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PRESENTA. Presentazione Siamo la classe III° D e abbiamo realizzato un Ipertesto sul nostro Paese.

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1 PRESENTA

2 Presentazione Siamo la classe III° D e abbiamo realizzato un Ipertesto sul nostro Paese

3 Santa Maria a Monte Popolazione:9.205 Superfice:3.829 m. 72,94 sul livello del mare.

4 Indice il paese la sua storia, il suo territorio le sue località, i suoi monumenti, le sue tradizioni e la sua cultura, i suoi personaggi, la sua gente la sua “lingua”

5 Il paese Santa Maria a Monte è un piccolo paese, in provincia di Pisa, che si eleva su un’alta collina.La sua forma caratteristica con cinte murarie e strutture medievali apre l’immaginazione nei suoi percorsi come in un labirinto circolare.La struttura del centro storico di Santa Maria a Monte assomiglia ancora oggi alla configurazione del castellopc del periodo medievale Torello Gerbi, parroco della Collegiatafoto coll di Santa Maria a Monte nell’800, scrive che l’imprendibilità del Castello foto era garantita da una cintura di torri e fortificazioni poste come avamposti nelle vicinanze del paese, costituita dal Castello di Pozzo,foto coll dalla Torre o fortezza detta “dei Palazzi”foto coll e della Torre di San Dalmazio foto coll.Il Castello di Pozzo, trovandosi a est di Santa Maria a Monte, verso Firenze pc la proteggeva dagli attacchi provenienti da quella direzione, la torre di San Dalmazio, trovandosi ai piedi del colle, era a protezione degli attacchi provenienti dal piano foto pc,infine la torre dei Palazzi, che si trovava sul colle a nord-est, dove oggi c’è un maneggiopc, presiedeva l’accesso del paese da eventuali attacchi provenienti da Pisa pc. Nel 1950 crollò quanto rimaneva della Rocca coll con una buona parte delle mura.Delle tre torri -fortezza foto pc di Palazzi, di San Dalmazio e di Pozzo non restano tracce, probabilmente l’ultima ad essere demolita fu quella di San Dalmazio nel 1806.La strada principale del centro storico è via Giosuè Carduccicoll, dove si trovano numerose attività commerciali accanto alle abitazioni più antiche dalle porte ornate da architravi in pietra serena,pc foto arricchite da insegne gentilizie.pc foto Il numero civico 29, abitazione del padre del poeta Giosuè Carducci, reca sulla facciata una lapidefoto apposta dal Comune per il cinquantenario della morte di Dante Carduccicoll, avvenuta il 29 settembre 1907 e seguita, dopo sette mesi, da quella del padre Michele.Questa è la casa dove, dal 1856 al 1858, abitò la famiglia Carducci: il padre, medico chirurgo, con la moglie Ildegonda Celli ed i loro due figli, Dante e Valfredo, mentre il loro primogenito, il grande poeta Giosuè, insegnava a San Miniato.pcIn via Carducci si trova anche la Scuola Materna “BEATA DIANA GIUNTINI”coll foto gestita dalle monache francescanepc dal 1921; nel cui giardino si trova una delle torri di guardia pc foto poste sul perimetro esterno dell’antico castello.Al termine della strada si trova la piazzetta Santi Politifoto coll, dedicata ad un sacerdote santamariamontese, nato nel 1590 e morto nel 1658 che si prodigò in attività caritatevoli

