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1 ECOLOGIA E SVILUPPO SOSTENIBILE Epistemologia dei sistemi viventi Prof.ssa Laura Gobbi Laurea in Educatore Sociale Anno 2006/2007.

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1 1 ECOLOGIA E SVILUPPO SOSTENIBILE Epistemologia dei sistemi viventi Prof.ssa Laura Gobbi Laurea in Educatore Sociale Anno 2006/2007

2 2 Epistemologia dei sistemi viventi Soltanto recentemente l’ecologia ha cominciato a saldarsi a pieno titolo con la biologia, in particolare con la biologia evolutiva. La biologia evolutiva, erede di quella che un tempo si chiamava storia naturale, considera gli organismi viventi come entità indivisibili, le cui peculiarità emergono solo al livello della totalità e non sono deducibili che in parte dall’analisi delle subunità costituenti. Essa si è contrapposta lungamente alla biologia funzionale, invece essenzialmente riduzionistica e dedita allo studio analitico di ciascun organismo: la biologia molecolare ne è il modello scientifico per antonomasia.

3 3 Epistemologia dei sistemi viventi Fino agli anni ’60 è la biologia molecolare a caratterizzare completamente la biologia. Ma poi intervengono nuove spinte provenienti dalla comunità dei biologi evoluzionisti che tendono al superamento e alla rottura con la linea riduzionistica del determinismo biologico. Il nuovo approccio rinuncia alla priorità epistemologica delle categorie semplicità, ordine, regolarità, ammettendo che per molti, se non addirittura per la maggior parte dei sistemi naturali, è possibile arrivare ad una comprensione più adeguata attraverso l’introduzione delle categorie opposte complessità, disordine, caoticità.

4 4 Epistemologia dei sistemi viventi Le nuove teorie sono particolarmente attente ai meccanismi della biodiversità e della coevoluzione e vengono raccolte sotto la comune appartenenza al paradigma della complessità. Comune a queste teorie è l’attenzione al fenomeno della vita consistente nella referenzialità ricorsiva e non lineare, che presiede al formarsi spontaneo di strutture stabili e al loro funzionamento per loop di autoincrementazione. La complessità è una proprietà intrinseca di un sistema, indipendente dalla conoscenza dei dettagli sulla sua struttura che può avere un osservatore esterno, e che non scompare quando il funzionamento del sistema può essere ricostruito completamente a partire dai suoi elementi.

5 5 Epistemologia dei sistemi viventi La prima soglia di complessità si incontra quando si constata che esistono “oggetti” che non possono essere smembrati nei loro costituenti senza distruggerli. L’organizzazione interna dei sistemi viventi risulta essere la premessa e simultaneamente il risultato della organizzazione stessa. Vi è una continua risposta fra perturbazioni e compensazioni di perturbazioni, il cosiddetto “equilibrio dinamico”. La caratteristica fondamentale dei sistemi biologici è quella di essere strutturata in una gerarchia di livelli caratterizzati da proprietà non riducibili a quelle del livello elementare.

6 6 Epistemologia dei sistemi viventi Per molti biologi, questa gerarchia, inoltre, deve essere, secondo la terminologia di Hofstadter, intrecciata, cioè deve essere sede di catene causali circolari (anelli ricorsivi) che rompono l’ordine gerarchico lineare facendo retroagire reciprocamente i livelli superiori con quelli inferiori, in modo da far acquisire carattere “autoreferenziale” a questi sistemi. “Sono convinto che la spiegazione dei fenomeni emergenti del nostro cervello (idee, speranze, immagini, analogie e infine coscienza e libero arbitrio) si basa su una specie di circolo vizioso, un’interazione fra livelli in cui il livello superiore si congiunge di nuovo con quello più basso e lo influenza, mentre viene al tempo stesso determinato da quello inferiore.” D. Hofstadter

7 7 Epistemologia dei sistemi viventi Il paradigma della complessità, per le sue caratteristiche di globalità e formalizzabilità, ha come suoi obiettivi quello di polverizzare la vecchia dicotomia riduzionismo/olismo, dando proprio a quest’ultimo una veste formalizzata. Questo genere di complessità è basata sulle relazioni ricorsive e gerarchicamente interattive fra parti interne degli organismi viventi, a cui si aggiungono le correlazioni tra organismi e ambienti, e quelle tra l’insieme degli ambienti e il sistema geoclimatico globale, accompagnata da una compatibilità con l’uso locale di spiegazioni analitiche. Approccio analitico e riduzionista insieme all'approccio olistico: questa è la scommessa culturale ed epistemologica di fronte a cui la complessità ci pone. Il solo approccio olistico, senza il momento dell’analisi riduzionista, sarebbe povero di significato.

8 8 COMPLESSITÀ Tratto da "L'Orologio" di Carlo Levi, un libro del 1948: "Non c'è un filo d'erba solo in un prato. Non c'è un albero, ma c'è il bosco, dove tutti gli alberi stanno insieme, non prima o poi, ma insieme, grandi e piccoli, con i funghi e i cespugli e le rocce e le foglie secche e le fragole e i mirtilli e gli uccelli e gli animali selvatici, e magari anche le fate e le ninfe e i cinghiali, e i cacciatori di frodo e i viandanti smarriti, e chissà quante altre cose ancora. C'è la foresta."

