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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Campania DIREZIONE GENERALE Polo Formativo della Provincia.

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Presentazione sul tema: "Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Campania DIREZIONE GENERALE Polo Formativo della Provincia."— Transcript della presentazione:

1 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Campania DIREZIONE GENERALE Polo Formativo della Provincia di Avellino ISISS «G. RONCA» SOLOFRA (AV)

2 Incontro polo formativo Provincia di Avellino IIS « G. Ronca» Solofra Auditorium « A. Troisi » 2

3 3 Il periodo iniziale di servizio del docente, che coincide con il periodo di prova e l’anno di formazione, ha una duplice valenza: - da un lato si costruiscono le basi formative dell’esperienza culturale, umana e professionale; - dall’altro ha lo scopo di evidenziare se il docente meriti la stabilizzazione definitiva del proprio rapporto di lavoro con la conferma in ruolo. PREMESSA

4 1. Struttura e organizzazione del corso di formazione Definizione Fonti normative Rapporto tra anno di prova e corso di formazione Destinatari dell’anno di formazione Il nuovo Piano Sperimentale di formazione 2. Aspetti organizzativi e amministrativi della formazione Il modello di governance della formazione Sintesi degli adempimenti Esame dei casi particolati 3. Profilo professionale atteso La funzione docente Principali compiti e attività del docente neoassunto Le competenze attese La pratica didattica assistita I laboratori formativi l’attività di ricerca on line. Il portfolio del docente 4 CONTENUTI

5 5 Struttura e organizzazione del corso di formazione riservato ai docenti neoassunti

6 L’anno di formazione costituisce un’attività riservata al personale della scuola che va espletata in occasione della prima immissione in ruolo, secondo l’impianto strutturale definito dal M.I.U.R. 6 Anno di formazione: definizione Anno di formazione: definizione

7 7 Fonti normative Fonti normative LEGGE N. 270/1982 art. 440 D.Lgs.vo n. 297/1994 Istituzione corso di formazione per i docenti neoassunti “L'anno di formazione ha inizio con l'anno scolastico dal quale decorrono le nomine e termina con la fine delle lezioni; per la sua validità è richiesto un servizio minimo di 180 giorni. Ai fini della conferma in ruolo i docenti, al termine dell'anno di formazione, discutono con il Comitato per la valutazione del servizio una relazione sulle esperienze e sulle attività svolte. Sulla base di essa e degli altri elementi di valutazione forniti dal Capo d'istituto, il Comitato per la valutazione del servizio esprime il parere per la conferma in ruolo”..

8 8 C. M. 267/1991 Finalità e contenuti dell’attività di formazione la La partecipazione all’azione formativa si realizza mediante due modalità di intervento:  attività d’istituto e  incontri seminariali.

9 9 C. M. 73/1997 Programmi di formazione riservati ai docenti neoassunti Le attività relative all'anno di formazione hanno la finalità di stimolare una riflessione che orienti nei seguenti ambiti della professionalità docente: - competenze metodologiche e didattiche; - conoscenze psico-pedagogiche - abilità relazionali e comunicative; -aspetti giuridici ed amministrativi, in particolare sulla normativa che regola la partecipazione agli Organi Collegiali della scuola. - Il Capo d’Istituto, su designazione del Collegio dei docenti, nomina, sin dall’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti che svolgeranno le funzioni di tutor dei docenti neoassunti”..

10 10 C. M. 196/2006 “Il percorso formativo delineato è quello della ricerca-azione con continui rinvii all'attività di servizio, al fine di consentire al docente in formazione di acquisire strumenti e metodi per autovalutarsi, aggiornarsi e misurarsi con i bisogni degli alunni e del territorio, in uno stile di insegnamento progressivamente incentrato sulla personalizzazione dei percorsi formativi”. Definizione dell’impianto organizzativo del servizio di formazione per i docenti neoassunti

11 11 C. C.N.L. Comparto Scuola 2006/2009 art. 68 FORMAZIONE IN INGRESSO “Per i docenti a tempo indeterminato, di nuova assunzione, l’anno di formazione trova realizzazione attraverso specifici progetti contestualizzati, anche con la collaborazione di reti e/o consorzi di scuole. L’impostazione delle attività tiene conto dell’esigenza di personalizzare i percorsi……..assicurando adeguate condizioni di accoglienza”.