6 La Piazza della Collegiata foto coll è come un piccolo scrigno, cinto dalle abitazioni e aperto da un solo lato sul paesaggio, della sottostante pianura del Valdarno.fotocollSe camminiamo nel centro storico di Santa Maria a Monte, potremmo notare che non è cambiato un granché dall'età feudale.Dalla piazza della Vittoria foto si può risalire la “VIE DELLE GRAZIE”, dove giungeremo ad una diramazione che, andando a sinistra, conduce alla Scuola Media “GIOSUE’CARDUCCI” e, a destra, a San Sebastiano. Al centro della diramazione c’è un piccolo parco chiamato ”PARCO DELLA RIMEMBRANZA”,foto dove il Comune ha fatto porre alcuni giochi e passatempi per i bambini.In mezzo al giardino è stato posto un cippo foto, in ricordo della morte di Dante Carducci e del padre del poeta; a fianco sono sepolti i defunti delle guerre mondiali.Di Santa Maria a Monte si può dire che è un paese organizzato, con strutture pubbliche come scuole materne, elementari e medie, una U.S.L, un centro postale, un piccolo teatro dietro il Palazzo Comunale, una fornitissima biblioteca e la Casa Carducci colldove ha sede il museo, l’archivio colled è punto d’informazione turistica.All’interno del paese vi sono opere e monumenti medievali, oggi ristrutturati: l’antica Rocca, coll situata sulla sommità della collina; la torre campanaria coll,la torre dell’orologiocoll e la casa dei Prioricoll, tutte antiche costruzioni che, visitandole, ci riportano un po’ indietro nel tempo…….

7 La sua Storia La più antica testimonianza dell'esistenza di S. Maria a Monte risale al 775 d.C.; la località allora si chiamava "Oracolum Santae Mariae". Il castello pc aveva una forma a cono, era circondato da un profondo fossato e da tre cerchi di mura merlate.pc All'interno due strade conducevano alla Rocca e su una di queste, fu costruita la Collegiata copll, mentre la strada che girava intorno al castello si chiamò "Via di Borgo".foto Le porte d'accesso al castello erano tre: 1) Porta Guelfa foto collo alla Madonna extra Moenia, dove era un oratorio pc dedicato alla Madonna delle Grazie. 2) Porta S. Giovanni,fotoche si trovava presso una piccola chiesa dedicata a S. Giovanni e che divenne poi la Collegiata. 3.) Porta al Mercato, fotoalla quale era attigua la piazzetta del mercato; Presso ognuna vi era una torre con saracinesca pc. Nel territorio del paese c’erano poi anche altre fortezze: 1.La fortezza dei palazzi (o torre),foto che si trovava sulla sommità del colle e avvertiva dei possibili attacchi da parte di Pisa. 2.La torre di S. Dalmazio,foto che si trovava in un giardino privato e prendeva il nome dall’omonimo convento; proprio sotto questa torre è stata seppellita la Beata Diana Giuntini pc, patrona del paese. 3.La fortezza di Pozzo,foto dove c'erano i magazzini comunali. Lo spazio intercorrente fra il primo giro, quello più esterno delle mura, ed il secondo, interno, fu destinato alle abitazioni e al mercato; c’erano, inoltre, le chiese delle Confraternite pc e il tribunale dove il Podestà pc amministrava la giustizia; vicino al palazzo dove quest’ultimo risiedeva, c'è ancora il vecchio orologio a martello foto con una piccola campana. Fra il secondo e terzo giro erano situati il cimitero, il palazzo dei consoli pc, degli ufficiali e delle autorità comunali; la famiglia della Beata Diana Giuntini, secondo la tradizione, abitava in questo rione di Santa Maria a Monte. Il paese era dotato di ben cinque scuole e tre ospedali. Le Contrade coll del castello erano: - RENAIO foto - CAPANNOLI foto - CASTELLO foto Il castello aveva delle proprie leggi, prima che venissero soppresse dall’autorità di Firenze e i primi statuti pc detti "Breve dei Consoli" si ebbero nei secoli XII e XIII, la lingua con cui furono scritti era il volgare pc ma la scrittura gotica pc, diventata poi corsiva pc dal La prima volta che il Castello di Santa Maria a Monte è nominato è in un documento arcivescovile del 787; nel 914 era sotto il potere della chiesa lucchese, periodo in cui avvennero le visite del papa Innocenzo II pc e dell’imperatore di Germania, Lotario II.pc La Repubblica di Pisa pc lo conquistò nel 1101 ma, mentre era impegnata contro Genova e in Sardegna, Ugo di Ugo da Laterata lo vendette al vescovo lucchese Benedetto. La dominazione lucchese è attestata dai diplomi di Enrico VI pc del 20 luglio 1194 e di Ottone IV pc del 14 dicembre 1209, che conferiscono la proprietà del feudo pc ai Vescovi di Lucca; questa città dominò il borgo fino al 1258; dal 1261, data della battaglia di Montaperti coll, il castello passò dai Guelfi pc Lucchesi ai Ghibellini pc Pisani. Pisa poi

