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ASPETTATIVE NELLA POLITICA ECONOMICA ITALIANA COMPONENTI DEL GRUPPO: »DANILO FASOLATO »PAOLO MANTOVANI »LAURA PADRIALI.

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Presentazione sul tema: "ASPETTATIVE NELLA POLITICA ECONOMICA ITALIANA COMPONENTI DEL GRUPPO: »DANILO FASOLATO »PAOLO MANTOVANI »LAURA PADRIALI."— Transcript della presentazione:

1 ASPETTATIVE NELLA POLITICA ECONOMICA ITALIANA COMPONENTI DEL GRUPPO: »DANILO FASOLATO »PAOLO MANTOVANI »LAURA PADRIALI

2 La formazione delle aspettative è un processo molto complesso e molti sono gli elementi che entrano in azione nell’influenzare il classico “uomo della strada”: noi siamo parte di questo processo e visto che l’Italia, nella fase attuale come negli ultimi anni, vive una situazione economico-politica alquanto critica, abbiamo deciso di prendere in esame i fatti per vedere come questi vanno a determinare, insieme con le preferenze, i comportamenti e le decisioni prima dei singoli e poi dei soggetti aggregati. Abbiamo deciso di esaminare quali parametri di valutazione rientrino in questo processo.

3 1.Partiamo da dati concreti correlati da un commento tecnico che li spieghi. Nel 2004 la nostra economia ha registrato un incremento del PIL del 1.0%). Anche quest’anno le stime del governo del 2.1% di crescita sono state riviste al ribasso e si parla ora di un +1.5% mentre Fmi e Banca d’Italia indicano un %. 2.I consumi invece ristagnano con un +0.2 per cento. La domanda per consumi privati - così come quella per investimenti - ha invece segnato il passo, frenata dalla bassa crescita del reddito reale delle famiglie. (1)(2)

4 PARAMETRI DI VALUTAZIONE calo delle esportazioni problemi con il patto di stabilità occupazione inflazione crisi degli investimenti corruzione

5 Esportazioni: nel 2004 si è registrato un passivo di 393 milioni di Euro contro un attivo di 1.6 miliardi nel I risultati dell’ export penalizzano comparti trainanti del made in Italy: in calo agricoltura (-9.9%), tessile-abbigliamento (-1.4%), prodotti in cuoio (-2.2%), mobili (-0.5%). Bene invece le esportazioni di prodotti in metallo, apparecchi meccanici ed elettrici. Dal 1996 l’Italia ha perso praticamente un punto percentuale passando dal 4.9% al 4% nella quota relativa al commercio globale, mentre nello stesso periodo Paesi extra-europei hanno guadagnato quote importanti e Francia e Germania hanno mantenuto inalterato il loro peso relativo.

6 Andamento delle esportazioni e delle importazioni negli ultimi anni

7 L’Italia presenta alcuni parametri che sono incongruenti con i valori predisposti dal patto di stabilità :  rapporto DEBITO PUBBLICO/PIL (105,8% invece del 60% previsto);  rapporto DEFICIT/PIL (per l’anno in corso si prevede il 3,6% invece del 3% Cprefissato). (Fonte: il Sole 24 ore, venerdì 1 aprile 2004) Patto di Stabilità

8 Situazione del mercato occupazionale: secondo i dati dell’Istat, nel 2004 sono stati creati in media 163 mila nuovi posti, lo 0.7% in più rispetto al Un tasso di crescita dimezzato rispetto ai due anni precedenti: +1.5% nel 2003 e % nel Con riferimento alle macroregioni il dato presenta delle diversificazioni: l’incremento riguarda Nord-Ovest ( +81 mila unità) e il Centro(+110mila), mentre Nord-Est (-5 mila) e mezzogiorno (-23mila) registrano cali.

