La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

EXPO E TERRITORI PROGETTO “LAZIO TERRE DELL’OLIO” 27 APRILE 2015 “Sala Tirreno” sede regionale di Via R.R. Garibaldi– Roma L’olio di qualità del Lazio:

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "EXPO E TERRITORI PROGETTO “LAZIO TERRE DELL’OLIO” 27 APRILE 2015 “Sala Tirreno” sede regionale di Via R.R. Garibaldi– Roma L’olio di qualità del Lazio:"— Transcript della presentazione:

1 EXPO E TERRITORI PROGETTO “LAZIO TERRE DELL’OLIO” 27 APRILE 2015 “Sala Tirreno” sede regionale di Via R.R. Garibaldi– Roma L’olio di qualità del Lazio: DOP, biodiversità, etichettatura Dott.ssa Miria Catta & Dott. Agr. Giovanni Pica

2 “… insieme delle caratteristiche di un’entità che le conferiscono l’attitudine a soddisfare bisogni espressi o impliciti” QUALITA’ definizione ISO 8402

3 Qualità Merceologica (Caratteristiche commerciali e aspetto del prodotto) Qualità di Origine (Tipicità: prodotti DOP, IGP, STG, …..) Qualità Igienico-Sanitaria (Garanzie di sicurezza igienico-sanitaria) Qualità Nutrizionale (Caratteristiche della composizione e di ingredienti) Qualità Organolettica (Bontà, aspetti gustativi tipici o particolari) Qualità Etica (Produzione senza sfruttamento) Qualità Ambientale (Metodi di produzione eco-compatibili) Principali Aspetti della Qualità di un Prodotto Alimentare

4 Qualità normata Ambito cogente tutela l’aspetto igienico-sanitario  precondizione di accesso ai mercati (Haccp, ecc); (marchiatura CE, ecc.) Ambito regolamentato Reg. CE 1151/12: relazione prodotto-territorio: - la DOP caratterizza tutto il ciclo dalla fase agricola al confezionamento; prodotto e processo espressione univoca di un’area tipica - l’IGP copre almeno una fase; in genere solo il processo o parte di esso è espressione dell’area oggetto di caratterizzazione - Reg CE 834/07 e Reg. CE 889/2007: processo produttivo Biologico Ambito volontario conformità del prodotto a standard predefiniti (marchi collettivi, marchi contrattuali Conad o Coop, marchi ombrello Marlene, norme ISO, GLOBALGAP ecc.)

5 Ambito volontario: certificazione applicabile alle aziende UNI EN ISO 9001 Specifica i requisiti che un sistema di gestione per la qualità di un’azienda/organizzazione deve possedere per dimostrare la propria capacità di fornire prodotti conformi ai requisiti dei clienti ed alle prescrizioni regolamentari applicabili UNI EN ISO Specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale SA 8000 Social Accountability 8000 è un modello gestionale che si propone di garantire il comportamento etico delle Organizzazione che lo adottano BS OHSAS (Occupational health and safety management systems – Requirementes) rappresenta un riferimento, riconosciuto a livello internazionale, per la certificazione di un sistema di Gestione per la Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro

6 Ambito volontario: settore agroalimentare UNI EN ISO “Food safety managemnet sistems – Requirements for any organizzation in the food chain” è uno standard volontario per la certificazione di sistemi di gestione della sicurezza in campo alimentare BRC BRC Storage and distribution Nato nel 1998 per garantire che i prodotti a marchio siano ottenuti secondo standard qualitativi ben definiti e nel rispetto di requisiti minimi Definisce i requisiti per lo stoccaggio, la distribuzione e la commercializzazione all’ingrosso IFS IFS Logistic IFS (International Food Standard) è il corrispettivo della BRC per i Paesi dell’area Centro-Europea (Austria, Svizzera, Francia, Germania e Italia) Si applica alle aziende si servizi di logistica e trasporti GLOBAL GAP Il GlobalGap definisce le buone pratiche agricole (Good Agricultural Practice, GAP) relative agli elementi essenziali per lo sviluppo della best practice (migliore tecnica) applicabili ad aziende agricole, coltivazioni e prodotti della terra, allevamenti