8 sconfitta nella battaglia navale della Meloria pc, perse di nuovo il borgo nel 1285, che venne ceduto a Firenze Nel 1592 si ebbe la ristrutturazione della villa delle Pianore foto e della chiesa di Santa Cristina foto, ad opera della granduchessa Cristina di Lorena pc e del Granduca Francesco I pc, i quali dissodarono e disboscarono anche le Cerbaie pc per renderle degli ottimi poderi; infine durante il granducato di Leopoldo di Asburgo- Lorena pc vennero attuate molte riforme illuminate coll, pagate però con la perdita dell’autonomia legislativa del paese. Nel 1869 il comune di Montecalvoli pc fu soppresso e i suoi territori annessi a Santa Maria a Monte. Fra la 1^ e la 2^ Guerra Mondiale pc, nel 1925, iniziarono i lavori per la costruzione dell’acquedotto ma subirono una fase di stallo in seguito ai pesanti bombardamenti coll, che provocarono ingenti danni alle chiese e all’abitato e gravi disagi per la popolazione. Dopo il 1946 si ebbero la rinascita economica e la trasformazione della stessa economia: da agricola ad industriale, cosa che portò alla nascita di piccole e medie imprese in tutto il comune di Santa Maria a Monte.

9 IL SUO TERRITORIO IL VALDARNO INFERIORE Questa valle è stata molto abitata sin dall’epoca Etrusco- Romana. Per secoli è stata al centro delle guerre tra Lucca e Pisa nel Medioevo, e tra la Repubblica Pisana e Fiorentina nel primo Rinascimento. Oggi il Valdarno Inferiore è conosciuto per i villaggi e borghi che, dalle colline,dominano un territorio ricco d’insediamenti artigianali e industriali. Bientina è molto conosciuta per l’artigianato e i pezzi di antiquariato, Calcinaia per alcune opere di Andrea Della Robbia, Montopoli per i suoi antichi bacini ceramici, Santa Croce per la pelle, Santa Maria a Monte e Castelfranco di Sotto sono conosciuti come villaggi industriali e che Giosuè Carducci ha celebrato nei suoi poemi. Infine, sulla Via Francigena, c’è San Miniato, paese fortificato fin dal X secolo e più tardi ricco e potente castello d’Autunno dell’imperatore degli Svevi Ottone. San Miniato ha conservato molte tradizioni popolari fra cui, in Estate, il Festival, ed è famoso anche per il suo Tartufo Bianco.

10 IL territorio di Santa Maria a Monte colle del Valdarno inferiorecoll in generale è di origine marina, essendo emerso dal mare durante l’era pliocenica: ciò è documentato da numerosi fossili, trovati anche su Le Cerbaie. Anche questo territorio è stato sottoposto alle glaciazioni ed ai riscaldamenti del clima, variando così flora e fauna: dalle foreste di pini e abeti, popolate da alci, cervi, caprioli ed orsi, è passato alla savana, popolata da cervi, gazzelle ed equidi. Dopo l’ultimo innalzamento della temperatura alcuni animali sono fuggiti verso nord e l’area si è stabilizzata; attualmente la fauna delle Cerbaie è composta da uccelli e da mammiferi di media taglia come i cinghiali. Durante le epoche etruschepc, romane e longobardepc il territorio è stato soggetto a modifiche tra cui disboscamenti, deviazioni di fiumi e costruzioni di canali per l’irrigazione mentre in epoca moderna si è avuta l’urbanizzazione delle colline che ha richiesto l’abbattimento di interi boschi, di conseguenza sono scomparse molte specie che popolavano la zona. Ultimamente, proprio per far fronte a questo grave fenomeno, sono state istituite alcune riserve, mentre è in progetto la costituzione del Parco delle Cerbaie

