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Università degli Studi di Palermo Azienda Ospedaliera Policlinico “P. Giaccone” Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive Università degli Studi.

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1 Università degli Studi di Palermo Azienda Ospedaliera Policlinico “P. Giaccone” Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive Università degli Studi di Palermo Azienda Ospedaliera Policlinico “P. Giaccone” Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive Palermo, 24 febbraio 2010 Dispositivi di Protezione Individuale Dr. Pasquale Quartararo Responsabile Profilassi Malattie Infettive U.O.C. Malattie Infettive Dr. Pasquale Quartararo Responsabile Profilassi Malattie Infettive U.O.C. Malattie Infettive

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3  Dispositivi di Protezione  protezione mani, vie respiratorie, volto, occhi, corpo  Disinfezione e decontaminazione  superfici, attrezzature, etc  Applicazione delle norme igieniche di base  Smaltimento rifiuti  Sorveglianza Sanitaria  Dispositivi di Protezione  protezione mani, vie respiratorie, volto, occhi, corpo  Disinfezione e decontaminazione  superfici, attrezzature, etc  Applicazione delle norme igieniche di base  Smaltimento rifiuti  Sorveglianza Sanitaria Strategie di controllo

4 Rischio biologico Adozione delle misure di barriera idonee a prevenire l’esposizione della cute e delle mucose dal contatto accidentale con il sangue o con altri liquidi biologici. Le Precauzioni Universali Decreto Ministero della Sanità del Le Precauzioni Universali Decreto Ministero della Sanità del  Liquido seminale  Secrezioni vaginali  Liquidi:  Cerebrospinale  Sinoviale  Pleurico  Perineale  Pericardico  e Amniotico  Liquido seminale  Secrezioni vaginali  Liquidi:  Cerebrospinale  Sinoviale  Pleurico  Perineale  Pericardico  e Amniotico

5 Dispositivi di protezione individuale (DPI) Guanti, maschere, occhiali

6 Altri dispositivi di protezione individuale Copricapo Visiera

7 Le precauzioni universali Nell’effettuazione dei prelievi è obbligatorio l’uso dei guanti e occhiali protettivi Il trasporto ai laboratori di campioni di sangue, liquidi biologici e tessuti deve avvenire tramite l’utilizzazione di appositi contenitori idonei ad evitare perdite. Nell’effettuazione dei prelievi è obbligatorio l’uso dei guanti e occhiali protettivi Il trasporto ai laboratori di campioni di sangue, liquidi biologici e tessuti deve avvenire tramite l’utilizzazione di appositi contenitori idonei ad evitare perdite. Decreto Ministero della Sanità del

8 L’eliminazione degli aghi e degli altri oggetti taglienti utilizzati nei confronti di qualsiasi paziente, deve avvenire con cautele idonee ad evitare punture o tagli accidentali. In particolare gli aghi, le lame di bisturi e gli altri strumenti acuminati o taglienti non debbono essere rimossi dalle siringhe o da altri supporti, né in alcun modo manipolati o rincappucciati, ma riposti, per l’eliminazione, in appositi contenitori resistenti alla puntura. L’eliminazione degli aghi e degli altri oggetti taglienti utilizzati nei confronti di qualsiasi paziente, deve avvenire con cautele idonee ad evitare punture o tagli accidentali. In particolare gli aghi, le lame di bisturi e gli altri strumenti acuminati o taglienti non debbono essere rimossi dalle siringhe o da altri supporti, né in alcun modo manipolati o rincappucciati, ma riposti, per l’eliminazione, in appositi contenitori resistenti alla puntura. Decreto Ministero della Sanità del Le precauzioni universali

9 I guanti

10 Lattice  sono i più utilizzati  garantiscono una buona protezione  buon rapporto qualità / prezzo Lattice  sono i più utilizzati  garantiscono una buona protezione  buon rapporto qualità / prezzo Vinile  maggiore utilizzo negli ultimi anni  garantiscono una buona protezione  costo superiore rispetto a quelli a lattice Vinile  maggiore utilizzo negli ultimi anni  garantiscono una buona protezione  costo superiore rispetto a quelli a lattice Nitrile  maggiore protezione rispetto a quelli a lattice  maggiore rigidità  costo superiore rispetto a quelli a lattice Nitrile  maggiore protezione rispetto a quelli a lattice  maggiore rigidità  costo superiore rispetto a quelli a lattice Gomma I guanti

11 Proteggono l’operatore dal contatto diretto con materiale biologico e microrganismi. 7 comandamenti fondamentali  Non indossare anelli o tenere le unghia lunghe  Lavarsi e asciugarsi accuratamente le mani prima e dopo l’uso  Cambiarli ad ogni paziente  Cambiarli dopo 1h, poiché i pori (tipo lattice) si ingrandiscono  Smaltire immediatamente dopo l’uso nei contenitori per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo  Sostituirli immediatamente se usurati o perforati  Evitare di toccare con i guanti contaminati oggetti o superfici Proteggono l’operatore dal contatto diretto con materiale biologico e microrganismi. 7 comandamenti fondamentali  Non indossare anelli o tenere le unghia lunghe  Lavarsi e asciugarsi accuratamente le mani prima e dopo l’uso  Cambiarli ad ogni paziente  Cambiarli dopo 1h, poiché i pori (tipo lattice) si ingrandiscono  Smaltire immediatamente dopo l’uso nei contenitori per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo  Sostituirli immediatamente se usurati o perforati  Evitare di toccare con i guanti contaminati oggetti o superfici I guanti

12 Ma…  Non proteggono da taglienti e pungenti  I pori si ingrandiscono durante l’uso (lattice)  La flora microbica si riproduce rapidamente al di sotto del guanto Ma…  Non proteggono da taglienti e pungenti  I pori si ingrandiscono durante l’uso (lattice)  La flora microbica si riproduce rapidamente al di sotto del guanto I guanti

