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Le istituzioni dell’Unione Europea Prof. Alisa Del Re Università di Padova.

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Presentazione sul tema: "Le istituzioni dell’Unione Europea Prof. Alisa Del Re Università di Padova."— Transcript della presentazione:

1 Le istituzioni dell’Unione Europea Prof. Alisa Del Re Università di Padova

2 Unione Europea Da semplice organizzazione internazionale l'Unione Europea, nel corso degli anni, ha gradualmente acquisito numerose prerogative tipiche di una federazione, con il progressivo trasferimento di poteri e di sovranità dagli stati membri agli organismi comunitari. Essa si fonda comunque tuttora su trattati recepiti da tutti gli stati membri, e non costituisce un'entità politica unitaria

3 Trattato Costituzionale Il problema della definizione dell'attuale status giuridico dell'Unione è sfociato, il 29 ottobre 2004, nella firma, a Roma, del Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, comunemente noto come Costituzione Europea. Tale trattato prevede la possibilità di una cooperazione rafforzata per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi. Sebbene 18 stati membri abbiano già recepito il documento, prevalentemente per via parlamentare, il processo di ratifica si è interrotto il 29 maggio 2005 con un referendum popolare in cui il 54,7% dell'elettorato francese ha scelto di non sottoscrivere il Trattato; pochi giorni dopo, il 1° giugno, anche la popolazione dei Paesi Bassi si è dichiarata contraria all'introduzione del Trattato (con il 61,6% dei voti). In precedenza l'unico stato membro a ratificare la Costituzione mediante referendum era stato la Spagna, dove il 76,8% dei votanti si era pronunciato a favore del Trattato.

4 Oggi Il 13 dicembre 2007 i leader dell’Unione europea hanno firmato il trattato di Lisbona, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale. Il trattato di Lisbona modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, attualmente in vigore, senza tuttavia sostituirli. Il nuovo trattato doterà l’Unione del quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini.

5 Trattato di Lisbona Un’Europa più democratica e trasparente, che rafforza il ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, offre ai cittadini maggiori possibilità di far sentire la loro voce e chiarisce la ripartizione delle competenze a livello europeo e nazionale. Un ruolo rafforzato per il Parlamento europeo: dotato di nuovi importanti poteri per quanto riguarda la legislazione e il bilancio dell’UE e gli accordi internazionali. Viene estesa la procedura di codecisione Rispetto ai parlamenti nazionali l’attività dell’UE funzionerà con il principio di sussidiarietà. Un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri potrà invitare la Commissione a presentare nuove proposte Per la prima volta, il trattato di Lisbona riconosce espressamente agli Stati membri la possibilità di recedere dall’Unione

6 Trattato di Lisbona Un’Europa più efficiente, che semplifica i suoi metodi di lavoro e le norme di voto, si dota di istituzioni più moderne e adeguate ad un’Unione a 27 e dispone di una maggiore capacità di intervenire nei settori di massima priorità per l’Unione di oggi. Il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio sarà esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014, il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla doppia maggioranza degli Stati membri e della popolazione Il presidente del Consiglio europeo sarà eletto per un mandato di due anni e mezzo

7 Trattato di Lisbona Un’Europa di diritti e valori, di libertà, solidarietà e sicurezza, che promuove i valori dell’Unione, integra la Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo, prevede nuovi meccanismi di solidarietà e garantisce una migliore protezione dei cittadini europei. Il trattato di Lisbona mantiene i diritti esistenti e ne introduce di nuovi. In particolare, garantisce le libertà e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali rendendoli giuridicamente vincolanti. Il trattato contempla diritti civili, politici, economici e sociali. Libertà dei cittadini europei: il trattato di Lisbona mantiene e rafforza le quattro libertà fondamentali, nonché la libertà politica, economica e sociale dei cittadini europei.