12 L’obbligo contrattuale del neo-assunto comprende 2 percorsi: Anno di Prova Corso di Formazione I termini “prova” e “formazione” sono talvolta utilizzati, erroneamente, come sinonimi, sebbene sottendano istituti che hanno presupposti differenti: l’anno di prova assolve ad un interesse meramente amministrativo; la formazione rispecchia la necessità di preparare, aggiornare dal punto di vista educativo-didattico il docente immesso in ruolo. 12 Rapporto tra anno di prova e corso di formazione Rapporto tra anno di prova e corso di formazione

13 Il personale docente, all’atto dell’assunzione in ruolo, che avviene con la stipula del contratto di lavoro a tempo indeterminato, deve sostenere il periodo di prova allo scopo di ottenere la conferma in ruolo. Per la sua validità è richiesto il servizio effettivo minimo di 180 giorni, senza dare luogo a comportamenti negativi ai fini della prova medesima. L’anno di prova L’anno di prova

14 I due percorsi (periodo di prova – corso di formazione) si integrano e, sebbene, in alcuni casi, possa verificarsi che si realizzino in anni scolastici diversi, è necessario il superamento di entrambi ai fini della conferma in ruolo. Al termine del periodo di prova e di formazione il docente è tenuto a redigere una relazione che discute davanti al Comitato di valutazione del servizio dei docenti della scuola in cui si effettua l’anno di prova. 14 L’integrazione dei percorsi L’integrazione dei percorsi

15 ANNO DI PROVA ESPERIENZA NELL’ISTITUTO DI SERVIZIO (Tutor d’Istituto) CORSO di formazione NEOASSUNTI Formazione complessiva dell’anno di prova Formazione complessiva dell’anno di prova

16 L'obbligo della formazione in ingresso è da configurarsi esclusivamente nei confronti dei docenti assunti in ruolo per la prima volta. Si tratta di: 1.docenti neo-immessi in ruolo per superamento di concorso a cattedre per esami e titoli; 2.docenti neo-immessi in ruolo in base alle graduatorie ad esaurimento. 16 Destinatari dell’anno di formazione Destinatari dell’anno di formazione

17 Nota M.I.U.R. prot. n. 196 del 3 febbraio “Nel confermare le disposizioni impartite da questo Ministero con C.M. n. 267 del , si ribadisce che i docenti, che hanno già superato il periodo di prova in una determinata classe di concorso e siano stati nominati in altra classe di concorso, ovvero abbiano ottenuto il passaggio di ruolo o di cattedra di cui all’art 10 commi 1 e 5 del CCNL 23 luglio 2003, non sono tenuti a frequentare l’anno di formazione, di cui all'articolo 440 del citato Decreto legislativo n. 297/94.”

18 Immissioni in ruolo Docenti immessi in ruolo per la prima volta Sono tenuti ad effettuare il periodo di prova e l’anno di formazione Docenti neoassunti già di ruolo in altro ordine/grado di scuola Sono tenuti ad effettuare solo il periodo di prova Docenti neoassunti già di ruolo su altra cattedra dello stesso ruolo di provenienza Non sono tenuti ad effettuare né il periodo di prova né l’anno di formazione 18 Docenti che abbiano ottenuto il passaggio di ruolo Sono tenuti ad effettuare solo il periodo di prova(circolare telegrafica n. 55/1990 e C.M. n.267/1991). Docenti che abbiano ottenuto il passaggio di cattedra Non sono tenuti ad effettuare né il periodo di prova né l’anno di formazione Passaggi

19 La Direzione Generale per il Personale Scolastico del MIUR ha implementato un «prototipo di percorso formativo» flessibile, da mettere a sistema per le successive annualità. Nota MIUR 6768 del Il nuovo Piano Nazionale Sperimentale Il nuovo Piano Nazionale Sperimentale per la formazione dei docenti neoassunti per la formazione dei docenti neoassunti