13 ATTENZIONE Indossare i guanti non sostituisce la necessità di lavare le mani, poichè: 1)I guanti possono presentare difetti invisibili o possono lacerarsi durante l’uso. 2) Le mani possono contaminarsi durante la rimozione dei guanti. 3) I guanti possono venire contaminati mentre si indossano ATTENZIONE Indossare i guanti non sostituisce la necessità di lavare le mani, poichè: 1)I guanti possono presentare difetti invisibili o possono lacerarsi durante l’uso. 2) Le mani possono contaminarsi durante la rimozione dei guanti. 3) I guanti possono venire contaminati mentre si indossano I guanti

14 Camice monouso

15 Protegge l’operatore dal contatto con materiali biologici e microrganismi, permettendo la copertura della cute esposta ad aerosol, schizzi di sangue e saliva. 4 comandamenti fondamentali  Devono essere indossati dal personale quando è possibile sporcarsi con secrezioni ed escrezioni (es. pazienti incontinenti con diarrea, pazienti con infezioni respiratorie, ecc.).  Devono essere indossati durante l’assistenza ai pazienti infetti da microrganismi epidemiologicamente importanti (ad es. pazienti affetti da Herpes zoster disseminato).  Devono essere rimossi prima di lasciare la stanza.  Smaltirli immediatamente dopo l’uso nell’apposito contenitore per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Protegge l’operatore dal contatto con materiali biologici e microrganismi, permettendo la copertura della cute esposta ad aerosol, schizzi di sangue e saliva. 4 comandamenti fondamentali  Devono essere indossati dal personale quando è possibile sporcarsi con secrezioni ed escrezioni (es. pazienti incontinenti con diarrea, pazienti con infezioni respiratorie, ecc.).  Devono essere indossati durante l’assistenza ai pazienti infetti da microrganismi epidemiologicamente importanti (ad es. pazienti affetti da Herpes zoster disseminato).  Devono essere rimossi prima di lasciare la stanza.  Smaltirli immediatamente dopo l’uso nell’apposito contenitore per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Camici monouso

16 Ma…  Poco confortevoli per l’operatore, poiché i camici idrorepellenti non lasciano traspirare la cute Ma…  Poco confortevoli per l’operatore, poiché i camici idrorepellenti non lasciano traspirare la cute Camici monouso

17 Mascherina chirurgica

18 Protegge l’operatore dal contatto con materiale biologico trasmesso per doplets grossolani e schizzi. Non per aerosol. 5 comandamenti fondamentali  Indossare correttamente facendola aderire adeguatamente al viso e alla sella del naso  Non toccare con i guanti contaminati la superficie della mascherina  Cambiare se si inumidisce o si bagna  Cambiare ad ogni paziente  Smaltire dopo l’uso nell’apposito contenitore per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. Protegge l’operatore dal contatto con materiale biologico trasmesso per doplets grossolani e schizzi. Non per aerosol. 5 comandamenti fondamentali  Indossare correttamente facendola aderire adeguatamente al viso e alla sella del naso  Non toccare con i guanti contaminati la superficie della mascherina  Cambiare se si inumidisce o si bagna  Cambiare ad ogni paziente  Smaltire dopo l’uso nell’apposito contenitore per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. Mascherina chirurgica

19 Ma…  Perde il potere filtrante se si inumidisce o si bagna.  Spesso è poco accettata dagli operatori Ma…  Perde il potere filtrante se si inumidisce o si bagna.  Spesso è poco accettata dagli operatori Mascherina chirurgica

20 Maschera N-95 Differenti tipi di maschera N-95 Differenti tipi di maschera N-95

21 Filtranti facciali

22 Proteggono da agenti biologici a trasmissione aerea tramite una azione filtrante di tipo fisico ed adsorbente. Non proteggono dalle sostanze gassose tossiche. Proteggono da agenti biologici a trasmissione aerea tramite una azione filtrante di tipo fisico ed adsorbente. Non proteggono dalle sostanze gassose tossiche. Filtranti facciali

23 I filtranti facciali vengono suddivisi e contrassegnati, in base alla loro efficienza filtrante, nelle seguenti classi:  FFP1Efficienza > 78%  FFP2Efficienza > 92%  FFP3Efficienza > 98% I filtranti facciali vengono suddivisi e contrassegnati, in base alla loro efficienza filtrante, nelle seguenti classi:  FFP1Efficienza > 78%  FFP2Efficienza > 92%  FFP3Efficienza > 98% Filtranti facciali

24 Filtrante facciale FFP2

25 Filtrante facciale FFP3 MASCHERA con FILTRANTE FACCIALE FFP3  Marcatura EN149:2001  Protegge da microrganismi di grandezza fino a 0,02 micron MASCHERA con FILTRANTE FACCIALE FFP3  Marcatura EN149:2001  Protegge da microrganismi di grandezza fino a 0,02 micron

26 I filtranti facciali non devono essere utilizzati più a lungo di una giornata lavorativa. Non possono essere impiegati da diverse persone perché non è possibile sanificarli. I filtranti facciali non devono essere utilizzati più a lungo di una giornata lavorativa. Non possono essere impiegati da diverse persone perché non è possibile sanificarli. Filtranti facciali

27 Principali raccomandazioni ufficiali sull’uso nelle attività assistenziali:  Manipolazioni di farmaci antiblastici: FFP2  Protezione dal rischio di trasmissione aerea di agenti patogeni responsabili di: Principali raccomandazioni ufficiali sull’uso nelle attività assistenziali:  Manipolazioni di farmaci antiblastici: FFP2  Protezione dal rischio di trasmissione aerea di agenti patogeni responsabili di: Filtranti facciali TBC FFP2 TBC MDR FFP3 SARS FFP2 Influenza Aviaria FFP2 Influenza H1N1FFP3 ANTRACEFFP3 TBC FFP2 TBC MDR FFP3 SARS FFP2 Influenza Aviaria FFP2 Influenza H1N1FFP3 ANTRACEFFP3