11 Le Cerbaie sono colline boscose, limitate ad est dalPadulepcFucecchiopc, ad ovest dall’ex lago di Sesto o di Bientina,pcfoto a nord dal fosso della Sibolla,pcfoto a sud dall’Uscianapc, il punto più alto si trova presso Montefalcone a 114 m. sul livello del mare e la loro estensione è di ettari. La loro dolce natura collinare ha favorito purtroppo l’ impianto di coltivazioni( olivi, viti, che danno ottime produzioni di olio e di buon vino) a scapito della naturale flora. Il toponimo CERBAIE, secondo G. Carmignani, deriva dal latino “ cervus”( cervo) e non, come sostengono altri, da “ cerrus” (cerrus), dal momento che è più spiegabile il passaggio dalla V alla B che non quello dalla R alla B. Durante il Medioevo nelle Cerbaie vivevano cervi e caprioli; ciò è testimoniato dal fatto che nelle stesse era presente anche il lupo, come risulta da uno Statuto del Comune di Fucecchio del 1307\08 che parla del premio da assegnare a chi avesse catturato un lupo; dalle cronache risulta anche che più tardi, nel 1651, un lupo avesse divorato” 32 creature” e che fosse ucciso poi nella valle del Corbellaio, vicino alla chiesa della Quercia,foto presso la “ Fonte del Lupo”foto LE CERBAIE

12 Il toponimo Querce è significativo dal momento che la quercia è la Latifogliapc più diffusa nelle Cerbaie, anche se lo era ancora di più prima dell’abbattimento di tanti esemplari per farne navi quando Pisa, Repubblica Marinara, ne aveva bisogno per la potenza sua e successivamente per quella dei Medicipc. Al posto delle querce sono cresciuti pini, in particolare quelli marittimi o “ pinaster”, che si sono ben adattati all’ambiente tanto che il pino delle Cerbaie era considerato il migliore del mondo per farne mobili ed era venduto come se fosse “ di Svezia”. La pianta ha trovato nei boschi delle Cerbaie un clima particolarmente adatto, dal momento che l’umidità, non eccessiva, è presente anche d’estate, la temperatura si aggira sui 15° ed i terreni hanno reazione acida, essendo formati da conglomerati silicei e sabbia. Nei “vallini” umidi si trovano piante rare, anche tropicali, come la “ Drosea rutundifolia corsica” una pianta carnivora che si nutre di piccoli insetti, l’ “Osmunda regalis”, la più grande felce d’Italia ma anche lo “sfagno”, un muschio che richiede i climi freddi. Fra le altre piante presenti si devono ricordare la “ Gentiana pneumonante”, che normalmente vive in alta montagna, gli abeti bianchi, i pini silvestri, una quercia da sughero, piante di sarelo, il “ Fraxinus Excelsior”, le betulle vicino al le Pianore,coll l’agrifoglio e i pipi tremuli Nel 1963, in una strada aperta nel bosco, Agostino Dani scoprì oggetti risalenti alla preistoria e nelle Cerbaie si trova anche un tratto della Via Francigena, pc che conduceva dalla Francia a Roma

13 Le sue località CERRETTI PONTICELLI POZZO PREGIUNTINO LE PIANORE TAVOLAIA MONTECALVOLI SAN DONATO SAN SEBASTIANO CINQUE CASE

14 Cerretti Il nome Cerretti deriva dalle parole”Cerri-Erti” ed indica gli alti cerrifoto pc che formavano il bosco della zona. Nel 1616 il bosco fu tagliato ma alla località è rimasto il nome Cerri-erti e, solo dopo cento anni, è diventato quello attuale ad indicare sia il luogo che il paese: Cerretti. In antichità Cerretti costituiva la campagna di Santa Maria a Monte,col le sue abitazioni più vecchie infatti, si trovano lontane dall’attuale centro, sviluppatosi in anni più recenti: tra il 1700 e il Le prime abitazioni stabili, risalgono alla fine del XVI, inizi del XVII secolo; antecedentemente nella zona si trovavano capanne di pastori e boscaioli. Verso la fine del XIX secolo, cominciarono ad apparire i primi negozi e solo negli anni venti furono costruite le scuole elementari; prima infatti, i bambini andavano a scuola in locali di proprietà degli insegnanti. Cerretti ha partecipato alle due guerre mondiali,pc soprattutto alla Secondapc quando i suoi boschi costituirono la base logisticapc della V Armata Americana, durante l’avanzata anglo-americane.

