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Verona 18 febbraio 2010 LE POLITICHE DEL MINISTERO DELLA SALUTE Dott.ssa Maria Teresa Menzano ATTIVITA’ FISICA E SALUTE Corso di formazione per Referenti.

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Presentazione sul tema: "Verona 18 febbraio 2010 LE POLITICHE DEL MINISTERO DELLA SALUTE Dott.ssa Maria Teresa Menzano ATTIVITA’ FISICA E SALUTE Corso di formazione per Referenti."— Transcript della presentazione:

1 Verona 18 febbraio 2010 LE POLITICHE DEL MINISTERO DELLA SALUTE Dott.ssa Maria Teresa Menzano ATTIVITA’ FISICA E SALUTE Corso di formazione per Referenti Regionali e Locali dei progetti di promozione dell’attività motoria Verona-18 e 19 febbraio 2010 Ministero della Salute

2 Verona 18 febbraio 2010 L’importanza di “fare movimento” L’inattività fisica: un fattore di rischio per lo sviluppo di diverse malattie croniche aumenta notevolmente il rischio di disabilità (anziani e artrosi) Secondo l’OMS 1,9 milioni delle morti globali possono essere imputate all’inattività fisica

3 Verona 18 febbraio 2010 L’importanza di “fare movimento” La pratica di attività motoria moderata e costante uno strumento di prevenzione delle malattie di promozione della salute tende associarsi ad altri comportamenti salutari

4 Verona 18 febbraio 2010 L’importanza di “fare movimento” si afferma nei documenti internazionali già negli anni ‘80 (Carta di Ottawa) “fare movimento” obiettivo di salute comune a tutte le fasce di popolazione da raggiungere a scopo di prestazione sportiva e/o di attività ricreativa ma soprattutto PER LO SVILUPPO, IL MANTENIMENTO E IL RECUPERO DI UN BUONO STATO DI SALUTE TUTTAVIA LA SEDENTARIETA’ E’ IN CONTINUO AUMENTO

5 Verona 18 febbraio 2010  Il 26% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine ≤ 22% > 22% e ≤ 24% > 24% e ≤ 27% > 27% Percentuale di bambini non attivi fisicamente I DATI DI OKKio ALLA SALUTE Attività fisica

6 Verona 18 febbraio bambino su 4 non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine solo 1 bambino su 10 ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età 1 bambino su 2 trascorre più di due ore al giorno davanti alla televisione o ai videogiochi la metà dei bambini dispone di un televisore in camera propria.

7 Verona 18 febbraio 2010 I dati di -percentuali maggiori in caso di basso livello di istruzione e di difficoltà economiche - livello di adeguatezza della propria attività fisica è spesso sopravvalutato - l’attenzione e il consiglio medico sono efficaci nel modificare lo stile di vita sedentario Un sistema di monitoraggio continuo su fattori di rischio e stili di vita dei cittadini

8 Verona 18 febbraio 2010 I fattori che ostacolano lo svolgimento dell’attività motoria sono molteplici e riconducibili: - all’ambiente inteso come territorio (collegamenti stradali, cura delle strade, trasporti, zone pedonali, piste ciclabili, spazi pubblici all’aperto, sicurezza stradale e tasso di criminalità) - all’ambiente come contesto sociale, politico, culturale e economico (stato socioeconomico, norme sociali, azioni politiche ed educative, coesione sociale) - a fattori individuali (conoscenze, atteggiamenti, credenze, ostacoli percepiti, motivazioni) le caratteristiche fisiche e organizzative dei principali contesti di vita (scuole, luoghi di lavoro, ecc.)

9 Verona 18 febbraio 2010 STRATEGIE DI INTERVENTO La comunità locale (territorio, contesto politico e sociale) l’ambiente in cui interagiscono molteplici fattori da analizzare e organizzare per la promozione di uno stile di vita attivo l’ambito favorevole per realizzare e coordinare tra loro più strategie di intervento

10 Verona 18 febbraio 2010 STRATEGIE DI INTERVENTO E’ necessario: 1)analizzare in modo critico i vari fattori che spiegano l’ adozione o non adozione di uno stile di vita attivo 2) monitorare il fenomeno (per consentire la costruzione di trend temporali e la valutazione dei risultati e per poter programmare interventi di sanità pubblica) 3) realizzare interventi multicomponenti di promozione della attività motoria che siano da un lato orientati al singolo individuo (per ridurre i comportamenti sedentari) e dall’altro all’ambiente inteso come territorio e come contesto politiche e sociale (per aumentare le possibilità di fare movimento)

11 Verona 18 febbraio 2010 STRATEGIE DI INTERVENTO MAGGIORE INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE MODIFICA DEI COMPORTAMENTI E VALORIZZAZIONE DELLE RELAZIONI SOCIALI: -necessario creare opportunità e occasioni che siano praticabili e appropriate alle esigenze dei diversi gruppi di popolazione, intervenendo nei contesti di vita (scuola, ambienti di lavoro, territorio) RIORGANIZZAZIONE E RIPROGETTAZIONE DELL’AMBIENTE URBANO -attivazione di alleanze a livello politico e istituzionale.

