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1 AZIENDA ULSS 20 DI VERONA Dipartimento di Prevenzione Igiene generale ed applicata Prove di efficacia dell’attività fisica: analisi della letteratura.

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1 1 AZIENDA ULSS 20 DI VERONA Dipartimento di Prevenzione Igiene generale ed applicata Prove di efficacia dell’attività fisica: analisi della letteratura

2 2 Le conoscenze storiche “.. Non si può mantenersi in salute basandosi soltanto sul tipo di alimentazione, ma a questa bisogna affiancare anche degli esercizi fisici” Ippocrate: “il regime” (metà del IV° sec. A.C.)

3 3 Sintesi degli effetti dell’attività fisica sullo stato di salute  protezione verso: le patologie cardiovascolari e l’ictus cerebri le dislipidemie e l’obesità l’ipertensione la comparsa del diabete e… nei diabetici, verso le complicanze del diabete l’osteoporosi il decadimento mentale e la depressione alcuni tumori (carcinoma del colon, mammella) la disabilità la disfunzione erettile

4 4 Le conoscenze attuali

5 5 La prevenzione delle coronaropatie Domanda: l’attività fisica riduce il rischio di incidenti cardiovascolari nella popolazione asintomatica? Risposta: la pratica di attività fisica riduce il rischio di incidenti cardiaci mortali e non. Nella popolazione fisicamente attiva - che pratica attività fisica moderata tutti i giorni o quasi - si evidenzia una riduzione del 30-50% del rischio relativo di malattie coronariche rispetto alla popolazione sedentaria, a parità di altri fattori di rischio. (Clinical Evidence Vol.4° pag.54 )

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7 7 Walking compared with vigorous exercise for the prevention of cardiovascular events in women Manson JAE, N Engl J Med 2002;347:716 Lo studio, su 73.743 donne di 50-79 anni in post menopausa, mette a confronto l’influenza dell’esercizio fisico intenso, del cammino e delle attività sedentarie sulla comparsa di eventi cardiovascolari (follow-up medio di 3.2 anni e fino a un massimo di 5.9 anni). L’attività fisica è stata valutata mediante un questionario che indagava sulla frequenza e sulla durata del cammino e di numerose altre attività di diversa intensità. Ai partecipanti è stato inoltre richiesto di stimare il numero di ore giornaliere trascorse in attività sedentarie (in posizione seduta o sdraiata).

8 8 Walking compared with vigorous exercise for the prevention of cardiovascular events in women Manson JAE, N Engl J Med 2002;347:716 L’esercizio è stato definito: intenso se in grado di accelerare la frequenza cardiaca ed aumentare la sudorazione (es. ginn. aerobica, jogging, tennis, gare di nuoto); moderato se non portava all’esaurimento delle forze (uso della bicicletta, della cyclette, del tappeto rotante, nuoto non competitivo, danze popolari); leggero per intensità ancora più basse (come nel ballo lento, nel bowling e nel golf).

9 9 Walking compared with vigorous exercise for the prevention of cardiovascular events in women Manson JAE, N Engl J Med 2002;347:716 Risultati: sono stati documentati 345 nuovi casi di malattia coronarica e 1551 eventi cardiovascolari totali. L’aumento del punteggio per l’attività fisica presentava una forte associazione inversa col rischio di eventi coronarici e cardiovascolari totali (rischio relativo per eventi coronarici 1.00, 0.73, 0.69, 0.68, 0.47 nei diversi quintili, p < 0.001 per il trend). La riduzione del rischio è risultata simile per il cammino e l’es. fisico intenso; anche un passo rapido e un minor numero di ore in attività sedentarie sono risultati buoni predittori di un rischio più basso.

