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Stratigrafia e e et à à delle rocce.

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Presentazione sul tema: "Stratigrafia e e et à à delle rocce."— Transcript della presentazione:

1 Stratigrafia e e et à à delle rocce

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14 Stima dell ’ ’ et à à delle rocce Le rocce rappresentano la materializzazione di processi fisici, chimici e biologici avvenuti nel passato. Compito del geologo è (1) stimare l ’ età delle rocce e (2) correlare rocce coeve geograficamente separate, onde capire età, durata e natura dei processi naturali responsabili della formazione delle rocce stesse.

15 Stima dell ’ ’ et à à delle rocce Ogni metodo di datazione si basa su informazioni fisiche, chimiche e biologiche contenute nelle rocce stesse. Il nostro punto di partenza per la datazione e correlazione di sequenze di rocce è sempre e comunque la roccia.

16 Stima dell ’ ’ et à à delle rocce Il tempo fluisce uniformemente. Un dato processo naturale si sviluppa nel tempo a velocità data. Ma la registrazione del processo nelle rocce è spesso discontinua (il processo è materializzato sia da rocce che da assenza di rocce = discordanze con lacune temporali). La registrazione del processo nelle rocce sedimentarie è mediato dalla velocità di sedimentazione (variabile da centinaia di metri al milione d ’ anni fino a zero) e dai processi geologici (eg, sollevamenti che creano erosioni con asportazione di sedimento).

17 Correlazione Processo con cui si determina se due rocce geograficamente distanti si sono originate nello stesso periodo di tempo.

18 Alcuni principi fondamentali per datare e correlare rocce sedimentarie: Principio di originaria orizzontalità degli strati Principio di originaria superposizione degli strati Principio di originaria continuità laterale degli strati Principio di intersezione Principio di inclusione Principio di successione faunistica Legge di Walther

19 Leggi di Stenone Niccolò Stenone ( ) Principio di originaria orizzontalità degli strati Principio di originaria superposizione degli strati Principio di originaria continuità laterale degli strati Principi applicabili con sicurezza alle rocce sedimentarie

20 Principio di originaria orizzontalit à à Le rocce sedimentarie si depongono con geometrie (sub)orizzontali parallelamente alla superficie terrestre (sul particolato sedimentario agisce la forza di gravità)

21 Principio di originaria orizzontalit à à

22 Principio di originaria superposizione In una sequenza di rocce sedimentarie (deposte orizzontalmente), le rocce più vecchie giacciono al di sotto delle più recenti. Ciò è sempre vero ma attenzione alla tettonica!

23 Strati giovani Strati vecchi Principio di originaria superposizione

24 Principio di originaria continuit à à laterale all’atto della formazione, gli strati si estendono in tutte le direzioni fino a ridursi ad uno spessore nullo o a terminare contro i bordi del bacino di deposizione. L’originaria continuità laterale degli strati è spesso persa per erosione e/o tettonica (faglie).

25 Lateral Continuity

26 Quindi: le rocce sedimentarie si formano orizzontalmente le une sulle (dopo le) altre (e sono spesso separate da discordanze con associate lacune temporali). Così i metodi per datarle e correlarle si basano su informazioni fossilizzate le une sulle (dopo le) altre (spesso separate da discordanze con lacune temporali).

27 Charles Lyell ( ) Principio di intersezione Principio di inclusione

28 Principio di intersezione (cross-cutting) Un evento che interrompe una roccia tagliandola trasversalmente (intersecandola) è più giovane della roccia tagliata. Gli eventi possono essere sollevamenti che generano discordanze angolari, oppure intrusioni magmatiche e faglie. Dicco magmatico (giovane) che intrude una sequenza sedimentaria (vecchia) Faglia (giovane) che taglia una sequenza sedimentaria (vecchia)

29 Principio di inclusione una roccia inclusa in un’altra è più vecchia della roccia includente.

30 Leonardo Da Vinci ( ) si occupa dei fossili che si trovano sui monti e ironizza con coloro che credono nel Diluvio Universale: "Della stoltizia e semplicità di quelli che vogliono che tali animali fussin in tal lochi distanti dai mari portati dal diluvio. Come altra setta d'ignoranti affermano la natura o i celi averli in tali lochi creati per infrussi celesti....E se tu dirai che li nichi [le conchiglie] che per li confini d'Italia, lontano da li mari, in tanta altezza si vegghino alli nostri tempi, sia stato per causa del diluvio che lì li lasciò, io ti rispondo che credendo che tal diluvio superassi il più alto monte di 7 cubiti - come scrisse chi 'l misurò! - tali nichi, che sempre stanno vicini a' liti del mare, doveano stare sopra tali montagne, e non sì poco sopra la radice de' monti...." Principio di successione faunistica