15 Ponticelli Ponticelli è un piccolo nucleo abitato in espansione, che ha subito un notevole incremento edilizio ed economico a causa di diverse attività industriali che vi sono state insediate a causa della sua posizione lungo la rotabilepc che da Pontedera pc conduce a Castelfranco, pc Santa Crocepc e Fucecchiopc, sulla riva destra dell’Arnopc. E’ un borgo ridente, nonostante abbia il clima inquinato dai miasmipc dei corsi d’ acqua nei quali sono riversati i residui delle concerie pc di Santa Croce e Castelfranco; malgrado questo, gli abitanti sono oggi in grande aumento.

16 Pozzo Questa piccola località situata su un’altura, a levante di Santa Maria a Monte col, è nata da un antico castello pc, oggi divenuto una villa signorile foto con chiesa intitolata a San Pietro in Vincoli.pc foto Secondo i documenti trovati Pozzo viene citato per la prima volta nel 844 e in un altro documento del 1025,si parla dell’acquisto da parte del conte Ugo di Pozzo e della vendita di questa terra al vescovo di Lucca; nel 1260 infatti la chiesa di San Pietro figura nell’Estimo delle Chiese della Diocesi di Lucca.

17 Montecalvoli Montecalvoli è un importante frazione di S.Maria a Monte coll, che ha mantenuto la sua cinta murariafoto coll, anche se oggi purtroppo è diroccata, fino al E’ “nato” come centro abitato nella seconda metà del 1100, perché gli abitanti del piano e dei poggi vicini vi si trasferirono, essendo una località più sicura dal momento che vi si trovano, fin dal VIII secolo, una Chiesa e un Monastero pc intitolati a San Giorgio e Notturno.coll fotoIl paese è situato all’estremità meridionale delle Cerbaie coll, affacciato sul canale dell’Uscianapc e, proprio per questo, ha assunto fin dall’antichità importanti funzioni militari.Il toponimo di Montecalvoli deriva da Monte Calvo, come veniva chiamata la collina sulla quale si trova, a causa della scarsa vegetazione e anticamente si chiamava Notturno, dal nome della sua Chiesa intitolata a San Giorgio di Notturno, consacrata dal Vescovo di Lucca pc nel 728.I Vescovi di Lucca, per molto tempo, ebbero potere oltre che sulle Chiese, anche sul Castello pc di Montecalvoli, ma il loro era un potere solo apparente perché in realtà il Castello era sotto la giurisdizione civile di Lucca.Nel 1400 poi, alla Chiesa parrocchiale coll fu unita quella di S. Michele collNel 1200 Montecalvoli fu teatro di uno scontro tra le truppe lucchesi, mosse alla conquista di Pontedera pc, ed una guarnigione composta dai cittadini di Calcinaia pc e Vico(Vico Pisano)pc.Dopo la vittoria di Montaperti, nel, i Ghibellini pc di Toscana, al comando del Conte Guido Novellopc, conquistarono Montecalvoli e la rocca coll di S.Maria a Monte, sottoponendoli e all’autorità di Pisapc fino al I due Castelli passarono poi sotto il dominio dei Fiorentini; furono riconquistati dai Pisani, guidati da Uguccione della Faggiolapc, ed infine ceduti a Castruccio Castracani pc nel Dopo la pace di Montopolipc i Pisani ripresero il controllo del borgo, con l’impegno che nessun cittadino di Pisa potesse avere proprietà nel paese e, nel 1406, dopo la definitiva sconfitta di Pisa, la comunità di Montecalvoli si consegnò spontaneamente ai Fiorentini.Con la dominazione fiorentina, le vicende di Montecalvoli si allinearono con quelle di Santa Maria a Monte, nonostante il paese abbia costituito una comunità a parte con propria amministrazione fino al 1868, quando venne unita amministrativamente all’attuale capoluogo. Nel 1317 anche questa località venne conquistata da Castruccio Castracanipc, che ne fece fortificare meglio le strutture; il 26 Aprile1328, le truppe fiorentinepc intercettarono i rinforzi che da Luccapc erano diretti a Pozzo ed assediarono il castello che cadde, lo diroccarono fino alla fondamenta e, in questa occasione, fu distrutta anche la chiesa. Da castello, Pozzo divenne una villa signorile, che appartenne prima agli Albizzi nel (1406), poi ai Pucci.

