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51° Convegno internazionale di studi pirandelliani.

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Presentazione sul tema: "51° Convegno internazionale di studi pirandelliani."— Transcript della presentazione:

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3 Liceo scientifico Giuseppe Mazzini Napoli Laboratorio di scrittura creativa Novella e Dramma dedicato a Enzo Lauretta Agrigento 30 novembre - 3 dicembre 2014 – Teatro Pirandello

4 Le Classi -- V B -- V A Mario Starace Riccardo Bordi Mariacristina Improta Miriam Scarpati Davide Cagno Tullio tranfaglia Isabella Scarano Luca Corvino Gaia Iacomino Alessandro Morrone Fabrizia del Prete Giorgia Volpe

5 I docenti - Marina Cecchini - Elvira Medina - Enrica Stendardo

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9 51° Convegno Internazionale di Studi Pirandelliani Laboratorio di Scrittura Creativa. Novella e Dramma Agrigento, 30/11/ /12/2014 Liceo scientifico “G. MAZZINI” di NAPOLI Docente referente: Prof.ssa Marina Cecchini (La Prof.ssa Enrica Stendardo, che faceva parte del Progetto in qualità di docente referente della VA si è dovuta ritirare per sopravvenuta maternità. Gli allievi pertanto sono stati affidati alla Prof.ssa Marina Cecchini) TAVOLA I Foto Ambientazione: casa Chiarchiaro Figlia: Perché ti vesti a lutto? Rosario: Vado a far fruttare la mia fama di iettatore… che porterà pane per me e per i miei figli. Figlia: Mamma guarda papà! Moglie: Ci rovinerai tutti!! Rosario: Fidati… sarà la nostra salvezza. (Interfoto 4 – primo piano su Rosario che si appresta ad uscire) Foto 5-6 Ambientazione: studio del giudice D’Andrea Giudice: Questa è la causa del Sig. Chiarchiaro. Usciere (sussurra impaurito): Per carità! Questo porta male. (Rosario entra e l’usciere fa gli scongiuri) Classe V A Allievi: CORVINO LUCA IACOMINO GAIA MORRONE ALESSANDRO VOLPE GIORGIA SCENEGGIATURA Per riduzione a fotoromanzo de LA PATENTE di Luigi Pirandello Interpolazione dalla novella e dai testi teatrale e filmico TAVOLA II Foto Ambientazione: studio del giudice D’Andrea Rosario: Esigo la mia patente di iettatore. Giudice: Ma non dica sciocchezze! Rosario: Fossi in lei starei attento al lampadario… Usciere: Cos’è questo rumore?! Rosario: …Il lampadario! Foto Ambientazione: paese (Rosario passa la gente fa gli scongiuri e nota come si è vestito) Passante1: Guarda come si è conciato! Passante2: Ma è impazzito !?! Con la fama che si ritrova.

10 TAVOLA III Foto 1-2 Ambientazione: bar Rosario: Ah, che stai facendo? Perché queste chiavi? “Superstizioso”(pensa): Ops… Le ha trovate! Rosario: Vedete, allora pensate che porto male; dovete testimoniare contro di me! Foto 3 Ambientazione: vicolo Rosario (si acquatta dietro un muro): Ricordate che prima o poi tutti dobbiamo morire. Foto 4 Ambientazione: tribunale Giudice: A causa degli incresciosi episodi e testimonianze si rilascia al Sig. Chiarchiaro la patente richiesta. Foto 5 Ambientazione: casa Chiarchiaro Rosario: …100€ al gioielliere, 300€ le strade. Figlia: Papà ripensaci, ti prego, la gente non oserà neanche più guardarci in faccia. Rosario: No! Continua a scrivere… Foto 6 Ambientazione: fuori al comune Rosario: E adesso tocca a me! La vita di Rosario continuerà a sorridere con o senza patente

