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Www.autoriparatori.org PROGETTO SOCRATES GRUNDTVIG 2.

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Presentazione sul tema: "Www.autoriparatori.org PROGETTO SOCRATES GRUNDTVIG 2."— Transcript della presentazione:

1 PROGETTO SOCRATES GRUNDTVIG 2

2 LUCES - ABILITA’ COGNITIVE Il progetto Socrates consiste in un partenariato europeo tra il CAA, il Patronato Pedro de Ibarra per la formazione e lo sviluppo locale della provincia di Càceres, Spagna, il Tempo Training Centre di Ostrava, Repubblica Ceca, di collaborazione ad un progetto transnazionale in linea con le direttive europee sull'autoimprenditorialità e sullo sviluppo del mercato del lavoro.

3 Gli obiettivi del progetto sono: promuovere la cooperazione a livello europeo in materia di apprendimento favorire il dibattito sull’apprendimento migliorare le capacità dei discenti sviluppare la sensibilità interculturale migliorare l’idoneità all’occupazione migliorare le capacità di accedere al sistema educativo formale

4 La finalità del progetto è sperimentare del materiale didattico sulla creazione d’impresa: definire l’IDEA imprenditoriale valutare le attitudini, le abilità e l’ambiente identificare i valori e le caratteristiche dell’imprenditore apprendere le tecniche per generare e realizzare nuove idee valutare e selezionare le idee

5 Il materiale proposto è relativo a: l’iniziazione all’autoimpiego,l’iniziazione all’autoimpiego la creatività come abilità cognitiva,la creatività come abilità cognitiva, la comunicazione, come elaborare un piano d’impresa,come elaborare un piano d’impresa il questionario del progetto imprenditoriale,il questionario del progetto imprenditoriale ecologia e impresa, link sulla creazione d’impresa.

6 L’INIZIAZIONE ALL’AUTOIMPIEGO

7 In questa sezione ci porremo le stesse domande che chiunque pensi alla possibilità di lavorare in proprio si pone: cosa significa essere imprenditore? Gli imprenditori nascono o si formano? Quali sono le caratteristiche personali di un imprenditore? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un imprenditore? Avrei successo se decidessi di avviare un’azienda?

8 MODELLI DI LAVORO Il lavoro dipendente: può essere un’attività privata o pubblica alle dipendenze di una compagnia privata o istituzionale il lavoro indipendente: corrisponde all’attività aziendale d’imprenditoria attraverso l’autoimpiego il lavoro di volontariato: comprende attività diverse non remunerative e di interesse sociale il lavoro personale e familiare: attività domestica, artistica...

9 Compariamo le caratteristiche dei differenti settori d’impiego: Settore pubblico: si accede per concorso garantisce stabilità le promozioni procedono lentamente la retribuzione non è molto elevata le condizioni di lavoro sono molto allettanti (ferie, permessi…) Settore privato: bisogna superare selezioni e colloqui i primi contratti spesso sono temporanei e il contratto definitivo non garantisce continuità le promozioni dipendono anche dal tipo di azienda le retribuzioni possono arrivare ad alte cifre se si raggiunge un incarico dirigenziale le condizioni di lavoro non sono tanto allettanti quanto nel settore pubblico. Autoimpiego: non esiste processo di selezione non garantisce la continuità del lavoro non c’è promozione di ruoli se non l’aumento di esperienza la retribuzione varia a seconda dello sviluppo e del volume di affari le condizioni di lavoro sono imposte dal lavoratore stesso.

10 MITI E BARRIERE SULL’AUTOIMPIEGO BARRIERE PRINCIPALI Mancanza dell’idea imprenditoriale: “tutto quello che ci vuole è un po’ di fortuna”, “gli imprenditori di successo hanno avuto la fortuna di avere una grande idea”, “bisogna aspettare il momento giusto”. Per essere al posto giusto nel momento giusto e cogliere le opportunità è necessario un processo di analisi di fattori, valutare gli eventi e le tendenze, massimizzare e approfittare dei momenti giusti, minimizzare i momenti peggiori. La fortuna c’entra ben poco! Mancanza di denaro: “tutto quello che ci vuole è del denaro”, “senza denaro non si può creare un’azienda”, “non si può avere denaro in prestito se non si possono offrire in cambio garanzie patrimoniali”. Nelle società attuali una delle principali abilità imprenditoriali è identificare ed accedere alle risorse. Indagini internazionali hanno dimostrato che la maggioranza degli imprenditori per avviare l’attività richiede poco denaro. Formazione: “l’imprenditore non ha formazione”, “gli imprenditori sono falliti”, “per creare un’azienda bisogna essere un inventore o lavorare con la tecnologia avanzata”, “per capire come funziona un’azienda bisogna necessariamente frequentare l’Università”. L’imprenditore del futuro deve possedere una formazione complessiva, diversamente le sue possibilità di successo e di crescita sono ridotte. Inconsapevolezza del settore: “soltanto chi ha esperienza può diventare imprenditore”, “ per creare una propria azienda bisogna prima lavorare per qualcun altro, conoscere gli affari e acquisire esperienza”. In realtà sono molto più numerose le opportunità di avviare un’azienda quando si è giovani, ed è provato che pochissimi over 50 avviano un’impresa. Pregiudizi: “diventando imprenditore il mio livello professionale si riduce”, “l’imprenditore è un ribelle”. Molti imprenditori di successo prima di creare una propria azienda sono stati ottimi lavoratori dipendenti. Pertanto ci sarebbe da chiedersi se queste aziende avrebbero dovuto creare condizioni migliori per trattenerli e beneficiare della loro capacità creativa. Diffidenza ambientale: “è possibile diventare imprenditore senza avere il consenso e l’appoggio di coloro che ti stanno intorno”, “la situazione del paese non permette di creare nuove aziende”. Il fenomeno è opposto, solo se diamo origine a nuove imprese, miglioreranno le condizioni ambientali per rinforzare i processi d’imprenditoria, aumenteranno lavoro e ricchezza.

