La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Percorso di formazione USR per la Lombardia Il sistema nazionale di valutazione SNV 1.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Percorso di formazione USR per la Lombardia Il sistema nazionale di valutazione SNV 1."— Transcript della presentazione:

1 Percorso di formazione USR per la Lombardia Il sistema nazionale di valutazione SNV 1

2 2 INDICE Glossario essenziale PRIMO INCONTRO: Le ragioni della autovalutazione La domanda alla scuola I processi SECONDO INCONTRO: il RAV: struttura del rapporto Il processo di autovalutazione: lettura dei dati e utilizzo degli indicatori TERZO INCONTRO: Il miglioramento Analisi di casi

3 IL PROCEDIMENTO IN SINTESI 3

4 Quali azioni per gestire un’organizzazione? definire e perseguire gli obiettivi; programmare le attività; pianificare le operazioni; gestire le risorse; controllare i risultati e i processi; valutare il grado di conseguimento degli obiettivi LE RAGIONI DELLA VALUTAZIONE (1) 4

5 La programmazione comincia con il controllo; la definizione e il raggiungimento degli obiettivi cominciano con la valutazione Controllo e valutazione non stanno in coda al processo, ma ne alimentano la continuità LE RAGIONI DELLA VALUTAZIONE (2) 5

6 PERCHE’ VALUTARE? Per conoscere Per confrontare Per gestire (controllo) Per governare (politica / priorità) Per regolare (definire standard) Per migliorare LA VALUTAZIONE E’ UNO STRUMENTO DI GOVERNO E DI MANAGEMENT 6

7 CONTROLLO E VALUTAZIONE Nel Piano dell’Offerta Formativa: decidere cosa controllare (risultati intermedi e finali dei processi) prevedere quando controllare (quando l’esito del controllo permette di intervenire sul processo) progettare come controllare (quali informazioni raccogliere, come organizzarle e usarle) Valutare i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi Analizzare le cause degli scostamenti Individuare i correttivi e le opportunità di miglioramento Documentare le decisioni 7

8 Scopo Un’analisi esauriente, sistematica e periodica delle attività e dei risultati di un’organizzazione Individuazione delle debolezze e delle forze, come punto di partenza per il miglioramento continuo Che cos’è L’AUTOVALUTAZIONE 8

9 9 OBIETTIVI DELL’AUTOVALUTAZIONE Valutare l’adeguatezza del modello organizzativo adottato dalla scuola Coinvolgere e motivare tutto il personale Conoscere i punti forti e le aree deboli Sviluppare progetti di miglioramento a partire dalle priorità Misurare i progressi nel tempo Migliorare l'efficienza della gestione Migliorare i servizi per gli utenti

10 Alla fine dell’autovalutazione, qualunque sia l’approccio utilizzato, l’organizzazione dovrà disporre di un documento di autovalutazione contenente i risultati della diagnosi:  Punti di forza  Punti di debolezza L’analisi di questi risultati consente all’organizzazione di avviare il Ciclo di miglioramento IL RISULTATO DELL’AUTOVALUTAZIONE 10

11 LA DOMANDA ALLA SCUOLA 11

12 LA QUALITA’ DELL’OFFERTA FORMATIVA attenzione allo studente come portatore di bisogni e aspettative ridefinizione della struttura organizzativa in funzione della qualità dell’attività didattica progettazione, pianificazione e controllo del processo di erogazione del servizio INNOVAZIONE 12

13 13 Esigenze da soddisfare col servizio Contesto Studente Scuola Ricerca Analisi dei bisogni Progettazione Programmazione Attività formativa Valutazione esterna Contesto Valutazione interna Analisi e miglioramento Scuola Studente SERVIZIO IL SERVIZIO SCOLASTICO

14 Cosa è un processo? DEFINIZIONE Un’organizzazione di  persone  procedure, strumenti, materiali che sviluppa una sequenza logica di attività necessarie per produrre specifici risultati e creare valore aggiunto DEFINIZIONE Un’organizzazione di  persone  procedure, strumenti, materiali che sviluppa una sequenza logica di attività necessarie per produrre specifici risultati e creare valore aggiunto ELEMENTI CARATTERISTICI input misurabili valore aggiunto output misurabili (tempo, costo, qualità) ripetibilità ELEMENTI CARATTERISTICI input misurabili valore aggiunto output misurabili (tempo, costo, qualità) ripetibilità una sequenza logica di attività caratterizzata da INPUT VALORE AGGIUNTO OUTPUT MISURAZIONI CONTESTOSTUDENTI FAMIGLIE 14

15 ELEMENTI UTILI ALLA DEFINIZIONE DI UN PROCESSO WHO (CHI) Chi ne è RESPONSABILE; WHAT (CHE COSA) qual è il FLUSSO delle azioni; WHERE (DOVE) dove si fa; WHEN (QUANDO) quando si fa, e quando si misura; HOW (COME) come si fa, MA ANCHE COME si misura (INDICATORE/I); WHY (PERCHE’) perché si fa, quanto si vuole raggiungere e che cosa si è raggiunto (RISULTATI) 15

16 PERCHE’ I PROCESSI (1) DEFINIRE PRECISE RESPONSABILITA’ MISURARE CONCRETAMENTE I CONTRIBUTI INDIVIDUALI EVITARE VALUTAZIONI SOGGETTIVE O CARATTERIALI COORDINARE EFFICACEMENTE L’AZIONE DI GRUPPO INDIVIDUARE NECESSITA’ DI FORMAZIONE E SVILUPPO FORNIRE UNO STRUMENTO DI AUTOVALUTAZIONE RESPONSABILIZZAZIONE DI TUTTE LE PERSONE 16

17 17  STRUTTURARE razionalizzazione ed omogeneità confini e responsabilità chiare possibilità di fare controlli  INTEGRARE comprensione delle relazioni tra i diversi processi della scuola orientamento al risultato complessivo  CONTROLLARE indicatori visibilità dei risultati prevenzione (segnali deboli)  MIGLIORARE analisi punti deboli ed identificazione cause impostazione azioni miglioramento verifica efficacia azioni miglioramento PERCHE’ I PROCESSI (2)

