La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Guida ai genitori nel riconoscimento di segni e sintomi Dott.ssa Vanessa Regno.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Guida ai genitori nel riconoscimento di segni e sintomi Dott.ssa Vanessa Regno."— Transcript della presentazione:

1 Guida ai genitori nel riconoscimento di segni e sintomi Dott.ssa Vanessa Regno

2 Disturbo di apprendimento Qualsiasi tipo di difficoltà incontrata da uno studente durante la sua carriera scolastica e che è causa di scarso rendimento

3 Disturbo di apprendimento Disturbo aspecifico Disturbo specifico

4 Disturbo Aspecifico dell’Apprendimento (DAA) Può essere causato da vari fattori: esterni (ambiente sociale degradato, problemi familari ecc..); interni (scarsa motivazione, distraibilità sociale...); capacità cognitive al di sotto della media; patologie di vario tipo: - sensoriali (es. sordità o gravi difficoltà visive); - neurologiche (es. l’epilessia); - genetiche (es. sindromi genetiche); - organiche (es. l’ipotiroidismo); - psicologiche (disturbi psicopatologici primari);

5 DAA Difficoltà spesso generalizzate, quindi non solo nelle competenze ‘di base’ (lettura, scrittura, matematica), ma anche nei processi logici. Capacità cognitive non adeguate alla media, anche se non in ritardo: collocabili cioè, nella cosiddetta "fascia inferiore" della media o "ai limiti" del ritardo cognitivo. Riguardano circa il 15% della popolazione scolastica.

6 DAA Cause del Disturbo? Il Disturbo Aspecifico di Apprendimento può essere secondario a patologie di vario tipo (sensoriali, neurologiche, etc...); Può anche essere relativo ad una scarsa stimolazione socio-ambientale.

7 DAA Quali difficoltà di lettura sono presenti? Le difficoltà nella "decodifica" del testo sono spesso minori, o comunque coesistono con difficoltà nella comprensione del testo, perché il bambino spesso non è sufficientemente sostenuto, in questo compito, dalle sue capacità cognitive.

8 DAA Quali difficoltà di scrittura sono presenti? Di solito prevalgono errori di tipo non fonologico (non riguardanti i singoli suoni): - h; - grafema omofono (es: CA scritto CHA); - fusione-separazione illegale (es: l’aradio, una rancia); - accenti; - doppie; - coesione ideativa del testo non buona.

9 DAA Difficoltà presenti nella matematica? Aspetti numerici, in particolare la cosiddetta “codifica semantica”, (cioè identificare la grandezza dei numeri, metterli correttamente in relazione ad altri, secondo la grandezza, ecc…), piuttosto che aspetti di calcolo, soprattutto quelli che richiedono automatizzazione (tabelline e calcolo mentale rapido). Anche la soluzione dei problemi è comunque spesso alterata, per la debolezza dei processi logici.

10 DAA Come può essere aiutato il bambino con DAA? Indicazioni terapeutiche: terapia di linguaggio (orientata anche in senso cognitivo, cioè sui processi logici); intervento di tipo pedagogico, orientato sulle strategie di studio e sulle autonomie personali (per i ragazzi più grandi); adattamento della didattica (modulata sulle difficoltà del bambino); intervento di tipo psicologico/psicoterapeutico.

11 Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) Riguardano il 2,5 - 3 % circa dei bambini in età scolare e si manifestano come un deficit nelle capacità di lettura, di scrittura e di calcolo: - DISLESSIA (difficoltà di lettura); - DISORTOGRAFIA (difficoltà di scrittura); - DISGRAFIA (problemi nell’aspetto grafico); - DISCALCULIA (difficoltà nel calcolo e nel ragionamento logico);

12 La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo. Le Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico sollecitano ancora una volta la scuola nel contesto di flessibilità e di autonomia avviato dalla legge 59/99 – a porre al centro delle proprie attività e della propria cura la persona.

13 DSA Altamente associati tra loro: spesso alle difficoltà di lettura (dislessia) si accompagnano anche problemi ortografici (disortografia), di grafìa (disgrafia) e di calcolo (discalculia). Riguardano bambini con un QI nella norma, che non hanno problemi sensoriali (vista, udito) e neurologici e che hanno avuto adeguate possibilità di familiarizzare con la lingua scritta.

