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RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE nell’anziano e nella persona con disabilità.

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Presentazione sul tema: "RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE nell’anziano e nella persona con disabilità."— Transcript della presentazione:

1 RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE nell’anziano e nella persona con disabilità

2 Disabilità Definizione: Nel contesto delle conoscenze e delle esperienze sanitarie si intende per disabilità qualsiasi restrzione o carenza (conseguente a una menomazione) delle capacità di svolgere un'attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano. Caratteristiche: La disabilità é caratterizzata da scostamenti, per eccesso o per difetto, nella realizzazione dei compiti e nella espressione dei comportamenti rispetto a ciò che sarebbe normalmente atteso. Le disabilità possono avere un carattere transitorio o permanente ed essere reversibili o irreversibili, progressive o regressive. Le disabilità possono insorgere come conseguenza diretta di una menomazione o come reazione del soggetto, specialmente da un punto di vista psicologico, a una menomazione e come tale riflette disturbi a livello della persona. Classificazione delle Disabilità Disabilità nel comportamento Disabilità nella comunicazione Disabilità nella cura della propria persona Disabilità locomotorie Disabilità dovute all'assetto corporeo Disabilità nella destrezza Disabilità circostanziali Disabilità in particolari attività La disabilità si riferisce a capacità funzionali estrinsecate attraverso atti e comportamenti che per generale consenso costituiscono aspetti essenziali della vita di ogni giorno. Ne costituiscono esempio i disturbi nell'adozione di comportamenti appropriati: nella cura della propria persona (come il controllo della funzione escretoria e la capacità di lavarsi e alimentarsi), nell'esecuzione delle altre attività della vita quotidiana e nella funzione locomotoria (come la capacità di camminare).

3 Menomazione Definizione: Nel contesto delle conoscenze e delle opere sanitarie, si intende per menomazione qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche. (N.B.: "Menomazione" è un termine più comprensivo di "disturbo", poiché riguarda anche le perdite: ad es., la perdita di una gamba è una menomazione ma non un disturbo). Caratteristiche: La menomazione è caratterizzata da perdite o anormalità che possono essere transitorie o permanenti e comprende l'esistenza o l'evenienza di anomalie, difetti o perdite a carico di arti, organi, tessuti o altre strutture del corpo, incluso il sistema delle funzioni mentali. La menomazione rappresenta l'esteriorizzazione di uno stato patologico e, in linea di principio, essa riflette i disturbi a livello d'organo. N.d.T.: Per motivi di uniformità il termine inglese "impairment", utilizzato nei titoli delle varie categorie, è stato sempre tradotto con il corrispondente italiano "menomazione" anche quando la terminologia corrente ricorre ad altri termini di uso più frequente: disturbo, deficit, insufficienza, ecc. Classificazione delle Menomazioni Delle capacità intellettiva Altre menomazioni psicologiche Menomazioni del linguaggio Menomazioni auricolari Menomazioni oculari Menomazioni viscerali Menomazioni scheletriche Menomazioni deturpanti Menomazioni generalizzate, sensoriali, e di altro tipo

4 L’handicap è la conseguenza del deficit: "l'handicap è la condizione di svantaggio conseguente ad un deficit (menomazione o disabilità) che limita l'adempimento del ruolo normale per tale soggetto, in relazione all'età, sesso e fattori socio- culturali".

5 Definizione: Nel contesto delle conoscenze e delle opere sanitarie, si intende per handicap una condizione di svantaggio vissuta da una determinata persona in conseguenza di una menomazione o di una disabilità che limita e impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio. Caratteristiche: L'handicap riguarda una situazione o esperienza individuale quando essa si scosta dalla normalità. Esso è caratterizzato dalla discrepanza tra l'efficienza o lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza e di stato sia dello stesso soggetto che del particolare gruppo di cui egli fa parte. L'handicap rappresenta le conseguenze culturali, sociali, economiche e ambientali che per l'individuo derivano dalla presenza della menomazione e della disabilità Lo svantaggio proviene dalla diminuzione o dalla perdita della capacità di conformarsi alle aspettative o alle norme proprie dell'universo che circonda l'individuo. L'handicap si manifesta pertanto allorché vi è una compromissione della capacità di sostenere quelle che possono essere definite "funzioni della sopravvivenza" Classificazione degli Handicap E' importante rendersi conto che la classificazione degli handicap non rappresenta una tassonomia dello svantaggio, nè una classificazione di casi individuali. Si tratta piuttosto di una classificazione di circostanze nelle quali i disabili possono riconoscersi, circostanze che pongono queste persone in condizioni di svantaggio nei confronti dei loro simili considerati sulla base delle convenzioni sociali. Handicap nell'orientamento Handicap nell'indipendenza fisica Handicap nella mobilità Handicap occupazionali Handicap nell'integrazione sociale Handicap nell'autosufficienza economica

6 torniamo al RECUPERO e alla RIEDUCAZIONE FUNZIONALE La RIDUZIONE PARZIALE O TOTALE DEL DEFICIT avviene ATTRAVERSO L’UTILIZZO DELLE FUNZIONI INTEGRE

7 Il corpo è organizzato in unità funzionali, ciascuna suddivisa in piccole unità che hanno la propria funzione. Tutto concorre all’unità dell’essere umano.

