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Politiche di welfare Lavinia Bifulco. Contratti di quartiere  I Contratti di quartiere sono stati introdotti alla fine del 1998 per favorire la riqualificazione.

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1 Politiche di welfare Lavinia Bifulco

2 Contratti di quartiere  I Contratti di quartiere sono stati introdotti alla fine del 1998 per favorire la riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica. Nati per iniziativa del Ministero dei lavori pubblici e oggi ancora di competenza di questo ministero (nel frattempo rinominato Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), questi programmi si collocano nel filone dei programmi urbani complessi recuperandone come idea- chiave la necessità di superare la centralità dell’intervento urbanistico-architettonico a favore del trattamento integrato delle dimensioni fisiche, sociali ed economiche della riqualificazione…

3 Contratti di quartiere  Mentre la prima edizione ha coinvolto principalmente il ministero – competente per il finanziamento, l’emanazione del bando e la selezione dei progetti – e i comuni – in qualità di proponenti – la tornata attuale (lanciata ufficialmente nel 2001) riconosce un maggiore protagonismo alle regioni, che condividono con il livello centrale responsabilità e poteri di finanziamento, di definizione dei criteri di ammissione e di valutazione. Oltre che a una parziale estensione dell’area di intervento (non più necessariamente quartieri di edilizia pubblica ma, più in generale, quartieri degradati), l’esperienza maturata nel triennio precedente ha spinto anche a dare un maggiore rilievo agli obiettivi sociali ed economici e a rafforzare il ruolo dei cittadini nella definizione degli obiettivi del contratto, ruolo che molti bandi regionali hanno assunto come uno dei criteri prioritari di assegnazione dei finanziamenti.

4 Linee guida regionali  PARTE C – Analisi dell’ambito territoriale relativa all’Asse 2  L’analisi relativa all’asse coesione sociale dovrà indicare i punti di debolezza e i fattori di pregiudizio per la coesione sociale nel quartiere, la cause della sua assenza o insufficiente presenza, i problemi che principalmente ne ostacolano lo sviluppo. Dovrà però anche indicare i punti di forza, il capitale sociale e umano su cui il quartiere può contare per rilanciare lo sviluppo della coesione sociale. Potranno essere in particolare esplorate – sia in quanto elemento problematico e fattore di rischio, sia in quanto risorsa - le seguenti quattro dimensioni:  la popolazione e le sue caratteristiche;  fenomeni specifici che caratterizzano il quartiere e problemi prioritari dei cittadini e delle famiglie;  lo stato dei servizi, delle risorse e degli interventi alla persona;  le risorse finanziarie erogate a vario titolo e da soggetti diversi a fronte di progetti sociali.

5 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere  I Comuni possono presentare, in forma singola o associata, una o più proposte di Contratto di Quartiere.  2.2 Ogni Contratto di Quartiere deve fare riferimento ad un ambito, avente rilevanza territoriale tale da incidere sul contesto urbano, definito e riconoscibile spazialmente, caratterizzato dalla prevalente presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica, e alle sue immediate adiacenze, vale a dire alle aree confinanti con il perimetro individuato e strettamente relazionate con esso in termini di collegamenti viabilistici e trasportistici.  2.3 Caratteristica imprescindibile per l’individuazione dell’ambito di cui al paragrafo 2.2. è la compresenza delle seguenti condizioni:  prevalente presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica;  diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano;  carenza e/o obsolescenza dei servizi e delle infrastrutture;  scarsa coesione sociale e/o marcato disagio sociale e abitativo

6 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere  3. Finalità dei Contratti di Quartiere  3.1 I Contratti di Quartiere, promuovendo la partecipazione degli abitanti, anche in forma associata, preferibilmente rappresentativa, alla definizione degli obiettivi, sono finalizzati alla riqualificazione sociale ed edilizia dei quartieri di edilizia residenziale pubblica degradati, e ad attualizzarne e incrementarne, anche con il concorso di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale, prevedendo, nel contempo, misure ed interventi per favorire l’integrazione sociale e l’occupazione.

