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Nasce a Triste nel 1883 da madre ebrea e padre cattolico Ha un’infanzia difficile per la separazione dei genitori Interrompe gli studi, si forma da.

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4 Nasce a Triste nel 1883 da madre ebrea e padre cattolico Ha un’infanzia difficile per la separazione dei genitori Interrompe gli studi, si forma da autodidatta e lavora anche come mozzo Sposa Lina (Carolina Wölfler) da cui ha una figlia, Linuccia Nel 1921 scrive “Il Canzoniere” la sua opera più importante Apre a Trieste una libreria antiquaria Per disturbi psichici va in cura dallo psichiatra Weiss, allievo di Freud Subisce le persecuzioni razziali contro gli ebrei Muore nel 1957 a Gorizia in una clinica, un anno dopo Lina

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6 La “poesia onesta”

7 Saba fu estraneo agli ambienti culturali e alle sperimentazioni della prima metà del Novecento. Considerato il poeta della quotidianità, fece spesso riferimento alla tradizione poetica italiana, rielaborandola però con originalità. Il poeta utilizza alcune forme metriche “classiche”, come il sonetto, anche se subisce l’influsso del verso libero ungarettiano, e riprende l’uso della rima, ma senza seguire precisi schemi. La sintassi è semplice e precisa e le parole utilizzate dal poeta descrivono chiaramente le cose, senza confusi simbolismi. La poesia di Saba è caratterizzata da una forte componente autobiografica, che trae spunto da situazioni familiari, quotidiane, domestiche, che potrebbero sembrare in apparenza banali, ma nella sua poesia le vicende private diventano condizioni esistenziali generali dell’uomo. Egli scopre nella semplicità delle cose delle verità profonde, indagando nell’animo umano, non a caso Saba svolge una profonda ricerca filosofica e psicologica, studiando Nietzsche e Freud. Il poeta analizza e descrive tutti i sentimenti e le emozioni umane: la solitudine e la partecipazione, l’angoscia e la serenità, la gioia dell’amore e il dolore, tutte componenti fondanti e imprescindibili della vita di un uomo. La poesia in Saba svolge un ruolo di confessione ed apertura al mondo, rendendo universale la propria esperienza di vita. La sua voce è discreta, ma, allo stesso tempo, intensa e commovente, è una voce intima e privata, ma che parla a tutti gli uomini.

8 La vita in versi

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10 Ho parlato a una capra. Era sola sul prato, era legata. Sazia d’erba, bagnata dalla pioggia, belava. Quell’uguale belato era fraterno al mio dolore. Ed io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Questa voce sentiva gemere in una capra solitaria. In una capra dal viso semita sentiva querelarsi ogni altro male, ogni altra vita. La lirica rappresenta la condizione universale del dolore. Nel belato sofferente di una capra il poeta riconosce la sofferenza di tutti gli esseri viventi.

11 Lo stile è colloquiale e discorsivo, ma l’apparente semplicità nasconde una costruzione accurata e originale. Il poeta alterna termini quotidiani ad altri letterari come “celia” (scherzo) e “querelarsi” (lamentarsi). Mantiene, inoltre, la forma in –a del verbo, tipica dell’Ottocento. Il ritmo è lento, quasi solenne e gli enjambement della seconda strofa sottolineano il tema del dolore. L’inversione del complemento oggetto, che precede il verbo, (v. 9) pone in evidenza la parola “voce”, dando più rilievo al tema del dolore. I temi della lirica sono la solitudine dell’uomo e il sentimento di fraternità universale nel dolore. Il poeta vede una capra in un prato: l’animale è sazio d’erba, ma è legato, bagnato dalla pioggia e bela. Il poeta inizialmente risponde a quel belato per gioco, poi avverte che in esso risuona l’eco di un dolore universale. L’ultima strofa si carica quindi di ulteriori significati. La capra, dal volto quasi umano, gli ricorda un viso semita, cioè del popolo ebraico, il più perseguitato della storia, l’animale diventa così l’emblema di una condizione universale di dolore.

12 Ed amai nuovamente; e fu di Lina dal rosso scialle il più della mia vita. Quella che cresce accanto a noi, bambina dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita. Trieste è la città, la donna è Lina, per cui scrissi il mio libro di più ardita sincerità; né dalla sua fu fin’ ad oggi mai l’anima mia partita. Ogni altro conobbi umano amore; ma per Lina torrei di nuovo un’altra vita, di nuovo vorrei cominciare. Per l’altezze l’amai del suo dolore; perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra, e tutto seppe, e non se stessa, amare.