14 DSA Origine neurobiologica Gli studi condotti su famiglie di bambini con DSA e su gemelli omozigoti con DSA confermano in buona misura una base genetica (probabile che un genitore o un parente stretto di un bambino con DSA abbia avuto, a sua volta, problemi nell’imparare a leggere, a scrivere o nel calcolo)

15 Caratteristiche generali dei DSA Insorgenza: prima o seconda infanzia Compromissione significativa e persistente della funzione interessata Capacità intellettive (QI) nella norma Assenza di deficit sensoriali Assenza di danno neurologico maggiore Assenza di disturbi relazionali primari Presenza di normali opportunità educative Decorso continuo senza remissioni o recidive.

16 Caratteristiche generali dei DSA Elevata familiarità nel 60-70% dei casi; Prevalenza accentuata nei maschi; Consistente associazione tra i diversi DSA; Eterogeneità di quadri funzionali; Eterogeneità dei profili di sviluppo; Associazione con disturbi psicopatologici (Comportamento oppositivo - provocatorio, disturbo d’ansia); Associazione con disturbi di memoria; Si manifestano precocemente proprio per la loro natura costituzionale e accompagnano la persona per la vita, pur modificandosi nel corso di essa.

17 Caratteristiche e criteri  “specificità”: interessa uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.  Il principale criterio diagnostico: la “discrepanza” tra abilità del dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l’età e/o la classe frequentata) e l’intelligenza generale (adeguata per l’età cronologica).

18 Diagnosi di DSA Dislessia e Disortografia: fine II elementare; Discalculia: fine della III elementare; Per eseguirla è necessaria un’attenta anamnesi; Valutazione neuropsicologica e logopedica: Utilizzo di test che definiscano il livello intellettivo e le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo.

19 Diagnosi di DSA 1) Usare Test standardizzati sia per misurare l’intelligenza generale, che l’abilità specifica; 2) Escludere la presenza di: A. menomazioni sensoriali e neurologiche gravi, disturbi della sfera emotiva; B. situazioni ambientali di svantaggio socio-culturale

20 Diagnosi di DSA 3) Criterio della “discrepanza”: 1. la compromissione dell’abilità specifica deve essere significativa (ovvero inferiore a -2dvs dai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata); 2. il livello intellettivo deve essere nei limiti di norma, che significa un QI non inferiore a -1 dvs (equivalente a un valore di 85) rispetto ai valori medi attesi per l’età.

21 Nei casi di Diagnosi tardiva: difficoltà di apprendimento spesso interpretate come pigrizia e svogliatezza nei confronti della scuola. Per riuscire ad ottenere dei risultati minimi se non scarsi, il bambino è, infatti, costretto a grandi sforzi di concentrazione e ad impegnare gran parte del suo tempo libero nei compiti.

22 Un bambino con DSA deve, poi, regolarmente affrontare situazioni scolastiche frustranti quali leggere, scrivere e fare i conti davanti ai compagni, con pesanti conseguenze sulla propria autostima e motivazione all’apprendimento. L’esigenza di pervenire tempestivamente alla diagnosi nasce quindi dalla necessità di evitare tali frustrazioni, ma anche dall’urgenza di intervenire il più rapidamente possibile.

23 Come intervenire I DSA non si risolvono con l’esercizio (leggere tanto non serve!); È necessario svolgere un intervento abilitativo e/o terapeutico personalizzato in relazione alle caratteristiche neuropsicologiche del bambino, emerse nella valutazione.

24 Quando intervenire Oltre alla presenza di una familiarità bisognerà prestare attenzione alla presenza di difficoltà: in età prescolare - comunicativo-linguistiche - motorio-prassiche - visuo-spaziali alla fine della prima classe - associazione grafema-fonema e viceversa - controllo sillabico in lettura e scrittura - eccessiva lentezza nel compito - incapacità a produrre lettere in stampato maiuscolo

25 Processi di lettura Riconoscere dai segni della scrittura le parole → comprenderne il significato → comprensione del testo Per una lettura efficace sono necessarie: - abilità nella decifrazione; - conoscenza delle regole della sintassi; -possedere un buon patrimonio lessicale e avere familiarità con gli argomenti del testo

26 Apprendimento della lettura L’atto di lettura è frutto di un percorso di apprendimento (che inizia dai primi anni della scuola elementare fino all’età adulta); Per acquisire fluidità nella lettura occorre molto esercizio; Nella fase iniziale dell’apprendimento i b. apprendono la trasposizione fono-grafica e il processamento sequenziale. Poi col tempo vengono immagazzinate in memoria parole che sono riconosciute globalmente da alcuni tratti distintivi che le compongono.