28 Occhiali

29 Proteggono le mucose oculari da spruzzi di liquidi o dalla proiezione di frammenti di materiale. 3 comandamenti fondamentali  Marcatura EN166  Non toccare gli occhiali con i guanti contaminati  Non lasciare gli occhiali dopo l’uso sul vassoio o su ripiani  Lavare e disinfettare gli occhiali dopo l’uso, dopo ogni paziente. Proteggono le mucose oculari da spruzzi di liquidi o dalla proiezione di frammenti di materiale. 3 comandamenti fondamentali  Marcatura EN166  Non toccare gli occhiali con i guanti contaminati  Non lasciare gli occhiali dopo l’uso sul vassoio o su ripiani  Lavare e disinfettare gli occhiali dopo l’uso, dopo ogni paziente. Occhiali

30 Ma…  Si appannano.  Per gli operatori con problemi visivi bisogna scegliere modelli specifici Ma…  Si appannano.  Per gli operatori con problemi visivi bisogna scegliere modelli specifici Occhiali

31 Schermi facciali

32 Sono strumenti indispensabili per la protezione delle mucose oculari, soprattutto da spruzzi di liquidi o dalla proiezione di frammenti di materiale. 3 comandamenti fondamentali  Non toccare lo schermo con i guanti contaminati  Non lasciare lo schermo dopo l’uso sul vassoio o su ripiani  Lavare e disinfettare dopo l’uso, dopo ogni paziente. Sono strumenti indispensabili per la protezione delle mucose oculari, soprattutto da spruzzi di liquidi o dalla proiezione di frammenti di materiale. 3 comandamenti fondamentali  Non toccare lo schermo con i guanti contaminati  Non lasciare lo schermo dopo l’uso sul vassoio o su ripiani  Lavare e disinfettare dopo l’uso, dopo ogni paziente. Schermi facciali

33 Ma…  Si appannano.  Sono pesanti. Ma…  Si appannano.  Sono pesanti. Schermi facciali

34 Copricapo Evita la contaminazione della capigliatura da parte di microrganismi provenienti dal paziente. Comandamento fondamentale  Non toccare con i guanti contaminati. Evita la contaminazione della capigliatura da parte di microrganismi provenienti dal paziente. Comandamento fondamentale  Non toccare con i guanti contaminati.

35 Ma…  Difficoltà a renderlo accetabile, in particolare tra gli operatori di sesso femminile. Ma…  Difficoltà a renderlo accetabile, in particolare tra gli operatori di sesso femminile. Copricapo

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44 L’igiene delle mani L’igiene delle mani è la precauzione più semplice, importante e trasversale a tutte le patologie infettive.

45 Riduzione dell’incidenza delle infezioni con un’adeguata igiene delle mani Ignaz Philipp Semmelweis ( ) Ignaz Philipp Semmelweis ( ) Adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calcio

46 Lavaggio delle mani con cloruro di calcio   Loudin I. Death in Childbirth. Oxford Press, 1992 Tassi di mortalità puerperale, I e II clinica ostetrica, Vienna General Hospital

47 Aderenza all’igiene delle mani in diversi studi Autor Year Sector Compliance Preston1981General Wards16% ICU30% Albert1981ICU41% ICU28% Larson1983Hospital-wide45% Donowitz1987Neonatal ICU30% Graham1990ICU32% Dubbert1990ICU81% Pettinger1991Surgical ICU51% Larson1992Neonatal Unit29% Doebbeling1992ICU 40% Zimakoff1993ICU 40% Meengs1994Emergency Room32% Pittet1999Hospital-wide 48% Preston1981General Wards16% ICU30% Albert1981ICU41% ICU28% Larson1983Hospital-wide45% Donowitz1987Neonatal ICU30% Graham1990ICU32% Dubbert1990ICU81% Pettinger1991Surgical ICU51% Larson1992Neonatal Unit29% Doebbeling1992ICU 40% Zimakoff1993ICU 40% Meengs1994Emergency Room32% Pittet1999Hospital-wide 48% <40% Pittet and Boyce, Lancet Infectious Diseases 2001

48 Perché è importante l’igiene delle mani Numerosi studi hanno dimostrato che l’igiene delle mani riduce l’incidenza delle infezioni Numerosi studi hanno dimostrato che l’igiene delle mani riduce l’incidenza delle infezioni Le mani sono il veicolo più comune con il quale vengono trasmessi i germi Le mani sono il veicolo più comune con il quale vengono trasmessi i germi

49 È la più importante norma igienico-sanitaria GERMI LA MANO PRENDE DA: Faccia, Corpo, Mani, Vestiti DEL PERSONALE SANITARIO LA MANO PRENDE DA: Faccia, Corpo, Mani, Vestiti DEL PERSONALE SANITARIO LA MANO PRENDE DA: Cute, Ferite infette, Pus, Secrezioni DEL PAZIENTE LA MANO PRENDE DA: Cute, Ferite infette, Pus, Secrezioni DEL PAZIENTE LA MANO TRSFERISCE DA: Lenzuola, biancheria sporca, asciugamani umidi, bacinelle, Lavandini, Bagni LA MANO INFETTA: Bambini, Malati gravi, Malati cronici, Anziani, Personale sanitario, FAMILIARI LA MANO INFETTA: Bambini, Malati gravi, Malati cronici, Anziani, Personale sanitario, FAMILIARI LA MANO CONTAMINA: Attrezzature sanitarie, Biancheria pulita, Bagni, Piatti e posate etc. LA MANO CONTAMINA: Attrezzature sanitarie, Biancheria pulita, Bagni, Piatti e posate etc. Lavaggio delle mani GERMI

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51 Microbiologia della pelle Flora Residente: difficilmente causa un’infezione; costituisce la flora normale di ciascun individuo. Non è rimossa dal lavaggio delle mani con il sapone. Flora Transitoria: è quella che maggiormente determina le infezioni; si rimuove con il lavaggio delle mani. Flora Residente: difficilmente causa un’infezione; costituisce la flora normale di ciascun individuo. Non è rimossa dal lavaggio delle mani con il sapone. Flora Transitoria: è quella che maggiormente determina le infezioni; si rimuove con il lavaggio delle mani.