12 Verona 18 febbraio 2010 LA STRATEGIA DEL MINISTERO DELLA SALUTE Piano sanitario nazionale ruolo fondamentale dell’attività fisica e della corretta alimentazione per la protezione della salute Piano nazionale della prevenzione attivare in modo sistematico il Sistema Sanitario nelle strategie di contrasto all’obesità promuovere l’attività fisicapianificare e attuare, a livello regionale e locale, interventi che mirino a migliorare la nutrizione ed a promuovere l’attività fisica presso la popolazione Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari ( D.P.C.M del 2007)

13 Verona 18 febbraio 2010 Linee di intervento generali del PNP Sviluppare, per i bambini, attività educative su nutrizione ed attività fisica Accrescere, per bambini ed adolescenti, il tempo dedicato all’attività motoria dentro e fuori la scuola Incoraggiare i datori di lavoro a offrire nelle mense aziendali scelte alimentari salutari, ed a facilitare la pratica di un’attività fisica regolare da parte dei dipendenti Sostenere, presso i soggetti in sovrappeso e gli adulti in età critica lo svolgimento ed il mantenimento di un’adeguata attività motoria Promuovere e sostenere, presso la comunità, lo svolgimento di attività motorie (piste ciclabili, percorsi pedonali, utilizzo di scale)

14 Verona 18 febbraio 2010 PROGETTI CCM Creazione di una comunità di promotori per la promozione dell’attività fisica e la corretta alimentazione Piano di formazione rivolto agli operatori dei Sian per la realizzazione di interventi di prevenzione dell’obesità Sostegno alla strategia europea di contrasto all’obesità -Progetto “azioni per una vita in salute” - Partner: Regioni (capofila: Emilia Romagna) e Centro OMS - Roma Ambiente & Salute

15 Verona 18 febbraio 2010 Progetto “azioni per una vita in salute” Obiettivo: individuare le conoscenze, i mezzi e gli strumenti individuare le conoscenze, i mezzi e gli strumenti che intervenendo su determinanti ambientali, su comportamenti individuali e sull’area della politica del governo clinico del SSn accrescere la diffusione dell’attività fisica nella popolazione

16 Verona 18 febbraio 2010 Progetto “azioni per una vita in salute” PREVEDE: -LA CREAZIONE DI UNA RETE E LA COSTRUZIONE DI COLLABORAZIONI (tra istituzioni ed enti, tra operatori sanitari e territorio) → per condividere obiettivi comuni e definire ruoli, regole e modalità di azione e valutazione; -AZIONI DI FORMAZIONE → per rendere più forti e coerenti i messaggi informativi/ formativi

17 Verona 18 febbraio 2010 “Gaining health”: the European Strategy for the Prevention and Control of NCD (WHO/2006) “Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari” DPCM 4 maggio 2007 “Health in all policies” LA SALUTE IN TUTTE LE POLITICHE

18 Verona 18 febbraio 2010 IL PROGRAMMA GUADAGNARE SALUTE: DEFINIZIONE ED OBIETTIVI una strategia globale per contrastare i quattro principali fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili una serie di alleanze con il mondo della scuola, dell’agricoltura, dei trasporti, dell’urbanizzazione e dello sport, al fine di migliorare la salute dei cittadini.

19 Verona 18 febbraio 2010  Un programma d’azione condiviso e coordinato per contrastare i quattro principali fattori di rischio di malattie croniche (fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione scorretta)  Una strategia per promuovere la salute come bene collettivo con integrazione tra le azioni che competono alla collettività e quelle che sono responsabilità dei singoli GUADAGNARE SALUTE: rendere facili le scelte salutari (DPCM 4 maggio2007) Strumenti del Programma La “Piattaforma Nazionale su alimentazione, attività fisica e tabagismo” I Protocolli d’intesa I Sistemi di sorveglianza I Gruppi di lavoro La Comunicazione

20 Verona 18 febbraio 2010 I PROTOCOLLI D’INTESA I PROTOCOLLI D’INTESA Le istituzioni Ministero Istruzione Dipartimento della Gioventù Ministero Politiche Agricole La società civile Filiera Alimentare (produttiva/distributiva) Slow Food - UNAPROA - UNIPRO Enti di Promozione sportiva (CSI, UISP. US ACLI) Associazioni Consumatori – Altroconsumo Ferrovie dello Stato - Sindacati 20

21 Verona 18 febbraio 2010 L’ALLEANZA CON LA SCUOLA ELEMENTO CENTRALE DI “GUADAGNARE SALUTE” ELABORARE STRATEGIE COMUNI IN TEMA DI PROMOZIONE DELLA SALUTE PREVENZIONE DI PATOLOGIE CRONICHE NON TRASMISSIBILE CONTRASTO DI FENOMENI TIPICI DELL’ETÀ GIOVANILE.