18 Per ogni processo … pianificazione realizzazione misurazione miglioramento La realizzazione rappresenta il valore aggiunto 18

19 SISTEMA DI MISURAZIONE PERCHE’ MISURARE: per conoscere la propria posizione verso gli obiettivi per permettere il miglioramento continuo per conoscere la propria posizione rispetto ad altre organizzazioni MISURAZIONI SUL PROCESSO Attività volte a verificare l’efficacia e l’efficienza di un processo che abbia influenza sulla qualità del servizio erogato MISURAZIONI SUL SERVIZIO Attività tese a rilevare la qualità del servizio erogato 19

20 MONITORAGGIO Azione di controllo esercitata sulla realizzazione delle varie fasi di un processo Lo scopo del monitoraggio è quello di vagliare in itinere la realizzazione, gli esiti e le risposte dei soggetti coinvolti, per poter eventualmente intervenire con le opportune modifiche VERIFICA Misurazione e confronto relativi a RISULTATI e PROCESSI RISULTATI ATTESI RISULTATI OTTENUTI VALUTAZIONE Azione che dà valore ai risultati, attraverso la considerazione di diversi aspetti In itinere All’inizio Al termine di una fase A conclusione ALCUNI TERMINI 20

21 INDICATORI Evidenze osservabili che segnalano la presenza/assenza o l’andamento nel tempo di aspetti di un fenomeno Soglie di accettabilità in base alle quali interpretare le evidenze Descrivono i risultati che l’organizzazione si propone di raggiungere OBIETTIVI / TARGET ALCUNI TERMINI 21

22 TIPI DI INDICATORI  qualità  tempi  costi  customer satisfaction PER OGNI PROCESSO 22

23 IL PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE NEL SNV 23

24 Il percorso di autovalutazione Lettura e analisi degli indicatori Riflessione attraverso le domande guida Individuazione di punti di forza e di debolezza Espressione del giudizio con la Rubrica di valutazione Gli indicatori consentono alla scuola di confrontare la propria situazione con valori di riferimento esterni. Da utilizzare all’interno di una interpretazione più ampia Le domande guida sono uno stimolo per riflettere su quanto realizzato in ogni area, focalizzandosi sui risultati Sono presenti campi aperti in cui la scuola descrive i punti di forza e di debolezza per ogni area Per ogni area la scuola esprime un giudizio complessivo su una scala da 1 a 7 A cura di Donatella Poliandri - INVALSI 24

25 Descrivere la propria scuola sulla base di dati attendibili Attribuirsi 11 “voti”, motivati, sulle dimensioni principali del funzionamento della scuola 1.Risultati scolastici 2.Risultati nelle prove INVALSI 3.Competenze di cittadinanza 4.Risultati a distanza 5.Curricolo 6.Ambiente di apprendimento 7.Inclusività 8.Continuità e orientamento 9.Orientamento strategico e organizzazione 10.Valorizzazione delle risorse umane 11.Integrazione con il territorio Individuare (poche) priorità strategiche (miglioramento degli esiti degli studenti) Individuare processi appropriati che, in un tempo definito, possano far migliorare gli esiti critici Elaborare un piano di miglioramento Fasi del processo guidate dal Rav A cura di Paolo Mazzoli Il percorso di autovalutazione 25

26 Domande guida Indicatori Rubrica di valutazione GLI STRUMENTI DEL RAV 26

27 Dove? All'inizio di ciascuna area o sottoarea A che cosa servono? A riflettere sui risultati raggiunti in quell’area, sui punti di forza e di debolezza; a guidare verso l’attribuzione di un livello LE DOMANDE GUIDA 27

28 Dove? Per ciascuna area o sottoarea A che cosa servono? A informare per riflettere e interpretare a confrontare la propria situazione con valori di riferimento esterni; a guidare verso l’attribuzione di un livello GLI INDICATORI 28

29 Dove? Per ciascuna area degli Ambiti Esiti e Processi Come? Attraverso una scala da 1 a 7 Come è costruita la scala? Con descrizioni guida di situazioni graduate per i livelli 1, 3, 5, 7. I livelli 2, 4, 6 sono lasciati alla discrezionalità della scuola LA RUBRICA DI VALUTAZIONE 29

30 Per ciascuna area si chiede infine di motivare brevemente le ragioni della scelta del giudizio assegnato, indicando i fattori o gli elementi che hanno determinato la collocazione della scuola in uno specifico livello della scala. LA MOTIVAZIONE DEL GIUDIZIO 30

31  Completezza  Accuratezza  Qualità dell’analisi (Invalsi, Rapporto di Autovalutazione Guida all’autovalutazione, pag. 4) CRITERI GENERALI PER L’ASSEGNAZIONE DEL GIUDIZIO 31

32 Utilizzo dei dati e degli indicatori messi a disposizione centralmente (MIUR, INVALSI, ecc.) e capacità di supportare il giudizio individuando ulteriori evidenze e dati disponibili a scuola. COMPLETEZZA 32

33 Lettura dei dati e degli indicatori in un'ottica comparativa, confrontando la situazione della scuola con i valori di riferimento forniti (medie nazionali o regionali, andamento generale delle scuole di riferimento, ecc.). ACCURATEZZA 33

34 Approfondimento e articolazione della riflessione a partire dall’analisi dei dati disponibili. L'analisi è articolata quando non ci si limita a elencare i dati o a descrivere ciò che la scuola fa, ma i dati vengono interpretati tenendo conto della specificità del contesto, oppure si evidenziano i punti di forza e di debolezza dell'azione della scuola, o ancora si individuano aspetti strategici. QUALITA’ DELL’ANALISI 34

