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Iter progettuali a confronto iter progettuali a confronto.

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Presentazione sul tema: "Iter progettuali a confronto iter progettuali a confronto."— Transcript della presentazione:

1 Iter progettuali a confronto iter progettuali a confronto

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3 Un possibile iter metodologico per il progetto STUDIO DEGLI ELEMENTI CLIMATICI DEL LUOGO - Scelta del sito - Orientazione - Forma dell’edificio - Controllo solare - Movimenti d’aria - Equilibrio termico dei materiali VALUTAZIONE DEGLI EFETTI IN TERMINI FISIOLOGICI APPLICAZIONE E COMBINAZIONE DI STRATEGIE IN TERMINI ARCHITETTONICI - Quadro delle caratteristiche generali della zona - Condizioni climatiche prevalenti - Diagramma bioclimatico in ambiente confinato

4 Clima e Progetto. Strategie per il controllo tecnologico dell’involucro edilizio DIAGRAMMA DEI FATTORI CHE INFLUENZANO DAL PUNTO DI VISTA BIOCLIMATICO E AMBIENTALE LE CONDIZIONI DI STATO DEI LUOGHI (Okerkamp 1988) Elementi, fattori e contesto climatico

5 L’ANALISI DEL CONTESTO ANALISI DEL SITO Temperatura e umidità relativa Velocità e direzione del vento Soleggiamento Ombre portate dovute a: Tessuti urbanistici Terreno circostante Freddo Temperato Caldo umido Caldo secco Valori massimi Valori minimi Valori medi Escursioni Frequenze Superfici orizzontali Diverse esposizioni Morfologia del territorio Edifici esistenti Edifici previsti Compatti Diffusi Griglia regolare Standard urbanistici Morfologia Vegetazione considerazioni generali * AA.VV., Progettazione Solare Passiva – Manuale Europeo, Commissione della Comunità Europea, Bruxelles, 1984 Condizioni climatiche di base *

6 I DATI GUIDA FATTORI CLIMATICI FATTORI CLIMATICI Temperature medie mensili Frequenza e direzione dei venti Eliofania (media giornaliera delle ore di effettiva permanenza del sole dal sorgere al tramonto) Piovosità media Radiazione solare Dati medi MICROCLIMA dipende: Dall’altitudine Dai corpi d’acqua di superficie Dall’esposizione al sole Dall’esposizione ai venti Dalla vegetazione PARAMETRI CLIMATICI E MICROCLIMA

7 i dati per le analisi

8 SCELTE ARCHITETTONICHE Forma dell’edificio Scelta dei materiali I requisiti tecnici Compatta / Allungata Chiusa / Aperta A torre / Bassa Orientamento Rapporto tipologie involucri / esposizioni Dislocazione ambienti in pianta Utilizzo della vegetazione LE RICADUTE SUL PROGETTO

9 I DATI GUIDA L’energia che il nostro pianeta riceve dal sole è 3000 volte superiore al consumo mondiale di energia. Un metro quadrato di superficie riceve circa 4 KWh al giorno, ossia 1460 KWh all’anno. Ma l’energia solare non arriva in forma concentrata e il flusso non è costante nel tempo. Gli apporti variano a seconda: DELLE STAGIONI DELLA NUVOLOSITA’ DELL’ANGOLO DI INCIDENZA DELLA RIFLETTENZA DELLE SUPERFICI VariaDipende Durante il giorno Durante le stagioni Dall’esposizione Dall’inclinazione delle superfici Questi vincoli limitano lo sfruttamento dell’energia solare a meno di 2000 ore annue IL SOLEGGIAMENTO

10 Il percorso solare

11 I DATI GUIDA 36° LN 40° LN 44° LN ESTATEINVERNO OGNI= O,8 kWh/m 2 giorno INCIDENZA DELLA RADIAZIONE SOLARE A DIVERSE LATITUDINI

12 I DATI GUIDA I valori indicano, per ogni facciata e per l’intero edificio, i relativi apporti in percentuale; 100% equivale all’apporto che riceve l’edificio C orientato esattamente verso i punti cardinali APPORTI DELL’ENERGIA SOLARE A SECONDA DELL’ORIENTAMENTO DELL’EDIFICIO

13 I DATI GUIDA Percorso parzialmente in ombra Percorso in ombra Facciata in ombra Percorso in ombra Facciata in ombra N L distanza fra i fronti degli edifici h altezza degli edifici  altezza solare alle ore h = L tg  IL SOLEGGIAMENTO A SECONDA DEL RAPPORTO ALTEZZA/DISTANZA DI EDIFICI PROSPICIENTI