20 Maggiore attenzione alla formazione sul campo Valorizzazione dei compiti del tutor accogliente della sede di servizio Introduzione di laboratori formativi specifici Valorizzazione dell’attività di studio e di ricerca on line Introduzione del portfolio dell’esperienza formativa 20 Le novità rispetto al precedente modello di formazione Le novità rispetto al precedente modello di formazione

21 21 Le quattro fasi del percorso formativo Le quattro fasi del percorso formativo Incontri informativi e di accoglienza Laboratori formativi dedicati Peer to peer Formazione on line TOTALE 5 ORE12 ORE ORE20 ORE50 ORE

22 22 1^FASE 1^FASE Incontri informativi e di accoglienza 5 ORE 2,5 ore dedicate all’incontro informativo iniziale 2.5 ore dedicate all’incontro di monitoraggio finale e alla restituzione degli esiti

23 23 2^ FASE 2^ FASE Laboratori formativi dedicati 12 ORE + 3 Le attività laboratoriali (12 ore in presenza + 3 ore di elaborazione documentazione e ricerca on line) articolate, di norma, in quattro incontri in presenza, verranno gestite secondo le indicazioni dei singoli Poli Formativi. Gli ambiti di approfondimento, individuati nel rispetto delle indicazioni ministeriali, saranno: - nuove tecnologie e loro impatto sulla didattica; - gestione della classe e delle problematiche relazionali; - sistema nazionale di valutazione (autovalutazione e miglioramento); bisogni educativi speciali e disabilità. Ogni Polo Formativo avrà la possibilità di programmare un modulo formativo opzionale, su aspetti culturali, didattici, metodologici.

24 24 3^ FASE 3^ FASE Peer to peer 10 ORE La fase “Peer to peer” comprende 10 ore di attività di pratica didattica, svolte con il supporto di un docente tutor accogliente della propria scuola, così articolate: -3 ore di osservazione del neo assunto docente nella classe del tutor; -3 ore di programmazione e sviluppo condiviso; -3 ore di presenza del tutor nella classe del docente neoassunto; -1 ora di valutazione dell´esperienza realizzata.

25 25 4^ FASE Formazione on line 20 ORE Dal 4 Maggio 2015 collegandosi al sito web sarà possibile accedere all’area riservata alla formazione dei docenti neoassunti e acquisire la guida sull'utilizzo del servizio e i materiali esplicativi che accompagneranno il docente nella compilazione delle varie sezioni, sia dei questionari sia del portfolio formativo sperimentale.

26 Q1 - Questionario di rilevazione di informazioni sulla fase di incontri di accoglienza e conclusivi Q2 - Questionario di rilevazione di informazioni sulla fase di laboratori formativi dedicati Q3 - Questionario di rilevazione di informazioni sulla fase di peer to peer Q4 - Questionario di rilevazione del gradimento (utilità ed usabilità dell'ambiente tecnologico) sulla fase online 5) Portoflio formativo sperimentale 6) Area per l'accesso libero a contenuti informativi 26 I materiali didattici presenti in piattaforma

