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La Sorveglianza sanitaria Dr. Emanuele Rini. MEDICO COMPETENTE ( M.C ) TITOLI:  SPECIALIZZAZIONE IN MED. LAVORO  DOCENZA O LIBERA DOCENZA IN MED. LAVORO.

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1 La Sorveglianza sanitaria Dr. Emanuele Rini

2 MEDICO COMPETENTE ( M.C ) TITOLI:  SPECIALIZZAZIONE IN MED. LAVORO  DOCENZA O LIBERA DOCENZA IN MED. LAVORO  AUTORIZZAZIONE DELL’ASSESSORATO REG. ALLA SANITA’ DOPO ESPERIENZA PROFESSIONALE COME MEDICO DEL LAVORO DI 4 ANNI MATURATA ENTRO IL 15/ 8 /91  SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE, MED. PREVENTIVA, MEDICINA LEGALE 16/06/ Dr. Emanuele Rini

3 MEDICO COMPETENTE ( M.C. ) INQUADRAMENTO: DIPENDENTE DEL DATORE DI LAVORO LIBERO PROFESSIONISTA DIPENDENTE DA STRUTTURA ESTERNA PUBBLICA O PRIVATA CONVENZIONATA CON L’AZIENDA 16/06/ Dr. Emanuele Rini

4 COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE ( ART. 25 e 41 D.Lgs 81/2008 ) A. ATTIVITA’ MEDICHE B. ATTIVITA’ DI CONSULENZA C. ATTIVITA’ ORGANIZZATIVE D. ATTIVITA’ ISPETTIVE E. INFORMAZIONE, FORMAZIONE E COMUNICAZIONE F. ATTIVITA’ MEDICO LEGALI 16/06/ Dr. Emanuele Rini

5 Sorveglianza sanitaria E’ l’insieme degli adempimenti attraversi i quali il medico competente (M.C.) tutela la salute dei lavoratori dai rischi della mansione specifica svolta, per quanto di sua competenza. 16/06/2015 Dr. Emanuele Rini 5

6 D. Lgs. 81 / 2008 e Sorveglianza Sanitaria La Sorveglianza Sanitaria (SO.SA) dei lavoratori è effettuata dal medico Competente: solo nei casi previsti dalla normativa vigente e dal Documento di Valutazione dei Rischi qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal M.C. correlata ai rischi lavorativi 16/06/2015 Dr. Emanuele Rini 6

7 E’ FATTO OBBLIGO AI DATORI DI LAVORO E AI DIRIGENTI DI RICHIAMARE IL MEDICO COMPETENTE ALL’ATTUAZIONE DELLA SORVEGLIANZA SANITARIA, INFORMANDOLO SUI RISCHI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ LAVORATIVA. E’ FATTO OBBLIGO AL MEDICO COMPETENTE DI EFFETTUARE LA SORVEGLIANZA SANITARIA NEI CASI PREVISTI DALLA NORMATIVA VIGENTE 16/06/ Dr. Emanuele Rini

8 E’ FATTO OBBLIGO AL LAVORATORE DI SOTTOPORSI ALLA SORVEGLIANZA SANITARIA N.B TUTTI QUESTI OBBLIGHI SONO SANZIONABILI 16/06/ Dr. Emanuele Rini

9 A) ATTIVITA’ MEDICHE 1. Visita Preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lav. è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica 2. Visita Periodica per controllare lo stato di salute del lav.ed esprimere il G.I. alla mansione specifica. La periodicità viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può variare sia giudizio del M.C. sia dell’organo di vigilanza con provvedimento motivato 3. Visita medica su richiesta del lav. qualora sia ritenuta dal M.C. correlata ai rischi professionali o al suo stato di salute, suscettibile di peggioramento a causa dell’attività svolta al fine di esprimere il G.I. alla mansione specifica. 16/06/ Dr. Emanuele Rini