18 Pregiuntino Il toponimo deriva da “Piacentino”a causa di un uomo di Piacenza che vi abitò nel 1530; è un nucleo abitato, prevalentemente agricolo e dipendente direttamente dal capoluogo.

19 Le Pianore Con questo nome si indica una località che si trova in Val Grandepc foto,verso Pontederapc, oltrepassato Staffolipc, presso il Ponte alle Macchiefoto;è punto d’incontro e di divisione dei territori dei Comuni di Santa Crocepc,Castelfrancopc e Santa Maria a Montecoll. Il suo toponimo, “Le Pianore”, deriva dalle vaste distese dei campi che ha intorno; nel 1592 la tenuta de” Le Pianore”, insieme a Cerri Erti, viene concessa in comunione al castello di Santa Maria a Monte. La chiesafoto attuale de “Le Pianore”corrisponde all’antica Chiesa di San Frediano a Tollipc,alla quale erano annessi un monasteropc e un cimitero dipendenti dalla Chiesa di San Martino di Luccapc foto,anche se poi, nel 1091, furono concessi alle badessapc del monastero Eufrasinaed infine, con una bolla del Pontefice Eugenio IIIpc,a Gottifredo, Pievano di Santa Maria a Monte. Dal 1879 al 1892 fu parroco a Le Pianure don Oreste Nuticoll, personaggio particolare della storia del comune di Santa Maria a Monte. La località de Le Pianore fu sede di doganapc ed aveva un piccolo porto sul Lago di Bientina o di Sesto.pc foto

20 Tavolaia Le notizie su Tavolaia non sono molte, il toponimo presumibilmente deriva dalla natura piatta e distesa del suolo, molto simile a quello de Le Pianore, e non ha subito più modificazioni da quando è stato usato. Il primo nucleo abitato probabilmente era costituito da una sola abitazione, denominata “la casa di Tavolaia”foto, ed oggi costituisce uno dei poderi della fattoria de Le Pianore. Il luogo, che è sempre stato parte integrante del comune di Santa Maria a Monte coll e della parrocchia de Le Pianore, fra la fine del 700 e i primi dall’800 fu sede doganapc, perché aveva un porto sul Lago di Sestopc coll, simile a quello de Le Pianore.

21 San Donato Situato sulla riva destra del fiume Arnopc, di fronte a La Rotta pc, San Donato è un antico borgo agricolopc; il suo territorio è pianeggiante, vi si trovano molte case colonichepc e, nel 1966, è stato colpito da una disastrosa alluvione dell’Arno.pc Anticamente il paese si chiamava Puppiano, perché il territorio, nell’851 è stato venduto ad un uomo che si chiamava “Guperto de loco Pappiano”, il nome si è trasformato poi in “ San Donato” Pumpiano è ricordato anche nel 1150, in una bolla papale di Eugenio III,pc e in documento del 1298, degli Ospedalieri di Altopasciopc..Le abitazioni di San Donato e la chiesa dedicata ai Santi Giuseppe e Anna pc foto sono state ricostruite nel 1966, in seguito alle distruzioni causate dai bombardamenti pc fotodella II guerra mondiale nel 1944pc e all’alluvione dell’Arno del 1966, che ha sommerso di qualche metro per circa una settimana tutto il territorio di San Donato.

22 San Sebastiano San Sebastiano è una zona residenziale, situata a nord di Santa Maria a Montecoll, a metà strada rispetto a Pregiuntino.coll Vi si trovano alcuni calzaturifici ed altre attività commerciali. Prende il nome da un oratoriopc foto coll,oggi in stato di degradò,dedicato San Sebastiano.