27 27 I docenti neoassunti in Campania Docenti neoassunti

28 PROVICIA/DISTRETTI DI COMPETENZA SCUOLA POLO FORMATIVO COMUNE AVELLINO I.S.I.S. “Ronca” Solofra AVELLINO – DISTRETTO 30 L. Cl. “G.Carducci” Nola BENEVENTO I.T.I. “Lucarelli” Benevento CASERTA I.T.S. “ M.Buonarroti” Caserta CASERTA L.S. “ Fermi” Aversa NAPOLI DISTRETTI L.ST. “E. Majorana “ Pozzuoli NAPOLI DISTRETTI 31 – 32 – 33 I.I.S. “ Europa “ Pomigliano d’Arco NAPOLI DISTRETTI 34 – – 37 L.S. “E. Pascal” Pompei NAPOLI DISTRETTI 38 – 39 I.C. “E. Borrelli” S. Maria La Carità NAPOLI DISTRETTI 40, 41, 42, 43 I.I.S. “Pagano – Bernini” Napoli NAPOLI DISTRETTI 44 – 45 I.T.I. “G. Ferraris” Napoli NAPOLI DISTRETTI 46, 47, 48,49 I.I.S. “Archimede” Napoli SALERNO SC. SEC. 1° “A. Balzico” Cava dé Tirreni SALERNO I.S.I.S. “ E. Corbino” Contursi Terme SALERNO I.C. “ S. Valentino Torio” S. Valentino Torio SCUOLA POLO FORMATIVO REGIONALE NAPOLI DISTRETTI 26 – 27 – 28 – 29 I.I.S. “ A. Torrente” Casoria 28 I Poli formativi in Campania

29 Avvio Formazione in Campania Avvio Formazione in Campania Realizzazione dei Laboratori formativi Realizzazione dei Laboratori formativi Conclusione Percorso di formazione Conclusione Percorso di formazione 21 aprile 2015 Aprile - Maggio 30 maggio I tempi del percorso formativo

30 30

31 “È importante che la scuola di servizio del docente neoassunto sappia accoglierlo come membro attivo della nuova comunità professionale, valorizzando il percorso formativo e coniugandolo con l'agire concreto, legato al compiti e alle responsabilità dell'insegnante in formazione, e con lo sviluppo di un'attitudine permanente alla riflessività e alla capacità di risolvere problemi”. (C.M. 6768/2015) 31

32 L’accoglienza del personale docente ed educativo neoassunto a tempo indeterminato esige l’intervento di vari soggetti individuali, principalmente Dirigente Scolastico e tutor di scuola, Dirigente scolastico della scuola polo, esperti della formazione, e collegiali, quali il Consiglio di classe, il Collegio dei docenti e il Comitato di valutazione, che, con azioni di diversa natura, accompagnano il neoassunto in un percorso volto allo sviluppo della professione docente, adeguata alle innovazioni della scuola e alle trasformazioni della società. 32 Il modello di governance della formazione Il modello di governance della formazione

33 Il Dirigente Scolastico della sede di servizio verifica il possesso dei seguenti requisiti da parte dei docenti da segnalare per la formazione: essere in periodo di prova, assunti a tempo indeterminato dal ; essere in servizio nella cattedra o posto per il quale la nomina è stata conseguita o anche nell’insegnamento di materie affini; essere stati assunti in anno scolastico precedente ma non aver effettuato l’anno di formazione; essere in condizioni di superare il periodo di prova (180 giorni di servizio). Si ricorda che non devono essere segnalati i docenti in astensione obbligatoria o maternità morbosa che a causa di tali congedi non riescano a superare i 180 giorni e che, ai sensi della Legge 1204/71, supereranno solo successivamente l’anno di formazione. 33 Il Dirigente Scolastico della sede di servizio del neoassunto

34 Il dirigente scolastico assume un ruolo strategico nell’anno di prova del docente neo-immesso in ruolo. Il suo compito non è di ordine meramente burocratico, ma si ispira alle seguenti priorità: INFORMARE ORIENTARE E SUPPORTARE COORDINARE E VALUTARE 34 Il Dirigente Scolastico della sede di servizio del neoassunto

35 Al termine dell’anno scolastico, il Dirigente; redige la relazione sul periodo di prova del docente, sentito il parere del Comitato per la valutazione del servizio (artt. 438 e 440 del D.Lvo 297/94). conferma in ruolo il personale di ogni ordine e grado, ai sensi dell’art. 14 del DPR n. 275 del 8/3/99 (regolamento dell’autonomia). 35 Il Dirigente Scolastico della sede di servizio del neoassunto

36 Il docente in Anno di Prova ha diritto alla nomina di un Tutor (docente di provata esperienza nel ruolo specifico) che diviene riferimento sia per l’aspetto didattico sia per la formazione. Il docente tutor è nominato dal Dirigente Scolastico su indicazione del Collegio dei docenti. Per assicurare la massima efficacia all'assistenza tutoriale, il Collegio indica anche i criteri per la verifica dell'attività didattica svolta durante il periodo di formazione. Il tutor accogliente

