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Diritto penale e diritto dell’Unione europea Due punti di partenza:Due punti di partenza: 1.No competenza penale diretta della Ue 2.Competenza penale riflessa.

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Presentazione sul tema: "Diritto penale e diritto dell’Unione europea Due punti di partenza:Due punti di partenza: 1.No competenza penale diretta della Ue 2.Competenza penale riflessa."— Transcript della presentazione:

1 Diritto penale e diritto dell’Unione europea Due punti di partenza:Due punti di partenza: 1.No competenza penale diretta della Ue 2.Competenza penale riflessa della Ue sul diritto penale nazionale.

2 Di conseguenza i rapporti tra Diritto penale e Diritto dell’Unione europea danno vita ad un Universo Giuridico Paradossale composto di: norme comunitarie prevalenti, ma incompetenti in materia penale, e di norme nazionali competenti in via esclusiva in materia penale, ma subordinate alle prime

3 Il paradosso ritorna a più livelli, come “difficoltà di incastro”(incoerenze) tra il diritto penale e le fonti sovranazionali (UE in primis). 1.A livello del “modo di essere” (sulla legittimazione) 2.A livello dei principi 3.A livello delle competenze 4.A livello dei concetti 5.A livello della struttura del sistema (della disciplina)

4 1. Sul “modo di essere” Diritto penale a ‘macchia di leopardo’ (frammentario) vs diritto UE a ‘macchia di olio’ (allargamento continuo delle competenze) Diritto penale politico (riserva di legge) vs diritto UE con funzione propulsiva delle decisioni giuridiche sulle politiche: un esempio. Diritto penale fatto per durare (codificazione) Vs diritto europeo strumento di regolazione a network.

5 2. Sui principi 1. Sul tipo L’ascesa dei canoni di c.d. razionalità materiale rispetto a quelli di razionalità formale Ragionevolezza, adeguatezza, effettività, proporzionalità in senso ampio o materiale vs. uguaglianza, proporzione in senso formale Un esempio…

6 (segue) 2.1. un esempio il divieto penalmente sanzionato di importazione di pastasciutta di grano tenero tra il totem comunitario della libertà di circolazione delle merci e il tabù italiano del grano tenero nella pasta. Corte di giustizia 14 luglio 1988, Proc. pén. c/Zoni, C-90/86).il divieto penalmente sanzionato di importazione di pastasciutta di grano tenero tra il totem comunitario della libertà di circolazione delle merci e il tabù italiano del grano tenero nella pasta. Corte di giustizia 14 luglio 1988, Proc. pén. c/Zoni, C-90/86). “ Occorre osservare infine che l' andamento della situazione sui mercati d' esportazione dimostra che la concorrenza attraverso la qualità va a vantaggio del grano duro. Infatti, dai dati statistici forniti alla Corte risulta che la quota di mercato occupata dalla pasta prodotta esclusivamente con grano duro in altri Stati membri, dove subisce sin d' ora la concorrenza delle paste prodotte con grano tenero o con miscele di grano tenero e di grano duro, aumenta continuamente. I timori del governo italiano quanto alla scomparsa della coltura del grano duro sono pertanto infondati ” “ Occorre osservare infine che l' andamento della situazione sui mercati d' esportazione dimostra che la concorrenza attraverso la qualità va a vantaggio del grano duro. Infatti, dai dati statistici forniti alla Corte risulta che la quota di mercato occupata dalla pasta prodotta esclusivamente con grano duro in altri Stati membri, dove subisce sin d' ora la concorrenza delle paste prodotte con grano tenero o con miscele di grano tenero e di grano duro, aumenta continuamente. I timori del governo italiano quanto alla scomparsa della coltura del grano duro sono pertanto infondati ”