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14 51° Convegno Internazionale di Studi Pirandelliani Laboratorio di Scrittura Creativa. Novella e Dramma Agrigento, 30/11/ /12/2014 Liceo scientifico “G. MAZZINI” di NAPOLI Docente referente: Prof.ssa Marina Cecchini I tavola (7 vignette): Ambientazione: casa del giudice D’Andrea Il giudice D’Andrea sta sbirciando dalla finestra. E’ tormentato dall’insonnia e passa quasi tutte le notti ad osservare le stelle. Egli immagina di collegarle formando delle figure geometriche, quasi come una ragnatela. Il suo principale intrattenimento è immaginare che un ragno stia tessendo quella tela astrale. Giudice: “amministrare la giustizia di quei piccoli uomini feroci è buffo e atroce.” Ambientazione: per strada Chiàrchiaro si trova a passeggiare disperato per le strade cittadine. Gli è stata attribuita la maschera di “jettatore” e per questo è stato anche licenziato. Chiàrchiaro: “lavoravo onestamente e mi hanno cacciato via e buttato in mezzo ad una strada.” Chiàrchiaro viene continuamente additato dai passanti che lo evitano o fanno gesti di scongiuro; ciò gli rende la vita impossibile. Ambientazione: casa di Chiàrchiaro Le figlie di Chiàrchiaro sono convinte di non poter trovare marito a causa della cattiva nomea del padre. Figlie: “troveremo mai un marito papà? Con tutta questa sfortuna addosso?” Chiàrchiaro sente il peso della Jettatura su di sé ed è ormai sempre più avvilito… “JETTATORE… JETTATORE… JETTATORE… ” Classe V B Alunni: 1. CAGNO DAVIDE 2. BORDI RICCARDO 3. IMPROTA MARIA CRISTINA 4. SCARPATI MIRIAM (sostituita dall’allieva ISABELLA SCARANO in fase di presentazione del prodotto al Convegno) 5. STARACE MARIO 6. TRANFAGLIA TULLIO SCENEGGIATURA Per riduzione a fumetto de LA PATENTE di Luigi Pirandello Interpolazione dalla novella e dalla rappresentazione teatrale

15 II tavola (11 vignette): Ambientazione: lo studio del giudice D’Andrea. Il giudice è seduto alla scrivania. Il cardellino del giudice svolazza nella gabbia. Chiàrchiaro bussa alla porta del giudice presentandosi: “Buongiorno giudice…Sono lo Jettatore!!!” Nel momento in cui Chiàrchiaro varca la soglia della porta, il cardellino del giudice muore. Giudice: “ah Dio, il cardellino. Ah mio Dio, è morto! È morto! [rivolto a Chiàrchiaro] “Ma fatemi il piacere! Che storie sono queste? Vergognatevi!” Chiàrchiaro cerca di convincere il giudice della sua fama di jettatore. Chiàrchiaro: “Sig. giudice, non mi tocchi. Se ne guardi bene; o lei diventerà cieco!” Giudice: “Volete che io vi creda? E vi dirò che vi credo! Va bene così!?” Giudice: “Qui accusate come diffamatori due giovani perché vi credono jettatore; e ora voi stesso pretendete, anzi, che io creda alla vostra jettatura?” Il giudice pensa: “Ė veramente iniquo questo processo, perché include una spietata giustizia contro la quale un pover’ uomo tenta di ribellarsi senza scampo.” Chiàrchiaro ribadisce la sua posizione dicendo: “Le farò vedere che non capisce niente. Anche lei è un mortale nemico!” Chiàrchiaro: “Lei, che crede di fare il mio bene!” Chiàrchiaro: “Pretendo un riconoscimento ufficiale della mia potenza, non capisce?” Chiàrchiaro: “Perché, signor giudice, ho accumulato tanta bile e tanto odio contro tutta questa schifosa umanità, che veramente credo d’aver ormai in questi occhi la potenza di far crollare dalle fondamenta un’intera città.” III tavola (8 vignette) : Il giudice, colpito dalle parole del presunto jettatore, afferma: “Povero caro Chiàrchiaro!” Chiàrchiaro ribadisce con fermezza: “Voglio la patente di jettatore!” Il giudice, mosso a pietà e quasi rassegnato incalza lo jettatore: “E poi?” Chiàrchiaro risponde: “Signor giudice, non mi resta altro che di mettermi a fare la professione di jettatore! Mi sono parato così, con questi occhiali e con quest’abito; mi sono fatto crescere la barba, ora aspetto….la patente per entrare in campo!” Chiàrchiaro: “Tutti, tutti in paese ci credono!” Il giudice: “Vuole la patente?” Chiàrchiaro: “La patente!!” Chiàrchiaro, gli occhi sbarrati e lo sguardo perso nel vuoto, ripete:” LA PATENTE”.

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