35 L’autovalutazione del SNV non si giustappone alle esperienze auto valutative che le scuole già compiono: non tutto è esaustivo, ma ogni scuola nella sua autonomia potrà approfondire gli aspetti che vorrà. Tale è il caso dell’area competenze chiave di cittadinanza (2.3) i cui indicatori sono rimessi alla libera determinazione delle scuole. Le rubriche di valutazione: sono mutuate dalla valutazione autentica e dunque presuppongono un percorso in itinere, già compiuto o da compiere Il contributo delle scuole al RAV 35

36 Verso l’autovalutazione – I riferimenti normativi 36

37 I prodromi Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, (D.Lvo. n. 297/94), art. 603: Nel quadro della definizione di strumenti idonei al conseguimento di una maggiore produttività del sistema scolastico e al raggiungimento di obiettivi di qualità, il Ministero della pubblica istruzione provvede alla determinazione di parametri di valutazione dell’efficacia della spesa…provvede altresì all’individuazione di adeguati metodi di rilevamento dei processi e dei risultati del servizio scolastico … 37

38 Il rinnovamento della scuola  Autonomia (DPR.275/1999 e art. 117 Cost. comma 2, novellato con L. cost. 3/2001 (riforma del Titolo V della Costituzione)  Nuove responsabilità dirigenziali (D.lgs.150/2009);  Riforme degli ordinamenti;  Direttiva triennale 74/2008;  Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione (DPR. 80/2013 ) 38

39 39 DPR 8 marzo 1999, n.275 Art. 3 Il Piano dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia. NEL POF: identità finalità obiettivi strategici attività/processi valutazione

40 DPR. 275/1999 Autonomia (DPR.275/1999) Art.4, c.4: Le istituzioni scolastiche ….. Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati; Art. 10, c.1: Per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del servizio il Ministero della pubblica istruzione fissa metodi e scadenze per rilevazioni periodiche. 40

41 La Direttiva triennale 74/2008 Il Miur chiede all’Invalsi di sviluppare le proprie attività attraverso le seguenti aree di intervento:  Valutazione di sistema Provvedere alla predisposizione di un rapporto annuale sulla scuola  Valutazione delle scuole Definire, anche sulla base delle esperienze internazionali, un modello di valutazione delle scuole per rilevare quegli assetti organizzativi e quelle pratiche didattiche che favoriscono il miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti  Diffusione della cultura della valutazione Promuovere la cultura della valutazione con particolare riferimento alle azioni di formazione del personale dirigente e docente, per favorire la piena attuazione dell’autonomia didattica e organizzativa. 41

42 DPR. 80/2013 Disciplina: soggetti e ruoli; obiettivi e organizzazione del SNV; procedura di valutazione: AV, V esterna, Miglioramento 42

43 Invalsi: Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione, di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286; Indire: Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; Contingente ispettivo: contingente di dirigenti di seconda fascia con funzione tecnico- ispettiva, appartenenti alla dotazione organica dirigenziale del Ministero, che svolgono l'attivita' di valutazione nei nuclei di cui all'articolo 6 del presente decreto. DPR. 80/2013 – I SOGGETTI 43

44 DPR 28 marzo 2013 n. 80 Art. 6 – Procedimento di valutazione Ai fini dell’articolo 2 (miglioramento) il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche si sviluppa, in modo da valorizzare il ruolo delle scuole nel processo di autovalutazione, sulla base dei protocolli di valutazione e delle scadenze temporali … nelle seguenti fasi: a)autovalutazione delle istituzioni scolastiche (a.s ) b)valutazione esterna (Nuclei di valutazione esterna aa.ss / ) c)azioni di miglioramento (a.s ) d)rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche (a.s ) 44

45 DIRETTIVA 11/2014 Priorità strategiche La valutazione è finalizzata al miglioramento della qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti e sarà particolarmente indirizzata: alla riduzione della dispersione scolastica e dell'insuccesso scolastico; alla riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimento degli studenti; al rafforzamento delle competenze di base degli studenti rispetto alla situazione di partenza; alla valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti con attenzione all'università e al lavoro. 45

46 Direttiva 11/2014 : I supporti Sostegno ai processi di autovalutazione delle scuole con strumenti di analisi dei dati disponibili, con quadri di riferimento, indicatori, dati comparabili, … Invalsi Predisposta dai servizi informativi del Miur per coordinare il flusso delle informazioni Piattaforma Formazione Piani di formazione per tutte le scuole con particolare riferimento ai DD.SS. A cura di Giancarlo Cerini – Dirigente Tecnico 46

47 LE ULTIME TAPPE DEL SNV C.M. 21/10/2014 N Trasmissione della direttiva n. 11 del 18 Settembre 2014 Nota Miur 4/12/ Avvio del SNV: attività ulteriori di accompagnamento - nel momento in cui sarà operativa la piattaforma informatica saranno inoltrate alle scuole delle linee guida per supportare le stesse nell’elaborazione del Rapporto di autovalutazione – le linee guida sono in via di elaborazione -) 47

48 IL RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE (RAV) 48

49 Struttura rapporto di autovalutazione Contesto e risorse  Popolazione scolastica  Territorio e capitale sociale  Risorse economiche e materiali  Risorse professionali Esiti  Risultati scolastici  Risultati nelle prove standardizzate  Competenze chiave e di cittadinanza  Risultati a distanza Processi Pratiche educative e didattiche  Curricolo, progettazione, valutazione  Ambiente di apprendimento  Inclusione e differenziazione  Continuità e orientamento Pratiche gestionali e organizzative  Orientamento strategico e organizzazione della scuola  Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane  Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Il processo di autovalutazione Individuazione delle priorità  Priorità e Traguardi  Obiettivi di processo A cura di Annamaria Ajello 49

50 LE 5 SEZIONI DEL RAV Il RAV è articolato in: 5 sezioni: 1) Contesto e risorse; 2) Esiti degli studenti; 3) Processi messi in atto dalla scuola; 4) Processo di autovalutazione; 5) Individuazione delle priorità; 49 indicatori che consentono alla scuola di confrontare la propria situazione con valori di riferimento esterni; Rubriche di valutazione, dove per ciascuna area degli Esiti e dei Processi la scuola potrà assegnarsi un giudizio in una scala da 1 a 7, sulla base di criteri espressi (motivazione del giudizio assegnato). 50