10 A) ATTIVITA’ MEDICHE 4. Visita medica in occasione di cambio mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica 5. Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro 6. Visita medica precedente alla ripresa del lavoro superiore a sessanta giorni 7. Visite mediche preventive in fase preassuntiva tali visite possono essere espletate, su scelta del D.L., dal M.C. o dai dipartimenti delle ASL (funzione non incompatibile con le disposizioni dell’art.39) 16/06/ Dr. Emanuele Rini

11 B ) ATTIVITA’ DI CONSULENZA 1. COLLABORA CON IL D.L. E CON IL SPPR PER PREDISPORRE MISURE PREVENTIVE A TUTELA DELLA SALUTE DEL LAVORATORE 2. PARTECIPA ALLA STESURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI ED AL SUO AGGIORNAMENTO PERIODICO 3. PARTECIPA ALLA PROGRAMMAZIONE DEI CONTROLLI AMBIENTALI E DI ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI AI RISCHI 16/06/ Dr. Emanuele Rini

12 C ) ATTIVITA’ ORGANIZZATIVE 1. COLLABORA CON IL D.L. E CON I DIRIGENTI NELL’ELABORAZIONE DI PROCEDURE AZIENDALI EFFICIENTI PER L’ATTUAZIONE DELLA SORVEGLIANZA SANITARIA 2. ORGANIZZA, AVVALENDOSI DELLA COLLABORAZIONE DI ALTRI SPECIALISTI, METODI DI INDAGINE EFFICACI PER LA PREVENZIONE 3. CONCORDA CON LO S.P.I.S.L.L. ( ORGANO DI CONTROLLO DELLA A.S.L.) SISTEMI DI RILEVAMENTO DATI SANITARI E DI ARCHIVIAZIONE DEGLI STESSI UTILI PER LE ATTIVITA’ ISPETTIVE, AL FINE DI EVITARE CONTESTAZIONI DURANTE I CONTROLLI DELL’ORGANO DI VIGILANZA ED EVENTUALI PRESCRIZIONI 16/06/ Dr. Emanuele Rini

13 D ) ATTIVITA’ ISPETTIVE 1. VISITA GLI AMBIENTI DI LAVORO ALMENO 1 VOLTA L’ANNO 2. PARTECIPA ALLA PROGRAMMAZIONE DEL CONTROLLO DELL’ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI 3. VERIFICA CON IL SPPR LA MESSA IN ATTO DELLE MISURE PROTETTIVE E PREVENTIVE 4. VERIFICA LA DISPONIBILITA’ E L’USO DEI MEZZI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 16/06/ Dr. Emanuele Rini

14 E ) ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE – FORMAZIONE – COMUNICAZIONE INFORMA IL LAVORATORE E IL RLS SUL SIGNIFICATO DEI PROTOCOLLI SANITARI ADOTTATI IN RAPPORTO AL RISCHIO DELLA MANSIONE SPECIFICA INFORMA IL LAVORATORE SUI RISULTATI DELLE INDAGINI SVOLTE E SULLA SUA FACOLTA’ DI AVERNE UNA COPIA 16/06/ Dr. Emanuele Rini

15 E ) ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE – FORMAZIONE – COMUNICAZIONE COMUNICA PER ISCRITTO, AL TERMINE DEGLI ACCERTAMENTI SANITARI, AL DATORE DI LAVORO E AL LAVORATORE, IL GIUDIZIO DI IDONEITA’. NEL CORSO DELLA RIUNIONE ANNUALE CON IL D.L., IL SPPR E IL RLS COMUNICA PER ISCRITTO, IN FORMA ANONIMA E COLLETTIVA,I RISULTATI DELLA SORVEGLIANZA SANITARIA 16/06/ Dr. Emanuele Rini