7 Ambito volontario: settore agroalimentare UNI EN ISO Sistema di rintracciabilità nelle filiere agroalimentari – Principi generali per la progettazione e l’attuazione La UNI EN ISO ha sostituito le norme UNI e UNI il 17/01/2008 DISCIPLINARE DI PRODUZIONE Documento, predisposto dal produttore o riportato in una norma, contenente un insieme di indicazioni e/o prassi operative da rispettare da parte del produttore relativamente al nome del prodotto agricolo o alimentare. Tale documento viene utilizzato per verificare che il prodotto sia conforme a quanto dichiarato

8 PRODOTTO TIPICO Tipicità: insieme delle caratteristiche uniche di immagine, tradizione, tecnologia, e cultura, che sono proprie di uno specifico territorio e che sono alla base delle tecniche di realizzazione dei prodotti agricoli ed agroindustriali. IGP STG DOP

9 Denominazione Origine Protetta: …è un nome che identifica un prodotto a) originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese determinati; b) la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani; e c) le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata Reg UE n. 1151/12 e DM n del 14/10/2013 normativa di riferimento

10 Indicazione Geografica Protetta: … è un nome che identifica un prodotto a) originario di un determinato luogo, regione o paese; b) alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità; la reputazione o altre caratteristiche; e c) la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata. Reg UE n. 1151/12 e DM n del 14/10/2013 normativa di riferimento

11 Specialità Tradizionale Garantita: …se designa uno specifico prodotto o alimento: a) ottenuto con un metodo di produzione, trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica tradizionale per tale prodotto o alimento; o b) ottenuto da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente. …esso deve: a) essere stato utilizzato tradizionalmente in riferimento al prodotto specifico; o b) designare il carattere tradizionale o la specificità del prodotto Reg UE n. 1151/12 e DM n del 14/10/2013 normativa di riferimento

12 Documentazione necessaria per istanza DOP/IGP/STG (normativa di riferimento Reg UE 1151/12 – DM 14/10/2013 GU n. 251del 25/10/2013) Atto costitutivo e/o Statuto dell’Associazione Delibera assembleare Disciplinare di produzione Documento Unico Relazione tecnica Relazione socio-economica Relazione storica Cartografia Logo-tipo

13 - Europa : DOP/IGP/STG di cui DOP: 583; IGP: 617; STG: 49 - Extra UE : 34 DOP/IGP (18 Svizzera, 5 Cina) - Italia : 269 DOP/IGP/STG (42 DOP EVO + 1 IGP EVO) - Lazio : 26 DOP/IGP di cui 4 EVO Prodotti agroalimentari tipici

14 Prodotti certificati DOP - Regione Lazio Olio extra vergine di oliva Canino Olio extra vergine di oliva Sabina Olio extra vergine di oliva Tuscia Pecorino Romano Pecorino Toscano Ricotta Romana Mozzarella di Bufala campana Salamini italiani alla cacciatore Castagna di Vallerano Nocciola Romana Olio extra vergine di oliva Colline Pontine Peperone di Pontecorvo Fagiolo cannellino di Atina Ricotta di bufala Campana Pecorino di Picinisco 15 - D.O.P.