52 Lavaggio con sapone

53 Lavaggio antisettico

54 Monili ed oggetti vari

55 I pazienti ospitano spesso batteri resistenti sulla cute I pazienti hanno spesso batteri resistenti su molte aree della loro pelle, anche quando non presentano ferite o lesioni La figura mostra le percentuali di pazienti con S. aureus meticillino- resistente (MRSA) sotto le ascelle, sulle mani o sui polsi, o nella zona dell’inguine. I pazienti hanno spesso batteri resistenti su molte aree della loro pelle, anche quando non presentano ferite o lesioni La figura mostra le percentuali di pazienti con S. aureus meticillino- resistente (MRSA) sotto le ascelle, sulle mani o sui polsi, o nella zona dell’inguine % 40% 30-39% 13-25% 40% 30-39% Percentuale di pazienti con MRSA che ospitano l’organismo sulla loro pelle

56 Fattori di rischio per una scarsa aderenza: turni di mattina e festivi alto rischio di contaminazione essere un medico lavorare in una unità di terapia intensiva Motivi principali di non-compliance riferiti daigli operatori sanitari: Troppo occupato Irritazione della pelle Uso dei guanti “Non ci penso” Fattori di rischio per una scarsa aderenza: turni di mattina e festivi alto rischio di contaminazione essere un medico lavorare in una unità di terapia intensiva Motivi principali di non-compliance riferiti daigli operatori sanitari: Troppo occupato Irritazione della pelle Uso dei guanti “Non ci penso” Pittet D et al, Ann Intern Med 1999 Aderenza all’igiene delle mani University Hospitals di Ginevra, 1999

57 L’adeguato lavaggio con acqua e sapone richiede: minuti Tempi di solito impiegati dagli operatori sanitari: < 10 secs L’adeguato lavaggio con acqua e sapone richiede: minuti Tempi di solito impiegati dagli operatori sanitari: < 10 secs Problema di tempo = maggior ostacolo all’igiene delle mani Problema di tempo = maggior ostacolo all’igiene delle mani

58 Lavaggio con acqua e sapone solo se mani visibilmente sporche o dopo esposizione a fluidi biologici L’utilizzo di prodotti idro-alcolici è il gold standard in tutte le altre situazioni cliniche Lavaggio con acqua e sapone solo se mani visibilmente sporche o dopo esposizione a fluidi biologici L’utilizzo di prodotti idro-alcolici è il gold standard in tutte le altre situazioni cliniche La frizione con prodotti idro-alcolici è la soluzione ottimale per migliorare l’aderenza

59 La frizione con prodotti idro-alcolici è la soluzione per superare il problema della mancanza di tempo Lavaggio delle mani min Frizione con prodotto alcolico sec

60 Pittet and Boyce, Lancet Infectious Diseases 2001 Tempi di applicazione (lavaggio e frizione) e riduzione della contaminazione batterica Igiene delle mani con: Lavaggio Frizione

61 Trasmissione nosocomiale tramite le mani del personale Le mani del personale sanitario sono il veicolo più frequentemente implicato nella trasmissione dei patogeni nosocomiali

62 Queste sono le tue mani contaminate guarda e rifletti !

63 Trasmissione nosocomiale tramite le mani del personale Le mani del personale sanitario sono il veicolo più frequentemente implicato nella trasmissione dei patogeni nosocomiali La trasmissione dei patogeni nosocomiali dall’ambiente ospedaliero o da un paziente all’altro tramite le mani del personale sanitario implica 5 tappe fondamentali Le mani del personale sanitario sono il veicolo più frequentemente implicato nella trasmissione dei patogeni nosocomiali La trasmissione dei patogeni nosocomiali dall’ambiente ospedaliero o da un paziente all’altro tramite le mani del personale sanitario implica 5 tappe fondamentali

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65 Prima del contatto con il paziente Esempi di contatto con il paziente: Gesti di cortesia e di comfort: stringere la mano, afferrare per il braccio; Contatto diretto: aiutare un paziente a camminare, lavarsi o eseguire un massaggio Visita clinica: valutazione del polso e misurazione della pressione, auscultazione del torace, palpazione addominale Esempi di contatto con il paziente: Gesti di cortesia e di comfort: stringere la mano, afferrare per il braccio; Contatto diretto: aiutare un paziente a camminare, lavarsi o eseguire un massaggio Visita clinica: valutazione del polso e misurazione della pressione, auscultazione del torace, palpazione addominale

66 Esempi di manovre asettiche: Contatto con membrane mucose: igiene orale/dentale, somministrazione di collirio, aspirazione di secrezioni Contatto con cute non intatta: igiene delle lesioni cutanee, medicazione delle ferite, iniezione sottocutanea Contatto con presidi medici: inserimento di catetere, apertura di un accesso vascolare o di un sistema di drenaggio; preparazione di cibo, medicazioni, set di bendaggio Esempi di manovre asettiche: Contatto con membrane mucose: igiene orale/dentale, somministrazione di collirio, aspirazione di secrezioni Contatto con cute non intatta: igiene delle lesioni cutanee, medicazione delle ferite, iniezione sottocutanea Contatto con presidi medici: inserimento di catetere, apertura di un accesso vascolare o di un sistema di drenaggio; preparazione di cibo, medicazioni, set di bendaggio Prima di una manovra asettica