27 Dislessia Evolutiva (DE) Definizione: “ La DE è un disturbo manifestato nell’apprendimento della lettura nonostante istruzione adeguata, in assenza di deficit intellettivi, neurologici o sensoriali e con adeguate condizioni socioculturali”

28 DE La DE si presenta come un disturbo dell’apprendimento della lettura che può insorgere in vari modi e che comunque permane lungo tutto il corso della vita dell’individuo. Assume diversi gradi di espressività in funzione di : - gravità - caratteristiche del soggetto - ambiente educativo e relazionale

29 DE La DE è una disabiltà di tipo neurobiologico. I bambini dislessici presentano un’ inefficace automatizzazione del processo di lettura (abilità che dovrebbe essere strutturata dalla III elementare, età in cui il bambino dovrebbe velocizzare la scrittura, e dalla lettura accedere direttamente al significato).

30 Valutazione della DE 1) Somministrare prove standardizzate di lettura a più livelli: LETTERE, PAROLE, NON PAROLE, BRANO 2) Valutare congiuntamente i parametri di rapidità/correttezza nella performance; 3) Stabilire una distanza significativa dai valori medi attesi per la classe frequentata dal bambino ( -2ds dalla media per la velocità e al di sotto del 5° percentile per l’accuratezza), in uno o nell’altro dei due parametri menzionati.

31 Il criterio di velocità di lettura è il vero “osso duro”; La velocità di lettura tende a crescere con il passare degli anni, dunque i bambini con DE non potranno migliorare la loro prestazione rispetto ai coetanei; L’accuratezza invece migliorerà con il tempo fino ad arrivare ad una performance non molto distante da quella dei bambini di pari età; Nella comprensione invece le prestazioni inizialmente non si discostano molto dalla media, ma con il passare degli anni, la crescita di lunghezza e della complessità del testo comportano un sovraccarico della memoria e dunque un aumento del deficit di comprensione.

32 Principali segni indicatori di DE difficoltà evidente di copia dalla lavagna; distanza dal testo e postura particolare per leggere; perdita della riga e salto della parola in lettura; difficoltà a riconoscere i diversi caratteri tipografici; inadeguata padronanza fonologica generale; errori nelle doppie;

33 Principali segni indicatori di DE riconoscimento impreciso della parola scritta; errori, impuntature; lunghe latenze, affaticamento e conseguente nervosismo; inadeguatezza e responsabilità dei propri insuccessi scolastici; difficoltà ad imparare l’ordine alfabetico e ad usare il vocabolario; punteggiatura ignorata o inadeguata; caduta nelle abilità narrative

34 Principali segni indicatori di DE confusione e sostituzione di lettere, in particolare con l’uso dello stampato minuscolo; lettere e numeri graficamente simili scambiati: 31/13 – p/b – sc/ cs – a/e – u/n; sostituzione di suoni simili: p/b – d/t – m/n – r/l – s/z; difficoltà nei suoni difficili da pronunciare: chi/che – ghi/ghe – gn/gl;

35 Principali segni indicatori di DE Errori di anticipazione Una delle principali caratteristiche dei b. con DE è la lettura di una parola per un’altra avente diverso significato ma simile a livello grafico o che inizia con lo stesso gruppo consonantico (Es: La maestra SPIEGA la lezione→ La maestra SPIGA la lezione). Specialmente quando a una DE è accompagnato un Disturbo di Comprensione del Testo il bambino non si rende conto dell’errore di lettura (no feedback).

36 DE e disturbo di linguaggio? La DE viene spesso descritta come disturbo della decodifica fonemica, ma non sempre è legata ad un precedente disturbo di linguaggio (DL). Spesso non viene preso in considerazione che anche le abilità non fonologiche (semantiche e sintattiche) giocano un ruolo fondamentale nell’apprendimento della letto-scrittura.

37 DE e DSL? In ogni caso è molto frequente che bambini con DSL incontrino difficoltà nell’apprendere la letto-scrittura. Nel 60 – 70% dei casi c’è stato nello sviluppo un disturbo di linguaggio riguardante problemi fonologici o morfosintattici.