15 Prodotti certificati IGP - Regione Lazio Vitellone bianco dell’Appennino Centrale Carciofo Romanesco del Lazio Kiwi Latina Pane casareccio di Genzano Mortadella Bologna Abbacchio Romano Sedano bianco di Sperlonga Porchetta di Ariccia Prosciutto Amatriciano Agnello del Centro Italia Patata dell’Alto Viterbese 11 - I.G.P

16 Gli oli DOP della regione Lazio Le favorevoli condizioni climatiche esistenti nel territorio laziale consentono lo sviluppo dell’olivicoltura un po’ ovunque. Nell’intero territorio esistono, tuttavia, aree particolarmente vocate quali la Sabina, i Monti Lepini e Ausoni e la Tuscia viterbese. L’importanza della produzione olearia laziale è determinata, prima ancora che in termini quantitativi, dal suo stretto legame con il territorio.  Allo stato attuale le DOP riconosciute a livello regionale sono: Sabina, Canino, Tuscia, Colline Pontine.DOP SabinaCaninoTusciaColline Pontine

17 piante di olivo Vt: Caninese Rm/Ri: Carboncella Fr: Moraiolo Lt: Itrana

18

19

20

21

22 Varietà: caninese, leccino, pendolino maurino, frantoio. Altre max 5%. Caratteristiche: acidità tot max di 0,5 g/100 g, Num perossidi<=10 Meq02/kg Raccolta: 20 ottobre-15 gennaio Varietà: carboncella, leccino, raja, frantoio, moraiolo, olivastrone, salviana, olivago, rosciola per almeno il 75%. Altre max il 25%. Caratteristiche: acidità tot max di 0,6 g/100 g Num perossidi =< 14Meq02/kg Panel test: difetti = 0; fruttato > 0; Ac Oleico < 68% Varietà: Itrana (50-100%), frantoio e leccino max 50%, altre max 10% Caratteristiche: acidità tot max di 0,6g/100g, Num perossidi =< 12 Polifenoli: > 100 mg/kg; Ac Oleico: > 72% Panel test: mediana difetti = 0; fruttato: 4-7; amaro: 3-5 piccante: 3-5; pomodoro: 3-6 Raccolta: invaiatura - 31gennaio Varietà: frantoio, caninese, leccino almeno 90%. Altre max 10%. Caratteristiche: acidità tot max:0,5 g/100 g, Num perossidi: =< 12 Meq02/kg Raccolta: invaiatura – 15 gennaio

23 Produttori: 160 Superficie: 468,62 ha Trasformatori: 7 Produttori: 73 Superficie: 279,27 ha Trasformatori: 20 Produttori: 167 Superficie: 1.512,01 ha Trasformatori: 71 Produttori: 35 Superficie: 106,16 ha Trasformatori: 28

24 Il comparto olivicolo regionale Superficie: ha (-9,8%) (Rm 25%, Fr 24%, Vt 20%, Ri 16% Lt 15%) (81% collina, 15% montagna, 4% pianura) Aziende: (-39,5%) di cui il 48% specializzate (media aziendale: 1,07 ha/azienda) Frantoi: 220 circa di cui il 56% “impianto continuo”, 31% “pressione”, 13% “integrale, misto, ecc” Produzione olive: t/anno di cui il 3-5% oliva da tavola Produzione olio: t/anno (media ultime 3 campagne) PV: ML€ con una incidenza sul VP agricoltura regionale del 5-8% (riduzione del 23,4%)

25 OLI EXTRAVERGINE DI OLIVA… oltre 100 mila ettari coltivati 42 DOP e 1 IGP -Riguardano 42 DOP e 1 IGP ; l’Olio Toscano è il prodotto con il maggior numero di operatori e superficie operatori - Comprendono operatori di cui coltivatori (media aziendale di 5,66 ha),1.863 trasformatori,1.038 molitori e imbottigliatori -Variazione rispetto al 2012: produttori + 1,9% superficie + 2,5% trasformatori + 13%impianti + 2,3% ToscanaPuglia L ’80,5%collina - Superficie principalmente in Toscana (58,4% sul totale) e Puglia (16,7%). L ’80,5% è localizzato in collina