11 BARRIERE PSICOLOGICHE Mancanza di carattere: “imprenditore si nasce, non si diventa”, “l’imprenditore puro è fatto di una pasta speciale, o la si ha o non la si ha”. L’essere imprenditore prevede doti e conoscenze che sono caratteristiche e comportamenti acquisiti. Attualmente esistono progetti formativi che offrono una formazione professionale completa per la creazione d’impresa. La difficoltà nel cominciare: “nei primi mesi la nuova impresa avrà soltanto perdite”, “la maggior parte delle attività falliscono velocemente”. La verità è che ogni investimento ha i suoi rischi e che nel mondo finanziario non esistono azioni sicure. Donna, giovane, disoccupato: ”la creazione di un’impresa è cosa da uomini”. La donna imprenditrice avrebbe le stesse problematiche se lavorasse come dipendente.

12 BARRIERE CULTURALI Rischio: “gli imprenditori non analizzano le cose, le fanno!”, “ creare un’azienda è come giocare alla lotteria, non si sa se funzione finché non rende”, “il posto di lavoro è sicuro mentre gli affari no”, “creare un’impresa è molto più rischioso che lavorare come dipendente”. La verità è diversa, gli imprenditori che hanno avuto successo durante un lungo periodo analizzano molto bene le opportunità, le osservano da tutti i punti di vista, le studiano calcolando accuratamente i propri movimenti prima di agire. Prima comparano i risultati previsti con i propri obiettivi e quando sono chiari agiscono. Capitalismo/anti-capitalismo: “col primo affare diventerò miliardario”, “l’imprenditore non è etico”. Talune persone ritengono di potersi arricchire in breve tempo grazie all’attività imprenditoriale, mentre altre nutrono pregiudizi sulla figura e il senso etico dell’imprenditore. Complicazioni: “la mia professione non serve per creare un’impresa”, “un’impresa è qualcosa di molto complesso”. L’idea di dipendenza ci ha fatto credere che le professioni esistono per occupare posti e mansioni. Il professionista ha la possibilità di operare su più fronti e di identificare fra questi i più soddisfacenti. Tutte le professioni possono potenzialmente creare impresa.

13 VANTAGGI E SVANTAGGI DELL’ESSERE IMPRENDITORE VANTAGGI: si sfrutta la soddisfazione di essere il proprio capo non c’è supervisione diretta possibilità di controllare al meglio l’orario di lavoro si può prosperare con rapidità (entrate e prestigio) si crea lavoro per noi e per gli altri SVANTAGGI: più responsabilità si lavora molte ore e con intensità si perde la sicurezza che ha un lavoratore dipendente dedizione totale agli affari e alla clientela maggiore stress maggiore rischio e incertezza

14 LAVORATORE AUTONOMO AUTONOMIA SFIDA INIZIALE CONTROLLO FINANZIARIO SACRIFICI PERSONALI PICCOLO MARGINE DI BENEFICIO RESPONSABILITA’ VANTAGGISVANTAGGI

15 VANTAGGI Autonomia: molte persone hanno bisogno di indipendenza e libertà Sfida: per molti lavoratori autonomi la sfida di avviare un’attività è stimolante. L’opportunità di convertire l’idea in attività produttiva è di per sé soddisfacente Controllo finanziario: alcuni imprenditori non cercano di ottenere grandi ricchezze, ma vogliono controllare la situazione finanziaria

16 SVANTAGGI Sacrifici personali: soprattutto all’inizio dell’attività l’imprenditore potrebbe dedicare troppo tempo al lavoro a scapito degli impegni familiari. Responsabilità: il lavoratore autonomo è il massimo responsabile dell’esito dell’azienda. Piccolo margine di beneficio: talvolta si attraversano periodi di scarsa produttività e il margine di guadagno non è immediato.

17 CARATTERISTICHE IMPRENDITORIALI Le caratteristiche imprenditoriali hanno molte sfaccettature: FATTORI MOTIVAZIONALI: bisogno di successo bisogno di riconoscimento bisogno di sviluppo personale percezione del beneficio economico bisogno d’indipendenza bisogno di affiliazione o aiuto agli altri bisogno di fuggire, rifugio e assistenza

18 CARATTERISTICHE PERSONALI: saper prendere l’iniziativa capacità decisionale accettazione dei rischi orientamento all’opportunità stabilità emozionale e autocontrollo orientamento agli obiettivi specifici controllo interno (ci si attribuiscono successi e fallimenti) tolleranza alla pressione e all’incertezza ricettività nelle relazioni sociali senso di priorità onestà, integrità e fiducia perseveranza responsabilità personale individualismo ottimismo

