi finanziari a.a. 2013-2014 Università di Siena Corso di Laurea Economia e.

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1 1 Leandro Conte Dipartimento Economia Politica e Statistica Storia dei sistemi finanziari a.a Università di Siena Corso di Laurea Economia e Gestione dei Sistemi Finanziari

2 2 Terza parte: Tendenze recenti

3 The open economy trilemma

4 Regole orientate al mercato 4 La condizione di difficoltà dei sistemi finanziari Le crisi USA 1987 e poi quelle dell’America Latina e Asia nei primi anni Novanta hanno portato ad un processo di rilettura dei criteri generali di regolazione dei mercati finanziari. L’evidenza più rilevante è il percorso di modifica cui viene sistematicamente chiamata l’azione del Comitato di Basilea (si è passati da Basilea I : standard patrimoniali a Basilea II: indici di gestione a Basilea III: vigilanza prudenziale) Così come l’azione di revisione delle vigilanze nazionali in favore di istituti sovranazionali es: Unione Bancaria Europea

5 Soft low 5 I cambiamenti più rilevanti nel ventennio Come indicato nelle slides precedenti sono riferibili a : Sono riferibili alla scelta di operare una crescente autonomia della Banca centrale e con essa quella attuare l’offerta di moneta per tramite mercati di asta Quella di favorire la crescita dei mercati secondari dei titoli di credito favorendo l’aumento di liquidità delle banche e degli operatori e in ultimo - per mezzo della concorrenza della responsabilità delle aziende e dei consumatori Questa pratica di regolare per processo prima che per norma, di definire indirizzi prima che sanzioni è stata definita come soft low. Essa ha portato a governare per tramite di una “credibilità senza regole” da parte i enti che si sono progressivamente proposti a livello internazionale come garanti dei criteri di una “vigilanza” efficiente fondata sull’efficacia dei funzionamento del mercato; condizione cui hanno unito – classificandolo come eccezionale – la promozione di “misure non convezioanali” ; misure che ripropongono un intervento discrezionale dell’ente di indirizzo. L’esempi più rilevante in merito è dato dalla modalità delle politica monetaria della BCE.

6 UE e la crisi economica La politica monetaria in un contesto di instabilità finanziaria

7 7 La missione dell’Eurosistema Sito internet – gennaio 2005 La Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali degli Stati membri che hanno adottato l’euro Dichiarano: - “Rivestendo, un ruolo di autorità finanziaria preminente, ci prefiggiamo di salvaguardare la stabilità del sistema finanziario e di promuoverne l’integrazione a livello europeo. Specificano: -“Nell’ambito dell’Eurosistema, il nostro obiettivo principale è il mantenimento della stabilità dei prezzi per il bene comune “ -

8 Le aspettative di svalutazione futura determinano: –la crisi della bilancia dei pagamenti, contrassegnata dalla brusca caduta delle riserve –l’aumento del tasso di interesse domestico al di sopra del suo livello internazionale Le aspettative di rivalutazione determinano effetti opposti. Bilancia dei pagamenti e fuga dei capitali 8

9 Sterilizzazione # Stabilizzazione Le banche centrali talvolta effettuano transazioni di segno opposto tra attività estere e domestiche allo scopo di neutralizzare l’effetto sull’offerta di moneta nazionale delle loro operazioni sul mercato dei cambi. In assenza di sterilizzazione, esiste un legame tra bilancia dei pagamenti e offerta di moneta nazionale che dipende da come le banche centrali si ripartiscono il peso dell’aggiustamento della bilancia dei pagamenti. Banca centrale e offerta di moneta 9

10 M s P Offerta reale di moneta Scorte monetarie reali domestiche Tasso di interesse domestico, R Tasso di cambio, E 0 R* + (E e – E)/E +  (B –A 1 ) Rendimento sui depositi denominati in valuta domestica aggiustato per il rischio, R* + (E e – E)/E +  (B –A 2 ) L(R, Y) 2'2' E2E2 E1E1 1'1' R1R1 1 Acquisto sterilizzato di attività estere Sterilizzazione e cambio 10

11 M 2 P Offerta reale di moneta M 1 P R*R* 1 Quantità monetarie reali domestiche Tasso di interesse domestico, R Tasso di cambio, E 0 R* + (E 0 – E)/E R* + (E 1 – E)/E 2 R* + (E 1 – E 0 )/E 0 L(R, Y) 2'2' E0E0 1'1' Sterilizzazione e mercato domestico 11

12 Stabilizzazione (intervento anticiclico) Con H si intende la moneta creata direttamente dalla banca centrale (in banconote e aperture di credito) - essa è detenuta dal pubblico nella forma di circolante (CU) - dalle banche nella forma di riserve (R) 12