8 Trattato di Lisbona Un’Europa protagonista sulla scena internazionale, il cui ruolo sarà potenziato raggruppando gli strumenti comunitari di politica estera, per quanto riguarda sia l’elaborazione che l’approvazione di nuove politiche La nuova figura di alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che sarà anche vicepresidente della Commissione, è destinata a conferire all'azione esterna dell'UE maggiore impatto, coerenza e visibilità.

9 Principali modifiche istituzionali introdotte dal trattato Dal 2014 il numero dei commissari verrà ridotto per rendere la Commissione più snella. Non ci sarà più un commissario per paese, ma il numero complessivo corrisponderà a due terzi del numero degli Stati membri. I commissari saranno selezionati sulla base di un sistema di rotazione paritaria tra gli Stati membri per un mandato di cinque anni. Il Parlamento europeo non avrà più di 751 membri. Per ogni paese il numero dei rappresentanti varierà da un massimo di 96 ad un minimo di 6. È stata inoltre creata una nuova figura permanente, vale a dire il presidente del Consiglio europeo, che sarà nominato dallo stesso Consiglio europeo per un periodo di due anni e mezzo per dare maggiore continuità e stabilità ai suoi lavori. Il trattato introduce anche la figura dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune, che fungerà parimenti da vicepresidente della Commissione e sarà chiamato a presiedere il Consiglio "Affari esteri".

10 Un po’ di storia Storicamente, le radici dell’Unione europea risalgono alla seconda guerra mondiale. L’idea dell’integrazione europea è nata per far sì che non si verificassero mai più simili massacri e distruzioni. Subito dopo la fine della guerra, l’Europa è divisa in due blocchi, occidentale e orientale. Inizia così la guerra fredda, che durerà quarant’anni. Le nazioni dell’Europa occidentale creano il Consiglio d’Europa nel 1949 (diap. 12): è un primo passo verso la cooperazione fra Stati, ma sei paesi (Germania, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda) vogliono fare di più.diap. 12

11 Nel 1951, la Germania dell’Ovest, la Francia, l’Italia e gli stati del Benelux (Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi) istituirono la Comunità Europea del carbone e dell’Acciaio (CECA), entrata in vigore nel La CECA comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956; l’anno successivo (1957), invece, l’Unione Sovietica diventa leader nella conquista dello spazio lanciando in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1. Nel 1957, il Trattato di Roma (diap. 37) istituisce la prima unione doganale fra paesi europei, la cosiddetta Comunità Economica Europea. Successivamente rinominata Comunità Europea, è oggi uno dei tre pilastri (diap. 16) dell'Unione Europea, secondo i dettami del Trattato di Maastricht (diap. 13).diap. 37diap. 16diap. 13

12 Nell’agosto del 1961 le autorità comuniste della Germania dell’Est costruiscono un muro attorno alla città di Berlino per impedire ai cittadini della zona orientale di fuggire a Occidente verso la libertà. 30 luglio 1962: la UE introduce la “politica agricola comune", che consente agli Stati membri un controllo comune della produzione alimentare. Agli agricoltori viene pagato lo stesso prezzo per i loro prodotti. L’UE ha una sufficiente produzione alimentare per soddisfare il fabbisogno e gli agricoltori guadagnano bene. Un effetto collaterale indesiderato è l’eccessiva sovraproduzione. Dagli anni novanta, l’obiettivo prioritario consiste nel ridurre le produzioni eccedentarie e migliorare la qualità dei prodotti alimentari. 1° luglio 1968: i sei paesi fondatori aboliscono i dazi doganali sulle merci d’importazione dagli stessi paesi, consentendo per la prima volta la liberalizzazione degli scambi transfrontalieri. Essi applicano inoltre gli stessi dazi sulle rispettive importazioni dai paesi terzi. È la nascita del più grande raggruppamento commerciale al mondo.

13 Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti somme al finanziamento di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale.