8 Le funzioni integre vanno perciò valutate in una ottica globale e locale e possibilmente ricondotte al globale

9 Chi, come, quando? Chi: la valutazione va fatta possibilmente in equipe e dovrebbe coinvolgere il paziente (se ne è in grado) e i familiari Come: esistono tabelle specifiche, test di competenza specifica per ciascuna figura professionale (dagli OSS, ai fisioterapisti, ai medici) Quando: il processo di valutazione evolve assieme alla vita del paziente

10 Bisogna essere elastici!

11 Criteri generali Valutare lo stato cognitivo (p.es. chiedere nome e cognome, che giorno è, dove si trova ecc.) Chiedere al paziente di fare il meglio che può, (senza farsi male) nelle funzioni che stiamo valutando: lavarsi, vestirsi, pettinarsi, ecc. Osservare se mette in atto strategie o se rinuncia (magari manca la motivazione)

12 GLOBALITÀ dell’INTERVENTO Bisogni, contesto sociale, ambiente fisico, disabilità

13 Bisogno: va considerato con il paziente (e / o con i familiari)

14 Valutare il bisogno e chiarire che potrà raggiungere (una totale o parziale) indipendenza è necessario anche a motivare la persona al recupero Il bisogno della persona è il punto chiave su cui dovrebbero agire gli operatori che l’aiutano nel recupero. Il suo bisogno non il nostro!

15 Contesto sociale La famiglia Il lavoro Le persone che in qualche modo circondano il paziente Tutti sono coinvolti/coinvolgibili nel recupero Tutti influiscono sul recupero

16 Ambiente fisico

17 Per ambiente fisico intendiamo il contesto ambientale in cui vive il paziente. La casa,una struttura di accoglienza, un pensionato, perfino l’ospedale possono essere adattati alle sue esigenze con opportuni accorgimenti. Tale compito spetta istituzionalmente al T.O.(terapista occupazionale), ma ancora una volta, tutti gli operatori possono interessarsene e partecipare alla valutazione ed all’adattamento dell’ambiente.

18 Disabilità (qualsiasi restrzione o carenza (conseguente a una menomazione) delle capacità di svolgere un'attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano).

19 Il contesto sociale e l’ambiente fisico partecipano nel creare la disabilità

20 La globalità dell’intervento favorisce il reupero completo

21 e aiuta a (ri) ORGANIZZARE LA VITA DEL PAZIENTE ANZIANO Affinché possa vivere il maggior numero possibile di esperienze gratificanti, pur avendo subito limitazioni motorie e cognitive

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24 Organizzare la vita del paziente affinché possa vivere il maggior numero di esperienze gratificanti, inizia con il gestire gli elementi: bisogno, contesto sociale ambiente fisico, disabilità (ancora una volta) sottolineiamo che è un lavoro che va svolto in equipe e in collaborazione con paziente e suoi familiari

25 INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI PRIMARI E DEL MODO PER SODDISFARLI

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27 Questi esempi non sono forse quel che si intende come veri e propri bisogni primari, ma sottolineano, nella diversità di obbiettivi che il paziente si può porre, l’importanza di un elemento fondamentale per il recupero:

28 MOTIVAZIONE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA è necessaria PER L’OTTENIMENTO DEL RECUPERO Senza motivazione lottiamo contro i mulini a vento

29 “non c’è nessuna guarigione senza la modificazione di sé”

30 Obbiettivi chiari (e raggiungibili) Per il paziente: lo aiutano a iniziare, compiere, concludere, qualunque compito Per i familiari: li aiuta a delineare il livello di impegno Per l’operatore: vanno identificati nell’ambito delle proprie mansioni, rispetto al paziente e nel rispetto di sé

31 BISOGNI PRIMARI Sopravvivere Proteggersi Spostarsi Conoscere – integrarsi – fare esperienza

32 In tutti i casi entra in gioco la COMUNICAZIONE

33 Sopravvivere Alimentarsi (bere, mangiare) A seconda del grado di autonomia del paziente, va considerato il ‘processo’ che va dalla semplice alimentazione, alla collaborazione e/o preparazione del pasto

34 (sopravvivere) Evacuare Comunicare … Respirare !

35 Proteggersi

36 (proteggersi) Lavarsi (igiene) Vestirsi Manifestare esigenze (comunicare) …

37 Spostarsi

38 Nel letto Dal letto alla carrozzina, dalla carrozzina al letto Dal letto/carrozzina al deambulatore Con il deambulatore, con ausili, con l’assistenza di una persona Dalla carrozzina al WC In casa All’esterno …

39 Conoscere – integrarsi – fare esperienza

40 (conoscere – integrarsi – fare esperienza)

41 Per esempio? riprendere i contatti col mondo esterno Compiere le attività possibili in base alla patologia per il paziente in stato di coma può significare l’essere guidato nel contatto con gli oggetti …

42 L’operatore è un tramite, e accompagna la persona disabile o l’anziano anche verso…

43 l’ACCETTAZIONE DELLA DIVERSITÀ Soddisfazione dei bisogni secondari legati al rapporto con gli altri

44 Il termine disabilità, a volte viene sostituito da diversa abilità, diversamente abile. Così nell’accettazione della diversità siamo per prima cosa alla ricerca del superamento dell’immagine che blocca, per invece scoprire e valorizzare qualcosa. Ma il tutto si complica se la scoperta è difficile e se anche realizzandola si tende a non prendere in considerazione la disabilità banalizzandola e perdendone il senso, nella costruzione della relazione.