26 PRODOTTO TRADIZIONALE normativa di riferimento D.L.vo 173/98 Art 8 comma 2 : “… sono definite le deroghe relative ai “Prodotti Tradizionali” riguardanti l’igiene degli alimenti…” D.M. 350/99 Art 1 - “le metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura, risultano consolidate nel tempo … praticate sul proprio territorio in maniera omogenea … per un periodo non inferiore ai 25 anni ”. Art 4 - “… in modo da assicurare sempre uno stato soddisfacente di igiene e disinfezione dei materiali di contatto e dei locali nei quali si svolgono le attività produttive … preservarne la flora specifica ”

27 Reg Ce 178/02 Cons 19 - “…valutazione del rischio … altri fattori pertinenti, … di natura societale, economica, tradizionale …”. Reg Ce 852/04 Art 13 - “… essere concesse deroghe … per le piccole imprese..tenendo conto dei relativi fattori di rischio … consentire l’utilizzo ininterrotti di metodi tradizionali ”. Reg Ce 2074/05 Art 7 - “… gli Stati membri possono concedere agli stabilimenti che fabbricano PTA deroghe individuali … informano la Commissione … entro 12 mesi ”. PRODOTTO TRADIZIONALE normativa di riferimento

28 Circa 400 Prodotti Tradizionali raggruppati in categorie: - Bevande analcoliche, distillati e liquori; -Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni; - Condimenti; - Formaggi; - Grassi (burro, margarina, oli); - Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati; - Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria; - Prodotti della gastronomia; - Preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi; - Prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro). PRODOTTO TRADIZIONALE GU n. 141 del 20 giugno 2014

29 OLI MONOVARIETALI PRODOTTI TRADIZIONALI (ai sensi del D.M. 350/99) REGIONE LAZIO aggiornamento G.U. n. 141 del 20/06/2014 Categoria: Grassi (burro, margarina, oli) olio monovarietale extra vergine di carboncella; olio monovarietale extra vergine di olivastrone; olio monovarietale extra vergine di ciera; olio monovarietale extra vergine di itrana; olio monovarietale extra vergine di marina; olio monovarietale extra vergine di salviana; olio monovarietale extra vergine di sirole; olio monovarietale extra vergine di rosciola

30 Gli oli monovarietali In questi ultimi anni alcune aziende olivo-oleiche della nostra regione hanno colto l’opportunità di produrre oli monovarietali legati a specifiche varietà univoche del territorio circoscritto. Gli oli extravergini monovarietali più rappresentativi del territorio regionale sono: Canino, Carboncella, Itrana; Frantoio; Rosciola, Olivastro; Moraiolo; Ciera dei colli. Canino – fruttato medio, colore verde con sentore di carciofo e mandorla, piccante e amaro con intensità medio leggera; Carboncella – fruttato medio, colore tendenzialmente al verde con sentore di mandorla, pomodoro e carciofo, amaro e piccante di media intensità; Itrana – fruttato medio, colore verde con riflessi gialli con sentore di carciofo, pomodoro e mandorla, inizialmente dolce con decise note di amaro e piccante; Frantoio – fruttato medio, colore verde con sentore di mandorla e leggero pomodoro, lieve prevalenza del piccante; Rosciola – fruttato leggero ed elegante, colore giallo con riflessi verdi, con note erbacee e lieve sentore di mele e cardo, al gusto appare morbido e leggermente piccante; Olivastro – fruttato intenso, colore verde, decisamente erbaceo, con evidente sentore di pomodoro e carciofo, buone note di amaro e piccante; Moraiolo – fruttato medio, colore verde con riflessi gialli, con sentore di mandorla e carciofo, buone note di amaro ma soprattutto piccante; Ciera dei colli – fruttato medio, di tipo erbaceo con sentore prevalentemente di mandorla, al gusto inizialmente dolce con note di piccante ed amaro intenso, colore giallo con riflessi verdi.