67 Esempi di esposizione a liquidi corporei: Contatto con membrane mucose: igiene orale/dentale, somministrazione di collirio, aspirazione di secrezioni Contatto con cute non integra: igiene delle lesioni cutanee, medicazione delle ferite, iniezione sottocutanea Contatto con presidi medici o con campioni clinici: prelievo e manipolazione di qualsiasi campione fluido, apertura di un sistema di drenaggio, inserzione e rimozione di un tubo endotracheale Operazioni di pulizia: Eliminazione di urine, feci e vomito, manipolazione di rifiuti (bendaggi, pannolini, padelle), pulizia di materiali o aree contaminati o visibilmente sporchi (sanitari, strumentazione medica) Esempi di esposizione a liquidi corporei: Contatto con membrane mucose: igiene orale/dentale, somministrazione di collirio, aspirazione di secrezioni Contatto con cute non integra: igiene delle lesioni cutanee, medicazione delle ferite, iniezione sottocutanea Contatto con presidi medici o con campioni clinici: prelievo e manipolazione di qualsiasi campione fluido, apertura di un sistema di drenaggio, inserzione e rimozione di un tubo endotracheale Operazioni di pulizia: Eliminazione di urine, feci e vomito, manipolazione di rifiuti (bendaggi, pannolini, padelle), pulizia di materiali o aree contaminati o visibilmente sporchi (sanitari, strumentazione medica) Dopo esposizione ad un liquido biologico

68 Esempi di contatto con il paziente: Gesti di cortesia e di comfort: stringere la mano, afferrare per il braccio; Contatto diretto: aiutare un paziente a camminare, lavarsi o eseguire un massaggio Visita clinica: valutazione del polso e misurazione della pressione, auscultazione del torace, palpazione addominale Esempi di contatto con il paziente: Gesti di cortesia e di comfort: stringere la mano, afferrare per il braccio; Contatto diretto: aiutare un paziente a camminare, lavarsi o eseguire un massaggio Visita clinica: valutazione del polso e misurazione della pressione, auscultazione del torace, palpazione addominale Dopo il contatto con il paziente

69 Esempi di contatto con ciò che sta attorno al paziente (ambiente circostante): Cambiare le lenzuola, modificare la velocità di infusione, monitorare un allarme, regolare una sponda del letto, pulire il comodino Esempi di contatto con ciò che sta attorno al paziente (ambiente circostante): Cambiare le lenzuola, modificare la velocità di infusione, monitorare un allarme, regolare una sponda del letto, pulire il comodino Dopo il contatto con ciò che sta attorno al paziente

70 Quindi, per il... Controllo delle malattie infettive Lavarsi accuratamente le mani ogni volta che sia necessario, costituisce il più importante fattore per ridurre la trasmissione di malattia in ambiente infantile. Red BooK American Academy of Pediatrics Controllo delle malattie infettive Lavarsi accuratamente le mani ogni volta che sia necessario, costituisce il più importante fattore per ridurre la trasmissione di malattia in ambiente infantile. Red BooK American Academy of Pediatrics

71 LAVAGGIO SOCIALE Riduce parzialmente la popolazione transitoria; non è efficace verso la popolazione batterica residente. Quando si fa: All’inizio e al termine di ogni turno di servizio. Prima e dopo ogni attività assistenziale che richiede il contatto diretto operatore / paziente. Dopo il contatto con materiale organico. Dopo aver maneggiato padelle e similari. Prima della distribuzione e somministrazione dei pasti. Riduce parzialmente la popolazione transitoria; non è efficace verso la popolazione batterica residente. Quando si fa: All’inizio e al termine di ogni turno di servizio. Prima e dopo ogni attività assistenziale che richiede il contatto diretto operatore / paziente. Dopo il contatto con materiale organico. Dopo aver maneggiato padelle e similari. Prima della distribuzione e somministrazione dei pasti.

72 LAVAGGIO ANTISETTICO Assicura la riduzione della popolazione transitoria e residente. Quando si fa: Prima di procedure invasive Prima e dopo l’effettuazione di medicazioni Prima del contatto con pazienti immunodepressi Prima e dopo il contatto con ferite ed oggetti contaminati Prima e dopo il contatto con il paziente in Terapia Intensiva ed isolamento Assicura la riduzione della popolazione transitoria e residente. Quando si fa: Prima di procedure invasive Prima e dopo l’effettuazione di medicazioni Prima del contatto con pazienti immunodepressi Prima e dopo il contatto con ferite ed oggetti contaminati Prima e dopo il contatto con il paziente in Terapia Intensiva ed isolamento

73 TECNICA DI LAVAGGIO DELLE MANI

74 DOPO AVER BAGNATO LE MANI VERSARE 3-5 ML DI SAPONE NEL PALMO DELLA MANO E SFREGARE VIGOROSAMENTE LE MANI L ’ UNA CON L ’ ALTRA

75 SFREGARE IL PALMO DESTRO SUL DORSO DELLA MANO SINISTRA E VICEVERSA

76 SFREGARE I PALMI TRA DI LORO CON LE DITA INTRECCIATE

77 STROFINARE LA PUNTA DELLE DITA DI OGNI MANO L ’ UNA CONTRO L ’ ALTRA

78 ASSICURARSI CHE I POLLICI TOCCHINO I POLSI DELL ’ UNA E DELL ’ ALTRA MANO

79 MASSAGGIARE VIGOROSAMENTE LA PARTE SUPERIORE DELLE DITA NEL PALMO DELL ’ ALTRA MANO CON LE DITA INTRECCIATE

80 SCIACQUARE BENE TUTTE LE PARTI DELLE MANI TENENDOLE PIU ’ ALTE DEI GOMITI

81 ASCIUGARE ACCURATAMENTE LE MANI CON SALVIETTE DI CARTA MONOUSO. UTILIZZANDO L ’ ULTIMA PER CHIUDERE IL RUBINETTO A MANOPOLA.