45 Accettazione della diversità Possiamo trovare pazienti che a seguito di un evento lesivo presentano PARALISI : perdita completa della funzione motoria. * PARESI : perdita incompleta della funzione motoria. * MONOPLEGIA : perdita della motilita' di un solo arto.* PARAPLEGIA : perdita della motilita' dei due arti superiori od inferiori ; la paralisi dei due arti superiori viene anche definita diplegia brachiale. TETRAPLEGIA : perdita della motilita' nei quattro arti. * EMIPLEGIA : perdita' della motilita' di meta' del corpo. turbe del linguaggio Perdita della deambulazione autonoma (per esempio in pazienti con Parkinson, o sclerosi multipla, ecc. dopo crisi)

46 Difficoltà “Sicuramente chi ha delle sofferenze e chi risolve o pensa di aver risolto le proprie in una situazione che chiamiamo assistenziale, può rischiare quello che viene chiamato il vittimismo, cioè la possibilità che nasca una considerazione positiva del proprio ruolo di vittima. Il soggetto, essendo vittima, organizza continui e (nella propria aspettativa) permanenti risarcimenti alla sua condizione, evitando di uscirne, trascurando quindi di ridurre gli handicap, proprio perché tale riduzione potrebbe comportare la perdita dei vantaggi secondari”. Nel disabile, divenuto tale a seguito di un evento traumatico, può essere difficile accettare la stabilità della propria disabilità; ritenendola una fase transitoria, potrebbe non impegnarsi a ri-organizzare la sua vita sulle conseguenze permanenti. Occorre considerare la disperazione per la condizione in cui ci si trova improvvisamente; le reazioni sono naturalmente sono diverse: da una eccessiva richiesta ad altri, perché risolvano i propri problemi. Alla negazione del bisogno Nella persona disabile (anche di lunga data), che vive o ha vissuto in una dimensione di tipo assistenziale, cioè costruita attorno alla disabilità come elemento permanente, il disabile si attende spesso che gli altri si preoccupino di organizzarsi per dare: per dare aiuto, sussidi, risposte, per risolvere i bisogni.

47 L’accettazione della diversità inizia con l’accettazione di sé Motivare Inventare strategie Imparare a ridere di sé

48 Imparare a ridere di sé

49 Motivare… … E (far) comprendere come ottenere maggiore possibilità di autonomia Per esempio, per evitare che il disabile (o anziano) senta di essere un peso, si può allargare gli aiuti a una rete sociale “la diversità non sta nel negare uguali aspirazioni, uguali bisogni…”

50 Inventare strategie “la diversità … sta nel capire che occorre un percorso originale”. immaginare un nuovo modo di rapportarsi con gli altri Immaginare il movimento e adattare le facoltà residue, trasformando le vecchie strategie: il percorso della mano abile per raggiungere un oggetto è immediato, per il disabile occorre un adattamento particolare o, meglio, speciale. Adattare il percorso, o il movimento, prima istintivo e diretto, alla propria situazione: significa compiere delle riorganizzazioni delle informazioni

51 Riorganizzare le informazioni Apprendimento (di nuove strategie) Adattare l’ambiente aiuto organizzativo in oggetti materiali (ausili protesi, ecc.)

52 Apprendimento di nuove strategie Per esempio…

53 Cosa ci troviamo ad affrontare? Ciascuna patologia ha la propria specificità, ma soprattutto ciascuna persona (anziano, disabile temporaneo o stabile… o operatore sanitario) è speciale Nelle patologie croniche troviamo delle caratteristiche “comuni”… Sclerosi multipla (fatica, perdita progressiva di capacità...) Parkinson (tremore a riposo, difficoltà ad iniziare il movimento…) Ictus stabilizzati (paralisi dell’emisoma, problemi di linguaggio) Lesioni midollari (deficit sensitivo della parte lesa, facilità alla formazione di decubiti) Ecc. Così come nelle disabilità a seguito di episodi acuti adatteremo il nostro intervento. Rientra in questo punto, ancora, la necessità del lavoro di equipe.

54 INTERVENTO SULL’AMBIENTE

55 ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE CHE RENDONO DIFFICILI SPOSTAMENTI E MOVIMENTI

56 “Demolire” un vecchio modo di essere, abitare, fare

57 Esempi concreti: quello che sicuramente si può fare Nell’ambiente domestico: Rimuovere i tappeti (e/o mettere degli antiscivolo)

58 ... nell’ambiente domestico Eliminare/sostituire mobili ingombranti (p.es. se ci sono pazienti in sedia a rotelle) Mettere gli oggetti (e/o i mobili) a portata di mano Eliminare soprammobili che infastidiscono i movimenti o rischiano di cadere Ammobiliare in modo adatto al paziente (p.es.: mobili sospesi che consentano di avvicinarsi con la carrozzina)

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60 …nell’ambiente domestico Inserire rampe Montascale Maniglie Tavoletta per spostamenti letto- sedia

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62 Nell’ambiente esterno (quello che sicuramente si può fare ) Parcheggiare con criterio