31

32 Le varietà autoctone (L.R. 15/00) Varietà originarie del Lazio o integrate nell’agro-ecosistema laziale da almeno 50 anni la cui tutela è affidata ad Arsial tramite il Registro Volontario regionale e la Rete di conservazione e sicurezza. Le varietà ad oggi tutelate sono: Varietà Areale di conservazione in situ Oliva dei MontiMonti Lucretili PalmutaTivoli, S Polo dei Cavalieri, Marcellina e limitrofi RappaianaTivoli, Marcellina e limitrofi RomanaTivoli, Marcellina e limitrofi Roscetta GagliardaTivoli, Marcellina e limitrofi Rosciola NostranaTivoli, Marcellina e limitrofi Rotonda di TivoliTivoli, Marcellina e limitrofi Salvia cl. MontelibrettiMontelibretti, palombara Sabina, Neroli (RM) SbuciasacchiTivoli, Marcellina e limitrofi Sirole cl. SoratteCivitella S.Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Nazzano, Ponzano Romano, Rignano, S. oreste, Torrita Tiberina (RM) MarinaS. Donato Val Valcomino, Alvito, Gallinaro, Settefrati (FR) Minutella CasarèPriverno, Sonnino, Itri (LT) VallanellaPriverno, Sonnino, Itri (LT)

33 Scopi della Legge Regionale n.15 del 1 marzo 2000 La Legge n.15/2000 favorisce e promuove la tutela delle risorse genetiche vegetali ed animali autoctone o introdotte ed integrate nell’agro-ecosistema laziale da almeno 50 anni, (compresi piante spontanee, e selvatici) d’interesse agrario ma anche economico, scientifico, ambientale e culturale minacciate di erosione genetica La Legge tutela anche tutte le risorse genetiche scomparse ma attualmente conservate presso istituti sperimentali, orti botanici, collezioni e banche genetiche anche di altre regioni o paesi

34 Strumenti operativi delle L.R. 15/00 Registro Volontario Regionale Rete di Conservazione e sicurezza nel quale sono iscritte gratuitamente e previo parere di due Commissioni Tecnico-Scientifiche, una per il Settore Vegetale ed una per il Settore Animale, le risorse genetiche autoctone a rischio di erosione. Il registro è consultabile all’indirizzo: Referente Dott. ssa Maria Teresa Costanza Tel_ 06/

35 ETICHETTATURA DEGLI OLI Normativa di riferimento Reg. UE n. 1335/2013 del 13 dicembre 2013 che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 29/2012 relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva Reg. CE n. 29/2012 del 13 gennaio 2012 Relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva.

36 Elenco delle informazioni obbligatorie da inserire in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. UE 1169/2011 e Reg. UE n. 1308/2013) Denominazione di vendita e riferimento alla categoria dell ’ olio Denominazione di venditaCategoria olio Olio extra vergine di oliva “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici” Olio di oliva vergine “olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici” Olio di oliva composto da oli d’oliva raffinati e da oli d’oliva vergini “olio contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e olio ottenuto direttamente dalle olive”. Olio di sansa di olive “olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive”; OPPURE “olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti dalle olive” Solo gli oli extra vergine di oliva, gli oli di oliva vergine, gli olio di oliva composto da oli d ’ oliva raffinati e da oli d ’ oliva vergini e gli oli di sansa di oliva possono essere commercializzati al dettaglio (Reg. UE 1308/ All. VII parte VIII). L ’ indicazione della categoria può essere riportata o meno in prossimit à della denominazione dell ’ alimento.