10 10 Association between childhood socioeconomic status and coronary heart disease risk Lawlor DA et al, Am J Public Health 2004;94:1386 Studio su 3444 donne di 60-79 anni per verificare se vi era un’associazione tra il loro stato socio-economico (SES) durante l’infanzia e la presenza di malattia coronarica dopo la menopausa L’associazione tra SES e coronaropatia era presente, anche se vaniva parzialmente corretta tenendo conto di fattori come il fumo (anche passivo), l’attività fisica, l’0besità

11 Physical activity and risk of stroke in women. Hu et al, JAMA 2000;283:2961 Rischio relativo di ictus in rapporto alla velocità di cammino (Nurse’s study)

12 Exercise rehabilitation programs for the treatment of claudication pain Gardner AW et al. JAMA1995;274:975 L’esercizio fisico è un intervento efficace per aumentare la distanza percorsa camminando dai soggetti affetti da claudicatio Secondo una meta-analisi di 21 programmi di attività fisica: La distanza media prima della comparsa di dolore aumentava del 179% o di 225m La distanza media prima del dolore massimo tollerato aumentava del 122% o di 397m

13 13 Malattie cardiovascolari: come prevenirle OMS Almeno 30 minuti di attività fisica al giorno Ridurre i grassi saturi (animali) con i mono e polinsaturi (oli vegetali) Aumentare il consumo di pesce (acidi grassi omega-3) Aumentare il consumo di frutta e verdura (5 porzioni) Evitare l’eccesso di sale e di zucchero Non fumare Attenzione all’eccesso di peso

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15 15 Diet, lifestyle and the risk of type 2 diabetes mellitus in women Hu FB et al. N Engl J Med 2001;345:790 Gli autori seguono 84.941 infermiere per 16 anni rilevando i fattori di rischio Il gruppo a basso rischio (3.4%) ha un rischio relativo di diabete di 0.09 Gli autori concludono che il 91% del rischio di sviluppare diabete in questi soggetti dipende dall’effetto contemporaneo di più fattori di rischio legati alla dieta, all’attività fisica, al fumo, all’alcol

16 16 Prevention of type 2 diabetes mellitus by changes in lifestyle among subjects with impaired glucose tolerance Tuomilehto et al,The New England Journal of Medicine, 3 May, 2001. Lo studio ha preso in esame 522 soggetti con intolleranza al glucosio suddivisi in due gruppi. Al gruppo di intervento sono stati forniti: counseling dietologico personalizzato counseling specifico ed opportunità di fare att. motoria

17 17 Risultati: il gruppo di intervento ha sviluppato 27 casi di diabete il gruppo di controllo ha sviluppato 59 casi di diabete al quarto anno di studio, l’incidenza cumulativa era dell’11% nel gruppo di intervento e del 23% nel gruppo di controllo. l’incidenza cumulativa di diabete è risultata del 58% inferiore nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo Prevention of type 2 diabetes mellitus by changes in lifestyle among subjects with impaired glucose tolerance Tuomilehto, Jaakko et alii,The New England Journal of Medicine, 3 May, 2001.

18 18 “Reduction in the incidence of type 2 diabetes with lifestyle intervention or metformin ” Diabetes prevention program research group. N.Engl J Med, vol 346, 2002. 3.234 persone non diabetiche con segni di intolleranza al glucosio suddivisi in tre gruppi e seguiti per 2,8 anni al primo gruppo è stato somministrato un placebo al secondo della metformina il terzo è stato seguito con un programma di modifica degli stili di vita attraverso consigli sull’alimentazione tendenti a ridurre del 7% il peso iniziale e attività fisica per un tempo settimanale complessivo di non meno di 150 minuti

19 19 “Reduction in the incidence of type 2 diabetes with lifestyle intervention or metformin ” Diabetes prevention program research group. N.Engl J Med, vol 346, 2002. La percentuale di soggetti divenuti diabetici è stata dell’11.0 % per i soggetti trattati con placebo, del 7,8 % per i soggetti trattati con metformina e del 4,8% per i soggetti sottoposti a intervento sugli stili di vita. L’incidenza è stata ridotta del 58% attraverso la modifica degli stili di vita contro il 31% ottenuto dalla metformina.