63 Aiutare a riapprendere a sorpassare i marciapiedi Aiutare a riapprendere a salire le scale Informarsi sui luoghi dove ci si reca Informare la compagnia aerea…

64 BARRIERE ARCHITETTONICHE Non permettono alla persona di compiere autonomamente una attività (studio, lavoro, tempo libero, accesso ad edifici pubblici, etc.) Quali sono? “Le barriere architettoniche possono essere rappresentate da elementi architettonici (parcheggi, porte, scale, corridoi), da oggetti ed arredi (lavandini, armadi, tazze WC), da mancanza di taluni accorgimenti (corrimano, segnaletica opportuna) o da elementi che possono essere causa di infortuni (materiali sdrucciolevoli, porte in vetro non evidenziate, spigoli vivi...). Questi elementi mantengono le vere barriere, quelle psicologiche, che mantengono lo stato di emarginazione sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.

65 Le soluzioni - gli ausili - possono essere lo scivolo di pendenza non superiore all'8%, l'ascensore, il montascala, i bastoni, la carrozzina e molti altri accorgimenti personalizzati. … e come si possono superare gli ostacoli?

66 PROCEDURE PER L'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NELLE ABITAZIONI Ai sensi della legge 13/1989, gli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche presenti negli edifici privati possono essere compiuti in deroga a quanto previsto nei Regolamenti edilizi comunali. Vanno comunque rispettate le norme antisismiche, quelle di prevenzione degli incendi e degli infortuni, e quelle relative ai beni storico-culturali. Nel caso di edifici composti da più abitazioni è richiesta una delibera da parte dell'assemblea comunale: in caso di assenso è il condominio che si fa carico delle spese per gli interventi nelle parti comuni; in caso di rifiuto, il disabile (o chi per esso) può in ogni caso intervenire per l'abbattimento delle barriere esistenti, però a spese proprie. L'esecuzione di opere interne non è soggetta a concessione edilizia o autorizzazione: è sufficiente che l'interessato presenti indirizzata al sindaco, indicando l'inizio dei lavori, e una relazione a firma di un professionista abilitato. Qualora, invece, vi sia una alterazione dell'aspetto esteriore o della sagoma dell'edificio è richiesta un'autorizzazione del sindaco all'esecuzione dei lavori. A tali domande devono essere allegati un certificato medico in carta libera attestante l'handicap e una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà dalla quale risulti l'ubicazione dell'abitazione e gli ostacoli presenti su cui si intende intervenire. Per l'abbattimento di tali barriere è prevista anche una forma di contribuzione: la domanda va presentata entro il primo marzo di ogni anno, indirizzata al sindaco e corredata di tutta la documentazione vista in precedenza (certificato medico, dichiarazione sostitutiva, relazione di un tecnico abilitato). Naturalmente, se un'opera è realizzata in contrasto con la legislazione sulle barriere architettoniche non può essere considerata abitabile od agibile, ai sensi dell'articolo 24 della legge 104/1992.

67 TERAPIA OCCUPAZIONALE Recupero del massimo livello di autonomia possibile

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69 Terapia occupazionale Cos’è la terapia occupazionale e da dove viene? La terapia occupazionale (o anche ergoterapia, occupational therapy) è una disciplina riabilitativa nata negli Stati Uniti alla fine della prima guerra mondiale. Le origini risalgono alla fine del 1700, quando lo psichiatra Philippe Pinel introdusse nel manicomio di Bicêtre, il trattamento basato sul lavoro. Egli sostenne che il lavoro manuale eseguito in modo rigoroso, rappresenta il metodo migliore per migliorare il morale e la disciplina. Vari manicomi ed ospedali in America, Inghilterra e Germania adattarono il concetto di Pinel ed immisero lavori di tessitura, filatura e d’artigianato nel processo di riabilitazione. La terapia occupazionale trova le sue radici proprio su questo presupposto: l’essere attivi, il “fare” ed il “lavorare”, ha per sé un effetto curativo.terapia AmericaInghilterraGermaniaterapia “FARE PER ESSERE”

70 La TERAPIA OCCUPAZIONALE è la scienza di riabilitare persone di tutte le età, con malattie e/o disabilità, temporanee e permanenti, fisiche e/o psichiche, causati da traumi, malattie di origine genetica o degenerativa, problemi sociali e di sviluppo e da malattie neurologiche, attraverso specifiche attività analizzate, graduate e selezionate, con lo scopo di rendere il soggetto in grado di raggiungere la massima autonomia e indipendenza possibili, in tutti gli aspetti della propria vita. Coinvolge i pazienti di tutte le età in attività individuali e di gruppo che promuovono il recupero e l’uso ottimale di funzioni, con lo scopo di aiutare l’individuo ad adattarsi alla richiesta dell’ambiente lavorativo, sociale, personale e domestico, per partecipare nella vita, nel modo più pieno possibile. Per raggiungera la massima autonomia possibile!

71 La Federazione Mondiale della Terapia Occupazionale WORLD FEDERATION OF OCCUPATIONAL THERAPISTS DEFINIZIONE APRILE 2004 “La Terapia Occupazionale è una professione che promuove la salute e il benessere attraverso l’occupazione. L’obiettivo principale della Terapia Occupazionale è quello di rendere le persone capaci di partecipare alle attività della vita quotidiana. I terapisti occupazionali raggiungono questo risultato rendendo le persone capaci di fare cose che incrementino la loro capacità di partecipare, o modificando l’ambiente per meglio sostenere la partecipazione.”