19 CARATTERISTICHE FISICHE: energia arduo lavoratore CARATTERISTICHE INTELLETTUALI: agilità/flessibilità creatività/immaginazione/innovazione ricerca della realtà e informazione pianificazione e ricerca sistematica dei risultati capacità di analisi ambientale visione complessiva dei problemi capacità di risoluzione di problemi pianificazione con limiti temporali COMPETENZE: autorità orientamento al cliente capacità di individuare le risorse capacità di amministrare le risorse padrone dei fattori di produzione efficacia e qualità direzione e gestione dell’azienda rete di contatti comunicazione

20 LA CREATIVITA’ COME ABILITA’ COGNITIVA PER INTRAPRENDERE

21 OBIETTIVI Avvalorare l’importanza di concepire un’idea innovativa e fattibile per creare un’impresa apprendere le regole per generare e valorizzare l’idea d’impresa analizzare le differenze tra i concetti di creatività, innovazione e adattamento conoscere la fasi e il processo creativo descrivere le fonti della creatività prevedere i blocchi creativi e le attitudini inflessibili nella gestione aziendale

22 Studi elaborati in diversi paesi confermano che ogni 20 anni il 60% circa delle aziende muore. Per quale ragione? La sopravvivenza delle aziende è sempre più legata all’innovazione e alla creatività. L’innovazione deve essere permanente. Gli imprenditori delle PMI possiedono grande flessibilità e una rapida capacità di reazione che permette loro di adeguare le proprie aziende ai veloci mutamenti della società.

23 COME NASCE UN’IDEA INNOVATIVA? È frutto di una ricerca organizzata, sistematica e regolare: bisogna porsi nelle migliori condizioni per assorbire tutto ciò che può rivelarsi una buona opportunità, osservare ciò che succede in altre regioni o paesi, prestare attenzione ai mezzi d’informazione nazionali ed esteri, mantenere i contatti con persone creative, esaminare i bisogni. Bisogna essere concettuale e percettivo per convertire l’idea generica in una opportunità determinata. Bisogna essere semplice e centrato:le idee che hanno avuto maggiore successo in campo imprenditoriale rispondono alla domanda: perché non è venuto in mente a me? È necessario procedere a piccoli passi: non bisogna dimenticare che l’innovazione non si esaurisce con l’idea geniale, ma deve accompagnare la gestione quotidiana dell’azienda. È di stimolo puntare a diventare un leader di mercato in breve tempo anche proteggendo il proprio prodotto o servizio da eventuali imitazioni.

24 PRINCIPI DELL’INNOVAZIONE FARE analizzare le opportunità osservare, chiedere, ascoltare cercare cose semplici e centrate piccoli investimenti, personale ridotto, mercato limitato ambire a diventare leader di mercato NON FARE guardare troppo al futuro prodotti difficili da produrre o da vendere ramificare e disperdere il nucleo delle innovazioni

25 CONVERTIRE L’IDEA IN PROGETTO Comparare l’idea con altre esperienze simili di enti pubblici o privati che operano nello stesso campo ordinare le informazioni raccolte intorno a due questioni: prodotto e cliente stabilire la strategia di produzione e vendita,il lavoro, il personale necessario e le risorse finanziarie

26 CLASSIFICAZIONE DELLE FONTI DI IDEE INNOVATIVE Le fonti che possono produrre buone idee imprenditoriali e quindi opportunità di affari sono disparate e spesso sono più vicine a noi di quanto si possa immaginare. Possiamo classificarle secondo il seguente schema: criterio di opportunità:le idee imprenditoriali possono derivare dalle opportunità che si presentano all’imprenditore a seguito di cause interne (invenzioni, hobbies, licenziamento) o esterne (tendenze sociali, inefficienza altrui, carenza, scoperta di nuove tecniche per gestire l’ordinario) criterio di esperienza: è incentrato sull’esperienza dell’imprenditore criterio dei mutamenti sociali e culturali: le idee e quindi le opportunità possono nascere dall’osservazione sistematica dei cambiamenti economici, sociali e culturali.

27 CREATIVITA’ E INNOVAZIONE Non esiste una definizione univoca della creatività. L’etimologia del termine ci porta al latino creare che letteralmente significa fare qualcosa di nuovo, sia essa una scoperta, una poesia, un prodotto, una decisione politica… Potremmo definirla come un processo mentale finalizzato alla generazione di idee. Il concetto di creatività è strettamente legato a quello di innovazione. Ovvero all’applicazione pratica delle idee con il fine di raggiungere gli obiettivi nel modo più efficace. Per schematizzare la creatività è la materia prima dell’innovazione.

28 CREATIVITA’ E PERSONALITA’ Per molto tempo si è creduto che la creatività fosse una qualità innata, in realtà pur variando da persona a persona, la capacità creativa può essere acquisita, incrementata e migliorata utilizzando specifiche tecniche. È pur vero che le persone creative posseggono alcune caratteristiche comuni quali: la tolleranza all’ambiguità: capacità di vivere in una situazione problematica e di lavorare per dominarla, ma non superarla flusso di idee continuo: le persone creative generano continuamente nuove idee e nuove soluzioni la flessibilità: capacità di seguire varie possibilità di soluzione senza ancorarsi a nessuna in particolare l’originalità: capacità di essere al di sopra delle mode e delle convenzioni la capacità di elaborare nuovi concetti la sensibilità ai problemi: le persone creative tendono a complicare le situazioni, perché tendono ad ancorarsi alle cose fuori dal comune piuttosto che a quelle normali.