16 E ) ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE – FORMAZIONE – COMUNICAZIONE PARTECIPA AI CORSI DI FORMAZIONE DEL PERSONALE INVIA OGNI ANNO ALLO S.P.I.L.L.S. LE INFORMAZIONI DI TIPO EPIDEMIOLOGICO RIGUARDANTI LA SORVEGLIANZA SANITARIA COMUNICA ALL’ISPESL I CASI DI MALATTIE INFETTIVE E DI TUMORI DI SOSPETTA O ACCERTATA ORIGINE PROFESSIONALE 16/06/ Dr. Emanuele Rini

17 F ) ATTIVITA’ MEDICO LEGALI EFFETTUA DENUNCIA DI MALATTIA PROFESSIONALE INVIA ALL’ISPESL, A TERMINE DI RAPPORTO DI LAVORO DEL LAVORATORE, LA CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO, NEI CASI PREVISTI DALLA LEGGE ( RISCHIO DA CANCEROGENI; RISCHIO BIOLOGICO etc ) 16/06/ Dr. Emanuele Rini

18 GIUDIZIO DI IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA SERVE A TUTELARE LA SALUTE DEL LAVORATORE DAI RISCHI A CUI E’ ESPOSTO NELLO SVOLGIMENTO DELLA SUA MANSIONE SPECIFICA. NON SERVE A VALUTARE LA CAPACITA’ LAVORATIVA DEL SOGGETTO ! IL GIUDIZIO DI IDONEITA’ RIGUARDANTE L’ATTITUDINE LAVORATIVA E’ DI PERTINENZA DEL COLLEGIO MEDICO LEGALE DELLA A.S.L. DI APPARTENENZA DEL LAVORATORE ( ART. 5 STATUTO DEI LAVORATORI ) 16/06/ Dr. Emanuele Rini

19 Il M.C. sulla base delle risultanze delle visite mediche esprime uno dei seguenti Giudizi di Idoneità 1. Idoneo 2. Idoneo con limitazioni 3. Idoneo con prescrizioni 4. Inidoneo temporaneamente 5. Inidoneo permanentemente 16/06/2015 Dr. Emanuele Rini 19

20 RICORSO AVVERSO IL GIUDIZIO DI IDONEITA’ O DI INIDONEITA’ IL RICORSO AVVERSO IL GIUDIZIO DI IDONEITA’ O DI INIDONEITA’ EMESSO DAL MEDICO COMPETENTE PUO’ ESSERE PRESENTATO ALL’ORGANO DI VIGILANZA PER LA PREVENZIONE E LA SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO ( S.PRE.SA.L.) DELLA A.S.L DI APPARTENENZA, ENTRO 30 GIORNI DALLA SUA FORMULAZIONE DA : LAVORATORE INTERESSATO DATORE DI LAVORO ** **ANCHE SU SEGNALAZIONE DEL DIRIGENTE 16/06/ Dr. Emanuele Rini

21 16/06/2015Dr. Emanuele Rini21 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI “ CRITERI DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO”

22 Norme di riferimento Le norme riguardanti tale rischio sono contenute nel titolo VI e nell’allegato XXXIII del D.Lgs 81/08. (norme ISO di buona tecnica). Come previsto dall’articolo 28 dello stesso decreto il datore di lavoro (D.L.) valuta questo rischio in rapporto all’attività dell’azienda e alla mansione specifica dei lavoratori. Tale valutazione deve essere inserita nel documento di valutazione dei rischi (D.V.R.) 16/06/2015Dr. Emanuele Rini22

23 Campi di applicazione Attività che comportano la MMC con rischi di lesioni dorso-lombari per i lavoratori. Lesioni dorso-lombari: lesioni a carico delle strutture osteo-tendinee o neurovascolari a livello dorso-lombare. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini23

24 Definizione M.M.C. Operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano Tra l’altro Rischi da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso – lombare. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini24

25 Applicazione delle norme In teoria tali norme si applicano ad ogni azione di movimentazione manuale in tutti i contesti di lavoro; sotto un profilo pratico le procedure di valutazione dovrebbero rivolgersi a: Carichi di peso superiore a 3 Kg Azioni di movimentazione che vengono svolte non occasionalmente (ad es. con frequenze medie di 1 volta ogni ora nella giornata lavorativa tipo) 16/06/2015Dr. Emanuele Rini25