72 Infatti… …Si considera parte delle T.O. l’adattamento dell’ambiente circostante

73 … Si utilizzano attività che siano di interesse per la persona I risultati della Terapia Occupazionale sono guidati dal paziente e misurati in termini di partecipazione (da parte dell’operatore) e di soddisfazione (da parte del paziente)

74 Perciò… La T.O. traduce in modo funzionale la motricità acquisita e recuperata, studia lo sviluppo di compensi funzionali alle disabilità, con particolare riguardo all’addestramento all’autonomia nella “self- care”, nelle “attività della vita quotidiana”(AVQ), nella scuola, nel lavoro, nella comunità.

75 “Le attività offrono al paziente la possibilità di fare nuove esperienze, di sviluppare il concetto di sé, di aumentare l’autostima, di migliorare le abilità cognitive, percettive, motorie, sociali, ed in particolare lo sviluppo dell’autonomia e dell’indipendenza.”

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77 VALUTAZIONE DEI PAZIENTI NELLE A.V.Q. (attività della vita quotidiana) Strategie di autosufficienza Adattamento dell’ambiente al progredire della malattia

78 Cosa valutiamo della persona è Indipendente ha bisogno di supervisione Ha bisogno di aiuto (+/-) Cammina, è in carrozzina ma autonomo, è in carrozzina e necessita spinta In particolare,nei movimenti valutiamo anche: Resistenza (quanto a lungo cammina, quanti gradini fa ecc.) Velocità Si può stabilire un criterio. Nelle tabelle è indicato di misurare il tempo per 18 metri, per il cammino, e per 10 scalini

79 Cura di sé (self-care) Pettinarsi Lavarsi: viso, mani, piedi, corpo, i denti Aziona i rubinetti Asciugarsi … Radersi Fa il bagno Fa la doccia (in piedi, seduto, con carrozzina) Evacquazione (w.c., pappagallo, padella)

80 Alimentarsi Usa le posate (cucchiaio, coltello, forchetta…) Uso del bicchiere: beve autonomamente, ha bisogno di una cannuccia, gli occorre una tazza (ha il manico!)

81 Vestirsi Biancheria intima (reggiseno, mutande, canottiera) Camicia, maglietta, golf / cardigan, Pantaloni, gonna Cravatta Calze Scarpe (quindi anche allacciarle) Cappotto, giacca Ortesi e protesi

82 Attività manuali varie Orologio Fazzoletto Luci (accendere, spegnere) Telefono Borsellino, soldi Libro, giornale Fiammiferi, accendino, sigarette

83 Attività nel letto Movimenti di aggiustamento Girarsi (da supino: destra, sinistra, prono, tornare supino) Sollevarsi seduto Sistemare lenzuola, coperte, cuscini Raggiungere oggetti sul comodino (luce, campanello..) Mettersi seduto

84 Spostamenti Letto – carrozzina / carrozzina letto Da carrozzina ad altro: sedia, auto.. (e viceversa) Entrare/uscire dall’auto (con sedia, bastoni, senza…) sia con marciapiede che dalla strada Mette la carrozzina in auto …

85 Attività in carrozzina Propulsione (abìvanti, indietro, girare) Aprire porte, oltrepassarle, chiuderle Salire e scendere rampe Carrozzina letto Carrozzina sedia, divano,poltrona Carrozzina w.c., vasca, doccia Aggiustarsi i vestiti Sollevarsi, sistemarsi…

86 Cammino Apre, attraversa, chiude le porte Cammina in casa (con appoggio ai mobili, con bastone, etc) Cammina all’esterno Cammina portando oggetti

87 Alzarsi e sedersi Si alza/siede dal/sul letto: autonomo – con poco/molto aiuto Si alza/si siede dalla sedia (o carrozzina) autonomamente/ con aiuto Si alza/siede da sedia dritta al tavolo Si alza/siede dalla poltrona Si alza/siede dal centro del divano Si laza/sedie dal wc Si aggiusta i vestiti Entra/esce in auto: dal marciapiede – dalla strada Si alza/siede dal pavimento

88 Salire e viaggiare Sale/scende le scale: con ringhiera-senza ringhiera Entra/esce dall’auto Cammina per un isolato (e torna) Scende dal marciapiede –attraversa la strada – sale il marciapiede (es. sig.ra con Scl. multipla) Sale/scende dall’autobus; è in grado di sedersi e alzarsi È in grado di viaggiare in metropolitana Sale/scende dalle scale mobili

89 Situazione dell’abitazione Zona urbana o rurale Appartamento: piano (scale con / senza ringhiera, ascensore); stanze Casa singola: piani, stanze, ascensore, scale Ingresso: scalini (prima), porta, ecc.

90 Situazione interna dell’appartamento: Dimensione porta ingresso e delle porte interne: del bagno, della camera… Bagno: dimensione generale, finestra, vasca o doccia…

91 L’AUSILIO Valutazione delle esigenze della persona disabile Capacità di utilizzo Grado di accettazione

92 Valutazione delle esigenze della persona disabile Gli ausili vanno adottati non tanto in base all’invalidità fisica, quanto in base alle esigenze funzionali, considerando sempre la persona in modo globale, nell’aspetto fisico, psicologico, sociale, lavorativo..