14 In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica, nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE nel Sempre nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il ‘Mercato unico’. Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e, per la prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest, che saranno presto riunificate in un solo paese.

15 Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle ‘quattro libertà’ di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea, firmato dai dodici stati membri della CEE il 07/02/1992 e entrato in vigore 01/11/1993.(diap. 38)diap. 38 il trattato di Amsterdam, firmato dai quindici stati membri il 02/10/1997 e entrato in vigore il primo gennaio 1999 (diap. 15).diap. 15 In una piccola località del Lussemburgo sette paesi firmano gli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. (diap. 14)diap. 14

16 2000-giorni nostri Il primo gennaio 1999 entra in vigore l’euro; è fissato il tasso di concambio con 11 precedenti valute nazionali. Il primo gennaio 2002 l’euro diviene valuta corrente in dodici paesi dell'Unione e a San Marino, Vaticano, Andorra e Monaco. Il 1° febbraio 2003 è entrato in vigore il trattato di Nizza (diap.) ha modificato il Trattato di Maastricht e i Trattati di Roma. È stato approvato al Consiglio europeo di Nizza l'11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio Nell'ambito del Consiglio europeo di Nizza è stata solennemente proclamata la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (diap.), che però non è entrata a far parte del trattato. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri (Polonia, Slovenia, Ungheria, Malta, Cipro, Lettonia, Estonia, Lituania, Cechia, Slovacchia) nel 2004, si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Molti cittadini sono dell’avviso che sia giunta l’ora di dotare l’Europa di una costituzione. Non essendo tuttavia affatto facile trovare un accordo sul tipo di costituzione, il dibattito sul futuro dell’Europa continua. Il primo gennaio 2007 l'UE si allarga a Bulgaria e Romania.

17 Il Consiglio d’Europa Il Consiglio d’Europa è la più vecchia (1949) organizzazione politica del continente: raggruppa 46 paesi, tra cui 21 Stati dell’Europa centrale e orientale e ha accordato lo statuto di osservatore ad altri 5 Stati (Santa Sede, Stati Uniti, Canada, Giappone e Messico), è un’organizzazione distinta dall’Unione europea dei "27"; tuttavia, nessun paese ha mai aderito all’Unione senza prima essere membro del Consiglio d’Europa, La sede istituzionale è a Strasburgo. Lo strumento principale d'azione consiste nel predisporre e favorire la stipulazione di accordi o convenzioni internazionali tra gli Stati membri e, spesso, anche fra Stati terzi. Le iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate dagli Stati membri. Il Consiglio d'Europa non va assolutamente confuso con il Consiglio Europeo, con il Consiglio dell’Unione Europea o con la Commissione Europea, che sono tutti organismi dell’Unione Europea. (ritorno)

18 Il Trattato di Maastricht Il Trattato sull'Unione Europea (noto come Trattato di Maastricht) venne firmato 7 febbraio 1992 dai 12 paesi membri dell'allora Comunità Europea, oggi Unione Europea ed è entrato in vigore il 1 novembre Con questo trattato vengono introdotti i cosiddetti tre pilastri dell'Unione Europea: 1) la “ Comunità europea” che riunisce tutti i trattati precedenti (CECA – Comunità europea del Carbone e dell’acciaio, EURATOM _ Comunità europea dell’energia atomica e CEE – Comunità economica europea) 2) la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica estera di sicurezza e difesa (PESD) 3) la Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI) (ritorno)

19 Contenuti degli accordi di Schengen 1) abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello Spazio Schengen 2) rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello Spazio Schengen 3) collaborazione delle forze di polizia e possibilità di queste di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (p.es. durante gli inseguimenti di malavitosi) 4) coordinamento degli Stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale (p.es. mafia, traffico d'armi, droga, immigrazione clandestina) 5) integrazione delle banche dati delle forze di polizia (ritorno)ritorno