22 Verona 18 febbraio 2010 PROGETTO SCUOLA E SALUTE favorire nei giovani l’acquisizione e la messa in pratica di competenze e conoscenze che possano condurre a stili di vita più sani è un obiettivo comune configurare l’educazione alla salute come proposta pedagogica stabile per i bambini e gli adolescenti

23 Verona 18 febbraio 2010 PROGETTO SCUOLA E SALUTE confronto intersistemico tra i referenti della “Scuola” e della “Sanità” programmazione partecipata e la possibilità di condividere e integrare le reciproche conoscenze e esperienze Le ricadute nei diversi ambiti del territorio: regionale, provinciale e dei distretti Cardine della strategia intesettoriale del Programma “Guadagnare salute”

24 Verona 18 febbraio 2010 IL PROTOCOLLO D’INTESA MS-POGAS (19 settembre2007) IL PROTOCOLLO D’INTESA CON GLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA (CSI, UISP, US-ACLI ) OBIETTIVI -Sensibilizzare la popolazione, in particolare i giovani, sulla importanza di uno stile di vita attivo, favorire il “movimento” a tutte le età, anche per le persone diversamente abili o portatrici di ritardo, disagio o malattia mentale - Offrire opportunità di attività fisica quotidiana alle famiglie, fino agli adulti e anziani - Contrastare i fattori socio-culturali implicati nell’insorgenza e nella diffusione dei disturbi del comportamento alimentare

25 Verona 18 febbraio 2010 Progetto nazionale di promozione dell’attività motoria 6 regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio, Puglia e Marche coordinate dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 20 obiettivo generale: incrementare la pratica di attività motoria delle popolazioni delle regioni aderenti Attraverso attività integrabili nelle normali attività della vita quotidiana sostenibili dal punto di vista economico privilegiando l’utilizzo degli spazi pubblici attivando strumenti di integrazione sociale e la consapevolezza che queste attività possono offrire l’opportunità di prevenire le malattie croniche cercando di allargare e facilitare il più possibile le azioni di promozione dell’attività motoria

26 Verona 18 febbraio 2010 Progetto nazionale di promozione dell’attività motoria diffondere iniziative efficaci e sostenibili per la modifica dei comportamenti sedentari, che possano essere facilmente adottate e sostenute dai diversi attori sociali; individuare modi e tecniche di modifica del territorio, di facile applicazione per favorire il coinvolgimento delle amministrazioni locali nell’impresa di rendere facili le scelte salutari; aumentare il livello delle conoscenze degli operatori sanitari sui benefici dell’attività motoria per migliorare la capacità di promuovere stili di vita attivi; attuare campagne informative generalizzate, che forniscano ai cittadini strumenti utili per fare scelte consapevoli per la salute e che creino un clima culturale favorevole per l’adozione di corretti stili di vita.

27 Verona 18 febbraio 2010 Le azioni previste dal Progetto attivazione di una rete permanente di referenti (nei dipartimenti di prevenzione delle singole ASL), con il compito di promuovere in modo organico l’attività motoria; attivazione di reti locali di soggetti coinvolti nella promozione dell’attività motoria (associazioni, comuni, scuole, operatori sanitari e altri soggetti pubblici e privati); coinvolgimento medicina generale attraverso la formazione e inserimento della promozione/prescrizione dell’AM negli accordi aziendali, integrando questa attività nella pratica ambulatoriale; attivazione di alleanze locali con i responsabili della pianificazione territoriale (per migliorare la salute urbana e diffondere conoscenze scientificamente validate sugli interventi urbanistici in grado di influenzare positivamente gli stili di vita);

28 Verona 18 febbraio 2010 Le azioni previste dal Progetto incentivazione di iniziative locali, come i gruppi di cammino per anziani, il Pedibus e altre attività da organizzarsi con le scuole; collaborazione con la UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) nell’ambito della campagna di comunicazione sociale per la promozione di stili di vita sani nelle scuole primarie. Ha come obiettivi la riduzione della sedentarietà infantile - con una particolare attenzione per le attività della vita quotidiana - e la promozione di una sana alimentazione; organizzazione delle altre attività di formazione previste dal programma per i laureati in Scienze Motorie, i tecnici della prevenzione delle ASL, i tecnici comunali, altri operatori dei comuni, persone impegnate in associazioni di volontariato, walking leader, ecc.; diffusione tra i partecipanti di informazioni nutrizionali di base.

29 Verona 18 febbraio 2010 Queste iniziative attraverso la possibilità di condividere e integrare le reciproche conoscenze e esperienze ci consentiranno di implementare le strategie intersettoriali per la promozione dell’attività motoria GRAZIE PER L’ATTENZIONE E BUON LAVORO A TUTTI


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