23 Cinque Case In pianura tra il canale Uscianapc e il fiume Arnopc si trova questo nucleo abitato,situato a ovest da San Donatocoll. Il nome indica come il suo sviluppo sia iniziato da un piccolo borgo agricolopc, formato da poche abitazioni e allargatosi in seguito accogliendo alcune attività industriali.

24 I suoi Monumenti Santa Maria a Monte: La Rocca, La Collegiata, L’Uccellino di Piazza, I Palazzi dei Podestà, Casa Galilei, Casa Carducci, Chiesa della Madonna delle Grazie, Oratorio di San Sebastiano, Torre Campanaria. Montecalvoli: Chiesa dei S.S. Giorgio e Jacopo Le Pianore: La Villa, La Fonte San Donato: Chiesa dei S.S. Giuseppe e Anna

25 Posta sulla sommità del colle di S.Maria a Monte coll dalla Rocca era possibile osservare tutta la pianura circostante fino a S. Miniato.pc Essa era stata costruita nel 906, ampliata dai Lucchesi nel 1252 e dai Fiorentini nel Oggi i resti di questa fortezza sono scarsi anche in seguito al crollo, nel 1950, di parte della collina. Scavi recenti hanno portato alla luce il pavimento e parte della facciata in mattoni rossi del castello,pc metà di un fonte battesimale della vecchia Pieve pc e tracce di una scala che dava accesso ad una cripta.pc La fortezza aveva al suo interno anche una chiesa, nata nell’VIII secolo come oratorio che, tra il 941 e il 983, assunse il titolo di Pieve e nel XII secolo venne ampliata. Doveva essere molto bella e racchiudeva vari tesori artistici dei quali oggi sono rimasti il pulpito coll fotomarmoreo del XII-XIII secolo, la Madonna in trono con Bambinocoll foto, scultura lignea di scuola giottesca del XII secolo e un Crocifisso ligneo collfoto del XIV secolo, tutte conservate nell’ attuale chiesa Collegiatacoll, nella quale vennero portati dopo la conquista di Santa Maria a Monte da parte dei Fiorentini nel E’ stato ritrovata anche una porzione di muro, che probabilmente faceva parte di una delle strutture militari fiorentine o lucchesi e che venne in seguito riutilizzato come lato di una cisterna quadrangolare foto di epoca medioevale. Sono stati inoltre rinvenuti resti umani, provenienti dalle sepolture poste sotto la criptapc e la navatapc della Pieve e ciò prova l’usanza di seppellire i morti nei dintorni della chiesa o addirittura all’ interno. LA ROCCA foto

26 LA COLLEGIATA DI SAN GIOVANNI APOSTOLO EVANGELISTAfoto Situata nella parte più esterna del paese, presso la terza cerchia murariafoto, è la maggiore chiesa di Santa Maria a Monte coll e fu consacrata il 29 settembre Lo stipite del portone è in pietra serena; scolpito nel 1677 per volere del vescovo della diocesi di San Miniatopc, come si legge sull’architrave sovrastato da uno stemma. Il portone è di legno, a formelle, foto scolpite con volute, cherubini e stemmi vescovili. Ai lati della porta ci sono due lapidi in marmo di notevole interesse: quella sinistra risale infatti al XV sec., mentre quella destra, molto rovinata, contiene le volontà testamentari del grande sacerdote Santi Politicoll ed un’altra, all’interno, ricorda la consacrazione della Chiesa, che sostituì la vecchia Pieve caduta in rovina nell’assedio da parte dei fiorentini. La Collegiata, a navata unica, ha impronta rinascimentale nelle tre arcate a tutto sesto, in pietra serena, nella zona del presbiterio pc e nel quattrocentesco fonte battesimalepc, scolpito da Domenico da Rovezzano pc nel Medievali sono invece il Crocifissocoll ligneo del XIV sec, la Madonna col Bambino coll, forse di scuola giottesca ( 1225), che rispettano i canoni del romanico pc toscano, ed il pulpitocoll marmoreo della vecchia Pieve sorretto da leoni stilofori pc e risalente al XII o XIII sec. In seguito vennero eseguite altre modifiche alla Collegiata: nel ‘700 furono aggiunti due altari in pietra serena, nel primo ‘800 fu alzata di 4 braccia, messo un cornicione di rinforzo al tetto, intonacata la facciata, costruita una parete per unire le arcate troppo basse e rifatto il soffitto, in seguito fu affrescata da Luigi Ademolli pc, la Madonna infine fu dotata dello scettro e della corona d’argento. Gli affreschi, molto danneggiati dai bombardamenti,pc vennero in seguito restaurati, così come le tele poste sugli altari settecenteschi.