26 Valutazione del rischio I limiti del carico movimentabile manualmente sono selezionati in funzione della necessità di garantire un livello di protezione della popolazione lavorativa adulta sana e, pertanto, dovranno essere scelti limiti differenziati per sesso e fascia di età. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini26

27 Valutazione del rischio Il NIOSH, nella sua proposta parte da un peso ideale di 23 Kg che viene considerato protettivo per il 99% dei maschi adulti e per il 75 – 90 % delle donne. In Italia, sulla base anche dei dati esistenti in letteratura, si preferisce partire da un peso ideale di 25 Kg per i maschi adulti e 20 Kg per le femmine adulte; in tal modo si protegge circa il 90% delle rispettive categorie. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini27

28 Valutazione del rischio Per quanto riguarda le azioni di sollevamento, viene ormai universalmente adottato il metodo NIOSH che, oltre ad essere utilizzato negli USA da molti anni e quindi ben collaudato, rappresenta la base per numerosi standard europei in corso di elaborazione. Il più recente modello proposto dal NIOSH (1993) è in grado di determinare, per ogni azione di sollevamento, il cosidetto RWL (Recommended Weight Limits) O “LIMITE DI PESO RACCOMANDATO” 16/06/2015Dr. Emanuele Rini28

29 NIOSH 1993 Modello 16/06/2015Dr. Emanuele Rini29 calcolo del limite di peso raccomandato Kg 23XPeso raccomandato in condizioni ottimali di sollevamento Fattore altezzaXAltezza da terra delle mani all’inizio del sollevamento Fattore dislocazioneXDistanza verticale del peso tra inizio e fine del sollevamento Fattore orizzontaleXDistanza massima del peso dal corpo durante il sollevamento Fattore frequenzaXFrequenza del sollevamento in atti al minuto (=0 se > 12 volte/min.) Fattore asimmetriaXDislocazione angolare del peso rispetto al piano sagittale del soggetto Fattore presaXGiudizio sulla presa del carico = PESO RACCOMANDATO (PR)

30 Valutazione del rischio Infine, dopo aver estrapolato il limite di peso raccomandato, occorre calcolare l’indicatore sintetico del rischio che è dato dal rapporto tra peso effettivamente sollevato e peso limite raccomandato. Il rischio è minimo per valori inferiori a 1; è invece maggiore quando il valore e superiore a 1. Indice sintetico di movimentazione Peso = effettivamente sollevato/peso limite raccomandato Una volta calcolato l’indice suddetto, potrà essere utile completare la valutazione stabilendo gli interventi eventualmente necessari per mantenere il rischio entro limiti accettabili. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini30

31 Indice M.A.P.O. I criteri di valutazione del rischio da M.M.C. adottati dal NIOSH solo raramente sono applicabili al lavoro ospedaliero. Per tale motivo alle attività ospedaliere di assistenza al paziente, sulla base di numerosi elementi (vedi scheda valutativa allegata) a cui è asseganto un valore numerico, si calcola l’indice MAPO. Tale indice è applicabile solo ai reparti di degenza e non alle aree critiche o ai servizi. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini31

32 Indice M.A.P.O. (NC/OP X FS + PC/OP X FA) x FC X F amb X FF = INDICE MAPO NC = pazienti non collaboranti PC = pazienti collaboranti OP = operatori FS = fattore sollevatori FA = fattore ausili minori F amb. = fattore ambiente FF = fattore formazione FC = fattore carrozzine 16/06/2015Dr. Emanuele Rini32