13 Che il poeta ama il figlio nato da Lina Che prima di innamorarsi il poeta e Lina si odiavano Che il poeta si innamora di un'altra donna Che il poeta si innamora di Lina dopo la nascita del figlio Che il poeta non più giovanissimo vive un nuovo amore

14 Che il poeta regala a Lina uno scialle Che Lina aveva un gatto Che Lina aveva gli occhi azzurri Che Lina e il poeta ebbero un bambino Che il poeta e Lina ebbero una bambina

15 Sono indivisibili Sono in lite Sono divise per sempre Sono separate temporaneamente Sono ancora unite

16 Lasciare in pace Lina Sacrificare il suo amore per Lina Sacrificare la sua vita per Lina Smettere di scrivere poesie per Lina Ricominciare tutto da capo con Lina

17 La cultura e l’istruzione di Lina La gioia e la serenità di Lina La furbizia di Lina L’amore di Lina per Trieste L’amore di Lina per gli altri più che per sé stessa

18 Il portiere caduto alla difesa ultima vana, contro terra cela la faccia, a non veder l’amara luce. Il compagno in ginocchio che l’induce, con parole e con mano, a rilevarsi, scopre pieni di lacrime i suoi occhi. La folla – unita ebbrezza – par trabocchi nel campo. Intorno al vincitore stanno, al suo collo si gettano i fratelli. Pochi momenti come questo belli, a quanti l’odio consuma e l’amore, è dato, sotto il cielo, di vedere. Presso la rete inviolata il portiere – l’altro – è rimasto. Ma non la sua anima, con la persona vi è rimasto sola. La sua gioia si fa una capriola, si fa baci che manda di lontano. Della festa – egli dice – anch’io son parte.

19 Saba dedica cinque poesie al gioco del calcio, un tema inconsueto, che il poeta affronta con estrema semplicità, ma anche con passione, cogliendo le impressioni di alcuni momenti significativi dello spettacolo calcistico, come il goal, che risolve il gioco di squadra in un confronto individuale, diretto fra attaccante e portiere. Saba racconta il risvolto umano di questo momento, le reazioni psicologiche dei personaggi, le loro emozioni e i sentimenti. Parla del dolore del portiere che rivela gli occhi “pieni di lacrime” a un compagno che viene a consolarlo, dell’esultanza dei tifosi, che sembra riversarsi sul campo e della gioia dei compagni di squadra, che sentendosi come “fratelli”si abbracciano e si stringono attorno all’autore del goal. Un abbraccio anche solo ideale come quello del portiere, che rimane vicino alla sua “rete inviolata”. Infine, proprio l’immagine del portiere, che partecipa solo con la “sua anima” alla “festa”, contrapponendosi all’immagine iniziale del “portiere caduto alla difesa”, esprime il valore emblematico della situazione.

20 Tutto si muove contro te. Il maltempo, le luci che si spengono, la vecchia casa scossa a una raffica e a te cara per il male sofferto, le speranze deluse, qualche bene in lei goduto. Ti pare il sopravvivere un rifiuto d'obbedienza alle cose. E nello schianto del vetro alla finestra è la condanna. Tutte le cose sono contro il poeta, anche il cattivo tempo: il temporale fa spegnere le luci e scuote con le sue violente raffiche di vento la vecchia casa, cara al poeta perché racchiude i dolori, le delusioni e le piccole gioie di una vita. Dal momento che tutto è destinato a finire, la propria sopravvivenza gli sembra una disobbedienza alle cose, un rifiuto del proprio destino di morte. L’infrangersi improvviso del vetro della finestra riporta il poeta alla realtà della "condanna" che incombe su di lui.

21 La lirica mostra il rifiuto delle sperimentazioni formali da parte del poeta, nell’uso sia di versi endecasillabi, sia di un linguaggio che coincide con il parlato. Il poeta usa il “tu” rivolgendo il pensiero a sé stesso, più che a un possibile interlocutore, si tratta di un di dialogo interiore, un mormorio tra sé e sé, riguardo le avversità della vita, "Tutto si muove contro te”, persino le forze della natura sembrano rivoltarsi contro il poeta. Tema fondamentale della lirica è il senso di solitudine, di insicurezza e di morte imminente. La violenta tempesta che si abbatte sulla casa rappresenta la violenza delle persecuzioni razziali e della guerra, che disseminano morte ovunque, lo spegnersi della vita è rappresentato dallo spegnersi delle “luci” nella casa. La casa, simbolo di protezione, “nido” ospitale e confortevole in Giovanni Pascoli, qui diventa simbolo di solitudine e di abbandono. La violenza che scuote la casa, così come la vita del poeta, genera in lui il ricordo dei dolori, delle delusioni ma anche delle piccole gioie vissute in quel luogo, per questo caro al poeta, ma ormai non più sicuro. Tutto ciò che in quella casa lo ha tenuto legato alla vita sta adesso per venire meno e le «cose» stesse sembrano quasi pretendere la sua morte. L’angoscia del momento è resa dall’improvviso “schianto del vetro” della finestra, è andato ormai in frantumi quel sottile schermo che lo proteggeva dalla violenza del mondo esterno, dall’oscura minaccia di “condanna” della storia.

22 Nella mia giovanezza ho navigato lungo le coste dalmate. Isolotti a fior d’onda emergevano, ove raro un uccello sostava intento a prede, coperti d’alghe, scivolosi, al sole belli come smeraldi. Quando l’alta marea e la notte li annullava, vele sottovento sbandavano più al largo, per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno è quella terra di nessuno. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore. Ripensando alla sua giovinezza, Saba la paragona ad un viaggio avventuroso, pieno di insidie. Lungo il suo percorso ha incontrato desolati isolotti di scogli, “belli come smeraldi” al sole, ma che di notte e con l’alta marea diventavano invisibili e pericolosi. Oggi la sua vita è ancora piena di ostacoli, perché il suo animo inquieto lo sospinge sempre al largo, lontano dalle luci del porto, da un approdo sicuro, nella “terra di nessuno”.

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