13 Base monetaria e moltiplicatore Se si assume che il circolante sia una frazione di c della quantità dei depositi (CU = cD) e che le riserve siano una quota θ dei depositi (R= θD) si avrà la relazione nella quale il termine è definito moltiplicatore della moneta 13

14 Creazione di base monetaria - oro e crediti in oro E -attività nette in valuta NC -Prestiti/liquidità a IFM C -debito PA E -altre attività E Sono indicate con E quelle esogene, con C / NC quelle controllabili o non 14

15 Crisi: anni Settanta e Ottanta –Volker (1982) attua ( e mantiene) restrizione monetaria di 10 punti Serpente monetario - SME - Eurosistema Nuova modalità della pm: Strumenti e Obiettivi da GOVERNO a asta pubblica (tassi ) MERCATO 15

16 La moneta : l’inverso dei prezzi Si detiene moneta per la sua liquidità La moneta è una “quasi rendita”: una tecnologia di pagamento –Strumento e procedure –Regole mercato La domanda aggregata di moneta dipende negativamente dal costo opportunità di detenere moneta e positivamente dal volume di transazioni dell’economia. –Il mercato monetario è in equilibrio quando l’offerta reale di moneta eguaglia la domanda aggregata reale di moneta. –Riducendo il tasso di interesse domestico, un incremento dell’offerta di moneta determina il deprezzamento della valuta domestica sul mercato valutario. 16

17 SEBC (Trattato art. 127) Obiettivo: è la “stabilità dei prezzi” Modalità: agisce in conformità dei principi di una economia di mercato aperta 17

18 L’autonomia della banca centrale -separazione istituzionale tra i soggetti preposti a creare moneta Il divieto di finanziamento monetario del bilancio Credibilità delle banche centrali sistema consortile: Eurosistema 18

19 SEBC _ Bce –La BCE non è indicata nel Trattato tra le istituzioni della UE (Parlamento EU, Consiglio, Commissione, Corte di Giustizia e Corte dei conti) 19

20 Stabilità dei prezzi Una definizione precisa (Ottobre 1998) –Non così per FED “abbastanza stabili da non divenire il maggior fattore nelle scelte economiche” Greenspan (1989) –“situazione in cui la variazione sui dodici mesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo per l’area euro (IAPC) è inferiore al 2 per cento” – “la stabilità dei prezzi deve essere mantenuta in un orizzonte di medio termine” 20

21 Stabilità dei prezzi “la strategia si compone di tre elementi: 1.la definizione quantitativa (misura monetaria) 2. annuncio del crescita dell’aggregato M3 3.valutazione della prospettiva dei prezzi della attività economica reale 21

22 Stabilità dei prezzi Elementi di rilievo: –L’attenzione è rivolta all’insieme dell’area (non ai paesi) –la misurazione è annuale –una prolungata deflazione – non verrebbe considerata compatibile 22

23 Prezzi (risparmio) e moneta (M3) M1 : strumenti più liquidi (circolante e depositi in c/c definiti overnight o “a vista”) M2: M1+ i depositi a breve ( fino a 2 anni) e quelli rimborsabili con preavviso (fino a tre mesi) M3: M2 + passività negoziabili del settore IFM (es. pronti contro termine, obbligazioni con durata < di 2 anni) In M3 NON SONO COMPR ESE capitale, obbligazioni riserve 23

24 Prezzi e Tassi di interesse un mondo sottosopra 24

25 L’azione della Bce Tassi di interesse ufficiale e prezzi La pm agisce attraverso “mercati”: mercato monetario tasso minimo di riferimento (canale dei tassi di interesse) tasso minimo di offerta in asta competitiva di rifinanziamento: liquidità banche  famiglie imprese - e per loro tramite su consumo (risparmio) investimento - determinazione dei prezzi e aspettative di inflazione 25

26 Differenziale Euribor-OIS 26

27 Eurosistema: liquidità 27

28 La risposta: da Bce a UE_Bce Quattro fasi –L’attenzione è rivolta alla risposta NON alle cause: 1.9 agosto 2007 turbolenze finanziarie 2.15 settembre 2008 Lehman Brothers 3.3° trim miglioramento 4.2° trim crisi del debito sovrano 28

29 La risposta Bce: 1° fase _a prima fase : 9 agosto 2007 – TURBOLENZA: - aumento dei premi nei prestiti interbancari - caduta delle transazioni : stallo nel sistema dei pagamenti “nello stesso giorno BCE ha garantito la liquidità necessaria sulla base overnight al tasso in essere sulle ORP” le banche hanno ottenuto liquidità per 95 miliardi di euro (cifra altissima – il MES ne prevede ad oggi 500) 29