37 Elenco delle informazioni obbligatorie da inserire in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. UE 1169/2011 e Reg. UE n. 1308/2013)  Nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore con il cui nome o con la cui regione sociale è venduto il prodotto;  Quantità netta: gli oli di oliva, compresi gli oli di sansa di oliva, devono essere commercializzati in contenitori provvisti di chiusura ermetica e di etichetta, della capacità massima di 5 litri. Gli Stati membri possono stabilire una capacità superiore ai 5 litri per oli venduti ai ristoranti, mense, ospedali o altre collettività. Unità di misura: litri (L o l), centilitri (cl) o millilitri (ml);  Termine minimo di conservazione: “da consumarsi preferibilmente entro il (gg/mm/aa)...”;  Numero di lotto: insieme di unità di vendita di un alimento, prodotto, fabbricato, confezionato in circostanze identiche. Il numero di lotto è determinato dal produttore o dal confezionatore o dal primo venditore;  Condizioni particolari di conservazione e/o condizioni d’impiego: “conservare in luogo asciutto, al riparo della luce e del calore ” e “non disperdere il vetro nell’ambiente”. Tali indicazioni devono figurare sull’imballaggio e sull’etichetta apposta (Reg. UE n. 1335/2013;

38 ……la quantità e la “ e ”… la “e” a condizione che gli “imballaggi preconfezionati” corrispondano ai requisiti della Direttiva 75/106/CEE, Direttiva 75/107/CEE e s.m.i. (altezza caratteri minimo 3 mm) e DM 5/08/1976. La “e” è normalmente posta di seguito all’indicazione della quantità del prodotto – ad esempio “1 l e” – ma nulla vieta che sia posta anche prima di tale indicazione, purché essa sia prossima alla indicazione della quantità di prodotto contenuto nella confezione.

39 Informazioni obbligatorie in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. UE 1169/2011 e Reg. UE n. 1308/2013) Diciture: “da consumarsi preferibilmente entro…” anche non seguita dalla data purché sia indicato il punto della confezione in cui tale data è collocata. Termine minimo di conservazione La legge 14 gennaio 2013, n. 9, recante “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini”, all’art. 7, ha stabilito che il termine minimo di conservazione entro il quale gli oli di oliva vergini conservano le loro proprietà specifiche in adeguate condizioni di trattamento non può essere superiore a diciotto mesi dalla data di imbottigliamento e va indicato con la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro» seguita dalla data (gg/mm/aa)

40 Elenco delle informazioni obbligatorie da inserire in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. UE 1169/2011 e Reg. UE n. 1308/2013)  Designazione dell’origine: deve figurare nelle etichette degli oli extra vergini di oliva e oli vergini di oliva e corrisponde alla zona geografica indicata sull'imballaggio e/o sull'etichetta nella quale le olive sono state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio. Esempi: 1) Olio di oliva originario di uno Stato Membro o di un Paese terzo. Possibili diciture: “Origine: Italia”; “Origine: Grecia”; “Origine: Spagna” 2) Nel caso di miscele di oli di oliva non estratti in un unico Stato Membro o Paese terzo, deve figurare una delle seguenti diciture: « miscela di oli di oliva originari dell’Unione Europea”- oppure un riferimento all’Unione “miscela di oli di oliva non originari dell’Unione Europea” - oppure un riferimento all’origine esterna all’Unione “miscela di oli di oliva originari dell’Unione Europea e non originari dell’Unione” – oppure un riferimento all’origine interna ed esterna all’Unione; 3) Nel caso in cui le olive siano state raccolte in un Paese diverso da quello in cui è situato il frantoio dove l'olio è stato estratto, la designazione di origine deve essere così riportata: “olio extra (vergine) di oliva ottenuto nell'Unione o in (nome dello Stato membro interessato – es: Italia) da olive raccolte (nell'Unione), in (nome dello Stato membro o Paese terzo interessato – es: Spagna  A livello regionale la designazione dell’origine è quella prevista per gli oli extravergini di oliva che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario DOP/IGP, ai sensi del Reg. CE 1152/2012.