14 STRATEGIE E TECNICHE A GiornoNotte B GiornoNotte C Giorno Notte A. Aree ombreggiate durante il giorno e aperte verso il cielo la notte. La temperatura dovrebbe salire il meno possibile durante il giorno e diminuire di notte grazie alla ventilazione e all’irraggiamento. Caratteristiche raccomandate: alta emissività per le onde lunghe (radiazione terrestre); alta capacità termica; albedo medio. Materiali raccomandati: calcestruzzo; ceramica; ghiaia; pietra. B. Aree ombreggiate durante il giorno e coperte durante la notte. La temperatura dovrebbe accrescersi il meno possibile durante il giorno. Il raffrescamento è garantito durante la notte e il giorno dalla ventilazione e/o dall’acqua. Caratteristiche raccomandate: pavimentazioni raffrescate; porosità; alta capacità termica combinata con raffrescamento notturno; albedo medio. Materiali raccomandati: pezzi prefabbricati di materiale poroso con acqua circolante sottostante; calcestruzzo; pietra; ceramiche con superfici grezze; canali e acqua corrente. C. Area aperta; riceve radiazione diretta durante il giorno; aperta verso il cielo durante la notte. Occorre mantenere la più bassa temperatura possibile durante il giorno e raffrescare durante la notte. Caratteristiche raccomandate: alta capacità termica; alta emissività per le onde lunghe; basso assorbimento per le onde corte (radiazioni solari); albedo medio; superfici porose. Materiali raccomandati: 1) superfici pesanti, colori intermedi: calcestruzzo; pietra/ghiaia; argilla; terreno con vegetazione; 2) superfici porose/irrigate; argilla granulare; ghiaia. GLI EFFETTI TERMICI SULLE PAVIMENTAZIONI Roma 30 Marzo 2007

15 ELEMENTI CLIMATICI E PROGETTO VISUALIZZAZIONE DEGLI EFFETTI AERODINAMICI SUGLI EDIFICI PIANTASEZIONE VENTO PREVALENTE Moti dell’aria indotti da una grande massa d’acqua IL VENTO

16 ELEMENTI CLIMATICI E PROGETTO ANDAMENTO DELLE PRESSIONI FENOMENO TERRENO LIBERO DA OSTACOLI Il profilo della curva delle pressioni presenta un andamento a C con valori elevati su tutta la parete TERRENO COLLINARE CON CASE SPARSE DI ALTEZZA NON SUPERIORE AI 2 PIANI I valori della curva delle pressioni subiscono un decremento su tutta la parete dovuto alla resistenza offerta da una serie di ostacoli presenti TERRENO ESTENSIVAMENTE COSTRUITO CON EDIFICI DI ALTEZZA MASSIMA NON SUPERIORE AI 5 PIANI Il profilo della curva delle pressioni presenta un andamento a S con valori bassi su tutta la parete COEFFICIENTE DI RUGOSITA’ LA DIREZIONE DEL VENTO

17 ELEMENTI CLIMATICI E PROGETTO a)b)c) DIREZIONE DEL VENTO a)Ventilazione da singola apertura b)Ventilazione da due aperture (soluzione migliore di a)) c)Effetto degli schermi verticali VENTILAZIONE DA LATO SINGOLO d)e) VENTI ESTIVIDIREZIONE DEL VENTO d) Esempi di ventilazione incrociata; e) Effetto degli elementi naturali f) Effetto degli schermi verticali VENTILAZIONE INCROCIATA VENTI INVERNALI f) VENTILAZIONE DA LATO SINGOLO E VENTILAZIONE INCROCIATA

18 ELEMENTI CLIMATICI E PROGETTO SINERGIE E CONTRASTI TRA VENTO E VENTILAZIONE VERTICALE VARIAZIONE DEI FLUSSI D’ARIA ALL’INTERNO DEGLI EDIFICI IN FUNZIONE DELLA DIVERSA DIREZIONE DEL VENTO ESEMPIO DI DEVIAZIONE DEL FLUSSO D’ARIA DOVUTO ALLA PRESENZA DI UN’APERTURA AL SOFFITTO ESEMPIO DI DEVIAZIONE DEL FLUSSO D’ARIA DOVUTO ALLA PRESENZA DEGLI AGGETTI ORIZZONTALI SCHEMA DI TETTO VENTILATO DEVIAZIONE DEL VENTO PER EFFETTO DEGLI AGGETTI VERTICALI INFLUENZA DELLA VEGETAZIONE SUI MOVIMENTI DELL’ARIA IL VENTO

19 ELEMENTI CLIMATICI E PROGETTO SCHEMA DELLA “TORRE DEL VENTO” ED “EFFETTO CAMINO” IL VENTO SCHEMI DI VENTILAZIONE NATURALE

20 il clima come paradigma progettuale per architettura bioclimatica si intende un’architettura che sfrutta come uniche risorse le caratteristiche morfologiche e il clima del luogo: impiega prioritariamente i materiali locali e per il proprio funzionamento utilizza le fonti energetiche rinnovabili locali: radiazione solare, venti, vegetazione, corsi d’acqua. è l’architettura finalizzata al raggiungimento del comfort ambientale interno, minimizzando i consumi energetici necessari per la climatizzazione (riscaldamento, raffrescamento ed illuminazione diurna) e limitando, di conseguenza, l'inquinamento dell'ambiente. V. Olgyay – J.M. Ficth – A. Givoni


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