7 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere  4. Contenuti e caratteristiche dei Contratti di Quartiere  4.1 I Contratti di Quartiere devono rispondere in prima istanza a tutte le condizioni individuate al paragrafo 2.3.  4.2 Inoltre devono:  essere conformi agli strumenti urbanistici vigenti od adottati anche mediante il ricorso alle procedure di cui alla legge regionale 23/1997;  contenere una serie coordinata di azioni, espresse in progetti di massima o preliminari indirizzate a:  valorizzare e incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica;  incrementare la funzionalità del contesto urbano, anche attraverso l’introduzione di destinazioni d‘uso ed utenze diversificate all’interno dei quartieri esistenti di edilizia residenziale pubblica;  adeguare e/o accrescere la dotazione di opere infrastrutturali e a servizi secondo la previsione di cui alla l.r. 1/2001, anche di interesse comunale o sovracomunale, al fine di migliorare le dotazioni del quartiere e la sua integrazione con la città;

8 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere  incentivare soluzioni costruttive tese ad assicurare la qualità del manufatto edilizio e del servizio residenziale offerto, promuovendo anche interventi finalizzati al risparmio delle risorse energetiche e/o naturali;  migliorare la qualità abitativa ed insediativa dei quartieri degradati, mediante un intervento di riqualificazione complessivo e definitivo, che comprenda un’adeguata progettazione ed utilizzazione degli spazi comuni;  promuovere la partecipazione ed il coinvolgimento degli abitanti anche in forma associata, preferibilmente rappresentativa, nell’individuazione e nella definizione degli obiettivi e degli interventi, ed eventualmente anche nella gestione di questi ultimi, valorizzandone, ove possibile, l’autonoma capacità di risposta, in attuazione del principio di sussidiarietà;

9 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere  perseguire l’approccio integrato e coordinato delle problematiche sociali e di bisogno degli abitanti insediati o da insediare, da parte delle amministrazioni ed enti pubblici, nonché dei soggetti pubblici e privati coinvolti, attraverso lo sviluppo di specifici servizi e progetti tesi a incrementare l’occupazione e a favorire l’integrazione sociale in settori quali la promozione della formazione professionale giovanile, il recupero dell’evasione scolastica, l’assistenza agli anziani, la realizzazione di strutture per l’accoglienza e la partecipazione sociale, prevedendo specifici progetti di accompagnamento sociale anche con riferimento ai Piani di Zona di cui all’articolo 19 della L. 328/2000. E’ inoltre possibile prevedere anche la promozione di attività di prevenzione sociale, attraverso la proposizione di Patti locali di sicurezza urbana previsti dalla L.R. 14 aprile 2003, n. 4.

10 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere  4.3 Le proposte di Contratto di Quartiere devono altresì rispondere ai seguenti obiettivi:  capacità del Contratto di proporre soluzioni tese a risolvere in modo definitivo la condizione di degrado edilizio e di disagio sociale del quartiere  fattibilità e rapidità della realizzazione  sviluppo del partenariato tra soggetti pubblici e tra questi e i soggetti privati  capacità della proposta di generare addizionalità di risorse pubbliche e private

11 ALLEGATO A al decreto dirigenziale n del 05/05/2008 2° Programma Regionale Contratti di Quartiere  I soggetti componenti il parternariato devono essere:  - Enti pubblici;  - Enti privati quali, ad esempio:  Cooperative, Organizzazioni di volontariato, Associazioni senza scopo di lucro,  Associazioni di promozione sociale e Associazioni di solidarietà familiare (iscritte  negli albi o nei registri regionali ai sensi della L.R. n. 1/2008);  Fondazioni, Enti di patronato, Enti ecclesiastici ed altri Enti di diritto pubblico e  privato che operano in ambito sociale e gli Enti accreditati in ambito sanitario o  socio sanitario, Organizzazioni sindacali;  Associazioni di categoria, Associazioni di inquilini, Enti no profit, Camere di  commercio e/o Unioncamere Lombardia, Grandi Imprese, Micro imprese, Piccole e  Medie imprese singole o associate appartenenti al settore del commercio, imprese  artigiane singole o associate (tutte le imprese devono essere iscritte nei registri  camerali), Aziende erogatrici di servizi;  Soggetti che, alla data di presentazione della proposta, dispongano di patrimonio  immobiliare localizzato nel quartiere e si impegnino a destinarlo all’erogazione di  servizi abitativi di edilizia residenziale pubblica.

12 Milano   I Contratti di Quartiere sono programmi innovativi in ambito urbano, finalizzati alla riqualificazione di quartieri urbani a prevalente presenza di edilizia residenziale pubblica, caratterizzati da degrado ambientale, scarsa coesione sociale, diffuso disagio abitativo ed occupazionale e carenza di servizi.  Questi programmi, promossi con bando attuativo pubblicato il 13 ottobre 2003 e finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Regione Lombardia per complessivi 240 Milioni di euro, sono stati destinati a co-finanziare proposte di Contratti di Quartiere, elaborate dalle Amministrazioni Locali e comprendenti interventi ed azioni di:  Riqualificazione patrimonio ERP: - Valorizzazione e incremento patrimonio ERP; - Sviluppo delle soluzioni costruttive innovative; - Incremento della funzionalità del contesto urbano; - Miglioramento qualità abitativa ed insediativa.  Dotazione infrastrutture e servizi: - Incremento e adeguamento di servizi e infrastrutture.  Sviluppo Sociale: - Promozione della partecipazione e del coinvolgimento degli abitanti; - Promozione di progetti integrati per la risoluzione delle problematiche sociali. 