20 20 Physical activity and risk for cardiovascular events in diabetic woman Frank, B. Hu, et alii; Annals of Internal Medicine, 16.01.2001 Studio prospettico condotto dal 1980 al 1994 su 5.125 donne affette da diabete di tipo 2. I rischi relativi per eventi cardiovascolari risultano associati alle ore settimanali di attività fisica: 1.0 per meno di un’ora 0,93fra 1 e 1,9 ore 0,82 fra 2 e 3,9 ore 0,54 fra 4 e 6,9 ore 0,52 oltre 7 ore

21 21 Physical activity and risk for cardiovascular events in diabetic woman Frank, B. Hu, et alii; Annals of Internal Medicine, 16.01.2001 Le donne diabetiche che dedicano almeno 4 ore settimanali all’attività fisica moderata o vigorosa hanno dimostrato di avere una riduzione di patologia cardiovascolare totale del 40% circa Stessa riduzione è osservabile per le coronaropatie e gli ictus cerebrali

22 22 La promozione della salute nei pazienti diabetici 39 ° Congresso Nazionale S.I.T.I. Ferrara, 24-27 XI 2000 F.Schena, A. Luzi Crivellini, L.Terranova, M. Lanza, G. Raschellà, M. Valsecchi In base alla valutazione clinica e funzionale i soggetti ammessi sono stati assegnati ad uno dei due gruppi A e B con una graduazione dello sforzo richiesto. il 33% è stato inserito al livello A ed il 67% al livello B Dei 125 soggetti che si sono presentati volontari il controllo sanitario ne ha esclusi 10 per comparsa di segni di insufficienza coronarica durante l’ECG da sforzo e 3 per condizioni motorie complessivamente non adeguate all’attività proposta.

23 23 La promozione della salute nei pazienti diabetici 39 ° Congresso Nazionale S.I.T.I. Ferrara, 24-27 XI 2000 F.Schena, A. Luzi Crivellini, L.Terranova, M. Lanza, G. Raschellà, M. Valsecchi Modalità di organizzazione dei corsi :  I corsi sono stati organizzati in palestre pubbliche (comunali o scolastiche).  La durata dei corsi è stata di circa sei mesi, con inizio a gennaio e chiusura a giugno (due lezioni a settimana di un’ora).  La gestione di ogni corso era affidata a diplomati ISEF con esperienza specifica nella conduzione di corsi di attività motoria per soggetti anziani.  I risultati sono stati monitorati, anche con una valutazione soggettiva da parte dei partecipanti tramite un questionario.  La valutazione oggettiva è stata effettuata tramite controlli dei parametri bioumorali e test da campo sulla motricità.

24 24 La promozione della salute nei pazienti diabetici 39 ° Congresso Nazionale S.I.T.I. Ferrara, 24-27 XI 2000 F.Schena, A. Luzi Crivellini, L.Terranova, M. Lanza, G. Raschellà, M. Valsecchi Dati bioumorali (sui 49 partecipanti del 1999)  Emoglobina glicosilata: ottenuta una riduzione statisticamente significativa (p=0,01) dei valori medi della Hb glicosilata rilevata prima e dopo il corso : 7,24±1,45 versus 6,90±1,34 (% Hb totale)  La colesterolemia totale media si è ridotta da 5,97±0,96 a 5,56±0,70 mMol/L, (p=0,0004).  La glicosuria delle 24 h si è ridotta, in percentuale non statisticamente significativa) da 17,21±33,21 a 13,71±34,07 mMol/L.  La microalbuminuria è stata dosata nel solo sottogruppo di Cologna Veneta ed ha evidenziato un aumento del valore medio a tre mesi dall’inizio dei corsi (28,5±28,7 versus 39,52±30,68 mg/L) (p=0,02) ed una successiva diminuzione al termine dei sei mesi (28,5±28,7 versus 10,14±24,27 mg/L) (p=0,006)

25 25 Third report of the National Cholesterol Education Program JAMA, vol.285,n.19, May 16, 2001 Strategia preventiva nei confronti di soggetti con livelli elevati di LDL colesterolo (>160 mg/dl), causa maggiore riconosciuta di patologia coronarica. Ogni soggetto con livelli elevati di LDL deve essere trattato con una modifica del suo stile di vita (modifiche dell’apporto alimentare, perdita di peso, incremento dell’attività fisica) dato che questi interventi si sono dimostrati efficaci. L’attività fisica regolare riduce le VLDL, aumenta le HDL e, in alcune persone, riduce le LDL. L’intervento farmacologico è indicato solo se la modifica dello stile di vita, dopo sei settimane, risulta inefficace.

