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LA FELICITA’ NEL VANGELO. "Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le.

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Presentazione sul tema: "LA FELICITA’ NEL VANGELO. "Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le."— Transcript della presentazione:

1 LA FELICITA’ NEL VANGELO

2 "Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini escono le intenzioni cattive: prostituzioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo". (Marco 7, ) Prostituzioni: riguarda anche tutte quelle volte che per denaro, per ambizione, per la carriera abbiamo venduto noi stessi anche umiliando altre persone. Il significato è chiaro per quel che riguarda furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia. Ma l’ultima ci sorprende: La stupidità… stolto, è colui che accumula senza pensare agli altri.

3 Dice Gesù «C’è più gioia, felicità (“beatitudine”) nel dare che nel ricevere». Atti degli Apostoli (20,35)

4 Se pensiamo che la nostra felicità dipenda da quello che riceviamo dagli altri o da quello che ci aspettiamo che gli altri facciano per noi, rischiamo di rimanere delusi. Gesù dice che la felicità piena completa e traboccante consiste in ciò facciamo per gli altri.

5 «Beati i poveri di spirito perché di questi è il regno dei cieli» (Mt 5, 3) Qual è il significato di questa beatitudine? Gesù dice che è beato colui che liberamente, volontariamente, per una forza, che viene dal proprio intimo sceglie di entrare nella condizione della povertà per amore degli altri. Diventare poveri significa condividere ciò che si ha, ciò che si sa fare, con chi ha bisogno. Non è la semplice elemosina, che crea dei semplici benefattori e beneficiari, ma la condivisione che rende gli uomini fratelli.

6 Nel libro dell’Apocalisse (14,13) si dice: «Beati coloro che muoiono nel Signore perché le loro opere li seguono». Ciò che rimarrà sarà quello che avremo fatto agli altri.

7 Al giovane ricco Gesù dice: «Va’, vendi i tuoi averi, dalli ai poveri e avrai un tesoro nei cieli». Occupati di chi ha bisogno e avrai un tesoro nei cieli.

8 Si possiede soltanto quello che si è dato. Quello che si trattiene per sé è perso, è perduto!

9 Maria Angela Mazzantini


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