7 (segue) 2. Sui principi 1. Sul tipo L’ascesa dei canoni di c.d. razionalità materiale rispetto a quelli di razionalità formale Ragionevolezza, adeguatezza, effettività, proporzionalità in senso ampio o materiale vs. uguaglianza, proporzione in senso formale 2. Sul modo (due strategie della Corte di giustizia) a) Il riconoscimento dei principi costituzionali come principi generali di diritto comunitario (es. irretroattività CdG C-63/83 Kirk; divieto di analogia CdG C- 58/02 Comm. C. Spagna). Prima strategia b) La tolleranza delle norme nazionali contrastanti con il diritto comunitario, ma imposte da principi costituzionali (CdG C- 36/02 Omega). Seconda strategia

8 (segue) Sui principi. 2.2.: Un collaudo: il reato di “Pornografia virtuale” tra obblighi di interpretazione conforme (apparentemente) contrastanti. NON a caso non più attuale: cfr.. Direttiva 2011/92/UE del 13 dicembre 2011 “relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI art. 600-quater.1. c.p. “Pornografia virtuale” “Le disposizioni di cui agli articoli 600 ter e 600 quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo. Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali”. Decisione quadro del Consiglio dell’Unione europea relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile del 22 dicembre 2003, 2004/68/GAI all’art. 3 è sancito che “gli Stati membri debbono sanzionare come reato l’acquisto o il possesso intenzionale di pornografia infantile”. l’art. 1, punto iii) definisce la pornografia infantile come “immagini realistiche di un bambino inesistente implicato o coinvolto nella suddetta condotta”.

9 3. Sulle competenze (promiscuità) Promiscuità sull’oggetto del giudizio Legittimità comunitaria di norme nazionali (art. 267 TFUE) “Legittimità costituzionale” di norme UE (art. 2. comma 2 MAE) Legittimità convenzionale di norme UE (Bosphorus) Promiscuità sulle fonti del giudizio Fonti Cost. e Cedu nei giudizi di legittimità UE (art. 6 TUE) Fonti Cedu e UE nei giudizi di legittimità Cost. (art. 117 Cost.) Fonti UE e cost nei giudizi di legittimità Cedu (Ullens e Scoppola)

10 4. sui concetti: In particolare le specificità in diritto penale dei concetti base di funzionamento del c.d. pluralismo giuridico: “Controlimiti” e “fonti di ispirazione” Ordinamento giuridico Effetto utile (UE). Equivalenza funzionale (OCSE) Protezione equivalente (Cedu) Margine nazionale di apprezzamento “Margine nazionale di bilanciamento” interpretazione conforme effetto diretto/diretta applicabilità non applicazione/disapplicazione,

11 4. 1. Il concetto di “effetto diretto” in un giudizio penale: due fondamentali coordinate. Le norme comunitarie chiamate a svolgere effetti riduttivi del penalmente rilevante hanno sempre diretta efficacia. Viceversa Le norme comunitarie chiamate a svolgere effetti espansivi del penalmente rilevante non hanno mai diretta efficacia

12 4. 2. “Non applicazione” e “disapplicazione”

13 (segue) La opinabile premessa (par. 5.) di Cass. Pen. Sez. III 15 maggio 2012, n /12 "la non applicazione di una norma nazionale da parte del giudice è possibile soltanto allorché si sia in presenza di un diretto contrasto tra una puntuale norma interna con un altrettanto puntuale precetto comunitario, che dovrebbe essere applicato al posto della norma interna incompatibile con esso. (...) "non si tratterebbe, infatti, di 'non applicare' la norma italiana per applicare al suo posto la puntuale norma comunitaria incompatibile, bensì in sostanza di, per così dire, 'disapplicare' o 'eliminare' la norma interna per la non conformità con un principio generale dell'ordinamento comunitario, compito questo che però spetta esclusivamente alla Corte costituzionale, la cui sfera di attribuzioni verrebbe in pratica aggirata se si ammettesse una sorta di controllo diffuso di compatibilità comunitaria".