20 Trattato di Amsterdam Il Trattato di Amsterdam viene firmato il 2 ottobre 1997 dagli allora 15 paesi dell‘Unione Europea ed è entrato in vigore il 1 maggio Era previsto dal Trattato di Maastricht ed è caratterizzato da: 1) rinumerazione degli articoli dei trattati comunitari; 2) formalizzazione e regolamentazione della cosiddetta “cooperazione rafforzata”(concetto politico che consiste nel realizzare una più forte cooperazione tra alcuni Stati membri dell‘Unione in determinati temi come: giustizia, difesa, gestione economica ecc. ); 3) incorporamento degli Accordi di Schengen nel cosiddetto "terzo pilastro"; 4) introduzione dell'occupazione nel "primo pilastro"; 5) inserimento dell'"Accordo Sociale" (firmato da 14 paesi) nel "primo pilastro". (ritorno)

21 I Pilastri dell'Unione europea Nel gergo comunitario si parla dei tre pilastri del trattato sull'Unione europea per designare le tre categorie in cui sono ripartiti i vari settori in cui l'Unione interviene a livelli e modi diversi: primo pilastro: dimensione comunitaria, che è disciplinata dalle disposizioni previste dal trattato che istituisce la Comunità europea, la CECA e l'Euratom: cittadinanza dell'Unione, politiche comunitarie, unione economica e monetaria, ecc.; secondo pilastro: politica estera e di sicurezza comune, che è retta dal Titolo V del trattato sull'Unione europea; terzo pilastro: cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, che è retta dal Titolo VI del trattato sull'Unione europea. La differenza fra i tre pilastri risiede essenzialmente nelle disposizioni ad essi applicabili. Il primo pilastro è di tipo comunitario: le decisioni sono cioè prese all'interno della comunità; il secondo ed il terzo pilastro sono, invece, intergovernativi: le decisioni sono prese dai rappresentanti dei governi degli stati membri. (ritorno)

22 Cronologia riassuntiva integrazione nella UE 18 aprile 1952, gli Stati membri fondatori: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. 1° gennaio 1973: Danimarca, Irlanda e Regno Unito 1° gennaio 1981: Grecia 1° gennaio 1986: Portogallo e Spagna. 1° gennaio 1995: Austria, Finlandia e Svezia 1 maggio 2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria 1° gennaio 2007: Bulgaria e Romania

23 Principali istituzioni dell’Unione Europea Il parlamento europeo (diap. 19) (diap. 19) Consiglio dell’Unione Europea (diap. 21) (diap. 21) Il Consiglio Europeo (diap. 22) (diap. 22) La Commissione Europea (diap. 23) (diap. 23) La Corte di Giustizia delle Comunità europee (diap. 24) (diap. 24) La Corte dei Conti europea (diap. 25) (diap. 25) Il Mediatore Europeo (diap. 26) (diap. 26) Il Garante europeo della protezione dei dati (diap. 27) (diap. 27)

24 Il parlamento europeo La principale istituzione democratica dell’Unione Europea è: il Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell'Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles e a Lussemburgo (sede del segretariato). Le sue responsabilità sono cresciute con il passare degli anni, in particolare dal 1979 anno in cui i suoi membri sono stati eletti per prima volta direttamente dai cittadini in tutta l'Unione. L'attuale Parlamento, eletto per cinque anni nel giugno 2004, conta 732 membri che rappresentano i 25 paesi (con Romania e Bulgaria dal primo gennaio 2007 i paesi sono diventati 27 e i deputati 786. Diventeranno 736 dopo le elezioni del 2009). Di questi 222 sono donne, pari a circa il 30% degli eletti (in lieve calo con l’immissione dei due nuovi paesi). Per l’Italia, su un totale di 78 parlamentari, 15 sono donne, pari al 24%. La principale funzione del Parlamento è di adottare insieme al Consiglio, in un processo denominato "codecisione", i progetti di legislazione presentati dalla Commissione europea. Il Parlamento e il Consiglio lavorano insieme in una maniera analoga a quella delle due camere nei sistemi politici nazionali. (ritorno)