33 Indice MAPO Fascia di rischioIndice MAPO Livello di rischio Azioni da intraprendere Fascia verdeDa 0.00 a 1.50TrascurabileNessuna Fascia giallaDa 1.51 a 5.00Lieve-medioAttivare la formazione, la sorveglianza sanitaria e la programmazione di interventi a medio- lungotermine per la rimozione dei fattori di rischio Fascia rossaSuperiore a 5.00AltoAttivare la formazione, la sorveglianza sanitaria e la programmazione di interventi breve termine per la rimozione dei fattori di rischio 16/06/2015Dr. Emanuele Rini33

34 Obblighi del datore di lavoro Il datore di lavoro adotta misure organizzative necessarie o ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una MMC da parte dei lavoratori. Qualora non sia possibile evitare la MMC ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati o fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la MMC in osservanza alle norme ISO di buona tecnica previste nell’allegato XXXIII 16/06/2015Dr. Emanuele Rini34

35 Obblighi del datore di lavoro Nel caso in cui la necessità di una movimentazione manuale di un carico a opera del lavoratore non possa essere evitata, il datore di lavoro organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione sia quanto più possibile sicura e sana (uso condizionato della forza manuale) 16/06/2015Dr. Emanuele Rini35

36 Carico di lavoro Il carico di lavoro sulla regione lombo-sacrale, inteso come compressione discale, non deve superare 350 Kg. Questo indice viene determinato attraverso un calcolo che somma il peso dell’operatore sanitario, il risultato viene moltiplicato per la distanza del carico dal corpo di chi esegue la movimentazione; maggiore è la distanza e maggiore è la compressione discale. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini36

37 Carico di lavoro Carico sul disco L 3 – L 4 in un soggetto di 70 Kg: Solleva 20 Kg 1. Schiena diritta ginocchia flesse carico accostato al corpo 210 Kg 2. Schiena flessa, ginocchia diritte, carico distante al corpo 340 Kg. 3. Schiena flessa, ginocchia diritte, carico lontano dal corpo 650 Kg. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini37

38 Ambito INAIL In ambito INAIL le malattie denunciate con maggior frequenza sono: 1. Affezioni della colonna vertebrale (spondilo-discopatie del rachide lombare) 2. Sindrome del tunnel carpale 3. Tendinopatie della mano e del polso 4. Epicondilite 5. Sindrome da impingement della spalla 6. Borsiti croniche del ginocchio 16/06/2015Dr. Emanuele Rini38

39 Conseguenze negative La MMC e le conseguenze negative sul sistema scheletrico e muscolare rappresenta un fattore importante dell’assenza dal lavoro Su 100 giorni di assenza per malattia il 28% è collegato a disturbi delle articolazioni ed in particolare della colonna vertebrale. Ogni anno il 4% dei lavoratori, esposti a MMC di grado medio - elevato (infermieri – ausiliari - operai ecc.) è costretto a cambiare mansione per patologie scheletriche ed in particolare della colonna vertebrale. 16/06/2015Dr. Emanuele Rini39

40 “L’ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI AD AGENTI BIOLOGICI: DIMENSIONI DEL FENOMENO E CRITERI DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO” (D.L GS 81/2008 – T ITOLO X E ALLEGATI ) Dr.Emanuele Rini

41 D EFINIZIONE A GENTE B IOLOGICO (D.L EG. 81/2008) Qualsiasi microorganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare: INFEZIONI ALLERGIE INTOSSICAZIONI 16/06/ Dr. Emanuele Rini

42 D EFINIZIONE A GENTE B IOLOGICO (D.L EG. 81/2008) Gli agenti biologici sono suddivisi in classi sulla base della: INFETTIVITA’: capacità di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite PATOGENICITA’: capacità di provocare malattia dopo infezione TRASMISSIBILITA’: capacità di passare da soggetto infetto ad un altro ospite NEUTRALIZZABILITA’: esistenza di efficaci misure preventive o terapeutiche 16/06/ Dr. Emanuele Rini