29 IL PROCESSO CREATIVO La creatività non è qualcosa che nasce all’improvviso come l’ispirazione. Quando nasce un’idea che cataloghiamo come creativa si produce necessariamente un processo mentale, basato su tre fasi, che si manifesta inconsciamente nell’individuo seguendo sempre lo stesso ordine.

30 LE FASI DEL PROCESSO CREATIVO SATURAZIONE: l’essere umano si distingue per la quantità di informazioni che può assimilare ed elaborare. Di tutte le informazioni percepite una parte viene registrata e memorizzata in attesa di essere utilizzata, un’altra viene definitivamente rimossa. Proprio la parte memorizzata costituirà il germe dell’idea creativa. INCUBAZIONE: in questa fase le informazioni continuano ad essere elaborate dai processi mentali e vengono ulteriormente filtrate. ILLUMINAZIONE: è la fase in cui confluiscono i due processi precedenti, dà origine a quello che comunemente chiamiamo “ispirazione”, alla manifestazione dell’idea.

31 LE FONTI DELLA CREATIVITA’ L’INNOCENZA: dà origine alla creatività tipica dei bambini, priva delle inibizioni delle restrizioni sociali, dando la possibilità di mettere a fuoco in maniera più libera e innovativa qualunque questione. L’ESPERIENZA: origina una creatività opposta a quella derivante dall’innocenza, è fondamentalmente a basso rischio perché basata su ciò che già è stato sperimentato e sui limiti che l’esperienza stessa impone. LA MOTIVAZIONE: presuppone una forte dose di curiosità, la ricerca di spiegazioni, la sperimentazione, la ricerca di nuove idee. Tutto questo richiede un investimento di tempo ed energia. LA CAPACITA’ DI VALORIZZAZIONE E GIUDIZIO: è propria di chi è in grado di riconoscere le potenzialità di un’idea, visualizzarne la fattibilità, convertirla in realtà. LA CASUALITA’: idee creative talvolta nascono casualmente, accidentalmente o per errore. Fleming scoprì la penicillina casualmente, Colombo le americhe per un errore di calcolo… la storia dell’umanità è costellata di eventi simili

32 IL BLOCCO CREATIVO Può derivare dal: processo di inserimento dell’individuo nella società: ogni individuo è condizionato da una serie di restrizioni, generalmente di ordine sociale, che inibiscono naturalezza, spontaneità e freschezza aumentando la prevedibilità dell’azione. In questo caso fattori di blocco sono: –le abitudini –le restrizioni sociali: posizioni conformiste, fede incondizionata nella ragione e nella logica, pregiudizio, diffidenza verso le novità –l’educazione altre restrizioni: di carattere più soggettivo sono relative a fattori emozionali: –paura del ridicolo –paura dell’errore –bisogno patologico della sicurezza

33 SUGGERIMENTI PER FAVORIRE LA CREATIVITA’ NON TEMERE IL RIDICOLO CERCARE SOLUZIONI ALTERNATIVE NON RICERCARE LA PERFEZIONE NE’ L’ECCELLENZA CERCARE SOLUZIONI CHE NON APPARTENGANO ALLA TRADIZIONE ALLENARSI A LAVORARE CON INFORMAZIONI INCOMPLETE SAPER ASCOLTARE ACCETTARE TUTTE LE IDEE NON CRITICARE CHI PROPONE IDEE A PRIMA VISTA ASSURDE CREARE AMBIENTI CORDIALI STABILIRE UN NUMERO RIDOTTO DI REGOLE RICORDARE CHE LE IDEE SONO SOLO IDEE E NON DETERMINANO FORZA O POTERE

34 ESERCITAZIONI OGNI PROBLEMA PUO’ CONVERTIRSI IN OPPORTUNITA’: un individuo che abbia un problema è una persona che ha bisogno di qualcosa. Quando la collettività ha una necessità comune tale necessità può trasformarsi in una opportunità imprenditoriale. –Pensate a tre problemi che possono verificarsi in un’azienda, in casa, in un bar, in un parco giochi, durante un fine settimana e risolveteli utilizzando la tecnica del brainstorming. ANALISI DELL’IDEA AZIENDALE: elaborate un’idea aziendale e rispondete alle seguenti domande: perché la mia idea è innovativa? Cosa la differenzia dalla concorrenza? In quale misura è fattibile? REALIZZARE UNA LISTA DI BENEFICI: in gruppo analizzare le ragioni per cui potenziali clienti potrebbero utilizzare il tuo prodotto o servizio. LA PIETRA: in cinque minuti indicate tutti i possibili usi di una pietra. Comparate le soluzioni con quelle del gruppo.