25 Legislazione elettorale per l’elezione del Parlamento europeo Il sistema elettorale è proporzionale Si vota ogni 5 anni nella prima settimana di giugno Per quanto riguarda l’Italia, il territorio è diviso in 5 circoscrizioni Da un punto di vista di genere, l’art. 3, comma 1 della legge 8 aprile 2004, n. 90 contiene l’assunto che “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati” Questo comma è stato applicato nelle elezioni del 2004 e vale solo per un’altra legislatura (elezioni del 2009)

26 Consiglio dell’Unione Europea Il Consiglio dell’Unione Europea (o Consiglio dei Ministri) è formato dai ministri degli Stati membri che si occupano della stessa materia (es. il Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.). E’ l'istituzione con il maggior potere in quanto è il principale organo decisionale. Ha sia una funzione legislativa, che condivide con il Parlamento europeo, che una funzione esecutiva che condivide con la Commissione europea. Il Consiglio si riunisce più volte al mese. La sede è a Bruxelles. (ritorno)

27 Il Consiglio Europeo Il Consiglio Europeo comprende un rappresentante per ogni Stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). La presidenza è assegnata a uno Stato e ruota ogni 6 mesi; il presidente di turno è anche il Presidente dell'Unione Europea (ritorno)

28 La Commissione Europea La Commissione Europea rappresenta gli interessi generali dell'UE: è formata da un Commissario per ogni Stato membro e da un Presidente. La sede è a Bruxelles. Attualmente la composizione sessuata della Commissione vede la presenza di 8 commissarie (30% circa) La Commissione è indipendente dai governi. Essa svolge principalmente due funzioni: ha il diritto di proporre politiche e legislazione dell'UE e ha l'incarico di assicurare che le condizioni stabilite nei trattati dell'UE e le decisioni legislative adottate dal Consiglio e dal Parlamento europeo siano rispettate. (ritorno)

29 La Corte di Giustizia delle Comunità europee La Corte di giustizia delle Comunità Europee vigila sull'applicazione del diritto comunitario ed ha sede a Lussemburgo. Il compito della Corte di Giustizia della UE è di garantire che la normativa dell'UE sia interpretata e applicata nella stessa maniera da tutti gli Stati membri. Il fine è di evitare che i tribunali nazionali possano adottare decisioni diverse sulle stesse questioni e di garantire che le leggi dell'UE siano uguali per tutte le persone a cui si applicano. Su 27 giudici, 5 sono donne (18%) (ritorno)

30 La Corte dei Conti europea La Corte dei Conti Europea verifica il finanziamento delle attività dell'UE, ed ha sede a Lussemburgo. La missione della Corte dei conti europea consiste nell'espletare un audit indipendente sulla riscossione e sull'utilizzo dei fondi dell'Unione europea e così valutare il modo in cui le istituzioni europee assolvono tali funzioni. Tramite i propri lavori la Corte si prefigge di contribuire al miglioramento della gestione finanziaria dei fondi dell'Unione europea a tutti i livelli, in modo da garantire ai cittadini dell'Unione che il loro utilizzo sia ottimale. Nella Corte dei Conti ogni Stato è rappresentato con un membro. I membri sono nominati dal Consiglio della UE per un periodo di 6 anni rinnovabile. Le donne sono 5 (18%) (ritorno)

31 Il Mediatore Europeo Il Mediatore Europeo difende i cittadini e le organizzazioni dell'UE dalla cattiva amministrazione Il Mediatore europeo conduce indagini su casi di cattiva amministrazione nell’azione delle istituzioni ed organi comunitari. Il Mediatore è completamente indipendente ed imparziale. Dal 1° aprile del 2003, il Mediatore europeo è il professor P. Nikiforos Diamandouros. (ritorno)