82 IGIENE DELLE MANI LA PROCEDURA RISULTA EFFICACE SE PROTRATTA PER ALMENO 30 SECONDI – 1 MINUTO

83 STANZE DI ISOLAMENTO CARATTERISTICHE DI MINIMA Essere dotate di un solo letto Avere il servizio igienico annesso Essere dotate di zona filtro antistante STANZE DI ISOLAMENTO CARATTERISTICHE DI MINIMA Essere dotate di un solo letto Avere il servizio igienico annesso Essere dotate di zona filtro antistante

84 STANZE A PRESSIONE NEGATIVA (- 0,001 cm H 2 O) Garantire un numero adeguato di stanze Garantire 6 – 12 ricambi d’aria/ora Il flusso d’aria non deve essere a ricircolo, ma immesso ed emesso da ed all’esterno Garantire che le porte rimangano chiuse Si deve mantenere un tasso di umidità tra il 30 e il 60% STANZE A PRESSIONE NEGATIVA (- 0,001 cm H 2 O) Garantire un numero adeguato di stanze Garantire 6 – 12 ricambi d’aria/ora Il flusso d’aria non deve essere a ricircolo, ma immesso ed emesso da ed all’esterno Garantire che le porte rimangano chiuse Si deve mantenere un tasso di umidità tra il 30 e il 60%

85 Schema camera di isolamento

86 Ricambi d’aria Minuti richiesti per una per ora efficienza di rimozione 90% 99% 99,9% CDC, 1990 Ricambi d’aria Minuti richiesti per una per ora efficienza di rimozione 90% 99% 99,9% CDC, 1990

87 La camera occupata da un paziente con accertata o sospetta influenza deve essere segnalata con l’indicazione “RISCHIO BIOLOGICO PER VIA AEREA” o più semplicemente “ISOLAMENTO RESPIRATORIO” Gestione del paz. TB accertato o sospetto

88 Indicatore pressione isolamento Isolamento respiratorio

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90 BOX Visitatori Telefono/interfono

91 Solo il personale autorizzato può accedere alla camera, dotato di idonei DPI L’uso dei DPI, per il personale che accede alla camera, è obbligatorio Le mani degli operatori devono essere accuratamente lavate dopo un contatto con il paziente e prima di assisterne altri Solo il personale autorizzato può accedere alla camera, dotato di idonei DPI L’uso dei DPI, per il personale che accede alla camera, è obbligatorio Le mani degli operatori devono essere accuratamente lavate dopo un contatto con il paziente e prima di assisterne altri

92 Si consiglia di utilizzare un fonendoscopio e uno sfigmomanometro dedicati (da disinfettare periodicamente) per ogni singola camera di isolamento. È inoltre opportuno che l’assistenza routinaria venga garantita, per quanto possibile, dal minor numero di personale, sia medico che infermieristico. Si consiglia di utilizzare un fonendoscopio e uno sfigmomanometro dedicati (da disinfettare periodicamente) per ogni singola camera di isolamento. È inoltre opportuno che l’assistenza routinaria venga garantita, per quanto possibile, dal minor numero di personale, sia medico che infermieristico.

93 Dispositivi di Protezione Individuale Il personale che accede al Reparto di isolamento deve essere dotato di D.P.I. : Maschere N95 (FFP2/FFP3) Guanti (un solo paio) Occhiali o visiera protettiva Camice monouso Grembiule Calzature facilmente decontaminabili o soprascarpe monouso Il personale che accede al Reparto di isolamento deve essere dotato di D.P.I. : Maschere N95 (FFP2/FFP3) Guanti (un solo paio) Occhiali o visiera protettiva Camice monouso Grembiule Calzature facilmente decontaminabili o soprascarpe monouso

94 LAVAGGIOMANILAVAGGIOMANI LAVAGGIOMANILAVAGGIOMANI

95 Maschera FFP2 Camice monouso

96 Visiera Maschera FFP2

97 Maschere filtranti Gli operatori che entrano nei locali a rischio devono indossare maschere filtranti facciali. Le mascherine chirurgiche non sono sufficienti !! Le semimaschere filtranti antiparticelle (FF = filtering facepiece) sono ripartite, secondo la Euronorma UNI EN 149, nelle tre classi : P1, P2, P3. Le designazioni supplementari S (solid: aerosol e particelle acquose) e SL (solid and liquid:aerosol e particelle acquose e oleose) offrono indicazioni complementari per l’utilizzazzione. Gli operatori che entrano nei locali a rischio devono indossare maschere filtranti facciali. Le mascherine chirurgiche non sono sufficienti !! Le semimaschere filtranti antiparticelle (FF = filtering facepiece) sono ripartite, secondo la Euronorma UNI EN 149, nelle tre classi : P1, P2, P3. Le designazioni supplementari S (solid: aerosol e particelle acquose) e SL (solid and liquid:aerosol e particelle acquose e oleose) offrono indicazioni complementari per l’utilizzazzione.