14 Segue“Non applicazione” e “disapplicazione” Esigenze di funzionamento del sistema comportano che i due concetti siano, sul piano pratico, sostanzialmente assimilabili Un primo esempio: l’art. 673 c.p.p. e la sentenza C. cost. n. 230 del 2012 V. tuttavia il rapporto tra disapplicazione in malam partem dell’atto amministrativo contrario alla legge e non applicazione in malam partem della norma nazionale di favore contraria al diritto comunitario

15 5. Sulla struttura (disciplina) ricorda: L’Ue NON ha competenza penale diretta, MA ha una competenza penale indiretta (capacità di plasmare il diritto penale nazionale mediante successive stratificazioni).ricorda: L’Ue NON ha competenza penale diretta, MA ha una competenza penale indiretta (capacità di plasmare il diritto penale nazionale mediante successive stratificazioni). 1.Dal punto di vista del giudice 2.Dal punto di vista del legislatore

16 5.1. Dal punto di vista del giudice Alcune domande essenziali in questa prospettiva: 1.Quando deve cedere il passo la norma nazionale e quando, invece, quella comunitaria? 2.Quando occorre coinvolgere la Corte di giustizia, quando la Corte costituzionale? Quando, per la definizione del giudizio, devono addirittura essere coinvolte tutte e due?

17 La struttura del sistema: qualche coordinata. (tipologia di conflitti per tipo di giustiziabilità). Due fasi: Prima fase: verifica delle validità originaria delle norme interferenti Seconda fase: valutazione delle interferenze tra norme Ce e norme nazionali

18 Prima fase: verifica delle validità originaria delle norme interferenti. Tre categorie: 1. Norma UE contraria a principi del diritto UE 2. Norma nazionale contraria sia a principi UE sia a principi del diritto nazionale. Ipotesi di cd. “doppia illegittimità (derivata e diretta) 3.Norma nazionale contraria a principi del diritto nazionale (ma con interposizione o contrapposizione di norme UE).

19 I- 1. Norma UE contraria a principi del diritto UE Esempio: Il problema delle c.d. black list Il caso Kadi Corte di giustizia Ue (Grande camera), cause riunite C-402/05 P e C-415/05 P, Yassin Abdullah Kadi e Al Barakaat International Foundation c. Consiglio dell’Unione europea e Commissione delle Comunità europee, 3 settembre 2008.

20 I-2. Norma nazionale contraria sia a principi UE sia a principi del diritto nazionale. Ipotesi di cd. “doppia illegittimità (derivata e diretta) Illegittimità derivataIllegittimità derivata La vicenda del Mandato id arresto europeo Illegittimità direttaIllegittimità diretta La disciplina in tema di espulsione come condanna accessoria prima della convalida.

21 I-3. Norma nazionale contraria a principi del diritto nazionale (ma con interposizione o contrapposizione di norme UE). InterposizioneInterposizione Il significato del principio costituzionale di Offensività alla luce del principio Ue di precauzione (caso degli OGM)Il significato del principio costituzionale di Offensività alla luce del principio Ue di precauzione (caso degli OGM) ContrapposizioneContrapposizione Il problema dell’ammissibilità dell’integrazione. Il caso dei tonni rossi (cfr. “il bizzarro caso dei pesci in malam partem” su o.it sotis, bosi) o.it o.it

22 A- Effetti riduttiviA- Effetti riduttivi B- Effetti espansiviB- Effetti espansivi Seconda fase: valutazione delle interferenze tra norme UE e norme nazionali

23 II-A- Effetti riduttivi Mai davanti alla Corte costituzionale (memo: le norme UE chiamate a svolgere effetti riduttivi hanno sempre effetto diretto) Questi a loro volta sono divisibili in due tipi: 1. Contrasto tra un principio dell’UE e una norma incriminatrice nazionale1. Contrasto tra un principio dell’UE e una norma incriminatrice nazionale 2. Contrasto tra una regola dell’UE e una norma incriminatrice nazionale2. Contrasto tra una regola dell’UE e una norma incriminatrice nazionale