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27 27 Adulti obesi possono perdere 0,5 chili per settimana riducendo l’apporto calorico giornaliero di 500\1000 calorie al di sotto di quello che li mantiene nel loro peso abituale. Aggiungendo alla dieta l’attività motoria il vantaggio è minimo per la perdita di peso ma importante per il mantenimento nel tempo della perdita di peso acquisita con la dieta. Soggetti che combinano la dieta con l’esercizio fisico e con un trattamento comportamentale possono perdere dal 5 al 10 % del loro peso entro un intervallo di tempo che varia dai 4 ai sei mesi. Obesity S.Z. Yanovzski and J. A. Yanovzski The New England Journal of Medicine, February 21, 2002.

28 28 Interventi sullo stile di vita e ipertensione esercizi aerobici cammino dieta a basso contenuto di grasso dieta ricca di frutta riduzione del sale perdita di peso

29 29 Riduzione media della pressione sistolica (mmHg)* Calo di peso5-20/10 kg persi Dieta 8-14 corretta* Riduzione 2-8 sodio Att. Fisica4-9 =/> 30’ x 4 Riduzione2-4 consumo di alcolici > frutta e verdura, < grassi animali *VII Report of the joint National Commettee on prevention, detection, evaluation and treatment of high blood pressure (dicembre 2003)

30 Attività fisica e ipertensione Fagard RH. Med Sci Sports Exerc. 2001 44 trials randomizzati controllati (2674 partecipants) hanno studiato gli effetti dell’esercizio fisico sulla pressione arteriosa a riposo Soggetti normotesi Soggetti ipertesi SBP  2,6 mmHgSBP  7,4 mmHg DBP  1,8 mmHgDBP  5,8 mmHg Nell’ipertensione di medio grado l’esercizio fisico può essere l’unico trattamento necessario

31 31 Superior Physicians and the Treatment of Hypertension Arch Intern Med, 25.02.2002, editoriale “Il trattamento dell’ipertensione non è sinonimo di terapia farmacologica. Approcci non farmacologici quali la dieta e un modesto esercizio fisico possono essere molto efficaci nel ridurre la pressione in pazienti che collaborino e presentano rischi ridotti o nessun rischio e costi irrisori”. “La strategia non farmacologica è interessante anche perché gli effetti collaterali dei farmaci sono spesso fra le ragioni addotte per il non trattamento.”

32 I soggetti sedentari dovrebbero effettuare regolarmente modesti livelli di esercizi aerobici (cammino, jogging o nuoto per 30–45 min 3-4 volte la settimana) Va evitato l’esercizio isometrico (ad es. Il sollevamento pesi) perchè può innalzare la pressione Nell’ipertensione grave poco controllata, bisognerebbe evitare l’esercizio fisico pesante, o rimandarlo a quando la terapia farmacologica abbia fatto effetto Attività fisica e ipertensione - linee guida European Society of Hypertension- European Society of Cardiology 2003

33 33 Work, leisure-time physical activity and risk of preeclampsia and gestational hypertension Saftlas AF et al. Am J Epidemiol 2004;160:758 La preeclampsia è una rara ma grave complicanza della gravidanza che colpisce sia la madre che il bambino; si manifesta con ipertensione e alterazioni renali e costituisce la principale causa di morte della madre e del bambino nel mondo Gli autori confrontano 44 donne affette da preeclampsia e 172 con ipertensione gravidica con 2422 donne gravide normotese Il rischio di preeclampsia è risultato minore nelle donne che praticavano attività fisica (OR 0.66) o avevano lavori non sedentari (OR 0.71) Gli autori concludono che l’attività fisica in gravidanza può ridurre il rischio di preeclampsia

34 34 Recreational physical activity and risk of cholecystectomy in women Leitzmann MF et al. N Engl J Med 1999;341:777 Fra i fattori di rischio della calcolosi della colecisti vanno menzionati l’età, l’obesità (e il repentino calo ponderale) e la familiarità In questo lavoro gli autori studiano l’associazione fra attività fisica e la colecistectomia in oltre 60.000 donne seguite per 10 anni (Nurses’ Health Study) Il rischio relativo di colecistectomia confrontando i due quintili estremi rispetto ai livelli di attività praticata è risultato di 0.69