38 DE e DSL? Bambini che in età prescolare mostrano difficoltà nella metafonologia (rime, sillabazione, riconoscimento dei suoni che compongono le parole ecc…) potrebbero presentare in futuro un disturbo nella letto-scrittura. Una diagnosi in età prescolare e un intervento preventivo sulla riabilitazione degli aspetti metafonologici, dunque, può ridurre le difficoltà del bambino nella letto-scrittura.

39 DE e Comprensione del testo Un disturbo di lettura può chiaramente portare a una difficoltà nella comprensione del testo in quanto non avviene una decodifica automatica del significato delle frasi. Il riconoscimento lento e impreciso di una parola scritta, unito a un deficit linguistico potrebbero spiegare gli ostacoli che affrontano i dislessici nel comprendere testi scritti. Tuttavia dai dati emerge che circa il 40% dei bambini con DE comprende ciò che legge anche se non decifra le parole correttamente.

40 Riabilitazione della DE Obiettivi: -Ridurre le difficoltà concrete del bambino conducendolo verso il maggior grado di autonomia possibile; -Ridurre l’effetto che la sua disabilità ha su lettura e/o scrittura “non guarire il bambino”

41 Riabilitazione della DE Vincolo fondante per il trattamento: Variabilità inter e intra individuale Piano riabilitativo individualizzato: “un unico trattamento non può andar bene per tutte le occasioni”

42 Come aiutare il b. con DE Mettere in primo piano il benessere emotivo del bambino; rimediare al senso di frustrazione e di scarsa fiducia in se stesso; Se necessario aiuto psicologico (al b. e alla famiglia)per ridurre ansia e tensioni o per ristabilire un equilibrio; Coinvolgere la scuola (corsi di aggiornamento per gli insegnanti; counseling con i terapisti che hanno in carico il b.) in modo da poter utilizzare strumenti e accorgimenti che vadano a semplificare i compiti.

43

44 I disturbi della scrittura DisortografiaDisgrafia Disturbo di natura linguistica Disturbo di natura motoria

45 Disortografia Definizione: “ Difficoltà di tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici”; - Prestazione -2dvs; - In assenza di deficit cognitivo, neurologico o sensoriale; - Discrepanza tra QI e la prestazione ottenuta nelle prove

46 Valutazione della Disortografia Analisi quantitativa Analisi qualitativa Non solo un’analisi quantitativa degli errori (test), ma soprattutto qualitativa, così da impostare un piano di trattamento pianificando gli obiettivi a B, M, L termine e di monitorare nel corso del trattamento l’evoluzione di tali errori.

47 Principali segni indicatori della Disortografia confusione e sostituzione di lettere, in particolare con l’uso dello stampato minuscolo; lettere scambiate: p/b – sc/ cs – a/e – u/n; sostituzione di suoni simili: p/b – d/t – m/n – r/l – s/z ; difficoltà nei suoni difficili da scrivere: chi/che – ghi/ghe – gn/gl; inadeguata padronanza ortografica generale; errori nelle doppie, accenti, apostrofi….

48 Disgrafia Definizione: “Disturbo che si manifesta nella difficoltà di organizzazione dei patterns motori (ovvero la parte esecutiva del processo di scrittura), conivolgendo quasi esclusivamente il grafismo e non le regole ortografiche e sintattiche” - in bambini con intelligenza normale, privi di danni neurologici o di handicap percettivo-motori.

49 Principali segni indicatori della Disgrafia - osservazione del disegno libero; - tratto grafico nella scrittura: tracciato incerto, inadeguato nella forma e nelle dimensioni. Molto spesso nella scuola dell’infanzia viene sottovalutato il problema dell’organizzazione visuo- spaziale e visuo- costruttiva.

50 Discalculia “ Difficoltà nei compiti numerici e aritmetici di base, come ad esempio leggere e scrivere correttamente i numeri o eseguire calcoli a mente con sufficiente rapidità e precisione” - In assenza di deficit intellettivi, sensoriali, sociali, comportamentali, emotivi. - Il bambino discalculico fallisce prevalentemente nei compiti aritmetici che richiedono velocità, automatizzazione, transcodifica, mentre è abile nei compiti di transcodifica semantica (riconoscere l’ ordine di grandezza di numeri).

51 Discalculia Tre distinte modalità di accesso ai numeri: 1) Comprensione dei numeri; 2) Produzione dei numeri; 3) Calcoli (mentali e scritti) Indipendenza funzionale tra questi sistemi Discalculia raramente isolata ma molto spesso associata a disturbi di letto-scrittura.