31 Paraconcordanza

32 Discordanza angolare

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34 Faglie e Intrusioni

35 William Smith ( ) Principio di successione faunistica Geologic Map of England and Wales with Part of Scotland (1815)

36 Principio di successione faunistica "... each stratum contained organized fossils peculiar to itself, and might, in cases otherwise doubtful, be recognized and discriminated from others like it, but in a different part of the series, by examination of them.” (Smith)

37 Concetto di facies sedimentaria e e Legge di Walther Johannes Walther ( )

38 Concetto di facies sedimentaria Una facies sedimentaria è l’insieme delle caratteristiche di una roccia sedimentaria che derivano dall’ambiente deposizionale. Facies Depositional Environments

39 A = Arenaria di facies di spiaggia B = Argilla di facies di piattaforma C = Calcare di facies pelagica Cambiamenti di facies Concetto di facies sedimentaria

40 Legge di Walther I sedimenti della stessa facies si depositano gli uni accanto agli altri. I sedimenti di facies attigue si depositano gli uni accanto agli altri (eteropia). A causa di trasgressioni e regressioni, i depositi di facies migrano lateralmente e si sovrappongono a depositi di facies attigue Calcare Argilla Siltite Arenaria Reef Piattaforma Spiaggia subtidale Spiaggia intertidale

41 Trasgressione = = innalzamento relativo del livello del mare Legge di Walther

42 Regressione = = abbassamento relativo del livello del mare

43 Trasgressioni,, regressioni e e migrazioni di facies

44 La curva di Vail. Variazioni relative del livello del mare. TrasgressioneRegressione

45 Stima dell ’ ’ et à à delle rocce e e correlazioni 1) Misure relative: biostratigrafia, magnetostratigrafia, stratigrafia isotopica, astrostratigrafia. Stima dell ’ età di una roccia relativamente a un ’ altra roccia (misura relativa espressa anche in anni-> astrostrat.). 2) Misure numeriche: datazioni radiometriche. Stima del numero di anni trascorsi dalla formazione di una roccia. 3) Integrazione tra misure relative e “assolute”. Scale Temporali

46 Con le misure relative possiamo stimare quanto una roccia è più vecchia o più giovane di un’altra in termini di n unità n zone biostratigrafiche (biostratigrafia), n magnetozone (magnetostratigrafia), n escursioni isotopiche (stratigrafia isotopica), n periodi astronomici (astrostratigrafia). Tutti questi metodi NON esprimono quindi l’età della roccia in anni, ma in maniera relativa. Sono metodi però che forniscono informazioni abbondanti e continue in senso stratigrafico, mentre le misure numeriche da datazioni radiometriche sono molto più puntiformi nel tempo poichè fortemente vincolate ai tipi di rocce-minerali utilizzabili in laboratorio per le analisi. Il segreto sta nell’INTEGRARE le misure relative con misure “assolute” da datazioni radiometriche, ottenendo SCALE TEMPORALI di riferimento.

47 Biostratigrafia L ’ evoluzione della vita non torna in dietro. Una specie compare e scompare ma non ricompare. Questa unidirezionalità dell ’ evoluzione è alla base della biostratigrafia. I fossili contenuti nelle rocce sedimentarie sono unici, riconoscibili e attribuibili ad un unico momento dell ’ evoluzione. Stima relativa dell ’ ’ et à à delle rocce

48 La diffusa presenza di resti fossili nelle rocce sedimentarie fornisce uno strumento per la loro classificazione e correlazione secondo alcuni criteri, tra cui quello temporale. La disciplina che si occupa di questo aspetto viene definita biostratigrafia. Essa studia la documentazione paleontologica (i fossili) di una data roccia sedimentaria e la classifica sulla base del suo contenuto fossilifero (classificazione biostratigrafica). Fossili e biostratigrafia

49 I fossili solitamente costituiscono una componente sparsa e quantitativamente minore di uno strato roccioso. Anche all ’ interno di una formazione definita fossilifera, non tutti gli strati contengono fossili, tranne in casi eccezionali. In quanto resti di organismi, essi sono indicatori di antichi ambienti e sono essenziali nell ’ interpretazione paleoecologica, paleobiologica, paleoclimatica e paleoceanografica. Infine, poiché gli organismi sono l ’ espressione di una evoluzione non ripetitiva, i fossili da essi derivati sono particolarmente utili nelle correlazioni, nelle datazioni relative dei livelli che li contengono (biocronologia) e nell ’ individuazione di continuità o discontinuità di deposizione nelle successioni sedimentarie. Fossili e biostratigrafia

50 Biostratigrafia: basata sui fossili guida. Un buon fossile guida deve essere: -Riconoscibile. -Abbondante. -Geograficamente ben distribuito. -Non dipendente da facies. -Ristretto nel tempo (soggetto a rapida evoluzione).