93 Il giusto ausilio Insegnare al paziente ad utilizzarlo al meglio

94 La scelta di ausili per la deambulazione avviene quando le difficoltà a camminare comportano una riduzione dell’autonomia o un rischio di caduta. L’idea comune che l’uso di un ausilio comporterà una limitazione futura è scorretta e spesso nasconde un problema di accettazione dell’ausilio stesso perché evidenzia la presenza della disabilità. Spesso le persone, prima della decisione di prendere un ausilio, camminano in casa appoggiandosi ai mobili o ai muri. Questo a lungo andare peggiora la situazione funzionale perché la postura è sempre più scorretta e la deambulazione avviene in modo sempre più patologico. Proprio per questo consideriamo gli ausili strumenti anche terapeutici. In particolare quelli con appoggio bilaterale, come i deambulatori, evitano di camminare "storti", facilitando le normali reazioni di equilibrio ed una migliore stazione eretta.deambulatori Naturalmente la scelta dell’ausilio dipende dalla condizione funzionale della persona e dalla destinazione d’uso (interni, esterni, saltuario eccetera)

95 Ausili per l'igiene della persona e della casa PER VESTIRSI. L’infilabottoni permette di abbottonarsi con una mano sola; i lacci per le scarpe elasticizzati evitano di doversi allacciare o slacciare le calzature; un calzascarpe lungo fa sì che non ci si debba piegare; le difficoltà ad indossare i pantaloni, le gonne o gli slip possono essere superate con un semplice sistema di tiranti fissati con velcro al vestiario; le chiusure lampo, difficili di afferrare, possono essere agganciate con un anello fissato all’estremità. PER LA TOILETTE. Gli adattatori per ingrossare i manici degli spazzolini o dei pettini facilitano la presa; pettini o spugne con impugnature lunghe e regolabili nella curvatura permettono di raggiungere più facilmente i punti più lontani. PER LE ATTIVITA’ DOMESTICHE. Il supporto per manopole con leva allungata facilita l’apertura di un rubinetto o della maniglia di una porta; le pinze prensili consentono di afferrare oggetti in posizioni difficili da raggiungere; il secchio con rotelle e scopa-spazzolone dotato di un apposito piano per la strizzatura riduce la fatica nei lavori di pulizia.

96 Ausili per l'igiene della persona e della casa PER VESTIRSI. L’infilabottoni permette di abbottonarsi con una mano sola; i lacci per le scarpe elasticizzati evitano di doversi allacciare o slacciare le calzature; un calzascarpe lungo fa sì che non ci si debba piegare; le difficoltà ad indossare i pantaloni, le gonne o gli slip possono essere superate con un semplice sistema di tiranti fissati con velcro al vestiario; le chiusure lampo, difficili di afferrare, possono essere agganciate con un anello fissato all’estremità. PER LA TOILETTE. Gli adattatori per ingrossare i manici degli spazzolini o dei pettini facilitano la presa; pettini o spugne con impugnature lunghe e regolabili nella curvatura permettono di raggiungere più facilmente i punti più lontani. PER LE ATTIVITA’ DOMESTICHE. Il supporto per manopole con leva allungata facilita l’apertura di un rubinetto o della maniglia di una porta; le pinze prensili consentono di afferrare oggetti in posizioni difficili da raggiungere; il secchio con rotelle e scopa-spazzolone dotato di un apposito piano per la strizzatura riduce la fatica nei lavori di pulizia.

97 Per "ausilio informatico" si intende qualsiasi prodotto, strumento, attrezzatura o sistema tecnologico di produzione specializzata o di comune commercio (ossia un ambiente informatico, o un sistema hardware o software per l’interazione fra persona e ambiente informatico), utilizzato dalla persona disabile per prevenire, compensare, alleviare o eliminare una menomazione, una disabilità, un handicap. Se l'ausilio (la radice latina "auxilium" identifica "l'aiuto" in una accezione piuttosto ampia) è dunque quell’attrezzatura, quell’accorgimento che consente alla persona disabile di attivare o potenziare un percorso di autonomia possibile, nel rispetto delle possibilità ed esigenze proprie e dell'ambiente circostante, anche l'ausilio informatico diventa quindi quell’apparecchiatura capace di aiutare la persona disabile a sperimentarsi come soggetto attivo nel mondo del lavoro e/o della sua stessa vita quotidiana. Nel campo della disabilità, le manifestazioni differenziate, spesso sovrapposte, danno luogo ad una gamma pressochè infinita di quadri funzionali: possiamo concludere che non esistono di fatto soluzioni"standard" in termini di ausilio, che non é possibile individuare classi di ausili che costituiscano risposte a problemi o classi di problemi relativi ad altrettante patologie: la soluzione di ausilio va quasi sempre "personalizzata". La personalizzazione non consiste necessariamente in una modifica fisica dell’ausilio, ma può essere costituita da un particolare modo d’uso, di posizionamento, nel caso del software dalla scelta di una determinata modalità di interazione, ecc. Solitamente esistono laboratori attrezzati in grado di effettuare modifiche specifiche di caso in caso, al fine di personalizzare ausili esistenti, rendendoli pienamente fruibili alla persona disabile. L’esperienza comune ci insegna che come "ausilio" viene spesso sbrigativamente identificato solo l’elemento più "potente" dell’intero sistema (é tipico il caso dell’elemento computer, ritenuto il nucleo realmente importante del sistema ausilio, al punto da sottovalutare gli altri elementi). In realtà l’ausilio può essere un sistema assai più complesso, in cui i diversi componenti hanno ognuno un ruolo rilevante: l’accesso personalizzato (ad es. un particolare sensore) é tanto importante quanto l’attuatore (costituito ad es. dal computer), e quest’ultimo non risolve alcun problema se non é corredato di software opportuno (elaborazione) e se non fornisce un output nelle forme adeguate. Negli ultimi anni si é fortemente sviluppato un interesse di persone disabili ed operatori verso gli ausili tecnologici (soprattutto informatici): ma a fronte di una generale crescita di aspettative circa le possibilità offerte dagli ausili a tecnologia avanzata, vi è però a tutt’oggi a livello nazionale una marcata carenza di una informazione esatta e dettagliata, da correlarsi direttamente alla carenza di servizi e finanziamenti pubblici nel settore. Per ulteriori e più precise informazioni, si consiglia di visitare alcuni siti specificamente dedicati all’argomento, di per sé tecnico e specializzato, come per esempio quello dell’Ausilioteca, da cui sono tate tratte queste brevi note. ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■