9 Il tasso di occupazione (percentuale di occupati rispetto alla popolazione in età lavorativa, anni) è pari in Italia al 57% nella media del 2004, a fronte del 65% circa in Germania, del 63% in Francia, del 72% in Gran Bretagna (64% è la media Ue a 15) e del 75% negli Stati Uniti. Andamento della disoccupazione

10 L’inflazione resta ferma al 1.9%, tasso raggiunto all’inizio del E’ il livello più basso degli ultimi 5 anni e di quello dell’Eurozona che in base al dato diffuso dall’ Eurostat si attesterebbe al 2.1%. Il costo della vita si mantiene al di sotto delle previsioni anche se rispetto al mese di febbraio si registra un aumento del +0.3%. Una spinta al rialzo potrebbe derivare dalle quotazioni del petrolio già a partire dai prossimi mesi. Le voci che maggiormente risentono del caro-petrolio sono la benzina (+7%in un anno) e il gasolio ( +19%), le quali hanno un impatto diretto sui trasporti (+4.5%) e sulle altre voci del comparto energetico che sono aumentate in marzo dell’1.5% rispetto a febbraio e del 6.9% rispetto a marzo 2004

11 Inutile dire che le percezioni dell’opinione pubblica a riguardo sono sensibilmente più alte.

12 Per quanto riguarda la crisi degli investimenti è attesa una ripresa nell’anno in corso che, sostenuta da un favorevole tasso di interesse reale e da una migliore profittabilità che dovrebbe essere del 3.4%, ma comunque lontana dal 7% del Per quanto riguarda gli investimenti in attività finanziarie, il clima di sfiducia con il minimo raggiunto agli inizi del 2004 è stato ulteriormente deteriorato dai recenti crack finanziari di Parmalat, Cirio, bond argentini. La mancanza di condizioni di trasparenza, che dovrebbero essere alla base di un sistema creditizio, ha creato aspettative negative nella gestione dei fondi e degli investimenti più in generale.

13 Secondo il fondo monetario internazionale la corruzione è influenzata in Italia dal peso della burocrazia, dalla confusione delle regole e dal finanziamento dei partiti politici. L’indice di percezione della corruzione, pubblicata di recente da Trasparency International, pone l’Italia al 42-esimo posto (su 145 Paesi) tra i Paesi meno corrotti, penultimo Paese dell’Unione Europea davanti solo alla Grecia.

14 Mancata credibilità del sistema Bancario e Creditizio, comprovata da crack e scandali finanziari (caso Argentino, Parmalat e Cirio); Credibilità del Governo inesistente: Berlusconi che fa le CORNA a Blair non è lo strumento ottimale per operare nella politica monetaria ed internazionale e garantire stabilità al Paese; ECONOMIA: non sapendo più come incentivare l’economia il Governo ha cercato di aumentare i consumi perché questi sono il “motore dell’economia”; Invecchiamento della popolazione (e della popolazione attiva) e problema delle pensioni; Incongruenza tra comunicazioni ufficiali del Governo, dati ISTAT e la forte inflazione percepita dai CONSUMATORI; Incertezza ed instabilità del mondo lavorativo, mancanza di garanzie e di sicurezza dovute all’abuso di contratti a termine e simili e alla sempre maggiore precarietà lavorativa; tentativi del Governo di reperire fondi attraverso privatizzazioni senza logica e vendita di tutti i beni del DEMANIO PUBBLICO; limitazioni alle spese pubbliche (come l’incentivo a posticipare il pensionamento con il “BONUS” per avere minori uscite nel breve-medio periodo e rispondere così -parzialmente- al problema delle pensioni, aggravando però quello del lavoro, soprattutto per i giovani che devono ancora trovare il proprio “posto”, così che il mercato del lavoro non si possa RINNOVARE. CONCLUSIONI

15 Per questi motivi la politica economica italiana condotta finora non sembra dunque poter generare negli agenti aspettative positive. Il clima di fiducia e stabilità che ne deriva sembra compromesso, in relazione anche alle recenti discussioni tenute al Parlamento Europeo (sul Patto di Stabilità) che fa vacillare l’idea di avere regole che siano FISSE. Modifiche radicali nella condotta del Policy Maker sono dunque attese e fortemente auspicate perché, come dimostrato,TROPPE sono le cose che non funzionano! PRENDIAMO ALLORA IN ESAME LA POSSIBILITA’ DI VALUTARE ANCHE NUOVI PUNTI DI VISTA, FORSE PIU’ OBIETTIVI, VERIFICANDO AD ESEMPIO COME SIAMO VISTI DAL RESTO DEL MONDO. A QUESTO PROPOSITO INSERIAMO QUI UN LINK DOVE SARA’ POSSIBILE SCARICARE UN FILMATO CHE, IN ONORE DELLA TRASPARENZA E DELLA DEMOCRATICA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE E DI PAROLA, IN ITALIA E’ STATO CENSURATO: (TRATTO DA Norwegian Film Institute: -Il documentario è stato prodotto dalla PBS-


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