32 Il Garante europeo della protezione dei dati Il Garante europeo della protezione dei dati assicura che le istituzioni e gli organi dell'UE, nel trattamento dei dati personali, rispettino il diritto alla privacy dei cittadini dell'Unione. A seguito della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 dicembre 2003, il signor Peter Johan Hustinx è stato nominato Garante europeo per 5 anni. (ritorno)

33 Organismi finanziari La Banca centrale europea, che è responsabile per la politica monetaria europea; La Banca Europea degli Investimenti, che finanzia i progetti di investimento dell'UE; Il Fondo europeo per gli investimenti, che fornisce garanzie e capitale di rischio per aiutare le piccole e medie imprese.

34 Organismi consultivi Il Comitato economico e sociale europeo, che rappresenta la società civile e le due componenti dell'industria (317 membri, di cui 88 donne, pari al 24%. Il presidente è una donna); Il Comitato delle regioni, che rappresenta le autorità regionali e locali (317 membri, di cui 54 donne, pari al 17%. Il presidente è un uomo) (diap.30). (diap.30).

35 Il Comitato delle Regioni Il Comitato delle regioni è un organo dell'Unione Europea, creato nel 1994 in applicazione del Trattato di Maastricht, il cui obiettivo è incentivare la cooperazione tra le regioni degli stati membri dell'Unione (in particolar modo, tra le regioni limitrofe di stati membri diversi, come per esempio il Piemonte italiano e la Savoia francese). Il Comitato delle regioni, che ha sede a Bruxelles, è composto da 317 membri, rappresentanti gli enti regionali e locali (artt. 7, e 263 del Trattato come modificato dal Trattato di Nizza). Si tratta di un organo consultivo, al quale il Consiglio dell'Unione Europea e la Commissione europea hanno l'obbligo di rivolgersi per questioni riguardanti le seguenti 10 materie: Coesione economica e sociale ; Reti transeuropee; Sanità pubblica; Istruzione; Cultura; Politica dell'occupazione; Politica sociale; Ambiente; Formazione professionale; Trasporti In tutti gli altri casi la richiesta del parere è facoltativa. Per alcune di queste tematiche, il Comitato delle regioni collabora con il Comitato economico e sociale (ritorno)

36 Organismi interistituzionali L'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, che pubblica, stampa e distribuisce informazioni sull'Unione e sulle sue attività; L'Ufficio europeo per la selezione del personale, che assume il personale per le istituzioni dell'UE e gli altri organismi.

37 Agenzie decentrate Sono 16 le agenzie comunitarie che svolgono alcuni compiti tecnici, scientifici o di gestione nell'ambito comunitario (il “primo pilastro" dell'Unione Europea); In seguito vi sono: l’Istituto dell’Unione Europea per gli studi sulla sicurezza e il Centro satellitare dell’Unione europea, che svolgono compiti specifici connessi alla politica estera e alla sicurezza comune (il "secondo pilastro" dell'Unione Europea); Infine Europol e Eurojust, che aiutano a coordinare le politiche e la cooperazione giudiziaria in materia penale (il "terzo pilastro" dell'Unione Europea).

38 Presenza femminile nel Parlamento Europeo. Confronto ultime tre legislature per alcuni paesi

39 Trattato di Nizza Il trattato di Amsterdam prevedeva esplicitamente la convocazione della CIG 2000 nel suo protocollo sulle istituzioni nella prospettiva dell'allargamento dell'Unione, che affermava infatti che « almeno un anno prima che il numero degli Stati membri dell'Unione sia superiore a venti, è convocata una Conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri allo scopo di procedere ad un riesame globale delle disposizioni dei trattati concernenti la composizione e il funzionamento delle istituzioni. ». Tre Stati membri, Belgio, Francia e Italia, hanno inoltre tenuto a formalizzare una dichiarazione in cui affermano che il rafforzamento delle istituzioni costituisce una "condizione indispensabile per la conclusione dei primi negoziati di adesione". OBIETTIVI DEL TRATTATO DI NIZZA La conferenza intergovenativa che ha condotto al trattato di Nizza aveva un mandato ben definito. Occorreva preparare l'Unione europea all'allargamento rivedendo i trattati in quattro settori chiave: dimensioni e composizione della Commissione; ponderazione dei voti in Consiglio; estensione del voto a maggioranza qualificata; cooperazioni rafforzate.