41 Dichiarazione nutrizionale: per il momento sono informazioni facoltative, ma diventeranno obbligatorie a decorrere dal 13/12/2016 sulla base di quanto stabilito dal nuovo regolamento UE n. 1169/2011. Campagna di Raccolta: può figurare per gli oli extra vergine di oliva e per gli oli di oliva vergine, solo quando il 100% del contenuto dell’imballaggio proviene da tale raccolta (reg. UE n. 1335/2013); Varietà delle olive: in etichetta è possibile fare riferimento alla/e varietà di olive dalle quali è stato estratto l’olio. E’ chiaro che il produttore deve garantire la veridicità di quanto descritto in etichetta Elenco delle informazioni facoltative che possono figurare in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. CE 2568/91, Reg. UE n. 1169/2011)

42 Elenco delle informazioni facoltative che possono figurare in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. CE 2568/91, Reg. UE n. 1169/2011) « prima spremitura a freddo»: questa dicitura e riservata agli oli d’oliva vergini o extra vergini ottenuti a meno di 27°C con una prima spremitura meccanica della pasta d'olive, con un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche; «estratto a freddo»; questa dicitura e riservata agli oli d’oliva vergini o extra vergini ottenuti a meno di 27°C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta d’olive. La Commissione U.E. ha chiarito che oltre a “estratto a freddo” possono essere utilizzate, sempre nel rispetto delle condizioni appena viste, anche le espressioni “ottenuto a freddo” o “prodotto a freddo”. Modalità di estrazione (supportate da documentazione del frantoio)

43 Elenco delle informazioni facoltative che possono figurare in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. CE 2568/91, Reg. UE n. 1169/2011) Caratteristiche chimiche (supportate da analisi) :  indicazione dell’acidità o acidità massima,  indice dei perossidi,  tenore in cere  valori spettrofotometrici: K232, K270, DELTA K riportati con carattere avente le medesime dimensioni e nel medesimo campo visivo; La Commissione U.E. ha chiarito che il valore indicato in etichetta per l'acidità (ad es. acidità massima inferiore a 0,3°) deve permanere fino allo spirare del termine minimo di conservazione apposto nell'etichetta stessa, salvo che la suddetta indicazione non sia accompagnata da una dicitura del tipo " al momento del confezionamento “; in tale ultimo caso, il valore dell'acidità può essere ricompreso, fino allo spirare del termine minimo di conservazione, tra lo 0,3° indicato in etichetta e lo 0,8° (valore massimo consentito per l'olio extra vergine di oliva dal reg. Cee 2568/91 e s.m.).

44 Elenco delle informazioni facoltative che possono figurare in etichetta (ai sensi del Reg. UE 29/2012, Reg. CE 2568/91, Reg. UE n. 1169/2011) Caratteristiche organolettiche/nutrizionali (da panel-test e analisi): Le indicazioni sulle caratteristiche organolettiche possono figurare esclusivamente sulle etichette degli oli extravergini di oliva e degli oli di oliva vergini. Esse devono essere basate sui risultati ottenuti attraverso un metodo d’analisi previsto dal “Consiglio oleicolo internazionale per la valutazione organolettica degli oli di oliva vergine” e descritto all’allegato XII del regolamento Cee 2568/91 e s.m.. E’ da segnalare che attualmente il suddetto metodo di analisi sulle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini prevede solo tre attributi positivi: “fruttato”, “amaro”, “piccante”. Le caratteristiche organolettiche possono essere connotate in aggiunta da aggettivi “leggero”, “medio”, “intenso” e delle dizioni “dolce” ed “equilibrato”. Si ricorda che tutte le suddette aggettivi/dizioni devono essere autorizzate da apposito certificato firmato da un Capo Panel. Il certificato è valido solo per la partita certificata. Il confezionatore si assume inoltre la responsabilità che le caratteristiche organolettiche indicate rimangano inalterate per l'intera vita del prodotto.

45

46

47

48

49 … Grazie per la cortese attenzione! dott.ssa Miria Catta ARSIAL – ATQ Via R. Lanciani 38 – Roma


Scaricare ppt "EXPO E TERRITORI PROGETTO “LAZIO TERRE DELL’OLIO” 27 APRILE 2015 “Sala Tirreno” sede regionale di Via R.R. Garibaldi– Roma L’olio di qualità del Lazio:"

Presentazioni simili


Annunci Google