51 IL FORMAT DEL RAV: CINQUE SEZIONI, QUATTRO PARTI Descrittiva Descrizione del contesto e delle risorse Valutativa Valutazione degli Esiti e dei Processi Metodologico- riflessiva Descrizione e valutazione del percorso di autovalutazione Proattiva Individuazione delle priorità e degli obiettivi di processo Metodologico- riflessiva Descrizione e valutazione del percorso di AV Valutativa Valutazione degli esiti e dei Processi Descrittiva Descrizione del contesto e delle risorse A cura di Donatella Poliandri - INVALSI 51

52 Contesto e risorse Lettura di indicatori Domande guida per orientare la riflessione Descrizione di opportunità e vincoli Popolazione scolastica Territorio e capitale sociale Risorse economiche e materiali Risorse professionali PARTE DESCRITTIVA A cura di Donatella Poliandri - INVALSI 52

53 Espressione del giudizio nelle aree degli Esiti e dei Processi Risultati scolastici Risultati nelle prove standardizzate Competenze chiave e di cittadinanza Risultati a distanza Curricolo, progettazione, valutazione Ambiente di apprendimento Inclusione e differenziazione Continuità e orientamento Processi: pratiche educative e didattiche Orientamento strategico e organizzazione della scuola Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Processi: pratiche gestionali e organizzative PARTE VALUTATIVA Esiti A cura di Donatella Poliandri - INVALSI 53

54 Riflessione sul percorso di autovalutazione PARTE METODOLOGICO-RIFLESSIVA Problemi emersi nella lettura e interpretazione dei dati Composizione del nucleo di AV Esperienze pregresse di AV A cura di Donatella Poliandri - INVALSI 54

55 Modello teorico delle relazioni tra Esiti, Processi, Contesto e Risorse A cura di INVALSI 55

56 IMPATTI VINCOLI E OPPORTUNITA’ LA CORNICE DI RIFERIMENTO Contesto e risorse Ambiente organizzativo Pratiche educative e didattiche Esiti formativi ed educativi A cura di Damiano Previtali 56

57 GLI AMBITI DI CONTENUTO per la riflessione delle scuole CONTESTO Ambiente organizzativo Pratiche educative e didattiche ESITI 57

58 1. CONTESTO 1.1. Popolazione scolastica 1.2. Territorio e capitale sociale 1.3. Risorse economiche e materiali 1.4. Risorse professionali 58

59 AMBITI, AREE, INDICATORI - CONTESTO AMBITOAREAINDICATORE Contesto 1.1. Popolazione scolastica1.1.a status socio-economico e culturale delle famiglie degli studenti 1.1. b Studenti con famiglie economicamente svantaggiate 1.2. Territorio e capitale sociale 1.2.a Disoccupazione 1.2.b. Immigrazione 1.2.c. Spesa per l’istruzione degli Enti Locali 1.3. Risorse economiche e materiali 1.3.a. Finanziamenti all’istituzione scolastica 1.3.b. Edilizia e rispetto delle norme sull'edilizia 1.4. Risorse professionali1.4.a.Caratteriostiche degli insegnanti 1.4.b. Caratteristiche del dirigente scolastico 59

60 2. ESITI 2.1. Risultati scolastici 2.2. Risultati nelle prove standardizzate nazionali 2.3. Competenze chiave e competenze di cittadinanza 2.4. Risultati a distanza 60

61 AMBITI, AREE, INDICATORI - ESITI AMBITOAREAINDICATORE Esiti2.1. Risultati scolastici2.1.a. Esiti degli scrutini 2.1.b. Trasferimenti e abbandoni 2.2. Risultati nelle prove standardizzate nazionali 2.2. a. Risultati degli studenti nelle prove di italiano e matematica 2.2. b. Livelli di apprendimento degli studenti 2.2.c. Variabilità dei risultati fra le classi 2.3. Competenze chiave e competenze di cittadinanza 2.4. Risultati a distanza 2.4.a. Prosecuzione negli studi universitari 2.4.b. Successo negli studi universitari 2.4.c. Successo negli studi secondari di II grado 2.4.d. Inserimento nel mondo del lavoro 61

62 3. PROCESSI A) Processi – Pratiche educative e didattiche B) Processi – Pratiche gestionali e organizzative 62

63 3.3 I PROCESSI (A) A. Pratiche educative e didattiche AREA SOTTOAREA Curricolo, progettazione e valutazione Curricolo e offerta formativa; Progettazione didattica; Valutazione degli studenti Ambiente di apprendimento Dimensione organizzativa; Dimensione metodologica; Dimensione relazionale Inclusione e differenziazione Inclusione; Recupero e potenziamento Continuità e orientamento Continuità; Orientamento 63

64 PROCESSI – PRATICHE EDUCATIVE E DIDATTICHE AMBITOAREASOTTOAREAINDICATORE Processi Pratiche educative e didattiche 3.1. Curricolo, progettazione e valutazione Curricolo e offerta formativa; 3.1.a.Curricolo 3.1.b. Politiche scolastiche di istituto progettazione didattica; 3.1.c. Progettazione didattica valutazione degli studenti 3.1.d. Presenza di prove strutturate per classi parallele 3.2. Ambiente di apprendimento Dimensione organizzativa; 3.2.a.Durata delle lezioni 3.2.b. Organizzazione oraria Dimensione metodologica 3.2.c Attività e strategie didattiche Dimensione relazionale3.2.d. Episodi problematici 3.2.e. Clima scolastico 3.3. Inclusione e differenziazione Inclusione3.3.a Attività di inclusione Recupero e potenziamento 3.3.b.Attività dii recupero 3.3.c. Attività di potenziamento 3.4. Continuità e orientamento Continuità3.4.a Attività di continuità Orientamento3.4.b. Attività di orientamento 64