98 Automazione per la casa Ausili per l'automazione della casa In questa sezione troverete una serie di ausili finalizzati a favorire l'autonomia all'interno della propria abitazione. Si tratta in sostanza di arredi adattati a particolari esigenze o accessori che tendono a rendere più agevole le operazioni della vita quotidiana. In particolare troverete: - barelle doccia necessarie per fare la doccia a pazienti allettati; - docce/vasche con sedile che consentono di fare la doccia o il bagno in posizione seduta; - letti a movimentazione elettrica o manuale; - maniglie di sostegno, utili come sostegno e facilmente fissate tramite ventose; - montascale; - poltroncine per letto che consentono, pur rimanendo nel letto, di assumere comodamente la posizione seduta; - reti ortopediche; - ringhiere per letto, utili come protezione, ma anche come sostegno; - sedie doccia; - sollevatori per abiti e per pensili, permettono di regolare meccanicamente l'altezza dell'appendiabiti e dei pensili; - tappetini antiscivolo; - tessuto paracolpi, utile per proteggere la persona che con movimenti bruschi potrebbe procurarsi delle echimosi

99 Ausili per comunicare e ausili tecnologici Nella sezione degli ausili tecnologici e ausili per comunicare sono stati inseriti una serie di ausili che facilitano la lettura, la comunicazione, lo scambio di informazioni a distanza e tutte quelle attività di lavoro o studio che necessitano della lettura e della scrittura. Nello specifico troverete quindi schede relative ad ausili come: - amplificatori vocali per tutti quei casi in cui si articola bene, ma non si riesce a parlare ad alta voce; - applicazione per computer palmare che integra la sintesi vocale; - ausilio informatico a controllo oculare grazie al quale una persona con disabilità motorie gravi può accedere ad una serie di applicazioni tramite lo sguardo; - comunicatori vocali, attrezzature che permettono la comunicazione interpersonale attraverso un'emissione di voce registrata o di sintesi vocale; - software per la comunicazione, programmi per computer che riproducono sul monitor celle a cui è possibile associare un simbolo visivo, alla scelta corrisponderà un messaggio vocale; - barra braille compatibile con lo screen reader; - display braille; - tastiera braille; - stampante braille; - caschetto per digitare i tasti sulla tastiera del computer; - telecomandi di vario tipo che possono, ad esempio, attivare gli elettrodomestici di casa; - cellulari accessibili; - telefoni adattati a particolari esigenze; - emulatori di mouse che permettono di muovere il puntatore del mouse con una leggera pressione del pollice o con l'utilizzo della bocca; - joystick che danno accesso a tutte le operazioni del mouse; - lenti di ingrandimento e videoingranditori per agevolare la lettura da parte delle persone ipovedenti; - screen reader di vario genere; - sistema di lettura che permette di acquisire documenti in formato cartaceo e vocalizzarli; - semaforo tattile per agevolare l'attraversamento della strada da parte delle persone non vedenti; - voltapagine che permette di sfogliare le pagine tramite l'azionamento di un singolo tasto.

100 Ausili per la cura di sè In questa sezione abbiamo inserito gli ausili utili alla cura della persona, oggetti che facilitano lo svolgimento di varie attività della vita quotidiana, dalle più semplici alle più complesse. Esistono infatti una serie di ausili che rendono più agevoli le attività per l'igiene quotidiana, altri che facilitano le attività che richiedono l'impugnatura di un oggetto, come il pettinarsi, attraverso oggetti simili con impugnatura di diversa dimensione o angolazione. Troverete quindi - ausili per infilare le calze, per lavarsi o per pettinarsi; - cateteri di vario genere; - cuscini antidecubito, ergonomici, termici o sostegni lombari; - federe antiallergiche per materasso; - gomitiere e talloniere per proteggere le persone affette da decubito; - lavapadelle, macchine per lo svuotamento e la disinfezione automatica di padelle urinali e altri presidi; - lettini da massaggio; - pulitore per piedi per persone che hanno difficoltà di movimento; - pigiami e vestiti con particolari aperture per una più agevole fruizione; - sgabelli per la doccia per assumere comodamente la posizione seduta durante questa attività; - sistemi posturali per la sedia a ruote, schienali che permettono di modificare il profilo lombare e dorsale; - sollevatori per vasche da bagno per facilitare l'introduzione di persone con disabilità motorie; - taglia compresse per persone con difficoltà prensili.