43 RISCHIO BIOLOGICO Il D. Lgs. 81/2008 classifica in 4 Gruppi gli Agenti biologici che possono provocare malattie infettive nell’uomo Agente Biologico Gruppo 1, agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani Agente Biologico Gruppo 2, agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi alla comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche. 16/06/ Dr. Emanuele Rini

44 RISCHIO BIOLOGICO Agente Biologico Gruppo 3, agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l’agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche. Agente Biologico Gruppo 4, agente che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche. 16/06/ Dr. Emanuele Rini

45 T RASMISSIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI PARENTERALE HBV, HCV, HIV VIA AEREA (< 5  ) BK, morbillo, varicella, SARS, psitaccosi, antrace DROPLETS (< 5  ) pertosse, difterite, meningite meningococcica, influenza, rosolia, parotide, Haemophilus influenzae Streptococcus pneumoniae CONTATTO Salmonella, E. coli, Clostridium difficile, Scabbia, Pediculosi, Herpes, erisipela, rabbia, leptospira 16/06/ Dr. Emanuele Rini

46 T RASMISSIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI INGESTIONE Salmonella, HAV, HEV, Brucella. Giardia, listeria, toxoplasma VETTORI Rickettsie, Coxiella, Yersinia 16/06/ Dr. Emanuele Rini

47 T RASMISSIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI DirettaContattoDroplet Aerea Veicolata Vettori 16/06/ Dr. Emanuele Rini

48 F ATTORI DI COMPLESSITÀ NELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO Estrema diffusione del rischio Variabilità dei compiti lavorativi Disomogeneità delle aree di lavoro Scarsa conoscenza della relazione dose-effetto e dose-risposta anche per microrganismi più comuni Peculiarità del ciclo lavorativo, che comprende l’insieme dei compiti afferenti alle attività di diagnosi e cura Scarsa possibilità di utilizzare le usuali metodologie tipiche dell’igiene industriale (monitoraggio ambientale e biologico) 16/06/ Dr. Emanuele Rini

49 V ALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO PROBLEMATICHE GENERALI USO DELIBERATO 1. AB trattato, manipolato, trasformato, sfruttato 2. Materia prima, substrato, reagente, catalizzatore, prodotto del processo lavorativo ESPOSIZIONE POTENZIALE 1. Non indispensabile al “ciclo tecnologico” 2. Non è oggetto dell’attività lavorativa 3. Epifenomeno 4. Elemento indesiderato 16/06/ Dr. Emanuele Rini

50 U SO D ELIBERATO VALUTAZIONE DEL RISCHIO Effetti sulla salute/gruppi a rischio Agente biologico classe 4XOOOO Agente biologico classe 3XOOO Agente biologico classe 2XOO Agente biologico classe 1XX Classificazione esposizioneABCDE 16/06/ Dr. Emanuele Rini LEGENDA ANessuna esposizione, nessun contatto BBassa esposizione, contatto infrequente (sistema chiuso) CEsposizione moderata, frequenti contatti a basse concentrazioni DEsposizione elevata, frequenti contatti a elevate concentrazioni EEsposizione molto elevata Xmoderato Oelevato

51 E SPOSIZIONE POTENZIALE VALUTAZIONE DEL RISCHIO I dati rilevati sull’incidenza di infortuni a rischio biologico (IRB), evidenziano che il rischio di IRB è sostanzialmente diffuso, documentato per tutte le figure professionali maggiormente presenti nelle attività di assistenza e identificato nei reparti più rappresentati Pertanto, sulla base delle considerazioni sopra espresse, non appare rilevante il fattore “aree a maggior rischio” ai fini della VdR, ma è più utile indirizzare l’attenzione sul fatto che vengano eseguite o meno le procedure a maggior rischio di esposizione, quali le exposure prone procedures (EPP) 16/06/ Dr. Emanuele Rini