35 35 Le persone sopra i 65 anni costituiscono una popolazione in continua espansione L’età rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, non modificabile L’età non controindica l’attività fisica, anzi può prevenire le malattie cardiovascolari, la morbilità e la disabilità dell’anziano Sono particolarmente consigliati gli esercizi aerobici con minor impatto sul sistema osteo-articolare: cammino veloce, nuoto, bicicletta…Sono particolarmente consigliati gli esercizi aerobici con minor impatto sul sistema osteo-articolare: cammino veloce, nuoto, bicicletta… Attività fisica nell’anziano

36 36 Physical exercise and the prevention of disability in activities of daily living in older persons with osteoarthritis Penninx BW et al.Arch Intern Med, 2001;161:2309 Studio controllato randomizzato in singolo cieco che indagava sul rapporto tra es. fisico e prevenzione della disabilità nelle attività della vita quotidiana (alimentazione, igiene personale, abbigliamento, spostamenti letto-poltrona) in soggetti in casa di riposo > 60 anni di età affetti da artrosi del ginocchio. Su 439 soggetti reclutati sono stati presi in considerazione i 250 inizialmente privi di disabilità nelle ADL, valutati ogni 3 mesi per 18 mesi.

37 37 Physical exercise and the prevention of disability in activities of daily living in older persons with osteoarthritis Penninx BW et al.Arch Intern Med, 2001;161:2309 I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: trattati con programma di esercizi aerobici, trattati con esercizi di resistenza e controlli. L’incidenza cumulativa di disabilità alle ADL è risultata del 37.1% nel gruppo che praticava es. fisico e del 52.5 nel gruppo di controllo (p = 0.02). Il rischio relativo è risultato pari a 0.57 (CI 0.38- 0.85, p = 0.006), con 0.60 per gli esercizi di resistenza e 0.53 per gli esercizi aerobici.

38 38 “ A prospective study of physical activity and cognitive decline in elderly women" Archives of internal medecine, vol.161, n.14, juli 23, 2001 Kristine Yaffe et alii sono state seguite e misurate le performances mentali di 5925 donne di età superiore ai 65 anni un mini-mental test modificato. Le donne sono state intervistate e classificate in base alle loro risposte in quattro classi di attività fisica in relazione all’entità dell’attività settimanale svolta. La rivalutazione dello stato mentale è stato ripetuto a distanza di 6 ed 8 anni.  Risultati: le donne che praticavano un livello più elevato di attività fisica avevano subito un minor declino delle loro capacità cognitive.  La percentuale di declino delle capacità cognitive era distribuita in modo inversamente proporzionale all’entità dell’attività svolta: 17%, 18%, 22% e 24% (il trend è risultato significativo – p < 0.001)

39 39 Effects of exercise training on older patients with major depression Blumenthal JA et al.Arch Intern Med, 1999;159:2349 Lo studio confronta l’efficacia di un programma di esercizi fisici aerobici rispetto ai farmaci in 156 pazienti > 50 anni seguiti per depressione maggiore I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi (a. f., farmaci antidepressivi, entrambi) Dopo 16 settimane di trattamento l’efficacia dei tre approcci è risultata sovrapponibile, anche se con i farmaci si è ottenuta una risposta iniziale più rapida

40 40 Exercise treatment for major depression: maintenance of therapeutic benefit at 10 months Babyak M et al. Psychosom Med 2000;62:633 Lo studio confronta tre gruppi di pazienti, trattati per 4 mesi con esercizio fisico, sertralina o entrambi. Dopo 4 mesi in tutti i gruppi si è osservato un miglioramento. A distanza di ulteriori 6 mesi, però, il tasso di ricadute è risultato minore (p=0.01) nei soggetti trattati con esercizio fisico che in quelli che avevano ricevuto l’antidepressivo.