37 Al tutor di scuola viene affidato il compito di “sostenere il docente in formazione durante il corso dell’anno per quanto attiene alla programmazione educativa e didattica, alla progettazione di itinerari didattici, alla predisposizione di strumenti di verifica e valutazione”. Il tutor è da considerarsi un facilitatore nei rapporti interni ed esterni all’istituto e nell’ accesso all’informazione” (CM.267/91). 37 Il tutor accogliente

38 Il tutor della sede di servizio: affianca nell’attività di servizio i docenti in formazione, privilegiando gli aspetti di programmazione educativo- didattica, di progettazione, di predisposizione di strumenti di verifica e valutazione; favorisce il percorso formativo della ricerca-azione con continui rinvii all’attività di servizio; si coordina con la FS area 2 della scuola e con il Dirigente Scolastico; compila un questionario esplicativo dell'esperienza svolta. Per una significatività della restituzione si consiglia l’adozione fin dall’inizio dell’attività di uno strumento di osservazione 38

39 - Informano e coinvolgono il Collegio dei Docenti sulle modalità dell’attività formativa; - organizzano i laboratori formativi dei docenti neoassunti iscritti al Polo formativo da Loro diretto; - individuano gli esperti cui affidare la conduzione delle attività laboratoriali; - forniscono le informazioni dovute ai neo immessi, agevolando i passaggi d’informazione con l’USR ; - curano le attività amministrative. 39 Il Dirigenti Scolastici delle Scuole Polo

40 Sostiene le azioni regionali di informazione, documentazione, coordinamento e monitoraggio; coordina le attività amministrativo – contabili delle Scuole Polo. 40 Il Dirigente Scolastico della Scuola Polo Regionale

41 Coordina le attività a livello regionale, in funzione delle esigenze territoriali e del proprio assetto organizzativo; raccoglie, secondo le modalità stabilite dal MIUR, le rendicontazioni amministrativa e didattica delle attività svolte che verranno inviate successivamente alla Direzione Generale per il Personale Scolastico; compila, entro il l0 Luglio, un report informativo sul percorso formativo realizzato dalle Scuole Polo, utile per l’identificazione dei punti di forza e di quelli di debolezza del Piano di formazione realizzato. 41 L’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania

42 Attività di servizio pari a 180 giorni di servizio (con riduzione a 150 giorni per le lavoratrici madri, che hanno fruito del congedo obbligatorio); Corso di formazione; Relazione del Dirigente Scolastico della sede di servizio; Riunione del Comitato di Valutazione del servizio presieduto dal Dirigente Scolastico; Emanazione del decreto di conferma in ruolo o altre determinazioni. 42 Sintesi degli adempimenti Il Dirigente Scolastico ai sensi dell’art. 439 del D.lgs.vo 297/1994 può, seguendo le procedure previste, prorogare di un anno scolastico il periodo di prova, al fine di acquisire maggiori elementi di valutazione e verificare l’adeguatezza professionale del docente neoassunto

43 Al termine dell'anno di formazione, discutono con il Comitato per la valutazione del servizio una relazione sulle esperienze e sulle attività svolte. Sulla base di essa e degli altri elementi di valutazione forniti dal Dirigente Scolastico, il Comitato per la valutazione del servizio esprime il parere per la conferma in ruolo (art. 440 del D.L.vo n. 297/94). Compiuto l’anno di formazione, il personale docente consegue la conferma in ruolo con decreto del Dirigente Scolastico, tenuto conto del parere del Comitato per la valutazione del servizio. Il provvedimento è definitivo. 43 Superamento dell’anno di formazione dell’anno di formazione

44 44 Esame di casi particolari Esame di casi particolari

45 I due percorsi vengono effettuati di norma nello stesso anno ma possono essere rinviati dall’interessato. Il mancato superamento di uno dei due percorsi, determina il rinvio della riconferma nel ruolo docente. 45 Mancato superamento di uno dei due percorsi CASO N.1