24 Contrasto tra un principio dell’UE e una norma incriminatrice nazionale (bilanciamento: l’interesse europeo è prevalente rispetto al confliggente intersse tutelato dalla norma incrimantrcie nazionale) Il caso delle scommesse tra libertà di circolazione dei servizi e insidie del servizio “scommesse” (CdG C-67/98 Zenatti, C-243/01 Gambelli, C-338/04 Placanica e Cass. Pen. SS. UU. 26 aprile 2004, n e Cass. Pen. III sez., 4 maggio 2007, n )Il caso delle scommesse tra libertà di circolazione dei servizi e insidie del servizio “scommesse” (CdG C-67/98 Zenatti, C-243/01 Gambelli, C-338/04 Placanica e Cass. Pen. SS. UU. 26 aprile 2004, n e Cass. Pen. III sez., 4 maggio 2007, n )

25 Contrasto tra una regola dell’UE e una norma incriminatrice nazionale La regola UE ridescrive in termini di libertà quello che la norma nazionale descrive in termini di illiceità penale. Il caso dei limiti di pressioneIl caso dei limiti di pressione Il caso della qualifica dell’operatore bancarioIl caso della qualifica dell’operatore bancario Il caso della definizione di straniero dopo l’adesione di Romania e Bulgaria all’UE.Il caso della definizione di straniero dopo l’adesione di Romania e Bulgaria all’UE.

26 Contrasto tra una regola comunitaria e una norma incriminatrice nazionale: il caso El Dridi ( ) (Segue) Contrasto tra una regola comunitaria e una norma incriminatrice nazionale: il caso El Dridi ( Corte di Giustizia dell'Unione europea, sent. 28 aprile 2011, Hassen El Dridi, causa C- 61/11 PPU ) Vecchio art. 14 dlgs bis. Quando non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di identificazione ed espulsione, ovvero la permanenza in tale struttura non abbia consentito l’esecuzione con l’accompagnamento alla frontiera dell’espulsione o del respingimento, il questore ordina allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni. L’ordine è dato con provvedimento scritto, recante l’indicazione delle conseguenze sanzionatorie della permanenza illegale, anche reiterata, nel territorio dello Stato. L’ordine del questore può essere accompagnato dalla consegna all’interessato della documentazione necessaria per raggiungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo Paese in Italia, anche se onoraria, nonchè per rientrare nello Stato di appartenenza ovvero, quando ciò non sia possibile, nello Stato di provenienza. 5-ter. Lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell’ordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis, è punito con la reclusione da uno a quattro anni se l’espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale (...), ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause

27 Ma nella prospettiva del giudice sono possibili solo effetti riduttivi? In altre parole: è possibile immaginare degli effetti espansivi del penalmente rilevante ad opera del diritto UE compatibili con la riserva di legge?…In altre parole: è possibile immaginare degli effetti espansivi del penalmente rilevante ad opera del diritto UE compatibili con la riserva di legge?… Nuovi scenari al problema dell’ammissibilità delle sentenze di legittimità costituzionale in malam partemNuovi scenari al problema dell’ammissibilità delle sentenze di legittimità costituzionale in malam partem

28 II-B- Effetti espansivi e art. 25 2° comma Cost II-B- Effetti espansivi e art. 25 2° comma Cost. 1.Diadici (obbligo di interpretazione conforme e divieto di analogia). No davanti alla Corte costituzionale 2.Triadici: i casi di inadempimento sopravvenuto. Sempre davanti alla Corte costituzionale

29 Inapplicabilità della confisca per equivalente (pre l. 190 del 2012) al profitto del peculato” Cass. Pen. sez. un. 25 giugno 2009 (dep. 6 ottobre 2009) in Cass. pen., diadici Inapplicabilità della confisca per equivalente (pre l. 190 del 2012) al profitto del peculato” Cass. Pen. sez. un. 25 giugno 2009 (dep. 6 ottobre 2009) in Cass. pen., 2010 Art. 322-ter. Confisca. Nel caso di condanna (…), per uno dei delitti previsti dagli articoli da 314 a 320, anche se commessi dai soggetti indicati nell'articolo 322-bis,, primo comma, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo. Decisione quadro 2005/212/GAI del Consiglio relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reato Articolo 1 Definizioni - "provento", ogni vantaggio economico derivato da reati. (…) Articolo 2 Confisca 1. Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per poter procedere alla confisca totale o parziale di strumenti o proventi di reati punibili con una pena privativa della libertà superiore ad un anno o di beni il cui valore corrisponda a tali proventi.