13 Milano  Comune di Milano e ALER Milano hanno aderito a tale iniziativa ed hanno sottoscritto in data 24 ottobre 2003 un Protocollo d’Intesa che impegnava i due enti a partecipare al bando, con la candidatura di cinque proposte di Contratto di Quartiere II per la città di Milano.  I quartieri prescelti, a conclusione di un articolato percorso di valutazione e selezione condotto dal Gruppo Politico di valutazione, sono risultati i seguenti: Gratosoglio, Mazzini, Molise, Calvairate, Ponte Lambro e San Siro.  Per tali quartieri il Settore Periferie, individuato quale unità organizzativa per le attività di redazione delle proposte, ha attivato collaborazioni orizzontali con tutti i Settori dell’Amministrazione, con Aler e con soggetti terzi per la predisposizione delle cinque proposte di Contratto di Quartiere per un valore complessivo di circa 223 Milioni di Euro per intervanti ed azioni articolati: 

14 Milano  Per quanto riguarda la Riqualificazione del patrimonio ERP: - Valorizzazione e Incremento: Ristrutturazione, manutenzione straordinaria, nuova edificazione, sostituzione edilizia, recupero sottotetti, abbattimento delle barriere architettoniche e manutenzione ordinaria. - Sviluppo soluzioni costruttive innovative: Accorgimenti per il risparmio energetico, sostituzione impianti termici, interventi secondo i principi e i criteri di un’attenta operazione di restauro del moderno. - Riqualificazione spazi comuni: Ridisegno delle corti e degli spazi di pertinenza residenziale, riqualificazione dei luoghi di connessione tra spazi abitativi. - Spazi per attività imprenditoriali: Riqualificazione di alcuni spazi non residenziali da destinare ad attività imprenditoriali e servizi. - Diversa composizione sociale dell’utenza: Nuova disponibilità di alloggi a canone moderato, e a locazione temporanea, inserimento di alloggi per studenti.

15 Milano  per la Dotazione di infrastrutture e servizi: - Adeguamento/incremento infrastrutture e servizi a scala urbana e di quartiere: Riqualificazione della viabilità e razionalizzazione della sosta, seguendo le prescrizioni del PGTU per l’attuazione delle isole ambientali. Recupero e riqualificazione di stabili adibiti a servizi pubblici, scuole, centri di aggregazione, biblioteche, mercati comunali. Riqualificazione degli spazi pubblici di aggregazione, come piazze e aree verdi attrezzate.

16 Milano  per lo Sviluppo Sociale comprende:  - Progetti integrati per la risoluzione delle problematiche sociali: Elaborazione di Patti Locali di Sicurezza Urbana, finalizzati a risolvere le problematiche relative alla sicurezza nei quartieri. Utilizzo dei fondi della Legge 266/94 da destinare ad incentivi per l’imprenditoria e attività di animazione economica, al fine di risolvere problematiche occupazionali. Sviluppo e sostegni di servizi alla persona, quali il Portierato Sociale, servizi per anziani, per persone con grave disagio psichico, minori e stranieri. - Partecipazione e coinvolgimento degli abitanti: Sviluppo del Piano di Accompagnamento Sociale quale strumento per la promozione della partecipazione e del coinvolgimento degli abitanti. In particolare consiste nel delineare un processo che aiuti a sostenere ed affrontare il passaggio dai progetti preliminari, contenuti nelle proposte dei Contratti di Quartiere (CdQ), alla loro attuazione. Raccogliere il contributo di idee, competenze ed esperienze, per affinare il disegno degli spazi soggetti ad interventi e l’organizzazione del loro uso, raccogliere e mediare i conflitti in merito alle azioni promosse dal CdQ attraverso un lavoro progressivo su differenti livelli di partecipazione quali l’informazione, la Consultazione e la Co-progettazione. 