46 Mancato compimento dei 180 giorni di servizio Nel caso in cui il docente abbia frequentato regolarmente le attività seminariali e che, tuttavia, per legittimo impedimento, non abbia compiuto i 180 giorni di servizio minimo richiesto, la proroga della prova all’anno scolastico successivo non esigerà la ripetizione della partecipazione alle attività formative (C.M. n. 297/1991). 46 CASO N.2

47 Lavoratrice madre in astensione obbligatoria La lavoratrice madre in astensione obbligatoria, che abbia compiuto i 180 giorni di servizio nell’anno scolastico, può sostenere la discussione della relazione finale col Comitato per la valutazione del servizio anche in periodo di astensione obbligatoria, previa autorizzazione del suo medico di fiducia, al fine di veder definito il superamento dell'anno di formazione con la relazione del Capo d'istituto (Circolare telegrafica n. 357 del ). 47 CASO N.3

48 Legittimo impedimento alla discussione della relazione finale La discussione della relazione può essere rinviata all’anno successivo allorché il docente, in possesso dei prescritti requisiti di servizio e di partecipazione alle attività di formazione, sia legittimamente impedito solo al momento della discussione stessa (C.M. n. 267/1991). 48 CASO N.4

49 Ai sensi dell'articolo comma 2 – del D.Lgs. 297/1994 “negli istituti e scuole di istruzione secondaria od artistica, il periodo di prova del personale docente è valido anche se prestato per un orario inferiore a quello di cattedra". 49 CASO N.5 Servizio prestato dai docenti con orario ridotto

50 La C.M. 3699/2008 consente alla lavoratrice madre, seppure in assenza di regolare prestazione del servizio, di svolgere le attività di formazione. 50 CASO N.6 Lavoratrice madre non in servizio

51 I docenti nominati in ruolo, con ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico, per raggiungere il requisito dei 180 giorni di servizio dovrebbero poter sommare al servizio prestato dopo la nomina i giorni di supplenza prestati all’inizio dell’anno scolastico. Al riguardo la nota ministeriale n. 39/2001 ha precisato che si considerano utili al superamento del periodo di prova anche le supplenze prestate dall’inizio dell’anno scolastico corrente fino al momento dell’assunzione a tempo indeterminato in prova, se il servizio risulta prestato in qualità di supplente sulla stessa classe di concorso o su materie affini. 51 CASO N.7 Docenti nominati in ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico

52 La formazione è un obbligo contrattuale che viene riconosciuto previa partecipazione agli incontri per almeno il 75% delle ore complessive in presenza. Per quanto riguarda le assenze dei corsisti, si ritiene di poter indicare nel 25% di assenze dell’attività in presenza, relativa alle 5 ore della fase di condivisione e alle 12 ore della fase dei laboratori, il limite per la validità del percorso formativo (max 4 ore). Le ore della fase del peer to-peer e le ore online vanno interamente svolte e non possono, anche se eccedenti, sostituire o compensare le ore destinate agli incontri in presenza. Gestione delle presenze

53 53 Il profilo professionale atteso

54 L’art. 395 del D.Lgs. n. 297/1994 esplicita che è compito dei docenti dare impulso alla partecipazione delle nuove generazioni all’elaborazione della cultura e alla formazione umana e critica della loro personalità. 54 La funzione docente La funzione docente

55 La legge sull’autonomia scolastica (L.59/97) ha comportato il progressivo riconoscimento di un’articolazione delle competenze dei docenti, la definizione di nuove funzioni l’attribuzione di maggiori responsabilità. La nuova cultura professionale ha determinato l’abbandono della logica che si muoveva in un’ottica autoreferenziale, per farsi carico dei processi attivati a livello collegiale, dei risultati conseguiti e per avviare un’interazione costruttiva e creativa nell’“ambiente scuola”, finalizzata all’innalzamento della qualità del sistema formativo. 55 L’autonomia scolastica L’autonomia scolastica e le nuove competenze richieste al docente e le nuove competenze richieste al docente