41 41 Osteoporosi, cadute, fratture

42 42 Benefits of 2 years of intense exercise on bone density, physical fitness and blood lipids in early postmenopausal osteopenic women Arch Intern Med 2004;164:1084 Studio su 50 donne sottoposte ad un programma di attività fisica (due sessioni di esercizi in gruppo + due individuali a domicilio alla settimana) per oltre 26 mesi 33 controlli non trattati

43 43 Benefits of 2 years of intense exercise on bone density, physical fitness and blood lipids in early postmenopausal osteopenic women Arch Intern Med 2004;164:1084 Dopo 26 mesi si è osservato un miglioramento di: fitness (forza, massimo consumo di ossigeno); densità ossea dell’anca e della colonna; dolore alla colonna; livelli di colesterolo e trigliceridi

44 44 Exercise interventions: defusing the world's osteoporosis time bomb Kai Ming ChanI, 1 et al; Bull WHO vol.81 no.11 Geneva Nov. 2003... Il cammino, gli esercizi aerobici e il t'ai chi sono le migliori forme di esercizio per stimolare la formazione dell’osso e rinforzare i muscoli che lo sostengono... Quindi incoraggiare l’attività fisica a tutte le età è una delle principali priorità per combattere l’osteoporosi

45 45 Resistance and agility training reduce fall risk in women aged 75 to 85 with low bone mass: a 6- month randomized, controlled trial Liu-Ambrose T et al.J Am Geriatr Soc, 2004;52:657 Studio su donne di 75-85 anni, in casa di riposo, con riduzione della massa ossea. Le partecipanti sono state assegnate casualmente a 3 gruppi: Esercizi di resistenza Esercizi di agilità Esercizi di stretching Dopo 6 mesi (2 lezioni/sett) il rischio di cadute si è ridotto rispettivamente del 57.3%, del 47.5% e del 20.2% nei 3 gruppi.

46 46 E’ chiaro che l’esercizio in età avanzata, anche oltre i 90 anni, può aumentare la massa e la forza muscolare del doppio o più nei soggetti fragili …vi sono prove convincenti che l’esercizio fisico negli anziani migliora la funzionalità e ritarda la perdita di indipendenza contribuendo quindi ad una buona qualità di vita …... Gli studi clinici randomizzati hanno dimostrato che l’esercizio riduce il rischio di cadute del 25 percento circa

47 47 Is physical activity protective against hip fracture in frail older people? Norton R et al. Age and Ageing 2001;30:262 Studio caso-controllo su 911 anziani ospedalizzati per frattura dell’anca e 910 controlli Un maggior numero di ore settimanali di attività è risultato correlato con una riduzione del rischio di fratture nei soggetti che vivevano presso il proprio domicilio, mentre i livelli di attività degli anziani istituzionalizzati risultavano molto bassi e privi di effetto protettivo

48 48 Recreational Physical Activity and the Risk of Breast Cancer in Postmenopausal Women A.Mc Tiernam et alii JAMA, september 10, 2003  Una coorte di 74.171 donne in menopausa dai 50 ai 79 anni è stata seguita per evidenziare la relazione fra la comparsa di carcinomi mammari e l’a. fisica precedentemente svolta.  La comparsa di questo tipo di tumore si è verificata in 1.780 soggetti.  Una incrementata attività fisica è risultata correlata ad una diminuzione del rischio di comparsa del carcinoma mammario.

49 49 Recreational Physical Activity and the Risk of Breast Cancer in Postmenopausal Women A.Mc Tiernam et alii JAMA, september 10, 2003  La relazione è risultata più intensa nelle donne che avevano praticato attività fisica per un periodo di tempo più lungo.  Il camminare velocemente per 1,25\2,5 ore alla settimana comporta una riduzione del rischio del 18%. Nelle persone che camminavano più di 10 ore alla settimana si è evidenziata solo una modesta riduzione ulteriore del rischio.

50 50 Physical activity, obesity, and risk for colon cancer and adenoma in men Giovannucci E et al, Ann Int. Med, 122(5):327 Una coorte di 47.723 maschi dai 40 ai 75 anni è stata seguita dal 1986 al 1992 per evidenziare la relazione fra la comparsa di carcinoma e adenoma del colon e l’a. fisica svolta. La comparsa di cancro del colon si è verificata in 203 soggetti e in 586 è stata posta diagnosi di adenoma.

51 51 Physical activity, obesity, and risk for colon cancer and adenoma in men Giovannucci E et al, Ann Int. Med, 122(5):327 I livelli di attività fisica sono risultati inversamente correlati con il rischio di cancro del colon (confronto fra il quintile più basso e quello più alto: RR 0.53, CL95% 0.32-0.88). Associazioni simili sono state osservate per gli adenomi > 1 cm. Anche l’obesità è risultata associata con un aumento del rischio.