30 Segue 1. Diadici Un caso in malam partem ammissibile (interpretazione non analogica): il concetto di “fondi rimborsabili” Art. 130 TUB. Chiunque svolge l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico…è punito con arresto da uno a tre anni e con l’ammenda… Art.11 TUB Raccolta del risparmio (..) è raccolta del risparmio l’acquisizione di fondi con obbligo di rimborso. Il concetto di fondi rimborsabili è stabilito dalla direttiva 89/646/CEE La Corte di giustizia, (11 febbraio 1999, C-366/97, Romanelli) stabilisce che anche titoli di capitale a rischio con pattuizione contrattuale di riaquisto costituiscono fondi rimborsabili

31 Triadici Triadici: i casi di inadempimento sopravvenuto. L’emersione del problema della giustiziabilità dei nuovi abusi del diritto, (l’ingiustizia emerge da una “fuga dal penale”). I casi Berlusconi (C-387/02) e Niselli (CdG C-457/02 )

32 Il caso del falso in bilancio Art False comunicazioni sociali. Salvo quanto previsto dall'articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l'intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni ovvero omettono informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con l'arresto fino a due anni. (…)

33 Il caso dei rifiuti Art. 51 d. lgs. 22 del 1997 (ora sostituito)- Attività di gestione di rifiuti non autorizzata 1.Chiunque effettua un'attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 31, 32 e 33 è punito(…): Art. 6 - Definizioni d. lgs. 22 del Ai fini del presente decreto si intende per: rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'all “A” e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi; (All. “A” 1. L'articolo 1 lettera a) della direttiva 75/442/CEE definisce il termine "rifiuti" (…) Art. 14 d. l. 138 del Le parole: "si disfi", "abbia deciso" o "abbia l'obbligo di disfarsi" di cui all'articolo 6 (…), si interpretano come segue: a) "si disfi": (…) b) "abbia deciso": (…) (…) Non ricorrono le fattispecie di cui alle lettere b) e c) del comma 1, per beni o sostanze e materiali residuali di produzione o di consumo ove sussista una delle seguenti condizioni: 1) se gli stessi possono essere e sono effettivamente e oggettivamente riutilizzati nel medesimo o in analogo o diverso ciclo produttivo o di consumo, (…); 2) (…)

34 5.2. Dal punto di vista del legislatore Obblighi europei di tutela (tre tipi) 1.Obblighi comunitari di tutela adeguata (“sanzioni adeguate proporzionate e dissuasive”) 2.Obblighi comunitari di tutela per assimilazione (CdG 68/88 comm. contro Grecia) 3.Obblighi comunitari di tutela penale (CdG C-176/03 Comm. Contro Consiglio e Trattato di Lisbona) Punto chiave: ad ogni tipo di obbligo corrisponde un differente livello di compressione della discrezionalità del legislatore nazionale

35 Memo: Le novità introdotte dal Trattato di Lisbona Cosa rimane immutato Tutta la produzione normativa prodotta fino al Tutta la produzione normativa prodotta fino al I problemi (e le soluzioni) posti nei casi di interferenza tra diritto comunitario e diritto penaleI problemi (e le soluzioni) posti nei casi di interferenza tra diritto comunitario e diritto penale Ergo: dal punto di vista del giudice non cambiano gli attuali equilibri sulla capacità di penetrazione delle normeErgo: dal punto di vista del giudice non cambiano gli attuali equilibri sulla capacità di penetrazione delle norme Cosa è cambiato L’abolizione della divisione in pilastri ergo I problemi (e le soluzioni) posti nei casi di interferenza tra diritto comunitario e diritto penale si applicheranno ed evolveranno in relazione al futuro diritto dell’Unione europeaL’abolizione della divisione in pilastri ergo I problemi (e le soluzioni) posti nei casi di interferenza tra diritto comunitario e diritto penale si applicheranno ed evolveranno in relazione al futuro diritto dell’Unione europea La costituzionalizzazione della Carta di Nizza/Strasburgo e l’adesione alla Cedu (art. 6 TUE)La costituzionalizzazione della Carta di Nizza/Strasburgo e l’adesione alla Cedu (art. 6 TUE) La ridefinizione delle competenze penali indirette (art. 83 TFUE)La ridefinizione delle competenze penali indirette (art. 83 TFUE) Una competenza penale quasi-diretta (art. 86 TFUE)Una competenza penale quasi-diretta (art. 86 TFUE)