56 Il profilo professionale dei docenti richiede una specifica preparazione culturale comprendente le aree: psicopedagogica, metodologico-didattica, organizzativa, di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell'esperienza didattica, l'attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica. «I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della scuola». (Art. 27 del CCNL Scuola ) 56 Il profilo professionale Il profilo professionale

57 La norma in esame prende in considerazione anche l’aspetto dinamico della prestazione professionale del personale docente. Il docente è, infatti, parte integrante dell’organizzazione scolastica, in costante interazione con le altre risorse professionali; egli è non solo realizzatore della progettazione ma anche agente di controllo degli esiti e dei processi agente di cambiamento. 57 L’aspetto dinamico della professione docente L’aspetto dinamico della professione docente

58 Le nuove competenze si riferiscono ad abilità trasversali e legate a contesti operativi più ampi che vedono il docente: Le nuove competenze Le nuove competenze componente di gruppi formali e non componente di un’organizzazione che apprende e nella quale si apprende competenze relazionali che rendono il lavoro collegiale efficace e produttivo; competenze organizzative che assicurino contributi personali al sistema-scuola.

59 59 Le dimensioni delle competenze Le dimensioni delle competenze

60 Il docente in classe gioca la sua professione in tre ambiti diversi: 1. la conoscenza della disciplina di insegnamento; 2. la competenza tecnica di generare apprendimento utilizzando strategie e strumenti adeguati; 3. la capacità relazionale di conoscere e gestire i rapporti personali. E’ soprattutto in quest’ultimo ambito, quello relazionale, che si incide sui risultati, quando i soggetti in apprendimento sono individui in età evolutiva. 60 La relazione educativa La relazione educativa

61 In classe la relazione non è tra pari e richiede all’adulto una capacità di tenuta, solida e insieme tollerante. La relazione educativa docente/alunno è una relazione asimmetrica, orientata ad uno scopo: l’apprendimento. E’ compito del docente adottare le strategie più opportune per ascoltare, conoscere, motivare, guidare gli alunni. 61 Una relazione asimmetrica Una relazione asimmetrica

62 “La formazione iniziale e permanente dei docenti della scuola dell'infanzia, del primo e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione è finalizzata a valorizzare l'attitudine all'insegnamento e la professionalità docente, che si esplica nella competenza disciplinare e didattica, nella capacità di relazionarsi con tutte le componenti dell'istituzione scolastica e nel rispetto dei principi deontologici. ” [Art. 1, commi 1e 2, D.L. 17 ottobre 2005 ai sensi dell’art.5 della Legge 53 del 28/03/2003] 62 La leva strategica della formazione

63 Informarsi sui diritti e doveri del docente (D.Lgs. 297/1994, CCNL 2006/2009); Programmare e monitorare il proprio lavoro, anche con l’aiuto del tutor; Partecipare alle attività degli Organi Collegiali e riflettere sui compiti e sull’importanza dei diversi organi e della propria partecipazione consapevole; Curare i documenti personali e quelli comuni (registro personale, registro di classe, piano delle attività, piano di lavoro ecc.) Curare l’aspetto della valutazione sia in itinere sia finale Partecipare alle iniziative di formazione, in maniera fattiva, critica e responsabile; Predisporre il documento finale (portfolio formativo). 63 Principali compiti e attività Principali compiti e attività del docente neoassunto del docente neoassunto

64 Il Piano di formazione, introdotto a partire a partire dal corrente a.s. 2014/2015, prevede un monte ore svolto in collaborazione con il tutor di scuola e dedicato a momenti di tutoraggio e di osservazione reciproca, di affiancamento nel lavoro didattico, di riflessione e di documentazione. Questa modalità innovativa è stata pensata nell’intento di curvare il periodo di prova verso una dimensione di concreta esperienza sul campo, comprendendo momenti di reciproca osservazione, valorizzando le professionalità e le competenze dei docenti più esperti. 64 La collaborazione con il tutor accogliente La collaborazione con il tutor accogliente