98 Protezione respiratoria Dove possibile questa dovrebbe essere fornita da filtri del tipo *P100/FFP3, o P99/FFP2 (con un’efficienza del 99.97% e 99% rispettivamente). * Anche i filtri N95 (efficienza del filtro 95%) danno alti livelli di protezione e potrebbero essere indossati quando non ci sono alternative di maggior protezione disponibili, per es. nel caso di personale nelle aree di prima valutazione, prima dell’isolamento. Fonte: WHO-Epicentro ISS Dove possibile questa dovrebbe essere fornita da filtri del tipo *P100/FFP3, o P99/FFP2 (con un’efficienza del 99.97% e 99% rispettivamente). * Anche i filtri N95 (efficienza del filtro 95%) danno alti livelli di protezione e potrebbero essere indossati quando non ci sono alternative di maggior protezione disponibili, per es. nel caso di personale nelle aree di prima valutazione, prima dell’isolamento. Fonte: WHO-Epicentro ISS

99 Utilizzo delle FFP La FFP va consegnata a titolo personale e può essere utilizzata più volte dalla stessa persona (durata massima di utilizzo 8 ore) La maschera deve calzare bene e adattata al volto; qualche problema per chi porta la barba La FFP va cambiata nelle seguenti situazioni: - durata d’uso totale 8 ore - contaminazione diretta della maschera da parte di secreti contenenti batteri - difetti visibili della maschera - aumento della resistenza respiratoria per umidità La FFP va consegnata a titolo personale e può essere utilizzata più volte dalla stessa persona (durata massima di utilizzo 8 ore) La maschera deve calzare bene e adattata al volto; qualche problema per chi porta la barba La FFP va cambiata nelle seguenti situazioni: - durata d’uso totale 8 ore - contaminazione diretta della maschera da parte di secreti contenenti batteri - difetti visibili della maschera - aumento della resistenza respiratoria per umidità

100 Maschere filtranti Le maschere di protezione respiratoria sono da conservare, se possibile, nella camera di separazione (filtro della stanza), senza contaminazione della parte interna causata da liquidi o secreti contenenti batteri.

101 Maschere FFP3 L’impiego di queste maschere è consigliato: In caso di contatto con pazienti affetti da TB multiresistente (MDR) Durante le operazioni di endoscopia bronchiale limitatamente al personale direttamente esposto; per il personale presente nell’ambiente sono sufficienti maschere FFP2 L’uso sul campo settorio per interventi su persone decedute, affette o sospette TB L’impiego di queste maschere è consigliato: In caso di contatto con pazienti affetti da TB multiresistente (MDR) Durante le operazioni di endoscopia bronchiale limitatamente al personale direttamente esposto; per il personale presente nell’ambiente sono sufficienti maschere FFP2 L’uso sul campo settorio per interventi su persone decedute, affette o sospette TB

102 VISITATORI Possono accedere alla stanza solo se autorizzati dal personale incaricato e devono indossare i DPI Ai bambini e ai soggetti immunodepressi o HIV + deve essere, di norma, inibito l’accesso ai locali di isolamento respiratorio VISITATORI Possono accedere alla stanza solo se autorizzati dal personale incaricato e devono indossare i DPI Ai bambini e ai soggetti immunodepressi o HIV + deve essere, di norma, inibito l’accesso ai locali di isolamento respiratorio

103 PAZIENTI Il paziente non deve uscire dalla stanza Se deve sottoporsi ad esami strumentali accederà ai servizi indossando la mascherina chirurgica o maschera FFP1 senza valvola E’ consigliabile programmare gli esami a fine seduta e fare attendere, comunque, il meno possibile il paziente collocandolo in locali poco o nulla affollati PAZIENTI Il paziente non deve uscire dalla stanza Se deve sottoporsi ad esami strumentali accederà ai servizi indossando la mascherina chirurgica o maschera FFP1 senza valvola E’ consigliabile programmare gli esami a fine seduta e fare attendere, comunque, il meno possibile il paziente collocandolo in locali poco o nulla affollati

104 Gestione dell’isolamento respiratorio Ogni U.O. che accoglie malati da porre in isolamento respiratorio deve avere un soggetto tra il personale sanitario preposto al programma di dimissione e al controllo del rispetto delle procedure: a lui sarà affidata ogni decisione riguardo agli accessi e le uscite dai locali isolati, fermo restando che spetta al Dirigente ogni decisione riguardo all’ammissione, la dimissione e le modalità di isolamento.

105 Stanza senza ventilazione tecnica - pulire accuratamente la stanza, soleggiarla ed aerarla per almeno 12 ore prima di rioccuparla Stanza con ventilazione tecnica - garantire almeno 36 ricambi d’aria prima di rioccuparla ed effettuare pulizia accurata N.B. : la disinfezione a mezzo di aerosol disinfettanti è inutile e può provocare allergie e quindi non va implementata Stanza senza ventilazione tecnica - pulire accuratamente la stanza, soleggiarla ed aerarla per almeno 12 ore prima di rioccuparla Stanza con ventilazione tecnica - garantire almeno 36 ricambi d’aria prima di rioccuparla ed effettuare pulizia accurata N.B. : la disinfezione a mezzo di aerosol disinfettanti è inutile e può provocare allergie e quindi non va implementata Bonifica della stanza

106 Il percorso clinico in pronto soccorso 1° STEP: IL TRIAGE L’accesso al triage deve essere agevolato per l’utente che presenta un rischio di patologia trasmissibile per via aerea: infatti, la permanenza prolungata del soggetto in un’area affollata può determinare la possibile esposizione al rischio di trasmissione per l’utenza che sosta in tale area. 1° STEP: IL TRIAGE L’accesso al triage deve essere agevolato per l’utente che presenta un rischio di patologia trasmissibile per via aerea: infatti, la permanenza prolungata del soggetto in un’area affollata può determinare la possibile esposizione al rischio di trasmissione per l’utenza che sosta in tale area.

107 Il percorso clinico in pronto soccorso 1° STEP: IL TRIAGE Per ovviare a tale problematica è consiglia- bile predisporre una specifica cartellonistica, da apporre in maniera visibile all’ingresso del Pronto Soccorso, che permetta il generarsi di flussi differenziati per utenti con segni/sintomi respiratori indice di potenziale malattia tra- smissibile. 1° STEP: IL TRIAGE Per ovviare a tale problematica è consiglia- bile predisporre una specifica cartellonistica, da apporre in maniera visibile all’ingresso del Pronto Soccorso, che permetta il generarsi di flussi differenziati per utenti con segni/sintomi respiratori indice di potenziale malattia tra- smissibile.