9 9 Un sistema complesso Un sistema complesso è finalizzato alla stabilità della propria struttura e alla riproduzione delle sue componenti attraverso il mantenimento dei processi necessari alla sua sopravvivenza. Questo fine è raggiunto attraverso: 1.Utilizzo di un’enorme ridondanza (le sue componenti hanno numerosissime possibilità di sostituzione reciproca); 2.Uso di una catena di retroazioni (catene circolari di causalità che assicurano la coerenza fra le diverse parti del sistema, o anelli ricorsivi); 3.Organizzazione gerarchica in livelli, ognuno dei quali dotato di proprietà e caratteristiche specifiche, non generate deterministicamente da quelle del livello inferiore; 4.Circolazione, oltre che di materia ed energia, di Informazione

10 10 Un sistema complesso Gli organismi biologici hanno caratteristiche tali da poter essere caratterizzati come “sistemi complessi”. Una di queste caratteristiche consiste nell’irriducibilità dei diversi livelli di organizzazione a una struttura unica fatta di componenti elementari. I sistemi viventi indirizzano le proprie funzioni attraverso due elementi, l’istruzione e la selezione, per cui un qualunque sistema vivente è parimenti: 1.“Istruito alla virtualità” da un’informazione genetica prescrittiva, nel significato etimologico latino: dare strumenti per (instruere); 2.“Selezionato” (eterorganizzato), capace cioè di acquisire vincoli dall’esterno. Questi due operatori si ripetono in modo ricorsivo nei diversi livelli gerarchici del vivente.

11 11 Epistemologia dei sistemi viventi La scienza ecologica ha mostrato che l’impianto epistemico moderno, di matrice platonico-cartesiana, non funziona quando è usato per conoscere le unità viventi, la cui complessità sfugge ad un’indagine meramente quantitativa e deterministica. Secondo G. Bateson la stessa teoria evoluzionistica di Darwin conteneva un errore gravissimo: l’identificazione dell’unità di sopravvivenza (nel contesto della selezione naturale) in un individuo riproduttore. In realtà l’unità di sopravvivenza è il complesso flessibile organismo-nel-suo-ambiente. L’idea di base del pensiero ecologico è che l’essenza di ogni unità vivente sia comprensibile solo all’interno del tessuto di relazioni che la connettono agli altri elementi con cui interagisce nel sistema di cui è parte.

12 12 Epistemologia dei sistemi viventi Viene definita una “ontologia della relazionalità” concepita in stretta connessione con una visione evolutiva, che pensa gli organismi e l’ambiente non come entità separabili dal contesto ma come unità co-produttive della logica autorganizzativa del sistema, che evolvono nel tempo. (Dagli enti discreti all’essere-in-relazione) Si esce da una modalità epistemologica di tipo atomistico e disgiuntiva per approdare ad una epistemologia delle relazioni e da un modo deterministico di definire i processi biologici ad uno in cui viene restituita alla natura una propria capacità autopoietica. (Dal determinismo alla coevoluzione) “La vita è fondamentalmente una.” (Nessun ente è concepibile isolato dal resto, ogni forma vivente è sostanzialmente connessa alla rete vitale di cui è parte).

13 13 APPROCCIO SISTEMICO Indispensabile per fondare la scienza, il procedimento analitico non basta più per spiegare la dinamica e l’evoluzione dei sistemi complessi, le retroazioni, gli equilibri, l’aumento della diversità o l’autorganizzazione. Così è nato l’approccio sistemico, complementare all’approccio analitico. Se l’analitico consiste nel suddividere la complessità in elementi distinti, il metodo sistemico ricombina il tutto a partire dai suoi elementi tenendo conto delle loro interdipendenze e della loro evoluzione nel tempo. La sistemica non concepisce mai un elemento isolato, ma sempre in rapporto con il livello che precede, quello che lo segue e il suo ambiente globale. La sistemica è uscita dalla convergenza di cibernetica, teoria dell’informazione e biologia.

14 14 APPROCCIO SISTEMICO Un sistema è un insieme di elementi in interazione dinamica organizzati in funzione di una finalità. Questa finalità è la conservazione della struttura del sistema: la cellula, una società d’insetti, il corpo umano, la città, l’ecosistema sono altrettanti esempi di sistemi. L’approccio sistemico è all’origine di un cambiamento profondo nel nostro rapporto con il mondo: si comincia oggi a far riferimento al paradigma sistemico. L’interdipendenza è più importante dell’isolamento, la complementarietà dell’esclusione. Mentre l’analitica ha portato alla logica dell’esclusione, la sistemica si apre a quella della complementarietà.

15 15 APPROCCIO SISTEMICO Il metodo sistemico modifica radicalmente il processo di apprendimento e di acquisizione delle conoscenze! Il grattacielo e la sfera; Il grattacielo simboleggia il procedimento “enciclopedico”; la sfera simboleggia l’approccio sistemico; Approccio analitico e sistemico sono complementari e il legame tra loro si chiama “caos”; Analitica e sistemica si fondano oggi nel cuore delle scienze della complessità. Questo approccio alla natura è derivato dalla teoria del caos in fisica (caos deterministico scoperto da Poincarè nel 1889 e ripreso quasi settanta anni dopo dal metereologo Edward Lorenz).

16 16 Approccio sistemico  Le reti di relazione in cui l’essere vivente è incluso non possono essere comprese se non in relazione con il contesto di cui sono parte e che contribuiscono a strutturare.  L’approccio sistemico, proprio del paradigma ecologico, concepisce lo studio delle parti non scindibile dallo studio dell’unità organizzativa nel suo insieme.  È divenuto essenziale il concetto di rete, che spinge a concepire la natura come trama di relazioni che tessono strutture reticolari.  Pensare per reti significa rappresentarsi un ecosistema come una rete costituita da alcuni nodi ciascuno dei quali rappresenta un organismo concepibile a sua volta come una rete.


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