65 La fase di formazione on line, i cui servizi supportano la documentazione e il monitoraggio delle altre fasi, l'accesso a risorse didattiche digitali si propongono di sviluppare la pratica professionale riflessiva. I docenti neoassunti potranno ricevere la propria password di accesso, inserendo il proprio nome, cognome e codice fiscale tramite l'opportuna funzione disponibile nella pagina di "Login" del sito. 65 La pratica professionale riflessiva La pratica professionale riflessiva

66 Al completamento alla formazione dei docenti neoassunti, il tutor accogliente dovrà compilare un questionario esplicativo dell'esperienza svolta e stampare l'attestato sulla attività di tutoring effettuata. Tale attestato dovrà essere firmato dal Dirigente Scolastico. 66 Il questionario del tutor accogliente Il questionario del tutor accogliente

67 Il docente, accedendo al sistema on line, sarà supportato, attraverso procedure guidate, a sviluppare riflessioni sul proprio percorso professionale, acquisendo alcune competenze utili a costruire un proprio portfolio formativo. Il portfolio potrà essere stampato in un documento PDF e sostituirà la tesina finale, costituendo la base per la discussione finale di fronte al Comitato di valutazione. 67 Il portfolio formativo sperimentale Il portfolio formativo sperimentale

68 Il portfolio è suddiviso in 3 parti a) sintetica ricostruzione del curriculum formativo del docente b) documentazione di una sequenza didattica, possibilmente oggetto di progettazione/osservazione della fase 3 peer to peer c) una riflessione personale attraverso la compilazione di un questionario (bilancio di competenze). 68 Articolazione del portfolio Articolazione del portfolio

69 Al termine delle attività il D.S. della Scuola Polo rilascerà l’Attestato di frequenza e superamento del corso di formazione che il docente consegnerà, unitamente al portfolio delle attività al DS della scuola di servizio per la discussione con il Comitato di valutazione. L’ ATTESTATO ELENCHERÀ LE ORE SVOLTE IN OGNI FASE E SARÀ CONSIDERATO VALIDO SE IL DOCENTE NON AVRÀ SUPERATO LA SOGLIA DELLE ASSENZE CONSENTITE. 69 L’Attestato finale L’Attestato finale

70 70 La discussione sull’esperienza realizzata La discussione sull’esperienza realizzata dinanzi al Comitato di Valutazione dinanzi al Comitato di Valutazione Il docente neoassunto, al termine dell’anno di prova, generalmente entro il 30 giugno, illustra l’esperienza realizzata al Comitato di valutazione, tenuto ad esprimere un parere motivato con particolare riguardo a: - competenze psicocodagogiche - competenze metodologico-didattiche - competenze relazionali - comunicative

71 Il Dirigente Scolastico della scuola di servizio decreta la conferma in ruolo tenuto conto del parere del Comitato per la Valutazione del servizio dei docenti. 71 La conferma in ruolo

72 Il periodo di prova è considerato servizio di ruolo a tutti gli effetti (progressione dell'anzianità ai fini della carriera ecc.). Solo dopo il superamento del periodo di prova, è possibile che il personale confermato in ruolo possa chiedere la ricostruzione di carriera, i cui effetti decorrono dal momento stesso della conferma (art. 490 del Dlgs 297/94). 72 Validità giuridica dell’anno di prova

73 73 Come ci siamo organizzati Direttore del corso D.S. Paola Anna Gianfelice Team docenti scuola polo SICILIANOPESCE SCIFORANIERI D.S.G.A D. SARNO AA SIG. G. iNGINO Esperti dei laboratori formativi dedicati

74 SCUOLA POLO INCONTRO INFORMATIVO INIZIALE INCONTRO FINALE DI MONITORAGGIO 74

75 75 DATALABORATORIOESPERTO 12 MAGGIO MAGGIO MAGGIO MAGGIO 2015 Calendario incontri

76 BUON LAVORO GRAZIE PER L’ATTENZIONE! 76


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