36 Competenza penale indiretta: art. 83 TFUE, paragrafo 1 (ex obblighi di criminalizzazione di 3° pilastro) 1. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante direttive secondo la procedura legislativa ordinaria, possono stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni. Dette sfere di criminalità sono le seguenti: terrorismo, tratta degli esseri umani e sfruttamento sessuale delle donne e dei minori, traffico illecito di stupefacenti, traffico illecito di armi, riciclaggio di denaro, corruzione, contraffazione di mezzi di pagamento, criminalità informatica e criminalità organizzata. In funzione dell'evoluzione della criminalità, il Consiglio può adottare una decisione che individua altre sfere di criminalità che rispondono ai criteri di cui al presente paragrafo. Esso delibera all'unanimità previa approvazione del Parlamento europeo.

37 Competenza penale indiretta: art. 83 TFUE, paragrafo 1 (attuali obblighi di criminalizzazione di 3° pilastro) 1. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante direttive secondo la procedura legislativa ordinaria, possono stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni. Dette sfere di criminalità sono le seguenti: terrorismo, tratta degli esseri umani e sfruttamento sessuale delle donne e dei minori, traffico illecito di stupefacenti, traffico illecito di armi, riciclaggio di denaro, corruzione, contraffazione di mezzi di pagamento, criminalità informatica e criminalità organizzata. In funzione dell'evoluzione della criminalità, il Consiglio può adottare una decisione che individua altre sfere di criminalità che rispondono ai criteri di cui al presente paragrafo. Esso delibera all'unanimità previa approvazione del Parlamento europeo.

38 Competenza penale indiretta: art. 83 TFUE paragrafo 2 (ex obblighi di criminalizzazione di primo pilastro) 2. Allorché il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri in materia penale si rivela indispensabile per garantire l'attuazione efficace di una politica dell'Unione in un settore che è stato oggetto di misure di armonizzazione, norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nel settore in questione possono essere stabilite tramite direttive. (…).

39 Competenza penale indiretta: art. 83 TFUE paragrafo 2 (ex obblighi di criminalizzazione di primo pilastro) 2. Allorché il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri in materia penale si rivela indispensabile per garantire l'attuazione efficace di una politica dell'Unione in un settore che è stato oggetto di misure di armonizzazione, norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nel settore in questione possono essere stabilite tramite direttive. ( … ).

40 Competenza penale indiretta: art. 83 TFUE paragrafo 2 (ex obblighi di criminalizzazione di primo pilastro) 2. Allorché il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri in materia penale si rivela indispensabile per garantire l'attuazione efficace di una politica dell'Unione in un settore che è stato oggetto di misure di armonizzazione, norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nel settore in questione possono essere stabilite tramite direttive. ( … ).

41 Competenza penale indiretta: art. 83 TFUE paragrafo 2 (ex obblighi di criminalizzazione di primo pilastro) 2. Allorché il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri in materia penale si rivela indispensabile per garantire l'attuazione efficace di una politica dell'Unione in un settore che è stato oggetto di misure di armonizzazione, norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nel settore in questione possono essere stabilite tramite direttive. ( … ).

42 Art. 86 TFUE (competenza penale diretta?) 1. Per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, può istituire una Procura europea a partire da Eurojust. Il Consiglio delibera all'unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo (…). 2. La Procura europea è competente per individuare, perseguire e rinviare a giudizio, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, quali definiti dal regolamento previsto nel paragrafo 1, e i loro complici. Essa esercita l'azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri.