52 RISCHIO BIOLOGICO ATTIVITA’INTENSITA’ DI RISCHIO Partecipazione ad interventi chirurgici ALTA Incannulazione venosa ed arteriosa per terapie, prelievi ematici, esami diagnostici, monitoraggi ect. ALTA Manovre invasive ALTA Manipolazione di liquidi biologici e pezzi anatomici nei laboratori ALTA Assistenza diretta a pazienti di Area Critica e reparti con patologie respiratorie e pazienti con immunodeficienza ALTA Medicazioni ferite chirurgiche e piaghe da decubito MEDIO-ALTA 16/06/ Dr. Emanuele Rini

53 RISCHIO BIOLOGICO ATTIVITA’INTENSITA’ DI RISCHIO Lavaggio e decontaminazione dei ferri chirurgici MEDIO-ALTA Cure igieniche al pazienteMEDIO-BASSA Confezionamento e trasporto dei prelievi ematici, liquidi biologici e pezzi anatomici BASSA Confezionamento dei contenitori per rifiuti e sacchi per la biancheria BASSA 16/06/ Dr. Emanuele Rini

54 M ETODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO A. Svolgimento di attività che comportino assistenza diretta a pazienti, con possibilità di entrare in contatto con sangue o altri fluidi corporei a rischio di trasmissione degli AB considerati B. Svolgimento di procedure invasive a Rischio di Esposizione (EPP) C. Possibilità o meno di adottare soluzioni atte a limitare fattori condizionanti sfavorevolmente lo svolgimento delle attività lavorative D. Incidenza di infortuni 16/06/ Dr. Emanuele Rini

55 F ATTORI CHE POSSONO CONDIZIONARE IL RISCHIO DI INFORTUNI A RISCHIO BIOLOGICO Fattori di tipo edilizio/ambientale Fattori di tipo organizzativo/amministrativo (Importanza del Comitato per iul controllo delle infezioni ospedaliere CIO ) Fattori legati a procedure di lavoro Fattori legati all’uso di Dispositivi di protezione individuale e collettiva Fattori legati all’uso di dispositivi sicuri 16/06/ Dr. Emanuele Rini

56 I NCIDENZA DEGLI INFORTUNI E’ opportuno che ciascuna struttura sanitaria produca le proprie stime di rischio, basandosi sui dati effettivi rilevati sui propri dipendenti, tramite la registrazione degli eventi accidentali 16/06/ Dr. Emanuele Rini

57 S TIMA DEL RISCHIO DI INFEZIONE DA VIRUS TRASMESSI PER VIA EMATOGENA La stima del rischio di infezione è determinata dal prodotto fra: Prevalenza di sieropositività per una data infezione fra pazienti Probabilità di trasmissione (tasso di sieroconversione) Frequenza di Infortuni a Rischio Biologico 16/06/ Dr. Emanuele Rini

58 S TIMA DEL RISCHIO DI INFEZIONE DA VIRUS TRASMESSI PER VIA EMATOGENA Essa inoltre dipende anche da: Stato di immunizzazione della popolazione esposta Esistenza ed efficacia di misure di profilassi postesposizione. 16/06/ Dr. Emanuele Rini

59 S IROH Categorie professionaliEsposizioni Percutanee % Esposizioni Mucocutanee% Infermieri5759 Medici56 Ausiliari1812 Tecnici di laboratorio24 Ostetriche12 Personale in Formazione1312 altri45 16/06/ Dr. Emanuele Rini

60 SIROH Esposizione per reparto Chirurgia48% Medicina37% Altri15% 16/06/ Dr. Emanuele Rini Luogo di esposizione All’interno della camera del paziente40% All’esterno della camera del paziente12% Camere operatorie20% Altri luoghi28%

61 S IROH ( CASI ) SieroconversioneVia PercutaneaVia Mucocutanea HIV32 HBV10 HCV142 16/06/ Dr. Emanuele Rini

62 RISCHIO BIOLOGICO TIPOHIVHBVHCV Rischio di trasmissione dopo esposizione con puntura d’ago 0.3%19 a 40 % se l’operatore sanitario non è immunizzato e se il caso fonte dell’esposizione è positivo per l’antigene “e” dell’epatite B; 6% se l’operatore sanitario non è immunizzato e se il caso fonte dell’esposizione è negativo all’antigene “e” per l’epatite B 0,7 – 1,8 % 16/06/ Dr. Emanuele Rini