51 Pleistocene-Olocene Cenozoico Cretacico Giurassico Triassico Permiano Carbonifero Devoniano Siluriano Ordoviciano Cambriano Proterozoico Arceano Fossili guida Trilobiti Graptoliti Conodonti Fusuline Ammoniti Foram. Plancton. Nannoplancton calcareo Ammonoidi Pleistocene-Olocene Cenozoico Cretacico Giurassico Triassico Permiano Carbonifero Devoniano Siluriano Ordoviciano Cambriano

52 T1 T3 T2 Zona biostratigrafica o Biozona Un corpo roccioso definito o caratterizzato sulla base del suo contenuto fossilifero. Il prefisso bio- serve a distiguere le zone biostratigrafiche dagli altri tipi di zona. La biozona è fondata sulla presenza di un singolo taxon o più taxa, ed è definita sulla base del suo contenuto e dei suoi limiti. LAD: Datum di ultima apparizione FAD: Datum di prima apparizione

53 In realtà le prime apparizioni sono quasi sempre prime occorrenze e le ultime apparizioni ultime occorrenze, cioè: FAD: Datum di prima apparizione ~ FO: Datum di prima occorrenza LAD: Datum di ultima apparizione ~ LO: Datum di ultima occorrenza

54 Ragioni per cui FAD diverso da FO e LAD diverso da LO e in generale processi che alterano la sequenza biostratigrafica Biogeografia - tutte le specie hanno una origine geografica, migrano verso nuove aree, soffrono di estinzioni locali. Preservazione - non sempre i fossili si preservano nelle rocce; non tutte le facies sedimentarie promuovono la preservazione degli organismi. (eg, effetto Lazarus) Rimaneggiamento - fossili più antichi risedimentati in strati più giovani (effetto Zombie) Infiltrazione - alcune rocce possono contenere fossili più recenti della matrice rocciosa. Discordanze, paraconcordanze, faglie - assenza di rocce di data età.

55 Biogeografia

56 Effetto Lazarus – specie che “ricompaiono” in una sequenza stratigrafica per preservazione differenziale. Preservazione

57 Effetto Zombie - fossili rimaneggiati in depositi più giovani di quelli (erosi) in cui si sedimentarono. I fossili contenuti in rocce di una certa età possono venire riesumati, trasportati e rideposti in sedimenti di età più recente. Essi possono quindi essere mescolati ai fossili autoctoni, oppure possono rappresentare gli unici fossili nel sedimento più recente. In alcuni casi i fossili rimaneggiati possono venir distinti agevolmente, mentre in altri casi non è possibile separarli. Ciò è particolarmente vero per i micro- e i nannofossili, ove il singolo fossile si può comportare come un granulo di sedimento e può passare attraverso uno o più episodi di sedimentazione. Rimaneggiamento

58 In alcuni casi le rocce possono contenere fossili più recenti della matrice rocciosa. Ciò può essere dovuto a infiltrazione di micro- e nannofossili lungo discontinuità della roccia come fessure e giunti di stratificazione, in perforazioni di organismi e in radici che formano vuoti entro una formazione, a loro volta riempiti da materiale fossilifero proveniente dalla formazione soprastante. I fossili infiltrati vanno di norma esclusi dall ’ analisi biostratigrafica. Solo nel caso di filoni sedimentari, i fossili presenti possono essere utilizzati per la datazione di eventi tettonici sinsedimentari o fenomeni carsici. Fossili infiltrati

59 Esempio di carota dell ’ Ocean Drilling Project Litologia e zone a nannoplancton (ma nessuna indicazione della distribuzione stratigrafica dei fossili guida!) Ocean Drilling Project, Texas A&M University.

60 Esempio di biostratigrafia a nannoplancton calcareo. Eocene, Veneto.

61 Esempio di biostratigrafia a nannoplancton calcareo. Eocene, Veneto.

62 Unità cronostratigrafiche: Eratemi (eg, Mesozoico); Sistemi (eg, Triassico); Serie (eg, Carnico); Piani (eg, Tuvalico) Unità temporali Ere (eg, Mesozoico); Periodi (eg, Triassico); Epoche (eg, Carnico); Età (eg, Tuvalico); Con la Biostratigrafia si definiscono le unità cronostratigrafiche, cioè le suddivisioni relative del tempo geologico.


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