101 Ausili per mangiare e bere In questa sezione sono disponibili schede informative relative agli ausili utilizzati per mangiare e bere. Si tratta di ausili che a volte necessitano di consulenza e dei quali è importante conoscere le caratteristiche in modo esatto; sono infatti oggetti piccoli ma di grande utilità nella vita quotidiana. Troverete le shede relative a: - piatti, si tratta in genere di piatti ergonomici che consentono per esempio di mangiare pietanze liquide grazie ad un bordo rialzato; - posate, queste hanno impugnature ergonomiche o in ogni caso accorgimenti che le rendono utilizzabili da persone con difficoltà di prensione o di movimento delle mani o degli arti superiori; - apribarattoli, che consentono di aprire barattoli o bottiglie con minor sforzo; - ausilio per aprire le lattine, utensile che agevola l'apertura di contenitori con chiusura con anello; - carrello per la spesa, un pratico aiuto per il trasporto di pesi; - coltelli multiuso: particolarmente adatti per essere utilizzati da persone con tendiniti o attriti.

102 Ausili per la mobilità e l'orientamento In questa sezione potrete trovare ausili che facilitano gli spostamenti sia all'interno della propria abitazione sia in ambienti esterni. Accanto ad ausili finalizzati quindi ad aumentare l'autonomia facilitando la deambulazione delle persone, si possono trovare ausili che agevolano lo spostamento assistito. Questi ausili permettono in alcuni casi una totale autonomia negli spostamenti e nei riposizionamenti del paziente. Potrete trovare quindi schede relative ad ausili come: - sollevatori (mobili, a sedia, a bandiera o elettrici); - sedie a ruote di vario genere (elettronica, ad autospinta, da bambino, con wc estraibile, pieghevole, ecc.); - ausili per spostamenti/trasferimenti come le imbracature o le cinture ergonomiche; - ausili per il sollevamento indicato per i pazienti che hanno difficoltà a sollevare o abbassare le gambe; - bastoni di vario genere (da bambino, regolabili in altezza, pieghevoli, da passeggio e da viaggio); - motore per sedie a ruote removibile, non condiziona la manovrabilità e può essere applicato a diversi modelli di sedia a ruote per ridurre la fatica del conducente; - carrelli per garantire un sostegno durante gli spostamenti da una posizione a un'altra; - deambulatori di vario tipo; - tripodi per coloro che grazie ad una base di appoggio più ampia possono mantenere la posizione eretta nella deambulazione.

103 Ortesi, protesi, ausili Parte del materiale è: " Tratto da Informausili - " Altre dal sito della

104 Ortesi: Apparecchio sviluppato con diversi materiali atto a ripristinare o correggere deformità evidenti Protesi: Sostituzione di un organo del corpo umano, mancante o difettoso, con un apparecchio o un dispositivo artificiale; Le protesi estetiche hanno lo scopo di ricostruire la parte mancante permettendo il ripristino dell'immagine corporea. Le protesi funzionali hanno come scopo la riproduzione del movimento dell'arto/parte sostituita (es. presa della mano, deambulazione etc.) Ausilio tecnico: Qualsiasi prodotto, strumento, attrezzatura o sistema tecnologico utilizzato da un disabile, appositamente prodotto o disponibile nel normale commercio, che prevenga, compensi, attenui o neutralizzi una menomazione, una disabilità o un handicap.

105 Tutore Sono ortesi per la contenzione dell’arto inferiore atte a scaricare il peso corporeo, prevenire, sostenere o correggere una deformità o disabilità motoria.Ttali ausili sono utilizzabili come supporto per la deambulazione. Sono costituiti da struttura base portante completabile con l’utilizzo degli opportuni aggiuntivi atti ad ampliare le finalità funzionali e la personalizzazione dell’ortesi. Sono realizzati in diversi materiali (acciaio, lega leggera ad alta resistenza. materiali compositi (carbonio e poliaramidiche) etc.). La tecnica di costruzione si distingue in: - a giorno: prevalentemente rigida realizzata con materiali metallici e/o compositi. eventuali elementi di contenzione in materiale sintetico o cuoio o stoffa con opportune allacciature. - a valva: rigida od elastica realizzata con materiali termoplastici e/o compositi o cuoio. con l’ortesi a valva si realizza una contenzione anche parziale dell’arto che può essere: laterale e/o mediale e/o frontale e/o dorsale. Il tutore “a giorno” è costruito da grafico e misure del paziente o con componenti predisposti direttamente adattati sul paziente o sul calco di gesso negativo/positivo. Il tutore con contentore “a valva” è modellato solo su calco di gesso negativo/positivo.

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