17 Casi  Casi Studio – Torino Contratto di quartiere: via Arquata  L'area di via Arquata è connotata da un insediamento di edilizia popolare (Iacp) degli anni '20, di un certo pregio, sia come impianto microurbano che come qualità architettonica, che comprende 42 palazzine con circa 900 alloggi, 160 dei quali ceduti in proprietà ai residenti a seguito di diversi piani di vendita succedutisi nel tempo.  Il Contratto di quartiere presenta caratteri particolarmente innovativi sul piano dei contenuti, fortemente connotati dalla integrazione fra azioni di trasformazione fisica e azioni di promozione economica e sociale.  Redattori del progetto:Comune di Torino, Avventura urbana, ATC di Torino, Azienda sanitaria loc. 1, Tavolo sociale  Soggetti coinvolti:Regione Piemonte, Circoscrizione 1, ATC di Torino, AEM SpA, Azienda sanitaria loc. 1, Provveditorato agli Studi, Istituti scolastici, Comitato spontaneo di quartiere, Cooperative sociali, Organizzazioni sindacali, Associazioni di volontariato . . 

18 Casi  QUALITA' PROGETTUALE Sociale:Centro d'incontro in locali commerciali ristrutturati; centro di aggregazione giovanile; locale per pubblico spettacolo (cinema); sostegno alla società bocciofila esistente.  Urbanistica:Separazione tra flussi veicolari rallentati e percorsi pedonali. Creazione di spazi per la sosta. Creazione di piazzette attrezzate, sistemazione del verde anche in funzione antirumore e recupero di spazi comuni da adibire a Centro per giovani.  Edilizia:Inserimento di ascensori all'interno dei fabbricati, ristrutturazione degli alloggi liberi, rifacimento e messa a norma dei servizi igienici. Possibili accorpamenti tra unità abitative.  Viabilità:Trasformazione della viabilità secondaria in viabilità a priorità pedonale; sistemazione dei parcheggi; creazione di posti auto condominiali e sistemazione dei cortili. Nello spazio pubblico è prevista la realizzazione di zone pedonali attrezzate. 

19 Casi  PARTECIPAZIONE E CONCERTAZIONE Percorsi di progettazione partecipata:Le metodologie proposte di tipo negoziale e partecipativo, sono volte a creare nel quartiere azioni di sviluppo locale su un piano ordinario - con attività di/ascolto, cantieri/evento, focus group legati all'individuazione di problemi, risorse e strategie - e su un piano contingente con attività di gestione creativa dei conflitti e di ascolto attivo sono volte a promuovere azioni negoziali per identificare soluzioni progettuali specifiche e verificarne la fattibilità. 

20 Casi  SOSTEGNO ECONOMICO E SOCIALE Creazione di occupazione per la rivitalizzazione economico-produttiva dell'area:Automanutenzione del quartiere, assistenza domiciliare di condominio, attività culturali e ricreative, servizio di lavanderia, sportello di segretariato sociale, formazione professionale, spesa a domicilio, formazione al lavoro, creazione di partnership tra attori locali e inserimenti lavorativi in imprese sociali. Oltre agli operatori istituzionali sono attive quattro cooperative e una associazione operanti nel settore dei servizi alle persone, tre associazioni di volontariato dei pensionati e il Forum del terzo settore. Progetto occupazionale multiregionale che vede coinvolte 35 donne disoccupate del quartiere. 

21 Riforma del 2000  Approvazione della riforma dei servizi e degli interventi sociali (legge 328), prima legge nazionale in questo settore da più un secolo, con il titolo di Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" Idea guida: integrazione  Fra politiche, materie e obiettivi  Fra livelli di governo  Fra soggetti  Fra servizi e operatori

22 Riforma del 2000  Universalismo selettivo e star-bene: sono introdotti i livelli essenziali di assistenza  E’ previsto lo sviluppo dei servizi (per bambini, famiglie, anziani)  Reddito minimo di inserimento

23 Dal (primo e ultimo) Piano Nazionale La legge quadro sul sistema integrato di interventi e servizi sociali definisce le politiche sociali come politiche universalistiche, rivolte alla generalità degli individui, senza alcun vincolo di appartenenza. Esse mirano ad accompagnare gli individui e le famiglie lungo l’intero percorso della vita, in particolare a sostenere le fragilità… sostenendo e promuovendo le capacità individuali e le reti familiari. Più in generale, il sistema mira a costruire comunità locali amichevoli, favorendo, dal lato dell'offerta, gli interventi e i modelli organizzativi che promuovono e incoraggiano la libertà, e, dal lato della domanda, la cittadinanza attiva e le iniziative di auto e mutuo aiuto… Le politiche sociali perseguono obiettivi di ben-essere sociale.