43 Art. 86 TFUE (competenza penale diretta?) 1. Per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, può istituire una Procura europea a partire da Eurojust. Il Consiglio delibera all'unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo (…). 2. La Procura europea è competente per individuare, perseguire e rinviare a giudizio, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, quali definiti dal regolamento previsto nel paragrafo 1, e i loro complici. Essa esercita l'azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri.

44 La confusione normativa alla luce della comparazione dell’art. 86 par. 2 TFUE nelle varie versioni linguistiche Italiano: La Procura europea è competente per individuare, perseguire e rinviare a giudizio, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, quali definiti dal regolamento previsto nel paragrafo 1, e i loro complici. Essa esercita l'azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri Inglese: The European Public Prosecutor's Office shall be responsable for investigating, prosecuting and bringing to judgment, where appropriate in liaison with Europol, the perpetrators of, and accomplices in, offences against the Union's financial interests, as determined by the regulation provided for in paragraph 1. It shall exercise the functions of prosecutor in the competent courts of the Member States in relation to such offences

45 (segue) La confusione normativa alla luce della comparazione dell’art. 86 par. 2 TFUE nelle varie versioni linguistiche Francese : Le Parquet européen est compétent pour rechercher, poursuivre et renvoyer en jugement, le cas échéant en liaison avec Europol, les auteurs et complices d'infractions portant atteinte aux intérêts financiers de l'Union, tels que déterminés par le règlement prévu au paragraphe 1. Il exerce devant les juridictions compétentes des États membres l'action publique relative à ces infractions Spagnolo: La Fiscalía Europea, en su caso en colaboración con Europol, será competente para descubrir a los autores y cómplices de infracciones que perjudiquen a los intereses financieros de la Unión definidos en el reglamento contemplado en el apartado 1, y para incoar un procedimiento penal y solicitar la apertura de juicio contra ellos. Ejercerá ante los órganos jurisdiccionales competentes de los Estados miembros la acción penal relativa a dichas infracciones

46 (segue) La confusione normativa alla luce della comparazione dell’art. 86 par. 2 TFUE nelle varie versioni linguistiche Portoghese: A Procuradoria Europeia é competente para investigar, processar judicialmente e levar a julgamento, eventualmente em articulação com a Europol, os autores e cúmplices das infracções lesivas dos interesses financeiros da União determinadas no regulamento a que se refere o n.º 1. A Procuradoria Europeia exerce, perante os órgãos jurisdicionais competentes dos Estados-Membros, a acção pública relativa a tais infracções.

47 Art. 86 TFUE par. 2. (competenza penale diretta?) La Procura europea è competente per individuare, perseguire e rinviare a giudizio, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, quali definiti dal regolamento previsto nel paragrafo 1, e i loro complici. Essa esercita l'azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri. Art. 83 TFUE 1. Il Parlamento europeo e il Consiglio, ( … ), possono stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave ( … ). 2. Allorché il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri in materia penale si rivela indispensabile ( … ) norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni possono essere stabilite tramite direttive. ( … ).

48 Art. 86 TFUE (competenza penale diretta?) 1. Per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, può istituire una Procura europea a partire da Eurojust. (…). 2. La Procura europea è competente per individuare, perseguire e rinviare a giudizio, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, quali definiti dal regolamento previsto nel paragrafo 1, e i loro complici. Essa esercita l'azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri. 3. (…) 4. Il Consiglio europeo può adottare, contemporaneamente o successivamente, una decisione che modifica il paragrafo 1 allo scopo di estendere le attribuzioni della Procura europea alla lotta contro la criminalità grave che presenta una dimensione transnazionale, e che modifica di conseguenza il paragrafo 2 per quanto riguarda gli autori di reati gravi con ripercussioni in più Stati membri e i loro complici. Il Consiglio europeo delibera all'unanimità previa approvazione del Parlamento europeo e previa consultazione della Commissione


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