108 Il percorso clinico in Pronto Soccorso: I pz. che arrivano alla postazione di triage per sospetta Influenza, non devono sostare nella sala di TRIAGE ma, indossata una mascherina chirurgica, devono essere accompagnati nella sala dedicata all’isolamento di pz. con patologia respiratoria. Il percorso clinico in Pronto Soccorso: I pz. che arrivano alla postazione di triage per sospetta Influenza, non devono sostare nella sala di TRIAGE ma, indossata una mascherina chirurgica, devono essere accompagnati nella sala dedicata all’isolamento di pz. con patologia respiratoria. Procedure da adottare per l’accettazione e l’isolamento di pz. con diagnosi accertata o sospetta di Influenza

109 Triage del paziente: In presenza di pz. con sintomatologia respiratoria o con sospetto clinico di Influenza, gli operatori devono:  Indossare i DPI  Accompagnare il pz. nel locale dedicato (sala attesa e sala visita per pz. con patologia a trasmissione aerea) Triage del paziente: In presenza di pz. con sintomatologia respiratoria o con sospetto clinico di Influenza, gli operatori devono:  Indossare i DPI  Accompagnare il pz. nel locale dedicato (sala attesa e sala visita per pz. con patologia a trasmissione aerea) Procedure da adottare per l’accettazione e l’isolamento di pz. con diagnosi accertata o sospetta di Influenza

110 Il percorso clinico in pronto soccorso 1° STEP: IL TRIAGE L’infermiere addetto al triage rappresenta, generalmente, l’operatore che per primo entra in relazione con l’utente che si rivolge al Pronto Soccorso. Questo momento è decisivo per identificare se il soggetto presenta un problema di salute connesso ad un rischio di trasmissione di malattia tubercolare. Per poter effettuare una corretta valutazione l’infermiere deve disporre di specifiche conoscenze. 1° STEP: IL TRIAGE L’infermiere addetto al triage rappresenta, generalmente, l’operatore che per primo entra in relazione con l’utente che si rivolge al Pronto Soccorso. Questo momento è decisivo per identificare se il soggetto presenta un problema di salute connesso ad un rischio di trasmissione di malattia tubercolare. Per poter effettuare una corretta valutazione l’infermiere deve disporre di specifiche conoscenze.

111 A) In caso di triage negativo seguire le “misure di protezione standard” B) In caso di triage positivo: 1- fare indossare la mascherina chirurgica al paziente 2- collocare il paziente in ambiente isolato o, nel caso non risulti possibile, almeno poco affollato 3- mettere a disposizione del paziente fazzoletti monouso, da riporre dopo l’uso nei contenitori per rifiuti speciali 4- istruire il paziente a non abbandonare la stanza senza autorizzazione del personale del Pronto Soccorso A) In caso di triage negativo seguire le “misure di protezione standard” B) In caso di triage positivo: 1- fare indossare la mascherina chirurgica al paziente 2- collocare il paziente in ambiente isolato o, nel caso non risulti possibile, almeno poco affollato 3- mettere a disposizione del paziente fazzoletti monouso, da riporre dopo l’uso nei contenitori per rifiuti speciali 4- istruire il paziente a non abbandonare la stanza senza autorizzazione del personale del Pronto Soccorso Procedure da adottare per l’accettazione e l’isolamento di pz. con diagnosi accertata o sospetta di Influenza

112 B) In caso di triage positivo: 5- il personale deve adottare le precauzioni standard (come per un Codice Rosso) 6- possibilmente si deve affidare l’assistenza del paziente ad un solo operatore sanitario 7- eseguire Radiografia del torace 8 – in caso di Rx positivo il paziente va avviato tempestivamente in Malattie infettive, avendo escluso condizioni cliniche di particolare instabilità, che lo indirizzino verso altra U.O. In quest’ultima il personale di assistenza dovrà adottare le idonee misure di isolamento respiratorio. B) In caso di triage positivo: 5- il personale deve adottare le precauzioni standard (come per un Codice Rosso) 6- possibilmente si deve affidare l’assistenza del paziente ad un solo operatore sanitario 7- eseguire Radiografia del torace 8 – in caso di Rx positivo il paziente va avviato tempestivamente in Malattie infettive, avendo escluso condizioni cliniche di particolare instabilità, che lo indirizzino verso altra U.O. In quest’ultima il personale di assistenza dovrà adottare le idonee misure di isolamento respiratorio. Procedure da adottare per l’accettazione e l’isolamento di pz. con diagnosi accertata o sospetta di Influenza

113 B) In caso di triage positivo: Nell’attesa del trasferimento, paziente e personale di assistenza continueranno ad adottare le misure di protezione in atto ed il personale userà filtranti facciali del tipo FFP2. 9– il trasferimento in ambulanza non va effettuato insieme ad altri pazienti. Il personale addetto al trasporto deve essere informato sullo stato di contagiosità del paziente ed indossare filtranti facciali del tipo FFP2. B) In caso di triage positivo: Nell’attesa del trasferimento, paziente e personale di assistenza continueranno ad adottare le misure di protezione in atto ed il personale userà filtranti facciali del tipo FFP2. 9– il trasferimento in ambulanza non va effettuato insieme ad altri pazienti. Il personale addetto al trasporto deve essere informato sullo stato di contagiosità del paziente ed indossare filtranti facciali del tipo FFP2. Procedure da adottare per l’accettazione e l’isolamento di pz. con diagnosi accertata o sospetta di Influenza


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