52 52 Physical activity and colorectal cancer Slattery ML et al.Am J Epidemiol, 2003;158:214 Studio di popolazione su 952 casi incidenti di cancro del retto e della giunzione retto-sigma e 1205 controlli (Utah e nord California). Un’attività fisica attuale intensa (e, nei maschi, anche moderata) è risultata associata con un rischio ridotto di cancro rettale (odds ratio 0.60 e 0.70). Anche l’attività fisica intensa praticata nei 20 anni precedenti conferiva una protezione per il carcinoma colorettale (odds ratio 0.55 per i maschi e 0.44 per le donne).

53 53 Exercise interventions during cancer treatment: biopsychosocial outcomes Courneya KS. Exercise and sport Sciences reviews, 2001;29:60 Revisione di 11 studi pubblicati in letteratura sugli effetti dell’attività fisica in pazienti con cancro durante il trattamento (radio o chemioterapico od ormonale). Il cancro influenza negativamente la qualità di vita, provocando sintomi fisici (astenia, riduzione della funzionalità cardiaca e respiratoria) e psicologici (ansia, rabbia, depressione, compromissione dell’autostima, isolamento sociale).

54 54 Exercise interventions during cancer treatment: biopsychosocial outcomes Courneya KS. Exercise and sport Sciences reviews, 2001;29:60 Durante il trattamento i pazienti diminuiscono significativamente la quantità di attività fisica praticata. L’attività fisica contrasta questi meccanismi aumentando la performance fisica, il senso di auto- efficacia, le interazioni sociali e riducendo ansia e depressione; ne consegue una minor compromissione delle attività della vita quotidiana e del tempo libero e un miglioramento dei rapporti interpersonali.

55 55 Exercise interventions during cancer treatment: biopsychosocial outcomes Courneya KS. Exercise and sport Sciences reviews, 2001;29:60 Nei diversi studi sono stati osservati: aumento della forza muscolare, miglioramento degli indici ematologici, riduzione di alcuni sintomi particolarmente disturbanti (insonnia, nausea, astenia, dolore, diarrea). Sono comunque auspicabili ulteriori studi con maggior numerosità campionaria e maggior durata dell’intervento e del follow-up.

56 56 Effetti preventivi dell’attività fisica nei confronti dei tumori DimostratiPossibili Riduzione rischio cancro del colonRiduzione rischio cancro del retto Riduzione rischio cancro della mammella Riduzione rischio cancro di: testicolo, prostata, utero, polmone, rene, tumori emopoietici Miglioramento qualità di vita nei pazienti affetti da cancro Riduzione delle ricadute nei pazienti affetti da cancro Riduzione di altre patologie (m. cardiovascolari, diabete, obesità, depressione, demenza, impotenza) Aumento della sopravvivenza nei pazienti affetti da cancro

57 57 Sexual function in men older than 50 years of age: results from the health professionals follow- up study Bacon CG et al.JAMA, 2004;29:3011 Lo studio effettua un’analisi trasversale su 31742 sanitari partecipanti a uno studio prospettico Il questionario, inviato nel 2000, indagava fra l’altro su funzione sessuale, abitudini di vita e altri aspetti sanitari La prevalenza della disfunzione erettile (escludendo gli affetti da CR della prostata) è risultata inversamente proporzionale all’attività fisica praticata (p < 0.001 per il trend), con un effetto particolarmente accentuato (riduzione del 30% del rischio relativo) sopra i 32 MET-h/sett, equivalenti a 3 ore di corsa o 5 di tennis/sett

58 58 Effect of lifestyle changes on erectile dysfunction in obese men Esposito K et al.Ann Intern Med, 2003;139:161 Studio effettuato su 110 soggetti obesi di 35-55 anni con disfunzione erettile I soggetti sono stati assegnati in maniera randomizzata a un gruppo di trattamento (riduzione dell’assunzione di calorie e aumento dell’attività fisica) Il punteggio IIEF (indice di funzione erettile) è aumentato nel gruppo dei trattati e non in quello di controllo Gli autori concludono che l’intervento sullo stile di vita può migliorare la funzione sessuale in circa un terzo dei soggetti obesi con disfunzione erettile


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