52 Tipologie di errori nella Discalculia Sistema dei numeri Sistema del calcolo

53 Tipologie di errori nella Discalculia Sistema dei numeri: - Errori lessicali: il b. non sa selezionare correttamente le cifre relative al numero. Es: scrive 327 invece di 347 o legge il n come “tremilaventisei”; - Errori sintattici: il b. modifica la struttura del numero. Es: scrive invece di 467; ‘Errore di lessicalizzazione’: il cento viene prodotto con due zeri.

54 Tipologie di errori nella Discalculia Sistema del calcolo: - Sottosistema di elaborazione delle informazioni numeriche: attribuisce ad ogni segno algebrico la procedura corrispondente. Es: addizione (+); moltiplicazione (x); - Fatti numerici: tabelline, calcoli a mente. - Procedure di calcolo (regole come incolonnamento, riporto …).

55 La riabilitazione dei DSA Strumenti dispensativi Strumenti compensativi Tali misure e strumenti hanno lo scopo di aiutare il b. a ridurre gli effetti del disturbo, predisponendo una modalità di apprendimento più adatta alle sue caratteristiche.

56 Strumenti dispensativi Riguardano la dispensa da alcune prestazioni : -lettura ad alta voce, stesura di appunti, dettati; -ricopiatura di testi (meglio usare appunti scritti da altri); -domande di difficile interpretazione; -esercizi complessi; -definizioni grammaticali teoriche; -tempi standard e rigidi di compiti e attività; -valutazione ( non viene valutata la forma ma solo il contenuto...)ecc…

57 Strumenti compensativi Sono strumenti che permettono di compensare la debolezza funzionale derivante dal disturbo, facilitando l’esecuzione dei compiti automatici (“non intelligenti”) compromessi dal disturbo specifico, proprio come un paio di occhiali permette al miope di leggere ciò che è scritto sulla lavagna.

58 Strumenti compensativi tecnologici PC con correttore ortografico; sintesi vocale; software specifici (testi digitali, mappe); strumenti per l’audio: registratore, lettori Mp3; dizionario elettronico; traduttore ; Software gratuiti: per mappe mentali, concettuali e schemi (VUE, CMapTools, Freemind) e per la sintesi vocale (Balabolka, Dspeech, LeggixMe, ReadSpeaker); Software non gratuiti: come Highlighter, Superquaderno, Supermappe, Carlo II, Carlo Mobile.

59 Strumenti compensativi non tecnologici lettura ad alta voce (eseguita dal docente o dai compagni); schemi, riassunti, mappe carta e penna; aumento del tempo a disposizione, abitudine a porre quesiti “dal posto” per monitorare gli apprendimenti; appunti del docente o dei compagni; tavole con le regole grammaticali; tabelle verbali con paradigma irregolare; affiancamento per lo studio pomeridiano.

60 Rapporto tra studente e scuola - Rapporto costruttivo tra docente e studente; - Condividere gli obiettivi, esplicitare le modalità degli esercizi, sostenere costruttivamente, evitare l’approccio punitivo e non rinforzante, abituare gli alunni all’autocorrezione e all’autovalutazione. - Vantaggio per tutta la classe: queste strategie sono per la maggior parte valide per tutti gli studenti perché incrementano l’attenzione della classe, rendono più coinvolgente la lezione frontale, stimolano la partecipazione attiva degli studenti.

61 DSA I DSA devono superare la sofferenza psicologica che li caratterizza e vincere gli ostacoli, anche mediante l’uso di strumenti, sotto la guida attenta dei docenti, dei terapisti e dei familiari.

62 I “doni” dei bambini con DSA - Intelligenza spesso superiore alla norma; - Abilità innate in molti ambiti (Es: creativo, manuale, elettronico, artistico..); Lo stile di apprendimento di un b. con DSA può essere considerato un “talento” Molti inventori, scienziati, atleti e artisti con DSA: Andersen, Churchill, L. Da Vinci, Walt Disney, Einstein..