65 3.3 I PROCESSI (B) B. Pratiche gestionali e organizzative Orientamento strategico e organizzazione della scuola Missione e obiettivi prioritari; Controllo dei processi; Organizzazione delle risorse umane; Gestione delle risorse economiche Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Formazione; Valorizzazione delle competenze; Collaborazione tra docenti Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Collaborazione con il territorio; Coinvolgimento delle famiglie 65

66 PROCESSI – PRATICHE GESTIONALI E ORGANIZZATIVE (1) AMBITOAREASOTTOAREAINDICATORE Processi Pratiche gestionali e organizzati ve 3.5. Orientamento strategico e organizzazion e della scuola Missione e obiettivi prioritari Controllo dei processi Organizzazione delle risorse umane 3.5.a Gestione delle funzioni strumentali 3.5.b. Gestione del Fondo di istituto 3.5.c. Processi decisionali 3.5.d. Impatto delle assenze degli insegnanti sull’organizzazione Gestione delle risorse economiche 3.5.e. Progetti realizzati 3.5.f. Progetti prioritari 66

67 PROCESSI – PRATICHE GESTIONALI E ORGANIZZATIVE (2) AMBITOAREASOTTOAREAINDICATORE Processi Pratiche gestionali e organizzativ e 3.6. Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Formazione3.6.a. Offerta di formazione per gli insegnanti Valorizzazione delle competenze Collaborazione tra insegnanti 3.6.b. Gruppi si lavoro degli insegnanti 3.6.c. Confronto tra insegnanti 3.7. Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Collaborazione con il territorio 3.7.a. Reti di scuole 3.7.b. Accordi formalizzati 3.7.c. Raccordo scuola-territorio 3.7.d. Raccordo scuola e lavoro Coinvolgimento delle famiglie 3.7.e. Partecipazione formale dei genitori 3.7.f. Partecipazione informale dei genitori 3.7.g. Partecipazione finanziaria dei genitori 3.7.h. Capacità della scuola di coinvolgere i genitori 67

68 INDICATORI E DESCRITTORI Per ogni Area o Sottoarea sono previsti indicatori e descrittori Esempio: Ambito:3. Processi – A) Pratiche educative e didattiche Area:3.1. Curricolo, progettazione e valutazione Sottoarea:Curricolo e offerta formativa CODICE INDICATORE NOME INDICATORE CODICE DESCRITTORE DESCRITTOREFONTE 3.1.aCurricolo3.1.a.1Grado di adeguatezza del curricolo INVALSI Questionario scuola 3.1.a.2Aspetti del curricolo presenti INVALSI Questionario scuola 3.1.bPolitiche scolastiche di istituto 3.1.b.1Percezione delle politiche scolastiche secondo gli insegnanti INVALSI Questionario insegnanti 68

69 IL PROCEDIMENTO IN SINTESI 69

70 AUTOVALUTAZIONE Analisi dati forniti da sistema informativo Miur e da Invalsi Rapporto di autovalutazione sulla base di quadro rif. fornito da Invalsi + elementi significativi individuati da scuola Formulazione piano miglioramento VALUTAZIONE ESTERNA Individuazione scuole da verificare Visite nuclei valutazione esterna Ridefinizione piani miglioramento AZIONI DI MIGLIORAMENTO Anche con supporto Indire, università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali RENDICONTAZIONE SOCIALE Pubblicazione e diffusione risultati raggiunti IL PROCEDIMENTO IN SINTESI A cura di Dino Cristanini 70

71 FASIATTORIA.S. 2014/201 5 A.S.2015 /2016 A.S. 2016/20 17 AUTOVALUTAZIONETUTTE LE SCUOLE VALUTAZIONE ESTERNA CIRCA 800 SCUOLE (ogni anno) AZIONI DI MIGLIORAMENTO TUTTE LE SCUOLE RENDICONTAZIONE SOCIALE TUTTE LE SCUOLE CM 47/2014 – LA SCANSIONE TEMPORALE A cura di Damiano Previtali 71

72 Le prossime tappe AZIONISOGGETTITEMPI FORMAZIONE REFERENTI USR E ISPETTORI TECNICI MINISTERO/INVALSI27 e 28 NOVEMBRE 2014 FORMAZIONE DS E DOCENTI USRDICEMBRE 2014-GENNAIO 2015 APERTURA PIATTAFORMA INFORMATICA MINISTEROGENNAIO 2015 INSERIMENTO DATITUTTE LE SCUOLEGENNAIO-FEBBRAIO 2015 RESTITUZIONE DATI CON BENCHMARK INVALSIFINE MARZO 2015 DEFINIZIONE RAVTUTTE LE SCUOLEMARZO-GIUGNO 2015 PUBBLICAZIONE RAVTUTTE LE SCUOLELUGLIO 2015 A cura di Damiano Previtali 72

73 CM 47/ L’UNITA’ DI AV Le scuole si doteranno di un'unità di autovalutazione, costituita preferibilmente dal dirigente scolastico, dal docente referente della valutazione e da uno o più docenti con adeguata professionalità individuati dal Collegio dei docenti. 73

74 Il processo di autovalutazione: lettura dei dati e utilizzo degli indicatori 74

75 LE FONTI DEI DATI 75

76 Flussi informativi CONTESTO - ESITI – PROCESSI DATI MIUR DATI INVALSI – PROVE DATI INVALSI – QUESTIONARI DATI ISTAT ALTRI DATI RAV RAPPORTO ESTERNO RAPPORTO SINTETICO MIUR SCUOLA IN CHIARO ALTRI DATI (consiglio orientativo) ISTAT ALTRE FONTI PROVE INVALSI A cura di Gianna Barbieri - MIUR 76

77 Anagrafe studenti (scuola) Rilevazioni integrative Mobilità dei docenti Bilanci delle scuole Fascicolo docenti Le banche dati di riferimento di Scuola in chiaro Anagrafe studenti (università) A cura di Gianna Barbieri - MIUR 77