35 COME ELABORARE UN PIANO D’IMPRESA

36 L’OBIETTIVO DI QUESTA SEZIONE E’ QUELLO DI OFFRIRE UN’INFORMAZIONE SINTETICA SUL PERCORSO DI CREAZIONE D’IMPRESA, DAL CONCEPIMENTO DELL’IDEA ALLA SUA REALIZZAZIONE

37 Valutazione delle attitudini imprenditorialiValutazione delle attitudini imprenditoriali Definizione dell’idea imprenditorialeDefinizione dell’idea imprenditoriale Analisi del mercato e del prodotto Organizzazione dell’azienda Redazione del piano d’impresa Il percorso prevederà 5 fasi:

38 VALUTAZIONE DELLE ATTITUDINI IMPRENDITORIALI

39 È essenziale valutare il proprio profilo dal punto di vista PSICOLOGICO E TECNICO

40 Dal punto di vista psicologico è necessario valutare alcune caratteristiche quali: la propensione al rischio la resistenza allo stress la capacità di tenere sotto controllo le situazioni la creatività l’elasticità mentale la capacità di stabilire buone relazioni umane

41 È poi necessario capire le motivazioni che spingono a mettersi in proprio e ad avviare proprio quel determinato tipo di attività

42 Mettersi in proprio infatti significa anche: cambiare le proprie abitudini ridurre il tempo libero non avere orari caricarsi di molte responsabilità mantenere un impegno assiduo e costante sostenere ritmi di lavoro più intensi SENZA AVERE LA CERTEZZA DI CONSEGUIRE UN SUCCESSO

43 Dal punto di vista tecnico è necessario: accertarsi di avere le competenze e il know-how richiesto per svolgere quella determinata attività conoscere i punti forti e i punti deboli dei propri concorrenti

44 LA DEFINIZIONE DELL’IDEA IMPRENDITORIALE

45 L’idea imprenditoriale non si può improvvisare, deve partire necessariamente da alcune considerazioni imprescindibili. Perché un’idea sia vincente deve: rispondere alle esigenze del consumatore essere realizzabile, con un rischio minimo

46 la concorrenza di grandi imprese multinazionali che operano nello stesso settore la localizzazione l’andamento del mercato la copertura finanziaria dell’investimento Altri dati da considerare per valutare l’idea imprenditoriale sono:

47 autorizzazioni da richiedere per ogni singola attività (licenze, denunce, visti, nulla-osta, prese d’atto…) iter procedurale formulari e modulistica da compilare per ottenere autorizzazioni o inoltrare la denuncia vincoli e adempimenti amministrativi per costituire un’impresa Infine è necessario disporre delle informazioni su:

48 ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA

49 risorse materiali (locali, mobili, macchinari, attrezzature, materie prime…) risorse umane risorse finanziarie risorse tecnologiche e know-how Ogni azienda si costituisce di quattro elementi principali:

50 ACQUISTARE UN’AZIENDA ESISTENTE O CREARNE UNA NUOVA? SVANTAGGI DELL’ACQUISTO: l’acquisto è conveniente solo se gli adattamenti e i miglioramenti da apportare alla struttura sono di modesta entità, diversamente l’operazione potrebbe rivelarsi troppo onerosa I VANTAGGI DELL’ACQUISTO: la possibilità di accedere a dati storici che permettono di effettuare previsioni attendibili sulla capacità produttiva dell’azienda. Esiste in ogni caso un periodo di avviamento VANTAGGI DELLA COSTITUZIONE: la possibilità di creare una struttura moderna e plasmata sugli obiettivi dell’imprenditore. Una nuova costituzione implica poi un minore investimento iniziale, perché non prevede spese di avviamento. SVANTAGGI DELLA COSTITUZIONE: la mancanza di esperienza crea una difficoltà nell’effettuazione di una previsione attendibile. La nuova impresa dovrà inoltre farsi conoscere ed acquisire nuovi clienti.

51 sia vicina ai mercati di approvvigionamento o di sbocco sia servita dalle principali infrastrutture possa reperire facilmente personale qualificato possa accedere ad agevolazioni previste per aree determinate non abbia vincoli ambientali o di altra natura Perché l’attività possa avere successo è importante localizzarla in maniera intelligente in modo che:

52 LA VESTE GIURIDICA La scelta della forma giuridica è una delle più importanti e complesse nella costituzione di un’azienda perché porta con sé tutta una serie di implicazioni fiscali e tributarie.

53 L’ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Il modello di organizzazione più adatto alle nuove microimprese è la struttura semplice, che prevede: accentramento decisionale nella persona del titolare bassa specializzazione dei compiti scarsa presenza di pianificazione e controllo scarsa formalizzazione delle procedure

54 STRUTTURA PER LA STESURA DEL BUSINESS PLANBUSINESS PLAN

55 OBIETTIVO Valutare come l’idea possa realisticamente trasformarsi in un prodotto/servizio da vendere sul mercato

56 FASI FASE A. DESCRIZIONE DELL’IDEA: identificazione della nascita e dei contenuti innovativi dell’idea FASE B. VALUTAZIONE DEL GRUPPO IMPRENDITORIALE: realizzabilità dell’idea in relazione alle capacità del gruppo imprenditoriale FASE C. ANALISI DEL PRODOTTO/SERVIZIO: identificazione delle caratteristiche tecniche del prodotto/servizio e delle tipologie di bisogni soddisfatti dallo stesso

57 DESCRIZIONE DELL’IDEA IMPRENDITORIALE Consiste nell’evidenziare di tutti gli elementi utili alla comprensione del progetto: come è nata l’idea: si deve cioè indicare se è frutto di passate esperienze lavorative di uno dei membri del gruppo imprenditoriale, di intuizioni particolari, di una scelta razionale dell'intero gruppo, etc. in che cosa consiste: si deve descrivere sinteticamente ma efficacemente l'intero progetto imprenditoriale le novità in essa contenute: eventuali innovazioni tecnologiche, brevetti o particolare know- how,identificazione di bisogni insoddisfatti, di nuovi bisogni, etc.).