24 Dal (primo e ultimo) Piano Nazionale Le politiche sociali tutelano il diritto a stare bene, a sviluppare e conservare le proprie capacità fisiche, a svolgere una soddisfacente vita di relazione, a riconoscere e coltivare le risorse personali, a essere membri attivi della società, ad affrontare positivamente le responsabilità quotidiane. Il diritto a stare bene è il fondamento del diritto alle prestazioni e ai servizi sociali, i quali devono essere offerti ai livelli, secondo gli standard e con le modalità definite dalla normativa di riferimento. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali promuove la solidarietà sociale attraverso la valorizzazione delle iniziative delle persone, delle famiglie, delle forme di auto- aiuto e di reciprocità, nonché della solidarietà organizzata.

25 Riforma del 2000  Nuovo rapporto fra Stato, regioni e municipalità (sussidiarietà verticale): lo Stato definisce obiettivi e livelli essenziali, e finanzia; le Regioni programmano integrando le politiche sociali con altre politiche contigue (formazione, lavoro, sanità); le municipalità programmano e gestiscono le politiche a livello locale, fanno la regia, in genere associandosi fra loro, in aree territoriali che oscillano fra i e i abitanti (n.b. le Regioni ora hanno anche il potere di legiferare su alcune materie)

26 Riforma del 2000 Rapporto fra soggetti pubblici e terzo settore/collettività locali/cittadini:  Programmazione negoziata o partecipata  Ruolo attivo di destinatari e cittadini  Ruolo del terzo settore nella gestione e nella erogazione di servizi  Responsabilità del pubblico rispetto a qualità, equità, accessibilità  Modello negoziale o partecipato della governane locale

27 In passato  Pochi servizi e trasferimenti poco generosi  Assenza di regolazione nazionale, grandi differenze fra municipalità e municipalità  Rapporti di mutuo adattamento fra pubblico e terzo settore

28 Il Piano di zona  Lo strumento principale della governance locale è il Piano di zona. Attraverso questo strumento le municipalità (associate) programmano il sistema locale dei servizi e degli interventi, sulla base degli obiettivi stabiliti dallo Stato e dei finanziamenti (stabiliti dallo Stato e distribuiti dalle Regioni), coinvolgendo le comunità locali.

29 Una svolta?  Implementazione: molto diseguale  Il nuovo art. 117 della Costituzione (approvato nel 2001) attribuisce alle Regioni il potere di legiferare sui servizi e sugli interventi sociali

30 Un svolta?  Che cosa succede o è successo rispetto alla programmazione negoziata o partecipata?

31 Una svolta? Il ruolo dei cittadini  Ruolo attivo? Partecipazione al lavoro Consumatore, libertà di scelta Partecipazione alle scelte, cittadinanza attiva, voice

32 Alcune misure: vouchers e budget di cura  Vouchers Titoli di acquisto Interventi di ‘care’ per persone con fragilità (anziani, disabili, ecc.) Concorrenza fra organizzazioni fornitrici di servizi Accreditamento Ruolo regolatore del soggetto pubblico

33 Vouchers socio-sanitari in Lombardia  Assistenza domiciliare persone con problemi di autosufficienza (dal 2002)  Obiettivo: alternativa al ricovero in strutture  Ruolo delle Aziende Sanitarie Locali: Programmazione, accreditamento, controllo  Competizione basata su tariffa fissa, le organizzazioni competono per attrarre il consumatore in base alla qualità

34 Alcuni dati  Il valore del voucher socio-sanitario è collegato alla complessità e all'intensità degli interventi di assistenza necessari. Tre livelli di assistenza: 619 euro, 464 euro, 362 euro.

35 Vouchers socio-sanitari in Lombardia  Problemi Selezione dei casi meno ‘attraenti’ Quale coordinamento degli interventi? Quali risorse per la libertà di scelta? Asimmetria informativa Quale libertà:  Libertà negativa, non positiva o sostanziale  Exit non voice  Individuo isolato, come attore di mercato

36 Budget di cura (progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati)  Friuli, Campania, Sicilia (dalla fine degli anni 90)  Riconvertire la spesa  Invertire istituzionalizzazione: ridurre e contrastare ricovero  Riabilitazione basata su casa, lavoro, socialità  Ruolo delle ASL: governano la misura, coordinando i diversi soggetti  Soggetti: ASL, Comuni, Terzo settore, famiglia/utente  Progetto individualizzato

37 Alcuni dati  Alta intensità importo medio ciascuno 74 Euro/die Media intensità importo medio ciascuno Euro 4O/die Bassa intensità importo medio ciascuno Euro 2O/die

38 Budget di cura  Co- progettazione fra diversi soggetti  Integrazione e coordinamento  Cambiamenti organizzativi  Quale libertà? Voice, oltre che exit Libertà positiva (o sostanziali) Capabilities Quale dotazione di risorse e capabilities? Non un presupposto, ma un obiettivo


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