78 LE FONTI DEI DATI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA DATI PROVE INVALSI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR A cura di Sara Romiti - INVALSI 78

79 LEGGERE LE FONTI IN MODO INTEGRATO (1) Attenzione alla differenza tra tipi di dati:  dati riguardanti le caratteristiche della scuola;  dati riguardanti le caratteristiche del personale;  dati riguardanti le caratteristiche degli studenti – apprendimenti, esiti scolastici, ecc.;  dati di percezione A cura di Sara Romiti - INVALSI 79

80 LEGGERE LE FONTI IN MODO INTEGRATO (2) I dati offrono elementi aggiuntivi per comprendere meglio il funzionamento delle scuole; i dati non hanno un valore intrinseco, ma vanno integrati dai gruppi di autovalutazione con la loro conoscenza del contesto, delle scelte operate e delle pratiche in uso. A cura di Sara Romiti - INVALSI 80

81 Lettura dati MINISTERO OEU'ISTAUZIONE OELL UNlVFRSITA' E DELlA lc.ERCA 81

82 Leggere e usare le informazioni disponibili Le scuole hanno a disposizione più fonti informative dalle quali trarre informazioni per la compilazione del RAV FONTI INTERNE Dati in possesso della scuola, documenti elaborati dalla scuola, informazioni FONTI ESTERNE Dati resi disponibili dall’INVALSI e dal MIUR A cura di Sara Romiti - INVALSI 82

83 Le fonti esterne DATI MIUR CONTESTO Risorse economiche e materiali Risorse professionali ESITI Risultati scolastici Risultati a distanza DATI INVALSI CONTESTO Popolazione scolastica Risorse PROCESSI Pratiche educative e didattiche Pratiche gestionali e organizzative ESITI Risultati prove standardizzate nazionali A cura di Sara Romiti - INVALSI 83

84 Le fonti esterne DATI ISTAT CONTESTO Territorio e capitale sociale DATI MINISTERO DEGLI INTERNI CONTESTO Territorio e capitale sociale A cura di Sara Romiti - INVALSI 84

85 I dati della Scuola in chiaro Piattaforma di raccolta dei dati che consente al MIUR di elaborare informazioni mettendole a disposizione di tutti: Accessibile dalla home del MIUR, alimentata: con i dati già presenti nel sistema informativo con i dati direttamente immessi dalle scuole 85

86 Il Fascicolo Scuola E’ stato lo strumento realizzato nell’a.s. 2012/13 per supportare le scuole nel processo di autovalutazione. Il Fascicolo è stato inviato via a tutte le Istituzioni scolastiche italiane. Per l’a.s – 15 il MIUR dovrebbe restituire on line le stesse informazioni contenute nel fascicolo 86

87 Da dove provengono i dati del MIUR ANAGRAFE STUDENTI ANAGRAFE PROFESSIONALITA’ DOCENTI ANAGRAFICA SCUOLE RILEVAZIONE MENSILE ASSENZE MOBILITA’ SCUOLA IN CHIARO BILANCI SCUOLE ANAGRAFE STUDENTI E LAUREATI 87

88 Tipo di informazioni – Scuola in chiaro DATI IDENTIFICATIVI DATI DI CONTESTO OFFERTA FORMATIVA PERSONALE RISORSE FINANZIARIE ESITI FORMATIVI 88

89 Scuola in Chiaro: studenti 89

90 LE FONTI DEI DATI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA DATI PROVE INVALSI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR A cura di Sara Romiti - INVALSI 90

91 Profili di accesso: Dirigente scolastico Referente per la valutazione Presidente del CdI Docente della classe Livelli di dati: Dati della classe comparati con regione, area geografica, Italia Dati delle classi della scuola Dati dei singoli studenti Dettaglio delle prove Tipologia di dati: Tabelle Grafici File excel su richiesta I dati nel sito INVALSI 91

92 Analisi “di sistema”: Livello degli apprendimenti medi del Paese, per area geografica, per genere, per cittadinanza... Policy making nazionale/territoriale Stakeholder di riferimento: amministratori, cittadinanza Analisi “di scuola”: Livello degli apprendimenti della scuola Comparazione con realtà territoriale di riferimento (benchmarking) Individuazione punti di forza/criticità Stakeholder di riferimento: DS, docenti (a tendere: genitori?) Finalità delle analisi dei dati 92

93 Dati prove INVALSI Le scuole accedono ai risultati nelle prove INVALSI 2014 attraverso il sito (profilo Referente per la valutazione). Per la stesura del Rapporto di autovalutazione suggeriamodi focalizzare la lettura sui risultati generali degli studenti e delle classi, e di esaminare in modo particolare le sezioni:  Punteggi generali in Italiano e Matematica  Distribuzione degli studenti per livelli di apprendimento  Grafici 93

94 Dati prove INVALSI – Esempi di dati 94

95 Dati prove INVALSI – Esempi di dati 95

96 LE FONTI DEI DATI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA DATI PROVE INVALSI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR A cura di Sara Romiti - INVALSI 96

97 Il Questionario scuola IlQuestionario raccoglie informazioni sulle risorse materiali e professionali impiegate nella scuola e sui processi attuati. Tra gli aspetti esplorati il curricolo e la progettazione, la collaborazione tra gli insegnati, l’offerta di formazione per gli insegnanti, i progetti attuati, la partecipazione delle famiglie, le reti e gli accordi con soggetti esterni; I dati richiesti nel Questionario servono per la costruzione di indicatori che vengono elaborati per ciascuna istituzione scolastica; Nella restituzione personalizzata per ciascuna scuola i dati sono posti a confronto con quelli delle altre scuole 97