40 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea Il 7 dicembre 2000 a Nizza i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione a nome delle rispettive Istituzioni sottoscrivono e proclamano la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Essa riprende in un unico testo, per la prima volta nella storia dell'Unione europea, i diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini europei nonché di tutte le persone che vivono sul territorio dell'Unione.Nizza Questi diritti sono raggruppati in sei grandi capitoli: Dignità, Libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia Si fondano soprattutto sui diritti e sulle libertà fondamentali riconosciute dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, sulle tradizioni costituzionali degli Stati membri dell'Unione europea, sulla Carta sociale europea del Consiglio d'Europa e sulla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, nonché su altre convenzioni internazionali alle quali aderiscono l'Unione europea o i suoi Stati membri. (diap. 36)(diap. 36)

41 Articoli sulla parità e le pari opportunità della Carta dei diritti fondamentali nella UE Art. 21, primo comma: E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali. Art. 23: La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato. (ritorno)

42 Articolo sulla parità salariale del Trattato di Roma Art. 119 del trattato istitutivo della CEE (Roma 25 marzo 1957) (oggi 141) : Ciascuno stato membro assicura durante la prima tappa e in seguito mantiene, l’applicazione del principio di parità delle retribuzioni fra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro… (disapplicato in Italia fino al 1977 quando entrò in vigore la legge n. 903) (ritorno)

43 Articoli di parità nei trattati di Maastricht e di Amsterdam Trattato di Maastricht Ha confermato nell’art. 119 la parità di retribuzione fra uomo e donna sui luoghi di lavoro Trattato di Amsterdam Nel Preambolo riconosce i diritti della donna come diritti fondamentali Gli articoli 2 e 3 promuovono la parità tra uomini e donne in quanto missione della Comunità L’articolo 13 impegna gli stati membri a combattere le discriminazioni fondate sul sesso. Nell’ articolo 141 ciascuno Stato membro assicura l’applicazione del principio della parità di retribuzione (ritorno)

44 Tabella riassuntiva della presenza femminile nelle istituzioni europee (ritorna) (ritorna) Istituzionitotaledonne% Parlamento europeo ,3 Commissione europea27829,6 Corte di giustizia27518,5 Corte dei conti27518,5 Mediatore europeo100 Garante protez. dati100 Comitato economico e sociale europeo Comitato delle regioni

45 Considerazioni L’allargamento e il consolidamento dell’Unione Europea ha portato certamente una maggior consapevolezza nelle dichiarazioni costitutive (i trattati) delle disuguaglianze di genere e della necessità di porvi rimedio. Dal Trattato di Roma a tutt’oggi viene costantemente reiterata la necessità di una parità salariale non ancora raggiunta. Il Trattato di Amsterdam recepisce inoltre come missione della Comunità la parità tra uomo e donna, anche se delega agli Stati membri l’eliminazione delle discriminazioni fondate sul sesso. Nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sono previste azioni positive (“misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato”) per promuovere la parità nella rappresentanza. Nonostante ciò persino all’interno delle istituzioni europee noi vediamo una presenza ancora scarsa di donne (diap. 39). La legislazione e le istituzioni di parità europee sicuramente hanno fatto molto, come vedremo nelle prossime lezioni, ma evidentemente non in maniera sufficiente per modificare le disuguaglianze esistenti tra donne e uomini, che hanno profonde radici nelle mentalità e nella cultura.diap. 39


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