63 Non tutti i b. con DSA sviluppano gli stessi “doni”, ma tutti hanno caratteristiche comuni: 1) sono estremamente consapevoli dell’ Ambiente che li circonda; 2) sono molto curiosi; 3) pensano per di più attraverso immagini anziché a parole; 4) intuito, sensibilità e introspezione accentuati; 5) pensano e percepiscono in maniera multidimensionale; 6) hanno una vivida immaginazione

64 Ciò che accade nella mente di un b. con DSA Disorientamento I b. con DSA inconsciamente usano il loro innato disorientamento per avere percezioni multidimensionali. In questo modo riescono ad avere visioni multiple del mondo: percepiscono le cose da diverse prospettive e ne traggono più informazioni rispetto agli altri.

65 Nell’imparare a leggere, i b. dislessici entrano in confusione: non vedono più ciò che realmente c’è scritto, ma ciò che immaginano ci sia scritto. Un b. con DSA parlando usa mediamente 200 parole con le quali non può pensare: parole astratte non rappresentanti oggetti concreti o azioni. Nella lettura della frase: “ Il cavallo marrone saltò oltre il recinto di pietra e corse attraverso il pascolo” il b. si sforza di creare immagini mentali per ogni parola e così andando avanti nella frase potrebbe entrare in confusione così da avere difficoltà nella comprensione della frase.

66 Il disorientamento diventa “parte normale” del pensiero poiché le percezioni alterate portano al riconoscimento di cose che altrimenti non sarebbero percepite: riconoscimento di oggetti 3D, dei suoni, degli stimoli tattili; Intuizioni, creatività, invenzione e aspirazioni sono frutto del disorientamento. Il disorientamento funziona bene con oggetti reali e concreti ed è proprio quando cominciano ad usare il linguaggio che si creano difficoltà di apprendimento.

67 Memoria e Orientamento spazio-temporale Per un b. con DSA è difficile stimare il senso del tempo, dello spazio, ordine e sequenzialità (aspetti tolologici, temporali; giorni della settimana, mesi, orologio..) I processi di memorizzazione sono complessi soprattutto rispetto a concetti astratti. I b. che non posseggono questi concetti potranno avere difficoltà - nell’aspetto logico-matematico: nel ragionamento, nella soluzione di problemi, nel conteggio e nelle tabelline. - nell’imparare a suonare uno strumento (principi matematici e di orientamento nella musica).

68 Deficit attentivi e DSA Spesso i b. con DSA, a causa del disorientamento, non riescono a mantenere a lungo l’attenzione al compito, dunque a concentrarsi. Un b. con DSA riesce a mantenere un’attenzione diffusa nell’ambiente circostante: “buona attenzione al generale e non al particolare” I b. con DSA, data la loro curiosità, spostano la loro attenzione facilmente attratti da stimoli esterni.

69 “Soluzioni obbligate” Di fronte alla frustrazione provata nei compiti di lettura, i b. con DSA utilizzano delle personali “soluzioni obbligate” che in realtà ostacolano ancora di più l’apprendimento. Es: memorizzare l’alfabeto come una filastrocca non riuscendo però a ricercare un nome sull’elenco telefonico. Queste soluzioni obbligate, spesso usate come rinforzo con i b. con DSA non fanno altro che aumentare il loro grado di confusione

70 E’ utile invece valutare le difficoltà del b. così da trovare strategie logiche, personali che si fondano sulle potenzialità di ognuno: “Intervento personalizzato” Non è utile: - sforzare eccessivamente il b. nei compiti di letto- scrittura: in questo modo il grado di attenzione diminuisce, la stanchezza e la confusione aumentano, la lettura non sarà un piacere ma solamente un obbligo.

71 Il ruolo fondamentale di genitori ed insegnanti di bambini con DSA è proprio quello di rinforzare, valorizzare e credere nei loro “talenti”, così da accrescere le loro qualità straordinarie

72 “A mio figlio” Non capisco il perchè, gli altri bimbi come me, riescono ad imparare, mentre io non lo so fare. Non capisco il perchè, leggere non so anche se, ci provo e mi vergogno, delle loro risa non ho bisogno. Non capisco il perchè, non so quanto fa 3x3, i numeri si vanno a scambiare, io li vedo contenti ballare. Non capisco il perchè, soluzione non c'è, non so proprio cosa sia, so solo che si chiama "DISLESSIA" (Manuela 1966)

73 Grazie per l’attenzione!!! Grazie per l’attenzione!!


Scaricare ppt "Guida ai genitori nel riconoscimento di segni e sintomi Dott.ssa Vanessa Regno."

Presentazioni simili


Annunci Google