98 Questionarioscuola Esempi di dati di contesto Risorse professionali Tramite questo indicatore si intende fornire un'informazione sulla quota di insegnanti a tempo indeterminato rispetto alla totalità degli insegnanti della scuola. Numero scuole Media scuole Scuola: MITC Insegnanti con contratto a tempo indeterminato- primaria362 (99,5%) 88,98% 73,53% Insegnanti con contratto a tempo indeterminato- secondaria i grado 363 (99,7%) 76,30% 71,43% 98

99 Questionarioscuola Esempi di dati di processo Tabella 39- Aspetti della progettazione del curricolo presenti (P_ 018b) Scuola : xxxxx Percentuale di scuole in cui sono presenti aspetti relativi alla progettazione del curricolo e dell'azione didattica Definizione di un curricolo di scuola verticale Sì 60,6% Definizione di un profilo delle competenze da possedere in uscita dalla scuola Sì 77,6% Utilizzazione della quota del 20% dei curricoli rimessa all'autonomia delle scuole Sì 24,8% Utilizzazione di modelli comuni a tutta la scuola per la progettazione didattica No 68,7% Progettazione di itinerari comuni per specifici gruppi di studenti (es. studenti con cittadinanza non italiana) No 55,1% Programmazione per classi parallele No 82,0% Programmazione per dipartimenti disciplinari l ambiti disciplinari Sì 75,2% Programmazione in continuità verticale (fra anni di corso diiversi ) Sì 50,6% Definizione di criteri di valutazione comuni a tutta la scuola Sì 84,6% Progettazione di moduli per il recupero delle competenze No 56,3% Progettazione di moduli per il potenziamento delle competE:!nze No 43,8% 99

100 LE FONTI DEI DATI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA DATI PROVE INVALSI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR A cura di Sara Romiti - INVALSI 100

101 Questionario Insegnanti- le aree indagate PROCESSI - CURRICOLO E OFFERTA FORMATIVA Politiche scolastiche di istituto - rileva le opinioni degli insegnanti in merito alla capacità della scuola di mettere in atto politiche scolastiche specifiche, quali un utilizzo diffuso dei laboratori e interventi per diversi gruppi di studenti. PROCESSI -AMBIENTE DI APPRENDIMENTO Attività e strategie didattiche - riguarda le attività e le strategie didattiche che l'insegnante utilizza maggiormente in classe. PROCESSI - CLIMA SCOLASTICO Percezione del clima Scolastico - indaga la percezione degli insegnanti sulla qualità delle relazioni con le altre componenti della scuola PROCESSI - COLLABORAZIONE TRA INSEGNANTI Confronto tra insegnanti – esplora la percezione del confronto professionale e dello scambio tra colleghi 101

102 Questionario Genitori- le aree indagate PROCESSI – CLIMA SCOLASTIC O Benessere dello studente a scuola – misura la percezione del clima in classe e dei rapporti che intercorrono tra gli studenti. Si considerano sia le relazioni positive (stare bene, sentirsi apprezzati), sia quelle problematiche (prese in giro, litigi). Percezione del clima scolastico - Indaga la percezione del genitore sulla qualità delle relazioni tra docenti e studenti e tra docenti e genitori. 102

103 Questionario Studenti - le aree indagate PROCESSI - CLIMA SCOLASTICO Accettazione tra compagni - Indaga in che misura gli studenti si sentono accettati dal resto dei compagni. Si chiede di esprimere un giudizio su quanto ci si sente cercati o lasciati da parte dai compagni, nelle attività a scuola e in quelle al di fuori della scuola. Comportamenti problematici tra compagni - Misura l'incidenza di comportamenti aggressivi tra compagni di classe. Si chiede di dire quanto spesso ha messo in atto o ha subito comportamenti aggressivi dai compagni di classe. 103

104 Questionario insegnanti -esempi di dati Attività e strategie didattiche Percentuali di scelta indicate dagli insegnanti a.Far esercitare gli studenti individualmen te in classe b. Far lavorare gli studenti in piccoli gruppi c. Lasciare spazio a discussioni in classe e a interventi liberi degli studenti d. Dedicare tempo in classe alla correzione dei compiti o degli esercizi e. Organizzare attività che richiedono la partecipazione attiva degli studenti Sede 1MIEEooooo 1 Scuola Primaria 41,6741,678,3366,6733,3350,00 Sede 2 MIEEooooo2 Scuola Primaria 50,00 83,3316,67o,oo Sede 3 MIMMooooo3 Scuola Sec. I grado 50,0066,67o,oo50,0033,33 Totale scuole V&M 49,44%31,95% 39,48%32,03%42,80% 104

105 Questionario Genitori- esempi di dati Informazioni sui partecipanti Il numero degli studenti iscritti è stato acquisito dalla base dati MIUR all’inizio dell’anno scolastico. Potrebbero esserci oscillazioni rispetto al numero effettivo di studenti. 105

106 Questionario Genitori- esempi di dati Benessere dello studente a scuola At·ea 2. Benessere dello studente a scu olaM[ediaDeviazione Standard Posizione rispetto alla media nazionale Scuola RMIC ,880,60 Sede l RMEEOOOO 11 - Primaria2,782,780,840,84 Sede 2 RMEEOOOO 12 - Primaria2,582,580,35 Sede 3 RMEEOOOO 13 - Primaria2,830,300,30 Sede 4 RMEEOOOO 14 - Primaria3,330,58 Sede 5 RMMMOOOO 15 - Sec. I Grado2,850,66 Sede 6 RMMMOOOO 16 - Sec. I Grado2,892,890,820,82 Totale scuole V&M2.94±

107 Questionario studenti esempi di dati ACCETTAZIONE TRA COMPAGNI Sono presentate solo le percentuali di risposta cumulate degli studenti che hanno detto di fare le attività "con molti insegnanti" e "con tutti gli insegnanti". Area 1. Accettazione tra compagni MediaDeviazione Standard Posizione rispetto alla media nazionale Scuola RMICOOOOOl 3,330,61 Sede lRMEEOOOOO l - Primaria 3,400,57 Sede 2 RMEE Primaria 3,610,41 Sede 3 RMMM Sec. I Grado 3,200,59 Sede 4 RMMM Sec. I Grado 3,030,79 Totale scuole V &M 3,17±0,58 107