30 La risposta Bce: 1° fase _b 1°- BCE adatta il profilo dell’offerta di liquidità (rifinanziamento) alla condizione di “crisi di fiducia” -Varia la periodicità delle aste: anticipate prima metà - ritardate nella seconda consente alle banche di costruire “scorte” di liquidità -Operazioni di regolazione puntuale (fine tuning) per calmierare i tassi del mercato monetario a brevissimo termine -Accordo swap con FED per liquidità in dollari -2° - BCE alza da 4 a 4.25 il TORP (obiettivo primario stabilità dei prezzi) 30

31 Differenziale Euribor-OIS 31

32 32 Fig. 1 Origine e propagazione della crisi : 2. l ’ attività di negoziazione e regolamento

33 33 Fig. 2 Origine e propagazione della crisi : 2. l ’ attività di negoziazione e regolamento

34 34 Forte flessione operatività mercati monetari durante la crisi Origine e propagazione della crisi : 2. l ’ attività di negoziazione e regolamento

35 Risposta Bce_2°fase _a da crisi di liquidità a crisi finanziaria (capitale) Fallimento Lehman Brothers - aste a tasso fisso con piena aggiudicazione degli importi - estensione delle attività accettate in garanzia -introduzione di operazioni aggiuntive con scadenze a 6 mesi 35

36 Risposta Bce_2°fase _b E’ crisi di sistema; esempi: -Nel giugno 2009 le aziende interessate sono 800 prima erano 360 -Si attua la prima ORLT con scadenza 1 anno valore di 442 miliardi di euro -Le banche non attuno credito ma depositi presso eurosistema – convergenza Eonia – Tasso depositi 36

37 Risposta Bce_2°fase 2 BCE accetta titoli privati a garanzia Incidenza differenziali dei tassi dopo il programma di acquisto delle obbligazioni luglio effetto sul canale dei tassi fig. 7 - effetto sulle aperture/volume di credito fig. 8 37

38 Mercato monetario (criteri) 38

39 Mercato monetario (tassi) 39

40 Risposta Bce_3°fase Rientro dalle misure non convenzionali : –annuncio –Dicembre 2009 ultima ORLT a 12 mesi –Altra ORLT a 6v mesi in marzo 2010 –Sospensione delle ORLT a tre mesi 40

41 Differenziale Euribor-OIS 41

42 Risposta Bce_4°fase Crisi del debito sovrano –Mercato dei titoli (differenziali tedeschi con paesi deboli) –Figura 13 –Acquisti circoscritti al mercato secondario & sterilizzazione del volume sul mercato monetario –MA reintroduzione di misure non convenzionali giugno 2010 ORLT- tasso fisso; pieno import asta a 6 mesi 42

43 SEBC (Trattato art. 127) Obiettivo: è la “stabilità dei prezzi” Modalità: agisce in conformità dei principi di una economia di mercato aperta 43

44 Tesi: risposta UE_Bce MODALITA’ di intervento: convenzionali (c) -modifica del tasso di sconto di riferimento e Modalità Non convenzionali (Nc) certamente: - obbligo di rientro certamente: - modifiche istituzionali (stabilità dei prezzi versus libero mercato) - offerta illimitata di liquidità (Nc) - acquisto di titoli obbligazionari (Nc) - estensione delle garanzie sui titoli (Nc) 44

45 Esito/obiettivo: stabilità dei prezzi (? SI) 45

46 Esito modalità_ Debito stati (?NO ) 46

47 Esito modalità – rischio (?NO ) 47

48 Esito/modalità (libero mercato ?NO ) 48

49 Meccanismo europeo di stabilità Base giuridica: art. 122 trattato circostanze eccezionali che “sfuggono al controllo” Prestiti (Bce – “agente pagatore”) La creazione di MES rende credibile il rientro dalle misure non convenzionali di Bce Meccanismo permante a partire dal Capacità di finanziamento: 500 miliardi di euro 49

50 Istituzioni

51 Credibilità senza regole M. Draghi: _ “faremo qualunque cosa e credetemi questo basterà” _ Bce “taglia a sorpresa” di 0.25% il tasso di riferimento E’ il minimo storico 51 -Meccanismo europeo di stabilità - Unione Bancaria - Basilea III

52 52 Capacità finanziaria Caratteristiche del modello liability p.u power p.u claim --- duty exposure --- liberty immunity p.u incapacity p.u Schema generale dei costi di transazione (Commons 1924)

53 Libertà/coordinamento_azione Contesto: I.scelte istituzionali (libertà/ coordinamento_ azione) ( ) ( ) Azione: dalla politica fiscale alla politica monetaria ( – ) ( ) ( ) II. la politica monetaria: modalità “convenzionali” “non convenzionali” regole nuove/ istituzioni


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