27 MADONNA CON BAMBINO foto Risale al XIII secolo, internamente è di legno ed esternamente placcata d’oro. La scultura è rappresentata secondo gli schemi tipici ricorrenti in Toscana in quell’epoca: il Bambino è appoggiato sul ginocchio sinistro della Vergine, anziché essere collocato al centro dell’ “immagine”; le forme sono squadrate e semplici e conferiscono alla Madonna un aria semplice e regale allo stesso tempo.La veste della Vergine è ornata da una fibbia e da sette bottoni vitrei, il più grande dei quali riporta la scritta latina “Lippus Optimus Vir” che deve riferirsi al committente o all’esecutore dell’opera. CROCIFISSOfoto E’ in legno scuro e, fino a una decina di anni fa, appariva di un solo colore, un marrone scuro; successivamente si scoprì che era stato coperto da una mano di vernice estremamente scura,che faceva apparire l’opera di un solo colore. Ora è stato riportato al suo originale colore e possiamo ammirarlo nella sua forma originale: il panno avvolto in vita a Gesù è un color chiaro, simile al beige, mentre sul corpo sono comparse le ferite sanguinanti. Insieme alla Madonna e al pulpito, è stato uno dei pochi oggetti che si sono salvati dall’incendio che avrebbe distrutto l’antica Pieve. Se nel paese si verificava una calamità, veniva portato in processione per invocare l’aiuto divino. FONTE BATTESIMALEfoto Realizzato da Domenico da Rovezzano, detto il Rossellino,pc fu terminato nel Di forma ottagonale, le otto facciate sono scolpite con motivi cristiani Quella centrale raffigura il Battesimo di Cristo nel Giordano e ricorda l’opera analoga del Verrocchiopc del ; le altre rappresentano le principali Virtù Cristiane: le tre cardinali Fede, Carità e Speranza e le quattro teologali Giustizia, Fortezza, Prudenza e Temperanza. In alto e al centro, il fonte è arricchito da un piccolo Cristo in bronzo realizzato nel 1991 dallo scultore Nello Bini.pc La sua datazione è sicura perché ne è riportata la data sulla cornice superiore, assieme ai nomi dei committenti; su quella inferiore uno scritto paragona lo scultore all’artista classico Fidia. ANTICO PERGAMOfoto E’ situato attualmente sopra l’entrata laterale della Collegiata e proviene dall’antica Pieve. Il pulpito è di ottima fattura e le sue parti sono collegate con materiali di scarto. La parte superiore è più antica dei leoni stilofori e delle colonne che la sorreggono, ed è probabilmente di un artista lucchese, Guido o Guidetto, che operò a cavallo dei secoli XII e XIII. La parte superiore è spartita da colonne e da archi a sesto acuto. In uno dei quattro scomparti compaiono due sfingi alate con la testa di leone e coda di serpente, mentre si abbracciano. In basso sono visibili delle tarsie bianche e nere figuranti sul fronte, una rosetta, seguita da un cervo inseguito ed azzannato da un cane, ed infine un ramoscello. Sul lato sinistro si vedono di nuovo due sfingi, con il corpo di leone, ma la testa e le ali di uccello, una stella a sei punte, un drago ed un giglio. Il leone stiloforo di sinistra abbranca un capriolo, l’ altro a destra un animale ibrido, forse un drago.


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