58 DESCRIZIONE DEL GRUPPO IMPRENDITORIALE DELL’IMPRESA È necessario identificare chi sono i membri del gruppo imprenditoriale e la storia dell’impresa. Le informazioni necessarie sono: curricula del gruppo imprenditoriale; è necessario che emerga con chiarezza il profilo professionale di ciascuno dei membri; ruolo previsto all'interno dell'organizzazione per ciascun membro del gruppo; già in questa fase è opportuno, per le eventuali posizioni rimaste scoperte, indicare le soluzioni previste e motivarle adeguatamente; storia dell' impresa e suoi dati rilevanti ( nascita, ubicazione, forma giuridica adottata, e, nel caso si tratti di società, il capitale sociale, l'oggetto sociale etc.); eventuali legami con altre imprese indicandone i nomi, le forme della collaborazione, l'oggetto, se esista o meno partecipazione di capitale etc

59 CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO/SERVIZIO Si dovranno fornire informazioni riguardo: le sue caratteristiche tecniche; l'utilizzo che ne viene fatto; i bisogni che va a soddisfare; la tipologia del cliente che viene ad identificare

60 CHECK LIST FASE A. L’IDEA 1.L'idea imprenditoriale è stata concepita da una sola persona o vi ha partecipato l'intero gruppo? 2. Quali sono stati i fattori che hanno determinato la nascita dell'idea? 3. Qual è l'area di attività dell'impresa? 4. L'idea è realmente innovativa? 5. Perché dovrebbe funzionare? 6. Ci sono altri prodotti/servizi sul mercato che soddisfano lo stesso bisogno?

61 1.Chi sono i partecipanti? 2.Qual è la loro area di competenza? 3.Che quote di partecipazione hanno? 4.Che lavoro svolgono o hanno svolto? 5.Quali sono i loro obiettivi personali? 6.Sono competenti a svolgere l'attività prevista? 7.Le competenze dei fondatori coprono gli incarichi importanti dell'impresa? 8.Esiste un azionista di maggioranza? 9.Sono state definite le esigenze di aggiornamento professionale dei fondatori? 10. Gli imprenditori hanno la forza fisica ed emotiva per condurre un'impresa di successo? 11. Hanno a disposizione tempo, sostegno della famiglia e spirito di sacrificio? 12. Esistono le sufficienti esperienze e competenze? 13. Esistono le risorse finanziarie per riuscire? 14. C'è un sufficiente coinvolgimento nell'impresa? FASE B1. IL GRUPPO IMPRENDITORIALE

62 1.La forma giuridica scelta è adatta? 2.Nella scelta della forma giuridica si è tenuto conto degli aspetti fiscali? 3.Esistono legami condizionanti con altre imprese? 4.Chi sono queste imprese? FASE B2. L’IMPRESA

63 1.Cos'è il mio prodotto/servizio? 2.Quali bisogni soddisfa? 3.E' necessario fare qualcosa per risvegliare questi bisogni? 4.Che benefici arreca il mio prodotto/servizio? 5.E' già stato brevettato? 6.Com’è fatto? 7.Chi sono i suoi consumatori? 8.Qual è la loro età, sesso, stato civile, numero di figli? 9.Qual è il loro stile di vita? 10. Dove vivono? 11.Dove lavorano? FASE C. IL PRODOTTO/SERVIZIO

64 AMBITO COMPETITIVO Verifica la fattibilità teorica del progetto imprenditoriale attraverso l’analisi del suo ambiente generale e specifico ed individuazione delle strategie e politiche di inserimento.

65 FASI A. ANALISI SETTORIALE: individuazione delle caratteristiche dell’ambiente generale e verifica di come ci si possa inserire nelle dinamiche settoriali B. ANALISI DEL MERCATO DI RIFERIMENTO: individuazione del proprio segmento di mercato e della concorrenza diretta ed indiretta; misura e confronto del proprio grado di competitività C. DECISIONI STRATEGICHE E PIANO DI MARKETING: scelta dei mezzi di cui dotarsi per entrare nell’arena competitiva e delle modalità con cui competere ( fissazione del sistema di obiettivi ); determinazione degli obiettivi commerciali ed elaborazione del piano operativo

66 ANALISI SETTORIALE L’analisi del proprio ambiente inizia prendendo in considerazione le variabili macroeconomiche che possono influire sulla vita dell’impresa indagando sulle dinamiche settoriali.