108 Il confronto con i valori medi Non sempre i valori medi rappresentano degli standard di riferimento. Es: L'attivazione di 12,4 progetti in media per scuola puòconsiderarsi come un riferimento orientativo per l'azione delle singole scuole? Numero scuole Media scuole Scuola: MIIC Ampiezza dell'offerta dei progetti358 (98,4o/o) 12,

109 Percorsi di lettura dei dati di fonti diversel1 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI 109

110 Percorsi di lettura dei dati di fonti diversel2 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI 110

111 Quando valutare e quando presentare gli esiti ? Un esempio Nel Collegio Docenti (ordine del giorno) –Settembre: risultati iscrizioni, scrutini settembre, organico –Ottobre: definizione dei criteri di valutazione (esiti apprendimento) –Dicembre: progettazione interventi di recupero –Gennaio: valutazione intermedia POF –Marzo: verifica programmazione didattico – educativa – verifica dei progetti –Giugno: Valutazione POF – Risultati scrutini Nel Consiglio d’Istituto(ordine del giorno) –Settembre: andamento attività (presentazione monitoraggio ed esiti di giugno) –Dicembre : approvazione progetti POF –Febbraio: redazione Programma Annuale –Consuntivo Programma annuale 111

112 112 3° INCONTRO

113 IL MIGLIORAMENTO 113

114 PRIORITA’ RIFERITE AGLI ESITI DEGLI STUDENTI TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO PIANO TRIENNALE Obiettivo di processo Esemplificazione: dalla definizione delle priorità all’individuazione dei traguardi A cura di Damiano Previtali 114

115 UN ESEMPIO Priorità riferite agli esiti degli studenti Migliorare le competenze degli studenti del biennio in italiano e matematica Traguardi di lungo periodo Migliorare i risultati degli studenti in italiano e matematica nelle prove INVALSI riducendo la distanza dalla media regionale di almeno 3-4 punti Realizzare interventi finalizzati a promuovere una didattica partecipativa (cooperative learning, lavoro di gruppo nelle classi del biennio) Realizzare interventi finalizzati a migliorare il clima scolastico (rapporto tra studenti e con i docenti) e il senso di appartenenza degli studenti alla scuola A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI SCUOLA 1 115

116 UN ESEMPIO Priorità riferite agli esiti degli studenti Ridurre la percentuale degli studenti sospesi in giudizio del biennio del professionale Traguardi di lungo periodo Rientrare nella media provinciale di studenti sospesi in giudizio, ovvero ridurre del 10% la percentuale di studenti sospesi in giudizio agli scrutini di giugno Predisporre prove strutturate intermedie per classi parallele per italiano e matematiche nel biennio del professionale Progettare moduli di recupero per livelli a partire dall’analisi degli esiti delle prove intermedie SCUOLA 2 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI 116

117 APPROFONDIMENTI: I CONCETTI CHIAVE DELL’AUTOVALUTAZIONE 117

118 IL PERCORSO DI MIGLIORAMENTO Chi siamo? Perchè? Finalità, obiettivi, strategie,... Che cosa facciamo? Come lo controlliamo? Come lo facciamo? Organ. Processi Come ci organizziamo? Cosa ci caratterizza? Mission Indicatori 118

119 CONTESTORISORSEPROCESSIRISULTATI CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO ASPETTI SOCIALI RISORSE CULTURALI E SERVIZI CARATTERISTICHE DELLE FAMIGLIE ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI DELLA SCUOLA ….. MATERIALI PROFESSIONALI FINANZIARIE ORGANIZZATIVI DIDATTICI APPRENDIMENTI SODDISFAZIONE GRADIMENTO ANDAMENTO NELLA SCUOLA SUCCESSIVA ANDAMENTO NELLA VITA CHE COSA SI PUO’ MIGLIORARE? A cura di Dino Cristanini 119

120 Cosa NON prevede la direttiva 11/2014 Al termine del ciclo valutativo non si prevede un giudizio da parte di una authority esterna la compilazione di una graduatoria vincitori e vinti A cura di Giancarlo Cerini - Dirigente Tecnico 120

121 È in gioco la costruzione di una cultura della valutazione Ricerca Formazione Sperimentazione Documentazione Eventi pubblici Pubblicazioni Tessuto diffuso di iniziative e di comportamenti Evalu ation Asses sment A cura di Giancarlo Cerini - Dirigente Tecnico 121

122 Identità del dirigente Collegamento con gli obiettivi di miglioramento riconducibili all’operato del DS Presupposti Il RAV avvicina il dirigente ai problemi della sua comunità educativa Mette in gioco il suo apporto al buon funzionamento della scuola C’è anche la valutazione della dirigenza scolastica [direttiva 11/2014] A cura di Giancarlo Cerini - Dirigente Tecnico 122

123 1.È necessario avere dati a disposizione e comparare i “risultati” ma occorre tener conto del contesto in cui una scuola opera 2.È necessario analizzare i processi in atto e continuare a migliorarli: valorizzare i punti di forza, affrontare le criticità della singola scuola 3.È necessario non perdere di mira la finalità: migliorare gli esiti formativi ed educativi degli studenti 4.È necessario avere strumenti comuni in una cornice di riferimento Punti di attenzione A cura di Damiano Previtali 123

124 PARTECIPAZIONE Capacità della scuola di assicurare le condizioni affinché ciascuno studente, indipendentemente dalle situazioni di partenza (disabilità, provenienza, difficoltà personali e sociali, indirizzo di scuola o plesso frequentato, classe o sezione, ecc.) possa usufruire dei servizi e degli interventi, e partecipare alle attività della scuola 124


Scaricare ppt "Percorso di formazione USR per la Lombardia Il sistema nazionale di valutazione SNV 1."

Presentazioni simili


Annunci Google