63 RISCHIO BIOLOGICO TIPOHIVHBVHCV Rischio di trasmissione a seguito di esposizione di mucose 0,09%0,36% Rischio di trasmissione a seguito di una esposizione della cute integra < 0,09% 16/06/ Dr. Emanuele Rini

64 C RITERI DEI CDC PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE IN BASE AL RISCHIO DI TRASMISSIONE DELLA TUBERCOLOSI  TBC RISCHIO MINIMO Struttura di ricovero o Servizio ambulatoriale che non assiste malati di TB ed è inserita in una comunità nella quale non è stato diagnosticato alcun caso di TB nell’ultimo anno 16/06/ Dr. Emanuele Rini

65 C RITERI DEI CDC PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE IN BASE AL RISCHIO DI TRASMISSIONE DELLA TUBERCOLOSI  TBC RISCHIO MOLTO BASSO Struttura di ricovero in cui non sono stati ammessi pazienti con TB attiva, ma essi possono essere stati valutati inizialmente o trattati ambulatorialmente in un’area per esterni (ambulatorio o pronto soccorso) e i pazienti che possono avere una TB attiva e che necessitano di regime di ricovero, vengono trasferiti tempestivamente ad un altro presidio. Le aree per esterni in cui può avvenire l’esposizione a pazienti con TB attiva devono essere valutate per l’assegnazione di un proprio grado di rischio. 16/06/ Dr. Emanuele Rini

66 C RITERI DEI CDC PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE IN BASE AL RISCHIO DI TRASMISSIONE DELLA TUBERCOLOSI  TBC RISCHIO BASSO o Tasso di cuticonversione degli esposti uguale a quello della popolazione generale dell’area in cui è situato il presidio o a quello osservato in precedenti indagini nella stessa area o gruppo funzionale o < 6 pazienti affetti da TB esaminati o ricoverati in un anno, assenza di trasmissione di TB da persona a persona o ed assenza di cluster di cuticonversioni (2 o più cuticonversioni tra gli operatori in un periodo di 3 mesi). 16/06/ Dr. Emanuele Rini

67 C RITERI DEI CDC PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE IN BASE AL RISCHIO DI TRASMISSIONE DELLA TUBERCOLOSI  TBC RISCHIO INTERMEDIO o Tasso di cuticonversione degli esposti uguale a quella della popolazione generale dell’area in cui è situato il presidio o a quello osservato in precedenti indagini nella stessa area o gruppo funzionale o > 6 ricoverati affetti da TB/anno o Assenza di trasmissione di TB da persona a persona o Ed assenza di cluster di cuticonversioni (2 o più cuticonversioni tra gli operatori in un periodo di 3 mesi) 16/06/ Dr. Emanuele Rini

68 C RITERI DEI CDC PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE IN BASE AL RISCHIO DI TRASMISSIONE DELLA TUBERCOLOSI  TBC RISCHIO ALTO o Tasso di cuticonversione degli esposti significativamente maggiore di quella della popolazione generale dell’area in cui è situato il presidio o a quello osservato in precedenti indagini nella stessa area o gruppo funzionale o E la valutazione epidemiologica suggerisce trasmissione sui luoghi di lavoro o Casi di trasmissione di TB da persona a persona o Cluster di cuticonversione 16/06/ Dr. Emanuele Rini

69 S ORVEGLIANZA SANITARIA PER R ISCHIO B IOLOGICO si applica in tutte le attività nelle quali vi è rischio di esposizione ad Agenti Biologici: Per uso deliberato; Potenziale; 16/06/ Dr. Emanuele Rini

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71 16/06/ Dr. Emanuele Rini

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