67 La ricerca relativa all’analisi settoriale dovrà reperire informazioni su: STRUTTURA DEL SETTORE: verificare l’esistenza o meno di barriere all’ingresso ( normative particolari che lo regolino, difficoltà di approvvigionamento, economie di scala, necessità di forti investimenti per iniziare l’attività etc. ) sua profittabilità media, potere contrattuale dei fornitori e dei clienti, tecnologie dominanti, struttura dei costi etc. CARATTERISTICHE DELLA DOMANDA: verificare l’andamento dei consumi ( in valore ed in volume ) e il loro andamento negli ultimi tre ( o più ) anni attraverso una aggregazione dei prodotti omogenei, la localizzazione della domanda, le varie tipologie di clienti, ed eventualmente la sua elasticità rispetto al prezzo ed al reddito - per verificare la sua sensibilità rispetto ai fattori congiunturali - etc. CARATTERISTICHE DELL’OFFERTA: struttura e dimensione, grado di concentrazione, fattori critici di successo, grado di competitività, etc

68 Il mercato di riferimento è inteso come quella parte del settore definito dal prodotto che si andrà ad offrire. Anche in questo caso ( come per il settore) l’analisi di mercato sarà rivolta prima alla domanda ( con lo scopo di procedere alla sua segmentazione ) e poi all’offerta - concorrenza diretta ed indiretta - al fine di identificare il proprio ambito competitivo diretto. Ad esempio se si producono giacche da uomo di elevata qualità si opererà nel settore dell’abbigliamento in generale ma il proprio mercato di riferimento sarà quello dell’abbigliamento di alta moda per uomini, con caratteristiche che possono essere molto particolari rispetto agli altri segmenti dell’abbigliamento. L’analisi di settore è necessaria per avere una visione corretta di quelli che sono i vincoli e le opportunità dell’ambiente generale.

69 INDIVIDUAZIONE DELLA CONCORRENZA Individuare la concorrenza diretta (e cioè quella che si colloca sugli stessi nostri segmenti di mercato ) ed indiretta (quella che invece offre prodotti sostitutivi rispetto al nostro). Quantificazione e classificazione: a. imprese leaders; b. imprese forti; c. imprese di nicchia; d. imprese minori,

70 ANALISI DELLE IMPRESE CONCORRENTI a - quota di mercato; b - strategie di marketing adottate; c - punti di forza e di debolezza; d - struttura organizzativa,

71 STRATEGIE E POLITICHE DI MARKETING Stabilire gli obiettivi di mercato, individuando:  strategia di ingresso  una strategia competitiva di base  politiche di marketing. Obiettivi per tutto il periodo di piano:  quota di mercato;  fatturato;  composizione del fatturato ( nell'ipotesi di un mix di prodotti );  prezzo di vendita;  modalità di distribuzione;  attività di commercializzazione e promozione;  percentuale vendita su commissione di terzi.

72 IL BUSINESS PLAN

73 Il Business plan è un importante ausilio per ogni direzione d’azienda. Indipendentemente dal fatto che l’azienda si trovi nella fase progettuale o abbia già posto ben saldamente le sue basi nel mercato, è necessario prendere le decisioni giuste. Con il business plan viene innanzitutto analizzata la situazione. In seguito si stabiliscono gli obiettivi e si pianificano le misure che porteranno l’azienda al successo, stabilendo un budget. Dagli obiettivi e dalle misure, con il loro budget, risulteranno il fabbisogno di capitale e le necessità di finanziamento. Il business plan light che segue dà una panoramica d’insieme.

74 FASI PROCEDURALI FASE 1: descrivete brevemente l’azienda, in quale settore siete attivi e chi c’è dietro l’azienda FASE 2: analizzate la situazione attuale e futura dell’azienda. Spiegate, il più esattamente possibile, quali sono i punti forti e i punti deboli a cui date maggior importanza nella vostra azienda. Cercate di mettere chiaramente in rilievo che cosa rende la vostra azienda migliore rispetto alla concorrenza. Inoltre definite quali saranno in futuro le opportunità, i pericoli e le sfide più importanti per la vostra azienda. FASE 3: rappresentate il mercato odierno della vostra azienda e passate in rassegna i vostri clienti e le vostre offerte. Meglio se indicate qui anche il numero dei clienti per gruppo e la relativa quota di partecipazione al fatturato complessivo. Le stesse indicazioni datele per il vostro mercato fra tre anni. FASE 4: enumerate i clienti che potete portare come “buona referenza”; descrivete brevemente perché i vostri clienti sono entusiasti della vostra azienda. Spiegate attraverso quali misure in futuro intendete acquisire nuovi clienti, cioè come intendete portare a conoscenza della vostra azienda i clienti. Descrivete chi sono gli intermediari attraverso i quali in futuro intendete offrire i vostri servizi, cioè chi vi aiuterà ad acquisire clienti. FASE 5: descrivete quali sono le misure che prevedete nell’infrastruttura per raggiungere i vostri obiettivi. In base a queste previsioni pianificate gli investimenti e i nuovi acquisti per i prossimi tre anni, inoltre stabilite degli obiettivi intermedi indicando chiaramente le scadenze. Assicuratevi che questi obiettivi siano misurabili, cioè verificabili sul giorno stabilito. FASE 6: descrivete come si sono sviluppati negli ultimi anni nella vostra azienda il fatturato e i costi, e quale ulteriore sviluppo avete pianificato. FASE 7: elaborate il quadro dei mezzi finanziari di cui avete bisogno, sulla base della vostra pianificazione finanziaria. Ha importanza soprattutto la prova di come in futuro vorrete tenere sotto controllo le finanze e la liquidità nella vostra azienda.

75 QUADRO D’INSIEME DELL’AZIENDA AZIENDA: quando è stata fondata la nostra azienda? Di quanti collaboratori disponiamo oggi? SETTORE: qual è il settore in cui operiamo? Qual è la nostra più importante offerta? Qual è il nostro più importante gruppo di clienti? VISIONE: in che direzione vogliamo andare con la nostra azienda? Qual è il nostro obiettivo a lungo termine? VALORI FINANZIARI INDICATIVI: Dove ci troviamo finanziariamente secondo la nostra ultima chiusura annuale? A quanto ammonta attualmente lo stato degli ordini? PERSONE CHIAVE: chi sono le persone chiave, qual è la loro funzione e in che misura contribuiscono al successo dell’azienda?

76 LA SITUAZIONE ATTUALE Quali sono i nostri principali punti di forza? Quali sono i nostri principali punti deboli? Come ci differenziamo dai più diretti concorrenti? In ce cosa ci batte la concorrenza? Qual è la ricetta del nostro successo?

77 SITUAZIONE FUTURA Quali sono le opportunità più importanti per la nostra azienda nel mercato? Quali sono i più grossi pericoli per la nostra azienda? Come si sviluppano le necessità dei nostri clienti? Quali sono i vantaggi concreti che vogliamo offrire loro in futuro?

78 QUESTIONARIO DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE

79 Scrivere un piano d’impresa non è un’operazione semplice. Il questionario che segue è una traccia per ricavare le informazioni necessarie alla compilazione del business plan.

80 OBIETTIVI Disegnare un piano d’impresa servirà per minimizzare i rischi.

81 ANTECEDENTI Quali sono i motivi che ti hanno portato a impegnarti nella creazione d’impresa? Come è nata l’idea di un’impresa? Quali sono gli obiettivi del progetto imprenditoriale? Qual è la situazione attuale del progetto imprenditoriale rispetto agli obiettivi prefissati?

82 I PROMOTORI DEL PROGETTO Descrivere, uno per uno, i fondatori della nuova impresa, facendo emergere gli apporti che ognuno porterà per la realizzazione degli obiettivi.

83 I DATI PERSONALI Nome e cognome Ruolo Età Stato civile

84 DATI PROFESSIONALI Formazione scolastica Esperienza lavorativa Esperienze o conoscenze inerenti il settore imprenditoriale della nuova attività esperienze o conoscenze sulla realtà imprenditoriale

85 DESCRIZIONE DEL PRODOTTO O SERVIZIO Dettagliare i prodotti o servizi della nuova impresa Il prodotto o servizio possiede alcune caratteristiche innovative che lo differenziano da quelli delle altre imprese del settore? Quali? Descrivere le esigenze che il prodotto o servizio copre rispetto all’utenza

86 STUDIO DEL MERCATO Segnalare i principali rischi del mercato, evoluzione, tipo di mercato (frammentato o concentrato) e settore Indicare quali potrebbero essere i clienti e dettagliarne le caratteristiche Dove sono localizzati i clienti? Quali sono i concorrenti? Come è organizzata l’impresa? Quali sono i suoi punti forti e suoi punti deboli? Come si distribuisce la quota di mercato tra i differenti attori? Quali sono i prodotti o servizi della concorrenza? Quali sono gli aspetti innovativi del nostro prodotto o servizio? Come si può evitare l’imitazione del nostro prodotto/servizio? Come competere con i concorrenti: prezzo, qualità, quantità di vendita, servizi? Come strappare i potenziali clienti alla concorrenza? Sono fedeli ad una determinata impresa? Sono soddisfatti del servizio della concorrenza? Quali sono i principali reclami? Quali problematiche genera un nuovo concorrente sul mercato? Come reagirà la concorrenza alla nostra presenza? Altre imprese ci seguiranno?

87 PIANO DI MARKETING Uno degli obiettivi principali del progetto imprenditoriale è definire l’immagine, il posizionamento dell’impresa, la politica di comunicazione e la distribuzione del prodotto o servizio offerto secondo le condizioni del mercato.

88 PRODUZIONE E MEZZI TECNICI Indicare la localizzazione dell’impresa e le sue installazioni Quali sono le caratteristiche dei locali di cui necessita l’impresa? Relazioni delle risorse che l’impresa deve reperire per sviluppare le sue attività (installazioni, mezzi di trasporto, equipaggiamenti) Indicare se è necessario acquistare materie prime o prodotti? Quali? Quale sarà l’investimento necessario per iniziare l’attività? Quanti sono i preventivi? Quali saranno le condizioni di pagamento?

89 ORGANIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Definire ogni suolo che si ritiene necessario per iniziare l’attività denominazione del ruolo Funzioni/responsabilità Profilo del candidato: titoli, conoscenze specifiche, esperienze lavorative, competenze Indicare quante persone lavoreranno nell’impresa e quale ruolo ricopriranno. Segnalare quanti sono i soci e quanti i lavoratori dipendenti Saranno necessarie consulenze esterne?

90 FORMA GIURIDICA Quale tipo di impresa si vuole creare (impresa individuale, S.r.l., S.n.c., cooperativa…)? E’ chiara la legislazione applicabile all’attività che si vuole sviluppare (autorizzazioni di apertura e installazione, politica ambientale e del rumore, imballaggi, rifiuti, obblighi finanziari)? Si posseggono conoscenze specifiche in materia?

91 STUDIO ECONOMICO E FINANZIARIO L’analisi economica e finanziaria del progetto imprenditoriale permette all’imprenditore o ai soci di esaminare la validità del progetto e prendere coscienza dell’investimento necessario per convertire un’idea di attività in un’impresa redditizia.


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